30 aprile 2011

Inafferrabile, non definibile

La malattia di cui oggi soffre gran parte dell'umanità è inafferrabile, non definibile. Tutti si sentono più o meno tristi, sfruttati, depressi, ma non hanno un obbiettivo contro cui riversare la propria rabbia o a cui rivolgere la propria speranza. Un tempo il potere da cui uno si sentiva oppresso aveva sedi, simboli, e la rivolta si dirigeva contro quelli. [...] Ma oggi? Dov'è il centro del potere che immiserisce le nostre vite? Bisogna forse accettare una volta per tutte che quel centro è dentro di noi e che solo una grande rivoluzione interiore può cambiare le cose, visto che tutte le rivoluzioni fatte fuori non han cambiato granché.
Tiziano Terzani dal libro – Un altro giro di giostra. Viaggio nel male e nel bene del nostro tempo

29 aprile 2011

Da - Oceano Mare -

Perché nessuno possa dimenticare di quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi. E qualcuno - un padre, un amore, qualcuno - capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume - immaginarlo, inventarlo - e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio. Questo, davvero, sarebbe meraviglioso. Sarebbe dolce, la vita, qualunque vita. E le cose non farebbero male, ma si avvicinerebbero portate dalla corrente, si potrebbe prima sfiorarle e poi toccarle e solo alla fine farsi toccare. Farsi ferire, anche. Morirne. Non importa. Ma tutto sarebbe, finalmente umano. Basterebbe la fantasia di qualcuno - un padre, un amore, qualcuno.Lui saprebbe inventarla una strada, qui, in mezzo a questo silenzio, in questa terra che non vuole parlare. Strada clemente, e bella. Una strada da qui al mare.
Alessandro Baricco

28 aprile 2011

La libertà

“La libertà è come l’aria, ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della nostra generazione hanno sentito per vent’anni, che io auguro a voi giovani di non sentire mai. Vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso d’angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare le condizioni perché questo senso d’angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare dando il proprio contributo alla vita politica”
Piero Calamandrei

27 aprile 2011

Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell'uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.
Enrico Berlinguer

26 aprile 2011

Onestà e rettitudine



Da noi deve partire l'esempio di attaccamento agli istituti democratici e soprattutto l'esempio di onestà e di rettitudine. Perché il popolo italiano ha sete di onestà. Su questo punto dobbiamo essere intransigenti prima verso noi stessi, se vogliamo poi esserlo verso gli altri. Non dimentichiamo, onorevoli colleghi, che la corruzione è nemica della libertà.


Sandro Pertini

25 aprile 2011

Ogni posto è una miniera

Ogni posto è una miniera. Basta lasciarcisi andare. Darsi tempo, stare seduti in una casa da tè a osservare la gente che passa, mettersi in un angolo del mercato, andare a farsi i capelli e poi seguire il bandolo di una matassa che può cominciare con una parola, con un incontro, con l'amico di un amico di una persona che si è appena incontrata e il posto più scialbo, più insignificante della terra diventa uno specchio del mondo, una finestra sulla vita, un teatro d'umanità dinanzi al quale ci si potrebbe fermare senza più il bisogno di andare altrove. La miniera è esattamente là dove si è: basta scavare.
Tiziano Terzani dal libro – Un indovino mi disse –

24 aprile 2011

La famiglia - Metti una sera a cena -

Non mi è mai piaciuto varcare quella porta. Al di là si apriva un mondo non mio fatto di esteriorità e cose inutili. Mi guardavo spaesato tra la mobilia dell’ingresso e la voglia di uscire con l’invito di Clara di direzionarmi in salotto, meta obbligatoria rappresentativa principale del male di esteriorità di cui viveva la famiglia. Appena vi entravo ad accogliermi ferma ed immobile vi era la vetrinetta così chiamata per gli specchi di cui era composta piena, tanto che se la guardavi ti mandava in stato confusionale di ammenicoli, statuine,alabastri, e poi ancora e ancora. In fondo nell’angolo la signora Silvia a mezzo sorriso osservava e aspettava un mio cenno di saluto, come al solito pensavo tra me e me, e mi avvicinavo per salutarla e stringerle la mano. Giulio aspirando avidamente la pipa, taceva assorto e immerso nel mezzo delle sue nuvole di fumo. Ahh. Hiii, suoni confusi dalle altre stanze ti pareva mancava proprio lei Paola, la nipote modello assieme a Marta, fasciata dalle calze nere e dalla minigonna a quadroni. Mi sono sempre chiesto se le avevano mai fatto un regalo dalla Scozia ma credo proprio di si quell’orribile minigonna ne accentuava un po’ le forme senza però pensare di voler essere al posto di Filippo. Ciao, ciao baci bacini formalità di facciata ,sorrisi e gridolini di chi vuol nascondere il fastidio di quelle visite. Guardo e osservo Clara finta bionda sempre tirata a puntino, tacchi a spillo anche in casa, calze nere con la gonna leggermente sopra al ginocchio seduta sexy ma non troppo, sta parlando con Silvia e capisco al volo qualcosa non và certo il mio abbigliamento troppo informale per una serata a casa dell’ingegnere. Quante sfilate ho visto, compleanni, natale, pasqua, c’era sempre un vestito nuovo, un paio di scarpe nuove, la borsetta di tizio, la sciarpa di caio, il maglioncino di sempronio. Virginia che chiede quale negozio, dove si trova, ma va ci sono passata un sacco di volte e non ci ho mai fatto caso, le due cugine interessate alla conversazione non si sa mai sai qualche esame potrebbe essere necessario una presentazione sobria un apparenza distinta e poi cugina, continua Paola, sai a scuola, ci vuole un po’ di quel che si dice. Marta già laureata ma costretta a continuare gli studi, non c’era possibilità di trovare lavoro, dovevo andare all’estero, non mi andava e così ho continuato però ora insegno. Si una faticaccia che non vi dico quei ragazzi senza educazione sono difficili da gestire arrivo a casa che non ho più fiato. Sorrido e penso tra me e me quale cazzo di laurea sia andata a cercarti per avere più difficoltà degli altri nel trovare una collocazione nel mondo del lavoro. E poi sei sempre che ti lamenti, identica alla mamma, prossima alla pensione. Non ha mai lavorato, anzi pochi anni ma, si è pagata tutti i contributi anche se a casa a fare la mamma, azz dico io, prendeva bene tuo marito. E mentre penso seduto in un angolo in poltrona vicino ad una orribile lampada che non so spiegarmi dove abbiano potuto trovarla d’improvviso il cognato ingegnere. Ha una bottiglia in mano, una bottiglia di vino. Lo presa dalla mia cantina mi è stata regalata da un mio cliente, ma và ! ti pareva solo quella potevi tirar fuori. Cravatta slacciata leggermente staccata dal collo della camicia, pulloverino grigio senza maniche, pantaloni fumo di londra e scarpe, azz è in ciabatte. Clara lo fulmina con lo sguardo lui la guarda e ammicca…ma caro ti sembra il caso, le ciabatte su via un paio di mocassini leggeri non ti sembra. Lui la guarda e ignora il “consiglio” stappiamo e fuori i bicchieri salute a tutti. Dobbiamo sederci a tavola la cena è quasi pronta. Giulio ogni tanto tossisce e la moglie lo riprende perché non copre la bocca, è arrivato Filippo, Paola le fa le feste come fosse un cagnolino, guardo mia moglie e scuotiamo tutti e due la testa. Al primo piatto ho già la nausea. No non per il menù ma per le solite cucu,qua,qua,qua, curuccu,cu,cu,cu. Ma è mai possibile pagare così tante tasse ! Alberto inizia, non fraintendetemi certamente sono da pagare, non voglio mica dire che…ma come si fa ! Con quello che guadagni, penso io, tiri fuori anche le tasse. Le tue consulenze quelle esentasse ingegnere come vanno ? Eccolo sempre pronto il “comunista” ma lo sai che…Ho insomma basta smettetela si intromette Clara seguita da Virginia sempre a parlare di politica basta. Chiamala politica e di traverso osservo mia moglie. E’ in mezzo alle forche caudine delle “cugine” ma sembra che si diverta. Ho sempre invidiato a mia moglie il suo autocontrollo. Ma lo sapete che la signora sopra di noi vende ! dice Silvia. Potreste pensarci un po’ sopra sarebbe un buon investimento il mattone non tradisce mai. Oh mamma sai che ci siamo appena imbarcati nell’avventura della nuova casa ci sono tante spese i soldi non bastano mai e, appunto i soldi non bastano mai, ci mancava la sceneggiata di Virginia e suo marito ne hanno tanti di soldi che neanche se ne accorgono. Elena potrebbe essere l’occasione buona fa Clara rivolta alla sorella, si l’occasione buona, noi stiamo bene così, vero Claudio ? Cenno di assenso e di immenso compiacimento. E cucu, qua,qua,qua, curuccu, cu,cu,cu. Ma quando finisce questa azzo di cena. Mi cominciano i primi sbadigli e non cerco di nasconderli, mia moglie mi tira gli occhi qualche calcetto sulle caviglie. L’ingegnere stappa ancora, è un’altra bottiglia che ti hanno regalato ? Oh insomma dai trattieniti mi dice sua moglie. Virginia mi guarda solo lo sguardo quasi mi uccide e me ne frego. Sono proprio un maleducato o forse non mi piace la compagnia lascio la tavola e ritorno alla poltrona mentre Clara urlante come una scimietta annuncia che si gioca tutti alla tombola. Si batte le mani mentro io crollo definitivamente. Manca solo che Giulio si svegli dal torpore in cui è da inizio serata per cominciare a elargire le sue massime il suo “granum salis”. Dolce,caffè, bicchierino, a proposito vi ricordate il Luciano De Patri dice Silvia, nooo fanno in coro le sorelle tranne mia moglie che famiglia ! Ma i azzi vostri non sapete proprio farli vero ? L’impulso è forte tanto forte ma mi trattengo. Osservo l’orologio, guardo mia moglie, cenno di assenso. Noi andiamo è tardi, grazie di tutto. Lascio la famosa porta alle spalle dopo i soliti stucchevoli convenevoli e ritorno a veder le stelle. Ma che faccio finisco il tutto come Cronin ? Camminiamo verso la macchina fuori è buio le luci dei lampioni riflettono una leggera nebbiolina mentre si abbassa una persiana. Saliamo e accendo i fari ingrano la prima e verso casa. Le strade sono vuote solo qualche macchina veloce e un gatto : “Attento lo investi” “azz stavo pensando alle ciabatte di Alberto” “Ma dai lo sai come è la mia sorella dacci un taglio per favore” “Ma scusami se uno a casa sua vuol stare in ciabatte deve avere il permesso ?” “Ancora lascia perdere non è il caso” “Ma guarda un po’ invece è proprio il caso, il caso dei mocazzini” “Ohh insomma smettila se non ti va non venirci più a queste serate” “Ecco bene prendo al volo il tuo consiglio non ci vengo più”.Inomincio a sbadigliare ma ormai casa è ad un tiro di schioppo. “A proposito domani vado in centro ad acquistare un paio di mocassini da casa. Non si sa mai sai, se viene qualcuno….” ” Mamma che pedante basta dai “ E pure queste serate non sono una novità ma non mi ci sono mai abituato. Non so ma la famiglia mi ha sempre dato un che di. E’ difficile da descrivere quel che si sente dentro è come, come ti versassero dietro alla schiena qualche cubetto di ghiaccio, provate a immaginarvi la sensazione. Elena ogni tanto mi guarda nonostante l’avanzare degli anni è sempre molto bella. Quasi mi vergogno a dirglielo e allora me ne sto zitto e respiro più profondamente per sentire il suo profumo, gli prendo la mano e la tengo stretta ci guardiamo un attimo e Francesco nostro figlio un attimo ed è come fosse qui con noi. Lui è sempre con noi anche quando non c’è. “Ti ricordi quella volta che così molto spontaneamente disse a tua sorella Clara che gli stavano crescendo la riscrescita dei capelli bianchi” “Ohh siii me lo ricordo” “Lei poi ti disse che avevamo un figlio cafone e maleducato” “Come lo sai ? Non pensavo lo sapessi” “A volte non sai quante cose io so” Incominciamo a ridere ricordando la faccia di Clara e ci troviamo davanti la porta di casa. Un giro di chiavi e siamo all’interno. “Andiamocene a letto dai che è tardi” “Domani devo andare a prendere Francesco è venerdì e torna a casa” “Ohhh è già venerdi domani, queste settimane volano, gli anni volano”. Il tempo ne abbiamo molto bisogno, tanto tempo tutto per Francesco. Quella brutta sera, quel letto di ospedale, quanti centri riabilitativi. Se volto lo sguardo all’indietro rivedo tutto flebo, iniezioni, carrozzina, stanze d’ospedale, hotel, appartamenti e la famiglia, ohhh la famiglia, buonanotte Elena buon riposo. Un bacio Claudio a domani….

23 aprile 2011

Fbc Unione Venezia: Ci eravamo lasciati dopo la sonante vittoria con l’Opitergina

E’ da un bel po’ che non scrivevo più nulla sul calcio Venezia. Mi sembra di ricordare da metà Marzo dopo la splendida cavalcata contro l’Opitergina (4-1). Da allora è passato più di un mese e il Venezia ha regalato nelle mani del Treviso la promozione in C2. Dapprima con il pareggio a Belluno che riportava la squadra biancoceleste a due punti di vantaggio poi, con il pareggio casalingo nello scontro diretto seguito dal tracollo, la domenica successiva, contro il Rovigo (3-0), il pareggio beffa al 91^ al Penzo contro il Tamai (2-2) e con l’ultimo pareggio a Montebelluna con la squadra locale. Nel frattempo è stato esonerato l’allenatore Enrico Cunico sostituito dalla vecchia gloria arancioneroverde Gianluca Luppi. La squadra, agli ordini del nuovo tecnico, dice di avere la testa ai playoff visto che il distacco dalla capolista è di 6 punti e alla fine del campionato mancano due partite. Playoff che non garantiranno, in caso di vittoria, il ritorno nei semiprofessionisti, campionato in cui il Venezia era due anni fa e dove aveva ottenuto la salvezza nei playout contro la Pro Sesto legittimando la permanenza in prima divisione ma, che le successive vicende societarie, hanno visto costringere gli arancioneroverdi a ripartire dalla prima serie dilettantistica cambiando pure il nome in Fbc Unione Venezia. E’ scomparso anche il presidente che ha garantito l’esistenza di una squadra di calcio in laguna, è arrivata la nuova proprietà, una cordata di imprenditore russi che sembrano ben intenzionati e soprattutto solidi economicamente. Si parla di realizzazione una cittadella dello sport, il nuovo stadio ma soprattutto della possibilità di essere ripescati in Lega Pro. Lunedì 2 Maggio l’Unione Venezia è stata ufficialmente convocata a Firenze per una panoramica che vede impegnata la stessa Lega Pro nel tentativo di sistemare una situazione disastrata e per dare una nuova organizzazione al suo organico. Si vocifera che in Lega Pro (C1 e C2) molte società non abbiano i conti in regola e rischiano la sparizione. Non è da farsi scappare l’occasione visto che poche società possono vantare una solidità economica e ampi requisiti sportivi per poter partecipare ad un campionato professionistico come può avere il calcio Venezia. Sta alla nuova dirigenza giocarsi bene le proprie carte per dimostrare che gli arancioneroverdi hanno tutti i titoli per far parte di una categoria da cui, ripeto, si è stati eliminati solo due anni fa pur avendo acquisito sul campo i titoli per rimanerci.
Errebi

22 aprile 2011

Villa Triste

Emilio Zucchi, poeta, ci racconta nel Le midolla del male (Passigli) il condominio delle torture in via Bolognese a Firenze. Zucchi prende un fazzoletto di storia e ce la ripropone con forza straordinaria. Allo stesso tempo informa e ci fa vibrare di rabbia e ci commuove.
FONTE: Saturno letture


Via Bolognese, rantolo in salita
sul primo dorso d'Appennino. Grigia
sorge qui Villa Triste: cinque piani,
manganelli passati sulle vertebre
come su sbarre di ringhiera...
Emilio Zucchi

21 aprile 2011

Miopia

Non ho bisogno di lenti
per guardare la vita.
Focalizzare chiaramente
contorni netti
e verità dolenti
è una sofferenza
che mi abbraccia
ad ogni sguardo.
Meglio perdersi
in piccole luci dilatate,
e nella sconfinata realtà
della fantasia.
Immagino così
un mondo perfetto,
anche se non so
dove si trovi.

20 aprile 2011

L'identità perduta



Rincorro con il pensiero i miei diciotto anni. Un periodo che oserei definire "onesto" dove si c'era ancora il muro di Berlino ma dove il rosso era rosso ed il nero era nero. Dove ci chiamava compagno oppure camerata. Dove si riconosceva l'appartenenza e l'dentità. Ora, lasciatemolo dire viviamo certamente in un periodo che definire tragico è ben poca cosa. Il malcostume politico ha raggiunto livelli difficilmenti riscontrabili in altri momenti della nostra storia. Lampante la strategia di quel puttaniere del nostro, ahimè presidente del consiglio, ma altrettanto non chiara è la strategia politica da intraprendendere da parte della opposizione. Sono certamente convinto che in questo momento non è certamente il puttaniere a vincere le elezioni ma, al contrario, è l'opposizione che vuole perderle. I miei diciotti anni quando la Sinistra, con la S maiuscola, riusciva a muovere le piazze è che soprattutto aveva il dono della coerenza. Il partito che in me si identificava aveva contribuito a scrivere la storia della nostra Repubblica dapprima si è tramutato in una quercia poi, in un ulivo ed oggi ad una macedonia di colori sbiaditi. Un partito litigioso, asincrono e diviso su tutto guidato da un direttivo giurassico e condito da una pletora di ex DC. Le occasioni per dare una spallata a questo governo si sono avute ma anzichè essere attivi in questo senso ci stiamo perdendo dietro alle intemperanza sessuali del puttaniere. I miei diciotti anni, quel '68 solamente sfiorato di striscio, quel partito, anche allora di opposizione, coeso, concreto e coerente con le necessità del Paese ecco, forse basterebbe solo questo...RITROVARE L'IDENTITA' PERDUTA.


FONTE: liberamente elaborato da -Il Fatto Quotidiano-

19 aprile 2011

Forse il modello è superato


Ci vorrebbero forbici da pota

per rifar le basette al mondo.

Una mano di vernice a coprir le crepe

per ridarsi la faccia ridente

del "tutto e subito",

"non mettiamo limiti alla provvidenza"

e "il progresso è inarrestabile".

Possiamo vivere al di sopra delle nostre possibilità

tanto a pagare è il mondo

e i miliardi di persone

che si muoiono di fame.

Tutti vorrebbero partecipare al banchetto

ma il tavolo è per otto

e le provviste non bastano.

Quindi o ci difendiamo dall'assedio

di chi vuole un posto a tavola

o dividiamo il mangiare

rinunciando a qualcosa.

La soluzione estrema,

ma che va per la maggiore,

aumenta lo sfruttamento di uomini e risorse

accelerando la fine della Terra.

Lorenzo Poggi

18 aprile 2011

Inferno - Canto I° -

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.

Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!

Tant'è amara che poco è più morte;
ma per trattar del ben ch'i' vi trovai,
dirò de l'altre cose ch'i' v'ho scorte.

Io non so ben ridir com'i' v'intrai,
tant' era pien di sonno a quel punto
che la verace via abbandonai.

Ma poi ch'i' fui al piè d'un colle giunto,
là dove terminava quella valle
che m'avea di paura il cor compunto,

guardai in alto e vidi le sue spalle
vestite già de' raggi del pianeta
che mena dritto altrui per ogne calle.

Allor fu la paura un poco queta,
che nel lago del cor m'era durata
la notte ch'i' passai con tanta pieta.

E come quei che con lena affannata,
uscito fuor del pelago a la riva,
si volge a l'acqua perigliosa e guata,

così l'animo mio, ch'ancor fuggiva,
si volse a retro a rimirar lo passo
che non lasciò già mai persona viva.

Poi ch'èi posato un poco il corpo lasso,
ripresi via per la piaggia diserta,
sì che 'l piè fermo sempre era 'l più basso.

Ed ecco, quasi al cominciar de l'erta,
una lonza leggiera e presta molto,
che di pel macolato era coverta;

e non mi si partia dinanzi al volto,
anzi 'mpediva tanto il mio cammino,
ch'i' fui per ritornar più volte vòlto.

Temp' era dal principio del mattino,
e 'l sol montava 'n sù con quelle stelle
ch'eran con lui quando l'amor divino

mosse di prima quelle cose belle;
sì ch'a bene sperar m'era cagione
di quella fiera a la gaetta pelle

l'ora del tempo e la dolce stagione;
ma non sì che paura non mi desse
la vista che m'apparve d'un leone.

Questi parea che contra me venisse
con la test' alta e con rabbiosa fame,
sì che parea che l'aere ne tremesse.

Ed una lupa, che di tutte brame
sembiava carca ne la sua magrezza,
e molte genti fé già viver grame,

questa mi porse tanto di gravezza
con la paura ch'uscia di sua vista,
ch'io perdei la speranza de l'altezza.

E qual è quei che volontieri acquista,
e giugne 'l tempo che perder lo face,
che 'n tutti suoi pensier piange e s'attrista;

tal mi fece la bestia sanza pace,
che, venendomi 'ncontro, a poco a poco
mi ripigneva là dove 'l sol tace.

Mentre ch'i' rovinava in basso loco,
dinanzi a li occhi mi si fu offerto
chi per lungo silenzio parea fioco.

Quando vidi costui nel gran diserto,
«Miserere di me», gridai a lui,
«qual che tu sii, od ombra od omo certo!».

Rispuosemi: «Non omo, omo già fui,
e li parenti miei furon lombardi,
mantoani per patrïa ambedui.

Nacqui sub Iulio, ancor che fosse tardi,
e vissi a Roma sotto 'l buono Augusto
nel tempo de li dèi falsi e bugiardi.

Poeta fui, e cantai di quel giusto
figliuol d'Anchise che venne di Troia,
poi che 'l superbo Ilïón fu combusto.

Ma tu perché ritorni a tanta noia?
perché non sali il dilettoso monte
ch'è principio e cagion di tutta gioia?».

«Or se' tu quel Virgilio e quella fonte
che spandi di parlar sì largo fiume?»,
rispuos' io lui con vergognosa fronte.

«O de li altri poeti onore e lume,
vagliami 'l lungo studio e 'l grande amore
che m'ha fatto cercar lo tuo volume.

Tu se' lo mio maestro e 'l mio autore,
tu se' solo colui da cu' io tolsi
lo bello stilo che m'ha fatto onore.

Vedi la bestia per cu' io mi volsi;
aiutami da lei, famoso saggio,
ch'ella mi fa tremar le vene e i polsi».

«A te convien tenere altro vïaggio»,
rispuose, poi che lagrimar mi vide,
«se vuo' campar d'esto loco selvaggio;

ché questa bestia, per la qual tu gride,
non lascia altrui passar per la sua via,
ma tanto lo 'mpedisce che l'uccide;

e ha natura sì malvagia e ria,
che mai non empie la bramosa voglia,
e dopo 'l pasto ha più fame che pria.

Molti son li animali a cui s'ammoglia,
e più saranno ancora, infin che 'l veltro
verrà, che la farà morir con doglia.

Questi non ciberà terra né peltro,
ma sapïenza, amore e virtute,
e sua nazion sarà tra feltro e feltro.

Di quella umile Italia fia salute
per cui morì la vergine Cammilla,
Eurialo e Turno e Niso di ferute.

Questi la caccerà per ogne villa,
fin che l'avrà rimessa ne lo 'nferno,
là onde 'nvidia prima dipartilla.

Ond' io per lo tuo me' penso e discerno
che tu mi segui, e io sarò tua guida,
e trarrotti di qui per loco etterno;

ove udirai le disperate strida,
vedrai li antichi spiriti dolenti,
ch'a la seconda morte ciascun grida;

e vederai color che son contenti
nel foco, perché speran di venire
quando che sia a le beate genti.

A le quai poi se tu vorrai salire,
anima fia a ciò più di me degna:
con lei ti lascerò nel mio partire;

ché quello imperador che là sù regna,
perch' i' fu' ribellante a la sua legge,
non vuol che 'n sua città per me si vegna.

In tutte parti impera e quivi regge;
quivi è la sua città e l'alto seggio:
oh felice colui cu' ivi elegge!».

E io a lui: «Poeta, io ti richeggio
per quello Dio che tu non conoscesti,
a ciò ch'io fugga questo male e peggio,

che tu mi meni là dov' or dicesti,
sì ch'io veggia la porta di san Pietro
e color cui tu fai cotanto mesti».

Allor si mosse, e io li tenni dietro
Dante Alighieri

17 aprile 2011

Il giunco mormorante

C'è una vita a tutti visibile, e ce n'è un'altra che appartiene solo a noi, di cui nessuno sa nulla. Ognuno di noi ha la propria "no man's land" in cui è totale padrone di sé stesso. Ciò non significa affatto che, dal punto di vista dell'etica, una sia morale e l'altra immorale; l'una sia lecita l'altra illecita. Semplicemente l'uomo di tanto in tanto sfugge a qualsiasi controllo, vive nella libertà e nel mistero.
Nina Berberova

16 aprile 2011

Attenzioni

"Trovare una voce significa saper trasportare un sentimento in parole che ti appartengono, e che le tue parole contengono il tuo sapere; e penso che potrebbe non essere una semplice espressione metaforica, perchè la voce poetica probabilmente è davvero intimamente collegata con la voce naturale del poeta, la voce che questi sente come la pronuncia ideale dei versi che sta componendo".
Seamus Heaney

15 aprile 2011

E’ tutto un pret-à-porter

“La laicità è un senso etico, è una regola non scritta che ti tiene insieme, è un codice che viene prima del genuflettersi verso l’Oriente, o del farsi il segno della croce. Se tu avessi quello, non importa che ti genufletti verso Oriente o se ti fai il segno della croce, ma se tu hai solo il segno della croce o solo il genufletterti… è lì il problema. La laicità non è soltanto sapere che risposte dare ai casi di coscienza. E’ identità. E’ qualcosa che si è sedimentato nel tempo. E se ne parliamo è perchè non riusciamo a definirla. L’angelo, il diavolo ti tirano come vuoi. Chi è che non crede più agli angeli custodi? Tutti, è comodo credere agli angeli custodi. Sono i più fenomeni della religione, non molto diversi dalle veline. E’ tutto pret-à-porter.”
Marco Paolini

14 aprile 2011

Il volere del re è stato esaudito

Quando il sole della cultura è basso,
i nani hanno l'aspetto di giganti
Karl Kraus

12 aprile 2011

In tribunale con il cainano

B. in aula ieri per il processo Mediaset per le presunte irregolarità nella compravendita dei diritti Tv, nel quale il più grande perseguitato di tutti i tempi, è imputato per frode fiscale, in compagnia del suo cagnolino Fedele (leggasi Confalonieri)
B.: “Rivolto al pm De Pasquale attacca – “Lei è il cattivo”
De Pasquale: “Si contenga”
B.: “Lei si contenga con le accuse”
De Pasquale: “Le accuse sono il mio lavoro, le battute no”
B: “Dal collegio mi attendo un giudizio sereno e obiettivo”
L’elenco dei testi citati dalla difesa di B. è stato ridotto da 76 a 22. Prima di entrare in aula B. si è fermato con i giornalisti ed è cominciato il suo personale show:
B: “A Ruby ho dato solo soldi per non prostituirsi”
B: “Non esiste alcuna concussione. Sono sempre cortesissimo e ho chiesto un'informazione preoccupato per una situazione che poteva dar luogo ad un incidente diplomatico. Ho dato dei soldi a Ruby perché non si prostituisse - ha spiegato -. Non c'è questa accusa infamante e non c'è nulla di reale perché la stessa ragazza che avrebbe dovuto essere la vittima ha dichiarato sempre, ha giurato, ha sottoscritto, il fatto di non aver avuto avance da parte mia. La ragazza ha raccontato davanti a me e a tutti una storia dolorosa che ci ha persino commosso. L'avevo aiutata - ha aggiunto il premier - e le avevo persino dato la possibilità di entrare in un centro estetico con un'amica che lei avrebbe potuto realizzare se portava il laser antidepilazione per un importo che a me sembrava di 45 mila euro. Invece lei ha dichiarato di 60 mila e io ho dato l'incarico di darle questi soldi per sottrarla a qualunque necessità, per non costringerla a fare la prostituta, per portarla anzi nella direzione contraria".

Quanto alle intercettazioni il premier ha ribadito che «in un paese civile le intercettazioni non possono essere portate a processo perché manipolabili».
B: “Accuse assolutamente inventate e demenziali”
B: “Abbiamo sentito alcuni testimoni e vengo via con una impressione drammatica del tempo che si perde per le fantasie di certi pm, ho trascorso una mattinata surreali sono commosso per l'affettuosa partecipazione che vi assicuro mi merito tutta” Poi il premier, ricostruendo “in estrema sintesi” la vicenda dei diritti tv Mediaset, ha proseguito il suo breve comizio definendo come “incredibili” le accuse che gli vengono rivolte e bollando i processi in cui è coinvolto come “mediatici e fatti solo per gettare fango sull'avversario, unico ostacolo alla sinistra per tornare al potere”.
Un gruppo di contestatori capitanati dal blogger Piero Ricca, famoso per aver detto al premier «buffone», si è riunito davanti all'ingresso principale del tribunale. I manifestanti hanno esposto uno striscione con la scritta «Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, basta leggi ad personam». Il gruppo, costituito da alcune decine di persone, era però ben distante dai fan del Cavaliere. Una lettera firmata dal presidente del Tribunale Livia Pomodoro e dal suo vice Giuseppe Tarantola è stata inviata alle autorità competenti, oltre che al Guardasigilli e al Viminale, per protestare proprio contro la manifestazione organizzata dai supporter del premier. Nella lettera si definisce la protesta «fastidiosa» in quanto ha impedito il «regolare» svolgimento dell'attività giudiziaria.

11 aprile 2011

Filastrocca delle cose nel tempo

E' inutile che il fiore
Voglia essere frutto
Con polpe dolci e buone
Deve passare prima la stagione
L'acqua della sorgente
Non può essere mare
Con le onde e con le schiume
Deve passare prima un lungo fiume
E mai nessun bambino
Potrà crescere in fretta
Solo cambiando i panni
Ci sono prima i giorni, i mesi e gli anni
C'è prima la partenza
Poi vengono i ritorni
La strada è la pazienza
I piedi sono i giorni
Bruno Tognolini (poeta per bambini e per vecchi)
FONTE: l'Unità del 11-04-2011

10 aprile 2011

Il "piazzista"della politica

Convention organizzata da Giovanni Rotondi, Stefano Caldoro e Carlo Giovanardi. La platea non potrebbe essere più adatta: ex Dc ed ex Socialisti, eredi dei partiti crollati dopo tangentopoli convinti, più del ancora del perseguitato, del ruolo politico dei giudici. Il martoriato dalla giustizia così esordisce : “E' bello sentirsi attorno il calore di tante persone, perché anche se ti azzannano da tutte le parti e tu sei convinto di essere nel giusto, vai comunque avanti per la tua strada".Dopodichè è partito un discorso fiume durato oltre un’ora dove B. ha fatto chiaramente intendere che non è il processo Ruby a non farlo dormire ma la richiesta di maxi-risarcimento per la vicenda del Lodo Mondadori che ha definito: “Una rapina a mano armata”.

B.: “Da 17 anni a questa parte i giudici cercano di far fuori il sottoscritto perché la sinistra considera Silvio Berlusconi un ostacolo da rimuovere per riprendere il potere quindi, la riforma della giustizia è indispensabile e bisogna anche separare le carriere”.
B.: “Ora contro di me è in atto anche un attacco patrimoniale perché a Milano c'è un giudice di cui potrei dire molto, che ha formulato una sentenza a favore della tessera numero uno del Pd, De Benedetti, attribuendoci 750 milioni di danni per un lodo a cui la Mondadori fu costretta con il risultato che ora l’azienda, che ha 250 milioni di valore, si chiede di risarcirne 750.”

Ovviamente non poteva mancare l’attacco ai magistrati che “infangando me infangano l’Italia” e alla Corte Costituzionale “Ormai è un organo politico”.
Poi le promesse agli ex Dc che si sentono poco considerati nel partito.
B.: “Dopo aver vinto le elezioni amministrative ( ho paura che, con l’elettorato che ha il paese, la cosa sià molto possibile) metterò mano al partito, non avete avuto la giusta considerazione perché io non ho potuto occuparmi del Pdl".
E alla platea cattolica ha promesso entro l'anno "il quoziente familiare". E' chiaro che questo comporterà qualche aumento "di tasse a chi non ha figli e una riduzione a chi non ne ha". E a questo proposito ha fatto un siparietto con Carlo Giovanardi sottosegretario con delega alla famiglia, uno dei padroni di casa. "Sei un cane da polpaccio - lo ha bonariamente rimbrottato il premier - mi hai dato il tormento e mi hai sfinito. Al punto che se non riusciamo a darti i 50 milioni con Tremonti te li do io".
Portavoce del Cir: “Quando il presidente Berlusconi definisce la sentenza civile di primo grado sul Lodo Mondadori una 'rapina a mano armata' dimentica di dire che l'unico reato di questa lunga vicenda, come stabilito dalla Corte di Cassazione, è stata la corruzione del giudice Vittorio Metta perpetrata nell'interesse di Fininvest nel 1991". "Da tale reato di corruzione giudiziaria di cui Cir fu vittima, è nata l'attuale causa civile. Si tratta di un contenzioso tra due aziende, la Cir, società quotata in Borsa, e la Fininvest. Non riguarda l'attività politica passata e presente del presidente del Consiglio né le legittime idee dell'Ingegner Carlo De Benedetti ed è pertanto una vicenda che nulla ha a che vedere con le polemiche politiche quotidiane".

FONTE: http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/20110409_203534.shtml

FONTE:http://www.repubblica.it/politica/2011/04/09/news/berlusconi_mondadori-14712032/

09 aprile 2011

La morte...pensieri

In filosofia la morte ha sempre avuto un ruolo interessante soprattutto per il comune ed inevitabile nostro individuale destino. Che piaccia o ci dispiaccia la certa e comune conclusione della nostra vita è la morte, presumibilmente una delle poche certezze della nostra vita. La morte è l’opposto della nascita, quando dal nulla passiamo alla vita, nella morte dalla vita passiamo al nulla. “POST MORTEM NIHIL EST” così il filosofo romano Seneca nelle Troades afferma che dopo la morte c’è solo il nulla, e qualcuno lo contesti per dargli torto. In sostanza con la morte si ritorna alla medesima condizione in cui eravamo prima di nascere cioè il non essere. Ed è questo non essere che non ci permette di vivere la morte, nel senso di esperienza non vissuta, quindi a tutti non conosciuta. Scrisse, però, Feuerbach: “Sarà di noi dopo la nostra morte lo stesso che è già stato prima della nostra nascita” e ancora: “La morte non è una fine parziale, ma totale”. “La morte non è un annientamento positivo, bensì un annientamento che annienta se stesso, un annientamento che di per se stesso è niente, è nulla” così ancora Feuerbach. Continuiamo ora con alcuni pensieri sulla morte :
Epicuro: “Non dobbiamo aver paura della morte perché quando ci siamo noi lei non c’è ancora, e quando c’è lei non ci siamo più noi”
Spinoza: “Un uomo libero pensa alla propria morte meno che a qualsiasi altra cosa; e la sua saggezza è una meditazione non sulla morte, ma sulla vita” Feuerbach: “L’uomo non deve certo pensare alla sua fine, al suo non essere” Leonardo da Vinci: “Come dopo un’intensa giornata vissuta un sonno ristoratore è la cosa più gradita, così la morte dopo una vita intensamente vissuta”
Seneca: “E’ aperta all’uomo la via verso la libertà. Dovunque ti volgi, trovi la fine dei tuoi mali. Vedi quel precipizio? La si scende verso la libertà. Vedi quel mare, quel fiume, la libertà abita nelle loro profondità”
Feuerbach: “Io voglio anche la mia morte, ma solo se è l’ultimo ed unico mezzo di rendermi libero dalle miserie umane”
E per concludere ancora Feuerbach: “Se la vita non è più che un male, la morte non è un male, anzi un diritto, il sacro diritto naturale di chi soffre a liberarsi dal male”.
Dunque…morire resta l’ultima possibilità.

08 aprile 2011

"Exit "di Ilaria D'Amico

Si intervista Don Giovanni Bellò, prete trevigiano dall'aria paciosa e serafica, tipica di chi conosce a fondo il genere umano ed è disposto ad assolverlo, ancor prima della confessione. "Siamo tutti peccatori e puttanieri" "Non è il puttaniero che faccia peccato, è la bestemmia". E quando gli si ricorda che proprio di quest'ultima si era macchiato il premier, allo stesso modo di monsignor Fisichella, che a suo tempo lo aveva giustificato, anche il parroco, dimentico di quanto aveva appena pronunciato, prontamente "contestualizza". In fondo si trattava di una barzelletta: "Gli è scappata, forse". Il prete di Semonzo del Grappa e quell'80% di puttanieri dalla labile morale sembrano condividere una comune implicita condizione del mondo, per la quale il peccato, la colpa, il reato, hanno un carattere proteiforme e arbitrario. Tutto diventa lecito, in certi "contesti". Tutto è possibile, per qualcuno. Soprattutto se si tratta di un "povero diavolo, sfortunato" (sempre il compassionevole Bellò), come B.
FONTE: Il Fatto Quotidiano - Sei minorenne? Mi fai lo sconto. - Luigi Galella 08/04/2011

07 aprile 2011

Cambiamento

"Cercare di cambiare le abitudini delle persone e il loro modo di pensare è come scrivere nella neve durante una tormenta. Ogni 20 minuti dovete ricominciare tutto da capo. Solo con una ripetizione costante riuscirete a creare il cambiamento”
Donald L. Dewar

06 aprile 2011

Siamo i tontoloni del nostro presidente del Consiglio ?

Giuliano Ferrara spiega al pubblico reduce dal Tg1, dunque assolutamente digiuno di notizie, che cos'è il processo Berlusconi-Ruby: una manovra per "sputtanare l'Italia" con "accuse temerarie, goffe e ridicole". Quali? Una sola: "Prostituzione". In verità B. è accusato di prostituzione minorile e concussione, ma Ferrara le parole "minorile" e "concussione" le omette, sennò la gente potrebbe capire e indignarsi. A suo dire, B. verrebbe processato perchè la Procura di Milano contesta a un nugolo di belle ragazze "il diritto di essere invitate a cena da B., di sedurlo, di farsene sedurre e giocare con lui privatamente dentro casa sua". E trasforma tutto questo in un reato "per difendere la dignità delle donne come si fa nei paesi islamici, dove regnano il bunga, il velo, la Sharia, la legge coranica". Segue un filmato, tratto da un blog amico, in cui una ragazza pachistana che ha partecipato al Grande Fratello in India, viene accusata di immoralità da un imam islamico. Chiosa Ferrara più truffaldino che mai: "L'Imam ricorda tanto certi magistrati e la ragazza è come Ruby". Una balla via l'altra: la pachistana non è una prostituta nè una minorenne e non ha trascorso 15 notti in tre mesi in casa di un vecchio miliardario di 75 anni che la pagava e, parola di lei, la considerava "un culo". Ma, soprattutto la Procura di Milano non applica la Sharia nè il Corano: applica il Codice penale, che punisce col carcere chi paga prostitute minorenni in cambio di sesso e le fa liberare telefonando in questura quando vengono arrestate per furto. Ferrara chiude descrivendo l'imputato che lo paga come "un giocoliere galante che organizza cene". Ma qui il problema sono i dopocena, i bunga-bunga con una o due minorenni: tutte parole che Ferrara non pronuncia mai, sennò poi qualcuno capisce. Già che c'è, tira in ballo David Riondino e Sabina Guzzanti che, essendo rimaste vittime di un truffatore, meritano di essere sputtanati. Cambiano i regimi e le gabbane, ma Ferrara resta coerente: sempre dalla parte dei mascalzoni.
FONTE: Il Fatto Quotidiano del 06/04/2011 articolo a firma di Marco Travaglio

Parlamento Italiano, ieri 5 Aprile 2011, un'altra giornata di ordinaria follia.In un Paese dove tutto stà andando a rotoli quella accozzaglia di "parlamentari" si occupano solo dei processi di quel vecchio dal culo flaccido che, purtroppo, è il nostro "presidente del consiglio". Dunque, ancora una volta, abbiamo la lampante dimostrazione che i "parlamentari" eletti in nostra rappresentanza dimostrano di avere cognizione di causa, lucidità mentale e molta più lungimiranza di noi nell'accostarsi alla comprensione degli eventi. Perchè è chiaro che siamo noi a non avere capito niente, altrimenti con il voto di ieri sarebbe evidente a chiunque che ci stanno prendendo per i fondelli. E questo non sarebbe accettabile. Qualcuno potrebbe rimanerci male e avere reazioni violente...chissà potrebbe persino rifiutarsi di esultare al prossimo gol di Pato!!! Non sarà che il nostro caro, vecchio, flaccido miliardario ci considera tutti un pò TONTI???

05 aprile 2011

Tutto ho perduto (da Il Dolore)

Tutto ho perduto dell'infanzia
E non potrò mai più
Smemorarmi in un grido.
L'infanzia ho sotterrato
Nel fondo delle notti
E ora, spada invisibile,
Mi separa da tutto.
Di me rammento che esultavo amandoti,
Ed eccomi perduto
In infinito delle notti.
Disperazione che incessante aumenta
La vita non mi è più,
Arrestata in fondo alla gola,
Che una roccia di gridi.
Giuseppe Ungaretti

04 aprile 2011

Vivere una sola vita



In una sola città,

ìn un solo paese,

in un solo universo,

vivere in un solo mondo è prigione.

Conoscere una sola lingua

un solo lavoro

un solo costume

una sola civiltà

conoscere una sola logica

è prigione.

Ndjock Ngana

03 aprile 2011

Kant

La vera sublimità non sta nella grandezza della natura, ma piuttosto nell’animo di colui che giudica sublime tale grandezza, ossia l’uomo. E’ sublime ciò che è grande nello spazio e nel tempo, ciò che è grande in maniera smisurata, al di là di ogni possibile confronto (ad es. l’oceano, le galassie). Di fronte a queste cose proviamo ambivalenza: da un lato proviamo dispiacere perché la nostra immaginazione è troppo limitata per abbracciare tali grandezze, di fronte alle quali, coscienti dei nostri limiti, ci sentiamo piccoli piccoli; d’altra proviamo piacere perché, contemplando queste entità sublimi, ma pur sempre limitate, la nostra ragione si eleva all’idea di infinito, che è superiore ad ogni realtà, per quanto questa possa essere smisurata e potente. Di fronte a tale idea la grandezza del sublime della natura si rivela ben poca cosa: la vera sublimità non sta nella grandezza della natura, ma piuttosto nell’animo di colui che giudica sublime tale grandezza, ossia nell’uomo.
Kant

02 aprile 2011

Gli occhi sono ciechi

Gli uomini coltivano 5000 rose nello stesso giardino...
e non trovano quello che cercano... e tuttavia
quello che cercano potrebbe essere trovato
in una sola rosa o in un po' d'acqua.
Ma gli occhi sono ciechi.
Bisogna cercare col cuore!
Antoine de Sant Exupery (1900-1944)

01 aprile 2011

Quella casa si ha da vendere

“Ciao Elena ti disturbo, scusa l’ora ma proprio non ce la facevo a non chiamarti” “Non ti preoccupare Clara stavo solo andando a letto ma non ha importanza, dimmi cosa c’è” “Oh guarda non riesco più a trovare il bandolo della matassa” “Bandolo della matassa di che cosa Clara” “Ma come di che cosa della casa in montagna del papà” “Che problema c’è?”. Riavvolgiamo il nastro e cerchiamo di capire. E’ lì nascosta nel mezzo del bosco la casa della discordia. Giulio e la moglie sono invecchiati e nonostante i loro sforzi non riescono più a utilizzare quella casa. Troppa strada da fare per arrivarci e poi soli fanno drizzare i capelli a Clara. Nessuno ha il tempo e la voglia di accompagnarli e poi da quando hanno ritirato la patente di guida a Giulio il problema è diventato un tormento per la famiglia. Ognuno ha i suoi problemi, Clara troppo indaffarata con lo studio del marito e con le giornate maniacali dedicate alle shopping. Mamma mia quanto tempo le portano via e quanta attenzione nel cercare il capo all’ultima moda con il minimo costo quasi da esaurimento nervoso. Virginia sempre piena di impegni. E’ ritornata a lavorare dopo un lungo periodo e quindi deve conciliare il lavoro con la famiglia, la figlia sposata che ha bisogno d’aiuto, il figlio ancora in casa da seguire e per ultimo il marito che, se non ci fosse lui, tutto sarebbe un caravanserraglio. Elena tra scuola, casa, figlio disabile e marito chi più ne ha più ne matta. Insomma meglio venderla quella casa e chi meglio di Virginia e suo marito puòù seguire la cosa. “E’ uno sforzo ma per mamma e papà questo e altro” così Virginia accettò l’investitura guardando con l’occhio di traverso il marito. “No non è possibile quella casa non si deve vendere” cominciò Marta la figlia di Virginia seguita in coro dal marito “Nooo, nonni nooo, possiamo darvi noi un aiuto ma la casa non la vendete” “Insomma Elena quando riuscirà Virginia a vendere questa benedetta casa ‘” “Forse sarebbe meglio metterla con le spalle al muro, troviamoci le tre sorelle e chiediamo spiegazioni” “Ma Clara lo sai dove sono e cosa sto facendo come faccio “ “Insomma è nel tuo interesse i soldi ti servono o non ti servono ?”la interruppe Clara “Certo i soldi ma quelli devo trovarli comunque che se si venda o non si venda casa” rispose Elena “Stanno facendo il doppio gioco tengono il prezzo alto per poi fare loro l’offerta e comprarla al prezzo che vogliono loro” “Ma chi scusa ?” domandò Elena “Ma come chi Virginia e suo marito non l’hai ancora capito ?” Certo si erano sempre capite le reali intenzioni dei due su quella casa ma che si spingessero ad un gioco sporco come quello pensato da Clara non era mai passato per la testa ad Elena. Ed ora che la sorella la metteva davanti a ciò non riusciva a capacitarsi. “Ma come Clara come puoi pensare tutto ciò” “Lo penso e sono convinta di quello che dico ed è per questo che dobbiamo telefonare a Virginia e proporle un incontro a casa del papà e della mamma ma, non deve esserci assolutamente Fabrizio mi raccomando, non deve esserci Fabrizio” “Ma scusa Clara ho capito che non deve esserci Fabrizio ma lo dici…” “Si Elena è meglio che telefoni tu a Virginia, con te non avrà sospetti”. Ma figlia di buona donna che è anche mia madre, pensa Elena, temi il doppio gioco, la furbizia dei due e giri la patata a me. “Clara come faccio lo sai i problemi che ho” “Si certo lo so ma è meglio così e…fai venire anche Claudio è bene che ci sia un testimone”. Click. Elena finalmente riesce a coricarsi domani come tutti i giorni della settimana, l’attende una dura giornata con il figlio Francesco.
Errebi