31 gennaio 2011

1.195 giorni dall'incidente

31 Dicembre 2008, ore 19.00, sono passati 1.185 giorni.Questo non vuol essere il racconto di nostro figlio Federico ma, vuole essere la storia di tutto quel contorno folle di ordinaria quotidianità che ci ha accompagnato. Non parleremo dunque di Federico, dei suoi miglioramenti, del suo lottare ma, sperando di non annoiarvi, di quel contorno. Cominciamo da lontano, cominciamo dai giorni in ospedale. Tristi, appesi ad un filo di speranza che non ci ha mai abbandonato, circondati dalla solidarietà di tanti amici e non. Le diagnosi sentenza che per tre lunghi mesi hanno scandito la nostra vita e quella di nostro figlio. Il ribellarsi contro tutto e tutti per imporre la nostra volontà di mandare Federico in un centro di riabilitazione. Non poteva essere vero, un vegetale ci dicevano e, così non è stato. Il primo centro di riabilitazione dove è stato fatto l'impossibile, dove Federico cominciava a ritornare con la testa fuori dall'acqua, anche se la situazione era ancora difficile. Complicava il tutto la sua cecità oltre il grave trauma cranico che aveva subito. Poi, dopo nove mesi, il trasferimento ad un altro centro. L'istituto aveva cambiato equipe medica, le diagnosi differivano e non ci credevano più. Ci siamo trovati imbarcati in quel ferry boat verso una nuova avventura di cui non conoscevamo ne l'inizio, ne la fine. Vicino a quel lago, mentre arrivava la primavera, Federico ritornava ad essere sempre più Federico. Problemi ancora tanti, mia moglie con lui, io che arrivavo al venerdì sera per ripartire alla domenica sera, la lontananza, ma andava tutto bene purchè facesse bene a nostro figlio. Grazie a chi in quel periodo ha speso il suo tempo per nostro figlio, ci ha messo la passione, la voglia e la convinzione per un futuro migliore. Abbiamo ancora con noi il profumo del lago, il calore delle voci e delle facce di chi ha dato una mano a Federico. Solo dire grazie non troviamo altre parole. Poi, l'avvicinarci a casa, e distruggere in poco tempo tutto quello che di buono era stato fatto. Sono bastate, l'incompetenza, la superficialità e la convinzione di una diagnosi sbagliata, ad aprirci un cammino pieno di insidie e di ostacoli di cui stiamo pagando le conseguenza ancora oggi. Una esperienza distruttiva senza speranze per il futuro con la certezza di una corsa ad ostacoli. Così quel passaggio nell'ennesimo centro riabilitativo per poi sprofondare nel profondo dei più profondi. Poi,a quel punto cosa ancora poteva mancare ? Ecco allora il medico di famiglia, la sua figura rassicurante, che si sgancia per volare verso altri lidi. Proprio nel momento in cui era in programma un'importante riunione per parlare di nostro figlio e la sua presenza era essenziale. Conosceva tutto, aveva vissuto in prima persona, assieme a noi tutto il percorso, Federico poteva solo ed esclusivamente da lui essere aiutato ed invece, come un fulmine a ciel sereno, cercare un nuovo medico, sentirsi accusati dal direttore di distretto della nostra Ulss di aver messo in difficoltà la commissione, di essere privi di responsabilità. Noi, traditi ed abbandonati, eravamo comunque il problema. Certo, di cosa meravigliarsi, in questo paese dove ci occupiamo di bunga bunga, prostituzione minorile, case di Montecarlo, corruzione, associazione mafiosa, falsi in bilancio, vogliamo pretendere che almeno la sanità funzioni? Allora...medico nuovo. Dalla padella alla brace. Non so se esista anche nella sanità la casta ma, capiamo in quel momento, che il defilarsi del primo medico, non era stato altro che la necessità di non mettersi in contrasto con il direttore di distretto. Impossibile mettersi in cattiva luce o essere di parere opposto al direttore. Nessun interessamento da parte del nuovo medico, nostro figlio mai visitato una volta . Nessuna indicazione, nessun consiglio, niente. Non sono competente, mi trovate impreparato, non ho minimamente idea di cosa possa servire al paziente. Parole ancora e nient'altro che parole superflue. Resta il fatto che, l'importante figura del medico di base a noi viene a mancare. Ci si mette poi il direttore di distretto a metterci i bastoni tra le ruote. A nostre richieste risponde picche, fa orecchie da mercante. Nessuno ci ascolta e abbandonati a noi stessi non ci resta altro che pubblicare una lettera aperta su di un quotidiano della nostra zona sperando che qualcosa si muova. Poca cosa, qualche incontro con alcuni responsabili dei servizi sociali della nostra regione che ci lasciano con gli occhi sbarrati. Incompetenti, non sanno dove sbattere la testa, si arrampicano sugli specchi ma, per Federico, meno di niente. Ed è quì che mia moglie ed io cominciamo a metterci in discussione. Arriviamo con il chiederci se stiamo facendo troppo o troppo poco per nostro figlio ma, i riferimenti ci diciamo, non ci sono. Non esiste neppure una banale guida che ti dica quali sono le esenzioni da alcune spese e alle quali hai diritto come, in alcuni casi, ai pannolini o magari al bollo dell'auto. E' una situazione tragicomica. Tanto per farvi capire come vivono i genitori di un ragazzo disabile vi faccio l'esempio, magari banale, di quelle mamme che ritrovandosi ai giardinetti si scambiano pareri sul pediatra o altro. Ma noi come facciamo e a chi ci possiamo rivolgere? Fortuna che esiste internet, almeno quella, e via contatti senza fine, altri genitori con il nostro stesso problema e qualcosa si arriva a trovare. Qualcuno ci da la giusta indicazione e troviamo quello che non ha trovato chi è pagato fior di quattrini per farlo. Un'altra esperienza voluta e cercata disperatamente che ci apre orizzonti a cui non avevamo mai pensato ma anche chiusure senza riserbo da parte delle istituzioni. Non era necessario, tempo perso e soldi buttati via. Difficile spiegare che lottare vuol dire speranza. Una lotta che è più di una speranza visto poi i risultati. Una nuova breve esperienza che pero ci da il là per un proseguimento che ci veniva negato. Con il ritorno a casa di nostro figlio si presentano altri problemi, il cercare la persona giusta che gli stia vicino quando noi siamo al lavoro, il cercare di dargli il modo di riprendere ad avere una vita il più possibile normale...palestra, piscina, fisioterapia, supporto psicologico. E allora, come partire da 250 euro al mese? Probabilmente esistono dei servizi che magari sono anche attivi ma, nessuno, è in grado di renderli visibili. Fin dall'inizio si è completamente soli. Nessuno ha la percezione che le persone con disabilità nel nucleo familiare possono essere una delle principali cause di impoverimento sia per il sovraccarico assistenziale, che per i costi socio-sanitari, che per i riflessi negativi sulla carriera lavorativa dei familiari stessi. E poi, quando ti senti rispondere, da chi dovrebbe darti una mano...suo figlio ha una pensione che la spenda, ti cadono le braccia. Ti cadono le braccia anche quando devi accettare quello che passa il convento. E per fortuna che il convento te lo passa. I centri diurni certamente un ottima cosa ma, sono standarizzati, non vanno bene per tutti gli utenti e quindi non risolvono le necessità dei singoli casi. Poi i continui spostamenti fuori distretto perchè il tuo non è attrezzato per il problema. Ecco il buttare i soldi...il distretto paga per questi necessari spostamenti. E si avanti chiedendosi cosa può aiutare nostro figlio, una delle fatiche maggiori nella nostra vita, riuscire a capire cosa vuole nostro figlio. A volte è più facile affrontare le difficoltà esterne che farsi carico di quelle che ogni giorno devi risolvere a casa: per esempio la necessità di Federico di andare al bagno ogni due ore, il bisogno e il chiedere la presenza dei suoi amici, le visite mediche, la sua necessità del contatto con il mondo esterno, il cercare risposte alle sue domande. Ogni volta bisogna trovare strategie diverse, consultare medici, fisioterapisti, istruttori, associazioni nella speranza di trovare quello che va bene. Il cambiare ancora medico di base sperando sia l'ultima volta e la volta buona. Ti sbatti da una parte all'altra per trovare il modo migliore per aiutarlo. Il modo migliore per aiutarlo in una società che non aspetta chi viaggia a una velocità diversa, una società che corre. Una sorta di filo d'Arianna per non perdersi nel labirinto degli ostacoli di nostro figlio. Proprio così, se non ci fossimo dentro, non ci crederemmo ed invece è la quotidianità. La quotidianità di un ragazzo di 26 anni con una disabilità acquisita che vuol cercare e spera di trovare il modo di tornare a vivere.

30 gennaio 2011

Dal Sud al Nord

E così Milano. Se l'era immaginata diversa. Non sapeva come. Diversa. Davanti gli stava, invece, un piazzale dove le piante crescevano quadre e i fiori ordinatissimi, ma tutt'attorno sorgevano case molto meno ordinate: alte, basse, di lusso, estremamente modeste, con sopra, a lettere enormi, nomi che lui pure conosceva per averli letti sulla carta delle caramelle o sulla porta del gelataio. E poi una strada larga, dritta, con piantata da un lato una casa tanto alta che lui non l'aveva nemmeno vista sulle prime, come accade per le cose troppo evidenti. Con la mano libera dalla valigia tirò la manica della sorella: - Guarda! - Embè? - fece lei, pur avendo visto tanto mondo quanto lui e cioè Balzotrecase. - È un grattacielo, no? - Come se avesse pasteggiato fino allora a grattacieli. Serafino la guardò. Era improvvisamente diventata diversa Addolorata: le ciglia aggrottate sopra la fessura degli occhi nerissimi, fissava freddamente Milano, quasi Milano le avesse fatto qualcosa di male - impossibile perché erano arrivati allora - e lei contasse di vendicarsi. Ma forse era un atteggiamento di difesa preventiva, un modo, quel disprezzo, di non volersi lasciar sopraffare da quanto di straordinario presentava la grande città. Tutto sommato era un modo di averne paura. Lui no; lui, fermo con tutta la massiccia stazione dietro, fra lo scroscio delle acque cadenti dalle due bocche di leone spalancate ai lati della facciata grigia, guardava soltanto, ammirando dove c'era da ammirare, stupendosi dove c'era da stupirsi, deludendosi dove s'era fatto delle illusioni. Senza sapere che questo era un modo di aver coraggio. Non aveva mai sospettato di averne, lui, di coraggio. Anche ora, per lo spintone con cui Addolorata lo incitò impaziente: - E cammina! - Si, ma per dove?
- Per via Canonica, no? Che ha scritto il cugino Rosario? S'è letto cento volte il suo biglietto, a casa, in treno, ed ora mi vieni fuori a chieder per dove! Già: te...
- Si, ma noi non sappiamo in quale parte di Milano sia 'sta via Canonica! Al nord, a Milano, c'era un cugino di terzo grado: Rosario a cui avevano scritto per mettersi sotto la sua protezione, ricevendone un brandello di quaderno, con appena due righe d'indirizzo: «Via Canonica 32 interno». Adesso erano in un tale intrico di vie e di rotaie che anche Addolorata si dovette arrestare, non senza brontolare: - Che roba, 'sto Milano! E chi passa più di qui?
Volenterosamente Serafino guardò da ogni parte: - Forse lì... - indicò il tragitto più breve disseminato di salvagente, - è meglio...
- Ed ora, - egli rischiò un altro consiglio una volta in salvo sull'altra sponda, - si potrebbe domandare a qualcuno dov'è via Canonica! Magari è da tutt'altra parte, e noi viaggiamo da ieri.
S'avanzavano sul marciapiedi due signore grasse, dipinte, vecchie, vestite da ragazzina. Parlavano animatamente, ma Addolorata sbarrò loro il passo, risoluta, col biglietto di Rosario in mano:
- Debbo andar qui, signò, in 'sta via Canonica. Addò sta?
- Al Sempione, - rispose l'una.
- All'Arena, - rispose l'altra, proseguendo la via e le chiacchiere.
- Te possino... - incominciò Addolorata. Che razza di gente!
Mo' ne so quanto prima. Al Sempione! All'Arena! E che so' di Milano, io? Tu! Addò vai? Serafi!
Lui aveva visto un signore che fumava la pipa appoggiato allo stipite di un portone, in una specie di uniforme bigia coi filetti viola.
- Mi scusi, - gli chiese, - dov'è l'Arena? Dov'è il Sempione?
- L'Arena o il Sempione? - replicò l'uomo, togliendosi la pipa di bocca e guardandolo seriamente.
Serafino si senti come all'esame: - Via Canonica, - rispose.
Ah, - fece l'uomo, con una piccola smorfia, gli parve, levando moderatamente un braccio verso sinistra: - La circonvallazione, il 29, scendi in piazza Gramsci. - Spostò moderatamente il braccio a destra: - O l'1 e scendi all'Arco della Pace. - Subito riprese a fumar la pipa ignorandolo.
Serafino, intuendo in quell'astrazione un congedo, tornò dalla sorella, figura totalmente estranea, forestiera, così bruna, scarmigliata dal viaggio, ed anche per il modo di vestire, al quadro della città. - Ha detto di prendere il 29, - segno a caso a sinistra: chi sa cos'era il 29, - e di scendere a piazza Gramsci; oppure l'1, - segnò vagamente a destra, - e di scendere all'Arco della Pace.
- Salve! - motteggiò lei che pareva al colmo della sopportazione, come se a Milano ci fosse voluto venire lui. - E che sarebbero 'sti numeri? - Là! - s'illuminò Serafino, indicando qualcosa di verde e di lucente che avanzava rapido a cento metri di distanza, sulle rotaie. - C'è scritto 1! è un tram! Corri! - Gratitudine per la giusta indicazione ricevuta, ammirazione per il bell'aspetto di quel tram, fierezza per il suo primo orientarsi nella città sconosciuta gli invasero il cuore pronto a goder di tutto, com'era pronto a soffrir di tutto: il suo cuore, cioè, sensibile. - E che corri e corri! Chi sa dove si ferma, quello!
Ma si fermava proprio lì di fronte e Serafino con grandi cenni, correndo con la valigia in mano, chiedeva che l'aspettassero, che aspettassero Addolorata. - Ma corri! - si voltò a ripeterle giunto alla fermata. Quando si girò di nuovo verso il tram, questi, raccolti i predellini, chiusi gli sportelli, era partito.
Li vedi come sono? E m'avevan vista! E tu volevi che corressi! Valeva la pena per dei villani simili?
- Ma se tu correvi... - disse Serafino, - l'avresti preso! Sono andati perché tu non correvi. Io che ho corso ero in tempo a salire.
- Oh, tu corri sempre appresso a tutti... Tu!
Non gli pareva proprio che ci fosse nulla di male nel correre verso tutti e anche verso un tram per non farlo aspettar troppo. Ma si avanzava un altro tram numero 1 e la novità di dover salire su un predellino che sporgeva da solo fra porte che si aprivano e si chiudevano da sole era troppo eccitante ed anche un tantino rischiosa, per pensare ad altro. Infatti, come un cane bracco alla punta, si mise con tutti i sensi tesi ad attendere il tram al varco, spostandosi verso il luogo dove presumibilmente, mentre rallentava la velocità, si sarebbe fermato.
Brillò d'interno orgoglio avendolo indovinato al millimetro, e alla specie di sospiro con cui la vettura s'aperse, rispose, issandosi, con un respiro fiero, voltandosi quindi a porgere la mano alla sorella. Il tram si rimise in moto. Tutto era andato bene. Era il suo primo inserimento nella meccanica di Milano. Fatto ardito, chiese, mentre Addolorata pagava i biglietti, tre, la valigia pagava come se fosse una persona, attento a non cadere alle scosse delle fermate e delle svolte, mentre edifici via via sempre pili imponenti gli crescevano e gli sparivano ai lati: - Quando siamo all'Arco della Pace, ce lo dice, per favore?
Blandamente, col solo cenno del capo, tanto che a non starci molto attento uno non se ne sarebbe accorto, il tramviere consenti.
Siccome senza dubbio gli avrebbe indicato la fine del suo viaggio con un segno altrettanto impercettibile, per tutto il lungo tragitto Serafino non perse mai di vista il viso d'uomo dai corti baffetti neri sopra la bocca imbronciata, fra la visiera del berretto e il giro dell'alto colletto color ferro, badando a tenere una gamba premuta contro la valigia. Addolorata, attaccata a una maniglia, assente, indifferente, si lasciava trascinare dondolando come un'erba sotto l'acqua. Venne, dopo più di venti minuti, il cenno atteso e, all'inizio di un grande viale alberato che pareva senza fine, Serafino vide l'Arco sullo sfondo di una nuvola verde, centrante una lontana torre rossa, e sopra vi scalpitavano eroici cavalli immobili trattenuti da impetuose figure di gloria.
- Guarda com'è bello, Addolorà.
Giana Anguissola (1906 – 1966)

29 gennaio 2011

L'albero

Quest'albero e il suo brivido,
foresta cupa di richiami e grida,
mangia il cuore oscuro della notte.
Aceto e latte, il cielo, il mare,
la massa densa del firmamento,
tutto cospira a questo turbamento
che dimora nel cuore denso dell'ombra.
Un cuore che scoppia, un astro duro
che si sdoppia e nel cielo si espande,
il cielo limpido che si incrina
al richiamo sonoro del sole,
fanno lo stesso rumore, fanno lo stesso rumore
della notte e dell'albero al centro del vento.
Antonin Artaud (Marsiglia 4 settembre 1896 – Ivry 4 marzo 1948 )

28 gennaio 2011

La giornata della memoria...il giorno dopo

Il silenzio. Il silenzio di Birkenau. Il silenzio di Birkenau non assomiglia a nessun altro silenzio: ha in sé le grida di disperazione, le preghiere strangolate di migliaia e migliaia di comunità che il nemico condannò ad essere ingoiate dall'oscurità di una notte infinita, una notte senza nome. Il tacere degli uomini congelato nel cuore della disumanità.
Silenzio eterno sotto un cielo azzurro. Silenzio di morte nel cuore della morte...
Nel regno delle ombre che è Auschwitz nessuno cammina lentamente: la morte si getta contro la sua preda. Non ha tempo, la morte: dev'essere contemporaneamente dappertutto. La vita, la morte: tutto si unisce in una folle velocità. Il futuro si limita qui all'attimo che precede la selezione; qui bisogna correre dietro al presente, perché non scompaia del tutto. Si corre a lavarsi, si corre mentre ci si veste, si corre alla distribuzione del pane, della margarina, della zuppa. Si corre all'appello, si corre al lavoro, si corre da un blocco all’altro, alla ricerca di uno sguardo familiare. Alla ricerca di una parola di consolazione. L'abbaiare dei cani... le grida dei carnefici, il rumore dei randelli di gomma che si abbattono sulla nuca dei prigionieri. Il dolore rende muti gli uomini affamati e deboli, la loro umiliazione pesante come una maledizione.
(da Ritorno ad Auschwitz di Elie Wiesel, premio Nobel per la pace 1986)

27 gennaio 2011

Treno di Panna

Nel 1981, Andrea De Carlo, ha 29 anni e pubblica il suo primo romanzo Treno di Panna pubblicato da Einaudi su consiglio di Italo Calvino. Vi si narra le vicende di un ragazzo italiano in California, all'epoca uno dei miti della felicità giovanile.

Alle undici e venti di ieri guardavo Los Angeles dall'alto: il reticolo infinito di punti luminosi. Ho steso una mano verso di lei, le ho toccato il collo con la punta delle dita. Il gesto mi si è dipinto in testa quando la mano non si era ancora mossa: mi è sembrato di vedere la stessa scena due volte, con impressioni appena diverse. Il collo della ragazza era liscio ed elastico in modo irreale; perfettamente omogeneo: l'ho appena toccata, e di colpo lei è rotolata verso di me: è rotolata sulla moquette bianca, fino a che aveva la testa all'altezza delle mie ginocchia. Mi è risalita poi lungo le gambe, con la bocca quasi a contatto del tessuto dei miei calzoni.Il suo fiato tiepido mi raggiungeva la pelle attraverso la trama della stoffa.

Di fronte alla piscina c'era una vasca di acqua calda a getti di vapore, come una grande tinozza interrata. Sono andato verso la vasca, e ho visto Marsha Mellows sdraiata tra due o tre donne e un paio di uomini: con la testa reclinata all'indietro, i capelli raccolti alla nuca. Sono entrato nella vasca di fianco a lei: stretto all'altro lato da un'attrice della televisione che ad ogni lieve spostamento alterava l'equilibrio dell'acqua. In seguito siamo usciti dalla vasca, andati in giro per il prato a cercare i nostri vestiti. Marsha Mellows ha trovato quasi subito i suoi: se li è infilati senza molta attenzione, ridendo del mio modo di stare in piedi. Ho cercato i miei più a lungo, finchè li ho visti vicino a un signore grasso addormentato sull'erba. Mi sono infilato la camicia, i calzoni: in equilibrio prima su un piede e poi sull'altro. I vestiti erano umidi, ma non in modo spiacevole. Mi sono infilato le scarpe. Ho attirato lo sguardo di Marsha Mellows; ho alzato il piede come per schiacciare la testa del signore addormentato. Lei mi guardava a due passi di distanza. Rideva piano. E' venuta vicino e mi ha detto in un orecchio "Non farlo. E' Tim Howards". Così ho pensato che alla fine ero al centro del mondo; che quando avevo dodici anni tenevo un manifesto di Tim Howards appeso in camera da letto, e adesso avrei potuto mettergli un piede in testa per far ridere Marsha Mellows; che la notte era solo a metà. Ho guardato in basso, e di colpo c'era la città, come un immenso lago nero pieno di placton luminoso, esteso fino ai margini dell'orizzonte. Ho guardato i punti di luce che vibravano nella distanza: quelli che formavano un'armatura sottile di paesaggio, fragile, tremante; quelli in movimento lungo percorsi ondulati, lungo traiettorie semicircolari, lungo linee intersecate. C'erano punti che lasciavano tracce filanti, bave di luce liquida; punti che si aggregavano in concentrazioni intense, fino a disegnare i contorni di un frammento di città e poi scomporli di nuovo, per separarsi e allontanarsi e perdersi sempre più nel buio. Li guardavo solcare gli spazi del tutto neri che colmavano inerti il vuoto, in attesa di assorbire qualche riflesso nella notte umida.
(da Treno di panna - Andrea De Carlo)

26 gennaio 2011

I soprusi giornalieri di un maledetto "Coso"

Iva Zanicchi , durante la trasmissione di Rai 2 - Un giorno da pecorà – “Per me Berlusconi è un benefattore a cui piace la carne fresca e giovane piuttosto che una babbiona come me”

Iva Zanicchi , durante la trasmissione – L’Infedele – di Gad Lerner : “Non ho obbedito al mio presidente perchè nel mio piccolo ho cercato di controbattere a quelle mostruosità che venivano dette. In quel caso lì avrei disubbidito anche a mia madre: dovevo rimanere lì per difendere il signor presidente da accuse ignobili”

Silvana Mura : “Leggiamo con sorpresa le dichiarazioni di Iva Zanicchi secondo la quale Silvio Berlusconi sarebbe un benefattore a cui piace la carne fresca e giovane. Se la Zanicchi avesse utilizzato proprio questa espressione sarebbe da un lato davvero sgradevole che proprio da una donna, per giunta deputata europea possano essere espressi simili concetti nei confronti di altre donne”

Vinicio Peluffo : “Ascoltare Iva Zanicchi in un tentativo maldestro di difesa del premier affermare che a Berlusconi piace la carne fresca e giovane, oltre a essere un'offesa terribile per tutte le donne, fa veramente tristezza e delude profondamente anche chi ha ammirato la cantante nella sua lunga e prestigiosa carriera artistica”

Iva Zanicchi : “Io umanamente capisco Berlusconi, chi altri avrebbe potuto sopportare quello che ha sopportato lui in questi ultimi tempi? E meno male che dicono che è il padrone di radio, tv e giornali. Immaginate se lui non fosse il padrone di tutta la stampa italiana cosa avrebbero scritto: "impicchiamolo, uccidiamolo, mettiamolo in piazza e facciamolo fuor”

Roberto Zaccaria : “I conduttori televisivi non stiano più al gioco di Silvio Berlusconi, l'unico politico che irrompe, con spirito padronale, nei programmi Tv”

Daniele Capezzone : “È francamente curiosa la reazione della sinistra, oggi come in altre occasioni, alle telefonate del Premier. Forse qualcuno vorrebbe, magari per anni interi, palinsesti e reti televisive in cui il Primo Ministro fosse costantemente aggredito e svillaneggiato senza mai poter reagire, rispondere, o comunque dire la sua. Concetto curioso di democrazia: ma non erano quelli dell'articolo 21 e della libertà di parola e di opinione?”

Il Coso : "Mi hanno invitato a guardare la trasmissione. Sto assistendo ad uno spettacolo disgustoso, con una conduzione spregevole e ripugnante..." "State dicendo cose lontane dal vero, state rappresentando una realtà contraria al vero". "Avete offeso al di là del possibile la signora Minetti che è persona intelligente, preparata e che ha fatto un importante apprendistato sul lavoro".

Gad Lerner : "Lei è anche il mio presidente del Consiglio ma ha offeso abbastanza, lei è un cafone".

Il capo del governo ha così concluso il suo intervento invitando "la signora Zanicchi ad alzarsi e lasciare quel postribolo televisivo". L'eurodeputata del Pdl si è alzata in piedi e ha difeso il premier senza però abbandonare lo studio.

Nel suo piccolo, l’homo berlusconensis si considera e vuole che gli altri lo considerino come il meglio in tutto: il miglior padre di famiglia (anche se ha tre amanti), il miglior cliente della banca (anche se ha firmato assegni a vuoto), il miglior amico (anche se è pronto a tradire l’amicizia se ci trova un tornaconto. E tale profondamente si crede. L’homo berlusconensis quale sottoprodotto del piccolo Münchhausen vive e opera in una fittizia realtà di comodo. In ogni paese d’Italia da sempre c’è un personaggio locale, che si chiami Gigetto, Toni, Efisio, Pippuzzu, Carlìn, non importa, soprannominato «il pallonaro». È quello che le spara grosse per il gusto di farlo. Non ne può fare a meno, fa parte della sua natura. Mentre della sua natura non fa parte la verità, anche quella più piccola, più insignificante. Il pallonaro costituisce una sottocategoria della precedente. (...)L’homo berlusconensis è naturaliter pallonaro sempre e comunque. Sottocategoria collaterale è quella di colui che mente sempre sapendo di mentire. La menzogna in Italia è stata istituzionalizzata. Il più recente esempio è costituito dalla mendace affermazione del premier che un’extracomunitaria minorenne senza documenti, accusata di furto, già frequentatrice di festini presidenziali, era in realtà la nipote del presidente egiziano Mubarak e che perciò andava liberata subito e affidata a una consigliera regionale che altri non era che la bella ex igienista dentale del premier stesso. Un intrigo da operetta da belle époque nel quale l’homo berlusconensis si è immediatamente riconosciuto e immedesimato, invidiandone il protagonista. Ah, che uomo furbo! Come sa cavarsela sempre! Ah, poter fare lo stesso! (…)

(Andrea Camilleri)

25 gennaio 2011

Attimi

Attimi su attimi
Il vento del sorriso
soffiato dal cuore,
onde di gioia
spinte dall'amore.

Gocce pesanti da un viso rigato e triste,
frastuoni di pensieri struscianti
come serpi velenose.
Amore. Odio. Vita.

Attimi di vita pura,
come fuochi di speranza,
anima circondata da muri
di mattoni d'argilla
educata, rispettosa, saggia.

Anima inchiodata
dalla purezza e dall'amore.
Anima rinchiusa da sbarre.
Sbarre d'egoismo, di crudeltà.

Tristezze, sorrisi, pianti e speranze.
Attimi cercati
come una scia di una cometa,
eterni, rari, irripetibili,
incisi nei ricordi per sempre.
In sogni eterni come le comete.
Roberto Perin

24 gennaio 2011

Lampo

Passa l'acqua di uno stagno
veloce di fretta va via
la piazza del borgo
il ponte
il vicolo di fronte
la trattoria che conosco
passano la febbre
la sete
col tempo l'amore
la gelosia
vedo sorgere più stelle che scintille
sopra la mia vita

Passa tempo passa ruota
sull'acciaio passa
come notte passa a giorno
sull'acciaio lucido

Buca la montagna questo muso cieco
e sbuca là di fronte
dove aspettano i bagnanti alla sbarra
sul mare che scintilla brilla
passa il campanile di Sant'Anna
Ah-ccidenti come vola
come viaggia all'indietro
come corre via

Passo anche gli uomini
e il fragore delle automobili

Taglio l'autostrada come burro contromano
eh come non visibile
passo sopra e passo sotto
sull'acciaio lucido

Alberi da frutta su due file
da quando ho lasciato Rimini
da quando ho smarrito Genova
proprio non so

Arriverò ai ghiacciai un giorno
anzi una notte
senza corrente elettrica
a fari spenti arriverò
con coraggio
e poi di nuovo giù
dall'altro pendio del mondo
vedrai che arrivo che farò
turbine e scintille accese
vedrai che arrivo che farò
e come puntuale di ritorno
accanto a te sarò

Passa tempo passa ruota
sull'acciaio passa
come notte passa a giorno
sull'acciaio lucido

Passa tempo passa ruota
sull'acciaio passa
come notte passa a giorno
sull'acciaio lucido

Come si somigliano
i paesi all'imbrunire
tutti i segnali accesi
tutti i segnali accesi
come si somigliano
i paesi all'imbrunire

Ivano Fossati - dall'album Lampo viaggiatore 2003 -

23 gennaio 2011

A Trieste non si va oltre il pareggio. Contro il SandonàJesolo si ritorna a vincere.

Kras Repen-Venezia 1-1- Campionato Nazionale Serie D Giorne C - 20^ Giornata -
L'Unione Venezia consegna un altro bel regalo.
Questa volta a beneficiarne sono i modesti e umili giovani del Kras che fanno il loro con un certo rispetto e colgono l'opportunità quando è loro possibile, in modo che il pari è quasi legittimo. Gli arancioneroverdi sembrano mancare della giusta tensione agonistica, e sembrano giocare con sufficienza a ritmi più simili a quelli di un'amichevole non riuscendo a mettere mai seriamente sotto l'avversario. L'attacco è sfuggente e poco efficace, il centrocampo non si distingue nei sui alti e bassi, mentre fa la sua parte la difesa in particolare con i due giovani esterni. Si gioca sui tre tocchi (qualche volta quattro), Collauto invia una inutile serie di cross (non troppo ficcanti) a cui non corrisponde mai adeguato finalizzatore. I lagunare sembrano rallentare ulteriormente la loro marcia. Hanno bisogno di giocare su campi più asciutti? Forse. Il campionato non è ancora chiuso, ma è anche il momento di cambiare ritmi, altrimenti la concorrenza si prende vantaggi incolmabili.

Kras Repen- Venezia 1-1
Marcatori : 30^ st. Ferretti (UV) - 40^ st. Carli (KR)

Classifica prime cinque posizioni :
Treviso 43
Unione Venezia 38
Tamai 36
Rovigo 35
San Paolo PD 34

Venezia-San DonàJesolo 2-0 Campionato Nazionale Serie D Girone C - 21^ Giornata
Diciamolo subito. Una gran bella partita, tra due belle squadre. L'Unione Venezia fa forse il capolavoro del suo campionato e gioca con freschezza, allegria, colpendo quando c'è da colpire, dopo aver lavorato ai fianchi i cugini. Una partita vinta grazie ad una robustezza difensiva mai vista prima e grazie ad un centrocampo superiore, capace di pressare, raddoppiare e conquistare palla da inizio a fine partita. Un centrocampo capace anche di andare a segno quando è il momento decisivo. E di andare a segno con i suoi straordinari leoni Nichele e Lelj. A Nichele è andata anche la coppa artistica di Murano, quale miglior giocatore dell'incontro. Il Sandonàjesolo è stato bravo a ribattere alla supremazia anv, mai abdicando al gioco, ma l'attacco temutissimo dall'Unione Venezia, Amodeo in primis, è stato ingabbiato e noin è riuscito nell'impresa più volte accaduta in precedenti derby (con lo Jesolo). Nel frattempo il Treviso viene sconfitto a Montebelluna e così l'Unione Venezia gli rosicchia tre punti. La vetta non più così lontana.

Venezia-SandonàJesolo 2-0
Marcatori : 27 st. Nichele (UV), 33 ST. Lely (UV)

Classifica prime cinque posizioni :
Treviso 43
Venezia 41
Tamai 37
Rovigo 36
San Paolo PD 35

La certezza

Alla fine di tutto
come figli
d'un solo padre
dove il sangue non serve
per vedere la vita
e la carne
si dona alla terra
in un unico abbraccio
di luce totale
l'anima
libera dal tempo
respirerà ancora
Paola Dallardi

22 gennaio 2011

Il colore del mare

"Pesante e misteriosa la nebbia fitta avvolgeva la grande città. Al mattino il gelo era rigido e pungente mentre lì, alla fermata del tram, lei attendeva immobile e mesta. La mano, irrigidita dal freddo, accarezzava nervosamente la borsa. Una sordida casa al pianterreno la accoglie con un tepore impregnato di odori malsani. All'entrata, su un pagliericcio travestito da cuccia, giace una cagnetta cieca che abbaia a tratti, ma senza convinzione, rivolgendo, per uno strano istinto ancora all'erta, i suoi occhi spenti verso la soglia. In fondo, su una minuscola veranda, volatili di ogni tipo si dibattono disperati nelle loro gabbie di ferro e, oltre una tenda sporca e scolorita, s'intravede quella che dovrebbe essere una cucina. Seduta al tavolo, la vecchia sparge con mano esperta ma nervosa, le sue carte da gioco. Sono interprete inconsapevole del vostro destino che conosco. Io so. Io conosco l'umanità. Sono trent'anni che leggo le carte e ne ho sentite tante. Io conosco l'umanità. Io capisco. Io so. Nella buia anticamera la cagnetta rassegnata si lecca il pelo coperto di pulci, mentre la vecchia cartomante si gratta la testa fra un gioco e l'altro. Io conosco. Io so. La finiranno questi preti maledetti di rovinare l'umanità. E' scritto. Mille e non più mille. Mi avete crocifisso, ma non durerete a lungo. Io lo so. Crisi e ancora crisi. E disoccupazione. Io non ci sarò più.
Anna Maria Fabiano (da Il colore del mare)

21 gennaio 2011

Le regole valgono per tutti???

Lunedì notte…Porta a Porta…Rubygate. Si affronta l’onda anomala del “Bunga a Bunga”, ammirevole Bruno!!! Ospiti della trasmissione il senatore Nicola Latorre (Pd), il senatore di Futuro e Libertà Mario Baldassarri e il resto composto dalla combriccola del coso compatti e chiarissimi nel difendere il capo del governo, e soprattutto il loro capo. Persecuzione, spionaggio, complotti dei servizi: per un paio d’ore la discussione ha fatto la spola tra queste ipotesi. All’improvviso la ciliegina sulla torta…Maria Stella Gelmini : “Berlusconi è vittima della sua bontà e generosità, per andarlo a trovare basta suonare il citofono, e se una ragazza gli chiede un aiutino economico, lui non sa dire di no. E’ vero che con gli amici maschi è un po’ più tirato, ma quelli sono degli esosi. Sparano un milione e mezzo a colpo”. Non ci ho pensato un attimo e mi sono sentito in dovere di spegnere la televisione, mi sono infilato il pigiamo e mentre bevevo la mia solita tisana rilassante, un sorrisino beffardo mi è scappato senza volerlo. A quel punto mia moglie mi ha chiesto il perché di quel sorriso, l’ho guardata e gli ho chiesto: “Per te esiste qualcosa di più agghiacciante della tv del dolore?” Lei mi ha guardato con una strana espressione…”Cosaaaa?” “Porta a Porta… la tv del servilismo, la difesa ad oltranza del proprio principale e della propria miserabile poltroncina” “Ahh Berlusconi, buona notteeee!!!”

20 gennaio 2011

Metti una sera a cena...

"Un'amica mi ha proposto di andare a una cena, pensavo di fare la ragazza immagine ... Quando me l'ha presentato ero timida all'inizio, poi mi sono sciolta, ho detto di avere 24 anni e che ero egiziana e che mi chiamavo Ruby". "La mia amica mi ha portata lì dicendogli che ero in difficoltà... Lui era molto interesasato ed è stato ad ascoltarmi più di tutti gli psicologi che mi hanno seguito nelle comunità... E' stata una serata molto tranquilla, normale, perché lui ti dà la sensazione di essere a casa di un amico". "Me ne sono andata appena terminata la cena, però lui mi ha chiamato, mi ha dato una busta e mi ha detto: 'Mi ha fatto piacere conoscere una persona come te'", ha detto ancora Ruby, precisando che nella busta c'erano 7mila euro: "Per me era una cifra enorme

Cosi diceva l’imperatore Marco Aurelio : “Gli uomini sono nati gli uni per gli altri; o gli educhi o li subisci…

19 gennaio 2011

Cleonice Parisi

Cleonice Parisi (Napoli 17 aprile 1969)
Certe amarezze scendono come la sera, anche su una giornata chiara. L'uomo attento, non le confonda col momento, sono ombre dal passato che il cor per l'ultima volta hanno abbracciato. Si grato e offri loro il tuo commiato, anche nel dolore hanno insegnato
CP

18 gennaio 2011

Francesco Biamonti

Francesco Biamonti nasce a San Biagio della Cima in provincia di Imperia il 3 marzo 1928 si spegne a Imperia il 17 ottobre 2001

Nella luce distesa tra ulivi e solitudini di rocce arrivò il suono della campana mediana: Varì ne contò i viaggi: erano tre, era per un uomo. Non riusciva a immaginare: non aveva sentito dire che a Luvaira qualcuno fosse sul punto. E lì intorno, negli uliveti, non c'era nessuno a cui domandare. Ma la sera, sceso a Luvaira, seppe ch'era stato il passeur ad andarsene e si recò al suo casolare.Era già cominciata la veglia funebre. Una strana veglia. Stavano tutti fuori della porta; solo una donna era rimasta accanto al morto e, insieme a un fiore dal lungo stelo, proiettava la sua ombra.Sul pavimento di battuto. Nessuno parlava fuori, sotto le stelle. Poi, accompagnate da uno stormire d'ulivi, frasi a mezza voce: Siamo proprio niente! Bisogna essere preparati! che non facevano rumore. Nelle pause della brezza il silenzio si posava sul silenzio. Nel cuore della notte qualcuno accennò al tempo: al gran secco, all'autunno luminoso.
(da Vento Largo)

17 gennaio 2011

Il "nano di Venezia" e i risultati del nulla

On.Prof. Renato Brunetta, ve lo ricordate? Il docente di vita. Quello che in meno di un anno doveva attuare la riforma epocale della pubblica amministrazione? Perchè non se ne parla più? Perchè non si ammette uno dei tanti ennesimi fallimenti del governo di papi? Nessuno lo dice ma, si trattava solo di una truffa mediatica pratica molto diffusa nella politica del psiconano. Una cosa però mi preme sottolineare, se non lo sapete, nel diritto americano esiste il reato di truffa mediatica, in Italia, non solo non è reato ma, come detto, pratica molto diffusa. Diciamo più realisticamente che il ministro Brunetta e la sua riforma sono stati solo la presenza del nulla. E questo flop del nulla ha paralizzato per un anno la funzione pubblica in attesa di qualcosa, non si sa se meglio o peggio, che non è accaduto mai. La "caccia ai fannulloni" il gustoso safari inventato dal nano di Venezia, celebrato mediaticamente con grida estasiate dai giornali, non era altro che un imbroglio. Un safari paragonabile alla ultima marchionesca vicenda Fiat, si voleva far pagare al "piccolo fannullone" quello che dovevano pagare i super pagati incompetenti capi e supercapi, e capo del capo. I veri responsabili e i veri fannulloni. Sembrava che Brunetta il suo lavoro lo sapesse fare. Del suo progetto, delle sue inutili commissioni non sono rimaste che unicamente le cronache del nulla.

16 gennaio 2011

Ma va, non ci posso credere, il psiconano indagato. Cosa mai combinano questi giudici "comunisti"

Udite,udite ancora una volta i magistrati di sinistra hanno l’ardire di indagare il coso. Penso a quel povero cristo del Ghedini tutto preso fino a ieri l’altro alle forche caudine della Corte costituzionale, pensate già si pregustava il meritato risposo che, all’improvviso, il suo instancabile cliente già noto per corruzioni, falsi in bilancio, appropriazioni indebite, finanziamenti illeciti, minacce a organi dello Stato nonchè per indagini di mafia, riciclaggio e strage ora ha aggiunto al suo invidiabile curriculum vitae un paio di delitti che gli mancavano: concussione e prostituzione minorile (liberamente tratto dal fatto quotidiano – si scaldi Previti a bordocampo di Marco Travaglio 15/01/2011-) Vi ricordate il Bunga, bunga con Ruby ebbene il 21 marzo, primo giorno della prossima primavera, il coso andrà a giudizio immediato, con il rischio di subire in tempi brevi una condanna per concussione e prostituzione minorile. Penso, nella mia ignoranza, non era più logico pensare il crepuscolo del coso per la sua dimostrata incapacità di governare ? Per i suoi rapporti con la mafia, per le mazzette versate a giudici testimoni, per il conflitto d’interessi, per le leggi vergogna e per l’infima e truffaldina classe dirigente da lui selezionata in questi anni ? No per il nano di Arcore questo non è stato sufficiente mancava la cosi detta ciliegina sulla torta…Ora si sentono urla e strepiti, provenienti da palazzo Grazioli, indirizzate contro i pm, che “vogliono sovvertire la democrazia”…”Non vedo l’ora di difendermi in tribunale da accuse tanto assurde” ma come mai non lo ha fatto molto prima…accompagnate dai frizzi e dai lazzi dei suoi cortigiani che…
Gaetano Quagliarella: “Prove, ma quali prove? Voglio vedere i preservativi! Faranno vedere i preservativi? Aspetto che li tirino fuori!”
Giorgio Stracquadaino: “Hanno inventato persino un nuovo reato, quello di cena privata…”
Niccolò Ghedini: “E’ un preciso disegno. Una serie di notizie con chiari propositi di destabilizzazione politica. Un film che si ripete”
Gasparri: “E’ un ennesimo episodio di giustizia a orologeria” “Guardate voi il calendario e giudicate”
Fabrizio Cicchitto: “La procura milanese ha messo in circolazione la notizia di reati fantasiosi che riguardano la vita privata del premier”
Sandro Bondi: “Siamo in una democrazia dimezzata, il governo è sotto scacco delle procure”
Daniela Santachè: “Io penso alle sorti del Paese e a quanto danno arrechi la Procura, all’immagine dell’Italia e degli italiani in un momento così delicato”

Ad ogni buon modo sono andato ad informarmi spulciando il codice penale e…:
Art.317 codice penale:concussione Il reato di concussione è previsto dall’articolo 317 del codice penale. Viene imputato a chi, “abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringa o induca taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro od altra utilità”. Per questo tipo di reato è prevista una pena che va dai 4 ai 12 anni. Nel caso del coso, la procura ipotizza la concussione nei confronti dei funzionari della questura, ai quali il 28 maggio 2010 ha chiesto di rilasciare Ruby, in stato di fermo, perché nipote del presidente egiziano Mubarak.
Art.600 bis Prostituzione minorile Il coso è indagato per concussione con l’aggravante della “prostituzione minorile”. Un reato quest’ultimo, previsto dall’articolo del codice penale 600 bis, secondo comma. La procura ipotizza evidentemente che il coso abbia avuto rapporti sessuali con la minorenne Ruby, dietro pagamenti. Secondo il codice infatti sono punibili i rapporti con una prostituta solo se ha meno di 18 anni: “E’ punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni chiunque compia atti sessuali con un minore di età compresa tra i 14 e i 18 anni in cambio di denaro o di altra utilità economica”

Che dire ancora se non prendendo a prestito le parole di Pierluigi Bersani chiedo: “Rispetto per le indagini e che ci vengano risparmiati ulteriori mesi di avvitamento dell’Italia sui problemi di Berlusconi.” Attenti però che dal Cainano ci si può aspettare di tutto anche che, con la complicità dei suoi accoliti, con uno degli innumerevoli decreti legge che ci ha propinato, abbassi la maggiore età a 17 anni ma che dico, arrivi fino ai 16 anni. E credetemi non per evitare un processo per Ruby ma per dare un impulso al mercato. Vuoi mettere la creazione di un bacino di potenziali clienti che si metterebbero al volante? D’ altronde nella maggior parte degli Stati Uniti (quelli dell’abbronzato per intenderci) a 16 già guidano da un pezzo. E così potrebbero partire gli incentivi per l’auto (nella fabbrica italiana di Marchionne vetture di alta gamma e sport utility con Jeep e Alfa Romeo) e perché no…far felice anche la Gelmini che introdurrà nella riforma della scuola la possibilità di far la patente in classe, trovando le risorse con un po’ di tagli da effettuare magari con i professori di matematica o che dico con quelli delle materie umanistiche così tutti avranno l’automobile ma saranno, come vuole il coso, tutti un po’ più ignoranti. A proposito ci penserà poi il nostro ministro della giustizia, Angelino Alfano, a tirar fuori dal cappello a cilindro l’ultima idiozia: “Resta inteso che chi ha problemi con la giustizia a 16-17 anni, negli anni 2009-10 saranno completamente condonati, perché “inconsapevoli” di essere maggiorenni a loro insaputa”.

15 gennaio 2011

il vecchio e il mare

Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela nella Corrente del Golfo ed erano ottantaquattro giorni ormai che non prendeva un pesce. Nei primi quaranta giorni lo aveva accompagnato un ragazzo, ma dopo quaranta giorni passati senza che prendesse neanche un pesce, i genitori del ragazzo gli avevano detto che il vecchio ormai era decisamente e definitivamente salao, che è la peggior forma di sfortuna, e il ragazzo li aveva ubbiditi andando in un’altra barca che prese tre bei pesci nella prima settimana. Era triste per il ragazzo veder arrivare ogni giorno il vecchio con la barca vuota e scendeva sempre ad aiutarlo a trasportare o le lenze addugliate o la gaffa (1) e la fiocina e la vela serrata all’albero. La vela era rattoppata con sacchi da farina e quand’era serrata pareva la bandiera di una sconfitta perenne. Il vecchio era magro e scarno e aveva rughe profonde alla nuca. Sulle guance aveva le chiazze del cancro della pelle, provocato dai rifiessi del sole sul mare tropicale. Le chiazze scendevano lungo i due lati del viso e le mani avevano cicatrici profonde che gli erano venute trattenendo con le lenze i pesci pesanti. Ma nessuna di queste cicatrici era fresca. Erano tutte antiche come erosioni di un deserto senza pesci. Tutto in lui era vecchio tranne gli occhi che avevano lo stesso colore del mare ed erano allegri e indomiti.Ernest Hemingway

14 gennaio 2011

...Poesia

Ad alcuni-cioè non a tutti
E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza.
Senza contare le scuole, dove è un obbligo,
e i poeti stessi, ce ne saranno forse due su mille.
Piace - ma piace anche la pasta in brodo,
piacciono i complimenti e il colore azzurro,
piace una vecchia sciarpa, piace averla vinta, piace accarezzare un cane.
La poesia - ma cos'è mai la poesia?
Più di una risposta incerta è stata già data in proposito.
Ma io non lo so, non lo so
e mi aggrappo a questo come alla salvezza di un corrimano...
wislawa szymborska

13 gennaio 2011

Chiamate Arcore...avvisate il Cainano...hanno bocciato il legittimo impedimento

ROMA, 13 gennaio (Reuters) - La Corte Costituzionale ha bocciato oggi una parte consistente della legge sul legittimo impedimento, in una sentenza che toglie al premier Silvio Berlusconi, la garanzia del congelamento automatico dei suoi tre processi aperti a Milano. La decisione è stata divulgata con un comunicato dell'ufficio stampa della Corte costituzionale. La Consulta ha deciso che è illegittima la norma che obbliga il giudice a rinviare il processo al premier o ad un ministro fino a sei mesi sulla base di un semplice attestato della presidenza del Consiglio che l'imputato è impegnato a governare. In parallelo la Consulta ha detto che spetta al giudice valutare in concreto se sussiste il legittimo impedimento a comparire in udienza. I passaggi della legge bocciati risultano in contrasto con l'articolo 3 della Costituzione sull'uguaglianza dei cittadini e con l'articolo 138 sulla revisione della Costituzione, si legge nel comunicato. Secondo fonti della Consulta, la decisione è stata presa con 12 voti a favore e tre contrari. Il taglio operato dalla Corte rischia di vanificare lo scopo della normativa, che era quello di fermare con certezza i tre processi a Berlusconi -- Mills e diritti tv Mediaset (MS.MI: Quotazione) in primo grado e Mediatrade in fase di udienza preliminare -- per 18 mesi, fino all'ottobre 2011, quando la legge, come dice il suo testo, perderà efficacia. "E' saltato lo scudo processuale introdotto per il presidente del Consiglio. Quando uscirà questa sentenza il premier andrà di nuovo incontro ai suoi processi", ha detto a Reuters il costituzionalista Marcello Cecchetti. In una nota, palazzo Chigi riferisce che Berlusconi non intende commentare la sentenza. Ieri il premier aveva detto di essere "totalmente indifferente" all'esito della decisione della Corte, "perché si tratta di processi ridicoli, basati - come ho giurato sui miei figli - su fatti inesistenti", ma il suo ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha commentato a caldo che, per effetto della sentenza, "il presidente del Consiglio continua ad essere palesemente oggetto di una persecuzione giudiziaria". GHEDINI: GIUDICI HANNO EQUIVOCATO. L'avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini, ha abbozzato in un comunicato un apprezzamento per la Consulta per avere tenuto in piedi la struttura della legge ma, sostiene, i giudici costituzionali "hanno equivocato la natura e la effettiva portata di una norma posta a maggior tutela del diritto di difesa". A guardare il bicchiere mezzo pieno è intervenuto anche il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, secondo cui la sentenza "conferma il principio che l'esercizio della giurisdizione deve tenere conto della funzione di governo". A questo punto, davanti ad una sentenza di parziale illegittimità, sarà la Corte di Cassazione a decidere se a primavera si farà il referendum abrogativo della legge, promosso dall'Idv di Antonio Di Pietro, dopo che ieri la stessa Consulta l'aveva autorizzato.Ora, perché a Milano riprendano i processi a Berlusconi, bisognerà aspettare che il Tribunale, che ha sollevato i ricorsi, riceva le motivazioni della sentenza, dopodiché i presidenti di sezione fisseranno le date delle nuove udienze. I TRE PROCESSI CHE POSSONO RIPARTIRE Un nuovo ostacolo di tipo processuale rischia di venire dai trasferimenti che nel frattempo hanno ottenuto alcuni giudici dei tre processi, perché questi potrebbero ripartire da zero con i nuovi magistrati. Nel processo Mills, dove Berlusconi è imputato per corruzione in atti giudiziari, la presidente della sezione che lo sta giudicando, Francesca Vitale, è stata trasferita in Corte d'Appello. Il processo, che era sul punto di entrare nel vivo del dibattimento, esaurita la discussione dei temi di prova, potrebbe essere azzerato, a meno che il tribunale decida di "applicare" al processo fino alla sua conclusione il giudice già trasferito. Per la prescrizione del reato di cui Berlusconi è accusato manca circa un anno e l'azzeramento del processo potrebbe impedire di arrivare a sentenza. Anche il processo sui presunti fondi neri di Mediaset (MS.MI:Quotazione), in cui il premier è imputato per frode fiscale e falso in bilancio, potrebbe ricominciare da capo, dopo che il presidente di sezione Edoardo D'Avossa è stato nominato presidente di Tribunale a La Spezia. Il processo era andato avanti per circa tre quarti, ma per la prescrizione dei reati ci vuole ancora ben più di un anno. Quanto al processo Mediatrade, dove Berlusconi è imputato per concorso in appropriazione indebita e frode fiscale, siamo alla fase di udienza preliminare e il cambio del Gup non dovrebbe incidere molto sui tempi, che si annunciano lunghi.

http://it.reuters.com/article/itEuroRpt/idITMIE70C0EX20110113?pageNumber=3&virtualBrandChannel=0

Altro che shopping natalizi e corsa ai saldi

Prendo spunto per questo post da
che mi ha gentilmente autorizzato alla pubblicazione.
Io, mi sono solo permesso di cambiare il titolo, il resto è lavoro di Sari.

I giornali scrivono per scandalizzare? A leggere i titoli ci s'indigna sempre ma se si ha la pazienza di leggere un articolo per intero, e di mettere insieme tutte le informazioni, allora si scopre che le cose non sono come il titolo grida. Riguardo quel piccolo bimbo morto di freddo il sei gennaio, occorre dire che aveva un padre e una madre a cui erano stati tolti altri figli, che avevano mentito riguardo la loro situazione per timore di perdere anche questi e che vivevano in centro dove molti si fermavano per chiedere conto di quei bimbi per strada. La madre risultava intestataria di un appartamento e quindi poteva dare un indirizzo preciso alle istituzioni. Se poi non vi abitava, era per ragioni che sono facilmente intuibili.
Molti dicono, adesso, che quella appariva una famiglia felice. Forse lo erano per incoscienza, verrebbe da pensare. E' povertà anche questa, sicuramente, ma a qualcuno dovrebbe toccare la responsabilità di controllare e seguire le persone in difficoltà. Certo, ci sono i tagli ai bilanci... e se non fosse per il volontariato, la città sarebbe davvero in stato di totale abbandono. Nell'articolo, leggo ancora, si parla di una città esausta di spese natalizie. Ma occorre sapere, prima di scrivere, perbacco. A Bologna i negozi sono vuoti e le persone che frequentano il centro città sono in buona parte stranieri. I saldi sono cominciati, sottobanco, ben prima del sei gennaio, nella speranza di incassare qualcosa. In città manca il lavoro, tante serrande risultano abbassate, le fabbriche hanno portato altrove le loro imprese e troppa gente è preoccupata per il futuro. Il Natale è stato in tono minore e stupisce che qualcuno possa ancora scrivere di sazietà da shopping.C'è da considerare ancora, che i poveri sono diventati invisibili. Lo sono perchè questa situazione è diventata "normale". I poveri sono tanti, troppi, stazionano davanti i supermercati, alle chiese, ai negozi, per strada... ovunque c'è gente. E tutti ti chiedono denaro, ognuno con la sua storia e le sue miserie. Dopo anni, tutto questo diventa norma e quindi invisibile.
Tristezza.

12 gennaio 2011

Scilipotie

Girovagando per il web mi sono imbattuto nel blog http://nonleggerlo.blogspot.com/. Curiosando nei post sono stato colpito da quello inerente a Domenico Scilipoti. Si proprio lui, il parlamentare dell’Italia dei Valori che il 14 dicembre scorso decise improvvisamente di votare la fiducia al coso. Incuriosito mi sono collegato al sito del “signor Scilipoti” - Dare più forza alla Voce del Popolo – e…

Alcune pillole di antiberlusconismo (prima del 14 dicembre):

  • Impunità: A Berlusconi calza a pennello il vestito cucito dal buon sarto Alfano ;
  • Consigliamo vivamente al premier Berlusconi di accelerare le procedure per un rapido trasferimento a Palazzo Venezia, storica residenza del Duce ;
  • Legge elettorale porcellum. Svegliatevi italiani ;
  • Onestà, rettitudine, amore di patria ;

Altre pillole (dopo il 14 dicembre) :

  • L’Italia dei Valori è senza valori cristiani ;
  • De Magistris e Sonia Alfano avventurieri e professionisti nel seminare odio ;
  • Da Di Pietro mistificazioni e bugie

Certamente dimenticheremo presto questo fantomatico personaggio privo di coerenza e dignità. Sarà certamente la storia a giudicarla e, le garantisco “onorevole”, la STORIA non sbaglia mai.

11 gennaio 2011

Interurbana


Tony Harrison (Leeds 30 aprile 1937)
Uno dei maggiori poeti viventi del suo paese.
Molto del materiale che costituisce la sua poesia
è attinto dai ricordi della sua infanzia
in una famiglia inglese proletaria.
fonte Wikipedia

Per quanto mia madre fosse morta da due anni
papà teneva le sue pantofole a scaldare sul fornello,
metteva dalla sua parte del letto la boule
e le rinnovava la tessera dell’autobus.
Non potevi fargli un’improvvisata, dovevi avvertire.
Si prendeva un’ora per avere il tempo
di togliere d’attorno le cose di lei e sembrare solo
come se il suo amore acerbo fosse un delitto.
Non poteva rischiare lo scontro con la mia incredulità,
per quanto certo di sentire da un momento all’altro la chiave
girare nella toppa arrugginita e liberarlo dal dolore.
Sapeva che lei era solo uscita un attimo a comprare il tè.
Per me la vita finisce con la morte, e basta.
Non siete usciti a fare la spesa tutti e due;
però nel nuovo taccuino di pelle nera c’è il tuo nome
e il numero staccato che ancora chiamo.
TH

10 gennaio 2011

Fbc Unione Venezia : Con il Concordia si vince 3-0 a Este con la squadra imbottita di juniores dallo 0-2 al 3-2

Venezia-Città di Concordia 3-0 Campionato Nazionale Serie D 18 Giornata -Girone C-
La partita finisce in gloria per l'Unione Venezia che capitalizza nel secondo tempo la grande quantità di occasioni da gol. Tutto è reso più facile dal primo rigore e dall'immediato raddoppio di Zubin. Il Concordia si vede di più quando gioca con l'uomo in meno ed è bravo il portiere lagunare Casini a togliere qualche pallone pericoloso. L'allenatore concordiese Feltrin si lamenta per le decisioni arbitrali, ma la differenza (lo dice anche lo stesso Feltrin) tra le due squadre è indiscutibile http://www.vesport.it/newsvisualizza.asp?ID=15977
Venezia-Città di Concordia 3-0
Marcatori :4^st Zubin (UV) rigore, 8^ st Zubin (UV), 43^st Zubin (UV)

Classifica prime cinque posizioni :
Venezia 37
Treviso 37
Tamai 32
Rovigo 31
San Donàjesolo 29

Este- Venezia 3-2 Campionato Nazionale Serie D 19 Giornata -Girone C-
All'Unione Venezia non bastano i due gol di vantaggio del primo tempo. Troppo rimaneggiata la squadra, così bastano le poche ingenuità difensive di un gruppo per otto decimi formato da juniores, per castigare gli arancioneroverdi oggi troppo remissivi e soprattutto inesistenti a centrocampo dove è mancato il filtro ed il rilancio causando una esagerata pressione sul reparto arretrato e l'isolamento degli avanti.
L'Este ha attaccato per tutta la partita, subendo due gol lagunari nella prima frazione (punizione esagerata per i padroni di casa) e raggiungendo prima il pareggio e poi la vittoria nel finale di partita.
Le troppe assenze questa volta hanno inciso tantissimo e ancora una volta gli arancioneroverdi incassano un sacco di gol e la sesta (un po' troppo) sconfitta della stagione. http://www.vesport.it/newsvisualizza.asp?ID=16004
Este-Venezia 3-2
Marcatori: 8^ pt Ferretti (UV), 40^ pt Casagrande (UV), 2^st Moresco (ESTE), 36^st Rubbo (ESTE),43^ st Moresco (ESTE)

Classifica prime cinque posizioni
Treviso 40
Venezia 37
Tamai 32
Rovigo 32
Sandonàjesolo 32

9 gennaio 2011

Prima di tutto l'uomo

Non vivere su questa terra come straniero
o come turista nella natura
Vivi in questo mondo
come nella casa di tuo padre
credi al grano, alla terra, al mare
ma prima di tutto credi all’uomo.
Ama le nuvole, le macchine, i libri
ma prima di tutto ama l’uomo
Senti la tristezza del ramo che secca
dell’astro che si spegne
dell’animale ferito che rantola
ma prima di tutto
senti la tristezza e il dolore dell’uomo.
Ti diano gioia tutti i beni della terra
l’ombra e la luce ti diano gioia
ma soprattutto, a piene mani
ti dia gioia l’uomo!
Nazim Hikmet

8 gennaio 2011

E prendendo a prestito le parole di Massimo d’Azeglio…Fatta l’Italia è ora di farmi gli italiani

Povera patria! Schiacciata dagli
abusi di potere
di gente infame, che non sa
cos’è il pudore,
si credono potenti e gli va bene
quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra governanti,
quanti perfetti
e inutili buffoni!
Questo paese è devastato
dal dolore…
ma non vi danno un po’
di dispiacere quei corpi in terra
senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi
e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale
Non cambierà, non cambierà
si che cambierà, vedrai che cambierà
Voglio sperare che il mondo
torni a quote più normali che possa contemplare
il cielo e i fiori, che non si parli più
di dittature se avremo
ancora un po’ da vivere…
La primavera intanto
tarda ad arrivare
(F.Battiato, la Vergogna e la Cura)