30 novembre 2010

WikiLeaks rivelazioni e reazioni

B. : Ieri davanti alle rivelazioni di WikiLeaks aveva riso. Oggi, però, reagisce in modo molto meno allegro. "Non frequento festini selvaggi, quelle notizie arrivano da funzionari di terzo grado" e aggiunge : “Le nuove rivelazioni sono riportate dai giornali di sinistra e danneggiano l'Italia" e si chiede polemicamente : "Chi paga" le ragazze che stanno raccontando come si svolgevano le serate dal Cavaliere, a partire dalla escort emiliana Nadia Macrì. "Una volta al mese offro delle cene nelle mie case, dove tutto avviene in modo corretto, dignitoso ed elegante" "Ma secondo voi, cosa spinge una ragazza a dichiarare il falso e a dichiararsi prostituta in televisione? Significa che non potrà mai avere una vita normale, un marito normale, e non potrà più nemmeno fare la prostituta".
F. Frattini :“ WikiLeaks vuole distruggere il mondo.Esorto la comunità internazionale a reagire compatta senza commentare e senza retrocedere sul metodo della diplomazia, senza lasciarsi andare a crisi di fiducia, che se diventa sfiducia reciproca può bloccare collaborazioni fondamentali per risolvere grandi situazioni di crisi"Berlusconi evidentemente non si sente nè attaccato, nè colpito, nè offeso. Molte notizie che abbiamo letto erano già uscite sulle prime pagine dei giornali di opposizione". "I rapporti riservati degli ambasciatori non rappresentano la policy di un paese. Sarebbe devastante far credere che la policy degli stati uniti sia di sfiducia verso un gran numero di paesi che sono invece stretti alleati dell'america. Penso innanzitutto all'Italia".
Gianni Letta : "Se questi sono i costumi dell'epoca in cui viviamo c'è da restare atterriti e sconfortati"
Roberto Maroni : “Non sono uno che ama guardare dal buco della serratura”
Pierluigi Bersani : “C’è poco da ridere quel che emerge conferma in modo inequivocabile che il presidente del Consiglio con il suo comportamento e con le sue decisioni politiche nuoce alla reputazione dell'Italia nel mondo, con grave danno per il paese. Semmai ce ne fosse stato bisogno, è la conferma che occorre una svolta, che bisogna voltare pagina".
Paolo Guzzanti : “Il premier sembra il portavoce di Putin.Una zona grigia di scambi, di regali e di affari, non soltanto tra Berlusconi e Putin, ma in un gruppo di persone che comprende Berlusconi, Putin, l'ex presidente tedesco Schroeder (oggi titolare di Gazprom Germania), il primo ministro turco Erdogan, Gheddafi naturalmente e di striscio anche il venezuelano Chavez"
Carmelo Briguglio :"I vertici troppo frequenti fra Berlusconi e Putin, fra Berlusconi e Gheddafi molto più frequenti degli incontri con gli alleati e con gli usa costituiscono un anomalia".

A questo punto e proprio vero…esiste un terrorismo mediatico molto più efficace di quello tradizionale. Ne sono più che convinto e il coso ne è la forma principale.

29 novembre 2010

Il paese dei palloncini gonfi




















Le strade sono piene di palloncini sgonfi
ciondolanti, lenti, rimbalzano piano
alcuni verdi, altri bianchi e altri rossi
sgonfi, svuotati, annoiati
rimbalzano sempre da quando son nati
e ogni giorno è un giorno in meno per volare
sono ovunque in questo povero Paese
giovani e vecchi, uomini e donne
e tutto gli scivola addosso
l’ingiustizia, l’ineguaglianza, le libertà negate
bocche cucite, anime annegate
poveri palloncini, stinti e impolverati
a rimanere sgonfi si sono abituati
ogni giorno li guardo morire
e ogni giorno muore un pezzo di me
perchè anch’io sono parte di questo bel Paese
l’Italia degli assuefatti, dei narcotizzati
delle ronde, dei ghetti, degli operai sui tetti
l’Italia del qualunquismo, dell’apatia
della cultura muta, dell’ipocrisia
l’Italia che non ricorda più se stessa
e che forse non sarà mai ricordata
l’Italia che non sa più indignarsi,
che non insorge, che non grida, che non sogna,
l’Italia che mai muore e mai risorge,
il Paese dei palloncini sgonfi
Davide Serra

28 novembre 2010

Contro i missili comunisti vi prometto un milione di scudi spaziali

B. : “ Vogliono eliminarmi, ma non ci riusciranno. Noi andiamo avanti, noi facciamo gli altri parlano”
B. : “ Chi è salito sui tetti per protestare contro la riforma dell’università difende i baroni”
B. : “ La vita pubblica è paralizzata da una crisi politica, irragionevole e irresponsabile, che ci ha riportato indietro alla vecchia partitocrazia, con i suoi linguaggi e i suoi egoismi", "Questo governo è stato eletto dagli italiani e al nostro governo non c'è altra alternativa". Il 14 dicembre, garantisce, "avrò la fiducia, ma non dovrà essere occasionale". E chi voterà contro "sarà segnato come un traditore a vita".
B. : “ Appena il Parlamento ci avrà confermato la fiducia, cosa di cui sono certo anche grazie al vostro impegno, le prossime tappe saranno la riforma costituzionale della giustizia e per un fisco al passo con i tempi più equo e più attento alle famiglie con i figli a carico”
Fini : “Sono le solite affermazioni propagandistiche a cui non crede neanche lui""La propaganda in politica si fa ma lui a volte eccede. Andare al voto sarebbe un azzardo per il Paese: Berlusconi non si rende conto che andando avanti così non otterrà nè la fiducia nè le elezioni anticipate, anche perchè molti parlamentari non vogliono andare al voto"."In politica le categorie non devono essere evocate, ma il primo tradimento viene da coloro che hanno da sempre definito il Pdl come un partito plurale di massa e dell'amore".
B. : “Quello che sta accadendo contro l'Italia non è una strategia né un complotto, ma ci sono "una serie di fatti che si possono sommare" e che danneggiano l'immagine del Paese.
M. Donadi : "Siamo di fronte ad un uomo fuori di senno, vittima dei suoi fallimenti e dei suoi fantasmi, assecondato da un esecutivo di compiacenti lacchè, pronti a tutto"
P. Bersani : "Un governo che nella sua impotenza solleva un problema del genere e lo lascia lì per aria dimostra solo di essere solo un governo pericoloso, un governo dell'instabilità"
Nichi Vendola : "C'è una strategia contro l'Italia e l'autore è Berlusconi". Fonte : Quotidiani nazionali

Ecco che il coso parla del futuro. Faremo. Il suo governo del fare è più esattamente il governo del faremo. D’altra parte si accusa l’opposizione di non avere un programma, cioè di non indicare un futuro. Sconfiggeremo il cancro, farò il ponte sullo stretto, darò i miliardi al Sud, sconfiggeremo la mafia e completeremo la Sa-Rc, tra 3 giorni al massimo sparirà tutta la monnezza da Napoli, riformeremo l’Università,la Scuola, la Giustizia, l’Amministrazione, il Fisco. Tutto al futuro. “Stò stupido dove vuole arrivare ?” Peccato però che il coso non dica da dove vuole prendere i soldi per tutti questi “investimenti”. Non lo dice perché non lo sa. E non gliene importa nemmeno di saperlo.

27 novembre 2010

Nulla due volte accade











Diversi come due gocce d’acqua

Nulla due volte accade
né accadrà. Per tal ragione
nasciamo senza esperienza
moriamo senza assuefazione.

Anche agli alunni più ottusi
della scuola del pianeta
di ripeter non è dato
le stagioni del passato.

Non c’è giorno che ritorni
non due notti uguali uguali,
né due baci somiglianti,
né due sguardi tali e quali.

Ieri, quando il tuo nome
qualcuno ha pronunciato,
mi è parso che una rosa
sbocciasse sul selciato.

Oggi, che stiamo insieme,
hai rivolto gli occhi altrove.
Una rosa? Ma cos’è?
Forse pietra? O forse fiore?

Perché tu, ora malvagia,
dai paura e incertezza?
Ci sei – perciò devi passare.
Passerai – e in ciò sta la bellezza.

Cercheremo un’armonia
sorridenti fra le braccia,
anche se siamo diversi
come due gocce d’acqua.

Wislawa Szymborska

26 novembre 2010

Tolgono ai bimbi disabili e danno alle scuole private

Dopo averci raccontato per anni che loro – al contrario dei perfidi bolscevichi dell’Unione – non avrebbero messo le mani nelle tasche degli italiani, il ministro Giulio Tremonti e i compassionevoli difensori delle libertà economiche, hanno fatto di meglio. Hanno tagliato direttamente la tasca con il rasoio, per fregarci i soldi del 5 per mille dalla dichiarazione dei redditi. O meglio : si sono presi, in un colpo solo, il 75 per cento del gruzzoletto che ogni anno i contribuenti, con una croce, dedicano alle associazioni non governative e di utilità sociale. Ammontare della rapina legalizzata? 300 milioni di euro. Dai 400 milioni in bilancio lo scorso anno, ai miseri 100 di oggi. Il colpo viene messo a segno, non per rimettere in piedi dei conti virtuosi – come vorrebbe farci credere Tremonti con la scusa della crisi – ma piuttosto per raddoppiare (avete letto bene: da 130 a 245 milioni di euro) i soldi di cui il governo fa gentile omaggio alle scuole private. Oppure per concedere 25 milioni di euro alle università non statali. Gli ultimi 30 milioni del capitoletto di spesa che si intitola – non è uno scherzo – “Fondo esigenze indifferibili ed urgenti” – sono per la stampa di partito.C’è qualcosa di violento e odioso in questo. E poi perché Tremonti ci chiede di indicare chi aiutare con una parte delle tasse che gli paghiamo (negli anni in cui la pressione fiscale aumenta) e poi fa carta straccia delle nostre volontà, ma passando all’incasso? Tutto dciò ha il sapore della beffa. Domenica mi ha chiamato una madre, in lacrime. Sua figlia è afflitta da una malattia rarissima, la fibrodisplasia ossificante. Morbo terribile, che rende il corpo, giorno dopo giorno, di pietra. Fino a ieri aveva una speranza per la sua bambina: la ricerca finanziata dal 5 per mille. Oggi nemmeno quella. La signora Simona chiede: “Perché ci fanno questo?” Le rispondo la verità: perché, secondo loro, non portate voti né consenso.Fonte : iL Fatto Quotidiano 23/11/2010 a firma Luca Telese

Poche parole che descrivono una verità agghiacciante. Uno scippo e un atto truffaldino nei confronti dei cittadini, specie di quelli più deboli. Meno risorse per le associazioni di volontariato che forniscono assistenza a disabili, emarginati, poveri o anziani che vengono così private della possibilità di svolgere al meglio la propria opera. Denuncia alla procura della repubblica per (truffa e abbandono di persone incapaci) da parte del Codacons nei confronti del ministro Tremonti. A cosa servirà ???

25 novembre 2010

A.A.A. Cercasi consapevolezza DISPERATAMENTE















Montezemolo : «Veniamo da 15 anni di non scelte, il Paese va ricostruito sotto tanti aspetti» «Entrare in politica da soli non significa niente, ci vuole la squadra. Noi- dice, rivolto ai suoi collaboratori- crediamo profondamente nell'Italia, nella sua tenacia e soprattutto nelle forze migliori dell'Italia che grazie a Dio sono tantissime. L'Italia non si rassegna a un destino di declino. All'estero mi chiedono: l'Italia ce la farà? Non c'è dubbio, deve farcela e ce la farà. Credo abbia tutte le capacità per essere protagonista dello sviluppo». Come? «Uscendo dal proprio particolare recinto per contribuire al bene comune. Basta con i superuomini. Il periodo dell'one man show è finito. Serve uno spirito di squadra. Bisogna trovare collaboratori sempre più bravi per lavorare con noi. Ho il dovere di fare qualcosa per il mio paese».
B : «Parlare è facile, fare è difficile. Gli altri parlano, noi facciamo. Ho sentito in questi giorni alcune affermazioni circa il fatto che l'Italia non riesce ad aumentare il Pil al pari di alcuni grandi Paesi europei. Si dimentica che noi abbiamo ricevuto eredità pesanti dai governi precedenti, addirittura drammatiche, tragiche, e che non possono essere risolte con la bacchetta magica»
B : «All'Udc suggerisco un appoggio esterno al governo». «Ciascuno dovrebbe restare fedele al voto ricevuto. L'Udc si è presentato da solo, per l'opposizione di Gianfranco Fini che non voleva facesse un accordo con il Pdl. Oggi l'Udc avrebbe l'occasione di dimostrare che non pensa solo al tornaconto del proprio leader, ma a quella del Paese che ha necessità di avere una maggioranza stabile»
Casini : "Com'e' buono, com'e' generoso" "com'e' premuroso e quanto ci tiene a noi" "Per favore, non perdiamo tempo"
Cesa : «I suoi consigli sono troppo interessati per risultare credibili. Pensi lui all'interesse del Paese e non perda un'occasione storica: si dimetta e apra una fase politica nuova». «Prima Berlusconi deve dimettersi, poi siamo disposti a discutere di soluzioni per il bene del Paese»
B : «Credo che un passo indietro dovrebbero essere altri a farlo, come il presidente della Camera che invece di essere super partes è stato di parte e ha fondato un partito sulla sua figura di leader».
Bonaiuti : «Leggiamo alcune agenzie di stampa erroneamente titolate, nella quali si asserisce che il Presidente Berlusconi avrebbe chiesto le dimissioni del Presidente Fini. È sufficiente leggere le dichiarazioni testuali del Presidente Berlusconi per comprendere che così non è. L'invito a fare il passo indietro riguardava, con ogni evidenza, la posizione politica e le indicazioni, anche odierne, di alcuni esponenti di Futuro e Libertà di votare la sfiducia al Governo, nonchè l'ennesima richiesta di dimissioni del Presidente Berlusconi, fatti che contrastano con la conclamata volontà degli elettori».
Fonte: Quotidiani Nazionali
Quando gli italiani smisero di credere nel duce e non furono più fascisti ? Non quando promulgò le leggi razziali, non quando si alleò con Hitler, non quando entrò in guerra nel 1940, ma dopo il ’43 quando i nazisti invasero l’Italia e ne presero il comando. Quando cioè, tutto era già perduto, devastato, distrutto. Allora si, e solo allora, finalmente il popolo italiano si svegliò. Ora come ora siamo ad un passo dalla catastrofe, dalla miseria e ormai il fallimento è inevitabile. Liberiamoci una volta per tutte dal satrapo rincoglionito non senza chiedergli prima la restituzione del malloppo che ci ha sottratto con tutti gli interessi. E poi…calci in culo e via. Ritorneremo forse un paese normale ?

24 novembre 2010

Alluvione del 31 ottobre 2010 (2 euro per il Veneto)

L’ACQUA
Provincia di Vicenza 530 millimetri di pioggia in 48 ore
Provincia di Padova 100 millimetri di pioggia in 48 ore
Provincia di Verona 386 millimetri di pioggia in 48 ore
Provincia di Treviso 370 millimetri di pioggia in 48 ore
Provincia di Belluno 586 millimetri di pioggia in 48 ore

VICENZA Morti 2 Sfollati/isolati 900 Comuni gravemente danneggiati 30 Strade principali chiuse al traffico 20 Frane e smottamenti 17 Esondazioni e allagamenti 12 Rotture di argini 4 Superficie interessata da allagamenti 50 Km quadrati
PADOVA Sfollati/isolati 3.500 Comuni gravemente danneggiati 12 Strade principali chiuse al traffico 6 Esondazioni e allagamenti 8 Rotture di argini 6 Superficie interessata da allagamenti 72 Km quadrati
VERONA Sfollati/isolati 2 mila Comuni gravemente danneggiati 21 Strade principali chiuse al traffico 8 Frane e smottamenti 11 Esondazioni e allagamenti 7 Rotture di argini 5 Superficie interessata da allagamenti 10 Km quadrati
TREVISO Sfollati/isolati 270 Comuni gravemente danneggiati 10 Strade principali chiuse al traffico 6 Frane e smottamenti 6 Esondazioni e allagamenti 1 Superficie interessata da allagamenti 8 Km quadrati

BELLUNO Comuni gravemente danneggiati 13 Strade principali chiuse al traffico 15 Frane e smottamenti 17 Esondazioni e allagamenti 1

“in venti minuti ho perso tutto: la mia casa ora è senza pavimenti e abito dai suoceri. Ma lunedì devo e voglio tornare al lavoro” Stefania Gaias Cresole di Caldogno

“io sono barese, mia moglie è vicentina. Conosco bene le differenze fra tragedie del Sud e del Nord e posso dire che la gente di qui fa bene ad arrabbiarsi. Tanto lavoro senza nemmeno vedersi riconoscere i diritti” Giovanni D’Erasmo Vicenza

“vedo tanta voglia di riprendere e una generosità illimitata” Arcivescovo Cesare Nosiglia Vescovo di Vicenza, durante la sua visita a Caldogno

“trentamila euro di danni solo in magazzino. E merce scontata del 50% per dire alla gente ‘non lasciateci soli " Vicenza

“circa 230 mila capi di bestiame, in prevalenza avicoli e conigli, ma anche vacche e maiali, sono morti annegati. Sono andati persi completamente o parzialmente scorte e raccolti. Sono state pesantemente danneggiate strutture e attrezzature. Migliaia di ettari sono stati allagati con danni pesantissimi soprattutto all’orticoltura. Sono state distrutte serre e fungaie ” Coldiretti Veneto primo bilancio parziale dei danni all’agricoltura veneta

“tutto perso. Per me è finita qua. Avevo investito centinaia di migliaia di euro; pagherò lo stipendio ai miei 20 dipendenti, poi basta ” Giuseppe Vicari Bovolenta

“ho lavorato per ore per recuperare con mia moglie il salvabile. Tanta roba però è da buttare, comprese due auto, tanto fango ovunque, mi viene il convulso Guerrino Fornasiero Casalserugo

ho perso in un minuto tutti i sacrifici compiuti da mio padre in 25 anni di lavoro. L’officina si è allagata completamente i macchinari andati distrutti. Solo per miracolo siamo riusciti a mettere in salvo le auto dei clienti” Emanuele Cassin Monteforte d’Alpone

sembra che siamo in stato di guerra” Anziano di Motta di Livenza

“incrociamo le dita e speriamo che non piova. Non possiamo fare altro” I sindaci della Pedemontana 6 novembre

Veneto Ferito low.pdf
4950K Visualizza (quello che la televisione non ha mai trasmesso)

23 novembre 2010

Povera Italia...





















Guardian su B: “Come può essere ancora al potere”
Il quotidiano britannico attacca frontalmente il premier e riassume le ultime vicende in cui è rimasto coinvolto. Da Noemi a Ruby.“Come può quest’uomo essere ancora al potere?”. A tutta pagina c’è una foto di Silvio Berlusconi, composto e serissimo. La cover story dell’inserto quotidiano del Guardian, G2, picchia duro sul presidente del consiglio italiano, i suoi scandali, le sue gaffe, la sua incapacità di mettere il bene del Paese al primo posto. Nello stesso giorno anche il settimanale americanoNewsweek dedica la copertina al nostro premier e titola: “Berlusconi e il problema ragazze”. All’interno un reportage che viene riassunto così: “La sua cultura dell’harem sta minando l’economia italiana e il suo governo”.Due stoccate in pieno petto. Che vanno ad aggiungersi al coro unanime della stampa internazionale. Ma il Guardian stavolta ci va pesante. Seguendo le orme dell’ormai celebre copertina dell’Economist del 2001 dove B. era definito “unfit to lead”, inadatto a governare. Quasi dieci anni dopo il concetto è lo stesso. L’autore del reportage, Tobias Jones, è una vecchia conoscenza del premier. Quando si era permesso di criticare il berlusconismo nel libro Il cuore oscuro dell’Italia, uno dei magazine di casa Mondadori lo aveva screditato con un ampio pezzo definendolo il “Pinocchio inglese”. Ma il Pinocchio non ha mollato la presa.Per i lettori del Guardian riassume tutti i recenti scandali che hanno visto B. protagonista: dal casoMills al presunto coinvolgimento con la mafia, da Noemi Letizia al bunga bunga fino ai festini a base di droga. “Che altro potrà fare Berlusconi per essere cacciato? – si domanda Jones – Nella maggior parte dei Paesi solo uno di questi numerosi scandali sarebbe stato sufficiente a ucciderlo politicamente”. “Adesso il problema non è più politico o giudiziario, ma psichiatrico”, avrebbe commentato un membro dell’opposizione che vuole rimanere anonimo. Secondo il giornalista inglese il problema è che molti italiani invidiano e ammirano il premier per il suo successo con le donne, “sempre che si possa parlare di successo quando paghi 10.000 euro per un amplesso”, commenta. Ma per lo scrittore l’atteggiamento sta finalmente cambiando: “Gli italiani sono molto meno puritani di noi quando si parla di sesso, ma sanno riconoscere l’ipocrisia – osserva – Per esempio recentemente il governo ha annunciato che la prostituzione sulle strade diventerà illegale. E’ come se un preside alcolizzato dicesse ai suoi alunni che non possono bere Coca Cola”. La descrizione poco lusinghiera del premier continua: “Gli italiani ammirano lo stile, ma il primo ministro viene ormai percepito come un pomicione, un malfermo e vecchio bigotto “, critica Jones. “Durante una visita all’Aquila, dopo il terremoto, ha chiesto a un assessore: ‘Posso palpare un po’ la signora?’ Questo spiega come lui davvero creda al droit de seigneur, un rito medievale secondo il quale il signore doveva avere il primo assaggio delle vergini del suo regno”. E mentre l’Italia è in rovine (vedi Pompei), continua il Guardian, l’unica cosa cui pensa B. sono le donne. “Ha trasformato il suo Paese in una barzelletta”, è il commento lapidario. Purtroppo condiviso un po’ da tutta la stampa britannica, sia di destra che di sinistra. Ma Jones riserva qualche strale anche per l’opposizione “notoriamente divisa e debole”. Prodi, D’Alema, Amato, Rutelli Fassino, Veltroni, Bersani: non sono riusciti a liberarsi di B. “Mi dispiace dirlo, ma la sinistra è abbastanza patetica”, è il verdetto finale. Povera Italia, dunque. Per ilGuardian ci sono solo due vie per strappare a B. la poltrona: “La sua morte o una programmatica deberlusconizzazione che faccia tornare il Paese alla realtà dopo 20 anni di lavaggio del cervello. La prima, credo, è più probabile della seconda”.
di Deborah Ameri (da il Fatto Quotidiano -16 Novembre 2010-)

22 novembre 2010

L'uomo che suona davanti alla stazione





















L’uomo che suona davanti alla stazione
il solito sorriso appiccicato addosso
un sorriso da strada, triste e sornione
un sorriso senza Patria, senza religione
troppe rughe su quel viso senza tempo
troppi strappi in quel cuore rammendato
ogni giorno lo trovi li appoggiato
con la vecchia chitarra tra le mani
la sola compagna, l’unica amica
e canta, suona e ride da una vita
e guarda la gente passare veloce
quanta gente che passa di la,
quante scarpe, quante valigie
filano dritti sul loro binario
con l’unico scopo di arrivare in orario
belli, eleganti, puliti e pettinati,
sono veri ma sembran disegnati
e ogni tanto qualcuno si ferma
a volte una donna, più spesso un bambino
guardano l’uomo che suona e sorride
e per un secondo, un istante soltanto
sembrano vivi, come per incanto
sarà quel vecchio blues o forse quel sorriso
a farli deragliare dal grigio binario
cercano nelle tasche una o due monete
le lasciano all’uomo che ringrazia col capo
e poi di nuovo via correndo dietro al tempo
lasciandosi alle spalle quel breve momento
quell’uomo che suona davanti alla stazione
come un fantasma, come una visione
quell’uomo strano, senza nome e senza età
che suonerà ancora fin quando ne avrà
quell’uomo diverso, senza fretta e senza orario
che non sarà mai prigioniero di un binario.

21 novembre 2010

Eppur questo non basta









Foto : Errebi


E' fuggita l'estate,
più nulla rimane.
Si sta bene al sole.
Eppur questo non basta.

Quel che poteva essere
una foglia dalle cinque punte
mi si è posata sulla mano.
Eppur questo non basta.

Ne' il bene ne' il male
sono passati invano,
tutto era chiaro e luminoso.
Eppur questo non basta.

La vita mi prendeva,
sotto l'ala mi proteggeva,
mi salvava, ero davvero fortunato.
Eppur questo non basta.

Non sono bruciate le foglie,
non si sono spezzati i rami...
Il giorno è terso come cristallo.
Eppur questo non basta.

Arsenij Tarkovskij

20 novembre 2010

Fbc Unione Venezia : Tanti errori il Treviso vince il derby




















Treviso-Venezia 3-1 . Campionato Nazionale Serie D Girone C - 12^ Giornata
Trasferta negata ai tifosi arancioneroverdi dal Prefetto di Treviso. Partita trasmessa in diretta su Raisport1. Non ho potuto seguirla e quindi dagli amici di http://www.vesport.it/newsvisualizza.asp?ID=15725 pubblico il resoconto della partita.
Più di un'ora per rimontare e venti minuti per essere infilati come tordi. L'Unione Venezia si impappocchia nella partita più importante e, forse per la prima volta in assoluto quest'anno (le due precedenti sconfitte sono figlie di molta casualità), perde senza poter recriminare. Una sconfitta che è un po' figlia degli imbarazzi nella costruzione della formazione a causa dell'assenza di Falcier per squalifica e un po' del grossolano errore del portiere Menegatti che ha spalancato la porta ad una squadra che già di suo aveva molte frecce al suo arco. La rinuncia ad un attaccante, infatti, ha dato modo al Treviso di affondare i colpi senza dover tanto temere l'attacco veneziano in quanto Salzano era inesistente e Zubin si trovava solo come un'orfano nella morsa di atleti tosti come quelli biancocelesti. Inoltre, nel primo tempo, il centrocampo costruiva meno del solito, mentre Ferronato & C. brillavano per la maggiore vivacità. Ma su tutto, sta l'erroraccio di Menegatti, uscito per pigliare una palla alta di ordinarissima amministrazione e fermatosi con le mani alte a molta distanza dell'esterrefatto Perna che non ha nemmeno dovuto colpire visto che la palla gli è schizzata tra spalla e collo e, da lì, in rete. Era solo il quinto minuto ma, come ben si sa, il gol a freddo spesso determina una partita.L'Unione Venezia non è squadra che si dispera più di tanto quando subisce un gol, dato che questo le succede molto spesso (troppo spesso), e sa che ha tante frecce al suo arco per rimontare. Ma, questa volta, c'era di mezzo una signora squadra come il Treviso e la rimonta era già una bella impresa.
Bella impresa riuscita a metà ripresa e, nonostante tutte le incertezze, anche impresa meritata. Perchè la maggiore forza fisica aveva cominciato ad imporsi e le opportunità di andare a rete non erano mancate. Questa volta, però, era la difesa a fare l'erroraccio a discapito di Menegatti. Calcio di punzione per il Treviso (molto dubbio il fallo di gioco pericoloso fischiato contro) e Ferronato appoggiava la palla sulla testa di Spinosa con due trevigiani, solissimi, davanti alla linea di porta, mentre Vianello e Ferretti finivano dentro alla rete, colpetto facilissimo e gol senza alcuna opposizione. Ovviamente Cunico non si trovava altra carta in mano che mettere in campo anche il terzo attaccante: Di Napoli. Anche se Re Artù in tutta la settimana non ha potuto mai allenarsi. L'Unione Venezia va vicina al nuovo pareggio, ma nel contempo rischia come sempre succede in questi casi.
Così, dal tentativo di impattare, si passa, nel recupero, alla terza rete, segnata in grande superiorità numerica dai biancocelesti. Vittoria meritata per il Treviso? Sicuramente sì. Ma il 3-1 penalizza un po' troppo gli arancioneroverdi, che sono stati sicuramente meno brillanti del solito, ma nemmeno così tanto inferiori al Treviso. Ora le due squadre sono appaiate in classifica e l'esito del campionato è sempre apertissimo.

19 novembre 2010

Sei disabile ? Vai di là

Altro che sole delle Alpi a scuola. Il signor Pietro Fontanini, esponente della Lega Nord e presidente della provincia di Udine, ha fatto di più. Lo hanno chiamato ad intervenire a un convegno sulla disabilità a Palmanova, organizzato da un consorzio friulano per l’assistenza medico-pedagogica. In platea, trecento operatori del settore, gente che lavora ogni giorno con i disabili. Quando è venuto il momento, Fontanini ha preso la parola e ha lasciato di stucco il suo uditorio. I disabili? “Ritardano lo svolgimento dei programmi scolastici”. Rallentano i ritmi d’apprendimento degli altri ragazzi e frenano il lavoro di studio e d’approfondimento. Dunque è “più utile metterli su percorsi differenziati”. A occhi sgranati, i trecento operatori hanno sentito con le loro orecchie l’apologia delle classi differenziate per i disabili. E non riuscivano a crederci. Le “classi speciali” (altro non erano che ospedali psichiatrici per bambini, ha ricordato l’assessore friulano alla sanità, Vladimir Kosic) in Italia sono state abolite da una legge del 1977. Ed ecco il geniale leghista friulano che ne auspica il ritorno, per non “ritardare il lavoro degli altri ragazzi”. Forse non se l’aspettava, ma le sue parole hanno provocato proteste e indignazione. La platea ha subito rumoreggiato contro la proposta. Ha espresso immediatamente il suo disaccordo anche il consigliere regionale del Pdl Paolo Ciani, seduto al tavolo dei relatori del convegno. E l’assessore Kosic, pure lui di centrodestra, ha subito dichiarato: “Sono attonito e indignato”. L’opposizione si è scatenata. “Ritengo queste affermazioni offensive nei confronti delle famiglie che vivono situazioni di disabilità e nei confronti di operatori che cercano in tutti i modi di rendere operative teorie e comportamenti di massima integrazione e inclusione nel mondo della scuola e della società”, ha dichiarato Francesco Martines, capogruppo del Pd in Provincia. E Debora Serracchiani ha aggiunto: “Quando un politico parla di ghettizzare i bambini disabili, vuol dire che non c’è più limite e che ci stiamo già muovendo in un territorio pericoloso” Fontanini, poche ore dopo, ha sostenuto, da vero politico, di essere stato frainteso. “Non mi sono espresso nei termini che mi sono stati attribuiti e mai affermerei simili cose. Ho riportato un’esperienza personale, da insegnante, riferita a una quinta della scuola secondaria superiore che si stava preparando all’esame di maturità”. Ma poi si è infilato in una smentita che non smentisce, ma conferma: “Quello che ho detto è che, rispetto al modello italiano che prevede l’insegnante di sostegno, si potrebbe pensare a quella in vigore in altri Paesi europei: la classe differenziata”. Qualche tempo fa, era stato l’assessore all’Istruzione del Comune di Chieri (Torino), Giuseppe Pellegrino, a proporre di mandare gli alunni disabili in strutture specializzate, perché in aula danno pugni ai muri e disturbano. Insomma, ormai non c’è più vergogna a lanciare le idee più incivili. Ormai vale tutto. E chi le propugna ha l’aria di non rendersi neppure conto della gravità di quel che dice. Si sta diffondendo una insostenibile leggerezza della barbarie.Fonte : il Fatto Quotidiano a firma di Gianni Barbacetto

18 novembre 2010

Strage di piazza della Loggia…il tempo si è fermato alle menzogne di Stato


NON CI SONO COLPEVOLI…Piazza della Loggia, tutti innocenti gli imputati della strage. I familiari delle vittime: “VERGOGNA”. La giustizia vuole più dolore che collera, così scriveva Hannah Arendt. Ma resta solo la collera di fronte a una giustizia che non riesce a fare GIUSTIZIA.
Riporto alcuni passi di un articolo tratto dal il Fatto Quotidiano a firma di Gianni Barbacetto.
“Pioveva, quella mattina. In città si respirava il disagio dei giorni sbagliati. O forse soltanto la tensione delle grandi occasioni. 28 maggio 1974, martedì : Gianpaolo Zorzi, studente dell’ultimo anno di Giurisprudenza, quella mattina era a casa. Sente, come tutti quel giorno a Brescia, il boato. Alle 10.12 il rumore di un’esplosione potente lacera un cielo grigio che sembra d’autunno. Gianpaolo esce di casa e si precipita verso piazza della Loggia, dove era indetto il comizio antifascista.Per strada incontra un amico, faccia stravolta : viene dalla piazza, ha assistito allo scoppio, ha visto coi suoi occhi la scena orribile dei feriti che gridano e dei morti che non si lamentano più. E’ una bomba. Gianpaolo sa che molti compagni d’università, molti dei suoi amici e delle sue amiche sono là, in quella piazza. E verso quella maledetta piazza corre, con il cuore in gola. Dopo pochi istanti vede la scena. Un mondo in bianco e nero, dove i colori sono scomparsi. Sente il silenzio, quel silenzio irreale, rotto da grida e lamenti, che si impossessa del mondo dopo le sciagure. Odora quell’aria di Maggio che ormai sa solamente di pioggia, di esplosivo e di morte. Molti anni dopo, Gianpaolo Zorzi, diventato giudice istruttore presso il Tribunale di Brescia, si è trovato a dover indagare su quella strage che ha sfiorato la sua vita”
E ancora
“Martedì 28 maggio : scoppia la bomba in piazza della Loggia. Otto morti, 94 feriti. Sul luogo dell’esplosione vengono ritrovate tracce di nitrato d’ammonio, una delle componenti di un additivo per esplosivi chiamato anfo, che si presenta sotto forma di polvere granulosa. Subito dopo la conflagrazione, i vigili del fuoco sono stati chiamati dal funzionario di polizia Aniello Diamare a lavare la piazza con i getti ad alta pressione. PERCHE’ ?”
Paolo Bolognesi presidente dell’Unione Familiari Vittime per stragi : “È un triste momento in cui la ricerca della verità è stata umiliata, ancora una strage impunita, tutto ciò è incivile e vergognoso. Non c'è volontà di affrontare quegli anni, amara considerazione che purtroppo descrive l'attualità"
CGIL : "Ennesima ferita inferta a un paese che, anche a causa della mancata verità di quegli anni, vive oggi uno stato di profonda difficoltà morale e politica e di scarso senso delle istituzioni". La richiesta del sindacato è quella di "aprire una volta per tutte gli archivi e togliere il segreto di Stato perché siano chiare le responsabilità che ci sono dietro le grandi stragi".
Corrado Stajanò: "Trentasei anni dopo neppure un barlume di giustizia. Chissà che cosa pensano i ragazzi di oggi - si chiede - e che cosa penseranno quelli delle generazioni future di uno Stato che in un tempo così lungo non ha saputo difendere i suoi cittadini uccisi da una strage fascista nel terribile Novecento. Un’altra strage impunita, nuova grande delusione per quel che accadde in quell’orrendo passato. E una nuova ferita per chi non vuole dimenticare perché la sentenza sarebbe stata soprattutto un simbolo. Un simbolo con un valore altissimo perché sono proprio i simboli a dare dignità a un Paese che, oggi più che mai, ne ha tanto bisogno".
Mimmo Franzelli : "La sentenza assolutoria era intuibile dalla lettura della ponderosa Memoria del Pubblico ministero: 1.223 pagine, nelle quali c'è troppo e troppo poco. Una ricostruzione sovrabbondante, talvolta dietrologica, che non è riuscita a scindere la tanta zavorra dagli elementi pregnanti e sicuramente riconducibili alla matrice stragista bresciana". Adesso, prosegue Franzelli, "sulla scia del fallimento giudiziario dello Stato, la destra radicale ritroverà l'impudenza per negare verosimiglianza alle piste nere e i suoi volenterosi esponenti (talvolta con un passato da ultraministri) confonderanno le carte, rivendicheranno la buona fede e l'innocenzia di chi aveva a cuore i valori della Nazione e dell'Occidente".
Fonte : Quotidiani nazionali

E intanto noi ci occupiamo di escort ballerine e minorenni che saltellano attorno ad un 74enne. Mentre questa sentenza, che pone fine alla vicenda giudiziaria di piazza della Loggia, è un insulto irreparabile a quanti quella mattina sono caduti in piazza e ai loro familiari. Intanto, citando una canzone di Francesco Guccini, questi otto corpi continuano a girare nel vento mentre la giustizia italiana non è ancora riuscita a dargli un luogo dove riposare finalmente in pace.

17 novembre 2010

Tu chiamala se vuoi...DEMOCRAZIA


Record di ascolti per la trasmissione di Fazio/Saviano “Vieni via con me” 9 milioni di italiani (30,21% di share). Roberto Saviano nel corso della trasmissione ha attaccato duramente la Lega, tirata in ballo in un intervento sulle radici al Nord della ‘ndrangheta. Non si è fatta attendere la replica del ministro dell’Interno Roberto Maroni.

Maroni : “Come ministro e ancora di più come leghista mi sento offeso e indignato dalle parole infamanti di Roberto Saviano”
Maroni : “Vorrei un faccia a faccia con Saviano per vedere se ha il coraggio di dire le cose che ha detto guardandomi in faccia”
Maroni : “Facile lanciare il sasso senza il contraddittorio”
Cicchitto :”Il capogruppo del partito dell’amore alla Camera (Cicchetto - in veneziano bianco + uovo con l’acciuga, seppiolina e/o calamaretto fritto) ha descritto la trasmissione di Fazio di settarismo più unico che raro - quasi all’altezza del TG4 di Emilio Fede -. Il conduttore e Saviano hanno fatto dei mediocri comizi – inferiore solamente alla mediocrità dei comizi del coso – senza facoltà di contradditorio”.
Piersilvio figlio del coso :”Passi che per declinare i valori della destra Raitre abbia scelto chi è oggettivamente ritenuto più funzionale agli scopi della sinistra, lasciando muta la più consistente destra-destra che non piace, come è giusto, a D’Alema, Bindi, Santoro, Franceschini etc. Ma che anche Maroni e la Lega abbiano dovuto subire le invettive del Savonarola-Saviano senza possibilità alcuna di contraddittorio e verità, fa capire che la campagna elettorale è iniziata e che Raitre è schierata, essa sì, nella sua solita inaccettabile posizione di parte”
Ignazio Carroarmato La Russa : “Non posso non condividere quanto ha detto Maroni anche perchè proprio la sua attività è la dimostrazione migliore che non c’è nessun rapporto”

Pronta la replica dei responsabili della trasmissione :
Loris Mazzetti : “Non inviteremo Maroni in trasmissione. Se noi abbiamo detto cose non vere, cose smentibili se lo abbiamo ingiuriato o offeso, che si rivolga direttamente alla magistratura”
Roberto Saviano : “Sono stupito e allarmato dalle parole del ministro Maroni. Non capisco di quali infamie parli. Temo che abbia visto un’altra trasmissione”
Roberto Saviano : Lo invito a rivederla e riascoltarla: io ho parlato solo di fatti, frutto di un’inchiesta giudiziaria dell’Antimafia di Milano e Reggio Calabria sul nuovo assetto della ’Ndrangheta e sulla sua presenza culturale, politica ed economica in Lombardia. Fatti che - conclude Saviano - dovrebbero preoccupare il ministro dell’Interno invece di spingerlo ad accusare chi li denuncia

Intanto approfittando delle telecamere di Rai3, è scattata la campagna elettorale di Gianfranco Fini. Il presidente della Camera dei Deputati, pochi secondo dopo l’intervento del segretario del PD, Pierluigi Bersani, si è speso in un elenco dei valori della destra. A tal proposito interessante la valutazione del portavoce del partito dell’amore o forse più giustamente “salto dove mi è più conveniente” Daniele Capezzone.

Capezzone : “Gianfranco Fini e Pierluigi Bersani hanno avuto l’opportunità di parlare al Paese, a milioni di italiani. Ma da loro è arrivato soltanto un compitino banale e deludente, un temino da alunno che non si applica. Un calcio di rigore tirato in tribuna…” altro che i compitini sulle feste di villa Certosa, sulle excort d’alto bordo, su Ruby,o sulle telefonate in questura per il buon cuore del coso. Gasparri : “Da Fini tema di quinta elementare” le solite inutili gasparstronzate…
Fonte : Quotidiani Nazionali

Chiedo a tutti i “berluscones” “Perché non riuscite a mettere in campo serate memorabili in tv come quella di ieri sera ?” e ancora “Perché vi accontentate del Grande Fratello e del Festival di Sanremo ?” La risposta è una sola…DEMOCRAZIA anzi più sottolineato ancora IL RESPIRO DELLA DEMOCRAZIA