31 ottobre 2010

Sono una persona di cuore e mi prendo cura delle persone in difficoltà

Il Pm dei minori aveva deciso che Ruby dovesse andare in comunità e invece…improvvisamente arriva la Minetti che ; “Mi sono presentata in veste di persona maggiorenne che conosceva Ruby. Ho spiegato che sarebbe venuta via con me. Mi sono resa disponibile, facendo da garante”. Mancava però l’autorizzazione del giudice… “Esatto, lo riferito al presidente che, quando ero fuori dalla questura, mi ha richiamato e mi ha pregato di prenderla in affido. Altrimenti non l’avrebbero lasciata. Quindi sono rientrata e, una volta ottenuto l’affido, la cosa si è sbloccata. Ma se il procuratore dei minori, come sopra accennato, aveva disposto il ricovero in comunità, per Ruby nessun affido era possibile. Forse c’è stata solo una telefonata da palazzo Chigi per trovare qualcuno che potesse rendersi disponibile all’affidamento per una persona che aveva fatto al “Coso” molta pena perché gli aveva raccontato una storia drammatica a cui lui aveva dato credito ? Telefonata…driin… "Dottore (il capo di gabinetto Pietro Ostuni, ndr) volevo confermare che conosciamo questa ragazza, ma soprattutto spiegarle che ci è stata segnalata come parente del presidente egiziano Mubarak e dunque sarebbe opportuno evitare che sia trasferita in una struttura di accoglienza. Credo sarebbe meglio affidarla a una persona di fiducia e per questo volevo informarla che entro breve arriverà da voi il consigliere regionale Nicole Minetti che se ne occuperà volentieri” (Fonte www.affaritaliani.it)
Il Coso : “Nessuno può farmi cambiare stile di vita”
Il Coso : “Su quanto avviene a casa mia non devo chiarire niente perché da me entrano solo persone che si comportano bene”
Il Coso : “Sono una persona giocosa, amo la vita e amo le donne”
Famiglia Cristiana (noto giornale comunista) scrive : “Uno stato di malattia, qualcosa di incontrollabile, anche perché consentito, anzi incoraggiato, dal potere e da enormi disponibilità di denaro”
E ancora : “E’ incredibile come un “uomo” di simile livello e responsabilità non disponga del necessario autocontrollo. E che il suo entourage stia a guardare”
Enrico Letta : “Al di là di ragionamenti moralistici che comunque mi sento di fare, penso che i comportamenti disdicevoli del presidente del consiglio rappresentino un modo per calpestare l’etica pubblica”
Sandro Bondi (ex Pci) senti, senti : “Mi chiedo se si rendono conto a Famiglia Cristiana di aver superato i limiti (loro) della correttezza professionale e della rispettosa prudenza propria dei cattolici, che impone di non trarre conclusioni abnormi e volgarmente offensive come quelle ricavate dal settimanale paolino, SULLA BASE DI NOTIZIE GIA’ SMENTITE E RITENUTE INFONDATE”.
Penso proprio che dovremmo chiedere aiuto all’ONU. Fu un errore fare questa Italia, come si vede venuta malissimo. Altro errore lo fecero gli Alleati a fine dell’ultima guerra, invece di commissariare la Germania eravamo noi da mettere sotto controllo. E poi ancora…lasciar fare a Bettino Craxi, padre politico del berlusconismo e, per ultimo…credere ancora che ci si possa salvare...
Perchè il Presidente del Consiglio si è gettato a capofitto nei sensi e nel tepore di quella serata maghrebina, dove le note del deserto e del vento ti risucchiano in ogni meandro della fantasia erotica, scuotono le membra, fanno balzare l'uccello in cerca di un angolo di felicità. Deve essere andata proprio così(Corsera.it)
Partecipa in prima persona al Bunga Bunga

30 ottobre 2010

Ieri...29 ottobre 1981

Sète è un posto di ostriche. Una lingua sabbiosa di fronte al Golfo del Leone che profuma di salsedine, “l’’ìle singulière” cantata da Paul Valere, la striscia di mare sfiorata dal mistral dove George Brassens era nato e dove tornava spesso, nella sua casa piena di fiori e di gatti. Il luogo della nostalgia in cui il troubadour più amato di Francia implorava ne “La Supplique”, ultima canzone-testamento, di essere sepolto “in un piccolo angolo di spiaggia, sotto un pino ombrellaio”. Era uno così, Brassens, uno che amava giocare con la vita e con la morte, “orso” per scelta, il culto per gli amici e per la solitudine, per il lirismo antico, alla Villon e alla Rabelais. Una vita tra le caves fumose di Saint German e qualche incursione sui palchi chic d’Europa, l’aspetto da dandy fuori tempo, l’anima e la lingua libera da anarchico della poesia. Il disprezzo per i soldi e la buona creanza. Scandaloso Brassens de “Le gorille” e de “Le Pornographe”, tenero chansonnier che adorava la notte, le panchine, le puttane e il buon vino. Se ne andò a sessant’anni, in una sera d’ottobre, a modo suo. “La sua leggendaria discrezione – scriverà Garcia Marquez – era tale che se ne andò a morire a casa di un amico”.
Fonte iL Fatto Quotidiano – Giovanna Gabrielli –
Colui che da De Andrè, Nanni Svampa e alcuni altri tra i più grandi cantautori italiani e francesi era considerato come un genio e…sicuramente lo era

Morire per delle idee
Approfittando di non essere fragilissimi di cuore
andiamo all’altro mondo bighellonando un poco
perchè forzando il passo succede che si muore
per delle idee che non han più corso il giorno dopo.
Ora se c’è una cosa amara, desolante
è quella di capire all’ultimo momento
che l’idea giusta era un’altra, un altro movimento
moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta, va bè,
ma di morte lenta.
Gli apostoli di turno che apprezzano il martirio
lo predicano spesso per novant’anni almeno.
Morire per delle idee sarà il caso di dirlo
è il loro scopo di vivere, non sanno farne a meno.
E sotto ogni bandiera li vediamo superare
il buon matusalemme nella longevità
per conto mio si dicono in tutta intimità
moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta, va bè,
ma di morte lenta.
A chi va poi cercando verità meno fittizie
ogni tipo di setta offre moventi originali
e la scelta è imbarazzante per le vittime novizie
morire per delle idee è molto bello ma per quali.
E il vecchio che si porta già i fiori sulla tomba
vedendole venire dietro il grande stendardo
pensa “speriamo bene che arrivino in ritardo
”moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta, va bè,
ma di morte lenta
E voi gli sputafuoco, e voi i nuovi santi
crepate pure per primi noi vi cediamo il passo
però per gentilezza lasciate vivere gli altri
la vita è grosso modo il loro unico lusso
tanto più che la carogna è già abbastanza attenta
non c’è nessun bisogno di reggerle la falce
basta con le garrote in nome della pace
moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta,
ma di morte lenta.
George Brassens

Per ascoltare Brassens

29 ottobre 2010

Il Coso, Emilio, Lele Mora e...le minorenni

“Ho ricevuto 30 mila euro da Silvio Berlusconi”. Così racconta Ruby, la ragazza minorenne di origine marocchina che fa tremare il Coso. Una millanteria? Una calunnia? La sparata di una ragazzina che è entrata in un gioco più grande di lei? I quotidiani sono giorni che ne parlano. Riferiscono di festeggiamenti che si sarebbero svolti nella villa di Arcore del Coso con la partecipazione di una ragazza minorenne non italiana alla quale sarebbe stato suggerito di spacciarsi per la nipote di Hosny Mubarak (fonte : corriere della sera). Quali le reazioni ?

Il Coso : “ Non mi preoccupo di spazzatura mediatica “ “ Io sono una persona di cuore e quindi mi occupo dei problemi delle persone, facciamo come da Santoro : su domande , insulti e altre sconcezze, da parte mia contraddittorio zero”
E. Fede : “ Non mi risulta di essere indagato per alcun reato. Credo di aver conosciuto quella ragazza a qualche cena a casa di Berlusconi ma non l’ho presentata io né a Lele Mora, né al presidente del Consiglio”
Avv. Ghedini : “ Abbiamo verificato è tutto falso “

Mi chiedo e vi domando ma allora come mai palazzo Chigi ha telefonato alla questura per far rilasciare la minorenne accusata da un’amica di averle sottratto a casa 3mila euro?

Cosa dice la legge in merito al sesso con soggetti minorenni ? Il codice penale affronta all’articolo 609 i cosiddetti reati inerenti la “violenza sessuale”. Sono inseriti nei “delitti contro la persona”. A questa categoria vanno ascritti anche gli “atti sessuali con minorenne”. L’articolo è il 609 quarter e recita così :

“Soggiace alla pena stabilita dall’articolo 609bis ( la pena prevista è compresa tra i 5 e i 10 anni di reclusione, ndr ) chiunque, al di fuori delle ipotesi previste in detto articolo, compie atti sessuali con persona che, al momento del fatto: 1) Non ha compituo gli anni quattordici; 2) Non ha compiuto gli anni sedici, quando il colpevole sia l’ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato o che abbia, con quest’ultimo, una relazione di convivenza”. L’articolo prosegue – vedi codice penale - .

Bersani : “ Berlusconi farebbe bene ad andarsene “
D’Alema : “ Il governo stacchi la spina”
Antonio Borghesi Idv : “ Che il governo si presenti in Aula a riferire”
Massimo Donadi Idv : “ Speriamo che l’Italia non diventi la repubblica del ‘bunga-bunga’

Banana boat
Day-oh Day-ay-ay-oh
Daylight come an' I wanna go home
Day he say day he say day he say day
He say day he say day-ay-ay-oh
Daylight come an' I wanna go home
Work all night on a drink of rum
Daylight come an' I wanna go home
Stack banana until the morning come
Daylight come an' I wanna go home
Come mister tally man tally me banana
Daylight come an' I wanna go home
Come mister tally man tally me banana
Daylight come an' I wanna go home
Day he say Day-ay-ay-oh
Daylight come an' I wanna go home
Day he say day he say day he say day
He say day he say day-ay-ay-oh
Daylight come an' I wanna go home
A beautiful bunch of ripe banana
Daylight come an' I wanna go home
I see deadly black triantula
Daylight come an' I wanna go home
Come mister tally man tally me banana
Daylight come an' I wanna go home
Come mister tally man tally
Henry Belafonte

28 ottobre 2010

Jimi Hendrix - Band of Gypsys -

Ultimo album pubblicato in vita da Jimi Hendrix. Sciolta la Experience, nel 1969, nei primi mesi del 1970 Hendrix da vità ad un trio composto assieme a due musicisti di colore, il batterista Buddy Miles e il bassista Billy Cox. Album live intitolato semplicemente “Band of Gypsys” è composto da sei lunghissimi brani che mettono in luce tutta la vis creativa di Hendrix. Eccelso vinile costruito su parti di chitarra dalla tipica e geniale follia hendrixiana dove escono fuori le note dimenticabili di “Who Knows”, “Power to love” e “Message of love”. La vera essenza di questo album è senza ombra di dubbio “Machine Gun” che con i suoi 12 minuti è una delle più straordinarie performance del mancino nero di Seattle. Qualcosa di unico e molto probabilmente irrepetibile. A ciascuno, comunque, la sua libera interpretazione.

27 ottobre 2010

Ieri...26 Ottobre 1944

A proposito di Rai e della sua antica attitudine alla propaganda governativa. Un pò di cronologia e qualche riflessione. Iniziando dall'URI del '24, prima radio nazionale voluta da Costanzo Ciano sulla scia dei grandi broadcasting europei, in cui l'unica informazione in onda sarà affidata, su direttiva delibera di Mussolini, all'Agenzia governativa Stefani. Quattro anni di rodaggio per promuovere il decollo di una radiofonia pilotata e, nel '28, via libera all'Eiar, formidabile fabbrica del consenso affidata a roboanti bollettini filogovernativi e a un martellamento mix di rubriche di propaganda, grondante retorica, nelle mani di un pool di cronisti di profata fede fascista. Medium ormai di massa, con un milione di abbonati in pochi anni, l'Eiar, sempre sotto stretto controllo politico, sarà un grande repititore dell'ideologia di regime, una vox destinata all'indottrinamento dell'opinione pubblica. Fino al 26 ottobre 1944 quando, in piena guerra e col Paese diviso tra Rsi al nord e Italia liberata al sud,diventerà, col placet degli alleati, ufficialmente Rai. Il nostro servizio pubblico, sul quale peserà come un macigno quella lontana eredità basata su una tacita sudditanza nei confronti del potere.
Fonte : iL Fatto Quotidiano - Giovanna Gabrielli -

E ora parliamo un pò della tassa sulla detenzione di apparecchi adatti o adattabili a ricevere il segnale televisivo, più comunemente conosciuta da tutti come "canone rai". Tale balzello fù introdotto con Regio Decreto - Legge n 246/38 e visto il tempo trascorso, l'evoluzione tecnologica e concorrenza di libero mercato, dovrebbe essere abolito, in quanto altre emittenti sopravvivono con la sola pubblicità e con bilanci in attivo, situazione inversa rispetto all'emittente pubblica statale. Pensate un pò pare che tale INIQUA TASSA sarà estesa a pc, videotelefoni, videocitofoni, navigatori, palmari qualsiasi cosa che abbia uno schermo su cui idealmente si possa pensare di ricevere mamma rai. Io credo che sia ora di dire BASTA !!! La rai i soldi li fa già con la pubblicità, sponsor, aiuti statali e poi...ci propinano... La vita in diretta, L'eredità, i soliti ignoti, X Factor, la prova del cuoco, il TG1, domenica in...CHE SCHIFO

26 ottobre 2010

Fini: sulla giustizia c'è rischio crisi. Fli pronta a dare battaglia sulla non reiterabilità del lodo Alfano

Acque agitate nella maggioranza attorno alla giustizia che rischia di diventare un terreno scivolosissimo per Silvio Berlusconi. Come ha fatto intendere il presidente della Camera, Gianfranco Fini, nel corso di un'intervista all'emittente televisiva Antennatre Nordest. «Mi auguro - ha detto il leader di Fli - che sul tema giustizia non ci siano questioni insormontabili e che non ne scaturisca una crisi di governo». Noi, aggiunge Fini, «non cambiamo opinione sul lodo Alfano, che serve a tutelare una funzione, e non una persona. Non vedo come, se il Pdl non dovesse cambiare idea, il presidente Berlusconi possa prendere questa questione come pretesto per fare una crisi di governo». Ma il rischio di un nuovo fortissimo scontro c'è e ruota tutto attorno all'affondo dei finiani sulla non reiterabilità dello scudo.E, per capire che aria tira dalle parti del Cavaliere e dei suoi, basta sentire le parole di un berlusconiano doc.«Qui ognuno viaggia per conto suo, non c'è una linea politica - spiega al Sole24ore.com uno dei fedelissimi del Cavaliere -. Il premier non sa cosa fare e lascia che le cose vadano avanti per inerzia». Un'analisi assai brusca che dà però il senso della difficoltà del momento sulla sponda berlusconiana dove il no di Fini a uno scudo reiterabile, e ancor prima le perplessità del capo dello Stato Giorgio Napolitano sull'estensione del lodo all'inquilino del Colle, hanno creato parecchio scompiglio.Con il risultato, però, che non esiste una strategia chiara dei berlusconiani rispetto all'affondo di Fini e dei suoi, mentre si lavora a recepire le osservazioni di Napolitano. Prova ne è la netta distinzione tra l'atteggiamento della vecchia guardia berlusconiana e il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, Carlo Vizzini. I berluscones del primissimo cerchio, infatti, hanno oggi confermato la volontà di procedere all'approvazione del lodo senza ulteriori modifiche. Così, prima il ministro degli Esteri, Franco Frattini, e poi il capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto, sottolineano che «il lodo va fatto» e che la non reiterabilità «è nella logica del provvedimento». Insomma, nessuna volontà di rivedere questo tassello.Così, però, non la pensa il guardasigilli Angelino Alfano. «La non reiterabilità non è una questione su cui vive o muore questo progetto di legge. E Carlo Vizzini apre al dialogo e oggi si è detto disponibile ad aprire un tavolo con i finiani «per cercare una soluzione». Non solo, l'esponente pidiellino si è spinto anche oltre annunciando che proporrà domani «una pausa di riflessione ai gruppi» sul lodo. «Mi sembrerebbe irriguardoso - sottolinea il senatore - dibattere sulla lettera del presidente della Repubblica, quindi in un ufficio di presidenza prima e in commissione poi penso che chiederò ai gruppi di fare una brevissima pausa di riflessione e di riaprire i tempi per la presentazione degli emendamenti fino a mercoledì mattina». Martedì infatti la commissione si riunisce per proseguire il voto delle proposte di modifica, ma l'ufficio di presidenza, convocato per le 14.15, potrebbe cambiare le carte in tavola e riaprire così la partita.D'altronde i finiani hanno già fatto sapere che sulla non reiterabilità dello scudo non faranno sconti. E oggi Maurizio Saia, che rappresenta Fli in commissione, ha annunciato che domani mattina sarà corretto il tiro. «Metteremo a punto gli emendamenti - ha detto Saia - non sappiamo ancora se saranno uno o più di uno». La quadra sarà trovata in una riunione tra lo stesso Saia, il capogruppo dei finiani a palazzo Madama, Pasquale Viespoli, e l'avvocato Giulia Bongiorno. «Per certo posso dire - aggiunge Saia - che sulla non reiterabilità saranno diversi rispetto a quelli presentati in commissione Affari costituzionali e non ancora esaminati». E comunque se non passasse la riapertura dei termini, i finiani hanno già chiarito che non cederanno. «Se la non reiterabilità dovesse arrivare in aula - sottolinea al Sole24ore.com uno dei fedelissimi di Fini - la strada più probabile è l'astensione che è assimilabile a un "no", ma ha un altro significato sul piano politico». a palazzo Madama, infatti, l'astensione equivale a un voto contrario ma è chiaro che i finiani vogliono mandare un messaggio preciso al Cavaliere.Sapendo di poter fare la differenza anche in commissione. Dove, visti i numeri (13 senatori per la maggioranza tra Pdl e Lega, 11 quelli dell'opposizione), oltre al voto di Saia, risulta decisivo quello del senatore dell'Mpa Giovanni Pistorio , che domani non parteciperà alla commissione perché richiamato a Palermo dalle vicende regionali. «C'è un impegno - sottolinea il senatore interpellato telefonicamente dal Sole24.ore.com - a un confronto comune con Fli». Dunque, Mpa è per la non reiterabilità? «Io sono d'accordo - prosegue Pistorio - con tutto ciò che fissa confini precisi all'applicazione del lodo Alfano, che ne determina una limitazione». Esattamente quello che dicono anche i finiani. E se Saia e Pistorio votassero con l'opposizione per reintrodurre la non reiterabilità, la partita finirebbe in pareggio e a palazzo Madama il verdetto di parità è in tutto e per tutto uguale a un voto contrario.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-10-25/lodo-alfano-finiani-sono-173746.shtml?uuid=AYEnV5dC

Il coso sa benissimo tutto. Sa anche che dispone di un popolo di pinocchietti che credono ancora al campo dei miracoli; vedi i crumiri pomeglianesi e i votanti silvio della monnezzaland…ora poi gli ritorna bertol…do…che toglierà anche la puzza, pare siano state spedite centinaia di bombolette spray….E’ ora di finirla con questo governo e soprattutto con il “ministro Alfano” sempre dietro al suo Cosopadrone a scodinzolare come un cagnolino Ma come fa a non aver vergogna…comunque ringraziamo il cielo del dono che ci ha dato..."il Coso",frà due anni farà scomparire il cancro, fra un anno terminerà la Salerno-Reggio Calabria, prima delle nuove elezioni nascerà il ponte sullo stretto e per finire, tra 9 giorni, farà scomparire l’immondizia da Terzigno…ma cosa vogliamo di più…

25 ottobre 2010

Fbc Unione Venezia : Il Venezia cade in piedi
















San Paolo Padova-Venezia 2 - 1 Campionato Nazionale Serie D Girone C - 8^ Giornata -
Brutta partita, in parte non giocata, in parte interpretata malissimo, da due formazioni ben differenti sotto ogni punto di vista. Vince il San Paolo Padova ma il pareggio poteva anche starci e non avrebbe cambiato le indicazioni del campo,indubbiamente poco esaltanti. I padovani hanno aspettato il Venezia come si trattasse di una partita di Champions: tanti gli ex con sentimenti di rivalsa, tanta voglia di far vedere che il calcio si può fare in varie maniere, un'immensa pretesa di aggiudicarsi il match con autorità all'esordio al Plebiscito. Venezia bello a metà, indeciso e non registrato dietro, inconsistente a centrocampo a livello propositivo e con una punta pronta a timbrare sempre il cartellino e un'altra a corrente alternata. Il San Paolo è stato concreto, ma soprattutto è stato aiutato. Il rigore era inesistente, almeno da quello che ho potuto vedere.E' innegabile che gli arancioneroverdi abbiano disputato una delle migliori partite sotto il profilo della qualità. Nei primi venticinque minuti del primo tempo la squadra ha tenuto costantemente il possesso palla, nel secondo tempo magari non abbiamo fatto benissimo come nella prima parte, ma senza quel rigore non l'avremmo persa. Con ciò non voglio togliere nulla al San Paolo. bravi loro, ma poi, ribadisco,subire un rigore del genere, diventa poi tutto più difficile. Ma il ko non fa poi così male alla classifica. Il Venezia resta primo proprio grazie al SandonàJesolo che ha fermato sul pari il Treviso. La squadra resta in quota e indubbiamente l'essere capolista fa morale. Di sicuro c'è molto da costruire, anche con gli attuali uomini a disposizione. Forse basta un pò d'accortezza in più nelle scelte e nelle decisioni. Una settimana per rimettere in sesto il Venezia, per prepararlo alla sfida interna con la Sanvitese: il campionato è si lungo, ma la voglia di restare in vetta non conosce pause. Comunque.
San Paolo Padova-Venezia 2-1
Arbitro : Sig. Melidoni di Frattamaggiore
Reti: pt 6^ Volpato (SPP), 20 Zubin (UV); st 13^ Lucchini rig. (SPP)

24 ottobre 2010

Il patto anti-Silvio di Fini e D’Alema

L'arte della guerra orientale suggerisce di cavalcare la propria tigre, evitando di esserne divorati. Gianfranco Fini pare seguire la massima alla lettera. Perché è vero che ha deciso di non mettere al guinzaglio la bestia dell’antiberlusconismo di destra, anzi. Ma la situazione è in bilico, quasi confusa. Ecco che prima di prendere la parola ad Asolo nella tavola rotonda con Massimo D’Alema, il presidente della Camera chiama Giulia Bongiorno per verificare se l’intenzione del premier di ritirare il Lodo sia «reale o tattica».
G li viene detto che i vertici pidiellini sono già all’opera per limare il testo secondo le indicazioni del Colle. Che sarebbe una mossa «mediatica». E allora Fini mitiga le incursioni dei falchi futuristi, che si erano precipitati a dichiarare seppellito il Lodo, attestandosi sulla linea del Colle: «Se la filosofia di quel provvedimento è la tutela di una funzione, (quella del presidente del Consiglio, ndr) e non di una persona, non credo possa essere reiterabile».
Stoppare il Lodo questo il ragionamento, sarebbe come farsi divorare dalla tigre. Meglio correggerlo con emendamenti che recepiscano i rilievi del Colle. Mantenere fede all’assicurazione data, evitando l’accusa di tradimento. Per archiviare il Cavaliere invece, e con lui la seconda repubblica, la manovra è un’altra. E non è un caso che sulla riforma della giustizia siano ben più dure le regole di ingaggio dettate da Fini. Se vengono accolte le obiezioni futuriste e il testo è accettabile, bene. Altrimenti, salta il tavolo. Durante il coordinamento ristretto del nuovo partito un paio di giorni fa, così Fini si è rivolto a un pallido Ronchi: «Se provano un blitz in consiglio dei ministri su un provvedimento indigeribile, tu a quel punto o ti astieni o voti contro. E passiamo all’appoggio esterno Epperò l’ottimismo che sprizzano Alfano e Ghedini sul pronunciamento della Consulta induce il presidente della Camera a pensare che, forse, di blitz non ce ne saranno: «A Berlusconi - dicono nell’inner circle - interessa lo scudo. E Alfano e Letta gli suggeriscono di non tirare troppo la corda sulla riforma della giustizia Per non innervosire i magistrati Per questo la tigre va sguinzagliata su altro, almeno in questo momento. Per mietere consenso attorno al nuovo partito. Tanto che Fini ha annunciato emendamenti «per alzare l’aliquota di tassazione delle rendite finanziarie dal 12,5 al 24-25 per cento, in linea con la media europea, perché le rendite non sono né di destra né di sinistra». Per tentare il la grande manovra. L’obiettivo principale - Fini ne ha parlato con D’Alema a margine dell’incontro di ieri - è stoppare l’ascesa di Berlusconi al Colle. L’impresa passa per un «patto» di unità d’azione in caso di elezioni anticipate. Perché il premier, in caso di elezioni, avrebbe una maggioranza - anche pareggiando al Senato, e grazie ai rappresentanti regionali - per farsi eleggere, quando sarà, al Quirinale. E quel patto, già siglato si chiama “governo tecnico” Nella differenza dei ruoli e dei linguaggi che le posizioni impongono sia Fini sia D’Alema ne hanno parlato “in chiaro”. Il primo, ribadendo la centralità del parlamento in caso di crisi: «A Costituzione vigente, la presidenza della Repubblica ha il diritto-dovere di verificare se c’è possibilità di un altro governo. La possibilità di un altro governo all’interno della legislatura l’abbiamo già vista: nessuno ha gridato al colpo di Stato, hanno gridato al ribaltone, ma questa è un’altra storia». Il secondo, chiarendo i contorni della proposta: «Un altro governo è necessario e legittimo. Io non propongo un’altra maggioranza, la mia proposta è rivolta a tutti, a tutti i parlamentari che si rendono conto che il paese deve uscire da una situazione insostenibile. L’appello si rivolge a tutti, se poi raccoglie una maggioranza parlamentare è pienamente legittimo». Entrambi, indicando l’obiettivo minimo del nuovo esecutivo prima di tornare alle elezioni, ovvero la legge elettorale: «Se la sovranità popolare è la stella polare della democrazia - dice Fini - allora lo è nella scelta non solo del presidente del Consiglio ma anche del parlamentare” Considerate le altre voci pronte a recitare lo stesso spartito - da Casini a Lombardo - sulla carta una maggioranza alla Camera c’è. È uno scenario possibile. Per Fini anche auspicabile. Tuttavia la sensazione è che, per ora, il cerino sia nelle mani del Cavaliere e della Consulta. Ecco perché il presidente della Camera, all’immediato ha affiancato una strategia di lungo periodo E c’è un motivo se negli ultimi tempi si è dedicato a coltivare una rete “extraparlamentare” assai poco berlusconiana. Con Murdoch jr. i contatti sono frequenti. E, soprattutto, qualche settimana fa, a riparo da occhi indiscreti, Fini ha incontrato l’ingegner Carlo De Benedetti. Per non parlare del dialogo, e della sintonia, con i rappresentanti delle toghe. O con settori dell’amministrazione americana. O con le principali cancellerie europee. Una rete buona per alimentare una suggestione: e se fosse Fini il “Papa straniero”, la guida di una alleanza costituzionale e repubblicana contro il Cavaliere? Certo, prima ancora del gioco di incastri di palazzo c’è un complesso ingranaggio di compatibilità politiche. Col Pd, ad esempio. Con la sinistra-sinistra. Con Di Pietro. Ma tra i futuristi qualcuno pensa che non si tratta di pura fantasia, nel tempo. Per altri, non futuristi, potrebbe essere la risultante di un insieme di necessità. Perché il crepuscolo del berlusconismo lascia intravedere uno scenario sudamericano. Da un lato il Caimano, dall’altro chi cavalca la tigre. Chissà.

Ad Asolo in Veneto, Gianfranco Fini “3 carica dello Stato” e Massimo D’Alema “presidente COPASIR” si accordano e si ritrovano per…governare l’Italia. Bossi acconsente ? Ma gli italiani ci sono ancora ? Tornare a votare con la repubblica presidenziale e senza una vera legge elettorale ? Senza primarie e senza vero voto di preferenza ? Ma ancora Massimo D’Alema ? Il Vanno Marchi , il Licio Gelli della c.d. OPPOSIZIONE ? Suvvia BASTA !!!

23 ottobre 2010

Ieri...22 ottobre 1970

Scenografia essenziale, una piccola sala di periferia con le sedie-panchette, una platea di ragazzi. Nasce così, il 22 ottobre 1970, nel teatro parrocchiale di Seregno, in Brianza, la grande avventura de “Il Signor G”,tutto il mondo poetico di Giorgio Gaber trasferito in un recital rivoluzionario, profetico, che farà storia, tendenza. Un canto libero attorno alla psicopatologia quotidiana dell’uomo moderno, il racconto-denuncia delle nevrosi collettive racchiuso attorno all’autoritratto ferocemente satirico di un signore qualunque, il signor G., dove G è alter ego di Gaberscik ma sta anche per “gente”, massa, individuo globalizzato ante litteram. Individuo anonimo e vagamente anarchico, fragile e smarrito di fronte ai demoni della società dei consumi e degli slogan, eternamente spiazzato dalla sua stessa debolezza, tenero nella sua fatica di vivere, eppure ribelle agli imperativi del conformismo e dei luoghi comuni. Geniale maschera di disadattato suo malgrado, di pessimista accerchiato dalla mediocrità, di deluso storico ma non rassegnato. Confessioni allo specchio di un italiano medio, in scena per anni col volto lunare e la fisicità disarticolata di Gaber, cantore della solitudine dell’uomo.

il Signor G http://www.youtube.com/watch?v=gTFJ0_lZTu8

Fonte : iL Fatto Quotidiano - Giovanna Gabrielli -

22 ottobre 2010

Questa è la volta che prendo la decisione : espatrio

http://pensierinutili999.blogspot.com/ Segnalazione quanto mai appropriata. La prendo e la faccio mia sperando che molti altri facciano la stessa cosa. Personalmente in coscienza la mia adesione è completa.

ll Presidente Silvio Berlusconi ha minacciato di inviare alle famiglie italiane dieci milioni di copie del volume "due anni di governo", un'opera così autocelebrativa da far supporre di avere avuto quale consulente Kim II Sung o il fantasma di Ceaucescu.L'onorevole Palmieri, responsabile della comunicazione del PDL (che fu), ha tenuto a precisare che il costo (molti, ma molti milioni di euro) è a carico del PDL medesimo e non delle casse pubbliche. Tralascia, l'onorevole un po' carente in comunicazione, di spiegare se il costo verrà pagato con fondi propri del PDL, oppure se verranno usati i fondi pubblici ad oggi ricevuti dai partiti confluiti nel PDL (circa 800 milioni, più altri 110 per i giornali).In ogni caso, anche solo per risparmiare foreste ed alberi innocenti dall'essere abbattuti per finire malamente a coprire il fondo delle pattumiere, per evitare di essere molestati dall'ennesima campagna pubblicitaria in corso andate su questo link e scrivete:

Con riferimento all'annuncio del Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi di inviare ad ogni famiglia italiana il libro "Due anni di governo", mi preme comunicarVi che desidero assolutamente NON riceverlo,essendo un mio diritto in base alla legge per la tutela della privacy n. 675/1996 ed il relativo D.P.R. n. 501/1998, nella fattispecie articolo 13 comma e), e che la spesa relativa che si risparmierà, venga messa a disposizione del Ministero della Pubblica istruzione e/o del Ministero della Sanità.

Ringraziando per l'attenzione porgo distinti saluti.

21 ottobre 2010

Lodo Alfano...la vergogna del nostro "povero Paese"

Il segretario del Partifo democratico, Pier Luigi Bersani, ha definito oggi "inaccettabile" il cosiddetto lodo Alfano, la legge costituzionale sull'immunità del presidente del Consiglio, affermando che l'opposizione di centrosinistra farà ostruzionismo in Parlamento e arriverà fino al referendum. "Quella legge riguarda una persona ed è una legge inaccettabile", ha detto il leader democratico ai microfoni dell'emittente satellitare Sky Tg 24, riferendosi all'attuale premier Silvio Berlusconi.Bersani ha detto che il Pd "farà barricate" contro la legge: "Far le barricate vuol dire opporsi in Parlamento con tutti gli strumenti regolamentari e poi andare al referendum e sconfiggere questa legge".Se (la legge) non fosse retroattiva non se ne vedrebbe il significato e la retroattività disvela l'intenzione, che non è quella di imbarcarsi in una astrattissima norma costituzionale: vogliono risolvere il problema di Berlusconi, e noi non siamo disposti a fare leggi costituzionali per risolvere i problemi di Berlusconi", ha detto ancora il segretario del Pd.Ieri, dopo una gestazione di cinque mesi, la commissione Affari costituzionali del Senato è entrata nel vivo del ddl costituzionale sull'immunità del premier e del capo dello Stato, approvando uno degli emendamenti del relatore con il voto favorevole di Futuro e libertà, il movimento che fa riferimento a Gianfranco Fini.

POLEMICHE SULLA RETROATTIVITA'
A passare al primo esame è stata la norma secondo cui il Parlamento può sospendere i processi nei confronti del presidente della Repubblica e del premier anche relativi a fatti precedenti l'assunzione della carica. La norma, che fornirebbe a Berlusconi uno scudo contro i suoi processi finché rimarrà in carica, rientra nel pacchetto degli emendamenti presentati dal relatore Carlo Vizzini del Pdl dopo una lunga trattativa con i finiani. "Sulla retroattività ci sono polemiche infondate", ha detto ieri la consigliera giuridica di Fini, Giulia Bongiorno. "La finalità del cosiddetto lodo Alfano costituzionale è di salvaguardare la serenità nello svolgimento delle funzioni da parte delle alte cariche dello Stato che, ovviamente, potrebbe essere compromessa nel caso non venissero sospesi i processi per fatti antecedenti l'assunzione della carica". La presidenza della Repubblica, l'altra carica dello Stato coinvolta dal lodo, ha detto in una nota che il Quirinale "come già affermato il 7 luglio scorso - resta sempre rigorosamente estraneo alla discussione, nell'una e nell'altra Camera, di qualunque proposta di legge e di sue singole norme, specialmente ove si tratti di proposte di natura costituzionale o di iniziativa parlamentare". Il ddl è stato presentato al Senato a firma dei capigruppo di Pdl e Lega Nord nel maggio scorso, ma la nascita di Fli in polemica con Berlusconi a luglio ne ha rallentato l'iter. Per diventare legge, il lodo Alfano costituzionale -- una versione riveduta e corretta della legge ordinaria che portava la firma del Guardasigilli Angelino Alfano e che è stata bocciata dalla Corte costituzionale -- avrà bisogno di quattro approvazioni, due per ogni ramo del parlamento, del medesimo testo. E' una procedura più lunga e complessa proprio perché la legge contiene norme che avranno un valore pari a quelle della Costituzione. Fonti della maggioranza stimano un tempo non inferiore a sei mesi per l'approvazione, ma se questa avvenisse con una maggioranza inferiore ai 2/3 dei parlamentari, la legge potrebbe essere sottoposta a referendum popolare.

Come volevasi dimostrare…stanno mettendo il “Coso” al sicuro. E in mezzo a questa porcata ci stiamo anche noi…purtroppo si…perché : Gli italiani lo hanno indicato…Gli italiani lo hanno voluto…Il suo nome era sul simbolo…Gli italiani lo hanno votato…Il popolo lo ha segnato con la croce…Il popolo ha detto LO SCELGO…”IL POPOLO E’ SOVRANO” E…LO HANNO MESSO AL SICURO Il “Coso” è un bene dello Stato e va custodito e tutelato. Quanto è importante avere il suo esempio, toccare con mano le sue virtù… I Finani poi, sempre a litigare di giorno per poi mettersi d’accordo di notte su chi derubare meglio e senza troppi rischi… I Piercasinando accozzaglia di bigottacci d’accordo anche loro… Una grande e bella porcata radioattiva che contaminerà tutti i carcerati che vorranno diventare presidenti del consiglio. C’è parecchio da pensare e da meditare e da sapere poi che, a quanto sembra, se si andasse al voto, verrebbero rieletti, dunque… Stolti, RAVVEDETEVI e finitela di inchinarvi a sua “bassezza” ecco, quello che sembrava una barzelletta in Italia è realtà !!!

20 ottobre 2010

Phil Collins : Going Back

L’attesa è giunta al termine per gli appassionati del grande musicista Phil Collins, quello che si può considerare il membro più fortunato dei Genesis dal punto di vista della fama ottenuta nella carriera solista. Dopo aver, infatti, “minacciato” il ritiro dalle scene, il maturo (ormai quasi sessantenne) cantante torna con un prodotto che potrebbe essere tranquillamente preso per un classico dei gloriosi anni ’60.

Il “nuovo” Going Back, difatti, è null’altro se non una compilation di cover che il signor Collins ha voluto tributare alla musica della propria adolescenza, priva di ritocchi o abbellimenti atti a facilitare l’accettazione di tali, datati, brani alle giovani ed estremamente poco raffinate orecchie delle generazioni di “teen-agers” odierne. Non è, dunque, immaginabile che il target cui il musicista indirizza questa ennesima fatica sia un altro se non quello di coloro che, evidentemente alla sua stregua, hanno amato e ballato questi “pezzi di storia” dell’epoca.

Tra i grandi artisti coverizzati in questa raccolta fanno la loro presenza, tra gli altri, Stevie Wonder, Doobie Brothers, Four Tops, Temptations ed anche le Supremes. Eppure, nonostante l’importanza dei nomi citati, e la qualità assolutamente non bassa delle canzoni scelte, devo ammettere di essere rimasto alquanto deluso, nel complesso, dal prodotto offertoci.

Diciotto tracce veloci, senza pause o interruzioni noiose, ma con un sound che si differenzia di molto poco tra un brano e l’altro, e, seppure manchino rifacimenti completamente privi di orecchiabilità o di un minimo di coinvolgimento emotivo da parte dell’autore, e, di consguenza, dell’ascoltatore, si nota l’assenza di cover che facciano gridare al capolavoro, senza nulla togliere a brani di non trascurabile bellezza quali Blame It on the Sun (Wonder), Papa Was a Rolling Stone (Temptations) e Never Dreamed Youd Leave Me in Summer (Wonder), che, seguendosi l’uno dopo l’altro, fanno di questa parte centrale la migliore dell’intero album, insieme al finale affidato alla morbidissima e rilassante title-track Going Back (Dusty Springfield) , in cui l’interpretazione vocale del nostro Phil raggiunge o sfiora l’impeccabilità.

In sintesi l’album non risulta sgradevole all’ascolto, né prodotto nel modo sbagliato. Semplicemente, però, l’idea pecca di mancanza di originalità. Insomma, per dirla esplicitamente, da un artista del calibro dell’ex Genesis ci si aspettava, all’interno di un lavoro composto interamente da cover, di trovare delle innovazioni ai brani originali, dei pezzi contaminati, delle sperimentazioni atte a dare qualcosa di più al panorama musicale odierno. Invece il frutto di questo nuova fatica discografica un tributo, senza nulla di proprio, come un album registrato da una qualsiasi cover band. Tutto sommato se questo disco servirà a rilanciare generi al giorno d’oggi dimenticati come il soul ed il vecchio r&b, ed a dare una lezione al pop delle nuove generazioni, allora anche il signor Collins potrà vantarsi di aver dato il suo contributo.

http://www.rockshock.it/phil-collins-recensione-going-back/