31 marzo 2010

Un giorno da cani

Che strano cielo oggi, prima grigio, poi azzurro, poi grigio-azzurro e ancora azzurro. Ogni tanto comincia a piovere, dapprima qualche goccia poi le goccie si trasformano in gocciolone il tergicristallo quasi non ce la fa a tenermi il parabrezza pulito. Poi tutto si ferma, chi ti stà davanti per colpa dell’asfalto bagnato ti alza nuvole d’acqua e devi tenere azionato il tergicristallo. La radio è accesa oggi la tengo bassa ho un po’ di mal di testa. Devo ancora bere il caffè stamattina. Mi fermo all’autogrill ma che cazzo c’è una coda da brividi alla cassa…intanto prendo i giornali. E’ quasi il mio turno e davanti a me c’è un signore avanti con gli anni che ordina un cappuccio e una brioche. Prego sono due euro e cinquanta, gli fa il commesso. Il signore lentamente apre il portafoglio e scatafascia tutta la monetina sopra il bancone e comincia a separare le monetine da un centesimo con quelle da due centesimi cominciando a contarle. Ho capito…stamattina il caffè non si beve. Me ne vado ed esco dall’autogrill dirigendomi verso l’automobile. Porca vacca ci voleva anche questa. Un mastodontico TIR ha parcheggiato davanti alla mia automobile…ma questo qua non lo sa che non è il suo posto ? Mi guardo attorno sperando di vedere il proprietario del TIR che mi blocca l’uscita ma…niente. Intanto ritorna a piovere e devo correre sotto l’ingresso dell’autogrill per non diventare un pulcino bagnato. Cinque,dieci,quindici minuti, improvvisamente il TIR si muove lo guardo da lontano mentre andandosene mi da la possibilità di spostarmi e penso frà me : “ Oggi non è proprio la giornata giusta “. Chi guida come me lo sa. Un automobilista non può che essere costantemente incazzato come una bestia. – Gioele Dix - Fa niente arriverò all’appuntamento con qualche minuto di ritardo. E piove che Dio la manda. I tabelloni elettronici mi segnalano che con la pioggia il limite di velocità è 110Km/ora guardo il contachilometri e non supero gli 85Km/ora. Una fila interminabile in corsia di sorpasso che corre quasi più piano di quelli che sono nella corsia di marcia lenta. Dietro di me un automobilista più incazzato di me comincia a lampeggiare i fari vuole passare ma, dove vuoi andare che non si vede la fine della fila ? Mi si incolla dietro all’automobile e continua a lampeggiare. Possibile che non veda che non riesco a spostarmi nella corsia di marcia lenta perché non c’è spazio per entrarci ? Improvvisamente si torna a correre, 90, 95, 100, 105 Km/ora e dietro l’incazzato duro che continua a lampeggiare. Poi finalmente rientro e lui mi sorpassa con una partenza da formula uno. Lo ritrovo 5km più avanti fermo sulla destra con una pattuglia della stradale che gli stà controllando i documenti. Ecco stupido, vediamo se oggi hai finito di lampeggiare. Driin suona il cellulare…buongiorno come và ? Anche tu per le strade del NordEst ? Esco dal casello , paletta, pattuglia della stradale. Documenti prego…Lei stava guidando parlando al cellulare…Si certo con il vivavoce…Walter per cortesia fai sentire a questi signori la tua nitida voce attraverso il mio impianto di vivavoce che è attualmente in funzione…L’agente mi guarda…io lo guardo…l’automobile è ancora in moto gli dico, e il vivavoce funziona a meraviglia. Mi ritorna i documenti e mi dice di liberare la corsia perché intralcio il traffico. Scusi, vorrei dirgli, ma è stato Lei che mi ha intimato di fermarmi…quando lo ha fatto non ha pensato che potevo intralciare il traffico ? Scusami Walter ma oggi è proprio una giornata no ci sentiamo e riattacco. Continua a piovere sembra non smetta più. Sono quasi arrivato ho preso una scorciatoia per guadagnare un po’ del tempo perduto, forse riesco ad arrivare in tempo ma…non è possibile…strada interrotta. Dopo 4 km hanno messo la segnalazione di strada interrotta ? Quasi,quasi mi viene il vomito. Ora dovrei tornare indietro, pensate sono in discesa su una strada larga un metro e mezzo e devo riuscire ad invertire la marcia. Dopo 15 minuti ce l’ho fatta e ritorno da dove ero venuto. Squilla il cellulare…signor Renato. Si?. Lei aveva un appuntamento alle 9e30 con il signor Bruno ? Si certo mi scusi sono le 10.00 ma ho avuto dei piccoli inconvenienti. Non si preoccupi il signor Bruno è fuori Trieste vi risentirete dopo Pasqua. Cazzo !!!

28 marzo 2010

Aforisma

Vivi come se dovessi morire domani.
Impara come se dovessi vivere per sempre.
Ghandi

27 marzo 2010

Amore vince sull'odio

Quando quel fazioso di Berlusconi
vi dirà che siete mossi dall’odio,
voi replicate con le parole del grande oratore
latino Quintilliano che ricordava…
odiare i mascalzoni è cosa nobile,
perché come ricorda Aristofane…
ingiuriare i mascalzoni con la satira è cosa nobile.
Daniele Luttazzi

26 marzo 2010

Frammenti di me

Spesso, troppe volte ci passo. Giro lo sguardo e la osservo. Qual portone in ferro battuto, l’androne con l’alto soffitto…era la casa dei nonni da un bel po’ non lo è più. Guardo sempre quel terrazzo all’ultimo piano e la finestra a fianco dove stava la camera da letto dei nonni. C’è un po’ di quello che ero dentro a quella casa, c’è un po’ della storia della mia famiglia. Quante scale si dovevano fare per arrivare fino a casa ora, ci sono ritornato tempo fa, così per curiosità, mi sembrano meno della metà. Davanti a quella porta sono ritornato bambino bastava che pigiassi il campanello per farlo squillare e, chissà, se sarebbe come un tempo comparsa alla porta la nonna. Sono rimasto li appoggiato alla parete del vano scale ad osservare nel silenzio a vedermi come ero ed adesso non sono più. E così all’improvviso sono entrato la dove mancavo da quanto non so. In ogni stanza è rimasto un pezzettino di me e sono là seduto nel corridoio mentre in cucina sento le voci della nonna e della mamma. Stò leggendo Topolino lentamente senza fretta mentre mio fratello e mia cugina corrono su e giù per il corridoio giocando a rimpiattino. Ora invece mi rivedo un po’ più grande quando la casa dei nonni diventava il mio rifugio dopo una litigata con papà. Seduto in salotto mentre aspetto il the con i biscotti e si apriva la porta d’ingresso per l’arrivo del nonno. Poi d’improvviso il ritorno al presente e quella porta chiusa, il silenzio intorno, una radio lontana che annuncia una primavera piovosa. Eppure quante volte ci ritorno e quante volte vorrei salire ancora quelle scale ma loro sono partiti ormai tanto tempo fa. Eppure è come ci fossero e come cantava Guccini tanti anni fa : “ Invecchio…e tu ritrovi là le tue radici “.

25 marzo 2010

Assurdità reali

Pesce d'Aprile


Oggi un'albergo ad Alcatraz

domani un'ostello a guantanamo

le villette degli orrori in bed & breakfast

e su Erode un bel parco tematico

l'assassinio di John Kennedy

è un musical a broadway

si però poteva metterli

dei cuscini un pò più morbidi

oggi un campeggio a Neanderthal

domani le terme a chernobyl

hiroshima a pagamento come disneyland

con dei prezzi un pò più ragionevoli

ma è un affare se consideri

che ho bevuto più del solito

c'è un pacchetto di coriandoli

col sacchetto per il vomito

mi sembra impossibile

da non capire

è come vivere

in un pesce d'aprile

è sempre bellissima

la cicatrice

che mi ricorderà

di esser stato felice

un sole color clinica

tra le nuvole bende da togliere

all'unisono si aprono i cancelli

che sei già dentro e ormai non puoi scendere

dalle ruote paronamiche

si riprendono anche i crimini

che finiscono sù internet

fra lo sport e gli spettacoli

mi sembra impossibile

da non capire

quì è come vivere

dentro un pesce d'aprile

è un gusto difficile

da definire

è commestibile

o invece mi uccide

dovè che andiamo?

nelle sabbie mobili a smaltire cellulite

fermi in coda immobili e lontano dalle uscite

mi sembra impossibile

voglio capire

è come vivere

in un pesce d'aprile

divento insensibile

devo dormire

conto le pecore

con in mano un fucile.

Samuele Bersani

24 marzo 2010

Oggi le comiche


E’ offensivo porre il problema del futuro della leadership del Pdl con un leader che è in piena forma e con un indici di apprezzamento al 62 per cento…
E ancora
La campagna elettorale si è snaturata perché il partito delle procure è entrato pesantemente in campo…
E si continua
No ad un faccia a faccia con il segretario del Pd Pierluigi Bersani, nessuna possibilità di confronto con una sinistra che insulta, offende, deride, delegittima, calunnia…
E avanti ancora
Nel partito abbiamo una forma di democrazia assoluta che abbiamo applicato in questo primo anno di lavoro…
E non è finita
Occorre andare a votare perché ogni voto non dato avvantaggia la sinistra…
E per concludere Sulla manifestazione di sabato scorso a Roma – una richiesta corale di libertà, il diritto al voto ed il diritto a non essere spiati. Siamo scesi in piazza non contro qualcuno ma per qualcosa…
Ah,Ah,Ah,Ah, meriterebbe una puntata esclusiva a Zelig !!!

23 marzo 2010

Ipervalutazione della propria persona...

Dall'alto del mio magistero chiedo che a pubblica
accusa ci siano pubbliche scuse...
Dall'alto della nostra ignoranza non ci sono pubbliche
scuse gli offesi e umiliati a casa nostra siamo stati noi...
Non servono più parole mi basta così quello
che è stato detto è già troppo...
Quando vuoi sei la benvenuta quì a casa nostra
possiamo discuterne con tranquillità,
discutere non vuol dire dar ragione.
Se così non è sei troppo superba e orgogliosa per
ammettere che il torto non sta solo da una parte...
Se le cose stan così ti chiedo la cortesia di dimenticarci...

22 marzo 2010

Spesso ripeto sottovoce che si deve vivere di ricordi...

Il mio passato
Spesso ripeto sottovoce
che si deve vivere di ricordi solo
quando mi sono rimasti pochi giorni.
Quello che e’ passato
e’ come se non ci fosse mai stato.
Il passato e’ un laccio
che stringe la gola alla mia mente
e toglie energie per affrontare il mio presente.
Il passato e’ solo fumo
di chi non ha vissuto.
Quello che ho gia’ visto
non conta piu’ niente.
Il passato ed il futuro
non sono realta’ ma solo effimere illusioni.
Devo liberarmi del tempo
e vivere il presente giacche’ non esiste altro tempo
che questo meraviglioso istante
Alda Merini

Fbc Unione Venezia : Il Venezia perde in terra bresciana

N.Verolese-Venezia 1-0 Campionato Nazionale Serie D Giorne C - 31^ Giornata -
Prima o poi doveva arrivare la sconfitta. Si veniva da una serie positiva di 19 risultati utili consecutivi. La squadra è stata meno brillante del solito, anche se ha creato delle occasioni da rete. Indubbiamente meno lucida, con meno geometrie, meno precisi del solito e di conseguenza si è subito il gioco della Verolese.Va comunque dato il giusto merito a questa squadra bresciana che ha messo in difficoltà l'undici arancioneroverde. Si sono guadagnati questi tre punti, per loro fondamentali. Il Venezia ha giocato meno bene del solito e quindi ci sta che si possa perdere.L'importante comunque è non abbattersi e non perdersi d'animo, sperando che la sconfitta non abbia amari contraccolpi psicologici sulla squadra. L'obiettivo restano i playoff e...prima o poi doveva capitare.
N. Verolese-Venezia 1-0
Arbitro : Sig. Belotti di Verona
Gol : pt. 39^ Bresciani (NV)

21 marzo 2010

Meno male che Silvio c'è

Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl ha dato i “numeri” dei partecipanti alla manifestazione dell’amore…ha superato abbondantemente un milione di partecipanti”…
Il premier… tre anni alla fine della legislatura, tre anni importantissimi per portare a termine “la rivoluzione liberale” che comprende le riforme delle istituzioni, della giustizia, del fisco e persino la vittoria di una malattia come il cancro. Riduzione del numero dei parlamentari, l’elezione diretta del premier o del presidente della repubblica, la grande, grande, grande riforma della giustizia, la profonda riforma e l’ammodernamento del sistema fiscale, la questione del federalismo.
Ultimo gesto d’amore…“Tu che mai preso il cuor” dedicata al nano di Arcore…
Notizie dell’ultima ora : …alla manifestazione era presente anche il cantante preferito dal premier Mariano Apicella…no del Consiglio di Stato alla riammissione delle liste Pdl nella competizione elettorale per la regione Lazio. Il premier raggiunto dalla notizia al termine della manifestazione dell’amore ne rimane molto amareggiato giudicando gravissimo l’estromissione dalla competizione degli esponenti del partito di maggioranza relativa. Comunque si è subito risollevato constatando l’affluenza a piazza San Giovanni, che lui ha definito… “straordinaria”, al contrario della grande “ammucchiata” del 13 Marzo scorso…
Sich !!!
(fonte il Sole 24 ore - ANSA)

20 marzo 2010

Due miserie in un corpo solo

Uh? No, non è vero, io non ho niente da rimproverarmi. Voglio dire non mi sembra di aver fatto delle cose gravi. La mia vita? Una vita normale. Non ho mai rubato, neanche in casa da piccolo, non ho ammazzato nessuno figuriamoci, qualche atto impuro ma è normale no? Lavoro, la famiglia, pago le tasse. Non mi sembra di avere delle colpe, non vado neanche a caccia. Uh? Ah, voi parlavate di prima. Ah ma prima, ma prima mi sono comportato come tutti. Come mi vestivo? Mi vestivo, mi vestivo come ora… beh non proprio come ora, un po’ più… sì jeans, maglione, l’eskimo. Perché, non va bene? Era comodo. Cosa cantavo? Questa poi, volete sapere cosa contavo. Ma sì certo, anche canzoni popolari, sì…"Ciao bella ciao". Devo parlar più forte? Sì, "Ciao, bella, ciao" l’ho cantata d’accordo e anche l’Internazionale, però in coro eh, in coro. Sì, quello sì, lo ammetto, sì, ci sono andato, sì, li ho visto anch’io gli intillimanni, però non ho pianto. Come? Se in camera ho delle foto? Che discorsi, certo, le foto dei miei genitori, mia moglie, mia…Manifesti? Non mi pare. Forse uno, piccolo però, piccolino: "Che Ghevara". Ma che cos’è un processo questo qui? No, no, no, io quello no, il pugno non l’ho mai fatto, il pugno no, mai. Beh insomma una volta ma… un pugnettino rapido proprio…Come? Se ero comunista? Eh. Mi piacciono le domande dirette. Volete sapere se ero comunista? No, no finalmente perché adesso non ne parla più nessuno, tutti fanno finta di niente e invece è giusto chiarirle queste cose, una volta per tutte, ohhh.

Se ero comunista? Mah? In che senso? No voglio dire…
Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia
Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà… la mamma no.
Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa,
la Cina come una poesia, il comunismo come il "Paradiso Terrestre".
Qualcuno era comunista perché si sentiva solo.
Qualcuno era comunista perché aveva avuto un’educazione troppo cattolica.
Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva,
la pittura lo esigeva, la letteratura anche… lo esigevano tutti.
Qualcuno era comunista perché: "La storia è dalla nostra parte!".
Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto.
Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto.
Qualcuno era comunista perché prima era fascista.
Qualcuno era comunista perché aveva capito
che la Russia andava piano ma lontano.
Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché era ricco ma amava il popolo.
Qualcuno era comunista perché beveva il vino
e si commuoveva alle feste popolari.
Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.
Qualcuno era comunista perché era talmente affascinato
dagli operai che voleva essere uno di loro.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l’operaio.
Qualcuno era comunista perché voleva l’aumento di stipendio.
Qualcuno era comunista perché la borghesia - il proletariato -
la lotta di classe. Facile no?
Qualcuno era comunista perché la rivoluzione oggi no,
domani forse, ma dopo domani sicuramente…
Qualcuno era comunista perché: "Viva Marx, viva Lienin, Viva Mao Zetung".
Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre.
Qualcuno era comunista perché guardava sempre RAI TRE.
Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio,
qualcuno per frustrazione.
Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare tutto.
Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali,
parastatali e affini.
Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il "materialismo dialettico" per il "Vangelo secondo Lienin".
Qualcuno era comunista perché era convinto
d’avere dietro di sé la classe operaia.
Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri.
Qualcuno era comunista perché c’era il grande Partito Comunista.
Qualcuno era comunista nonostante ci fosse il grande Partito Comunista.
Qualcuno era comunista perché non c’era niente di meglio.
Qualcuno era comunista perché abbiamo il peggiore Partito Socialista d’Europa.
Qualcuno era comunista perché lo Stato peggio che da noi solo l’Uganda.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva
più di quarant’anni di governi viscidi e ruffiani.
Qualcuno era comunista perché piazza Fontana, Brescia,
la stazione di Bologna,l’Italicus, Ustica, eccetera, eccetera, eccetera.
Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista.
Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa
sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.
Qualcuno credeva di essere comunista e forse era qualcos’altro.
Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.
Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.

Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.
No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani "ipotetici". E ora? Anche ora ci si sente come in due, da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si era rattrappito.
Due miserie in un corpo solo.
http://giorgiogaber.org

19 marzo 2010

Io vivo

Volevo dire che io la voglio, la vita,
farei qualsiasi cosa per poter averla,
tutta quella che c’è, tanta da impazzirne, non importa,
posso anche impazzire ma la vita quella
non voglio perdermela, io la voglio, davvero, dovesse
anche fare una male da morire è vivere che voglio.
(tratto da Oceano mare)

18 marzo 2010

Certo a sentire le risposte di uno come Vito è avvilente...ma come abbiamo fatto a ridurci così ?!?!?!?!

Una mortificazione per gli elettori di destra nell’ascoltare la risposta di Vito alla interrogazione di Di Pietro. Penso che si siano sentiti presi in giro e si siano posti la domanda : “Ma vuoi vedere che ci pensano tutti stupidi !! Questo non basterà, comunque, a convincerli a non votare più a destra. Una buona frase che potrebbero ascoltare è quella del discorso del leader del Pd alla Camera…

”Cambi programma, usi il telecomando se non le piace Santoro. Faccia qualche telefonata per parlare di lavoro ai cassaintegrati… ma il sordo ducetto d'arcore non ascolta? Questo è il paese e il suo destino. Direi agli amici di destra la stessa identica frase cambiate programma se non vi piace Santoro e Floris vi potete ben accomodare poi con Vespa e i Minzolini e i panini dei telegiornali ( telepromozione del pdl) in cui avete il 95% del tempo con frasi di comodo mentre ai restanti lasciano briciole avvelenate sulla strada della menzogna tv, non vi bastassero avete le reti mafiaset le 3 portanti più la disseminazione sul satellite ( digitale di mafiaset ) e da telelombardia a telepadania a telepalermo alla sette ben sotto tiro e sky che fa concorrenza solo di facciata, metteteci pure l'80% delle radio e il quadro di formazione taroccata per cervelli vuoto a perdere è completata. Si lo so sono mie congetture , ma spiegatemi dunque quanta paura e delirio vi procura 2 orette alla settimana di approfondimento dei Santoro ,Floris ? Cos'è vi si impalla quello sperduto neurone prestato da mafiaset via etere.” Pierluigi Bersani

La domanda

Antonio Di Pietro: Signor Presidente, abbiamo chiesto e vogliamo chiedere al Presidente del Consiglio le ragioni del suo comportamento: vorremmo chiedergliele, ma denunciamo ancora una volta che anche qui si dà latitante, così come in ogni aula di giustizia. Nei confronti del Parlamento il Presidente del Consiglio non può però permettersi di darsi latitante e deve farci sapere per quale ragione al mondo egli, da Presidente del Consiglio, si permette di telefonare al direttore del TG1, Minzolini, per avere un'informazione accondiscendente a sé stesso, per quale ragione al mondo egli si permette di interagire con un commissario dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per fare in modo che quell'Autorità sanzioni e chiuda tutte le trasmissioni che non fanno comodo a lui e - per quanto riguarda questa forza politica, l'Italia dei Valori, e la mia persona in particolare - per quale ragione al mondo egli non vuole far sentire la voce dell'opposizione agli italiani. Questo è regime: ci dica, il Presidente del Consiglio che non c'è, per quale ragione al mondo insista a fare così (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori)!

La risposta

Elio Vito: Signor Presidente, l'onorevole Di Pietro e i deputati del gruppo dell'Italia dei Valori con la loro interrogazione chiedono di conoscere quali elementi ritenga il Governo di fornire al Parlamento in relazione alla vicenda di cui in premessa e quali iniziative il Governo intenda assumere al fine di ristabilire la correttezza dei rapporti istituzionali.
In relazione a tale interrogazione quindi, onorevole Di Pietro, la informo che lo scorso 15 marzo il Ministro della giustizia, per il tramite del competente ispettorato generale, ha provveduto a disporre un'inchiesta amministrativa presso la procura della Repubblica di Trani, in relazione alle notizie riportate da articoli di stampa concernenti presunte pressioni che il Presidente del Consiglio dei ministri avrebbe posto in essere nei confronti del commissario dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e del direttore del TG1 per bloccare la messa in onda di talune trasmissioni televisive. In particolare, secondo quanto riportato dagli organi di stampa sarebbero state intercettate diverse conversazioni telefoniche in relazione alle quali risulterebbe ipotizzato il reato di concussione. Per tale ragione, il Ministro della giustizia ha inteso disporre un'inchiesta amministrativa al fine di operare ogni necessario approfondimento e chiarire principalmente le ragioni della fuga di notizie verificatasi nell'ambito delle indagini in corso presso la predetta procura. Ciò, sempre secondo quanto precisato dal Ministro della giustizia, anche per escludere ogni eventuale abuso connesso all'utilizzo dello strumento investigativo costituito dalle intercettazioni telefoniche e verificare, altresì, il rispetto dei parametri normativi in tema di competenza territoriale e di competenza del tribunale per i reati ministeriali, tenuto conto della natura dei reati ipotizzati e della qualificazione soggettiva di taluni indagati. All'esito dell'accertamento ispettivo in questione, il Ministro della giustizia potrà valutare se siano stati posti in essere da parte dei magistrati comportamenti rilevanti sul piano disciplinare. In conclusione, onorevole Di Pietro, non posso che confermarle che il Governo intende continuare ad operare in leale collaborazione con tutti gli altri organi istituzionali.

La replica

Antonio Di Pietro: Siccome non credo che lei ci è, credo che lei ci faccia: io le ho chiesto «rava» e lei mi ha risposto «fava». Io le ho chiesto la ragione per cui il Presidente del Consiglio, nell'esercizio delle sue funzioni, si sia permesso di tentare di bloccare le parole di una formazione politica presente in Parlamento quando questa stava in una trasmissione pubblica pagata con i soldi del servizio pubblico della RAI; io le ho chiesto la ragione per cui il Presidente del Consiglio si sia permesso di interagire con il direttore del TG1, che è un servizio pubblico pagato con i soldi dei cittadini, per fare in modo che l'informazione vada a senso unico e a piacere suo; io le ho chiesto le ragioni per cui questo signore, Presidente del Consiglio, si permette di interagire con l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che, per legge, deve garantire la trasparenza e la pluralità dell'informazione. E lei mi risponde che ha mandato un'ispezione a Trani per verificare perché hanno scoperto questo? Quel che vogliono sapere gli italiani non è perché questo è stato scoperto, ma perché è stato commesso questo abuso, qual è la ragione per cui il Presidente del Consiglio non si rende conto che siamo in una democrazia parlamentare e che in una democrazia parlamentare si rispettano le disposizioni, si rispettano le voci dell'informazione libera, si rispettano le controparti, in una democrazia parlamentare!Questo è quel che non capisce il Presidente del Consiglio; e il Ministro Alfano non capisce e non si rende conto che le questioni di competenza e di fuga di notizie sui titoli di reato non deve deciderle l'ispezione, devono deciderle i magistrati all'interno dei conflitti di competenza e delle questioni di giurisdizione. Quanto alla fuga di notizie, infine, forse non lo sa il Ministro Alfano, glielo dico io chi ha fatto la prima fuga di notizie: l'ha fatta proprio Minzolini ed è la ragione per cui sta agendo la procura di Trani.

(video Antonio Di Pietro – Chiedo Rava ma rispondono Fava - )