31 gennaio 2010

Inverno a Venezia

E' immersa nella nebbia
Venezia sontuosa
Tutto è scolorito
sfumato
Nell'aria
l'odore del gelo
avvolge calli e palazzi
Una gondola solitaria
sbatte sul molo
L'acqua è di ghiaccio
Strida di gabbiani
si levano alte
E' inverno a Venezia
Refoli di vento
schiaffano il viso
Nel cielo blu
di velluto
polvere di luna
e di stelle
Il buio avanza
la notte è vicina
Riflessi di luce
che ricamano l'acqua
rendono possibile tutto

30 gennaio 2010

E' una differenza tangibile

Non lo sò ma ultimamente sento spesso ripetere che tra destra e sinistra non ci sono differenze. Io sono dell'idea che le differenze ci siano eccome. I valori della sinistra non possono che essere quelli della libertà, dell'eguaglianza e della solidarietà. E inopinabile che libertà senza eguaglianza è fonte di privilegi intollerabili; l'eguaglianza senza libertà è fonte di dittature e totalitarismi. Inutile non ammettere che la solidarietà senza l'eguaglianza e la giustizia sociale è solamente fare elemosina con gli spiccioli tanto per far tacere la propria coscienza. Se entriamo nell'ottica che nel mondo non ci sono razze superiori e razze inferiori, ma solo ricchi e poveri, onesti e disonesti, sfruttatori e sfruttati, persone con il senso della giustizia e opportunisti, cittadini con il senso dello Stato e individui che usano lo Stato per favorire solo se stessi allora siamo sulla strada della libertà, dell'eguaglianza e della giustizia sociale. La società giusta, non potrà mai impedire ai più intelligenti e capaci di emergere, ma non dovrà nemmeno permettere ad alcuni enormi ricchezze (magari ereditate) e ad altri una povertà totale. Disprezzare altre culture e religioni è dimostrazione profonda di ignoranza e basso livello culturale che aprono la strada alla " legge del più forte " senza limiti ne regole. E' per questi motivi che posso tranquillamene affermare che la differenza c'è e si vede...

29 gennaio 2010

Looking for the Why (Cercando il perchè)

Non c’è memoria
senza i conti con la storia
noi siamo buoni
siamo buoni ed ospitali
siamo simpatici e cordiali
allegri e solidali
nella nostra memoria
non v’è che bella storia
ambigui e schivi
nell’agire crudeltà
ipocriti e lascivi
nel far malvagità
con autoincensamenti
inganniamo i sentimenti
tutta la nostra memoria
è sempre un’altra storia
se ai bimbi dei gitani
prendiamo le impronte
è questo solo un ponte
perché abbiano un domani
con la conta dei barboni
cattivi non siamo stati
ma chè nelle stazioni
non finiscano assiderati
se siamo come mastini
nel cacciare i clandestini
e per salvarli dalle brame
delle mafiose trame
se solo con la miseria
usiamo il pugno duro
non è per cattiveria
ma che l’uomo sia sicuro
tutta la nostra memoria
è sempre un’altra storia
salvare l’apparenza
vale più della coscienza
Michele Serri

28 gennaio 2010

Fbc Unione Venezia : Ritorno al successo

Venezia-Villafranca Veronese 1-0 Campionato Nazionale Serie D Girone C - 22 Giornata -
Il Venezia conquista la V piazza che significa playoff, grazie a una rete di Matteo Nichele che serve per battere un combattivo e generoso Villafranca Veronese. Nel turno infrasettimanale i lagunari hanno avuto ragione della squadra veronese senza troppo brillare e con il dubbio di un rigore sacrosanto non fischiato al Villafranca quando mancava solamente un minuto alla fine del match. Rispetto alla gara precedente (Domegliara) non si è certo vista una maggiore concentrazione difensiva anzi, troppe le mischie al limite dell'area e le palle concesse ai veronesi. Diciamo che per l'estetica c'è tempo, ora conta solo inanellare una serie di vittorie per recuperare terreno. La squadra dovrà pensare a raccogliere più punti possibili poi, a metà marzo si tireranno le somme. Arriva a puntino la trasferta di domenica contro la Virtus Vecomp, potrebbe essere l'occasione per dare un'ulteriore scossa alla classifica.
Venezia-Villafranca Vr 1-0
Arbitro : Sig. Pellegrini di Arco
Reti : p.t. 33^ Nichele (UV)

27 gennaio 2010

Il giorno della memoria

Giornata della Memoria – 27 Gennaio -

Ci sono giorni in cui l'odio fa impazzire gli uomini. Era rimasto nella villa di Serravalle, in attesa che il Comando di Brigata lo chiamasse nuovamente tra i partigiani. Qualcuno doveva averlo visto, doveva aver segnalato la sua presenza. E il mattino del 27 dicembre, quel mattino, mentre leggeva un libro, aveva sentito un violento scroscio sulla ghiaia, aveva visto, attraverso le stecche della persiana, nere figure balzare a terra, dividersi in due gruppi e correre, goffe e sinistre nelle loro divise, lungo la facciata della villa.Erano venuti a prenderlo. Ludovico si alzò dal lettino, tornò ad osservare le nere pareti incombenti della cella. La piccola finestra in alto mandava pochissima luce:il cielo, fuori, stava per diventare buio. Quando apersero la porta, sentì che non aveva più timore. Lo condussero in una stanza, dove c'erano ad aspettarlo due ufficiali delle brigate nere. I due fascisti si chinarono su di lui rimanendo nell'ombra. Lo sai perché ti trovi qui, vero? - gli chiese uno. No. Te lo dirò io, allora. - Il fascista prese un foglio sul tavolo. - C'è una denuncia a tuo carico. « Ho visto Ludovico Ticchioni indossare la divisa grigioverde con stivaloni altissimi, e l'ho sentito dire spesso: "Sono certo che mio padre fa il suo dovere di italiano al di là delle linee, quindi io pure devo fare il mio qui, dando tutto me stesso per la nostra. causa " ». L'altro ufficiale lo afferrò per i capelli e gli alzò il viso. E vero quello che si dice nella denuncia? - gli chiese. Sì, è vero. Dunque sei un bandito, lo ammetti! Sono un partigiano. Nella denuncia si dice anche che tua madre ha dato cibarie ai ribelli e ha collaborato all'attività di una radio clandestina. No, è falso! Mia madre non sa niente! - gridò il ragazzo. Non sa nemmeno che tu eri un bandito? No, sono scappato di casa senza dirle niente! Lei è innocente! E tuo, padre? Dove si trova tuo padre!, . Non e scritto sulla denuncia? È al di là delle linee. Chi sono i tuoi capi? Non li conosco per nome. Dove sono adesso, dove abitano! Non lo so. L'interrogatorio continuò 'a lungo, senza un attimo di tregua, ora minaccioso, ora persuasivo, ora subdolo. Ludovico non rivelò niente: dopo quattro ore, a mezzanotte e mezzo, lo riportarono nella sua cella. . (13 febbraio 1945, quarantanovesimo giorno di prigionia per Ludovico.) Alle quattro di notte fu svegliato, interrogato di nuovo, percosso selvaggiamente. Gli fecero togliere le scarpe e lo portarono fuori insieme con un ragazzo di nome Villa. I fascisti li seguivano da vicino, i mitra puntati minacciosamente. Giunti nella piazza di Codigoro entrarono sotto i portici, davanti alla sede delle brigate nere. Ludovico si sentì spingere in avanti, verso la piazza. Correte, scappate! - sussurrò uno dei fascisti. Si voltò a guardarli,. incredulo. dubbioso. Forse si erano impietosito e volevano lasciarli liberi... I due ragazzi volsero le spalle, uscirono correndo nella piazza, i piedi nudi sulla neve, Li uccisero così.

E. Licenzi

26 gennaio 2010

Retaggi dal passato ?

Buono e cattivo umore…è probabile che li consideri dei dati di fatto immutabili. Eventi che mi colpiscono senza che io possa far nulla. Forse qualche retaggio del mio vissuto passato ?

Stati d’animo
Niente oggi sembra favorevole:
gira il mondo con ostilità,
ogni impressione mi fa debole
e sento dentro solo sfiducia.

basse le nubi che opprimono;
fredda, aliena e bieca la città;
pensieri e gorghi bui mi assediano
con la loro azione suicisudicia.

domomani tutto si risanerà.
la vita ntornerà gradevole.
ma ora, in fondo alla voragine,
è dura...dura come non è stata mai.

l'inizio è stato pura paura
per la mia incolumità:
gli ho dato il nome della sventura
e l'ho tradotta in solitudine.

"siamo tutti soli?" mi son chiesto poi
sentendo il peso della sconfitta,
e una spirale malinconica
mi ha dato in pasto all'inquietudine.

domani tutto si risanerà
e il mondo tornerà piacevole.
ma ora, in fondo alla voragine,
è dura... dura come non è stata mai.

come non lo è stata mai...
e tu, mondo, come stai?
e in che direzione andrai?
e anche tu, uomo, come stai,
ingordo, coi tuoi guai?
ma che domande stupide...
beh, domani passerà.

prendo mio figlio a scuola,
noi camminiamo piano,
il suo ventre un po' gli duole,
tengo stretta la sua mano.
poi gli sfioro il capo
e penso proprio che è vero:
"la gente non è buona"
come canta il re corvo nero.

domani tutto si rasserenerà
e anch'io tornerò socievole,
ma ora, in fondo alla voragine,
è dura... dura, come non lo è stata mai

come non lo è stata mai...
e tu, mondo, come stai?
e in che direzione andrai?
e anche tu, uomo, come stai,
ingordo, coi tuoi guai?
ma che domande stupide...
beh, domani passerà.

Marlene Kuntz

25 gennaio 2010

Trovata la soluzione per mandare fuori di casa i "bamboccioni"

Chi non lo conosce ormai il nostro ministro Brunetta ? La sua, fedele copia di quella del sultano di Arcore, è una politica spettacolo. Per lui deve essere il massimo della goduria. Non ci stupiscono ormai più le sue sparate che, sono sempre più grosse. L’ultima riguarda i cosiddetti “bamboccioni”…proponendo di prendere ai pensionati per dare ai giovani…500 €uro al mese agendo sulle pensioni di anzianità aiutandoli così, ad uscire di casa. Che dire ormai di questo ministro fannullone, che pensa adesso al doppio lavoro, candidandosi a Sindaco di Venezia e allo stesso tempo mantenendo la sua poltrona di ministro ? Aiutatemi Voi vediamo di dare una risposta seria a questa interrogativo che non sia allo stesso livello della sua “proposta che si accende e si spegne in 48 ore” come affermato dal leader del Pd Pierluigi Bersani.

24 gennaio 2010

Fbc Unione Venezia : Incredibile ma...vero

Domegliara-Venezia 3-3 Campionato Nazionale Serie D Girone C - 21 Giornata -
Ha dell'incredibile quello visto ieri nell'anticpo della 21^ giornata del campionato di Serie D Girone C. La squadra lagunare, in vantaggio di due reti (1-3) a dieci minuti dalla fine del match, è stata capace di farsi raggiungere e pareggiare per l'ennesima volta.Ormai la difesa dell'undici arancioneroverde non finisce più di stupire. La "banda del buco" non ha, forse, ancora abituato i tifosi veneziani che già si pregustavano la vittoria finale ma...Dopo essere andati in svantaggio nel primo tempo al 12^ il Venezia trova il pareggio a pochi minuti dalla fine della prima frazione (42^) per presentarsi in campo nella ripresa e farla da padrone portandosi in vantaggio di due lunghezze con i gol di Corazza al 7^ e di Tessaro al 20^. Con il passare dei minuti il risultato non cambia e sembra proprio che i veronesi non riescano nel miracolo della rimonta. Ma come sopra già menzionato a ristabilire la parità ci pensa la retroguardia lagunare con due svarioni difensivi da pelle d'oca. L'incontro finisce così in parità con il Domegliara che tra andata e ritorno è riuscito per ben sei volte a infilare la retroguardia arancioneroverde.Che dire se non mea culpa mea grandissima colpa.
Domegliara - Venezia 3-3
Arbitro : Sig. ........
Reti : pt 12^ Beccaro (DO), 42^ Di Prisco (UV) ; st 7^ Corazza (UV), 20^ Tessaro (UV), 35^ Beccaro (DO), 43^ 'Nze (DO)

Mi offro gratuitamente di far parte del "Plotone di esecuzione"

http://pensodiazepine.blogspot.com/

Grande, e straordinaria vignetta di Bleek (che mi permetto di pubblicare in questo mio post). Per quanto riguarda il "cavaliere" la legge sui processi brevi non è assolutamente una "legge ad personam" ma una legge "contra personam" visto, come affermato dal "sultano di Arcore", che si è schierato un "plotone di esecuzione" contro la sua persona costituito dalla magistratura italiana. Prego chiedo cortesemente : " E' possibile far parte di quel plotone di esecuzione...certamente non sbaglierei il colpo !!! "

23 gennaio 2010

Un giorno come un altro

Stamattina non riesco a stare a letto ho dei forti dolori alla schiena. In qualsiasi posizione mi metta non riesco a trovare sollievo. Guardo l’orologio sono le 6e20, vabbè frà quaranta minuti dovrei alzarmi che cazzo ci resto a fare a letto. Faccio piano per non disturbare Carla anche se come sempre qualcosa combino, certe volte mi sembra di essere gatto Silvestro anche non volendo “qualcosa” nasce. Chiudo la porta della camera e vado al bagno. Apro gli “scuri” fuori è ancora buio e fa un freddo cane…brrrr. Mi lavo la faccia e i denti e mi guardo allo specchio. Tra me e me penso : “ Come sei invecchiato Rena “. La schiena mi duole e prendo due Sinflex poi vado in cucina apro tutti gli “scuri” e la porta di ingresso. L’erba del giardino è tutta ricoperta di brina ed una leggera nebbiolina fa fatica ad alzarsi. Nala, il nostro cane esce e poco dopo ritorna grattando sulla porta d’ingresso per farsi aprire. Vorrebbe andare da Carla ma la porta della camera è chiusa e gli ordino di andare a cuccia. Guardo fuori dalla finestra l’automobile è tutta ghiacciata mentre incomincia a fare chiaro. Federico è in camera sua stranamente non ha ancora chiamato anche se questa notte si è fatto sentire verso le tre. Da quando è tornato a casa dopo la riabilitazione per quel disgraziato incidente non dorme più come prima. Prendo la caffettiera e preparo il caffè, accendo il fuoco e aspetto che sia pronto. Intanto penso o forse più che pensare è come avessi una di quelle vecchie macchine cinematografiche e cercassi di far andare al contrario la pellicola. Lentamente fotogramma per fotogramma e…il caffè è pronto. Chiudo il fuoco e vedo Carla uscire dalla camera è stanca si vede che neanche stanotte non ha riposato bene. Riposato bene da quanto tempo ormai non riposiamo bene. Click alle tre del mattino è come fosse giorno e da quel momento giri che ti rigiri e aspetti il mattino. “Mamma, mamma” “Fede la mamma è al bagno” “Mi porti al bagno”. Arrivo, arrivo eccomi. Brrr che freddo mi dai il maglione, le mie ciabatte dove sono, cosa c’è per colazione…portami al bagno. Il solito svegliarsi l’inizio della nuova giornata. “Ciao mamma come stai” Ciao Fede la mamma è piena di dolori” “Noooo”. Sembra tutta una scena di una commedia ma da due anni a questa parte non è una commedia. Mentre Carla segue Federico ritorno in cucina e preparo il tavolo e la sua colazione…ah non devo dimenticarmi la solita razione quotidiana di pastiglie che deve prendere e le gocce per gli occhi e…e…e…e…Qualche minuto e Carla ed io andremo a lavorare non prima che sia arrivato nostro cognato che deve portare Fede al centro diurno che lo ospita qualche ora. Ciao papà buona giornata…anche a te Fede mi raccomando…per forza. Esco, la macchina l’avevo già accesa dovevo liberare dal ghiaccio tutti i finestrini, entro metto la prima e…sorrido al pensiero di chi fà l'offeso toccato nell' orgoglio di chi non sa mai perdere immersi nell'apparenza di un un albero di Natale plastificato, bello da vedere ma destinato a restare in un angolo fino alla prossima esposizione...e mi dico ma ci fanno o ci sono ? Ormai sono quasi al casello dell’autostrada, telepass biip, e guardo la campagna imbiancata che mi circonda qualche volo di uccello infreddolito, camion e automobili, sottopasso e penso…certamente nonostante tutto siamo noi e non loro che conosciamo cosa vuol dire vivere.

22 gennaio 2010

Processo brevissimo

Il Senato ha dato il suo si per ridurre i tempi della giustizia. Adesso, per diventare legge, attende la conferma della Camera. In pratica si dice che il processo dovrà considerarsi estinto se il giudizio di primo grado non sarà concluso entro tre anni. In appello non sono concessi più di due anni. Il "dettaglio" più importante, la "chicca" è relativo ai reati commessi prima del maggio 2006 e con condanne ipotetiche inferiori ai dieci anni dove il primo grado del processo è limitato a due anni, "dettaglio" che mette in salvo il nostro beneamato presidente del consiglio dai processi che lo riguardano. Così si distrugge il sistema...

"Hanno fatto la cosa peggiore che si potesse
fare:distruggere migliaia di processi, lasciare
senza giustizia migliaia di vittime per salvare
uno solo.Sia chiaro che nessuno della maggioranza,
di fronte a questo scempio,potrà dire che non c'era"
Pierluigi Bersani

21 gennaio 2010

Il genio con la chitarra in mano : Django Reinhardt

Sono passati cento anni dalla nascita di Django Reinhardt – 23 gennaio 1910 -. Unico europeo ad essere entrato nei “giganti del jazz”.Dopo un lungo girovagare in varie nazioni europee e nordafricane, la sua carovana si fermò alla periferia di Parigi, città che Reinhardt ebbe come scenario per quasi tutta la sua carriera.Quando aveva solo diciotto anni Reinhardt che aveva già iniziato una carriera da apprezzato banjoista subì un grave incidente. La roulotte della famiglia fu divorata da un incendio; Django riportò gravi ustioni, tanto da perdere l'uso della gamba destra e di parte della mano sinistra (l' anulare e il mignolo, distrutti dal fuoco, furono saldati insieme dalla cicatrizzazione).Questo incidente era destinato a cambiare la sua vita e la storia stessa della chitarra jazz. Infatti, a causa della menomazione alla mano sinistra, Reinhardt dovette abbandonare il banjo e cominciò a suonare una chitarra che gli era stata regalata, meno pesante e meno ruvida. Nonostante le dita atrofizzate, o forse proprio grazie a queste, sviluppò una tecnica chitarristica rivoluzionaria e del tutto particolare che ancora oggi lascia di stucco e suscita ammirazione per la perizia virtuosistica, la vitalità e l'originalità espressiva. Riusci in questo modo a vincere la menomazione. In breve tempo era già in attività con diverse orchestre che giravano la Francia; da li a poco sarebbe diventato un chitarrista impareggiabile, senza rivali. A tutt'oggi la sua impressionante discografia stupisce e disorienta, in quanto a composizione, tecnica chitarrista, e per le soluzioni armoniche ricercate, all'avanguardia per quel tempo.A metà degli anni trenta, Reinhardt e il violinista Stéphane Grappelli formarono un quintetto di soli strumenti a corda che divenne presto famoso grazie anche all'appoggio dell'Hot Club de France, una delle prime associazioni di promozione del jazz in Europa. Sull'onda di questo successo Reinhardt si rivelò come uno dei musicisti europei più talentuosi nel jazz tradizionale. La musica del quintetto era eccitante, carica ora di tensione, ora di leggerezza, quasi eterea e si aveva come l'impressione che i musicisti, nell'improvvisazione, suonassero come se avessero lo spartito davanti. Il tutto con una ritmica (la pompe) perfetta e sincronizzata come un "orologio svizzero". Subito dopo la seconda guerra mondiale, venne invitato negli Stati Uniti da Duke Ellington, che lo presentò come ospite in alcuni concerti, l'ultimo dei quali alla Carnegie Hall di New York.Con l'avvento del bebop Reinhardt diede ulteriore prova di maturità ed originalità artistica, incidendo dei brani memorabili con la chitarra elettrica: la poesia Manouche, miscelata alle sonorità più moderne, fa di quegli assolo una delle pagine più originali del jazz dell'epoca. Famose le incisioni al Club St. Germane del 1951 e le Paris Sessione del Marzo e Aprile 1953. Dopo la tournee americana con Duke Ellington, dal 1946 in poi, volle riaffermarsi come chitarrista jazz, essere un riferimento nel panorama internazionale al pari dei grandi jazz-man americani. Brani come Le Flechè d'or, Crazy Rithm, Brazil, September Song, mostrano un'espressività del lingiaggio jazz ormai trascesa dall'artista. Per l'epoca, 1950 circa, era avanti anche con l'utilizzo dell'amplificatore creando, volontariamente o meno, dei bei fenomeni di distorsione tali da far assumere allo strumento il timbro sonoro della tromba.Reinhardt rallentò sensibilmente la sua attività durante i suoi ultimi anni, forse anche per le cattive condizioni di salute; la sua decisione di non consultare medici per paura delle iniezioni, gli costò la vita. Reinhardt è ricordato sia come un eccezionale virtuoso del proprio strumento, sia come compositore fertilissimo. Inoltre, numerose leggende nell'ambiente jazzistico ne descrivevano la particolarissima forma mentis, in parte derivata dalle sue origini zingare.Tra i suoi brani più celebri: Minor Swing, Manoir des mes reves, Tears, Nagasaki, Belleville e soprattutto Nuages.Molti sono i chitarristi moderni che si ispirano direttamente a Reinhardt e che hanno formato una vera e propria scuola di chitarra gipsy jazz: Bireli Lagrene, Angelo Debarre, Stochelo Rosenberg, Tchavolo Schmitt, Fapy Lafertin, Romane, Dorado Schmitt e l'italiano Claudio Pietrucci sono solo alcuni dei nomi più famosi. Nell'ambito propriamente Jazz, chitarristi quali Jim Hall, John Scofield, Wess Montgomery, Renè Thomas e Jimmy Raney, tanto per citarne alcuni, sono stati influenzati da Django Reinhardt. http://it.wikipedia.org/wiki/Django_Reinhardt

20 gennaio 2010

Indovinello

Indovina, indovinello...semplice semplice e facile facile. Se gli indovinelli sono la vostra passione, se tormentate i vostri amici con indovinelli impossibili e con giochi di logica dal significato apparente che nasconde il significato reale questa è il vostro momento. C'è da dare il titolo a questo indovinello le migliori 10 vostre risposte faranno parte della top ten.

Ponte di Legno…dove ci sono quelli vestiti di verde, quelli che una volta all’anno si chinano per raccogliere l’acqua del Po nelle ampolle, per capirci, quelli che ce l’hanno duro…che poi se ce l’hai duro è pure difficile chinarsi per raccogliere l’acqua del Po, ne puoi raccogliere giusto un Po…
Enrico Brignano

19 gennaio 2010

Adda passà a nuttata

Non mi và, è un posto di “merda”. Non voglio più andarci, cosa ci vado a fare ad annaffiare le piante tutto il giorno o a impiantare piantine nei vasetti ? Non mi và io voglio fare qualcosa d’altro altro che passare il tempo per “perderlo”. Sono non vedente ed ogni giorno di più prendo coscienza di tutti i grossi problemi che ho : devo andare continuamente al bagno, se non c’è qualcuno assieme a me non posso andare da nessuna parte, faccio fatica a dormire, ho tutta la parte sinistra del corpo che mi fa continuamente male e…no non và non voglio più andarci in quel posto. Nuovo problema, difficile da risolvere. Cosa mai potremo fare ? Purtroppo “in quel posto” non è possibile non mandarcelo, al momento e forse anche nel seguito alternative non ce ne vengono proposte. Non esiste dialogo a parte con il personale della struttura di riabilitazione dove non vuole più andare Federico. Dialogo che un giorno è positivo, il giorno dopo è colpevolizzante, il giorno dopo ancora non hanno risposte e alla fine…non siamo preparati. Allora cosa dobbiamo fare ? Cercare il dialogo con chi ? Come uscire da questo labirinto dove ci stanno spingendo sempre più all’interno ? Non ci vado più, non ci vado più e se ci vado non voglio fare niente ! Sentiamo cosa ne pensa il medico di famiglia ? Chi il “piccolo scrivano fiorentino” quello che vai a chiedere impegnative per visite, controlli, richieste di presa in carico e non ti chiede assolutamente nulla se non di controllare nelle impegnative che tutto sia a posto ? Oppure passiamo al centro di riferimento della nostra Ulss ? Per fare che cosa ? Per perdere tempo ? Cercare, cercare e ancora cercare come cercare un ago su di un pagliaio. Intanto il tempo passa e se ne và e nostro figlio è come su di un ascensore che và su e giù alla ricerca del piano giusto senza fermarsi mai…la porta del piano giusto non si apre mai. Ci dicono…dovete aprirla…si ma come ? Ci dicono…cosa ci dicono…e intanto il tempo se ne va. Tempo perso, tempo irrecuperabile, tempo tempo. E allora cercare di pensare positivo la porta prima o poi si aprirà e…vuoi vedere che abbiamo la chiave sbagliata noi ? Osservo la gente seduto in questo tavolo di un bar, con il pc portatile acceso, e scrivo, e ascolto. C’è chi beve il caffè, chi è al cellulare con un panino in mano, qualcuno mi osserva : “ Cosa mai starà scrivendo ?” Gente che entra e che esce, risa, il rumore della macchina del caffè…il flipper, i videogiochi…”Oh mi scusi” una macchia nera sul pc…”Non l’avevo vista”…”Non fa niente lasci stare è roba da poco”. Alzo lo sguardo e guardo non so dove e mi passano davanti tutte le facce di chi ci ha aiutato, di chi continua ancora ad aiutarci ma che…Va bene ormai è così…” Adda da passà a Nuttata ! “

18 gennaio 2010

Lo sapevate oggi è il giorno più triste dell'anno

Secondo Cliff Arnal, psicologo dell’università britannica di Cardiff, il terzo lunedì del mese di Gennaio 2010 è il giorno più triste dell’anno. Dunque, oggi la tristezza la fa da padrone. Un semplice calcolo matematico «Daily Mail» che si poggia su una serie di fattori contingenti…la paura di perdere il posto di lavoro stante la perdurante crisi economica (recessione), il freddo pungente di questi giorni e il conto in rosso dovuto alle spese di Natale http://salute.agi.it Una semplice equazione, stilata dal dott. Cliff Arnal raggruppa tutti i sintomi emozionali che causano la tristezza di questo lunedì. Allo stesso tempo però, non disperiamoci troppo è in arrivo (Giugno 2010), sempre secondo i calcoli dell’Arnal, il giorno più felice dell’anno.http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/

Fbc Unione Venezia : Basta pari

Venezia - Montebelluna 2-0 Campionato Nazionale Serie D Girone C - 20^Giornata -
Il Venezia ritrova la vittoria contro il Montebelluna, cancella il pesante ko dell'esordio d'andata e si scrolla di dosso la sindrome del pareggio. Un colpo di testa, al quarto d'ora della ripresa, di Vianello , ha sbloccato la partita e spianato la strada al successo dopo che la partita aveva vivacchiato senza acuti e senza gioco da ambedue le parti. La differenza tra le due squadre la fà certamente la necessità dei lagunari di sbloccarsi davanti al proprio pubblico e cercare di combattere per restare in zona playoff, obiettivo dichiarato dalla società per poi sperare di rientrare tra le squadre ripescate in Seconda divisione. Complessivamente in campo i due team si equivalgono anche se il primo tempo è davvero da dimenticare, giocato sottotono e senza il mordente necessario da parte di entrambe. Ora con i tre punti in più si dovranno affrontare tre gare in otto giorni, due delle quali in trasferta, la prima sabato 23 a Domegliara con la speranza che lo zero nella casella gol subiti si ripeta il più spesso possibile.
Venezia-Montebelluna 2-0
Arbitro : Sig. Paolini di Ascoli Piceno
Reti : st 18^ Vianello (UV), 27^ Segato (UV) (su rigore)

16 gennaio 2010

Il Papa e la crisi economica

…La crisi economica non è finita. L’egoismo ATEO che l’ha determinata minaccia ora l’ambiente, la vita e i rapporti tra le persone…

Mi permetta di dissentire, Santo Padre, con quanto da Lei affermato, forse, non sa che le nazioni ai primi posti dell’indice dello sviluppo umano contano il maggior numero di atei e agnostici mentre i paesi che si collocano agli ultimi posti sono spesso caratterizzati da alti indici di religiosità e dalla quasi totale assenza di increduli (fonte http://www.uaar.it). Quindi, ateismo, benessere e ricchezza vanno a pari passo. Pontificare è bene certo ma…L’indice di sviluppo umano dei paesi del mondo può essere consultato qui : http://hdr.undp.org/en/statistics/.

15 gennaio 2010

Max Top Ten cantautori italiani

Ed eccoci arrivati alla classifica finale. Ringrazio tutti quelli che hanno collaborato alla stesura della "Max Top Ten". Eccola dunque pronta ad essere pubblicata. Pronta a ricevere commenti positivi, valutazioni e perchè no anche critiche.

- Diamante Zucchero
- Bocca di rosa Fabruizio De Andre
- Dio è morto Francesco Guccini
- Rimmel Francesco De Gregori
- Stagioni Francesco Guccini
- La cura Franco Battiato
- La costruzione di un amore Ivano Fossati
- Anime salve Fabrizio De Andre
- Topolino amaranto Paolo Conte
- Stupendo Vasco Rossi

Gli occhi servono per vedere ma...forse vogliamo essere tutti un pò ciechi

Cosa mai vi aspettavate voi elettori che avete votato Pdl ? Forse che il "boss" mantenesse le promesse fatte in campagna elettorale ? Ma mi chiedo : "Come è possibile che non abbiate ancora capito che al "sultano di Arcore" gliene importa poco meno di niente dei problemi degli italiani ?" In primis e "ad personam" i suoi problemi, che sono pure tanti. Vi prego alle prossime consultazioni elettorali prima di votare Pdl pensateci un attimo su e, se proprio non potete farne a meno, ricordatevi...rifareste ancora solo ed esclusivamente gli interessi del "psiconano".

14 gennaio 2010

...Un oasi nel deserto

Ospedale di Chioggia...12 Gennaio 2010...ambulatorio di Neurologia...visita privata con il dott. Casson.Il dott. Casson ha seguito nostro figlio Federico all'istituto San Camillo del Lido di Venezia dopo la fase acuta del ricovero ospedaliero ed era da dicembre 2008 che non aveva più avuto l'occasione di vederlo. "Ciao Federico, come va, ti trovo bene !" "Buongiorno dottore mi dispiace ma io non mi ricordo di lei" "Và benino, a parte che non vedo niente, neanche il nulla". Silenzio. Il dott. Casson analizza la documentazione clinica da noi fornita, controlla la terapia farmacologica in atto e visita poi Federico. "Bene Federico cominciamo con il togliere alcuni medicinali di cui non hai più necessità gradatamente certamente diciamo che nel giro di due settimane non li prenderai più" Un recupero davvero buono. Grazie soprattutto ai tuoi genitori, casi come il tuo, se alle spalle non ci sono chiamiamoli "mamma e papà tosti" difficilmente si arriva a un recupero come il tuo. Presenza, costanza e come dice il tuo papà "lotta dura senza paura". Non ci sono istituzioni, farmaci, riabilitazioni che possano dare i risultati che tu hai ottenuto se non con la presenza con la P maiuscola dei tuoi genitori. La tua mamma e il tuo papà, al momento, non hanno sbagliato nulla. Anche l'esperienza di Trieste è stata valida e positiva ed io sono sicuro che prima o poi ci ritornerai. Avrai certamente ulteriori progressi che nel lungo tempo ti porteranno ad avere una ancor maggiore autonomia di quella che tu adesso hai. Cammina, come mi hai dimostrato di saper fare, è un impegno che ti aiuterà ancora di più a venirne fuori. Continua il nuoto, l'equitazione e anche se non è il massimo il Ceod fallo almeno per la socializzazione per dimostrare agli altri che tu sei li perchè la tua forza di volontà ti impone di farlo per te e per il tuo futuro. Continuate a cercare altre soluzioni, portatelo dove vi sembra giusto e lo possano ancora aiutare, nessuno ve lo potrà impedire, io se lo vorrete sarò al vostro fianco e vi darò tutto il mio aiuto possibile. "Federico è stato un piacere rivederti, segui mamma e papà loro sanno come poterti aiutare" "Lo sò mi vogliono bene a manetta". E così siamo usciti guardandoci negli occhi che sorridevano con la certezza che nel "deserto" del nostro problema vi e un oasi di cui non ne conoscevamo l'esistenza.

13 gennaio 2010

Opinioni...di parte

Leggi in materia di giustizia
"Leggi Ad Personam per l'opposizione ? Sono leggi Ad Libertatem e mi
indigno quando sento queste cose..."
Silvio Berlusconi

12 gennaio 2010

Gli altri siamo noi

"Sei infelice è colpa degli altri; se mi voti, gli altri, in qualche modo, te li sistemo io". E' così ormai gli altri ci fanno paura e per paura stiamo diventando razzisti. Poi tutto sfocia nella violenza gratuita contro giovani di colore che lavorano come schiavi, vivono in posti abbandonati o in appartamenti sovraffollati, vengono trattati spesso come animali. Tutti vogliono il bello e questi ci ricordano il brutto, il miserabile, il disperato. Forse riflettendo abbiamo sicuramente da invidiare qualcosa alla gente di colore : la spontaneità della risata. Hanno tutto contro ma ridono di una allegrai che noi abbiamo dimenticato. Purtroppo una delle tante nostre dimenticanze : compreso il fatto che sono esseri umani.

11 gennaio 2010

Venezia "virtuale"

Se Venezia non avesse il ponte che la congiunge alla terraferma l’Europa sarebbe un’isola”. Geniale e spiritosa osservazione del buonanima Mario Stefani, poeta. Adesso Murano – con proposta approvata dal consiglio di quartiere – ne vorrebbe un altro che congiugesse l’isola del vetro con Tessera: che gli europei non si sentano abbastanza collegati? “Un ponte faciliterebbe l’andirivieni turistico e lavorativo!”. “Però conporterebbe anche un terminal con auto, moto, bus e camion per le merci: che comunque, per la consegna e ritiro, dai vari punti dell’isola, sempre in barca si dovrebbero caricare”. “Però le fabbriche potrebbero spostarsi verso il terminal”. “Dando vita così a una miniatura del problema Venezia-Mestre”. I pro e i contro si sprecano. D’altra parte viviamo in un momento di totali contraddizioni: vogliamo dimagrire mangiando, e andare dove c’è gente lamentandoci di non essere soli. I collegamenti stanno diventando un’ossessione. Vogliamo andare velocemente dappertutto. Ma volendolo tutti si finisce per passare la vita in macchina, fermi. In certe citta i sorpassi si alternano: la macchina sorpassa nel viale e il pedone sorpassa ai semaforo o all’ingorgo. Toni, in disaccordo per uno nuovo, farebbe saltare anche i ponte della Libertà: “Le macchine devono fermarsi a Mestre! In laguna si va in barca, senza fare onde, e ammirando il paesaggio!”. “E a chi non piace?”. “Lo mandiamo in terraferma!”. “E la sublagunare?”. “Mi sta bene. Ma solo per il trasporto merci. I turisti vogliono vedere Venezia e la laguna. Non vengono qui per fare i minatori!”. Più di qualcuno ha, degretamente, il progetto di interrare anche il Canal Grande, “finalmente si farà presto ad attraversare la città!”. Bisognerà stare attenti. “Non le macchine da noi, semmai i “macchinisti in terraferma!”. Comunque possiamo stare tranquilli: non succederà niente per due ragioni. Prima, perchè tutto quello che deve passare per il Comune, Regione, Stato non si realizza prima di un centinaio d’anni (Mose, passante, stadio ecc.). Seconda, più realistica, perchè ci salverà l’elettronica. Sarà il “virtuale” la nostra vita. Niente macchine, treni, sublagunari, ecc. Vivremo il mondo stando a casa. E probabilmente, alla fine, torneremo alla fantasia: che oltre a non costare niente, non ha neanche bisogno delle antenne che ci inquinano
http://www.linotoffolo.com/?tag=murano

Fbc Unione Venezia : Il Venezia non sà più vincere

Venezia-Manzanese 2-2 Campionato Nazionale Serie D - Girone C 19^ Giornata -
Il Venezia non vince più. In trasferta o in casa, contro squadre di prima o seconda fascia, non fà differenza. Con la Manzanese, quart'ultima in classifica, ha portato a casa un punto in rimonta ( da 0-2) e così è dal 22 novembre (2-1 alla Sanvitese) che gli arancioneroverdi non vincono più. In 23 minuti i friulani si portano sullo 0-2 con le reti di Grop e Godeas. Mister Favaretto dopo il doppio svantaggio cerca un pò di cambiare l'assetto tattico della squadra ma, è più di nervi che non di idee, che la squadra riduce lo svantaggio al 44^ delprimo tempo con Volpato. Gol prezioso perchè segnato poco prima dell'intervallo che dà energie al Venezia per la seconda frazione di gioco che al 7^ appunto della ripresa giunge al pareggio con Corezzola con una autentica prodezza, dopodichè gli arancioneroverdi risultano si più grintosi e determinati, ma non ancora capaci di portare con continuità dei veri pericoli alla retroguardia friulana, sempre coriacea e sempre più chiusa all'indietro. La Manzanese si affaccia in avanti solo ad un quarto d'ora dal termine, quando Barreca fà tremare il pubblico di casa. Resta l'immagine di una difesa lagunare imbarazzante come nelle sue, purtroppo frequenti, giornate peggiori. Non si possono prendere due reti dalla Manzanese che si presentava al Penzo con un bottino di soli quattordici punti, le magagne sono chiare: c'è poca attenzione in fase difensiva, per fortuna le nostre punte hanno rimesso le cose a posto. Finisce con un 2-2 che è impossibile non definire deludente.
Venezia-Manzanese 2-2
Arbitro : Sig. Rocca di Vibo Valencia
Reti : pt. 8^ Groppi (M), 23^ Godeas (M), 44^ Volpato (UV) ; st. 7^ Corezzola (UV)

10 gennaio 2010

La mia top ten cantautori italiani

Altra top ten. Dedicata questa volta ai cantautori italiani. Ce ne sarebbero molti altri ancora ( Lolli , Battisti , Bennato , Vecchioni soltanto per nominarne alcuni ). Anche se tutti sappiamo che la musica italiana è quella che è, vi chiedo di partecipare a questa classifica. Praticamente scegliamo quali solo i dieci cantautori italiani che resteranno nella storia della musica italiana. 10 top ten, il primo di ognuna farà parte della max top ten. Intanto, per iniziare, incomincio io….

1- Stupendo Vasco Rossi
2- Hai un momento Dio Ligabue
3- Rimmel Francesco De Gregori
4- La forza dell’amore Eugenio Finardi
5- La cura Franco Battiato
6- Come è profondo il mar Lucio Dalla
7- Eskimo Francesco Guccini
8- Io non mi sento italiano…Giorgio Gaber
9- I treni a Vapore Ivano Fossati
10- Dalla pelle al cuore Antonello Venditt
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09 gennaio 2010

Io non mi sento italiano ma per fortuna e purtroppo lo sono

Mi vergogno di essere rappresentato da esponenti politici del livello di Maroni che ancora nel mese di Febbraio dello scorso anno, intervenendo a Governoincontra ha affermato quanto segue : " Sono stato accusato dai buonisti di turno di fare battute da osterie padane, di essere un leghista razzista del Nord che non si preoccupa dei diritti dei più poveri. Ma a me questo buonismo non importa, perchè se è vero che non esiste una emergenza sicurezza è vero anche che la vera emergenza è l'immigrazione clandestina" (l'Unità)...e - io non mi sento italiano, ma per fortuna e purtroppo lo sono - (Giorgio Gaber)

Dagli scontri di piazza a quelli di 'palazzo'. Rosarno, come fu per Villa Literno e Castel Volturno, diventa il nuovo pretesto per rinfocolare vecchie polemiche politiche tra maggioranza e opposizione. La guerriglia urbana del paesino ha infatti riportato alla ribalta il problema dell'immigrazione clandestina e delle politiche di accoglienza su cui i due schieramenti viaggiano in direzioni opposte. Ma registra anche una nuova occasione per proseguire lo scontro tutto interno al Pdl tra finiani e oppositori del presidente della Camera Ad accendere la miccia ci ha pensato questa mattina il ministro dell'Interno, Roberto Maroni che ospite di Belpietro su Canale 5 ha puntato il dito sull'eccessiva tolleranza con cui, in questi anni, è stata accettata, senza reagire e con "troppo lassismo", "un'immigrazione clandestina che ha alimentato la criminalità e ha generato una situazione di forte degrado''. Parole che raccolgono subito e incondizionatamente il plauso dei suoi colleghi di partito con Borghezio, ad esempio, che lo definisce il "nostro Sarkozy" o con Roberto Cota, capogruppo leghista alla Camera, che invoca "il ringraziamento di tutti" per quanto fatto in materia di contrasto alla criminalità dal titolare del Viminale. Dura, ovviamente, la reazione delle opposizioni. Il primo a replicare alle parole del ministro è il segretario del Pd che, proprio da Reggio Calabria, rispedisce al mittente le accuse di Maroni: "il ministro - ha detto - non ha perso l'occasione di fare lo scaricabarile. Voglio ricordargli - ha rimarcato - che da anni viviamo con una legge, di cui oggi subiamo i danni, che si chiama Bossi-Fin". Dello stesso tenore l'Udc che definisce "superficiale e semplicistica" la posizione del ministro "che scarica come sempre la colpa di tutto sugli immigrati". Le fa eco l'Idv che accusa il governo di non saper contrastare l'immigrazione clandestina gettando gli immigrati "nelle mani delle mafie che li sfruttano ai limiti del disumano per la prostituzione, per lo spaccio della droga e nel Sud come semischiavi di un nuovo caporalato". E se da una parte si grida al fallimento delle misure di accoglienza del Governo o di quelle di contrasto all'illegalità contenute nel pacchetto sicurezza, dall'altra si punta il dito contro la "scellerata politica delle porte aperte" messa in atto dalla sinistra che trova spazio in quasi tutte le dichiarazioni giunte dal fronte del Popolo della Libertà. Pdl che però si ritrova a fare i conti con vecchie ruggini aennine. E Rosarno diventa il pretesto per tornare a polemizzare sulla proposta di 'cittadinanza breve' sponsorizzata dal presidente della Camera. Ai limiti dell'insulto l'intervento di Giancarlo Lehner che guardando agli scontri di ieri e di questa mattina dice: "i fautori di quell'idea dovrebbero chiedere scusa e darsi pubblicamente, usando il lessico di Fini dicitore, degli emeriti stronzi". Ad andare in soccorso del presidente della Camera ci pensa Flavia Perina, direttrice del Secolo d'Italia che invece considera "un bene il rinvio in Commissione, che la Camera si appresta a decidere, del dibattito sulla cittadinanza, peraltro gia' concordato da tempo. Questo - spiega la deputata finiana - consentirà di approfondire un tema che, anche alla luce dei fatti di Rosarno, merita un'attenzione non superficiale". Attenzione che domanda anche Ffwebmagazine, il periodico online della fondazione Farefuturo presieduta da Fini: "la schiavitù degli africani di Rosarno è un problema che va affrontato con decisione" perchè "in uno stato civile, moderno e democratico, non si può tollerare che migliaia di persone vivano nell'indigenza più totale, senza il minimo di dignità

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2010/01/08/visualizza_new.html_1652589565.html

08 gennaio 2010

"Lodo De Magistris" : sono d'accordo

Non male l’idea del parlamentare dell’Idv di lanciare il suo “Lodo”, alla faccia del Lodo Alfano. Garantire a Berlusconi la possibilità di lasciare l’Italia (finalmente) senza nessuna conseguenza. Vantaggio : ritornare ad essere una nazione civile e democratica.

Una proposta ma soprattutto una provocazione, come l’ha subito interpretata e stigmatizzata il Pdl. De Magistris non si risparmia infatti qualche frecciatina al presidente del Consiglio: "Un volo di Stato con annesso Apicella e magari una graziosa signorina. Destinazione? Consigliamo le isole Cayman. E se si annoia? Qualche cavallo e stalliere di fiducia li potrebbe trovare anche lì".
Solo così, secondo l’ex magistrato di Catanzaro, "stampa e tv liberate potranno riprendere a fare il loro dovere: informare sui fatti. Il Parlamento tornerebbe al proprio compito perché svincolato dalla sua agenda giudiziaria che oggi detta i temi, anzi il tema alle istituzioni. La magistratura non più costretta agli assaliti quotidiani potrebbe dedicarsi senza timore alla missione che le spetta e le mafie non si sentirebbero più di poter spadroneggiare indisturbate". Insomma, secondo De Magistris, per le casse dello Stato "il guadagno sarebbe altissimo, per non parlare di quello dell'etica pubblica".
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2010/01/02/visualizza_new.html_1650831065
.html

07 gennaio 2010

Fbc Unione Venezia : Quarto pareggio consecutivo

Union Quinto-Venezia 1-1 Campionato Nazionale Serie D - Girone C - (Recupero 18 Giornata)
Ennesimo pareggio per il Venezia che contro l'Union Quinto infila il quarto X consecutivo. Andati in svantaggio su rigore, per altro netto, la squadra riacciuffa la gara a 4 minuti dal termine regolamentare della gara con un gol di Cardin che trova lo spiraglio giusto in area e supera l'estremo difensore trevigiano. Il pareggio comunque ci può stare l'Union Quinto ha un buon organico e un buon gioco, è comunque positivo averli tenuti dietro di noi in classifica. Con i pareggi però non si tanta strada anche se la formazione lagunare , con questo risultato, ha ottenuto il nono risultato utile consecutivo. Domenica 19 giornata al Penzo, contro la Manzanese squadra quart'ultima in classifica, si proverà a ritornare alla vittoria per mantenere le speranze accese almeno per i playoff.

Venezia: clochard rischia di bruciare sul suo giaciglio

Mi rivolgo a te elettore leghista ho una semplice domanda da farti : “ Tu che vivi in un qualunque paese di provincia del Veneto, un po’ centro un po’ periferia, a due passi dalla chiesa che ti da sicurezza e dal cimitero che ti aspetta quando sarà il tuo momento , sei orgoglioso di questi episodi ? “ Una banda di ragazzini sotto i 18 anni ha tentato di dar fuoco ad un clochard 61enne, che ormai da anni vive in una scatola di cartone in Corte Badoera, a due passi dalla Basilica dei Frari a Venezia. Ha dell’inquietante questo ennesimo gesto di xenofobia razzista soprattutto se a compierlo sono stati proprio dei ragazzini sotto i 18 anni. Una ennesima tragedia sfiorata che lascia aperti pesanti interrogativi sugli autori di un gesto tanto grave, su come dei giovani possano arrivare a tanto. Un esame di coscienza caro elettore leghista, per l’indipendenza della padania, amministrato a tutti i livelli dal tuo Comune fin su alla presidenza del consiglio dei ministri, non ti sembra di doverlo fare ? Non ti rendi conto con il tuo comportamento di alimentare l’odio verso le persone “diverse” e di essere rappresentato da esponenti come il “ministro Calderoni” che chiama “Bingo Bongo” gli immigrati in Italia e veste magliette che raffigurano vignette che deridono la religione musulmana in diretta tv, di avere un capo Bossi che propone di sparare sui gommoni e tralasciando quello che pensa “l’onorevole Borghezio” ? E i tuoi parenti emigrati in Canada e in Argentina cosa mai penseranno del tuo comportamento ? Ma “caro elettore leghista” da quando sei nato ad oggi sei veramente felice ?

06 gennaio 2010

Segni di squilibrio

Mi ha colpito questo articolo, che mi permetto di pubblicare. Dopo l’aggressione al nostro premier di cui dubito la veridicità e sono più propenso a qualcosa di artefatto, proprio per la strana reazione della scorta e di Berlusconi stesso, il cavaliere continua imperterrito con le sue esternazioni da chi come sotto riportato “manifesta segni di squilibrio “ – fonte Vaticana -
Chi ha seguito dalle colonne de Il Fatto quotidiano gli ultimi sviluppi dello scandalo dei dossier del Sismi ha probabilmente capito perché con questi dirigenti il Partito Democratico non vincerà mai. Di fronte alla scelta di Silvio Berlusconi di permettere all'ex numero uno dei servizi segreti militari, Niccolò Pollari, d'invocare il segreto di Stato davanti ai magistrati che lo vogliono interrogare, il partito di Pierluigi Bersani non ha preso posizione. Eppure in ballo c'erano i diritti fondamentali dei cittadini. Decine di magistrati, giornalisti, intellettuali e persino qualche politico erano stati spiati e schedati dagli 007 solo perché considerati presunti avversari del premier: roba da paesi dell'est prima del crollo del muro. Ma davanti a tutto questo l'unica reazione dei vertici del Pd è stata il silenzio
Bersani e gli altri, che si riempiono la bocca di chiacchiere sul paese reale e sulla necessità di riforme, di fronte a una simile (e pericolosa) violazione dei diritti civili dei cittadini non hanno detto una parola. Si tratta di un'omissione grave e significativa. Per fare politica è necessario avere dei principi irrinunciabili. Tra questi vi sono quelli (liberali) dello Stato di diritto. Solo rispettandoli e perseguendoli si può (eventualmente) cercare di trattare con gli avversari.Purtroppo, per il centrosinistra e per il Paese, l'anziano gruppo di ex comunisti ed ex democristiani che ancora, per cause più che altro anagrafiche, occupa i vertici del Pd, questi principi (propri delle democrazie liberali) non li possiede. O li possiede solo in parte. Così la nomenklatura del Pd non sa indignarsi (perché non può), non sa sognare e non sa toccare le corde del sentimento. Detto in altre parole: non ha idee forti per le quali valga la pena combattere. Per questo perde e continuerà a farlo.
Durante la messa di Natale una squilibrata ha spintonato il Papa facendolo cadere a terra. "Volevo solo abbracciarlo", ha sostenuto prima di essere sottoposta a un trattamento sanitario obbligatorio. La donna aveva già tentato lo scorso anno di raggiungere il Pontefice, ma allora era stata fermata dalla sicurezza.
Alle 20, in una telefonata al TG1, il premier Berlusconi, commentando la vicenda, ha detto di aver "pensato davvero che dobbiamo contrastare tutte queste fabbriche di menzogne, di estremismo e anche di odio".
Strumentalizzare politicamente il Papa e il gesto di una persona che, come recita un comunicato della Santa Sede, "manifesta segni di squilibrio", non è un comportamento da presidente del Consiglio o da padre costituente. Chi ricopre importanti incarichi istituzionali ha l'obbligo di dire la verità, di ponderare le parole e di pensare alle loro conseguenze. E deve farlo qualunque tipo di maggioranza o numero di consensi abbia alle spalle.Se questo non avviene la democrazia si trasforma in una giungla dove vige solo la legge del più forte. E dove i sedicenti pompieri sono in realtà dei pericolosi incendiari.
http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/

05 gennaio 2010

Lo specchio


Guardarsi allo specchio è come guardarsi nell'anima:
cercare noi stessi, chi siamo e perché.
Mi domando se conta l'immagine, insieme di linee e colori,
o il freddo vetro minerale che dietro l'immagine esiste
e ne rappresenta l'essenza. Io, vetro minerale, linea e colore,
tra il grigio e il chiaro, e il roseo che traspare
ad indicare la vita.
Io!
Ora corpo di carne calda, di sangue che preme ricolmo
di istinti, di volontà ampie come cieli incolmabili!
Ora gelida apparenza, sottile come immagine:
insieme di linee e colori freddi minerali.
Sono solo di fronte a me stesso, adesso,
alla ricerca di carne che riempia
la vuota immagine allo specchio.
Roberto Enzo Bari

04 gennaio 2010

Ritorno in Neurochirurgia

Ore 15 e 30 di oggi appuntamento al primo piano, ambulatorio 8 di neurochirurgia, dott. Brollo. Nuovo ospedale all’Angelo di Mestre, del vecchio Umberto I° in centro città, via Circonvallazione, non è rimasto più nulla. Li Federico ha lottato contro la morte e a vinto.Ora non cìè più nulla per far posto al nuovo polo direzionale della città, tre torri, che faranno di Mestre, a detta dei realizzatori, la nuova capitale del NordEst. Bussiamo alla porta dell’ambulatorio, una voce dall’interno ci risponde di entrare, permesso, buongiorno dottore, buongiorno lui ci risponde Federico apre la mano e stringe quella del dottore :
”Buongiorno sono Federico, piacere di conoscerla”. Gli occhi del medico esprimono gioia, stupore e commozione. “Prego accomodatevi”- “Buongiorno Federico come và ?”- “Benino ma non vedo niente meno del nulla”. L’ambulatorio sprofonda nel silenzio poi…cominciamo a presentare al medico le ultime notizie cliniche di nostro figlio. Prendendosi un po’ di tempo le consulta e alla fine ci guarda dicendoci : ”Certamente siamo pronti a seguire i pazienti nella fase acuta ma, non ci siamo per niente quando si tratta di continuare e di dare un ulteriore supporto non ci sono strutture adeguate per questo nella nostra regione” “Comunque vedo di cercare attraverso miei vecchi contatti qualcuno che possa dare una mano a Federico, vi terrò informati” Ecco in mezzo a tanta supponenza, superficialità, cieca indifferenza qualcuno che si toglie il camice e confessa la propria infallibilità. Continuate senza sosta, non fermatevi davanti a nulla, la vita di vostro figlio è un tesoro e lui, ne sono convinto, continuerà a migliorare. “Cosa ti piacerebbe fare Federico?” “Massaggi soprattutto su corpi femminili” “Bravo, sono d’accordo con te” “Dove siamo Federico adesso” “A Mestre nel nuovo ospedale” “Che giorno è” “ Ehh il 4 Gennaio 2010” “Ok bravo”. Farò il possibile per indicarvi la persona, le persone, l’istituto che potrà dare il “la” definitivo a Federico voi continuate intanto con la fisioterapia, piscina cavallo, palestra e portatelo per il momento al Ceod anche se è un “tempo inutile” ma non scoraggiatevi vedrete troveremo la soluzione. Dopo tanta indifferenza e teoria professionale un po’ di umanità. “Dottore grazie, quanto le dobbiamo?” “Nulla avete già corrisposto la mia parcella è Federico e la sua grande forza di vivere”. Una lezione di umanità e professionalità verso l'arroganza di chi non sbaglia mai...