31 ottobre 2009
Vaticano
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30 ottobre 2009
Dal parrucchiere
“Debora, ti che ti sa cusinar, dame un consiglio. Gò i suoceri a casa e voria far bea figura. Se ea prima volta che i vien, capio ?“Ti cossa ti voevi far?”
“Di primo pasta coe zucchine e gambareti, de secondo pollo arrosto coe patate”
“Tosa mia de secondo faghe do pesseti ! Meti do branzini al forno co oio, aio, rosmarin, do pomodori, venti minuti e i se pronti”
“Nooo el pesse no. No gò confidenza, a casa mia no eo fasso quasi mai.”
“ E ora cambia el primo e fa na roba coa carne o co ea verdura “
“ El polpetton ?”
“ Scusa ma sto polpetton da dove seo venio fora ?”
“Se chel me vien prorio ben , voevo far queo ! “
“ Ma che casso e ora leva via anca el pollo ! “
“ E patate e fasso però ! Podarai far anche do gamberoni de quei surgeai gia neti senza buccia, i metto in tecia, eh ?
“Boni i gamberoni. Ti podaressi meterghe anca un fià de pomodori…”
“ E d ‘antipasto prosciutto e mozaree ? “
“Marika ma fame capir, ma quanta roba ti gà da cucinar ?” “In quanti si ?”
“Semo sie o sette ma quando che invito gente a cena voio far bea figura. Più roba ghe se mejo se o no ? Come minimo un antipasto, primo, do secondi, do contorni el dolse. Come se usa nell’alta società.”
“E ora de primo faghe e penete col salmone e d’antipasto na bea insalata de mare de que bee pronte al supermercato che e se na favoa. Propri bona te eo digo mi ! “
“E come se fa ste penete al salmone ?”
“Ti compri ea pana al salmone e tea meti in tecia e ti ghe scoi dentro ea pasta. Fatto”
“Si, e ora fasso questa che se veoce. Però ghe fasso anca do tartine, con i crackers e il salmone”
“El dolse ?”
“Queo eo compro già fato. Tanti i suoceri se presenta coe pastine”
“Dopo fame saver come che ea se andada. Ma a mi quando te me inviti a cena ?”
“Marikaaa, Deboraaa, ea signora deve far el sciampo, chi vien ?”
29 ottobre 2009
Fbc Unione Venezia : Con il Montichiari è pareggio
Venezia-Montichiari 1-1- Campionato Nazionale Serie D Girone C - 10 Giornata - 28 ottobre 2009
La famiglia
La famiglia era originaria di Milano e da poco si era trasferita dal centro alla periferia della città all’inizio degli anni ’70 in una ex strada di campagna in quel periodo già completamente urbanizzata. Una piccola palazzina qualunque, due piani: piano terra abitato dalla famiglia, 70 metri quadrati, cinque persone, piano superiore abitato da una signora anziana sola accudita ogni tanto dal figlio. Una vita qualunque caratterizzata dalla convinzione di essere la famiglia modello. Tre sorelle, indaffarate nei loro interessi, Virginia, la più vecchia, taciturna, insofferente del rigido clima familiare, soprannominata la Sfinge, Clara, la mezzana, tutta esteriorità, inculturata e sempre attenta a difendere i propri interessi, una piccola Marta Marzotto pronta a cogliere la mondanità come elemento base della sua vita. Elena, l’ultima, la “piccola”, trascurata e presa in poca considerazione, se non quando doveva essere redarguita. Giulio, il papà, imbevuto di retorica del ventennio fascista, impiegato presso una fabbrica alle porte di Milano, si porta dietro il fardello del troppo amore verso la famiglia dove è nato, riversando sulla “famiglia” il peso del confronto. Mamma Silvia, nata in un paese contadino, da una famiglia contadina, indottrinata dal peggiore insegnamento ecclesiastico dei primi anni ’30, vede la “famiglia” come un dovere, non riversa amore ne al marito, ne alle figlie ma crede di insegnare a vivere alle stesse. Sottomessa al marito Giulio, vede il rapporto sessuale come un dovere riversando il proprio disgusto nel farlo verso le figlie. Anzi, nella famiglia, il sesso diventa un tabù. La famiglia non si accorge di essere una “famiglia normale” normalmente infelice e insoddisfatta. Giulio pensa che il segreto per essere felici stia “nell’ignorare del tutto tante cose”. Quando sua figlia Virginia gli si rivolta contro, nella famiglia succedono cose difficili da ignorare. La macchina della rivolta innesca reazioni imprevedibili e manda in crisi la maturità del presente e del futuro. Giulio, con la complicità di Silvia, ignora e pone su di un piedistallo il proprio modello della “sua” famiglia. Neanche con il passare del tempo e con le manifestazioni di insofferenza della figlia maggiore, con la continua ricerca dell’apparire della figlia Clara e con il continuo mettersi in discussione di Elena, Giulio apre gli occhi. Anzi rimane sempre un uomo riservato, prudente, non troppo cordiale. Parlare in famiglia dei propri problemi che esistono, secondo Giulio, può far nascere delle male chiacchere che incrinerebbero la facciata di “buona famiglia” a cui tiene tantissimo. Inconsciamente, sia Giulio che Silvia, pensano che nella maggior parte dei casi sia meglio ignorare i problemi e far finta di nulla. Non capiscono che ci sono cose che è impossibile ignorare così nasce la necessità di rivalsa da parte di Clara, che si sposa il futuro ingegnere, per dimostrare a tutti che lei è arrivata, e che ha le possibilità. Frequenta gente di un certo livello, feste “in”, veste alla moda, passa il suo tempo a fare shopping, sempre indaffarata, non ha mai tempo ma, non lo vuole avere perché se si fermasse comincerebbe a pensare e, pensare le farebbe male, la tormenta un mal di testa insopportabile ma, la facciata è quello che conta, come il padre Giulio. Resiste anche al tradimento del marito, meglio con le corna che ritornare ad essere una qualunque. Virginia, un marito eternamente agitato, due figli , la ragazza , Marta, impegnata negli studi fino alla tarda maturità, nel giro della parrocchia del paese, carina ma alquanto bigotta. Comunque piace e sposa Andrea, anche lui nel giro della parrocchia. Anche lei come la zia, tradita, ma non lo sa, poco prima di sposarsi…il regalo di nozze di Andrea. Il ragazzo, Matteo, semplice, senza tanti grilli per la testa, probabilmente esasperato dal modello della sorella. Se ne frega e fa la sua vita non rinunciando, però, ogniqualvolta si renda necessario, a rientrare nei ranghi. Si trova ancora “la famiglia” ma sempre più di rado, per i pranzi di natale, dove si parla di tutto ma fondamentalmente di niente. Dove il buon esempio del loro vivere viene continuamente messo a confronto con le famiglie degli altri. Clara che si ritiene appagata e felice di avere il marito che ha e una figlia, Paola, indirizzata dal suo insegnamento, a emulare i comportamenti della “famiglia”, orgoglio, mancanza di scrupoli, arrivista e secchiona al punto giusto. Fidanzata con Filippo, più giovane di lei, naturalmente un ragazzo di buona famiglia, si sente la sua guida, quasi più una maestra che la sua ragazza. Virginia che farebbe volentieri a meno di queste false riunioni e Elena, l’ultima, dal cuore d’oro. Sposa Claudio, contro la volontà generale della famiglia, uno sfigato pieno di problemi, uscito da una famiglia che non è nemmeno classificabile per la “famiglia”. Ma Elena ci crede, gli vuole bene, corrisposta naturalmente, ma sono visti come fumo negli occhi, rovinano la piazza, non hanno il curriculum vitae. E’ un susseguirsi di consigli, di insegnamenti, di pratiche di bon-ton. Non li lasciano fare la loro vita e, Claudio, entra in depressione in un momento difficile con un bambino in età infantile e il loro matrimonio appena partito. Non riesce a fare il padre e Elena, a ragione, si sente sola e, spera nell’aiuto della famiglia, lo cerca l’aiuto ma, viene respinta con disprezzo. Mai scardinare i principi di base “perfetti” della famiglia. Un vorticoso girotondo di falsità, di mezze parole, di accuse fino all’ultimo dramma. Succede qualcosa di irreparabile, di tragico. Nessuno era pronto. Solo i diretti interessati Elena e Claudio reagiscono innescando delle reazioni a catena che renderanno un po’ meno tragico l’esito finale del dramma. E “la famiglia” si spacca, o forse, più realisticamente si mostra come è veramente. Indifferente, cinica, conservatrice delle proprie conquiste e poco alla volta si scioglie al vento. Giulio è ormai anziano, pieno dei problemi dell’età, diventa ancora di più accentratore e menefreghista, Silvia, grande commediante, sembra essere la più vicina alla figlia Elena ma, in realtà è tutta una facciata. Virginia, la sfinge, da grande dimostrazione della sua imperturbabilità e prende tutto con la massima naturalezza. Il marito di lei analizza la situazione molto materialisticamente e cerca di trovare una soluzione con il minimo danno. Clara dimostra tutta la sua fragilità e l’impreparazione a vivere dei momenti di grande difficoltà, l’ingegnere cerca di svincolare con stile e con il minimo danno. Ma…tutto si è rotto e non si riparerà mai. L’alone di perfezione però, è ancora in prima fila. La famiglia è un esempio e, dicendola con le parole di Giulio : “ Errare umano est !”Errebi
26 ottobre 2009
Fbc Unione Venezia : Ad Albignasego si perde
25 ottobre 2009
Apparire
L’homo sapiens è una specie presente sul pianeta Terra con circa 6 miliardi di individui. Troppi ? Pochi ? La cifra è comunque variabile per il gran numero di conflitti mortali che l’homo stesso…da vero sapiens instaura continuamente. Mi sa che ritenga la cifra troppo alta e cerchi di abbassarla in questo stupido modo. La società che ha creato non è una società orizzontale , ma verticale , in cui l’importante è arrivare in cima. Ricordate…” mi si nota di più se non vengo alla festa o se vengo e me ne stò in disparte” attualissimo morettiano dilemma. Già, perché l’importante , il fine che molti tentano di raggiungere , è il farsi notare e intorno a questo concetto vive una fauna di persone variopinta e foltissima . Persone che non si curano di avere particolari abilità o capacità , o una particolare personalità , ma solo di apparire. Il vestito alla moda , appartenere ad una lobby un club , essere considerate per il conto in banca , la casa al mare , il cane, naturalmente piccolo e di razza , frequentare altre persone e considerarle amiche solo perché ti danno modo di frequentare una certa elite. Vi è mai capitato di parlare con persone che fanno questo tipo di discorsi ? Purtroppo a me si e anche di molto vicine…In fin dei conti , in queste persone , c’è molta solitudine. Apparendo come o meglio di altri, si sentono o appunto meno soli , o credendosi migliori si illudono di esserlo veramente . Ma è un bluff ! A contatto con la realtà della vita , si accorgono di aver fatto un buco nell’acqua…la vita ti consente di essere ciò che si vuole, ma , alla fine presenta il conto , e se rifletti , alla fine , ti ritrovi solo nella tua solitudine. Malati di vanità . Vizio in espansione dovuto al desiderio di imitare , emulare e così via. Credo , comunque , che tutto ciò sia indice di mancanza di una personalità vera , di quel fattore X che possa distinguere l’individuo dalla massa , che copia in continuazione. Alla superficialità con la quale si ripongono i concetti di etica personale , civile , religiosa , sociale , spostandoli verso la dimenticanza , e chi ha orecchie per intendere...intenda ! ! !
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24 ottobre 2009
A proposito dei...ciellini
Non pensatemi un cretino o un presuntuoso che vuole parlare dei ciellini senza conoscerli…mi sono documentato forse anche in previsione di scrivere questa cagata. Non sono mai partito dal presupposto che tutto quanto abbia a che fare con Dio, Gesù, la Madonna e tutti i santi sia cacca. E non nego di provare simpatia per la figura storica di Gesù che, a quanto ci è dato di sapere, non ha fatto ne detto quasi niente di male, a parte qualche stronzata tipo “Date a Cesare quel che è di Cesare”. Quello che dico e affermo è che non stimo e non abbia molta considerazione per tutti i giovani invasati con la religione, sia cattolica che le altre, e penso e spero che molte di queste persone con la fissa del crocifisso siano tutto sommato da scusare e da compatire. Ma è sulla figura inquietante del ciellino che vorrei soffermarmi. Personalmente non ho mai avuto a che fare con un ciellino nel senso che non sono mai venuto a contatto diretto con un appartenente a questa associazione. L’organizzazione ruota ancor oggi intorno alla buffa figura del fondatore, don Giussani, o don Giuss così chiamato dai suoi adepti, un prete milanese morto alcuni anni fa. Un personaggio che, i suoi ragazzi, puntualmente beatificano e idolatrano. Un religioso la cui prerogativa principale , assieme alla indiscutibile capacità di leccar culi ed allacciare amicizie con potenti in ambito ecclesiastico e non, era il saper imbarcare i giovani rampolli inetti attraverso l’uso di incomprensibili equilibrismi lessicali ed insulsi giochi di parole. Come e meglio di molti politici, don Giuss , era in grado di riempire pagine, libri interi, di grandissime cazzate, di scrivere tantissimo senza comunicare un cazzo. Strani giri di parole dal significato mistico e vagamente dotto per convincere degli ignoranti di essere tipi cazzuti e colti. "Siate realisti, domandate l’impossibile”, ma qualcuno mi può spiegare che cazzo vuol dire questa stronzata ? Oppure quando insiste sul poeta Giacomo Leopardi, noto ateo famoso per la sua laicità ed il suo pessimismo storico, cosmico e pure, secondo me, materialista, cercando di far credere ai suoi seguaci che il poeta fosse profondamente religioso se non addirittura ciellino. E questo revisionismo letterario mica viene solo scritto nei libri di don Giuss ma, anche nella loro rivista “Tracce”. Ma tracce di che ? Di merda come quelle che si trovano nei loro slippini firmati ? E si incontrano, hanno gli appuntamenti, fanno molto gruppo. E i loro capi continuano nel lavaggio di cervello per bene, giorno dopo giorno. Ovvio, lo vediamo con il nostro presidente del consiglio: se la peggiore stronzata la ripeti mille volte, piano piano nella testa dei cretinetti si trasforma in verità assoluta.Insomma CL mi sta tanto sui coglioni e sicuramente non solo a me. Ma mi sta sui coglioni soprattutto perché se sei uno qualunque CL neanche ti caga, non gli interessi. E’ lei che ti sceglie non sei tu a decidere di diventare uno di loro…e come ti sceglie, in base a dei requisiti precisi ed insindacabili: il conto in banca, o meglio ancora la professione e la posizione all’interno della società, di tuo padre.CL è quasi esclusivamente per la classe dirigente, per medio-alto borghesi. Il figlio dell’avvocato con le mani in pasta , il figlio del medico influente, una lobby, una sorta di Lions o Rotary Club per facoltosi bigottoni. CL è un mondo finto e chiuso , una campana di vetro costruita per proteggere i rampolli delle “buone famiglie”, per plasmare e far fiorire i padroni di domani.Presente nei Licei Classici, nelle scuole private, si insinua e qui crea i suoi plotoni di pretini in borghese e con il portafoglio rigonfio. Complice di Baget Bozzo e dei suoi affari peggiori, rimescola il tutto con la religione in una commistione laida e schifosa, indegna e offensiva per chi veramente crede nei principi cristiani. Subdolamente perché fuori dai palazzi romani , ma praticamente ben presente dove conta.Probabilmente sono più cristiano io che bestemmio di un ciellino qualsiasi. Parlano solo di aborto, di verginità, di purezza e castità. La buona ciellina non la deve assolutamente dare prima del matrimonio. Può fare tutto il resto , ma la figa no. Questo tutto in teoria , poi sappiamo come vanno le cose.Per concludere sono fermamente convinto che un ciellino è sostanzialmente un insicuro che è stato convinto di essere assolutamente nel giusto e superiore agli altri. Ambizioso, dall’aspetto sobrio, griffato-elegante. Capello rigorosamente corto. Vincente nella società , sicuro di sé, dei suoi mezzi ma soprattutto di quelli del paparino. Vuole pure lui soldi e successo.Pragmatico e frustrato dal confronto col sopraccitato genitore. Non particolarmente sportivo, tutt’al più và in piscina o in palestra. Non si interessa al calcio, ne agli altri sport di squadra, giudicati concettualmente troppo sinistrorsi. Non è culturalmente interessato, infido ,malvagio , razzista e benpensante. Della religione, il più delle volte , non gliene frega niente e lo si capisce ben osservando i suoi comportamenti.Tende molto a fare “branco”, plasmabile ed incapace di ragionare con la propria testa .
La perfetta sintesi di tutto ciò che mi schifa.
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23 ottobre 2009
Qualcosa di diverso
22 ottobre 2009
Lettera al Presidente di Confindustria
Tasse giù, ha chiesto signor Presidente. Per l'industria e per i lavoratori dipendenti. Orate pro nobis. Finora lei ha accentuato soprattutto la richiesta di misure finanziare dal Governo, con il pretesto che la crisi non sarebbe ancora finita. Crisi significa periodo di grande turbamento; qui invece non si tratta di un "periodo", bensì di un ambiente circostante che si è modificato, forse stabilmente e non c'è nulla che possa passare. Nella nuova situazione di mercato si deve necessariamente darsi più da fare per riuscire a creare valore aggiunto. Ma è quasi impossibile se le categorie "istituzionali", pubbliche e private, sono come fossili, impietrite. Ad esempio ? Mi limito a una notizia: la nostra università è stata indicata fra le più arretrate. Guai tuttavia ad osar predisporre interventi. Piuttosto che contribuire suggerendo a questi interventi proposte di miglioramento, meglio scendere in piazza replicando che sono i parametri delle classifiche ad essere scelti male ! Per favorire il Paese, e quindi anche l'industria, il Governo potrebbe scegliere un segnale sorprendentemente nuovo, che rivitalizzasse gli stimoli di tutti i cittadini, piuttosto che accontentare le categorie. La tassazione qui non vola basso. Anzi. Per giustificarla si additano gli evasori cattivi, colpa loro se lo Stato non riesce ad essere buono. Qualcuno ci crede ma quand'anche fosse vero nonostante le esperienze di tutti gli altri paesi confermino che quando si calano sensibilmente le tasse si riduce l'area di evasione, possibile che mai o poi mai dall'altra parte (Stato) si comincino comunque a ridimensionare le pretese, sia di denaro sonante, che di costi cartacei, burocrazia insensata e alluvionante ? Un segnale netto di reciprocità farebbe davvero così male ? Questo potrebbe chiedere, se proprio vuole chiedere qualcosa per il bene del Paese, signor Presidente. Abbandonando la richiesta di azioni per voi, che necessariamente introdurrebbero distorsioni ulteriori, dalla cui baraonda sa quanto il Paese sia saturo. Se mai si taglieranno le imposte con la scure, in modo netto e avvertibile da tutti, mai regredirà la lussereggiante obesità del nostro Stato e noi rischiamo di restare per sempre un paese di gente con le teste malate.| Reazioni: |
21 ottobre 2009
Quanta nostalgia
Ricordo ancora come fosse ora, l'attesa per le 14.e 30 della domenica pomeriggio, quando "Tutto il calcio minuto per minuto" riempiva la mia giornata festiva. A casa, oppure in club, con la radiolina all'orecchio...90^ minuti di gioia o tristezza a seconda della squadra che aveva fatto urlare i propri tifosi di gioia. Lunghi silenzi o gioie incontenibili al fatidico gol. Non importava che tempo fosse fuori, pioggia, neve, sole, l'importante era la partita. Avevo ancora in bocca il sapore del sugo di quel piattone di maccheroni mangiato di fretta per non perdermi neanche un istante della trasmissione, per ascoltare le radiocronache dalle voci di Ameri e Ciotti e all'impovviso: " Scusa Ciotti, sono Ameri, intervengo da San Siro il Milan è andato in vantaggio" ...Gool urlavo e la gioia era infinita. Anche gli anni della serie B quando era Ezio Luzzi a seguire il Milan mi davano la stessa identica emozione. E si ricominciava poi alle 18, con il mitico Paolo Valenti in "90° minuto" che ci mostrava le prime immagini dei gol, con le voci degli inviati, Tonino Carino, Bortolotti, Beppe Viola e tanti altri ancora. Tutte le partite, in quegli anni, si giocavano alla domenica e tutte alla stessa ora. Anni in cui la sola sigla di " Tutto il calcio minuto per minuto" ti ricordava che era veramente domenica.Tanta nostalgia che tutte le dirette televisive e moviole dei giorni nostri non mi cancellerà mai...e che mi fanno chiedere ancora adesso ma domenica è sempre la stessa domenica ? | Reazioni: |
20 ottobre 2009
Spaghetti mantecati alla Errebi
Gli ingredienti per questa ricetta sono : 250gr di spaghetti, 3 zucchine, 1 peperone, 1 cipolla, uno spicchio d’aglio, un pugno di capperi, 125gr di formaggio gorgonzola, 2 uova, 3 fette di prosciutto cotto tagliato a listarelle, 1 mozzarella di bufala, parmigiano grattugiato, 1 bicchiere di vino bianco secco, origano,sale, 2 cucchiai di olio d’oliva e pepe. Mettete nel fuoco una pentola con dell’acqua e portatela ad ebollizione. Nel frattempo tagliate le zucchine a dadini e il peperone a filetti sottili. In un padella versate i due cucchiai di olio e fate soffriggere la cipolla con l’aglio, appena saranno ambedue dorati versate le zucchine e il peperone e lasciateli scaltrire a fuoco lento per circa 20 minuti. Ponete gli spaghetti nell’acqua bollente e cuoceteli avendo la precauzione di scolarli piuttosto al dente. Unite infine alle zucchine e ai peperoni i capperi, salate e pepate e lasciate ancora sul fuoco per 5 minuti sfumando alla fine con il vino bianco. Per amalgamare il tutto, versate poi il formaggio gorgonzola tagliato a dadini e un uovo, e continuate la cottura. Ponete poi il resto della pasta nella padella, spolverizzate di origano e pepe, aggiungete la mozzarella tagliata a fette sottili il secondo uovo e il prosciutto cotto. Mescolate delicatamente il tutto fino a quando tutti gli ingredienti non si saranno uniti alla pasta. Versate il tutto in un vassoio e ancora ben caldi versate gli spaghetti nei piatti ultimando con una spolverizzata di formaggio grana. Piatto preparato ieri sera, appena tornato a casa dal lavoro, mentre mia moglie Carla era intenta nelle pulizie di casa e, mio figlio Federico riposava. La ricetta non l’ha troverete in nessun libro di cucina, è stata una mia idea, di quelle che mi vengono d’improvviso e che non sanno mai quale sarà il risultato. A casa da come hanno “pulito” i piatti il risultato è sembrato dei migliori. Pensare troppo
Cartesio oltre tre secoli fa affermava : “ Io so di essere in quanto penso, se non pensassi non sarei e non saprei d’essere “. Ma si dice anche : “ Pensare troppo fa male “. Forse dovremo capire che ci basta pensare solo quando bisogna cercare di prendere la decisione giusta valutare sia i lati positivi che quelli negativi della scelta definitiva…se ci dicono: “ Pensi troppo ! ” . “Noi cosa rispondiamo ? “ Tutti gli errori che noi facciamo sono diretta conseguenza del poco pensare ? Forse chissà dove sta la risposta…forse nel prendersi il tempo necessario per non voler far del male agli altri e a se stessi, nel capire se dobbiamo rischiare oppure no...essere insomma previdenti, a volte riuscendoci, a volte no…si pensa a tutto ma qualche volta sfugge qualcosa. | Reazioni: |
19 ottobre 2009
Fbc Unione Venezia : la squadra soffre ma agguanta il pareggio
Unione Venezia - Este 1-1 Campionato Nazionale Serie D - 8^ Giornata - 18 ottobre 2009
Errebi compie due anni
A dir la verità me ne sono accorto per caso. Eppure sono proprio passati due anni da quando ho deciso, così, quasi per scherzo, di aprire questo spazio online. Devo dire la verità non ho mai preso la cosa troppo sul serio, non ho mai cercato nulla, sinceramente solo di non perdere ciò che scrivo. Non sono mai stato e mai lo sarò un navigatore della rete, non cerco nessun tipo di ranking, non mi incazzo se non ci sono visite, non me ne frega proprio niente. Io, finchè ne avrò voglia e tempo, scriverò quello che mi passa per la testa e non, senza chiedermi mai per nessuna ragione al mondo…cosa devo fare per incrementare le visite nel mio blog ?| Reazioni: |
17 ottobre 2009
Venerdì sera a cena
Ieri sera non avevo la solita fantasia che mi prende quando mi metto ai fornelli. Carla e Federico dovevano ancora tornare dalla seduta di fisioterapia e mi è venuta la voglia di fargli trovare qualcosa di pronto ma, non sapevo cosa. All’improvviso mi sono ricordato che il giorno prima avevo acquistato al supermercato, oltre a tutte le altre cose, anche 1 chilo di pomodori di quelli di media grandezza. Ci ho pensato sopra un po’ e mi son detto…ok prepariamo dei pomodori ripieni di pasta. Per il ripieno ho utilizzato : 250 gr di spaghetti, 8 pomodori del chilo acquistato, circa un etto e mezzo di prosciutto cotto, 250 gr di formaggio fila e fondi, un etto e mezzo di philadelfia, un etto di grana grattugiato, 2 cucchiai di olio d’oliva, qualche cappero, circa una decina di olive nere, 1 ciuffo di erba cipollina tritata, sale e pepe.Dapprima ho lavato i pomodori sotto il getto dell’acqua. Ho tagliato l’estremità e scavati con un cucchiaino cercando di non rovinare le parti esterne. In un pentola ho portato ad ebollizione l’acqua e lessati gli spaghetti al dente. Appena cotti li ho versati in un capiente contenitore assieme agli ingredienti sopra indicati ad eccezione del formaggio fila e fondi e del philadelfia. Ho mescolato il tutto con un cucchiaio di legno cercando di far amalgamare gli ingredienti tra di loro. Ho riempito con qualche cucchiaiata di pasta i pomodori ed ho aggiunto alla fine i due formaggi. Ho infornato il tutto, pomodori e pasta rimasta per circa 10 minuti. Il tempo della cottura e sono arrivati Carla e Federico, ci siamo seduti a tavola e buon appetito.
16 ottobre 2009
Giustizia
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15 ottobre 2009
Fbc Unione Venezia : Fuori dalla Coppa Italia
ChioggiaSottomarina-Unione Venezia 3-0 -Terza gara di Coppa Italia Serie D -Al popolo italiano (naturalmente me compreso)
Gli italiani, malgrado la disoccupazione o persino grazie alla cassa integrazione, oggi rifiutano molti lavori come se fossero cittadini di quelle società occidentali che dispongono di un reddito nazionale per abitante doppio o triplo. Eppure, quest'anno il debito pubblico raggiungerà...i debiti con l'estero ammontano a...| Reazioni: |
14 ottobre 2009
Al ministro Gelmini
Ministro Gelmini una delle prime riforme da lei volute è stato l'insegnamento di "Cittadinanza e Costituzione", introdotto nei programmi di tutte le scuole in un progetto basato sull'educazione civica. Ora, è arrivata la sentenza della Consulta sulla non legittimità del "lodo Alfano" che lei ha definito una sentenza politica. Non le sembra che questa dichiarazione possa, alla maggioranza degli italiani, far pensare che la Consulta abbia smesso di essere un organo di garanzia per diventarne uno di parte politica ? E, non le sembra, che ai giovani bisogna insegnare il rispetto delle regole e l'educazione alla legalità ? Come la mettiamo signor Ministro ? Mi può gentilmente spiegare quali sono le regole e i valori ? | Reazioni: |
13 ottobre 2009
All'ultimo minuto
...alla fine che cosa resta ?
Mi sto chiedendo molto spesso ultimamente che cosa succede a certe persone quando si scontrano con alcune verità lapalissiane ? Verità che prima erano solo dei cattivi pensieri, delle congetture che poi... entrano a far parte di loro stesse quasi ad obbligarle a farsene portavoce ? "Abbiamo sofferto con voi"- "Il nostro cuore è spezzato come il vostro", parole...solamente parole. E allora le cose che riteniamo più importanti sono anche le più sfuggenti. Non riusciamo a trattenerle così strettamente che ci scivolano via...alla fine cosa resta...?| Reazioni: |
12 ottobre 2009
The Observer
"The Observer" Il domenicale del Guardian: Berlusconi dice: "non c'è nessuno cui io mi debba sentire inferiore". Un candidato al Nobel per la Pace 2010, forse? Intanto il direttore del Guardian, Alan Rusbrigder, parlando al Corriere, replica a Berlusconi: "E' sorprendente che reagisca così verso la stampa straniera. Sembra incapace di distinguere fra le critiche rivolte a lui e il suo Paese, la sua nozione di una stampa libera sembra strana alla maggior parte dei giornalisti europei".Fbc Unione Venezia : Questi tre punti valgono doppio
11 ottobre 2009
Spaghetti fantasia
Di nuovo in cucina, le otto di sera, Federico ha mangiato qualcosa di veloce, per me e Carla niente di pronto. Guardo in frigorifero, poca roba, apro il freezer e che ti vedo…una confezione di cozze surgelate, una di vongole e una di tartufi di mare e qualche avanzo di gamberetti e polipetti. Non è che il pesce mi ispiri molto, ma se non c’è altro. Per questo piatto mi sono serviti : 150 gr. di spaghetti, 2 cucchiai di olio extravergine di oliva, 1 spicchio d’aglio, prezzemolo, 1 peperoncino, 100 g. di brandy, 200 gr. di pomodorini, 10 cozze, 10 vongole, 10 tartufi di mare,qualche avanzo di gamberetti e polipetti, sale. Ho preso una padella dove ho versato due cucchiai d’olio. Quando l’olio è stato ben caldo ho versato l’aglio e il peperoncino e gli ho fatti rosolare. Ho sfumato con il brandy e quindi ho versato i pomodorini e i frutti di mare scongelati e ben sciacquati. Dopo qualche minuto di cottura ho tolto i frutti di mare e li ho messi da parte. Intanto la pasta si era lessata tenendola piuttosto al dente. L’ho versata nella padella mantecandola con il fondo di cottura dei frutti di mare per 1-2 minuti, completando con un filo d’olio e prezzemolo tritato raccolto in giardino. Ho unito i frutti di mare,i gamberetti e i polipetti gia cotti regolato di sale e sfumato ancora con mezzo bicchiere di prosecco. Alla fine ho versato tutto nella teiera spolverando ancora un po’ di premezzolo e chiamato Carla. Seduti a tavola li ho versati nei piatti e…anche questa sera si è mangiato10 ottobre 2009
Fbc Unione Venezia : Arriva il Tamai al Penzo
Arriva il momento delle sfide che contano, dopo tre giornate condite da tre vittorie a suon di gol, si comincia domenica contro la capolista Tamai. La squadra è certamente in un ottimo momento ma è necessario mantenere i piedi per terra, partendo dalla consapevolezza che fino adesso si sono affrontate squadre non di vertice. Bisogna perciò capire, contro Tamai prima e, contro Este, dopo, la reale consistenza e potenzialità della squadra. E’ per questo che l’entusiasmo dei tifosi al Penzo in queste due importantissime sfide deve essere un sostegno di calore e passione verso la squadra. Con loro al Penzo possiamo veramente dire di giocare in dodici. Per la sfida contro il Tamai non ci sarà Massimo Lotti ancora alle prese con uno stiramento all’adduttore destro, al suo posto, tra i pali, toccherà ancora a Cavarzan. 09 ottobre 2009
Dentro di me tanta delusione
Sono in pausa pranzo, sto aspettando prima di uscire dall'ufficio e andare in ristorante, nel frattempo mi è venuto il desiderio di mettermi davanti ad un foglio bianco e buttare giù tutta la delusione che ho dentro di me. Così di getto ho iniziato a scrivere, le parole quasi si scrivono da sole, quasi volessero uscire con impeto dai miei pensieri, dalla mia testa, dal mio cuore...una specie di sfogo, troppo spesso represso. Penso alle persone, a certe persone, a quelle che dovrebbero esserti più vicine, di cui dovresti fidarti di più, che credi si preoccupino per te e...in realtà sono le prime che se possono darti una pugnalata... Sono cose che succedono nella quotidianità a tanti, tanti di noi e...ti nasce l'amarezza, la delusione...non è un incazzatura che, a volte, può essere anche benefica, è qualcosa che ti ferisce di più, è qualcosa di molto sottile che si insinua dentro te che lascia una cicatrice profonda, difficilmente rimarginabile, il più delle volte indelebile. Quel qualcosa o quel qualcuno in cui credi ciecamente che quando arriva il momento giusto si rivela diverso da quello che fino a quel momento avresti pensato che fosse...Sarà, forse mi sbaglio, ma mi domando...perchè si deve diventare così piccoli, perchè scopri che certe persone non ti conoscono affatto e parlano perchè lo deve fare ?| Reazioni: |
08 ottobre 2009
Lodo Alfano...Bocciato
Il lodo Alfano è incostituzionale...così ha deciso la Corte Costituzionale. Serviva una legge costituzionale e non ordinaria per sospendere i processi nei confronti delle più alte cariche dello Stato. Una decisone deflagrante che determina così la ripresa dei processi in cui SilvioPapi è imputato. A fronte di ciò è esploso lo show del psiconano che è cominciato subito dopo la decisione della Corte. Vi riporto alcune significative elucubrazioni del presidente del consiglio che penso, meritino una attenta valutazione...Giudici di "Sinistra"...mi sento preso in giro...devo governare cinque anni con o senza lodo...quello che dice Napolitano non mi interessa...la consulta non è un organo di grazia ma è politico...in Italia abbiamo una minoranza di giudici di sinistra, una stampa di sinistra con a capo Repubblica, una Rai che va contro il governo (ad esclusione di Vespa -naturalmente-), e un Capo dello Stato espressione della vecchia minoranza di sinistra. 07 ottobre 2009
FbcUnione Venezia : Analisi delle prime sei giornate di campionato
05 ottobre 2009
Fbc Unione Venezia . Quattro domenica a Montecchio e stessa musica ieri a Belluno
Belluno-Venezia 1-4 Campionato Nazionale Serie D - Girone C - 6 Giornata -02 ottobre 2009
A Silvio Berlusconi
Siamo alle solite. Non ho neanche voglia di chiamarla signor Berlusconi, ma le chiedo, quando finirà di insultare chi non la pensa come lei ? Mi spiego : chi come me è avverso al suo governo è gente per bene non ha certamente nulla a che fare con chi brucia le bandiere o si pulisce il culo con il tricolore. Le fa proprio male che una buona parte del Paese non la pensi come lei. Un lavoratore,sono, nient’altro che un lavoratore che si alza ogni mattina per andare a guadagnare quello che serve per vivere. Che non ha certamente avuto in regalo, dalla vita, quello che, più disonestamente che onestamente ha avuto lei. Non sono ne un coglione, ne un farabutto. Sono solo una persona per bene e con le sue idee. Merito sicuramente un po’ di rispetto. Forse non si ricorda che governare un Paese non significa esserne il padrone| Reazioni: |
01 ottobre 2009
Un abbraccio per Federico
Eh si, questa sera lo aspetteremo per un abbraccio comune. Carla, i suoi amici Jacopo, Samuele, Pietro, Marco, i nostri amici e le tante persone che ci hanno aiutato. Che non conoscevamo e che sono diventati tanto importanti. Nell’immaginario ad attenderlo ci saranno anche il personale paramedico e i fisioterapisti del San Camillo, del centro E.Medea “La Nostra Famiglia” di Lecco, del centro “La Nostra Famiglia” di Pieve di Soligo,i medici del reparto rianimazione, neurochirurgia e malattie infettive dell’ospedale Umberto I di Mestre. E lontano nascosto nell’ombra…nonno Luciano che manca ormai da troppo tempo ma che sicuramente questa storia la conosce. Un abbraccio corale per dirgli : “Ben tornato”. Una storia lunga, tormentata, difficile…una storia che chissà mai quando avrà fine. Una storia condita da minacce, false verità, verità dure, verità che hanno cambiato la vita della mia famiglia. Un breve periodo, un assaporare la quotidianità che gli manca da troppo tempo…sentire ancora che tutti quelli che gli vogliono bene sono qui. Flash fotografici mi passano in questo momento davanti agli occhi…l’ospedale di Mestre, la speranza del periodo della rianimazione, l’intervento, la paura del tempo in malattie infettive, il tempo del trasferimento che non veniva mai da neurochirurgia, i primi momenti al San Camillo, la stabilizzazione, i miglioramenti, ancora le difficoltà e la partecipazione. Tanta partecipazione Lidia, Claudio, Roberta, Maurizio, Stefania, Luca, Silvia, i miei colleghi di lavoro, le colleghe di lavoro di mia moglie, Mauro e Cristina, Francesco, Sara, Lauretta e ancora tanti altri. Lo chiamerei un esercito di gente amica nel vero senso della parola. Un breve periodo e grazie all’interessamento del presidente della regione Veneto Galan, della dott.ssa Baccarin e dell’unione italiana ciechi in persona del professor Scalise, un nuovo percorso, una nuova speranza, un ennesimo tentativo per dare le ultime chance di un qualcosa di più a Federico. Tutto non sarebbe comunque stato realizzato se la dott.ssa Gerdina dell’istituto per ciechi, che prossimamente ospiterà Federico, non avesse voluto credere in mio figlio, nelle sue possibilità contro tutte le avversità e l’ottusità scientifica della nostra medicina da manuale delle Giovani Marmotte. Se lui ce la farà e riuscirà ad ottenere ancora più autonomia nel proprio vivere, sarà un ennesima dimostrazione di come l’imponderabile non ha limiti, dove “il dogma” non è infallibile e dove il dubbio aleggia sovrano. Un ritorno, un ritorno che quella sera del 31 Gennaio 2008 non era nemmeno pensabile se non in un reparto di lunga degenza, se non da vegetale. Un bentornato Federico, un bertonato dal tuo papà…certo ci sarò anch’io.Ti abbraccerò per ultimo e ci daremo un “batti cinque”…perché contro la logica e la sfiducia contro tutto e tutti ce l’hai fatta. | Reazioni: |
