30 aprile 2009

Venezia...la mia città

Bosisio Parini (Lc)...sera. Ho da poco salutato mia moglie Carla e mio figlio Federico che, come ben sapete sono quì dal 26 Gennaio. Stanza in affitto...dall'altra parte del muro voci...persone che condividono il vivere in comune e si scambiano opinioni e pareri mentre io, questa sera, non ho voglia di comunità. Anzi mi sono messo davanti al pc portatile ed ho cominciato a battere le lettere della tastiera incominciando a pensare alla mia città : Venezia.
E' una città di una bellezza e di un fascino sconcertante e credo che sia difficile non amarla. Mentre pensavo mi venivano alla mente molti particolari della città che solo chi ci è nato e cresciuto potrebbe riconoscere, capire ed apprezzare. Ho pensato alle serate, poche, con gli amici in qualche bacaro, alle passeggiate, con Carla, alle zattere verso l'imbrunire, alle traversate notturne del bacino san marco a bordo di un rumoroso ma soporifero vaporetto, raggomitolato nel mio giaccone di ritorno dal lavoro (ufficio postale Lido - settore pacchi-) in una qualsiasi notte invernale. Ho pensato ai rumori, agli odori, alla luce di Venezia che vive dentro di me e dove un giorno...sogno di un piccolo pensionato, tornerò per passare gli ultimi anni della mia vita, quella Venezia che mi aiuterà con la sua immensa grandezza di città eterna e magica a tirare un pò di somme e a fare il bilancio di quello che sono stato e di quello che non sono stato. Spero solo, che non sia troppo severa con me.

...mi basta una margherita

Quando ero bambino e partivo da casa mia a Mestre, per andare a trovare i nonni materni a Marghera passavo sempre per la stazione dei treni di Mestre. Seduto sopra un muretto, lungo i binari della stazione di Mestre, rivedo un altro muretto lungo i binari di un'altra stazione. Una stazione di montagna, nel lontano estate a metà degli anni ’60, con le valigie pesanti e il fiato corto, e anche se il paese è piccolo (Calalzo di Cadore), una piccola piazza con attorno tante piccole case, dalla stazione alla casa presa in affitto è comunque una bella scarpinata in salita. La gente del posto in questa stagione è sui campi a raccogliere il fieno e, qualcuno che ti aiuti, anche pagandolo a peso d’oro, non lo trovi. “Papà stà valigia pesa da morire”…”Avanti Renato hai due braccia e due gambe usale”. Qualche anziano seduto nei tavolini dell’unico bar ti guarda di sottobanco sorridendo sotto i baffi, mostrando la sdentatura naturale di chi non và mai certo dal dentista. C’è il sole ma tira vento, sbuffo e avanzo con andatura molle. Aspetto stasera…passeggiata nel bosco, da solo, c’è il mio angolo nascosto, mi aspetta ogni anno senza mai chiedermi niente. Un passo dopo l’altro nel cuore del bosco, sotto i piedi l’erba e sulla testa, tra le cime degli alberi la luna. Mi toglierò le scarpe e le scaraventerò lontano, i miei piedi toccheranno la terra, l’erba, il contatto con l’amico bosco. Ecco sono arrivato, mi stendo a terra e osservo il cielo buio. E’ arrivato sul primo binario l’espresso per Bolzano. E’ in partenza dal terzo binario il treno regionale diretto a Padova. Alla stazione ci vado spesso, senza impegno ne per me ne per i treni , mi fermo ai bordi di un binario qualunque, solitamente quello meno affollato, come se da un momento all’altro dovesse arrivare quello che aspetto da sempre, quello che potrebbe condurmi laddove drasticamente potrei recuperare il senso della vita, ma in tutta questa storia c’è una sola verità possibile : quel treno non è mai partito e comunque l’avrei perso. Un treno come rivincita, come rivalsa, come vittoria. Un treno disegnato a matita, tanti anni fa. Un treno che quando parte, senza saperlo, ne volerlo, riesce a farti vedere tutto più semplice. Un treno da aspettare, fino alla fine senza mai il minimo dubbio. Ripasso gli orari, ormai li conosco a memoria, quali speranze viaggeranno sul prossimo locale, quante di queste speranze hanno ragione di esistere, e quante ancora, sopravviveranno alla stazione d’arrivo.
Ecco è uscito dalla stazione un altro treno, era quello delle 18.05, ho perso anche questo ma, la destinazione però non l’ho capita, poco importa, intanto mi accorgo che ai bordi di un binario morto è spuntata una margherita, e mi sento comunque felice.

29 aprile 2009

Dal Ferry boat verso il Lido

Un mio caro amico dice : "Quando a Venezia si possono vedere
le montagne non è uno spettaccolo qualunque"

I Savoia in politica

L'Udc cambia faccia. Bruciando tutti gli altri partiti sui tempi, eccolo mettere le mani su una canditatura che gli darà un enorme aiuto : Emanuele Filiberto di Savoia ha accettato di mettere a disposizione del sogno del Grande Centro il suo imperdibile pedigree. E' un peccato però che tale notizia sia maturata solo ora, Casini avrebbe avuto la possibilità di inserire, quel bel ragazzo di Emanuele, nella gigantografia elettorale che lo ritrae elegantemente assieme a suo figlio. Il Savoia ha tutto : è giovane, quindi ecco il rinnovamento della politica, è un lottatore nato, dimostrando di sapersi battere come un leone se gli toccano un gioiello di famiglia. Non ha pregiudizi e una visione del mondo ampia. Accetta di vivere in un paese repubblicano ma se gli mettessero la corona in testa non penserebbe che lo stiano "coglionando". E per finire è un abile ballerino - dicono di averlo visto in tv e che ci sappia fare -

28 aprile 2009

Strane sensazioni

Ancora nubi grigie in cielo e pioggia. "Ea vien so a seci roversi" Piove sul bagnato stamattina.
Ci sono momenti che si riempiono di buchi…buchi ai quali non sai dare un nome o forse solo attribuirne un cognome di specie o sottospecie. Ti senti come stessi nuotando in mezzo al mare senza un punto di riferimento, ti senti vuoto. Vorresti appendere da qualche parte il tuo Io ma, non vi sono attaccapanni nelle vicinanze o giù di lì…
Insolito per una persona pseudo razionale come lo sono io, stare male senza giusta causa. Fare delle piccole pazzie che non avresti mai fatto.
Le sensazioni strane di me, le mie sottili tristezze. Eppure quel buco mi circonda e mi possiede in maniera più convulsa di un semplice stato d’animo.
Come una crepa che fuoriesce da un soffitto appena rifatto da una stantia soffitta, retaggio oscuro di chissà quale età…oppure semplice status quo !!!

27 aprile 2009

...Piove

Buongiorno mondo !!
come giri oggi ? Lo so che ci sono tante cosette che non ti vanno a genio ma cerca di resistere ancora per un po’, almeno fino a quando il sole non farà di nuovo capolino e ci riscalderà ancora una volta.
Eh si, mi trovo a parlare con l’intero mondo, con questa palla gigante che ci sostiene e che osserva inerme tutte le nostre più piccole azioni, subendole…il più delle volte…
Ma oggi non mi và di essere polemico…anche se fuori piove e la primavera non vuole saperne di fare il suo ingresso nelle nostre stanze…ma un raggio di sole splende sempre.
Ecco perché oggi sono positivo : sono davanti questo computer mentre fuori le fronde degli alberi ondeggiano sospinti dal vento e…la mia schiena fa un male atroce ma, sono positivo…mi viene quasi voglia di scaldarmi mangiando la polenta. Girare e rigirare il mestolo nella pentola gigante sulla stufa, mentre fuori continua a piovere…tempo ideale per gustare la polenta.
Quei quadretti familiari dove sono tutti felici e contenti attorno al tavolo, questo sembra oggi . Piove, piove incessantemente da ieri. Stanotte mi sono alzato per fare la pipì non ho guardato l’ora ma, il mio orologio mentale mi diceva che erano passate le 4 ma non ancora le 5. Pioveva forte…mi sveglio e piove ancora.
Atmosfera autunnale anche se siamo in primavera. Ma sono positivo. Mi alzo dal letto , pantaloni corti e t-shirt …brrr…prendo l’accappatoio al volo apro la finestra e…piove ancora. Sono positivo, che bello…sotto la doccia, calda a scaldarmi le ossa gelate. Domani ? Continuerà ancora ? Vedremo, eventualmente già ne avremo abbastanza ma tant’è…
Esco per andare al lavoro, profumo di erba bagnata, cielo plumbeo, nuvole che si rincorrono in cielo. Quasi quasi me ne ritorno a letto sotto le coperte ma, via, oggi sono positivo e in un attimo sarà nuovamente primavera.

Un pareggio tra le ultime due della classe

Venezia-Sambenedettese 0-0 -Lega Pro 1^Divisione Girone A-
Se sono ultime in classifica ci sarà un perchè. E si è ben visto in campo. Anche se forse non tutti si ricordano dov'era il Venezia un mese e mezzo fà. Era una squadra morta, tutti la davano per spacciata, ora invece è quì a giocarsela. Alla fine è arrivato un punto che ci permette di continuare a sperare nei playout. Il match salvezza tra le ultime della classe non è certo stato uno spettacolo. E' stata una partita maschia, direi bruttina, condizionata da un numero impressionante di falli che hanno spezzato il ritmo e non hanno consentito, agli arancioneroverdi, di giocare la partita che avevano preparato durante la settimana. Merito soprattutto del tecnico della Samb, Rumignani, stratega della panchina, che Serena, del resto, conosce molto bene. Un punto non è comunque da disprezzare. Anche se una vittoria avrebbe consentito di staccare i marchigiani, soprattutto alla luce di un calendario che, sulla carta, agevola la Sambenedettese che potrà contare su due partite casalinghe delle tre che mancano al termine della stagione regolare. Domenica si andrà a Verona per un derby sentito. Gli scaligeri si giocano i playoff, noi i playout e in campo ci saranno due squadre con motivazioni. Il resto sono solo chiacchere.

26 aprile 2009

Camminando negli anni '70

Terra mia – Pino Daniele – post 25
Disco veramente imperdibile che suda intensità, smania compositiva e voglia di fare le cose in grande. Il disco è una perla di musica dal sapore fortemente mediterraneo con contaminazioni disparate caratterizzate da sonorità etniche , gag sarcastiche , musica popolare napoletana. Tutto il disco è solcato da drammi tipicamente napoletani , incontrando nei vicoli del rione Sanità , nei Quartieri Spagnoli e nei “vasci”, le contraddizioni di una città da secoli tesa frà desiderio di cambiare e la paradossale voglia di non farlo : “Scimmo scieme o poco buone, forse chesta a’ verità “. La canzone che apre il disco “Napule è” , al calore delle note di un mandolino accompagnato da un pianoforte , ci accompagna, come sostenendoci su ali invisibili , in un volo sul golfo di Napoli dove dall’alto vediamo tutto ciò che con uno zoom ci appare come un universo di deliziose difficoltà, di amori e di odi.
I musicisti che accompagnarono Daniele in questa prima avventura musicale erano tutti estremamente validi e la qualità degli arrangiamenti ne è la prova. Veramente un ottimo disco , il suo limite, non tanto musicale, ma legato ai testi, riguardo il cantato quasi tutto in dialetto e anche la difficoltà per chi non conosce la città ad entrare nei temi e comprenderli. “Napule è tutto nu suonno e a’ sape tutti o’ munno ma nun sannu a’ verità”.

Dare tempo al tempo

Odio questa frase ma ha ragione, a volte il tempo, con tutto il suo “potere”,
riesce a risolvere alcuni problemi a differenza delle parole o dimostrazioni…
mai sottovalutare il tempo…con il silenzio

25 aprile 2009

25 Aprile

Quando i primi partigiani scelsero la via della lotta e salirino sulle montagne per combattere il nazifascismo, rischiarono e spesso offrirono la vita per affermare i principi stessi sui quali costruire la convivenza civile : la libertà, l'uguaglianza, la giustizia, la democrazia.
Da quella lotta, che vide combattere fianco a fianco uomini e donne, operai e intellettuali, contadini e liberi professionisti di diversa fede politica e religiosa, nacque la nostra Costituzione.
Una Costituzione ancora attuale e vitale, fra le più avanzate tra quelle esistenti, non a caso difesa della stragande maggioranza dei cittadini italiani nell'ultimo referendum quando si cercò di snaturarne la sostanza ed i valori.
Ma, a sessantaquattro anni dal giorno della Liberazione, l'Italia stà correndo nuovi pericoli. Permangono ancora oggi, i tentativi di sminuire e infangare la storia della Resistenza, cercando di equiparare i "repubblichini", sostenitori dei nazifascisti, ai partigiani e ai combattenti degli eserciti alleati contro il nazifascismo a cui dobbiamo in Europa la distruzione del regime del genocidio : un modo per attaccare le ragioni stesse fondanti la nostra Repubblica.
Per questi motivi, per difendere nuovamente le conquiste della democrazia, il 25 APRILE, anniversario della Liberazione, assume il valore di una ricorrenza non formale.
Il 25 Aprile, oggi, è data più viva che mai, in grado di unire tutti gli italiani attorno ai valori della democrazia.

24 aprile 2009

La maleducazione

Oggi mi è arrivato questo commento a proposito del mio post "L'harem di donne del premier Silvio Berlusconi" da parte di una persona che non ha avuto nemmeno il coraggio di postarsi per nome ma sotto la protezione dell'anonimato.
lui cmq ci sa fare sia con le donne che in politica! comunista del ca..o
E' proprio vero la maleducazione non ha limiti.

Adesso tocca a Vauro

La Rai si è liberata di Grillo, Luttazzi, Guzzanti ecc, adesso è il momento di Vauro. Alla faccia della libertà arrivano a sospendere Vauro per la vignetta della puntata di Anno Zero del 9 Aprile 2009. Perchè non fanno rivedere in Rai le vignette ? Quella giudicata più grave è stata quella che parlava di "Aumento delle cubature dei cimiteri per accogliere le vittime del sisma in Abruzzo", un'altra diceva che "Non è il momento per le polemiche, perchè in Italia si rispettano sempre i morti e mai le norma antisismiche". Come si possono giudicare negative queste vignette ? Sembra ripetersi la condanna della chiesa per la canzone "Dio è morto" di Guccini, per poi capire quanta "santità" aveva quella canzone.

23 aprile 2009

Io Errebi...e il mio scrivere

Scrivere. Mi è sempre piaciuto scrivere. Nei lunghi anni dell’adolescenza scrivevo, poesie, tutte le sere prima di addormentarmi. Avevo uno di quei quaderni a quadretti con la copertina nera. Come al solito…non l’ho più trovato. Era per me come un fratello, era sempre con me, a scuola, in autobus, in bici, sempre. Gli ho regalato tutto di me : attraverso le poesie… i miei sogni, le mie speranze, le mie illusioni, battezzate con le parole che mi sgorgavano dall’interno del mio cuore.
Dopo una lunga pausa di silenzio, più per pigrizia e noncuranza, sono tornato idealmente a riaprire quel quaderno, offrendo a me stesso la possibilità di sviluppare il mio sogno, scrivere, scrivere, scrivere…ed ho aperto un blog.
Dal quel momento è come una frenesia, un’esigenza vitale, un desiderio insopprimibile, una necessità. Aprire il blog significa lasciare il mio spirito libero di entrare in una dimensione magica, dove esiste uno spazio che non ha spazio e un tempo senza tempo.
Scrivere è un vivere, o meglio un ri-vivere, una seconda volta, più intensamente, più in profondità; è provare emozioni, gioie e sofferenze che fanno vibrare il mio animo e mi rendono parte di un tutto.
E’ un sentire il battito della vita, percepire, ascoltare, essere toccato da una scintilla di elettricità. Tutto quello che scrivo nasce dalla profondità di me stesso, dal guardare in faccia la vita con gli occhi di un uomo e dalla magnifica voglia di vivere che sento nascere in me quando batto i tasti della tastiera e fluiscono le parole.

Cosa starà mai pensando ?


22 aprile 2009

Cosa significa essere vivi

Il messaggio è così semplice che confonde completamente la mente ;
è troppo semplice. Si...si...vedo la vostra mente pensare.
Esiste solo l'essere , semplicemente essere , nient'altro.

Il tassello del 25 Aprile

Berlusconi aveva avuto finora solo un lampo di dignità in quindici anni di attacco alla Repubblica: astenersi dal recitare, tra tante parti, quella del celebrante il 25 Aprile, ciò che negli altri 364 giorni disprezza e aggredisce. Franceschini adesso gli fa un bell'assist, e via che ce lo troviamo pure li' !!! Il cavaliere ha in testa il progetto di diventare presidente della Repubblica. E' un uomo pragmatico, tenace, ed ha la possibilità concrete di riuscirci. Ha l'avallo del Vaticano (fecondazione assistita e Pacs), ha un incredibile capacità di adeguarsi alle mutate circostanze internazionali (Bush-Obama). Quello che gli mancava, per essere il presidente di tutti gli italiani, era diventare sempre più istituzionale e un pò più "super partes". E' in questa direzione che ha sfruttato l'invito di Franceschini. Dobbiamo dirlo, purtroppo, è un grande stratega. Una strategia cui sarà difficile opporsi dopo che in troppi hanno rinunciato al tentativo di delegittimarlo per i suoi precedenti penali e per le sue leggi ad personam.

21 aprile 2009

Il Cinghiale e il Cerbiatto

- "Il Cinghiale ed il Cerbiatto" :
Un cinghialetto ed un cerbiatto cuccioli sono amici e giocano felici correndo nel bosco.
Improvvisamente, non vedendola, cadono in una buca e picchiano la testa. Si svegliano
e non ricordano più nulla, nemmeno chi sono e come si chiamano.
Al ché il cerbiatto dice al cinghialetto - "Senti proviamo a descriverci reciprocamente, se
tu mi dici come sono fatto dalla tua descrizione magari mi ricordo chi sono".
Il cinghialetto lo scruta attentamente e comincia a descriverlo: "Dunque, sei snello,
affusolato, un bel pelo corto e lucente color castagna, un musino delicato, due grossi e
dolci occhioni scuri, delle gambette affusolate e delicate e mandi un fragrante profumo
di bosco"...
Il cerbiatto riflette serio e poi con un grido di gioia esclama: "Si, ora ricordo, sono un
cerbiatto, si, si, un cerbiatto !!!"
Tutto eccitato per la ritrovata memoria del suo compagno il cinghialetto sprona il
cerbiatto a fare lo stesso e descrivergli come era fatto.
Il cerbiatto allora lo guarda attentamente ed inizia: " Dunque sei bassotto, tracagnotto,
hai le gambe corte, il pelo scuro ruvido e stempiato,le orecchie grosse, hai i denti storti,
hai gli occhi incavati,sei mal proporzionato, ti muovi a passetti veloci tutto impettito,hai
un aspetto ridicolo e mandi un cattivo odore..."
Il cinghialetto ci pensa un po' su ed improvvisamente cade a terra sconfortato ed
esclama:
" CAZZO, NOOOOO...
SONO BRUNETTA !!!!!"
(email ricevuta da Novalis - troppo bella)

Quando il tempo vola...

…Peccato che il tempo vola, i ricordi si sbiadiscono…sono seduto, aspetto. Cosa aspetto? Forse che il vento porti con se i miei ultimi sospiri. Dalla finestra di casa non vedo passare più nessuno, il vento soffia, accompagna al suolo la pioggia, che giornata malinconica. E’ strano rendersi conto che si passano le ore aspettando…e poi…subito sera. Ancora solo, non fa più notizia oramai. In cucina a cercare di scervellarmi per mangiare qualcosa di diverso dalle solite scatolette. Ieri sera mangiavo l’autostrada per ritornare da Lecco. Ieri sera il tempo scorreva in modo differente…in funzione della velocità. Non ci capisco più un cazzo ! Ecco vorrei fermare la cassetta e riavvolgerla. Vorrei rivivere alcuni momenti forse per aggiustarli. Mi sembra che tutto passi così in fretta , mi sembra che il tempo non basti mai. Potessi…si con un telecomando riavvolgerei il nastro e tornerei indietro per vedermi e rivivermi i momenti belli e perché no anche quelli brutti. Forse potrei…perché no !!!

20 aprile 2009

Oggi mi sento così

...sono felice come quando, dopo tanto tempo che cerchi, trovi il pezzo
di puzzle che ti serve per finire il cielo...
(Fabio Volo)

Cesena: Il Venezia ne prende tre

Cesena-Venezia 3-0 - Lega Pro 1^ Divisione Girone A -
Non era certo a Cesena che il Venezia doveva fare punti salvezza ma...Di fronte ad un Cesena più determinato e indubbiamente più consistente a livello tecnico, più concreto e senza pause, il Venezia ha dovuto arrendersi. La squadra di Michele Serena ha anche interpretato una partita ordinata, attenta dietro, lottatrice in mezzo ma, leggerissima ed inconsistente in avanti. Fatto stà che a livello offensivo gli arancioneroverdi non sono riusciti a costruire nulla. Per fortuna del Venezia la Sambenedettese ha impattato con il Lecco e quindi si manitiene in ultima posizione lasciando ai lagunari la possibilità di avvicinarsi allo scontro diretto di domenica al Penzo con il morale alto. Quattro gli incontri che mancano alla chiusura del campionato regolare. Sette giorni per Michele Serena da dedicare a studiare il match contro l'ex D'Adderio in quella che sarà davvero la partita della stagione. In palio tre punti indispensabili per agganciare i playout ed evitare la retrocessione diretta.

19 aprile 2009

Dentro il baule dei ricordi

Mi chiedo sempre se dovrei vivere il presente per il futuro e dimenticarmi del passato, ma ahimè non ci riesco perché come mi disse un giorno un caro amico…per te tutto un è un ricordo.
I ricordi fanno parte della mia vita come poche altre cose al mondo. Senza i ricordi sarei morto. Amo ricordare, ripercorrere strade già battute, sfogliare album di fotografie per vedere com’ero io, com’erano i miei amici e chi erano. Adoro aprire cassetti dimenticati e scoprire che quell’oggetto mi ricorda qualcosa di quando ero bambino. Mi piace da morire rileggere vecchie pagine di diario, scoperchiare il mio vecchio baule dei ricordi. Anzi, ora che ci penso sento di non averne abbastanza, di ricordi. Mi piacerebbe riavere e metterci le mani su miei vecchissimi quaderni di scuola, su disegni che facevo quando studiavo all’istituto tecnico e su un sacco di altre cose.
Il baule dei miei ricordi dove custodisco il mio passato. Un posto dove ripongo i giorni che mi stò lasciando alle spalle, divisi in cartelle ”giorni felici”, “giorni tristi”, “giorni stasi”. Tutti dentro alla cartella i miei giorni, legati da uno stretto elastico, per non rischiare di mischiare i giorni tristi con quelli felici. Un baule con un lucchetto, un lucchetto facile da aprire, un po’ scomodo, in modo che mi passi la voglia di andare a riguardare i vecchi giorni continuamente.
E’ un baule leggero, facile da spostare e, all’occorrenza, potermelo tirare dietro ovunque vado. Un baule nero, con qualche sfumatura colorata sul coperchio,rossa . Imbottito e insonorizzato, non vorrei mai che qualche suono, grido, pianto o risata possa uscire e interferire con il giorno che stò vivendo adesso.
Con un allarme, il pensiero che qualcuno possa arrivare dal nulla e come se niente fosse rubarmi il mio passato mi uccide. Si proprio un bel baule che quando apro suona una musica per farmi sentire felice.

18 aprile 2009

17 aprile 2009

Un bacio e poi...la morte

Occhi, guardatela un'ultima volta, braccia, stringetela nell'ultimo abbraccio, o labbra, voi, porta del respiro,
con un bacio puro suggellate un patto senza tempo
con la morte che porta via ogni cosa.
William Shakespeare

Satira

Il nostro presidente del consiglio ci tiene a far sapere al suo grande e amatissimo pubblico italiano come non bebbano assolutamente essere intese come esercizio di satira alcune sue affermazioni che hanno comunque divertito una platea raffinata, insomma era cosa seria e quindi non sottoposta al vaglio della censura sul buongusto e alle sue prescrizioni coattive ( RAI-Santoro-Vauro).
1) Aver sostenuto che il suo ex stalliere capomafia e killer delle cosche, Mangano, fosse un eroe;
2) Aver definito un gesto d'affetto del suo stalliere la bomba esplosa davanti al cancello di casa;
3) Aver detto che ha ben altro da fare piuttosto che dichiararsi antifascista;
4) Aver sostenuto che i disoccupati farebbero meglio a darsi da fare;
5) Aver precisato che secondo lui quelli dell'opposizione erano dei coglioni.

16 aprile 2009

Milioni di italiani cresciuti con il sogno del 13

Uno, ics, due : vittoria,pareggio,sconfitta. E' il 1946 e l'Italia gioca la prima schedina. L'idea è di un giornalista triestino, Massimo Della Pergola. L'Italia è alla fame. E' talmente povera, scrivono gli storici, che il suo presidente del consiglio, Alcide De Gasperi, in partenza per la conferenza di Parigi, deve farsi prestare il soprabito dal ministro Piccioni. C'è tutto da ricostruire. Palmiro Togliatti è ministro, arriva il voto alle donne, nubi di cavallette invadono la Sardegna. Torna il campionato di calcio, ma è "misto" per difficoltà di spostamenti. L'alta Italia è a 14 squadre, il centrosud a 11. Il girone finale a 8 vince il grande Torino. E' il 1946, qualcuno và "di un incanto sulle topolino amaranto". L'Italia sogna e gioca alla Sisal con uno slogan "tentate la fortuna al prezzo di un vermouth". La prima schedina costa 30 lire, si apre con Inter-Juventus.Primo montepremi 400mila lire, incasso un milione circa. Si entra in tabaccheria, un pacchetto di alfa o nazionali semplici, si gioca e si sogna una nuova vita. In due stagioni la "Sisal" triplica gli incassi e attira "anche" l'attenzione dello Stato. Il presidente Luigi Einaudi, la nazionalizza con un decreto, nel 1948. E' ribattezzata Totocalcio, a 13 squadre. La schedina è del '46, come Fabio Capello e Arrigo Sacchi. Tre anni fà ha compiuto 60 anni. Adesso è povera, vecchia e superata. Ma, come Capello e Sacchi, ha fatto vincere e sognare un sacco di giocatori.
(Ricerca storica Errebi)

Si dice spesso

Si dice spesso che la verità non conti, le persone vedono ciò che vogliono vedere : alcuni potrebbero fare un passo indietro e scoprire che stavano guardando lo stesso grande quadro , altri potrebbero accorgersi che le loro bugie li hanno intrappolati , altri ancora potrebbero vedere ciò che è sempre stato li e poi c’è un altro tipo di persone quelle che scappano più veloce che possono per non volersi guardare dentro. E per quanto riguarda me vedo tutto più chiaramente ora ! O no ?

15 aprile 2009

Si...ora ci crediamo

Venezia-Legnano 2-0 -Lega Pro 1^Divisione Girone A - (Recupero)
Un Venezia che non si vedeva da tempo. Concentrato,battagliero e perfino capace di fare gioco. Già al 6^ del primo tempo i lagunari si portano in vantaggio con gol di Lebran che sfrutta un'azione conseguente ad un calcio d'angolo calciato da Collauto. Alla mezz'ora raddoppio di drasceck e partita praticamente chiusa. Con questi tre punti gli uomini di Michele Serena conquistano la seconda vittoria consecutiva ma soprattutto, lasciano l'ultima osizione in classifica, ora occupata dalla Sambenedettese, salendo a quota 26. Il Legnano, apparso alquanto inconsistente rimane, invece a 30 punti nel bel mezzo della zona playout. Ora non bisogna mollare, anzi, se possibile, cercare di migliorare ulteriormente la classifica. Pensare che, senza la penalizzazione di quattro punti, la squadra sarebbe appaiata a pari punti (30) con il Legnano. Il prossimo turno 30esima di campionato, 19 Aprile propone quattro incontri salvezza :
Cesena(49)-Venezia(26)
Samb.(25)-Lecco(28)
Spal(44)-Legnano(30)
Lumezzane(40)-Pro Sesto(31)

Un dolore realistico

Pensavo che lo strazio di Berlusconi per le vittime del terremoto, esibito in diretta tv da quasi tutti i mass media, l'avrebbe indotto a sospendere in segno di lutto la pubblicità sulle sue reti per la giornata di venerdì, analogamente a quanto deciso per la Rai. Niente affatto, i canali Mediaset hanno trasmesso la solita grandine di spot. Evidentemente il suo dolore, ammesso che sia genuino, trova un limite invalicabile nell'interesse economico.

14 aprile 2009

Domani è un altro giorno

Tutto è passato, domani è un altro giorno, poi si vedrà...

Ho ascoltato Fork on the Road di Neil Young

La strada di un tizio che a sessant'anni suonati non vuole proprio mettersi l'anima in pace. Uno che lotta da sempre: contro la dipendenza dalla droga a vent'anni, contro le sventure della vita, contro le malattie che hanno colpito due figli, contro le amministrazioni scellerate degli Usa. Neil Young non ci sta, neppure in quest'ultimo, potentissimo album Fork in the road. Disco dove i testi sono espliciti, dove i mezzi termini sono banditi e la poesia e messa da parte a favore di un linguaggio pragmatico. Il tutto condito dalla vecchia ma pur sempre affascinante metafora del viaggio. E' rock and roll veneta da hip pop, arrabbiato ed ecologista. Stiamo per attraversare gli Usa, e allora basta mettersi comodi e pescare a piene mani nel nostro immaginario infarcito di leggende dell'America "on the road", prendere una macchina in affitto, magari una vecchia Lincoln, magari dal garage di Neil che adora collezionare auto. La musica del viaggio è più varia che mai: l'hip pop in Cough up the buchs, la durezza delle chitarre in Fuel Line, la morbidezza inconfondibile della ballata acustica in Light the candel. Voce scura da bandito, casse dello stereo sparate altissime. Neil ne è certo: qualcosa si può fare con una canzone, tranne cambiare il mondo. Ve lo consiglio, ascoltatelo...

13 aprile 2009

Camminando negli anni '70

Bob Dylan - The basement tapes - post 24
Pensate tutta un'estate a suonare, bere,dormire,suonare,cazzeggiare, divertirsi, ridere e poi suonare. Bob dylan e la sua band lo fece sul finire degli anni '60 (1967). Fù un dimenticato registratore acceso e dal quel registratore tutto quello che venne suonato in quel periodo finì su nastro. Furono realizzati diversi dischi, anche pirata, e tanti artisti, tra i quali Joan Baez, Birds e Manfred Mann portarono al successo alcune di quelle canzoni. Passarono quasi dieci anni e finalmente quei nastri vennero pubblicati. Così nel 1975 uscì, finalmente, il doppio The basement tapes. Un disco assolutamente straordinario, perche tutte queste canzoni, pur con i loro difetti e approssimazioni, sono tra le cose migliori che Dylan abbia mai pubblicato. Ascoltandolo si sente distintamente la voglia di fare musica, la spontaneità, il divertimento assoluto. Dylan canta in coro con i vecchi amici musicisti rock 'n'roll, vecchi brani tradizionali e, naturalmente pezzi nuovi. Se si pensa che queste canzoni erano state bloccate per anni solo perchè incise su di un vecchio registratore, viene da maledire l'ottusità di qualche vecchio discografico e, magari, anche dello stesso Dylan, che hanno rischiato di farci perdere lavori come Long distance operator, Orange juice blues,Clothes lines saga, Apple sucking tree e la grandissima This weel's on fire.

12 aprile 2009

Ed è nuovamente Pasqua

Non mi sembra vero e no sò se a voi fà lo stesso effetto. E' appena passato Natale e siamo già a Pasqua. Il tempo vola e non te ne accorgi neanche. Se penso alla Pasqua dell'anno scorso...In una camera d'ospedale con Federico a letto immobile e assente. Pieno di tubi, tubicini, flebo, tracheotomizzato e ancora assente...Ero seduto su una sedia accanto al suo letto e gli tenevo stretto la mano sperando...Non mi ricordo se fuori ci fosse il sole ma, non avrebbe avuto nessuna importanza, il mio mondo era all'interno di quella camera d'ospedale. E' passato un anno oggi, Federico non è ancora tornato a casa ma, non è più assente...Anzi è adesso troppo presente. Cominciamo a sentire la fatica io e Carla, cominciamo a porci le domande del domani, cominciamo a dirci : "Non sarà più come prima". Ma poi, ci guardiamo, ci compare spontaneo un sorriso e insieme..."Lui è quì" "E' quì con noi" Questo è il regalo più bello, questo ci fà ritornare la speranza...Papà!!...Si Federico sono quì...Mamma!!...la mamma è quì amore e si riprende a vivere.

Si doveva vincere e si è vinto

Venezia- Pergocrema 1-0 Lega Pro I Divisione - Girone A -
Ora solo due punti di distacco dividono gli arancioneroverdi dalla Sambenedettese penultima in graduatoria. Con una partita da recuperare (contro il Legnano in casa) e con lo scontro diretto con la Samb, sempre al Penzo, i playout non sembrano più una chimera. Una vittoria cercata e meritata anche se sofferta nei minuti finali ma sicuramente preziosa in chiave aggancio playout. Partita attenta senza tanti fronzoli contro un avversario, quello visto al Penzo, abbastanza modesto. Gol decisivo di Simone Malatesta rientrato in squadra dopo un lungo periodo di assenza. Adesso la squadra si prepara al recupero, importantissimo, di mercoledì prossimo contro il Legnano. Un successo contro i lilla vorrebbe dire lasciare l'ultima posizione di classifica ma soprattutto aumentare le possibilità di centrare i playout e allora, a quel punto tutto sarà possibile.

11 aprile 2009

La II° Guerra mondiale e il ritorno a casa

Nonno Gigi racconta - Partiti da eroi si torna con la coda tra le gambe -
1940 : E' l'inizio della seconda guerra mondiale. 1941 - L'Europa è invasa. Vittorie su tutti i fronti. L'Italia occupa l'Albania e il re diventa imperatore. La Grecia non piega ne si spezza. Una lugubre ombra si stende sull'Europa e nell'Asia. Vincere - e Vinceremo ! Duce a noi ! E' l'inizio della follia. Apoteosi della razza ariana - sterminio della razza ebraica.
Gennaio 1942. Ricevo una piccola cartolina rosa : presentarsi al comando marina di Venezia. Si chiudono così i miei vent'anni. Addio giovinezza ! Addio agli amici, alle partite a biliardo e di ramino, alla sala da ballo, alle bille gite in bicicletta ; addio. Nel domani non c'è certezza.
Gennaio 1942. Presentazione alla Capitaneria di Porto, registrazione e trasferimento al deposito vestiario di San Daniele ; vestizione. Esco marinaio , matricola 106314. Trasferimento alla caserma San Daniele. Tosatura dei capelli ; destinazione del rancio ; ritiro del sacco branda (amaca); qualifica : allievo fuochista conduttore di macchina. Primo rancio ; prima notte in caserma.
Il giorno successivo, cerimonia in piazzale della caserma e giuramento. Il quarto giorno destinazione : Mariscuola Pola. Sarà un lungo viaggio in treno attraverso la brulla penisola istriana fino alla città di Pola. Scuole C.RE.M. (Corpo Reale Equipaggi Marittimi). Quì si formano le varie branchie di specialisti della marina. Siamo una quarantina alla sezione C.M. (conduttori di macchina). Durante i primi quindici giorni, l'ufficiale insegnante sceglie tra i più promettenti quello di noi che avrà funzione di capo settore. Risulto primo. Secondo è Spadaro, un triestino di alta statura e robusta costituzione, già capo manipolo degli avanguardisti. Alla prima prova di comando per l'inquadramento e la marcia della sezione mi sento non poco a disagio. A sera, in aula, l'insegnante mi chiama in cattedra. Dovrò assumere il compito di vice caposezione per "non attitudine al comando". Caposezione sarà Spadaro per evidente attitudine. Saremo comunque in amichevole accordo.
Continua...

A Silvio Berlusconi

Nel constatare la disperazione in Abruzzo, mi sarei aspettato da lei un atteggiamento energico, in linea con il suo stile. Il presidente operaio, muratore eccetera, che ha edificato interi quartieri, che finalmente può intervenire in maniera decisiva e con piena e non discutibile competenza dichiara : cento cantieri per cento provincie. Come dire : scusate non me ne voglio occupare direttamente, posso delegare e delego. Il male romano lo ha già portato via dai suoi elettori. Un uomo come lei potrebbe fare il miracolo che gli si chiede, in Abruzzo ; e passerebbe davvero, alla storia. Altro che barzellette.

10 aprile 2009

La goccia...che fà traboccare il vaso

C'è un aneddoto del grande Totò a proposito del titolo del post. Penso valga la pena raccontarlo. Un tale incontra casualmente Totò e, furibondo dopo una sfuriata di parole frammezzatre ripetutamente da un nome, comincia a dargli sonori schiaffoni, scambiandolo appunto per quel nome più volte ripetuto cioè : "Pasquale". Totò, per tutta risposta, scoppia in una irrefrenabile risata e malgrado l'energumeno continua, sempre con maggior vigoria, a schiaffeggiarlo, Totò insiste nella sua prorompente risata. Morale : Più schiaffi prende e più la risata è fragorosa tanto che l'aggressore, fisicamente distrutto dalla fatica, e sbigottito dalla sortita dello schiaffeggiato, se ne và frastornato mentre Totò continua a ridere. All'episodio è presente un carissimo amico di Totò che, molto preoccupato dalle tremende sberle subite dall'amico, non senza imbarazzo, l'apostrafa : "...ma perchè non hai reagito e stai tuttora ridendo ?" Totò, sempre ridendo a crepapelle, lo zittisce : "ma che me ne importa,...mica sono "Pasquale", io !"
E giù a ridere.

9 aprile 2009

Ancora sul terremoto in Abruzzo

Terremoto in Abruzzo, assieme alle ultime vittime comiciano ad emergere le prime responsabilità. E l'accusato numero uno è lui, il sisma: ha sorpreso tutti nel sonno, senza preavviso, nell'era della comunicazione globale, quando nessuno fà più uno sternuto enza anticiparlo con un video su Youtube o almeno con due righe su Facebook. Secondo il responsabile della Protezione civile Guido Bertolaso, lo "sciame sismico" che da due mesi interessava l'Abruzzo e le emissioni di radon segnalate dal laboratorio del Gran Sasso non bastano per parlare di catastrofe annunciata: "Non abbiamo tempo da perdere con i sistemi antiquati che si annunciano con tremolii e nuvolette di gas. Gli costava tanto mandare un sms ?" A dire la verità nei giorni scorsi la polizia abbbbbbruzzese aveva intercettato un'inquietante telefonata tra la faglia appenninica e quella adriatica: "Sono sconvolta da sommovimenti profondi, mi sa che nella notte fra domenica e lunedì provovcherò un terremoto a l'Aquila. Spero di non fari troppi danni" diceva una zolla, e l'altra: "Non preoccuparti, è zona notoriamente sismisca, gli edifici saranno stati messi in sicurezza da un pezzo !!!"

8 aprile 2009

Radon

Impossible prevedere i terremoti. Quando il radon esce dalla terra non è detto che la terra si scuota. Chi fà pronostici è un imbecille alla ricerca di pubblicità. Tutti d'accordo da Guido Bertolaso ai nostri esperti togati. Il radon è un gas radioattivo; risale in superficie appena le falde cominciano a scricchiolare ma è solo uno dei segnali e non sempre va preso sul serio: gli scienziati italiani la pensano così. I tecnici americani devono credere alle fate morgane: per monitorare la presenza improvvisa di radon spendono milioni di dollari l'anno. Ecco le domande: quanti rivelatori di radon accompagnano l'instabilità dell'Appennino da Imperia a Reggio Calabria, dorsale sismica ad alto rischio ? E quanti esperti e quanti laboratori sono incaricati del monitoraggio ? Spreco USA o disattenzione italiana ?

7 aprile 2009

Dentro di me...

Sono convinto della necessità che ogni essere umano debba scegliere, ed io ho scelto “me stesso”. So di non aver fatto una grande scoperta ma diciamo che ogni tanto mi si accende la “lampadina”. E’ il mio essere quotidiano che, a volte mi ottenebra, altre illumina la mia mente.
Illumina “parolone” ma vuol significare fa luce…
Tempo fa, un caro amico mi disse : “Si è quel che si è costruito !”
Questa frase mi fece a lungo pensare ma, arrivai alla fine, a non condividerla. Poi, con il passare del tempo, e nella riflessione, non ho potuto far altro che dargli ragione . Un po’ come quel vecchio proverbio che dice : “Si ha ciò che si merita”.
Bando dal voler essere assolutista, quindi fatte le debite e dovute eccezioni, credo che ciò che abbiamo coltivato prima o poi si raccolga.
Come in tutte le cose c’è il positivo e il negativo, e come in tutte le esperienze non c’è mai solo il negativo o solo il positivo.
Problemi, preoccupazioni fanno parte della vita di ogni giorno… almeno… non conosco persona che non ne abbia.
Quindi : “Un giorno su e l’altro giù, ma sempre col tendere al postivo”.
Non rinnego nulla e, non dico mai . “Se tornassi a nascere !”
No, perché ogni causalità ne ha creata un’altra e un’altra ancora che hanno lasciato un segno e che fanno parte della mia storia. Ovviamente, la mia vita, e non il virtuale che, per me, lascia il tempo che trova. I sogni, le emozioni e le sensazioni cerco di viverle appieno non necessariamente trascinandole e trasportandole su queste pagine, come sto facendo ora…
Nulla rinnego di ciò che ho fatto : avrei potuto fare meglio ma, sicuramente anche peggio. Ho commesso tanti errori ma, forse ho anche fatto cose giuste.
Insomma sono un essere umano, ed ho il valore che le persone che amo e che mi amano mi danno. Nulla sono senza di loro.
Ecco cosa c’è, adesso dentro di me. Sono semplicemente io, un tutto…un niente…!!!

Sisma e nucleare

Grave sisma in Abruzzo; pensate solo se nelle vaste zone colpite ci fosse stato un sito nucleare.
Mi vengono i brividi solo a pensarci.
Sono vicino con il cuore agli amici dell'Abruzzo.

6 aprile 2009

Tristezza e speranza

A volte mi guardo allo specchio, e parlo a me stesso...vedo un uomo...un uomo qualunque che si guarda allo specchio...un uomo con mille domande per la testa...e si chiede il perchè della sua vita vissuta così. Mi viene voglia a volte di piangere con lui, invece, con i pensieri che mi nascono dal cuore e le parole che sgorgano come i zampilli di una fontana, gli dico di guardare il futuro con occhi di chi ha ancora tanto, tanto da...o tutto da scoprire. A volte mi sembra che quell'uomo riflesso sullo specchio riesca a capirmi, a volte, una lacrima rotola sulle sue guancie come a dirmi : "Quanta fatica !" Ed io mi rifugio nella rassegnazione. Rassegnazione...che brutta parola nella vita che non dovrebbe esistere. Ci fà solo pensare a come sopravvivere e a come passare la brutta stagione...come la tristezza di questo mio attimo nero. Un raggio di sole basta a far spuntare una fogliolina che cresce e si apre verso il blu del cielo. E' questo che in questi attimi io dimentico, che sotto la tristezza c'è qualcosa pronta a spuntare ancora...basta solo aspettare.

Venezia: non ci resta che piangere

Spal-Venezia 3 a 1 - Lega Pro 1^ Divisione - Girone A
Sconfitta, gara giocata per metà in dieci, ultima posizione confermata, una partita in meno alla fine del campionato.Illusorio l'inizio, gol di Momentè al 3^ minuto, ma la Spal ha risposta da par suo, schiacciando gli arancioneroverdi alla ricerca dell'immediato pareggio che arriva a distanza di otto minuti dal gol subito. Poi l'espulsione del portiere Lotti con un rigore giusto e il terzo gol dopo appena un minuto dalla realizzazione del calcio di rigore.
Al riposo sul 3-1 in dieci la squadra si è accorta di non avere il carattere per reagire. Serena ha quindi deciso, a mio avviso sbagliando, di rinunciare alla gara concentrandosi per evitare la goleada. Forse sarebbe stato più logico un tentativo di reazione con l'inserimento di una punta fresca per una squadra che da qui alla fine dovrà cercare di fare gol e non semplicemente limitarsi a non prenderle. La penultima piazza è ancora a cinque punti e se si vuole agganciarla per evitare la retrocessione le partite bisogna giocarle.
Per fortuna dei lagunari la Sambenedettese, penultima in grauatoria, non sa fare di meglio e è caduta ieri tra le mura amiche per mano della Cremonese. Diventano determinanti le due prossime gare che il Venezia è chiamato ad affrontare in cinque giorni al Penzo: contro il Pergocrema (sabato), mercoledì 13 il recupero contro il Legnano.
Unico obbiettivo per gli aranconeroverdi è di vincere tutte e due le partite per avvicinare la Samb, portandosi a sole due lunghezze di svantaggio, in vista dello scontro diretto in programma in laguna il 26 aprile, che potrebbe sancire il tanto atteso sorpasso.

5 aprile 2009

Non disprezzate

Sulla grande manifestazione della Cgil, il governo invece di fare solo commenti
dispregiativi e inutili pensi a governare seriamente !!!

4 aprile 2009

Jan Palach

40 anni fà, Jan Palach, giovane studente cecoslovacco, alcune settimane dopo che i carri armati sovietici avevano soffocato nel sangue la primavera di Praga, decise di elevare la propria protesta con un gesto sproporzionato ma fortissimo e significativo: si diede fuoco in piazza San Venceslao, a Praga. Il suo sacrificio è ancora vivo in chi allora ne fù testimone impotente e in chi oggi può trarre da questo gesto l'invito pressante a difendere, sempre, la libertà.

3 aprile 2009

E' ritornato il sole

Alte le pannocchie
di granoturco
non ancora pronto
da sgranare

Distesa sull'erba
tra un filare e l'altro
la bambina fissa il cielo

Mani dietro la nuca
è pronta
lo spettacolo può iniziare
Scorre il titolo
"E' ritornato il sole"
(Anonimo)

Primavera ? Pappagalli in città

E’ un fatto strano. Le primavere di una volta ci avevano abituato all’arrivo delle rondini. Ora invece, al loro posto, ci sono i pappagalli. Ve lo assicuro. Almeno nella mia città, nidificano nel quartiere in cui vivo, nel giardino condominiale di casa mia. Pappagalli in città. Probabilmente l’ultimo frutto multicolore del riscaldamento globale, della urbanizzazione degli habitat, dell’evoluzionismo. Mi pongo più domande : “Saranno le rondini del futuro ?” “Rimpiazzeranno i piccioni nelle piazze?” In tanti, sfuggiti alle gabbie o liberati da mani pietose, sopravvivono al gelo e invadono le città: parrocchetti verde smeraldo, cacatua dalla cresta rigogliosa, becchi rossi e blu. Vi garantisco, gli strepiti dal giardino di casa hanno un che di particolarmente esotico. “E come si nutrono?”, mi sono chiesto, visto che la loro dieta principale è fatta di bacche ? Niente paura, in fondo le città sono costruite per essere accoglienti. I pappagalli trovano sacchetti dell’immondizia anziché le bacche e, soprattutto, non hanno concorrenti. E non esistono stagioni : per strada c’è cibo tutto l’anno. Ospiti ingrati anche loro ?‘ Il dibattito è aperto. Personalmente li preferisco ai nostri piccioni da vicolo brutti e puzzolenti…

2 aprile 2009

Anche oggi...piove

Sarà che non ci sono più le mezze stagioni, sarà il ninò, o forse sarà che "Piove governo ladro..." in ogni caso mi è venuta l'idea di fare un break e di leggervi una poesia che avevo fatto alle superiori di Gabriele D'Annunzio :

La pioggia nel pineto
Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.

1 aprile 2009

Ancora un'altra volta...Pasqua

Le uova, simbolo stanco di una festa da ingorghi. E poi il Papa che fà la via Crucis, la diretta televisiva, la lavanda dei piedi. Capretto si, capretto no. La gita con amici e parenti. Le notizie del traffico con immagini di ingorghi e colonne infernali. I cuochi che danno le ricette per un pranzo tradizionale, no, per un pranzo innovativo, no, per un pranzo a basso valore calorico. Le città d'arte invase dai turisti...1978...1999...2005...2006...2007...2008...2009...il copione si ripete. Mai una volta che a Pasqua scoppi una guerra atomica. Che palle, sempre la solita storia. Magari quest'anno siamo fortunati e gli alieni invadono la terra...!!! Se arrivano...vado con loro!!!

Gnocchi al ragù

E' da un bel pezzo che non faccio più i gnocchi. Ieri sera mi era venuta la voglia di farli. Di fatto c'erano un pò di pensieri misti che sembravano portare tutti li, compreso il mio desiderio di gnocchi che continuava a ripetere la parola "gnocchi" come una cantilena ripetitiva. Pensavo però che i gnocchi li facevo al sabato o alla domenica mangiandoli poi in compagnia di mia moglie Carla e mio figlio Federico. Mia moglie e mio figlio, non mangiamo assieme tutti e tre da un anno e due mesi e allora...Sembra che questa domenica si concretizzi la possibilità di mangiare tutti e tre assieme...a casa. Si a casa, per qualche giorno, Federico, prima di andare in un altro istituto a continuare la riabilitazione, tornerà a casa. E allora perchè non mettersi all'opera proprio per questa occasione ? Gnocchi rimandati a domenica. Nel frattempo ecco la ricettina

Gnocchi al ragù
Per il sugo di carne
Iniziamo dalla preparazione del sugo di carne, perchè richiederà più tempo. Si prende un tegame, vi si versa l'olio e vi si fanno soffriggere insieme la cipolla tritata e la carne macinata, salando e pepando, ed aggiungendo anche il prezzemolo tritato e, a piacere, qualche fogliolina di rosmarino. Se vogliamo rendere il sugo più saporito, al posto della carne di maiale macinata mettiamo due belle salsicce di maiale del salumiere, belle saporite ! Una volta soffritta la carne, dopo circa 10 minuti irroriamo con il vino e lasciamo evaporare. Successivamente aggiungiamo la polpa di pomodoro e lasciamo cuocere a fuoco lento per due ore.


Per la preparazione degli gnocchi
Si fanno bollire le patate ancora da sbucciare in abbondante acqua finchè non saranno cotte. Le scoliamo, e una volta freddate, le togliamo la buccia. Si dispone la purea delle patate , passate allo schiacciapatate, sulla spianatoia di legno, dopo averla spolverata di farina, in maniera tale che il composto non si appiccichi. Aggiungiamo quindi un pizzico di sale , il pepe e una grattata di noce moscata. Si aggiunge anche un uovo intero, affinchè gli ingredienti leghino meglio tra di loro. Si spolvera anche la parte superiore con un poca di farina, e si incomincia a impastare. A mano a mano che viene assorbita, si aggiunge ancora un poco di farina, senza comunque che il composto perda la sua caratteristica di grande eleasticità e morbidezza. Si prosegue poi prendendo un pò di composto alla volta, e lo si arrotola a mò di grissino ( un poco più grosso).


Con un coltello affilato passiamo la lama nella farina, e si comincia a tagliare i gnocchi. Dopo averli tagliati, si passano rapidamente e leggermente nella farina, perchè non si appiccichino alla spianatoia e per dargli una forma senza spigoli, e li facciamo riposare. Una volta realizzati gli gnocchi li possiamo mettere in teglie , precedentemente spolverate di farina. Per la cottura inizieremo a scaldare il ragù di carne, e butteremo gli gnocchi in abbondante acqua salata a bollore. Scoliamo gli gnocchi una volta che vengono a galla.



Mettiamoli nel piatto e condiamoli a strati con il sugo, un poco per volta. Spolveriamo, alla fine, con il parmigiano grattugiato.