31 marzo 2009

Archeologia del pallone


Quel popolo alla Fiera di Roma e " Il banchetto"

L'Italia forse non ha mai conosciuto nella sua storia recente momenti così intensi. Alla Fiera di Roma finalmente un autentico tripudio dovuto all'impegno e al sacrificio.Migliaia di uomini impegnati da sempre a lottare per la crescita civile e per ideali elevati si sono finalmente incontrati. Hanno stabilito un patto d'acciaio sulla base di una filosofia granitica: il futuro della rinascita nazionale! Personalmente mi sono quasi commosso...Quasi! Avrei solo sostituito gli inni usati con uno senz'altro più consono e cioè "Il banchetto" della vecchia Premiata Forneria Marconi.

Ecco il testo:
Sire, maestà
riverenti come sempre siam tutti quà
sire, siamo noi
il poeta, l'assassino e sua santità
tutti fedeli amici tuoi
ah...Maestà
Prego, amici miei
lo sapete non so stare senza di voi
presto, sedetevi,
al banchetto attendavamo soltanto voi
sempre ogni giorno che verrà
finchè amore e pace regnerà.
Tutti sorridono
solo il popolo non ride,
ma lo si sà
sempre piagnucola
non gli và mai bene niente chissà perchè,
chissà perche ecc.ecc.
Perfetto!!!

30 marzo 2009

A Pietro Ingrao

Ho letto la Tua intervista sull'Unità del 28 marzo.Oggi vorrei scrivere che tale intervista non mi persuade del tutto. Dopo la nascita del Pd si apriva una sfida inedita. Dare corpo, pensiero e forme ad una nuova sinistra popolare capace di parlare al Paese. Purtroppo, caro Ingrao, tutto questo non è successo. Anzi si è consumata una fuoriuscita dei piccoli partitini che, non sono il male peggiore, ma con essa sono uscite le tante persone che si sono astenute alle ultime elezioni. E che sono la cosa più importante. A questi si aggiungono oggi molti elettori delusi dal Pd. Non credo, come tu ai accennato, che a tutte queste persone si possa parlare ripartendo dall'identità e dai simboli. Sai bene che quei simboli sono stati mortalmente colpiti dalla storia. Il punto non è come far sopravvivere in Italia una forza comunista ma, come dar vita ad una sinistra che tenga insieme coloro che vengono dalle tradizioni storiche e quelli che sono sinistra in altro modo, con altri percorsi e culture. Quella sinistra autonoma, che avversa la destra, ma che compete apertamente con il Pd. E' assurdo comunque, che, in questo momento manchi in Italia una grande forza della sinistra. Purtroppo è da rifare tutta una sinistra. Nessuno delle sue parti, così com'è ora, è in grado di essere un riferimento per gli altri. Quindi, caro Pietro, quello che è attualmente prioritario è mettere in campo un nuovo soggetto politico della sinistra, togliendoci di dosso tutti i vecchi simboli e vestendoci di quella umiltà, generosità e comprensione che la fase richiede.

Silvio, monarca assoluto

(Dall'Unità - 30/03/2009 -) E' nato il "Nuovo Partito Monarchico", dove Re Silvio, secondo statuto, viene acclamato leader con un mandato di scadenza e nomina, a suo insindacabile giudizio, tutto il gruppo dirigente, compresi, ovviamente, come già avvenuto, i prossimi parlamenti. Peccato che Alleanza Nazionale, partito di destra, che si era abituato alle regole della democrazia, con congressi veri e mozioni contrapposte, quando era il caso, si sia totalmente venduta, nonostante la robusta opposizione di Fini a Berlusconi. L'unico modo per impedire che Berlusconi "regni sul nostro Paese"è far passare il referendum Segni-Gazzetta, per ripristinare un minimo di "pubblica decenza" nei confronti della "legge porcata" di Calderoli ed appoggiare quello di Casini teso a introdurre le preferenze nelle elezioni politiche.

29 marzo 2009

Non si è potuto giocare

Venezia-Legnano (partita sospesa) Lega Pro I Divisione - Girone A -
Non ho ricordi di una partita di calcio sospesa al Penzo. E' invece successo oggi, a causa della pioggia torrenziale abbattutasi sulla città lagunare e del pericolo per il fenomeno dell'acqua alta. L'arbitro della partita ha così deciso : impossibile giocare in un campo ridotto ad un acquitrinio. Aspettiamo ora le decisioni della Lega per la data del possibile recupero.

Tibet proibito

C'è un posto in cui inferno e paradiso stanno uno dentro l'altro. Sull'altopiano tibetano, dove gli uomini sono mantelli rossi in lontananza tra pascoli nerissimi di yak, il sole dei tremila accende la faccia e il cielo è davvero solo un piano più su. In Cina dicono che per i sei milioni di tibetani è un paradiso, forse si, se potessimo raccontare un'altra stori e immaginare una Cina finalmente illuminata dallo spirito e dai colori delle scorse Olimpiadi. A guardare bene però, queste montagne nascondono un girone di dannati. Vivere in Cina per i tibetani è un inferno, ha denunciato il Dalai Lama nel giorno del suo cinquantunesimo anno di esilio. Il Tibet sembra tornato ai vecchi tempi, quando era la Siberia della Cina, il confino dei dissidenti politici. E' una terra puntellata di "lungta", le lunghe file di preghiere colorate affidate al vento, che le forze dell'ordine hanno brutalmente bruciato con la paura. I tibetani sono rassegnati a una sorta di legge marziale. Il mese scorso (fonte Corriere della Sera) 109 monaci del monastero di Antuo, sono stati portati via dalla polizia per aver dimostrato in ricordo dei tibetani morti nelle rivolte del 2008. Potrebbero essere ora in carcere o in un campo di "rieducazione". Altri tre sono stati portati alla stazione di polizia, per aver parlato con giornalisti stranieri. Come il tibetano, con sette tra genitori e fratelli da mantenere, a cui il datore di lavoro cinese ha decurtato lo stipendio per punizione. Era già stato diffidato dall'aiutare gli stranieri. Ha scelto di farlo lo stesso. "Io", ha ripetuto, "rimarrò sempre uno di quei sei milioni".

28 marzo 2009

A Fabrizio Cicchitto

Pura demagogia. Altro non è, per lei, l'accusa rivolta al governo di sprecare 400 milioni di euro per non voler accorpare il referendum sulla legge elettorale (la "porcata"), come la definì il suo ispiratore Roberto Calderoni con le elezioni europee di giugno. E tutto, sostengono gli accusatori, per mettere a rischio il raggiungimento del quorom e quindi il successo della consultazione. Il conto, secondo lei, non và presentato al governo, bensì a "coloro che hanno voluto indire il referendum". Quelli sono i responsabili dello spreco. Si pentano, allora, i 179 componenti del comitato promotore, da Mario Segni fino ai ministri Alfano, Brunetta e Prestigiacomo, al portavoce del Popolo della Libertà Daniele Capezzone, al sindaco di Roma Gianni Alemanno, oltre ai tanti grilli parlanti della sinistra. Tutti quanti si batano forte il petto. Perchè 400 milioni di euro sono pressochè il doppio della somma impegnata finora dallo Stato per la social card dei poveri. Con quei soldi si potrebbe dare, caro signor presidente dei deputati del Popolo della Libertà, un ano di stipendio di 70 euro a 50 mila disoccupati. Oppure aumentare del 10% al 50% della retribuzione l'indennità per i precari che perdono il lavoro. Risolvere i problemi del trasporto pendolare ferroviario. Quadruplare gli aiuti umanitari per la Striscia di Gaza. Raddoppiare l'impegno finanziario italiano per l'Iraq. Moltiplicare per cinque gli stanziamenti della Farnesina per i paesi poveri. Ripagare i piccoli investitori che hanno sottoscritto le obbligazioni dell'Alitalia. Acquistare 12 mila Alfa Romeo nuove di zecca per la polizia e i carabinieri. Raddoppiare lo sconto sulla bolletta elettrica a sostegno delle famiglie numerose o in difficoltà economica. Raddoppiare gli incentivi per la crisi dell'auto. O magari raddoppiare le garanzie statali per far ottenere più facilmente alle imprese ossigeno dalle banche. Ha qualcosa altro da aggiungere Sig. Cicchitto ???

Dal I° anno dell'era fascista all'inizio della II guerra mondiale

Nonno Gigi racconta IV (Dal balilla all'avanguardista tutto un'adunata)
Avevo un anno quando i miei genitori si trasferirono a Mestre in un appartamento dei nuovi fabbricati in concessione ai ferrovieri. Mio padre aveva 23 anni e soffrì del distacco dalla famiglia e da Venezia, anche se ora il collegamento con la città era effettuato in ferrovia con il ponte translagunare. Nel dicembre 1923 sò camminare. Il 19 la mamma dà alla luce mio fratello Mario. Se pur sfocata nel tempo, rivedo la mamma seduta nella sedia in cucina mentre allatta Mario. Le lacrime le scendevano sul viso. Papà viaggia anche per più giorni senza ritornare. E' la vita. Nevica quando, al compimento dei miei tre anni, mamma mi porta in braccio all'asilo delle suore in via A. Costa, avvolto nello scialetto di lana rossa. Quanta angoscia nei bambini alla loro prima separazione dal nido famigliare. Sono fotografie indelebili. Lo sguardo fisso alla vetrata lignea al centro della quale è la porta dove la mamma si è allontanata non meno angosciata, la mano sul mio bauletto di vimini contenente la mia merenda, rimango immobile seduto sulla panchina che completa l'unico arredamento di questa sala d'attesa. Suor Angelina e Suor Prassede saranno le mie buone, pazienti custodi. Il tempo farà la sua parte. L'anno seguente sarò all'asilo delle Caossiane in via Piave, assieme al piccolo Mario. Seguiranno le scuole elementari C.Battisti. I primi tre anni saranno difficili per la mia indole vitale e distratta. Ogni anno un maestro nuovo. Ripeterò la terza. A 11 anni il mio primo viaggio a Roma con i genitori a zia Mary. Da Roma a "Sifelli di Veroli" ospiti del seminario dei padri Redentoristi. Ricordo i quieti vasti giardini entro le mura del seminario. Ricordo le misere casupole dei "cafoni" che abitavano nelle aride montagne, i bambini coperti pietosamente cheattorniano festos il reverendo padre generale, durante una visita ai luoghi esterni dopo il pranzo, e le piccole caramelle che il sacerdote distribuiva sussurandoci che non fanno per noi. Terminate le elementari vengo iscritto alla scuola professionale L.Sanudo di Venezia. La nuova isruzione mi è congeniale; il disegno geometrico e l'ornato, la scultura in plastica, la falegnameria, la meccanica fabbrile, integrate dagli studi di tecnologia, scienze applicate, matematica ecc. A 15 anni i miei studi sono terminati. Avrei voluto proseguire con l'istituto tecnico ma eravamo in due. Inoltre l'istituto era a Vicenza. Frequento gli ultimi due anni del quinquennio di scuola di disegno meccanico a Mestre e mi iscrivo ai corsi di meccanica superiore alle scuole riunite per corrispondenza. Frequento inoltre la GIL (Gioventù Italiana del Littorio): prima "balilla", poi da "avanguardista". I raduni e le adunate avvengono nella palestra tra via Dante e via Cappuccina (sarà nel dopoguerra la sede dei vigili del fuoco). La domenica mattina adunata e sfilata in piazza (divise e moschetti gratuiti e, sempre gratuita la ginnastica); la scuola di musica; la scuola di aereomodellismo;l'annuale campeggio DUX a Roma. La tessera obbligatoria costa 5 lire (10 Kg di pesche costano una lira) e sul retro porta stampato il giuramento al Duce: Giuro di servire con tutte le mie forze e se necessario con il mio sangue la causa della rivoluzione fascista - A Noi !
Durante le vacanze scolastiche ho appreso alcuni lavori professionale (mio padre mi metteva presso artigiani locali, gratuitamente, purchè non stessi in strada). Da Zanessi ho imparato tutto sulle biciclett. Da un falegname ho messo in pratica le mie nozioni scolastiche, infine da un meccanico ho preso contatto con il tornio parallelo. Ha 15 anni la mia prima occupazione: officina fabbrile Cavilli Giovanni, via Torre Belfredo. L'anno successivo, con disappunto del mio padrone, mio padre mi toglieva dall'officina (avevo avuto il mio primo aumento di paga, da 20 a 25 centesimi l'ora) e venivo assunto dalle nuove officine Galileo come allievo tornitore.
Mia madre vedeva nel tornitore il mio futuro, era infatti una specializzazione rara e ben remunerata. A 17 anni veniamo (eravamo in tutto 5 o 6 ragazzi più il capo) convocati in direzione dove ci informavano che l'officina cessava l'attività meccanica per trasformarsi in ottica. E' il licenziamento, dopo aver montato le nuove macchine per la lavorazione delle lenti. Rimango disoccupato per 6 mesi, demolarizzato e avvilito. Finalmente mio padre riesce a farmi assumere nell'officina meccanica del cantiere Breda: allievo tornitore. Fequento la scuola di specializzazione per tornitori e : sono tornitore meccanico.
Mi inserisco nella vita adulta. Il cinema muto ha lasciato il posto al sonoro. Fred Astaire e Ginger Rogers mi insegnano il ballo. La domenica, con gli amici, giochiamo a biliardo, all'apertura della sala andiamo a ballare e, alla sera, ci ritroviamo per la partita a ramino.
Le adunate premilitari sono ormai di massa. Il Duce arringa le folle per la "battaglia del grano"; le famiglie prolifiche ricevono premi; i treni popolari trasportano a Roma le "donne rurali" guidate dalle "fiduciarie del fascio", vanno a vedere il Duce, e subirne il fascino oratorio; "siamo 8 milioni di baionette" chi per la patria muore vissuto è assai "meglio vivere un giorno da leone che cento anni da pecora" "volete burro o cannoni ?".
1939 - Germania-Giappone-Italia firmano il patto militare : l'asse Roma-Berlino-Tokio.

27 marzo 2009

Tutto come allora...

2 Giugno 1981, Rino Gaetano, dopo esser stato vittima di un incidente stradale, salvatosi dall'impatto, non riuscì a scamparla dalla solita burocrazia che lo costrinse ad essere rifiutato da cinque ospeali. Morì cosi Gaetano. Un personaggio che attraverso i testi delle sue canzoni seppe raccontare il disagio di un epoca che poi tanto diversa da quella di oggi non è. Mi permwetto, per un giorno, di prendere in prestito Rino, con un suo testo, straordinariamente ricco di citazioni e estremamente efficace nel far rivivere il pensiero e la condizione dell'italiano medio nella metà degli anni '70. Ditemi, comunque, trovate qualche analogia con il nostro tempo ?

Abbasso e alè
abbasso e alè
abbasso e alè con le canzoni
senza fatti e soluzioni
la castità
la verginità
la sposa in bianco il maschio forte
i ministri puliti i buffoni di corte
ladri di polli
super pensioni
ladri di stato e stupratori
il grasso ventre dei commendatori
diete politicizzate
evasori legalizzati
auto blu
sangue blu
ieli blu
amore blu
rock and blues
NUNTEREGGAEPIU'
Eya alalà
pci psi
dc dc
pci psi
pli pri
dc dc
dc dc
Cazzaniga
avvocato Agnelli Umberto Agnelli
Susanna Agnelli Monti Pirelli
dribbla Causio che passa a Tardelli
Musella Antognoni Zaccarelli
Gianni Brera
Bearzot
Monzon Panatta Rivera D'Ambrosio
Lauda Thoeni Maurizio Costanzo Mike Bongiorno
Villaggio Raffa Guccini
onorevole eccellenza cavaliere senatore
nobildonna eminenza monsignore
vossia cherie mon amour
NUNTEREGGAEPIU'
Immunità parlamentare
abbasso e alè
il numero 5 sta in panchina
s'è alzato male stamattina
mi sia consentito dire
il nostro è un partito serio
disponibile al confronto
nella misura in cui
alternativo
aliena ogni compromesso
ahi lo stress
Freud e il sess
è tutto un cess
ci sarà la ress
se quest'estate andremo al mare
solo i soldi e tanto amore
e vivremo nel terrore che ci rubino l'argenteria
è più prosa che poesia
dove sei tu?
non m'ami piu'?
dove sei tu?
io voglio tu
soltanto tu
dove sei tu?
NUNTEREGGAEPIU'
Ue paisà
il bricolage
il quindicidiciotto
il prosciutto cotto
il quarantotto
il sessantotto
il pitrentotto
sulla spiaggia di capocotta
Cartier Cardin Gucci
portobello e illusioni
lotteria a trecento milioni
mentre il popolo si gratta
a dama c'è chi fa la patta
e settemezzo c'ho la matta
mentre vedo tanta gente
che non c'ha l'acqua corrente
e non c'ha niente
ma chi me sente...
ma chi me sente
e allora amore mio ti amo
che bella sei
vali per sei
ci giurerei
ma è meglio lei
che bella sei
che bella lei
vale per sei
ci giurerei
sei meglio tu
che bella sei
NUNTEREGGAEPIU'
(Rino Gaetano)

Il Vaticano riconoscerà i suoi errori ?

Dopo aver sentito le dure parole del cardinal Bagnasco è leggittimo pensare che si voglia allargare l'infallibilità e l'autorità papale sino ad ora ristrette nell'ambito teologico, in campi non di sua pertinenza. E siccome viviamo in Italia, è facile prevedere che tutto quello che farà e dirà la Cei in appoggio alla volontà del Papa si tramuterà in aspra diatriba politica. Non mi stupirei che, da parte di Berlusconi, ci scappi qualche decreto legge che colmerà di gioia il cuore dei porporati. Certo che il Papa è liberissimo di dire come la pensa, ma gli altri sono ancora più liberi di dire che non sono d'accordo. E se la Cei considera offesa o ingiuria il dissenso, si ponga una domanda. Come mai questo Papa suscita tante reazioni negative nel mondo ? Sono così sicuri che a sbagliare sono sempre gli altri ? Penso proprio, caro cardinale, che prima o poi, la Chiesa i suoi errori saprà riconoscerli. Ci metterà un pò di tempo, pensate a Galileo, ma alla fine ci arriverà. Scomettiamo che nel 4018 il preservativo sarà consentito ?

26 marzo 2009

La crisi e la beffa

Gli italiani devono lavorare di più. E' l'ennesimo schiaffo morale a tutti quelli
che il lavoro lo stanno perdendo e non certo per loro volontà...

Ora anche la liberta di coscienza ci viene scippata

Costretti a vivere, anche se in stato vegetativo, anche se si tratta di non vita. La destra contro gli emandamenti su idratazione e alimentazione. L'accanimento terapeutico viene imposto per legge. Non ci lasciano più neanche la libertà di coscienza, l'unica forma per opporsi a poteri autoritari e tutelare i comuni cittadini da sopraffazioni esterne, politiche o religiose. Approvando il testo di legge Calabrò la volontà del malato può attendere. Nessuno farà più testamento biologico, perchè preoccuparsi se le proprie indicazioni verranno disattese ? Una legge contro la costituzione che, invece di tutelare un diritto lo cancella. Depositiamo il testamento biologico prima che la norma sia operativa !!!

25 marzo 2009

Ancora Rino

Ho ascoltato il nuovo cd doppio, appena uscito, di Rino Gaetano. Non tutto è di altissimo livello ma tutto è interessante. Live & Rarities, così si chiama la raccolta, autorizzata dalla famiglia, dice soprattutto due cose: che Rino era un gigante (e questo si sapeva) e che è più vivo lui da morto che molti suoi colleghi da vivi. Il primo cd della raccolta è una miscellanea di rarità, il secondo un live del '77 a San Cassiano (Lecce) con i Crash. Non un capolavoro, ma un documento grezzo, commovente: vivissimo. Riascoltati, oggi, perfino gli "scarti" di Gaetano raccontano il presente pi della maggior parte dei suoi colleghi vivi. Lui non c'è più, le sue canzoni sì. Gaetano sapeva, come diceva De Andrè, allenare la lingua per i vaffanculo. Rino lo sapeva fare ed era nuntereggaepiù.

24 marzo 2009

Dopo l'acqua, l'aria !

Un milardo e 200 milioni di persone non hanno accesso sufficiente alle fonti di acqua pulita e quasi altri due miliardi di esseri umani vivono senza servizi igienici. Si prevede che entro il 2030 metà del mondo resterà senza risorse idriche a causa dei cambiamenti climatici ma anche della rapida crescita demografica. E intanto il nostro Parlamento cosa fà: ha votato l'articolo 23bis della legge 112 del ministro Tremonti, che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalista (fonte Sole 24 Ore). A questo punto arriveremo un giorno a privatizzare anche l'aria che respiriamo ? Si potrà stabilire la tariffa secondo la capacità dei polmoni di ciascuno. Un omone pagherà più di un omino. Per i bambini propongo una tariffa ridotta !!!

23 marzo 2009

Dalla fine della prima guerra mondiale alla nascita del fascismo

Nonno Luigi racconta III (Passando in mezzo ai regimi dittatoriali)
Terminati i proclami di vittoria e le acclamazioni di gloria, l'Italia agricola si ritrova con i gravi problemi della miseria e della disoccupazione. Le frangie politiche sono in lotta. Ora i nonni Lancerotti abitano al civico 5509 in corte Rubi alla Fava, un appartamento situato al piano terrazza costituito da detto piano e piano superiore. Nella stanza degli ospiti dormivano gli operai che venivano dalla campagna, settimanalmente, per lavorare. Fra questi, Gino, mio padre. Ora la famiglia di Marco è composta da 5 persone fra cui le sorelle Nina, Teresa e Maria. Teresa lavora in una sartoria sita sopra la rampa del ponte di S.Antonio, che immette al capo S.Bartolomeo. Così si formarono i promessi sposi. L'anno 1921 è per Gino e Teresa l'anno dei fiori d'arancio. L'Italia è agitata da scioperi, Gino entra nelle Ferrovie Statali; in Russia Leni, ha instaurato la dittatura del proletariato; un maestro di Predappio, lasciato il partito socialista, fonda i fasci di combattimento (1919) e il partito fascista. Nina ha già sposato uno dei giovani ospitati, Giuseppe Spolaor da Maerne. Sono andati ad abitare alle Fondamente Nuove e hanno un figlio: Giordano (chiamato Bruno), figlio della defunta prima moglie di mio zio. Era il 17 Gennaio 1922 che per opera di mio padre e di mia madre e per volontà di Dio nasce in casa Lancerotti un bambino a cui vengono imposti i nomi : Luigi-Marco-Maria. Così sono venuto al mondo. Forse un perchè ci sarà. La mamma mi raccontò che faceva molto freddo e la camera dei nonni non era riscaldata. Nevicava, e la levatrice amava riscaldarsi con qualche bicchiere di vino. Anche il nonno e papa avevano abbondantemente contribuito all'osteria di "Pasqual". Nello stesso anno zia Nina aveva il suo primo figlio, mio cugino Dario. Il 28 Ottobre di quell'anno Benito Mussolini faceva la marcia su Roma e si impradoniva del potere, con il beneplacito del rè. Era fascista anno I°.

I playout sono a due punti

Venezia - Novara 3-1 Lega Pro 1 Divisione
Dopo 4 mesi di distanza il Venezia torna a vincere. Era dal 30 novembre dell'anno scorso, a San Benedetto del Tronto. Tre a uno alla Samb, tre a uno ieri al Novara. Non pensiamo però ad una affermazione chiara come il risultato. La squadra ha faticato non poco ad entrare in partita, non giocandola per un'ora. Il match winner dell'incontro è stato Cardinale che, con due splendide conclusioni, ha dapprima propiziato il pareggio dopo il calcio di rigore del vantaggio piemontese, e poi il vantaggio lagunare (2-1). La vittoria di ieri è coincisa con lo stop casalingo della Sambenedettese contro il Ravenna (0-1). I punti di ritardo, ora, dalla zona playout, sono solamente due, e il Venezia dovrà ospitare al Penzo la squadra marchigiana. Intanto pensiamo a domenica: al Penzo arriva il Legnano. Tutto sembra riaperto, con il vantaggio che anche le dirette concorrenti (Lecco-Pro Sesto e per l'appunto Sambenedettese) non attraversano certamente un momento splendido. Da lavorare, per Serena e la squadra, ce ne è ancora tanto, ma, i playout sono proprio dietro l'angolo.

22 marzo 2009

Batterie e il futuro delle energie alternative

Fate una prova: togliete le pile dal telefonino o dal computer. Di colpo, l'aggeggio che vi pesa sempre, come un macigno, in tasca o nella borsa, è leggero come un foglio di carta. E fosse solo questo. Quante volte prendete il cellulare per fare una telefonata importante e un lamentoso bip vi avverte subito che il telefonino stà per abbandonarvi ? Oppure piazzate il vostro pc sul tavolinetto dell'aereo per scrivere quella cosa importante. Niente, c'è una lampadina che lampeggia furiosamente. "Carica del portatile in esaurimento" avverte lo schermo. Così tocca ricorrere all'unico backup disponibile: carta e penna.
Capita sempre, capita a tutti. Perchè tutti ci scontriamo, di continuo, con un problema apparentemente insolubile. "Anche se sembra arcaica, in un mondo di gigaherzt, di nanocircuiti, la vecchia modesta pila non solo è sopravvissuta alla moderna era digitale. La alimenta". Ma questa è esattamente la fregatura. "La più importante strozzatura nel cammino della tecnologia oggi è un unico singolo ostacolo: le batterie. Fra tutti gli straordinari progressi degli ultimi cinquant'anni, la tecnologia della batteria è rimasta, fondamentalmente la stessa.
Dal 1859, anno della prima batteria ricaricabile, siamo rimasti più o meno li. La batteria che, tutte le mattine, mette in moto (se non l'avete lasciata con i fari accesi) la vostra macchina è, ancora, in buona sostanza quella del 1859. Bisognerebbe, insomma, inventare la batteria, un'altra volta.
La pila resta, tuttora una scatola piena di elementi chimici che producono elettricità, secondo principi e processi, noti da decenni. Questo non significa che ci siano stati progressi significativi, che hanno reso possibile, tra l'altro, telefonini e computer portatili.
L'ultimo grido, comunque, delle batterie, sono quelle al litio. Sono di trenta anni fà. Dunque, per il mondo digitale, le batterie, sono una zavorra storica.
Come procedere per eliminare questa zavorra ? Ecco una fantastica, interessante battaglia cruciale per l'immagazzinamento di energia. Il futuro delle energie alternative è legato a doppio filo alla possibilità di immagazzinare energia, da distribuire anche quando vento e sole non ci sono. E' il litio la risposta ???

Dai primi del '900 alla prima guerra mondiale

Nonno Luigi racconta II (Attraverso lutti e rovine)
Era l'anno 1900 quando nella casa dei nonni, a S.Francesco, nasceva mia madre. In quello stesso anno il re Umberto I veniva ucciso da mano anarchica e saliva al trono Vittorio Emanuele III. Tuttavia erano anni di pace per l'Italia unita. A completare l'unità nazionale macavano però due tessere, Trento e Trieste. L'illuminazione elettrica inizia la sua storia nelle abitazioni.
Mio padre aveva 9 anni. Era quinto di 11 fratelli. Nato a Maerne il 8/09/1891 da Angelo Scanferla e Filomena Granzo. Di mio nonno Angelo non posso avere ricordi poichè è deceduto a 45 anni. Faceva il calzolaio e il campanaro e, come suo padre, cantava nel coro parrocchiale. La nonna Filomena, la ricord una tipa sveglia, la faccia segnata da profonde rughe che accusavano una vita di fatiche. Nella pur breve vita di mio nonno ha avuto undici parti; la cura dei figli, degli animali da cortile, della casa, del campo e l'asma di cui soffriva, hanno lasciato la loro rude impronta. Quando andavamo a trovarla, d'estate,in bicicletta o in trno, nella loro casa in strada Frassinelli, stava seduta in una sedia per non affaticare la respirazione. La casa, piano terra e piano superiore, era accostata a quella dello zio Silvano, dal quale una siepe ad altezza d'uomo divideva la proprietà. Era una piccola casa di campagna che lo zio Giuseppe, rimasto in casa, aveva completato di pavimentazione su terra e imbiancata a calce.
All'età di 12 anni mio padre lasciò la casa per andare a lavorare seguendo le orme dei fratelli maggiori. Le bocche da sfamare dovevano cercarsi di che cibarsi. Partiva a piedi all'alba per recarsi, ogni lunedi, a S. Giuliano dove il vaporetto lo avrebbe portato a Venezia. Qui faceva i lavori più umili: ora in una trattoria, poi una pasticceria o aiuto muratore.
All'età di 20 anni viene riformato dal servizio militare per scarsità toracica. Era il 24 Maggio 1915, anche l'Italia dichiara guerra all'impero austro-ungarico per riavere Trento e Trieste. Il torace di mio padre diventò così idoneo al servizio militare. Sarà tra i combattenti del Carso, poi in Belgio, poi in Francia. C'era anche lui, ma, a suo dire, c'erano anche gli altri. E' la I guerra mondiale.
Doveva essere una guerra lampo, l'armistizio venne firmato dopo quattro lunghi e disastrosi anni. Ma fu vinta. Nel 1912 vi fu l'annessione delle colonie (Libia) e del Dodecaneso ora Trento e Trieste erano italiane.
Alla "sabauda stirpe eroica- custode del patrio onor", come dicono le parole dell'inno reale, vanno glorie e onori; alle popolazioni molti lutti, mutilazioni e miseria.
Ma mio padre...torna vincitore.
Con la guerra si sono consumate le distruzioni e stimolate e affinate le invenzioni. E' nata l'aereonautica, moderni biplani volteggiano in cielo. E. Berliner ha inventato il grammofono a disco, perfezionando l'opera di Edison inventore del fonografo. Oltre le scuri nubi del dopoguerra l'alba di una nuova moderna generazione stà per sorgere.
Nonno Gigi

21 marzo 2009

Pensando

Ieri sera ho pensato tanto. Ho pensato per massimi sistemi. Cosa che di solito evito...Ho una buona dose di preoccupazioni, e quindi per questo evito. Altrimenti mi deprimo. Non è bello essere depressi , e mi pare che la maniera migliore per non farlo sia proprio questa, almeno per ora.
Affrontare o cercare di farlo, gradualmente le cose, una per una e non pensarci troppo sopra. Ieri sera soprafatto dalle cose non sono riuscito a prendere le cose una per volta, e tornando in hotel ho dovuto e voluto mettere la musica al massimo e spegnere i pensieri. Mi ha molto rinfrancato, anche se da sola come cosa non è bastata. Ho dovuto allungare di qualche chilometro la strada. Mi ha fatto sentire meglio.
Una volta entrato in hotel ho acceso il pc. Volevo scrivere qualcosa. E ho incominciato a raccontare la storia di nonno Gigi.
Sottofondo musicale e...un trancio di pizza. Nel frattempo ho chiamato Carla, mia moglie, e abbiamo chiaccherato un pochino, lei ha subito capito il mio essere "diverso". Anche questo mi ha fatto bene. Il cercare di spiegare a lei cosa avevo ha portato anche me a capire meglio.
Poi mi sono mangiato quel trancio di pizza che si era ormai raffredato, pazienza. Ho continuato ad ascoltare musica. Avvolto da lei il mio umore ha ripreso la retta via. Il sonno mi ha preso alle 1 e 30. Questa mattina ho spento la sveglia prima che suonasse, ho ripreso le mie giornate. Sono arrivato puntuale da Carla e Federico... ed ho rimosso ogni cosa.

20 marzo 2009

Dai primi anni dell '800 all'inizio del nuovo secolo

In occasione di una delle tante cene famigliari, durante le festività natalizie, fù chiesto a nonno Luigi di dire qualche piccola parola riguardo ai ricordi della sua lunga vita (87 anni). Egli si alzò e raccontò una storia che poi ha ripetuto in più di un incontro, e che si ritrova anche in questa raccolta. Con mia grande sorpresa questa storia è un percorso preciso e indelebile attraverso un secolo e più, dell'incredibile racconto della vita umana. Nonno Luigi riesce, attraverso dialoghi e interazioni dal vivo a toccare tutti i temi che animano il cuore di chi legge.
Godetevi la storia. Lasciate che le parole scivolino nella vostra anima, e pensate, come direbbe nonno Luigi, con il cuore. Leggete questa storia: sarà come vivere in prima persona il percorso di un secolo.

Nonno Luigi racconta I (Rimbalzando con i ricordi nel tempo)
I miei bisnonni, materni, Giovanni Lancerotti e Antonia Ballarin, nascono a Venezia nei primi decenni dell'800. Sono anni tristi. Napoleone ha ceduto all'Austria i territori della conquistata repubblica. L'ultimo doge, Ludovico Manin, è morto, sconfitto e umiliato. Nascono le prime ferrovie a vapore. La giovane coppia, lui è gondoliere di casata patrizia, sarà testimone dei moti rivoluzionari guidati da Daniele Manin e Nicolò Tommaseo. E' l'Aprile 1849 quando gli austriaci iniziano l'attacco all'agguerrito forte di Marghera, ultimo sbarramento a protezione della città ormai debole e fiaccata. Con eroiche sortite contrastano il passo al nemico. Venezia chiusa nell'assedio è malata ma non domata. Come dirà uno dei difensori, A Fusinato : "Il morbo infuria, il pan ci manca - sul ponta sventola bandiera bianca".
Il 26 Maggio il leone di S.Marco cade. Compiva mille anni. Sotto il giogo austriaco Giovanni e Antonia cresceranno i loro figli: Giuseppe, Eugenio, Luigi, Pietro, Vittoria, Giovanna, Paolina, Luigia, Antonietta e Marco.
Il 30 luglio 1859 nasceva Marco Lancerotti, mio nonno materno. Era l'anno del Risorgimento Italiano. Il 6 maggio 1860 Garibaldi sbarca a Marsala; il 6 giugno 1861 muore Camillo Benso conte di Cavour; il 17 marzo 1861 Vittorio Emanuele III proclama il regno d'Italia con Roma capitale; 1866 Venezia passa all'Italia.
Nonno Marco è un giovane di buon carattere, giovale e semplice. Lavora come fornellista e cameriere al caffè Lavena in piazza San Marco. E' il più giovane e il più povero dei fratelli, ma è sereno. La sorella Atonietta ha sposato un avvocato e talvolta la incontra al caffè con presumibile imbarazzo di lei e del marito. Rimasto vedevo con la sua prima moglie Nina (Carolina) ancora piccola, cercherà una nuova compagna. Si chiama Giovanna Venier (mia nonna), più giovane di lei di dieci anni, timida e riservata. Tramite conoscenze del palazzo,Marco porta a conoscenza delle sue intenzioni i conti Vanti presso i quali Giovanna è a servizio dall'età di 12 anni. Giovanni era rimasta orfana a 12 anni. Viveva a Chiarano in provincia di Treviso dove il padre lavorara i campi dei conti. Un suo fratello maggiore si trasferì in Argentina e non diede più notizie. Lei venne raccolta e allevata al servizio dei conti stessi.
Ricordo quando, da bambino, andavamo a Campalto a salutare la contessa, allora molto anziana e vedova; ricordo la grande mura sulla quale si apriva il grandioso cancello in ferro battuto e dal quale il viale ghiaioso conduceva alla villa, fuori era il piccolo borgo di Campalto e le poche case. La villa si ergeva sul lato destro della proprietà (sud-est) e poichè era una giornata estiva la rivedo bianca e linda. Il viale, ben tenuto, era fiancheggiato da grossi vasi con piante di limone che superavano la ia altezza, e terminava in uno spiazzo antistante il portone. L'angolo di sud-ovest della villa aveva una grande vetrata che incorporava nel fabbricato la serra colma di piante e fiori. Una serie di fabbricati rurali chiudevano a semicerchio la grande area padronale dove alloggiavano i carriaggi, le stalle e la casa del fattore.
La contessa ci attendeva in piedi della gradinata d'entrata. La ricordo di bassa statura, non magra malgrado l'abito nero, la faccia rotonda, un pò pallida, era ben incorniciata nei capelli bianchi e lisci con discriminatura al mezzo e un piccolo chignon sulla nuca. Gli occhi, neri e brillanti e il collare di velluto nero, con cammeo, completavano un aspetto aristocratico, unitamente al bastone nero su cui si appoggiava.
Ricordo che, seduti in salotto, fremevo dalla voglia di uscire per andare nel boschetto di bambù che avevo visto sul retro. La zia Mary mi teneva composto con significative occhiate ma, finalmente, il permesso mi veneva accordato. Oggi quel mondo non c'è più. Passò tuto in lascito al Comune che con rivalsa proletaria fece scempio di tutto. Solo una lapide ricorda il lascito a chi ha ricordi. In quell'ambiente Giovanna si fece donna. Riguardosa, paziente, timorata, rispettosa lei, analfabeta, aveva solo due riferimenti: la religione e i padroni. Il suo mondo: Campalto e Venezia. Il primo si lo disse alla contessa quando la informò che un bravo giovane rimasto vedevo con una bambina in tenera età desiderava prenderla in moglie, il secondo lo disse a Marco.
Nonno Gigi

Al ministro Brunetta

Altro che "fannulloni" dedicato agli statali, egregio ministro. Per gli studenti ha scelto un termine ancora più simpatico: "Guerriglieri". Con questa sua "tipica" affermazione non ci vuole molto perchè le arrivi addosso una valanga di critiche dal mondo politico, da quello studentesco e perchè no, dalle forze di polizia. Spero proprio che, il ministro Gelmini, prenda le distanze da questa sua ennesima esternazione.
Additare genericamente come guerriglieri gli studenti, soffiando sul fuoco e fomentando gli animi è un atteggiamento irresponsabile dal quale nessun organo istituzionale può rendersi spettatore passivo.
Ma non contento del vespaio sollevato ha avuto il coraggio, aprofittando delle telecamere di Sky per rincarare la dose dicendo che, tali studenti, non avevano neanche la dignità dei guerriglieri che sono una cosa seria. Apostrofandoli di essere quattro ragazzotti in cerca di sensazioni violente che non rappresentano nessuno e che fanno perdere tempo alla polizia, che dovrebbe essere impegnate per cose ben più serie.
E proprio le forze dell'ordine, esimio ministro, chiamate in causa, lanciano un appello con il quale chiedono che i politici imparino a moderare i termini perchè le loro parole sopra le righe corrono il serio rischio di tradursi inevitabilmente in pietree molotov contro poliziotti e carabinieri, costretti a gestire situazioni sempre più difficili. Mediti signor Ministro !!!

19 marzo 2009

Vecchi ricordi

Sono qui davanti al pc. Con il post bianco. Tutto da scrivere. E penso: abbiamo cicatrici in tanti posti impensabili, sono come mappe segrete delle storie personali, diagrammi di tutte le vecchie ferite. La maggior parte di esse guariscono lasciando solo i segni, ma alcune non guariscono, le portiamo con noi ovunque e, anche se si sono rimarginate da tempo, un pò di dolore ovviamente resta. Ma quali sono le peggiori ? Le nuove ferite che sono così dolorose o quelle vecchie che dovevano guarire e invece sono ancora li... ho smesso di chiedermelo.
Certo quelle vecchie ci insegnano qualcosa ci ricordano dove siamo arrivati e cosa abbiamo superato, ci danno lezioni su cosa evitare in futuro o perlomeno così dovrebbe essere, ed è questo che ci piace pensare.
Ma non è sempre così, vero ???

Diritti alla vita: di chi ?

L'epidemia legata all'Hiv continua ad uccidere milioni di persone. In Africa, dove l'Aids costituisce una delle cause di morte più importanti per donne e bambini, più che nel resto del mondo. Gli studi epidemiologici dimostrano con chiarezza, d'altra parte, che la diffusione della malattia avviene ormai quasi solo per via sessuale e il Papa se ne va in Africa a chiedere, a chi si occupa della salute degli africani, di interrompere la distribuzione dei preservativi perchè i prewservativi, dice, non servono a prevenire la diffusione della malattia e perchè quello di cui ci sarebbe bisogno, secondo lui, in queste popolazioni a rischio, sarebbe "il rinnovamento spirituale della sessualità". Trionfalmente ripresa dai media di tutto il mondo (su Sky Active chiunque può ascoltare questo discorso assurdo in qualsiasi momento) lo slogan per cui il preservativo è inutile (o dannoso) diventa uno spot in difesa del virus e del suo diritto a lla vita. Da un essere umano all'altro da un embrione all'altro. Perchè anche così forse Benedetto XVI pensa di dover difendere "la vita".

18 marzo 2009

Ricordi di casa

Penso sia un argomento di unione in maniera simbiotica, il gusto al Ricordo di Casa, di Famiglia. Piatti fatti con amore nelle ricorrenze speciali. La portata preferita che troneggiava nella tavola del nostro compleanno. La Domenica o il giorno di festa che avevano una connotazione culinaria ben precisa.
Il piatto che, solo a ricordarlo ci mette di buon umore o ci riporta ad avvenimenti familiari o di situazioni ben precise. Il piatto "forte", quello con il quale i genitori sbaragliavano qualsiasi difesa o stupivano gli ospiti. I profumi del giorno di festa. Il gusto di un esame superato o di un pericolo scampato.
Ma anche, più semplicemente la capacità di portare a tavola, con poco o pochissimo, non il cibo in se stesso, ma il senso di desco familiare e unione di affetti.
Sono forse sensazioni perdute ?

Trecento gol

Pippo Inzaghi gioca sempre come nel cortile. Domenica ha raggiunto quota trecento gol in carriera. Non mi viene alla mente, ora, ma penso che più di due assist in carriera non li abbia mai fatti, uno è persino troppo. Pippo è proprio così. E' come quei ragazzini che in cortile giocavano sempre davanti alla porta, che non tornano mai, che aspettano il pallone, lo stoppavano, si giravano e quando segnavano correvano da soli ad esultare. Inaghi è rimasto così una vita intera. Quando fà gol esulta come un ragazzino, sempre. Che sia una finale di Champions, che sia una partita di Coppa Italia, che sia un anonimo incontro di campionato. Lui ha un rapporto viscerale con la porta. Vive per metterci il pallone dentro. L'unica regola con cui ha dovuto fare i conti è stata quell'infamità del fuorigioco. Con lui ha litigato una vita intera. Sempre in linea coi difensori, è da quindici anni il terrore dei guardalinee. Lui sta sempre li, sul cnfine, con quella carica di adrenalina addosso, pronto a fiondarsi sul pallone e a metterlo in rete. Il resto della squadra lui non lo vede, non lo ha mai visto. Ha sempre giocato così, in venti metri di campo, si guarda dietro come fa uno staffettista quando attende il testimone. E poi parte, solo contro il portiere. Di assist non ne ha mai serviti. Esiste lui e la porta. Almeno da quando è professionista, gioca senza la paura che passi una macchina.

17 marzo 2009

Il papa equivocato o equivoco ?

Forse noi atei non devoti eravamo rimasti gli ultimi a credere, anzi a non credere, nel dogma della infallibilità pontificia. Fatto sta che è stato abbastanza scioccante sentire nei tg stralci del documento in cui Benedetto XVI interviene ancora una volta sulla vicenda dei vescovi paranazisti cui ha tolto la scomunica. Sostanzialmente il Papa lamenta di essere stato mal interpretato, come un Berlusconi qualsiasi. Comunque, la riamissione tra le braccia della Chiesa di negazionisti e altri destrorsi sarebbe stata solo un atto di carità cristiana e in nessun modo una concessione alle loro teorie. Il Papa, insomma, si sarebbe trovato, pure lui stritolato nel Girmi della comunicazione e costretto a precisazioni smentite. Ma quello che mi ha lasciato daverro di sasso è il passo in cui Benedetto XVI lamenta la guerra che gli verrebbe fatta da qualcuno dentro il Vaticano stesso. Caspita, stavolta il Papa parla come Veltroni. e' già un passo avanti.

16 marzo 2009

Aiuto

Aiuto ! Sabato c'è Ballando con le Stelle, domenica c'è Affari Tuoi, X Factor, Amici, Chi vuol essere milionario, Paperissima e il salotto terorizzante della Perego, lunedì c'è Affari Tuoi, La Ruota della Fortuna e il Grande Fratello, martedì c'è Amici e X Factor in contemporanea e poi Striscia la Notizia e Stranamore, mercoledì l'Eredità, giovedì è la serata di Scherzi a parte, ma ci tocca anche Festa italiana con la giuliva Balivo, venerdì non potevamo fare a meno dei Raccomandati di Pupo... e ci eravamo dimenticati La Fattoria, che è quel reality dove alcune tizie dai seni prorompenti si dovevano tuffare nel fango e poi far lavare da concorrenti maschi in stato di lieve appannamento della coscienza sessuale. Dopodichè la storia ricomincia... Tutti parlano del pluralismo dell'offerta. Quanti programmi di cinema ? Nessuno (quello di Marzullo non conta). Di arte ? Nessuno. Di jazz ? Nessuno. Di musica classica ? Nessuno. Di...? Ve lo dico io: nessuno.

15 marzo 2009

Un pareggio che non serve a nulla

Lumezzane-Venezia 0-0 Lega Pro 1^ Divisione Girone A
Finisce 0-0 una partita che il Venezia doveva vincere. Gli arancioneroverdi non hanno saputo approfittare di un primo tempo fiacco da parte del Lumezzane e, nel secondo, hanno adirittura rischiato di perdere. Un misero punto che serve a ben poco anche se, interrompe una serie di un mese e mezzo di sconfitte. Ora il penultimo posto, ultimo utile per acciuffare i play-out, dista cinque lunghezze. Dobbiamo ringraziare i cugini di Padova che hanno rifilato, proprio alla penultima, la Sambenedettese, due pappine e li hanno rispediti a casa. Resta comunque un pò di amaro in bocca per la palla match sprecata all'ultimo minuto da Ibekwe. Colpo di testa ad una passo dalla porta, l'impatto è debole e la palla arriva senza colpo ferire nelle mani del portiere avversario. Ora, gli uomini di Serena, hanno due partite in casa e la sola cosa da fare è pensare di vincerle entrambe. Altra soluzione non c'è altrimenti prepariamoci tutti al prossimo campionato di Lega Pro 2^ Divisione.

Al Tappone

Finiti i soldi ? Fame in famiglia ? Niente vacanze per quest'anno ? Papà è stato licenziato ? Lo sfratto vi toglie il sonno ? Purtroppo, in questo preciso momento il presidente non vi può ascoltare perchè sta aspettando una risposta che gli sta a cuore più di tante altre. Dovete sapere che a lui Palazzo Chigi è sempre andato un pò stretto: poche colonne, pochi stucchi dorati, poca grandiosità, niente di quel che gli piace di più e cioè quello stile neoclassico che prende una persona che ha improvvisamente salito a una maggore classe sociale e non ha ancora ottenuto l'accettazione sociale da parte di altri in questa categoria. Cosi, ha chiesto al Ministero dei Beni Culturali di poter trascinare in quell'avvilente monolocale di Palazzo Chigi quattro statue romane, strano: ha chiesto gli originali e non scintillanti repliche in poliuretano, attualmente depositate al Museo delle Terme di Diocleziano. Gliele vogliamo negare ? Intanto, a Palermo tre giovani italiani esuberanti hanno tolto la stampella a un disabile facendolo ovviamente precipitare a terra. Cosi gli han potuto portare via il portafogli senza tante storie. Cosa c'entra ???

14 marzo 2009

Campionato...dopo la batosta in Europa

Canguri in retromarcia. Come nel 2002, non ci saranno italiane fra le otto qualificate per i quarti di Champions League. Il made in Italia pallonaro peggiora, ma la vita continua. L'Italia prova a consolarsi con le proprie rivalità da civiltà dei Comuni, in un paese dove il campionato conta moltissimo, forse persino più della Champion Leauge. Senza distrazioni europee e con undici partite da giocare (si chiude il 31 maggio), la Juve, con uomini ed energie contate, è convinta di poter minacciare l'Inter, avanti di sette punti. Il Milan, che ha dodici punti meno dell'Inter, gioca in difesa del terzo posto (cinque punti sulla quarta) che consente di arrivare in Champions, senza passare dal preliminare. La lotta più serrata è quella per il quarto posto (Champion attraverso un doppio preliminare) con tre squadre in un punto: Fiorentina (46), Roma e Genoa (45). Da qui al 31 maggio, chi vorrà, si guarderà la Champion degli altri e, a parte la perdita economica e di prestigio, la dimensione italiana è questa. Perchè da ora in poi si potrà litigare sul fuorigioco di centimetri e verrà dimenticato l'arbitraggio in stile europeo, nonostante gli sforzi di Collina. Si tornerà a parlare molto e a giocare poco in campo: punizioni trasformate in comizi di tre minuti intorno agli arbitri; giocatori a terra per malanni di gravità variabile in base al risultato (chi è in vantaggio ha più infortunati di chi stà perdendo); panchine sempre molto preoccupate di capire che cosa ha fatto vedere la tv. Se l'Italia fatica ad emergere nelle coppe europee è anche perchè quì và di moda il calcio virtuale, quello della moviola, mentre sopra le scogliere di Dover piace il calcio giocato e infatti gi inglesi riempiono ancora gli stadi. Che sono proprietà delle società, mentre gli illuminati dirigenti italiani hanno bruciato in ingaggi i miliardi (di lire) e i milioni (di euro) versati dal '90 dalle tv.
Ritornare al campionato è un modo per ripartire dalla vecchia abitudine secondo la quale la partita è un dettaglio e quello che conta è tutto ciò che sta intorno al match. Di Mourihno ad esempio, interessano i monologhi pre-partita e non ci si chiede perchè l'Inter sia peggiore nel gioco rispetto al passato remoto (Mancini) e anche prossimo (il giorno d'andata). Fuori dall'Europa, l'Italia ritrova la sua vera passione: il campionato. E la voglia di litigare

13 marzo 2009

No Line On The Horizon

Sono ancora nella mia stanza d'albergo a Bosisio Parini come ogni fine settimana. Questa sera ho fatto tardi per motivi che non stò ora a spiegarvi e, quindi, non sono passato a salutare mia moglie e Federico come al solito ma sono venuto diretto in hotel. Sono partito alle 19 circa da casa (Spinea - Ve) e durante il tragitto mi sono fermato in un autogrill a mangiare un panino. Con l'occasione, aggirandomi tra gli scaffali, ho notato l'ultimo lavoro degli U2 e l'ho acquistato. Ho avuto l'occasione, durante il percorso di ascoltarlo per ben due volte. Cosa dire ? Cosa era lecito aspettarci oggi, dagli U2. I quattro ex ragazzi d'Irlanda erano finiti nelle sabbie mobili di una crisi musicale, certo non di vendite, profonda: crisi d'identità, di ispirazione, crisi addirittura come musicisti. Grossi problemi di forma e sostanza, soprattutto dovuta al "leader maximo" che aveva rotto la coesione e l'essenza della band, creandosi un'immagine e un ruolo assai distante dalla musica. I cinque anni di silenzio antecedenti l'ultima nuova uscita non sono altro che il sintomo di poca voglia di lavorare, apatia e mero interesse.
Una volta, però, terminato di ascoltare per la seconda volta "No Line On The Horizon" il primo elemento a risaltare chiaro, lapalissiano è la quantità e la qualità del lavoro. Le tastiere liquide che aprono il secondo brano del lavoro "Magnificient" fanno da anteprima ad un bel tuffo nel passato, frutto della chitarra di The Edge che ritrova epiche ormai antiche su cui Bono si fà raffinato interprete, con la complicità di arabeschi e di una melodia cristallina. Un brano di bellezza immediata e di classica maturità. Sugli altri brani il trait d'union con il passato si fà più labile. come in "Moment of Surrender", un lungo gospel ricco di pathos, per organo, archi e beat elettronici, o come l'evocativa distesa "Fez-Being Born".
Il capolavoro del lavoro, il brano meglio rappresentativo del nuovo corso, si chiama "Unknown Caller" splendido momento corale, in cui chitarra e sezione ritmica si limitano ad incorniciare il lavoro di voci fino a quando viene lasciato spazio a un intensissimo solo di The Edge di rara profondità.
Alla fine, dunque, il valore di "No Line On The Horizon" trova la sua conferma nei numeri base , come la solida e potente Breathe o come il crescendo della title track. Brani che mantengono la giusta rotta nell'attesa dei momenti più aulici, tra cui non può non citarsi la deliziosa Cedars of Lebanon, saudente ballata sottovoce che chiude il disco.
"No Line On The Horizon" segna il ritorno degli U2 alla musica, senza che per questo si debba parlare di grande stile. Lo stile è piuttosto finalmente consapevole, finalmente maturo, finalmente faticato. I pezzi sono scritti e arrangiati con classe e applicazione se non passione, in maniera tale da superare i limiti d'età.
Il risultato complessivo, per me, riporta ai tempi di "Zooropa" e, detto francamente, si tratta di un mezzo miracolo.

Dedicato a mia MOGLIE

Ci ho pensato molto ieri sera ma, non trovavo il modo di esprimere quello che volevo dire e soprattutto quello che provo dentro al profondo del cuore. Tredici mesi possono sembrare niente eppure per me sono una eternità. Tredici mesi dove Tu ti sei profondamente dedicata a seguire nostro figlio Federico dopo il tragico 31 Gennaio 2008. Tredici mesi di speranze, gioie e dolori. Una forza fisica e interiore tenuta nascosta dentro ed esplosa in tutta la sua energia in questo doloroso fatto. Ancora una volta hai dato dimostrazione di essere il fulcro della nostra famiglia, di essere riuscita a prendere legna, tanta legna e accendere un fuoco così alto da trasmetterci un enorme calore. L'amore, penso, non è altro che prendere legna, e a poco a poco accendere un fuoco. Alimentarlo con altra legna fino a quando ti accorgi che non occorre più alimentarlo perchè resta acceso da solo. Tredici mesi, quasi sempre divisi, io nella nostra casa e Tu con Federico. I ritorni alla sera in una casa silenziosa senza luce, senza rumori, senza niente. Tu con Federico senza un sostegno vicino con il solo conforto delle mie telefonate e con le speranze, condivise, di un futuro meno tragico. Le Tue notti da sola , in quella stanza in affitto, i Tuoi risvegli notturni pieni di angoscie e paure, le Tue giornate con nostro figlio. Incredibilmente incredibile. Era bello sentirti al telefono quando mi raccontavi la gioia per i progressi di Federico, era bello anche quando mi raccontavi i tuoi dubbi, le tue angoscie, le nostre speranze. E poi il sabato, l'essere insieme con Te e Federico. Le paure e i timori non passavano ma si condividevano insieme, legati dalla speranza di riavere in qualche maniera Federico. Un incredibile prova, difficile e inimmaginabile. Tutto questo è sempre stato e sempre sarà dentro di me. Immagino avresti preferito sentirlo a voce ma, lo sai, lo dici sempre parlo poco. Tutto ciò semplicemente per Amore.

12 marzo 2009

Al ministro Scajola

Caspita signor "ministro" a suo dire le prossime centrali nucleari saranno una fonte di ricchezza Ne avevamo bisogno,con le centrali nucleari ce la faremo, basta aspettare e andremo anche in vacanza. Ma, dice ancora di più: occhio "ci sarà concorrenza tra i territori per essere scelti come siti di un nuovo impianto". E' probabile che si realizzi un'altra guerra tra poveri al grido "la voglio io la centrale nucleare". E' da lodare, signor "ministro" la sua generosità a lasciare spazio agli altri, avendo dichiarato indisponibile il giardino di casa sua, nell'eventualità, spero altissima, sia prescelto come sito nucleare baciato dalla fortuna. Il suo cuore è grande, grande così, lei la centrale nucleare non la vuole neanche vedere da lontano. Insomma statene certi non ce la porterà via. Uguale animo per quel che riguarda le scorie: alla domanda "le desidera sul suo frigo?", pare che lei abbia risposto; non voglio togliere le scorie di bocca a nessuno. Un sant'uomo, avercene...

44 anni...

Maledetta Champions e maledetto mese di Marzo. Dal Liverpool al Manchester, si ripete la storia. Triste per l'Inter la "squadra più forte d'Italia" e fallimentare per il suo allenatore "special one", salutato dall'Old Trafford in festa che canta "bye bye Mourinho". La solita espressione di sfida e petto in fuori, la solita volontà di "provocare" uno stadio che lo accoglie con bordate di fischi, cori irripetibili e gesti poco amichevoli.
Ha affermato di aver finalmente capito che cosa serve per vincere in Europa e che ne parlerà con la società. Ma, lo stesso, non era stato ingaggiato da Moratti per vincere subito la Champions ? Ora chiede alla società di rinforzarsi ma era ormai da un bel pò di tempo che si era capito che l'Inter, a parte qualche giocatore, non era una squadra che potesse ambire di vincere la Champions. Per lo più con un girone disastroso di qualificazione che ha complicato maledettamente le cose, secondo posto e conseguente abbinamento con il Manchester.
La convinzione di "special one" è quella, ora, di portare a casa lo scudetto, sempre sperando che Julio Cesar rimanga quello visto ieri sera all'Old Trafford !!!

11 marzo 2009

Staminali, aspettando il mea culpa

Fra 400 anni un Papa dirà che la Chiesa si era sbagliata a condannare
la ricerca sulle staminali, ma che il suo errore era conforme alla cultura del tempo...

La democrazia del premier

Un Parlamento in cui votano solo i capi-gruppo? La proposta avanzata dal presidente del Consiglio per snellire l'attività del Parlamento ha del surreale. La mia prima reazione non può che essere una domanda: che cosa faranno a questo punto gli altri parlamentari, tenendo conto che gli eletti in Italia sono uno squadrone di ben 945 deputati e senatori?
Non ci sono tempi certi per avere le leggi, lamenta il cavaliere. Ho proposto,quindi, dice, un sistema col quale "non ci sono sorprese". Si riconosca nel solo voto del capogruppo il voto di tutto quanto il gruppo che rappresenta. Sei persone, invece che 630, alla Camera. Ma c'è di più: la Costituzione italiana vieta ogni delega del voto da parte dei parlamentari, ciascuno dei quali rappresenta la nazione nel suo insieme e non il gruppo a cui appartiene, la lista in cui è stato eletto o la circoscrizione di riferimento.
Che il Parlamento non possa essere ridotto ad un "votificio", che debba essere reso più funzionale, che ci sia qualcosa di anomalo nell'attuale rapporto governo-parlamento quanto allo svolgimento dell'attività legislativa non è una novità: si tratta di un tema cruciale per una moderna democrazia, al centro da tempo, non a caso, di proposte di riforma, costituzionale e regolamentare, avanzate da maggioranza ed opposizione.
Ma che si debba partire da una incostituzionae messa a tacere dei singoli parlamentari pare quanto meno irrazionale: a questo punto, iniziamo riducendo il loro numero che, al pari dei costi connessi, continua ad essere il più elevato tra le democrazie occidentali.

10 marzo 2009

Gialloblù

Campionato di Promozione Girone C - Spinea - Favaro 1-0
Una prodezza a tempo scaduto di Mattia Molin, regala tre punti preziosissimi allo Spinea. Per lo Spinea seconda vittoria consecutiva e sette punti nelle ultime tre gare, segno che la squadra ci crede moltissimo nella salvezza. Gara equilibratissima tra due formazioni che non hanno attacchi particolarmente prolifici. Mattia è figlio d'arte, il padre Andrea ha segnato caterve di reti ed a 46 anni continua a calcare i terreni verdi giocando in terza categoria con il Marano. Solo otto giorni fà il papà era in tribuna a seprare di vedere il figlio in campo ed aveva detto sorridendo : "E' meno bravo di me ma più veloce". A distanza di otto giorni Mattia è entrato in campo a metà ripresa con un tocco preciso, al 46' del secondo tempo, trafigge il portiere Morello e, per la giovane punta, è l'apoteosi.

28 Marzo

Si annuncia come il più grande evento di partecipazione sociale mai avvenuto. Grazie al web e al social network centinaia di migliaia di persone aderiscono e si impegnano a spegnere le luci per un'ora il 28 marzo. Organizzato dal Wwf per sensibilizzare contro il riscaldamento globale, l'evento punta a coinvolgere un miliardo di cittadini in tutto il mondo. Più di mille tra metropoli, città e piccoli centri spegneranno i loro monumenti più rappresentativi. Il 28 marzo l'ora della Terra attraverserà 25 fusi orari diversi dalle coste del Pacifico ai paesi delle coste atlantiche, mirando a contagiare un miliardo di persone con il click di un interruttore per una grande ola mondiale di buio.

09 marzo 2009

Un altro abuso: il tetto agli stipendi

Ultimamente leggiamo apprezzabili cronache dove si narra con entusiasmo di tanti esempi di fabbriche dove gli operai suddividono fra di loro i sacrifici, magari quelli derivanti dal regime di cassa integrazione. Con i previsti tagli ai già modesti salari. Un esempio di coesione sociale, di senso di responsabilità che fa a pugni con il diffondersi, in altri luoghi, di una specie di "si salvi chi può". Tutti ne scrivono compiaciuti. Nessuno parla però di chi gode di buste paga spesso molto elevate ma che si guarda bene dall'adottare criteri di solidarietà. E' c'è chi grida allo scandalo se si chiede di ottenere un contributo, appunto di solidarietà, da chi nella crisi naviga senza troppe angoscie economiche. Gli alti stipendiati insomma. C'era una volta, voluto dal governo di centrosinistra quello (ricordate?) guidato da Romano Prodi, un tetto assegnato agli stipendi dei dirigenti pubblici. Era stato infatti fissato un massimo di 289,984 euro lordi l'anno. Ma questo tetto, se già non lo sapete, è stato corretto con una nuova norma passata quasi sotto silenzio la scorsa estate, ai primi d'agosto. A quanto pare sarà il governo a stabilire chi dovrà rimpinguare quella "esigua" cifra. Magari per premiare più che la fedeltà e l'efficienza aziendale, la fedeltà politica. E' quello che un tempo si chiamava clientelismo.
C'è una parte del mondo dove in queste stesse ore ci si comporta diversamente. Il neopresidente americano, Obama, ha annunciato, infatti, l'imposizione, non solo ai manager pubblici bensì ai manager di banche e altre società, di un tetto massimo alle retribuzioni di 500 mila dollari annui (pari a 400 mila euro).
Ecco, questo è un modo per far capire, che davvero quando si parla di sforzo nazionale si vuole far intendere che tutti devono partecipare in prima persona. E in testa in questa gara, ci devono stare in primo luogo coloro che dalla crisi non sono toccati o magari troveranno il modo per non essere toccati mai.
Coloro che non sanno cosa significhi cassa integrazione, sospensione del contratto, solitudine sociale. E' proprio vero, comunque, i soldi mancano solo per i precari.

08 marzo 2009

Promette Silvio ? Ahi, Ahi, Ahi

Mentre si riannuncia il ponte sullo stretto per me, non necessario, e ricompaiono sui giornali i disegnini delle campate per aria, Berlusconi dice no all'assegno di disoccupazione, sostenendo che sarebbe un incitamento al licenziamento e al lavoro nero. Un pò come dire che non si và più all'ospedale perchè sarebbe un incitamento alle malattie e all'ozio. O come sostenere che non vale la pena far soprravvivere i disoccupati, esponendoli così alla prossima crisi. Insoma, le ragioni del premier per dire no alla solidarietà sono tante e tutte false. Come false sono state le sue promosse (e quelle di Tremonti) ai cittadini in possesso di azioni Alitalia, a cui giurarono che non avrebbero perso un euro. Parol che ho riascoltato a Mi Manda Rai3: partecipavano i dipendenti che hanno perso il lavoro e pure i risparmi, avendoli investiti per la copagnia di bandiera. Si può dire che, con i lori soldi, abbiano portato al fallimento Alitalia e al lavoro sporco Berlusconi.

07 marzo 2009

Ho casualmente incontrato un alieno inviato sulla Terra

E' tutto il giorno che ci penso. L'ho scritto su vari foglietti di carta, anche su fazzolettini di carta. Appena mi veniva alla mente qualcosa, stop, e scrivevo. Ora lo riporto fedelmente, anche con un pò di timore...perchè mi piace. Scusatemi ma...stavolta mi piace.
Metti che un marziano, un giorno, si incammini per una nostra città, dovendo riferire ai suoi capi, in una galassia lontana, degli usi degli indigeni in questa provincia della Via Lattea. Lo straniero si avvia per le strade della prima mattina, tra il traffico e gli autobus affollati, e frettolosi passanti con il giornale sottobraccio. Niente di strano, pensa il marziano, anche sul suo pianeta si va di fretta, a quell'ora. Bambini assonnati con lo zaino in spalla trascinati da genitori in ritardo. Cani ipernutriti strattonati col guinzaglio da padroni impazienti. Anche da noi va così, sorride fra sè lo straniero, tutto l'Universo è paese. E va a bersi un caffè al bar.
Nel locale la radio è a tutto volume. Borsa, meteo, pubblicità martellano sgradevolmente le delicate orecchie dell'alieno. Esce in fretta, infastidito, e pericolosamente lo sfiora un grosso fuoristrada dal cui abitacolo viene una musica al massimo volume..... Lo straniero vorrebbe chiedere un'indicazione, si è perso, ma tutti quelli che incrocia stanno parlando al cellulare. Un'altro, cui rivolge la parola, non gli risponde nemmeno, estraniato dalla cuffia dell'iPod. Affamato, il marziano entra in un supermercato. Anche qui musica, canzonette e un dee-jay che parla, parla, parla del nulla e ride, senza riprendere fiato. Annota il forestiero nel suo bloc notes digitale: Pianeta Terra: gli abitanti paiono ragionevoli e laboriosi; tuttavia, sembrano non sopportare il silenzio. L'osservazione dell'alieno, che casualmente ho incrociato e con cui ho scambiato due parole, mi ha colpito. In effetti è sempre più raro trovare un locale pubblico, un ipermercato, un parrucchiere dove non ti inseguano le note e le parole di una radio, e dediche alla fidanzata, e previsioni del tempo, e oroscopi, e dibattiti sul gas serra. Ogni argomento và bene, ogni melodia già sentita mille volte è bene accolta, ogni jingle molesto di pubblicità è tollerato: tutto, purchè non il silenzio. E parliamo, parliamo, il cellulare incollato all'orecchio; e ascoltiamo, ascoltiamo, la tv sempre accesa in soggiorno, anche se non la guardiamo. Sembra che abbiamo un nemico comune da cacciare. Come un intollerabile vuoto che occorre, non importa come, colmare.
L'alieno è ritornato nella sua galassia. Ha riferito: "Terrestri, brava gente. Solo, stranamente intolleranti del silenzio. Si direbbe, quasi, che ne abbiano paura"

06 marzo 2009

Parlando con Federico

Ore 21 e 15. Sono seduto davanti al mio pc portatile nella stanza d'albergo, a Bosisio Parini, che mi ospita il fine settimana quando mi reco al centro E. Medea (La Nostra Famiglia) dove è ospite mio figlio Federico, dal 26 Gennaio '09, per il servizio di riabilitazione dopo l'incidente del Gennaio dell'anno scorso. So che sarà difficile ma, proverò a trasmettervi, le emozioni e le paure di un ragazzo di 24 anni rimasto non vedente.
Lo sai secondo la "nuova classificazione internazionale del funzionamento della salute e della disabilità" la parola handicap non sarà più utilizzata perche ha connotazione negativa.
Che ne pensi ? Deficit, menomazioni, disabilità, handicap alla fine è tutto un gioco di parole intorno alla persona che non è capace di essere o di fare secondo la norma. Le definizioni in genere sono noiose però molto importanti perchè attraverso esse si classificano le persone mettendole in categorie ben precise; inoltre attraverso le definizioni si dà o si toglie libertà alla persona, si svalorizza o si svaluta, e questo vale ancor di più per una persona disabile. Ad esempio, se ti domandi chi è il cieco ? Puoi rispondere una persona che non vede, un non-vedente oppure l'esperto dell'invisibile. In ogni caso sono tutti tentativi di descrivere un'esistenza e per questo bisogna fare molta attenzione: il come ne parli riflette il significato che gli attribuisci. Ogni esistenza ha il suo significato e non ha bisogno di essere valutata, misurata o confrontata, ha semplicemente il diritto di essere.
A Te inizialmente la vita aveva donato la vista, poi un giorno te l'ha tolta...
...non ancora 23 anni, a cavallo di una moto, contro un palo della luce e poi sul duro asfalto del marciapiede. Ora a distanza di un anno ti rendi conto che la Tua vita sarà diversa, lo so ti dispiace ma non devi aver paura, chissà il tempo ti regalerà di essere accompagnato dal tuo cane, di poter imparare il linguaggio braille e poi, tutti ormai sanno che Federico non potrà più vedere, quindi, non c'è più niente da nascondere, ne da sottovalutare o sopravalutare.
Certo ti chiederai perchè io e non un altro, soffrirai molto ma, ti prenderemo per mano e la Tua vita avrà ragione di essere e non sarà mai stata uno sbaglio.
Con il tempo non ti chiederai più perchè, sarai più sereno, credemi è solo questione di tempo. Qualcuno ti ha lanciato una sfida, spesso ci sono limiti che non vuoi e non sai accettare, e allora sei arrabbiato e li neghi, ma poi arriva il momento, anche se non immediato ne sereno, che devi accettare, che devi dire di si. Finchè non arrivi ad accettare, la presenza del limite, ti duole molto, ti fà piangere, ma poi quando puoi accoglierla, arrivi a dire un si che fà male ma che è anche molto positivo: non neghi più, non combatti più, non vuoi essere diverso da ciò che sei, ma dolorosamente accetti;
"si è così".

Realtà

A volte ci sorprende
Ci prende alle spalle
La realtà
Quando scopriamo che...
La verità
Il senso della vita
Passa senza rumore
Dagli occhi alla coscienza...
Del dolore
Errebi

La vera democrazia

Dopo un lungo e democratico dibattito fra sondaggisti, il Pdl ha infine deciso le modalità con cui, a fine mese, sceglierà il suo leader fra Silvio e Berlusconi. Niente acclamazioni con petardi e putipù, scartata anche la genuflessione, causa problemi tecnici (itailleur delle delegate). Si procederà per alzata di mano: vietato usarne più di tre a testa, e questo per scoraggiare il mercato delle protesi. Rimango basito per il profilo della scelta adottata. La "ola" avrebbe garantito una resa assai migliore al telegiornale della sera di Emilio Fede. A malincuore si è ammainata l'ipotesi dell'incoronazione nella cappella di Arcore, restava l'ipotesi di un karaoke sulle note del tormentone festivaliero di Arisa: "Silvio pascià è un elemento imprescindibile per una coalizione stabile che punti all'eternità". Pare però sia stata bocciata dall'unica forma di democrazia ancora concessa alle masse: il televoto...

05 marzo 2009

Immagini ed emozioni


Il mare d'inverno...
Il volo di un gabbiano...
Il battito della pioggia sul viso...
Gli occhi tristi di chi è solo...
Il pianto di un bambino al buio...
Il ricordo di un dolore...
La fiamma di una candela al vento...
Un barbone che dorme sotto un cartone...
La vita stesa su un letto d'ospedale...
La foto ingiallita dei compagni di scuola...
Un fuoco di notte in riva al mare...
Come una lampada accesa...
In fondo al cuore
Errebi

Torna Prince

Col piccolo Prince non si può mai star tranquilli. Nè, tantomeno, indovinarne le mosse. E così, dopo aver cambiato nome una mezza dozzina di volte e aver messo a soqquadro il mondo della discografia ufficiale, eccolo tornare con l'ennesima provocazione. In tempi di vacche magre sfornerà addirittura un triplo cd, in uscita il 29 marzo: e fin quì, niente di clamoroso, trattandosi di Prince, talento prolifico ed esuberante. Più curiosa la modalità di distribuzione: il musicista ha stretto un accordo con una grossa catenaamericana di negozi che venderà in esclusiva il box al prezzo concorrenziale di 11.98 dollari. Non solo negozi di dischi tradizionali, insomma, ma altre forme di distribuzione (anche non strettamente legate alla musica) prenderanno sempre più piede. In questo senso, la scelta del genietto di Minneapolis non stupisce, vista la sua annosa lotta contro le case discografiche, la sempeterna voglia di indipendenza e la costante ricerca di nuovi mezzi di comunicazione. Non dimentichiamoci, infatti, che è stato uno dei pionieri della vendita on line della propria musica. Eche, un paio d'anni fà, ha distribuito il suo album Planet Earth come allegato gratis al tabloid domenicale Mail on Sunday. Sul nuovo sito lotusflow3r.com, naturalmente, si potrà acquistare l'imminente triplo. Quanto ai nuovi pezzi, si parla ad un ritorno alle atmosfere stile Purple Rain, di schitarrate alla Hendrix, di contaminazioni elettroniche, di tentazioni hip hop.

04 marzo 2009

Mestre, il ritorno degli anni beat

Per chì è della città ed è un pò più avanti con gli anni tutto cominciò in piazza Ferretto. E non poteva essere altrimenti, perchè i ragazzi allora, lì andavano a passeggiare i loro fine pomeriggio, passeggiando su e giù da "Fontanella", il bar gelateria che era all'inizio dei portici dalla parte del duomo, fino alla torre dell'orologio. Oppure, specie d'inverno, riunendosi attorno ad un tavolo del "Buso", da "Scarpon" o "alla Vida". Non era sicuramente la piazza di oggi, rinnovata e pedonalizzata. Era la piazza Ferretto aperta a tutto il traffico possibile, auto, moto, camion, autobus e vecchie filovie. La piazza dei primi anni '60, delle prime contestazioni giovanili, delle idee in ebollizione, del confronto e della voglia di novità e cambiamento. Fù una dirompente ventata di musica nuova in arrivo dall'Inghilterra e dagli USA, a spingere verso il cambiamento. Era la musica dei Beatles, Rolling Stones, Animals, Beach Boys, Bob Dylan e Joan Baez. La musica nuova, la musica beat si diffuse universalmente provocando ovunque una proliferazione incredibile di complessi. Mestre, in questo senso fece da capofila, locali come il mitico "Big Club",ai Quattro Cantoni, tipo "Piper di Roma", e poi il "Bandiera Gialla" e il "Sound Palace" meritatorno alla città il titolo di Liverpool italiana.
Ora, a distanza di 45 anni dal 1964, l'anno che dette l'avvio ai tanti, nuovi fermenti culturali e musicali, l'assessorato comunale alla cultura organizza sabato 7 Marzo al Centro Culturale Candiani un serata evento che sarà accompagnata da una mostra fotografica che sarà inaugurata alla 20e30 e visitabile dall'8 al 22 marzo al quarto piano del centro Candiani. Per l'occasione è stato pubblicato un pregevole volumetto intitolato "Mestre - Gli anni del Beat", con rare immagini d'epoca e un'accurata ricostruzione storica, che sarà consegnato sabato sera ai presenti.
( a cura dell'Assessorato alla Cultura - Comune di Venezia )

Mourinho lo Sgarbi quotidiani

Dipende da quello che sei. Se sei un tifoso interista, da ieri stai lì, torace al vento, che esulti nei blog e nei bar, che saluti il tuo nuovo messia al motto di "siamo uomini o caporali", inneggiando al metallo puro di cui sarebbero fatti i suoi attributi. Diverso, molto diverso, se sei un tifoso di Juventus, Milan o Roma, soprattutto se sei il loro allenatore. Smaltito lo stupore e poi l'attacco di bile, inevitabile darsi al libero sfogo di fantasie confessabili, del tipo come deformare quel faccino simmetrico da stereotipo cinematografico, meglio ancora sarebbe bastonarlo sui denti, secondo il noto auspicio di un dirigente del Catania, qualche tempo fa pure lui trafitto dalla parola assassina dello Zorro di Setubal. Certo è che il suo show di ieri in conferenza stampa, con la scusa della coppa Italia, sette minuti sette, gettonatissimi in decine di siti on line, ha ufficialmente aperto anche nel calcio l'era dello sgarbismo, ovvero la malattia infantile del superomismo. Un concentrato del migliore o peggiore repertorio di Mourinho: faccine imbronciate, sguardi messianici, passaggi profetici, impennate demagogiche e chi più ne ha più ne metta. Ha praticamente stabilito con l'anticipo tipico dei veggenti che Roma e Milan devono già fare l'inventario del loro fallimento e che la Juventus, di fatto, è ancora lì nel marcio, che va avanti a colpi di favori arbitrali. Una prodezza, la sua, a poche ore da una partita in cui la squadra che allena è stata prima dominata e poi salvata da un'invenzione arbitrale. Forse avvicinarlo a Sgarbi è un pò troppo pretestuoso, la differenza con l'originale è evidente. Il primo ama il confronto, lo cerca, vuole il ring, l'ammucchiata, il corpo a corpo, Josè è un cavaliere solitario che predica nel deserto e rifiuta il confronto. Prima o poi ci mostrerà le stimmate. Un uomo che esiste solo in funzione dei nemici che accumula, numeri che certificano la sua grandezza. Nella foga di fare a pezzi il mondo avverso, Mou non si è reso conto di quanto apparire piaccia assai al suo amato presidente Moratti, altro timido sedotto e abbandonato dalla telecamera. Certo, possiamo ora dire di saperlo il vero movente che ha spinto questo non comune personaggio a una così rapida e forbita acquisizione della nostra lingua. Rispetto di una nazione ? No, smania di acquisire in fretta lo strumento per dimostrare a una nazione intera quanto fosse fortunata nell'ospitare, senza meritarlo un simile genio. Labile nel calcio come nella vita, non sà Mourihno, chèeil confine tra il genio e la macchietta, come tra l'uomo e il caporale, quasi sempre convivono nella stessa panchina.

03 marzo 2009

La lezione del professor G.

Strano paese l'Italia. Ormai a dire qualcosa di sinistra è la destra. La volontà di consegnare Giorgio Gaber all'eternità dei libri di testo, non può che essere condivisa. Poi però si tratta di capire perchè, ad averci pensato, sia la destra e non la sinistra. Perfino nel settantennale della sua nascita, le attenzioni celebrative della "intelligenza" di sinistra sono state totalmente rivolte a Fabrizio De Andrè. Anche De Andrè era un artista scomodo, Gaber era spietato, innamorato del dubbio, affascinato dalla provocazione. Non a caso, negli ultimi anni, la sinistra lo aveva dimenticato. Lui arrivò a mettere in discussione la sinistra: "Non sono più compagno ne femministaiolo militante, io sono diverso e certamente solo,quando è merda è merda, non ha importanza la specificazione". Conoscere Gaber non è facile. A volte scriveva apposta per non piacere, bravo come nessuno a... .
Enorme e implacabile, anzitutto sul palco. Che riempiva. Nonostante la malattia, sino alla fine. Nel Sessanta era l'artista più amato dalla tv e c'è chi ancora pensa che il decennio più importante di Gaber sia stato quello: una maniera per annacquarne il messaggio. Per "facilitarlo". Ma Gaber mica voleva essere facile. Poi la scopertà del teatro-canzone, il rifiuto della tivù. Il Settanta del "libertà e partecipazione", gli Ottanta del "teatro di evocazione", nuovamente bollati dalla sinistra. Quindi il ritorno, con Tangetopoli, alla sfera pubblica.
Gaber non era di destra. Figurarsi. Nè il primo nè l'ultimo. Lo terrorizzava Berlusconi e più ancora il "berlusconismo che c'è in noi": quel desiderio di primeggiare a qualsiasi costo, l'arrivismo fine a se stesso, la dittatura del mercato. Solo che amava troppo gli smarcamenti, e troppo poco i mischiamenti, per piacere alla sinistra. Che infatti gli rinfacciava il matrimonio con Ombretta Colli, divenuta negli anni politica di Forza Italia, e che disertò il suo funerale. La sua produzione può essere letta come un disperato tentativo di appartenere a qualcosa, salvo poi scoprire (ogni volta) che Gaber era solo di Gaber. E di chi lo ascoltava, inseguendone i monologhi come fossero balsamo per cervello e cuore. Se si fosse ritrovato sui libri di scuola, avrebbe arrossito. Sperando però, al tempo stesso, che i ragazzi ne capissero, o anche solo intuissero, l'irrinunciabile anelito alla speranza. Alla libertà. Al riso, al pianto. Quella sua benedetta capacità di indignarsi, che dopo un monologo ti rimaneva attaccata alla pelle, e che oggi chissà dove è finita...