28 febbraio 2009

Sestiere di Castello

Il guardiano del demonio
In una casa di proprietà della famiglia Soranzo abitava dal 1552 un avvocato, impiegato presso la curia ducale, che malgrado la sua sincera devozione alla Vergine Maria aveva accumulato molte ricchezze in maniera disonesta, e a scapito di tanta povera gente.
Un giorno l'uomo ebbe l'occasione di avere a pranzo padre Matteo da Bascio, primo generale dei Cappuccini, persona in odore di santità, al quale, prima di sedere a tavola, volle far vedere una vera rarità: una scimmietta addomesticata, così intelligente al punto da servirlo anche nelle faccende domestiche.
Alla vista del frate, però, la scimmia scappò a rintanarsi sotto un letto, e non volle saperne di uscire da lì. Padre Matteo vide, per grazia divina, che sotto la pelliccia dell'animale si celava nientemeno che il demonio, e in tono imperioso gli dise : Io ti comando da parte di Dio di spiegarci chi tu sia, e per quale ragione i trovi in questa casa"."Io sono il diavolo, rispose la scimmia, che improvvisamente iniziò a parlare, e sono qui per appropriarmi dell'anima di questo avvocato, che a causa della sua condotta mi appartiene". "E perchè, ribattè il frate, avendo tu tanta brama di quest'uomo, non l'hai ancora ucciso e portato con te all'inferno ?" "Per un solo motivo, disse il demonio, perchè prima di andare a letto egli ha sempre raccomandato l'anima a Dio ed alla Madonna; se avesse dimenticato anche una sola volta le sue preghiere, sarebbe già da tempo con me, tra i tormenti eterni. Udito ciò, il capuccino si affrettò a comandare al nemico di Dio di lasciare immediatamente quella casa, ma il diavolo si oppose, spiegando come dall'alto gli fosse stato dato il permesso di non partire da quel luogo senza aver prima causato comunque qualche danno. "Allora vuol dire che un danno farai, gli intimò padre Matteo, ma sarà solo quello che ti ordinerò io. Farai un foro su questomuro, uscendo da quì, e il buco servirà ad eterna testimonianza dell'accaduto". Il diavolo potè solo obbedire, ed il frate, avvicinatosi alla tavola imbandita per il pranzo, riprese l'avvocato sulla sua vita passata.
Nel parlare, il capuccino aveva preso in mano la tovaglia: "guarda, disse all'uomo strizzandone un lembo, e facendono uscire per miracolo molto sangue, questo è il sangue dei tanti poveri che tu hai angariato con i tuoi imbrogli e le tue estorsioni". L'avvocato pianse lacrime amare, e nel promettere di restituire il maltonto ai poveracci alle cui spalle si era arricchito, ringraziò il religioso per la grazia ricevuta.
Un solo timore gli rimase: quel buco sulla parete, attraverso il quale Belzebù sarebbe potuto tornare così come se ne era uscito. Fu allora che padre Matteo gli indicò la soluzione: il buco andava difeso dall'immagine di un angelo, perchè alla vista degli angeli santi fuggono gli angeli cattivi .
Così, da quasi cinquecento anni, l'angelo di Cà Soranzo fa da guardiano al buco nel muro, perchè il diavolo non abbia a tornare.
(Da Curiosità Veneziane - Giuseppe Tassini -)

Tutta la zona, ancora oggi, è detta dell'angelo, proprio in relazione alla figura alata che benedice con la mano destra mentre tiene il globo con la sinistra. Poco sopra la testa dell'angelo si può notare un piccolo foro: secondo i veneziani, quello è il motivo per cui la rappresentazione sacra è posta sul muro esterno dell'abitazione. Cioè a causa della storia...

I tempi cambiano

Mi rammento quando i militanti Msi attesero Craxi all'Hotel Raphael a Roma e gli tirarono le monetine. Mi ricordo quando Feltri, dalle pagine dell'Europeo incitava Di Pietro ed il pool di "manipulite". I tempi cambiano. Ora i magistrati sono comunisti e Alemanno sta per intestare una strada a Craxi.

27 febbraio 2009

L'iniziativa del governo sul diritto di sciopero...

Ricordo bene quando le metropoli andavano in tilt per gli scioperi. Perchè avevano luogo ? Non per smanie selvagge ma per contratti scaduti da mesi e anni. Ora sarebbe arrivato il toccasana, la bacchetta magica capace non di far rispettare gli accordi, ma di riportare l'ordine, la quiete, mettendo il bavaglio all'iniziativa sindacale. E' questo il messaggio che il centrodestra diffonde attraverso quasi tutti i mass media. Una sceneggiatache nasconde il vero obiettivo: non andare alle cause delle agitazioni sindacali, non risanare il sistema dei trasporti, ma demolire il diritto di sciopero qui, oggi, per attaccarlo, domani, ovunque.
Fare del sindacato un organismo burocratico staccato dal mondo del lavoro. Non siamo al codice penale voluto dal fascismo che considerava lo sciopero un reato, ma si sente traballare il precetto costituzionale. Nessuno può certo ignorare il fatto che nel settore di servizi delicati come i trasporti - ma anche la sanità - si fornteggiano diritti diversi: quelli degli operatori obbligati a rivendicare quanto dovuto, quelli di altri lavoratori bloccati nelle loro possibilità di movimento. Con i governi di centrosinistra si cercò di dar vita ad una specie di patto di civiltà che difendesse i secondi senza opprimere i primi. Con l'accordo tenecemente cercato dalle tre confederazioni sindacali si scelse la strada del preavviso di dieci giorni per lo sciopero, un minimo di presenza per servizi essenziali, procedure di concliazione, la possibilità della precettazione.Ma al centrodestra non piacciono i patti di civiltà. I ministri Sacconi e Brunetta sono spinti da un'unica missione: perseguire patti di divisione, spaccare il fronte del laoro. Profittare delle stesse debolezze sindacali per riportare i rapporti di lavoro nel pubblico impiego al sistema delle leggi e del clientelismo politico. Ed ora si minaccia di interdire anche le proteste per strada. Stanno riscrivendo la storia sindacale a colpi di mannaia. Siamo con tutta probabilità agli inizi di uno scontro duro. Il muro contro muro. Perchè è chiaro che di fronte a interventi del genere non si può rimanere inerti. Sarebbe necessaria quella che Vittorio Foa aveva chiamato in un libro, prendendo a pretesto il linguaggio degli scacchi, "La mossa del cavallo". Ma ci sono i giocatori in grado di agire ?

Perchè si torna al nucleare

Berlusconi e Sarkozy hanno firmato il patto che riporta il nucleare in Italia (il parlamento ratificherà, il padrone è lui) a poche ore dal discorso di Obama sul futuro di un America che punterà sull'energia pulita. Bene si percepisce, dietro questo brutto accordo fra due uomini piccoli ma pieni di sè, il grande affare che la costruzione delle centrali sarà per l'alta aristocrazia industriale con potere e influenza seconda solo ai due principi regnanti, che certamente li ripagheranno di questo interessamento. Si parla di nucleare ma, mi stupisce che i commentatori non discutano sulla diponibilità praticamente illimitata di energia eolica e solare che c'è nel nostro paese e sullo scandalo di una politica che taglia sulla ricerca e sugli investimenti in questo settore. E' chiaro comunque il perchè, quello che mancherebbe su questa strada, d'altra parte, è il vantaggio economico e politico del Capo (dei Capi) e dei loro comitati di affari. Per quello che riguarda il problema dei costi (enormi) legati allo smaltimento delle scorie, del resto, noi quì in Italia (Saviano ce lo ha dimostrato) siamo perfettamente in grado di trasformarla in un affare miracoloso. Per la camorra e i suoi amici.

26 febbraio 2009

Regola vigente

Paolo Bonolis, a proposito della mediasettizzazione di Sanremo, ha affermato che una volta tanto "le barriere tra aziende possono essere superate"E' chiaro che le aziende in questione sono la Rai e Mediaset. Ciò che non è chiaro sono le barriere. Bonolis vede barriere tra Rai e Mediaset ? Sanremo tra un gay guarito in salsa Povia e un'invasione di conigliette di Playboy è stato un mega-spot di "Amici" il programma di Maria De Filippi su Canale 5. Ma lo sapete che la signora De Filippi si è svegliata la mattina e si è autoprestata alla Rai informando, con calma, in un secondo momento il direttore di Rai1 e Raifiction, Fabrizio Del Noce ? E con in tasca già la contromarca per tornare subito a Mediaset. Un pò come fà il signor Bonolis, che negli anni pari stà a Mediaset e nei dispari, quando non funziona più, va alla Rai che poi lo restituisca a Mediaset come nuovo. Sanremo non è stato altro che una consacrazione di una regola vigente da almeno 15 anni. La Rai è come la De Filippi alla rovescia . è in prestito a Mediaset è stata una scelta sua. Cioè di Belusconi !!!

Camminando negli anni '70

Songs in the key of life - Stevie Wonder - post 23
Questo lavoro del '76 prese un pò tutti in contropiede. Doppio album composto da brani incredibili "Sir Duke"- "I Wish"- "Village ghetto land"- "Black man"- "Isn't she lovely"- ...quasi troppoa ruba. Wonder suona la tastiera, la batteria e regala brividi all'armonica, arrangia e produce. Miscela con sapienza infinita funky, soul, tentazioni jazz e un pizzico di pop di alta classe, testi di denuncia e dichiarazioni d'amore. Non è un caso che molte canzoni di questo disco siano spesso ascoltate anche oggi, altre siano diventate le rielaborazioni hip hop, segno di una modernità che ignora il passare del tempo e delle mode. Nessuno pensava, dopo questo album, che la carriera dell'artista avrebbe conosciuto da lì a poco un inspiegabile declino. Lentamente ma inesorabilmente i dischi che sarebbero seguiti , sempre più radi, non avrebbero mai più toccato i vertici di Songs in the key of life.

La piccola merlettaia di Pellestrina


La piccola merlettaia di Pellestrina
(tratto dal quadro di Edmund di Pury)

Curiosa
te vardo,
el pensiero se ferma
el desiderio me invita a sfiorarte,
fresca
come una giossa de rugiada
ti me ride
e già ti xe poesia.
Come una piuma lesiera
in un corpo ancora da putea,
te par de zogar
mentre el filo dei fusei
el se comsuma
tra i to dei
nasse il merletto.
I gropi intrigai de la me anema
sento che i se desfà
vardandote
Viva...ti se viva
dentro quela tela
piccola merlettaia di Pellestrina
Graziella Naccari

25 febbraio 2009

Lucciole ?...Uguale leghisti

Dalla sua finestra lotizzata dentro i tg Raiset, il leghista Cota ci ammonisce fraternamente : l'antiberlusconismo del nuvo segretrio del Pd è un errore, perchè quel che conta sono le misure concrete prese dal governo. E non dimentica di citare quella meno concreta di tutte, cioè il federalismo fiscale, che significa tutto o niente, il principio e la fine dell'universo padano. Perchè quelli della Lega sono politici così concreti che, mentre infuria la crisi economica e aumenta la povertà, mentre chiudono fabbriche e fabbrichette, loro pensano a tenere occupato il Parlamento con le ronde. Ragazzotti e padri di famiglia in libera uscita, che scendono in strada al calar delle tenebre, come le lucciole, e che ci costeranno sicuramente molto di più di quanto ci costerebbe rafforzare le forze di polizia. M a volete mettere la soddisfazione di farsi vedere in giro travestiti da sceriffi, nella speranze di menare le mani, magari in tanti contro uno, soprattutto se immigrati ?

Al Presidente della Repubblica

Caro Presidente fare il "Presidente della Repubblica" deve essere una specie di esperienza zen di controllo assoluto di ciò che si dice. Prendo ad esempio questa frase dell'altro ieri ( cito dal Corriere) circa l'Università "mi auguro che siano maturi i tempi per ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati". E' un capolavoro di delicatezza, signor Presidente. Chiunque, per esprimere lo stesso concetto avrebbe usato parole parecchio più rudi. Ma il mestiere del Presidente è far arrivare il messaggio senza urtar nessuno. Quindi immagino che abbia escluso in partenza di dire semplicemnte "Tagliare i fondi all'Università è un suicidio nazionale". E non andasse bene "Dove andiamo a finire se non investiamo nell'Università?" Troppo diretto. Anche un classico "Tagliare i fondi all'Università? Ma siamo impazziti?"Sarebbe stato un pò sopra le righe. Insomma ci voleva un lavoro di cesello. "Mi auguro che i tempi siano maturi per ripensare e rivedere le scelte" è un capolavoro. La totale disapprovazione, ma in abito da sera. La traduzione letterale è decisamente più breve : "E ora di smetterla". Grazie Presidente. Tagliare l'istruzione e la ricerca effettivamente per una nazione è come far tagliandosi il ramo da sotto. Può sembrare una buona idea solo a chi non considera che fatica ci vuole ad arrivare ad una certa altezza. E quanto ci si fà male a precipitare giù.

24 febbraio 2009

Michele Serena ritorna in panchina

Importante provvedimento della dirigenza arancioneroverde. I fratelli Poletti hanno richiamato Michele Serena, esonerato dagli stessi alcuni mesi orsono. Finisce quì l'avventura di Stefano Cuoghi. Serena farà il suo esordio in panchina domenica contro il Padova, proprio come un anno fà quando subentrò all'ex mister lagunare D'Adderio. Sembra rimanga confermato Andrea Seno nel ruolo di direttore sportivo anche se il diretto interessato ha confermato di essere stato escluso dalle ultime trattative invernali di mercato. Ultimo colpo d'ala del sodalizio lagunare ? Oppure prima tappa verso la rincorsa alla salvezza ? Chi vivrà vedrà !!!

Un altro Carnevale se ne va

Venezia è ritornata ad essere il paese dei balocchi, nove giorni regalati al Carnevale con quanto ne consegue, nel bene e nel male. L'apertura della kermesse con il volo dell'Angelo, le Marie, i draghi e le sfilate in Piazza, hanno trascinato una marea di turisti a Venezia ad annusare il Carnevale. Dico annusare perchè mancavano di partecipazione e non riuscivano nemmeno a vedere le maschere nella marea di gente che si accalcava nel grande salotto. La storia si è ripetuta domenica scora collassando la città. Troppa gente a Venezia in un mordi e fuggi, non vive la città e crede di vivere il Carnevale senza portare con sè un contributo di colore, lasciatemelo dire, di carnevalità. Turisti con gli angoli della bocca incorniciati dallo zucchero delle frittelle o dal pomodoro della pizza al taglio mangiata in fretta in una pizzeria cinese, con aria stupita si guardano attorno e fotografano tutto ciò che passa. Sono ignari delle feste che si svolgono nei palazzi veneziani e del fantasma di Casanova che non trova pace. I veneziani, come me, avezzi all'oblio della città, girano per le calli guardandosi attorno, furtivi. Temono sempre il peggio e guardano in sottecchi i turisti usurpatori, quelli che sporcano le loro calli, lasciano le bottiglie per terra, spruzzano le bombolette di stelle filanti, una diavoleria moderna che poco si addice ai coriandoli, dimenticano sacchetti con i resti di pasti frugali ai piedi dei ponti, ingombrano i pontili e occludono le calli in interminabili lente processioni. Per non vedere tutto ciò, stamattina, a Venezia per lavoro, ho seguito percorsi alternativi, le calli segrete. Spuntavo da un lato e prendevo la calle di fronte, fuggitivo, frettoloso, un ombra nella città. Ogni tanto mi perdevo, ritrovandomi in cortili chiusi, ma è un rischio che ho corso volentieri. I bambibi invece sono felici, corrono si divertono, si sentono diversi e per questo protagonisti., bilanciano la disperazione delle loro madri costrette a vestirli senza capi firmati. Questa sera la festa si spegnerà con gli ultimi incontri, le ultime baldorie. Lento, il silenzio tornerà sulla città, interrotto solo dal rotolare di una bottiglia accompagnato dal fruscio della scopa di uno spazziono che sorride: "Anche per questo anno è finito !!!"

23 febbraio 2009

Essere migliori non basta

Walter Veltroni è uscito di scena, seriamente, prendendosi le colpe di tutto, anche quelle di molti altri che non hanno mai creduto nel progetto e nemmeno facevano più finta di crederci. Se l'unica vera, seria opposizione, sembra essere quella di Di Pietro, siamo messi peggio di quanto credevamo. La storia, purtroppo, è incominciata nel 1994 quando, dopo le dimissioni di Occhetto, una nuova generazione ha preso il potere della politica nel partito. D'Alema e Veltroni lottarono aspramente per la segreteria e lì cominciò una sfida mai finita. La classe dirigente si rinnovò al completo. Certamente tutto necessario se, soprattutto, serviva a contrastare quell'Italia folle che aveva votato Berlusconi e il suo partito improvvisato dalla sera alla mattina. Era, appunto, il 1994. Penso che nessuno possa smentire che, in quindici anni, non ci sono stati due politci migliori di D'Alema e Veltroni (insieme all'onesto Fassino). Ma prima l'uno e poi l'altro hanno commesso una enorme quantità di errori e, il 2009, è lo stato delle cose che abbiamo tutti davanti agli occhi. Oggi, a quindici anni di distanza, anche se questa generazione politica lotterà strenuamente per non ammetterlo, bisogna concludere che ha fallito. Ed è, purtroppo, successo così rapidamente, che non ce n'è un'altra già pronta per sostituirla !!!

Strano paese l'Italia

Strano paese l'Italia. A volte penso che non sia poi tutta colpa di coloro che votano per Berlusconi : per alcuni certamente si, gente uguale che in lui si specchia e si compiace, per altri no, culturalmente più indifesi si affidano alle facili promesse vendute a pieni mani dai mezzi di informazione, con sempre meno voglia e meno tempo per verificare la realizzazione delle stesse. Quello che non posso accettare è il silenzio di coloro che invece sanno e dicono a metà : si spendono oltremisura per alcune battaglie sui valori come nel caso di Eluana e non dicono una parola sul fatto che un consulente della Fininvest, l'avvocato Mills, sia stato condannato a 4 anni e 6 mesi per essere stato corrotto da Berlusconi. Il corruttore, lungimirante, era già corso ai ripari con una legge regalatagli dal ministro Alfano che lo mette al riparo da qualsiasi processo : sfacciata amoralità. Per me, come penso per tanti altri, la corruzione è un reato gravissimo, cosa che non vale invece per molti affiliati politici al nostro presidente del Consiglio (ahime' !) e per il Vaticano che, pur sapendo nonostante i media, non lo dice e ritiene prioritario occuparsi del festival di Sanremo.

Tre sberle e...tutti a casa

Pro Patria-Venezia 3 a 0 Lega Pro 1^ Divisione - Girone A -
Sempre più giù, senza limiti. Adesso al Venezia serve una scossa. Che sia il cambio di guida tecnica, che sia una presa di posizione forte della società o all'opposto della squadra nei confronti dello stesso sodalizio arancioneroverde, ma qualcosa deve succedere. Il cammino, il calvario o l'agonia del Venezia, chiamatelo come volete, continua in maniera drammatica. Sconfitta dopo sconfitta. Sono ben cinque quelle collezionate nelle ultime nove uscite, con un'involuzione sia del rendimento in campo sia della componente caratteriale di gara in gara. Una situazione che porta dritto alla retrocessione senza nemmeno l'appello dei play-out, se qualcosa non interviene rapidamente a rompere questo equilibrio fasullo, questa situazione di stallo nella quale a rimetterci c'è solamente l'immagine del Venezia, oltre alla pazienza e alla passione di una tifoseria che alla maglia è attaccata ancora. Il fondo è già stato toccato e per rialzarsi da questo servono stimoli nuovi. Si c'è stata anche una partita. A dir la verità c'è stato lo show dell Pro Patria che, ha trovato solamente Aprea a sbarrarle la strada per evitare che una passeggiata della domenica pomeriggio si trasformasse in vera e propria goleada. Ora domenica ci attende, al Penzo, il derby con il Padova. Chissà che gli stimoli nuovi arrivino proprio da questo match. Il futuro del Venezia è in mano ai veri protagonisti : giocatori e società. Non ci sono alibi tipo il campo pesante, l'avversario ostico, l'arbitro impreciso. E' una partita che và giocata subito, per tentare di salvare il salvabile. Aspettare ancora sarebbe imperdonabile.

22 febbraio 2009

Carnevale a Venezia

Prime maschere sabato pomeriggio 21 febbraio in piazza San Marco a Venezia. San Marco torna la "Piazza delle Meravegie" nel primo sabato del carnevale 2009 : una festa intitolata "Sensation" , nei sensi per altrettanti sestieri della città, che già all'avvio ha richiamato 41mila persone, giunte nel capolugo lagunare con ogni mezzo. Una invasione specifica di calli e campielli , con obiettivo naturalmente piazza San Marco, quest'anno trasformata dagli organizzatori della kermesse in un grande giardino rinascimentale , con 1800 essenze diverse ed un simbolico leone alato verde.Trampolieri, truccatori e dinosauri giganteschi, protagonisti del "Carnevale dei bambini", hanno dato il via all'edizione 2009 della festa che proseguirà fino al 24 febbraio.

21 febbraio 2009

No alle ronde

Vi scrivo la mia indignazione per il varo del decreto che dà il via alle ronde da parte dei cittadini. Poichè pago le tasse fino all'ultimo euro, non voglio che queste sostengano questa iniziativa. Mi ricordo bene durante il fascismo ci si è avvalsi di uno strumento simile per far fuori ogni opposizione. Chi decide chi è "per bene" e chi non lo è ? Abbiamo anche troppi corpi di polizia, debbono essere finanziati questi, per essere controllati in modo che agiscano correttamente. Le donne non hanno bisogno delle ronde per essere sicure. Questo è solo un pretesto per fare quanto di meno democratico ci sia. Prendiamo posizione contro !

Il Compagno più grande

Sono storicamente sempre stato vicino alla sinistra, mi chiesero quando ero molto giovane il perchè del volermi iscrivere al PCI. La mia risposta fù "perchè voglio un mondo che sia equo" (non tutti uguali, capivo che sarebbe stato utopistico) volevo stare vicino a chi aveva più bisogno. Gesù a mio parere è stato il più grande Compagno della storia. Oggi i cattolici, i politici e le alte gerarchie ecclesiastiche si professano tali per convenienza e per far carriera. Tutti sottomessi a Ruini e al papa.

20 febbraio 2009

Sestiere di Cannaregio

Di casa del Tintoretto, situata nella suggestiva fondamenta dei Mori, esiste una storia che ha come protagonista lo stesso pittore e una delle sue figlie. Dalla morte di Jacopo Robusti (il Tintorett), ovviamente, la casa ha subito infiniti restauri e adattamenti tanto da essere utilizzata nella sconda meà del Novecento anche come albergo. E' in quest'ultimo lasso di tempo che si svolge la storia che vado a narrare.
I bambini in cerca d'affetto
Tra la fine degli anni '70 e i primi anni '80 in casa del Tintoretto alloggiò un uomo, che vi abitò per circa tre anni e fu protagonista di alcune straordinarie esperienze, condivise in parte con la propria figlia.
Del luogo si dice tutto e il contrario di tutto: che sia stato una porzione di un convento, e di come nel conturbante giardino interno siano state trovate sepolture di bambini; di come sia stato un orfanotrofio, in qualche momento della sua lunga storia; certamente il giardino è un luogo connotato da un silenzio assoluto, quasi innaturale, come se anche gli uccelli faticassero a cinguettarvi, e i rumori dall'esterno si rifiutassero di oltrepassare il muro di cinta.
Quanto ai fantasmi, Giuseppe, il proprietario, aveva sempre raccontato alla figlia di come esistesse lo spettro di un uomo sconosciuto che si manifestava in determinate ore del giorno e della notte, senza recare disturbo, apparendo sempre nei medesimi luoghi della casa. Ma le esperienze più impressionanti avennero con i fantasmi di bambini. A parte gli srani e sommessi rumori che più volte accompagnavano l'uomo nel suo perigrinare serale e notturno per la grande abitazione, capitava spesso di sentire distintamente, al pianterreno, così come lungo la scal, il calpestio di piccoli passi sull'impiantito. Più e più volte Giuseppe si sentì prendere per mano da minuscole manine che lo accompagnavano da un piano all'altro; le prime volte l'uomo era spaventatissimo, ma col tempo questo fatto divenne quasi una abitudine.
Per Giuseppe i passettini e le manine invisibili che stringevano la sua divennero una dolce consuetidine: semrava che quelle piccole anime fossero alla ricerca di una figura che le proteggesse, una sorta di papà in carne ed ossa che probabilmente non avevano mai avuto nella loro breve vita. In particolare, una sera d'inverno, nel giardino di casa innevato, vi fu un episodio di cui fu testimone anche la figlia del signor Giuseppe mentre stava chiaccherando col padre: improvvisamente, sul lieve manto evoso, assistettero al formarsi come dal nulla di piccole impronte. Le orme di un bambino. ( da racconti, favole, curiosità di Venezia )

Perdere per vincere

Smettiamola di essere sotto il giogo del consenso: essere liberi di perdere per poter finalmente un giorno vincere. E per farlo, bisogna fare cose non impossibili e non complicate, con modi e risposte semplici e chiare. Liberarsi e ribellarsi alla logica del potere, alla sua corruzione e alla sua protezione. Liberarsi dell'abbraccio mortale di poteri sporchi, di visioni affaristiche e avere poi il coraggio di denunciarlo. Attaccare chi vorrebe il partito sottomesso e schiavo di poteri che non rispecchiano quel che la gente pensa e di cui ha bisogno. Sbattere fuori chi rappresenta l'ipocrisia, la falsità, la divisione. Forse non è complicato. Basterà che ha volerlo sia una persona che se ne freghi di tutto, eccetto dei cittadini e del popolo e di cosa sia meglio per loro. E comunque, a Walter Veltroni, un grazie per tutto quello che hai provato a fare e che non ti è stato lasciato fare !!!

La nostalgia per il paròn, il calcio che ormai non c'è più

Trenta'anni fà, il 20 febbraio 1979, moriva Nereo Rocco, allenatore simbolo del calcio all'italiana. Aveva fatto il garzone nella macelleria di famiglia, in via Slapater, a Trieste. Era nato nel 1912, quando la città era sotto l'impero austro-ungarico. a calciatore faceva il centrocampista, debuttò in nazionale nel 1934, proprio nella città giuliana. ù bandiera della Triestina. Portò la stessa vicino allo scudetto nel 1947, nel lustro del Grande Torino. A Padova divenne mito, basando molta della propria fortuna sul difensivismo. "Vinca il migliore ? Speremo de no", la frase che ha fatto epoca. All'Appiani era riuscito a fermare la Juve e pure l'Inter. Arrivò a Milan vincendo due coppe Campioni (nel '63 contro il Benfica di Eusebio, e nel '68), mentre l'Inter rispondeva con Helenio Herrera. Tanti hanno imparato da lui il mestiere di allenatore, soprattutto a Nord-Est (Albertino Bigon, Nevio Scala,Edy Reja), in tre sono diventati citì : Bearzot, Cesare Maldini e Trapattoni. Il suo calcio, a dimensione familiare, come un romanzo, non esiste pù.

Lynyrd Skynyrd...una grande band sospesa tra vita e morte

Conoscete gli Lynyrd Skynyrd ? Se si conoscerete anche la loro storia maledetta. Storia fatta di grande rock e tragici avvenimenti. Una storia che sembrava finalmente incanalata su binari più tranquilli, anzi verso nuopvi orizzonti di gloria.Dopo essere finalmente entrati nella Rock and Roll Hall of Fame e al centro di una grande riscoperta collettiva, non a caso uno dei tormentoni dell'estate scorsa fu All Summer Long di Kit Rock, che campionava il celebre riff di Sweet Home Alabama, annunciando il loro tour europeo da maggio 2009, in probabile concomitanza con l'uscita del nuovo album con il loro unico concerto italiano, il 3 giugno al Palasport di Milano, il fato avverso colpiva ancora i Lynryd. Pochi giorni fà è morto per attacco cardiaco il tastierista Billy Powell, 56 anni, che assieme al chitarrista Gary Rossington era sopravvissuto all'incidente aereo del 1977 in cui erano scomparsi gli altri tre componenti del gruppo. Una tragedia che provocò lo scioglimento del gruppo e altri drammi a ruota. Come quelli toccati al chitarrista Allen Collins, che prima vede la moglie Katy morire per un'emorragia nel corso di un aborto e, poi nel 1986, si schianta con l'auto mentre guida sotto l'effetto dell'alcol : la sua fidanzata non ce la fa e lui resta paralizzato dalla vita in giù, per poi morire di polmonite nel 1990. La "reunion" del gruppo avvenuta nell'87, subì un altro pesante lutto nel 2001 con la morte del bassista vLeon Wilkeson per problemi renali ed epatici. E non è tutto. Neanche nella tomba i Lynyrd possono riposare in pace . nel giugno 2000 le lapidi di due componenti il gruppo furono profanate per motivi non ben precisati. Ora la scomparsa di Powell getta nuove ombre nefaste sulla band. Che succederà ? Si continua. Il tour europeo resta in piedi, inclusa l'attesa data milanese. Il Lynryd sono morti, viva i Lynyrd...

19 febbraio 2009

Bonolis e C.

Anche quest'anno con grande fatica e con alcune rinunce sono riuscito a pagare il canone Rai. Sapere però che questi soldi contribuiranno ad ingrassare le tasche dei soliti personaggi televisivi che indubbiamente saranno anche dei grandi professionisti, mi scoccia davvero tanto. Ma in un periodo di grande crisi che vive il nostro paese non sarebbe opportuno che tutti tirassimo la cinghia e soprattutto non sprecassimo soldi così ?

Oasis a Treviso

Tutto esaurito per il concerto degli Oasis in arrivo sabato 21 Febbraio al Palaverde di Treviso (ore 21). La band di Manchester è nuovamente in Italia per altri quattro concerti : il 20 a Roma, il 21 a Treviso, il 23 a Bolzano e il 24 a Firenze. La band che ha ricevuto la bellezza di 7 nomination agli NME Awards (tra cui Best Album e Best Video), lancerà nei prossimi giornio il terzo singolo estratto, "Falling Down". Lo show della band di Manchester sarà preceduto dall'esibizione degli emergenti Free Peace, band di supporto per le quattro date italiane. I Free Peace,nella composizione dei propri brani, si è ispirata principalmente ai Led Zeppelin, alla Jimi Hendrix Experience e ai suond Soul.
Con queste premesse il concerto si profilo come un evento assolutamente memorabile, durante il quale il gruppo darà voce alle ultime hits ed all'immenso patrimonio raccolto in oltre tredici anni di carriera di musica, da condividere come sempre con il loro affezzionatissimo pubblico.
Per informazioni sulla data di Treviso : Azalea Promotion tel : 0431 510393 e-mail : info@azalea.it - web : http://www.azalea.it/

Al signor Mastella

E così, caro sig. Mastella, si candida alle elezioni europee con il Pdl. Bene, è tornato a casa. Sono altri che sono fuori posto. La vera amarezza, però, è quella di me elettore di sinistra che ha dovuto sopportare la sua presenza. Ma la responsabilità è dei "dirigenti" che l'hanno imbarcato sulla loro zattera per ben due volte !!!

18 febbraio 2009

Torna la Coppa Uefa

Oggi riprende la Coppa Uefa, con in lizza quattro squadre italiane. Stasera scenderanno in campo il Milan, impegnato a Brema contro il Werder (20.45, diretta su Rete4), e la Sampdoria, che ospiterà gli ucraini del Metalist (20.45, ContoTv). "Werder-Milan è una sfida degna della Champion Leauge" afferma il capitano rossonero, Paolo Maldini.

Nasce radio Spinea Web

Una radio per Spinea : tanta musica e curiosità per dare un ritmo nuovo alla vita cittadina e agli acquisti "a chilometro zero".Il comune di Spinea, il 4 dicembre scorso, ha presentato alla cittadinanza la nuova e originale idea : "Radio Spinea Web, una radio da ascoltare". Si tratta di una radio web (cioè alla quale si accede via internet) che trasmette 24 ore su 24 e che alterna le ultime hit musicali, in ottima qualità audio, a pillole news relative al territorio comunale o ad altre curiose rubriche offerte dagli sponsor locali. Spinea è il primo comune italiano ad aver attuato questa originalissima idea, che è di solito appannaggio dei grandi centri commerciali o delle catene di esercizi. La radio si può ascoltare a qualunque ora dal sito del comune, http://www.comune.spinea.ve.it/, o da quello della pro loco, http://www.prolocospinea.it/

17 febbraio 2009

El paron de casa....el campanil de San Marco

Comincia con questo blog una raccolta di poesie in veneziano, di poeti veneziani, che più mi hanno colpito. Sarà un appuntamento settimanale non con un giorno preciso ma sicuramente una poesia alla settimana. Comincio con il primo poeta, Fabio dal Cin, nato e cresciuto a San Polo - Venezia - il 09/01/1961. Ha cominciato nel 1983 a scrivere poesie, novelle e anedotti in dialetto veneziano su di un piccolo diario ritrovato e poi riaggiornato in questi ultimi anni. Amante dell calcio e gran tifoso, ha cominciato la breve carriera di calciatore tra i masegni del suo amato "campo" San Polo; luogo da lui definito come il cuore e il centro di Venezia. Nel periodo di convalescenza per un infortunio al ginocchio e la successiva appesa delle "scarpe al chiodo", ha ripreso a scrivere poesie, prima nel vecchio diario, poi nel nuovo computer.

El paron de casa

Gran monumento
in piera e teracota
in piè nei secoli
ancora ti tien bota

Per chi che 'torna
da'l mare e da la tera
ti se un faro, un segnal
e 'na bandiera

Co un anzolo d'oro, fraca'
in testa come capelo
nei zorni de festa , ti soni
ti fà un gran bordelo.

Ti sè el più alto de sento fradei
ti ga' la vista in terazza
ti fa' ombra e da relogio
ai colombi zo', in piazza.

L'acqua alta, ogni tanto
i pie la te basa
cofa' 'na serva che respeta
el Paron de Casa.

Fabio Dal Cin

Van Morrison. Un selvaggio ritorno al passato

Pare fossero quarant’anni che l’ex ragazzo di Belfast stesse pensando alla riedizione dal vivo del suo capolavoro “Astral weeks”, per me l’unico lavoro forse a torto, dell’artista irlandese, che mi è rimasto nella memoria. Pensavo, autoreferenzialità o un trucco per rimpinguare le casse della ditta Morrison ? A sentire lo strabordante entusiasmo e financo le tante imprecisioni in cui il nostro si è imbattuto nel disco parrebbe che i cinici debbano fare un passo indietro. Ascoltandolo mi è sembrato un sincero, gioioso, “live” al cento per cento. Una buona orchestra di archi, in parte la band storica che registrò l’originale, e il vecchio Van alla chitarra, al sax, all’armonica e alla voce, spesso sguaiata. Già perché sembra che gli anni abbiano giocato uno strano scherzo : ascoltati in parallelo, come ho fatto ieri sera, pare, paradossalmente, che l’originale sia stato registrato dal sessantenne e il live da un ragazzino di 23 anni. Rivivendo la sua genesi artistica l’ha infatti un po’ sporcata, maltrattata, ma sinceramente vissuta, partorita una seconda volta nel dolore. Cosicchè tutte le leggendarie canzoni rinascono sporche e urlanti dal ventre del loro padre. Morrison lascia ogni freno inibitorio e si lancia in un’interpretazione selvaggia, come si fosse tramutato in un predicatore e stesse cantando i suoi salmi liberatori. Insomma, per concludere, un lavoro tutto immediato e vergine.

Brigolo il leghista reversibile

L'ultimo arrivato (s'intende in video) della pattuglia leghista è Bricolo, un nome che sà di diminutivo, anzi quasi di vezzeggiativo, ma che non basta a cancellare l'impressoine che di volta in volta producono le sue dichiarazioni ai tg. Il Bricolo, comunque, dev'essere stato scelto per aparire in tv per quella sua aria innocua e quasi spaventata, come se fossestato sorpreso dalle luci delle telecamere mentre stava al bar con gli amici e ancora si dovesse preparare l'espressione giusta. Infatti, ha il ciuffo ritto in testa come da spavento o magari da corsa in moto. Il che non può che suscitare un sorriso di comprensione, in attesa delle parole che verranno e che spesso suonano peggiori perfino rispetto a quelle di Calderoli. Ieri, per esempio, Bricolo ha paralto degli immigrati in questo modo : " SE NE DEVONO ANDARE ; NOI NON GLI VOGLIAMO"
Parole che hanno il pregio di essere reversibili : anche gli immigrati farebbero volentieri a meno di Bricolo. Anche il sottoscritto con loro.

16 febbraio 2009

L'Hobby dei pensionati

Spesso chi lavora chiede a noi pensionati come impeghiamo il nostro tempo...domanda interessante !
Beh, per esempio, l'altro giorno io e mia moglie siamo andati in città e siamo entrati in un negozio.
Ci siamo rimasti cinque minuti.
Quando siamo usciti c'era un vigile con il suo bravo blocchettino che faceva una multa.
Ci siamo avvicinati e gli ho detto . " Scusi non potrebbe aver rispetto per degli anziani e lasciar perdere per una volta ? "
Quello ci ha ignorato e ha continuato a scrivere.
Allora gli ho dato dello " Stronzo Nazista "
A quel punto lui ha alzato gli occhi, mi ha fissato per un istante e poi si è messo a fare un'altra multa per i pneumatici consumati.
Così mia moglie gli ha dato del " Pezzo di Merda ".
Il vigile ha messo la seconda multa sul tergicristallo insieme alla prima e ha iniziato a scriverne una terza !
La cosa è andata avanti 20 minuti, più lui scriveva e più noi lo insultavamo e viceversa...
Che poi, a livello personale, chi se ne frega ?! Noi siamo venuti in città in autobus !!!
E' solo che da quando siamo in pensione cerchiamo sempre di divertirci un pò...
E' importante alla nostra età !!!

Camminando negli anni '70

Deep Purple - Deep Purple in Rock- post 22
La nascita dell'heavy metal anche (forse soprattutto) a questo LP. Dopi i primi 3 mediocri album, i Deep Purple decidono di voltare pagina colpendo il cuore del gruppo. Vengono liquidati Rod Evans e Nick Simper a favore del bassista Roger Glover e del cantante Ian Gillan. Con l'uscita di In Rock i Deep Purple cacciano gli attributi e producono un album che si stacca fin troppo dai lavori precedenti, un concentrato di rock durissimo, incendiario e metallaro. Questo è forse il primo disco heavy metal della storia. Il primo minuto di "Speed King" prima traccia dell'album, è incendiario, sembra che tutti gli strumenti provengano dall'inferno e che si contorcino all'inverosimile facendo da preludio alla melodia, quasi parrocchiale, del tastierista Lord, per poi passare al fulcro della canzone, dove Ian Gillan si esibisce in una prova vocale di spessore, con urli strazianti ma anche con una voce notevolmente acuta, forse non potentissima ma comunque calda e trascinante. Insomma un furioso concentrato di rock puro e duro...i vecchi virtuosismi dei primi album di Lord sono solo un lontano ricordo...il contributo del tastierista è determinante, ma si allinea stavolta al nuovo stile "Heavy" della band, producendo suoni più ammalianti e notevolmente più agghiaccianti. La successiva "Bloodsucker" è ancora un manifesto del rock duro, con Gillan che si scatena ancora una volta alla voce. Ma il vero capolavoro dei Purple è una canzone chiamata "Child in Time", una commovente e straziante composizione di 10 minuti dove gli urli di Gillan fanno davvero effetto...urli quasi di disperazione isterica posticipati da un assolo di Blackmore davvero con i controfiocchi, contornato dallo scatenato Paice alla batteria, dall'immancabile Lord alla tastiera e dal bravissimo Roger Glover, bassista poco conosciuto ma dotato di una tecnica eccezionale.
Per concludere questo album è il simbolo di ciò che rappresenta la porpora profonda incisa nella roccia, che scriverà influentemente la storia della musica e del rock...i Deep Purple hanno raggiunto vette compositive elevatissime, raggiungendo anche i Led Zeppelin ed i Black Sabbath, vette che pochi nella storia della musica riusciranno a raggiungere.

Il Venezia nel tunnel...è sempre più solo

- Un Venezia da non credere-

Monza - Venezia 2-1 Lega Pro 1^ Divisione -Girone A-
Niente da fare, il Venezia affonda sempre più : cade a Monza per 2-1 finendo il matc in dieci. I lagunari rimediano una giusta sconfitta contro la quale non riescono a contrapporre nemmeno un briciolo di quella cattiveria che dovrebbe invece animare ogni loro giocata alla ricerca di una posizione tranquilla. Invece ritornano quattro i punti di ritardo sulla penultima, e addirittura sono dieci quelli che ora come ora separano gli arancioneroverdi dalla zona salvezza senza playout. Il tecnico Stefano Cuoghi si lamentqa per un rigore non concesso allo scadere, ma l'eventuale pareggio sarebbe stato ingiusto per quanto di brutto il Venezia è riuscito a far vedere nel corso della prima frazione. Fatto salvo per il buon esordio di Marco Cuoghi (subito in gol il giovane esordiente) , entrato a sostituire un inesistente Bono, non vi è stata, nella seconda parte della gara, quella reazione determinata e il necessario piglio battagliero per cercare di riagganciare il risultato. E' soprattutto la grinta e la determinazione che il team lagunare deve trovare prima che sia troppo tardi, la seconda divisione è dietro l'angolo.

15 febbraio 2009

15 Febbraio 1898

"Signori si nasce, e io modestamente lo nacqui...". Vagamente puntigliosa, questa, tra le migliaia di battute di Totò che ci soccorrono quasi in ogn occasione della vita, è quella che meglio ci permette di ricordare l'anniversario della sua nascita. Una nascita da trovatello, tenacemente rifiutata che lo spinse con costosissima ostinazione a cercare le sue principesche origini bizantine. Del resto, quel titolo rivendicato se lo portava benissimo, facendolo irresistibilmente convivere col profilo del poveraccio, della marionetta disarticolata. Del principe-pagliaccio Totò è stato detto e scritto tutto. E a me piace ricordarlo con le parole di Flaiano "...Totò ha potuto fingersi tutto, gentiluomo, ladro, generale, spia, soldato, mondano, ballerino, avventuriero, dottore, pazzo, uomo d'affari, sonnambulo, proprio perchè l sua sola presenza caricaturale smentiva tutte le possibili attribzioni."

14 febbraio 2009

Into the Wild

Stasera,nella stanza della pensione di Bosisio Parini (Lecco), dove mi trovo ogni fine settimana per venire a stare assieme con mia moglie e mio figlio, mi è capitato di vedere, sui canali di una tv locale, "Into the Wild". Probabilmente uno dei migliori film che abbia mai visto, e sicuramente tra quelli che mi hanno fatto pensare. Sono stati pochi i lungometraggi che, una volta terminati i titoli di coda, mi hanno lasciato a bocca aperta. Una voragine dal quale l'inesprimibile cerca di venir fuori, ma ogni tentativo di dare una forma risulta inevitabilmente un fallimento, ogni pensiero allontana da questo stato di semi-incoscienza, in cui ti chiedi tutto o forse niente. Ecco, questo è l'effetto di un bel film come questo. Ti lascia con qualcosa di più, dentro. Vi consiglio di recuperare la meravigliosa colonna sonora di Eddie Vedder e di prendervi il libro da cui è tratta la storia, credo omonimo tra l'altro, che, non tarderò a prendere anch'io. Comunque...un film davvero penetrante.

Leggende Veneziane e storie di fantasmi

Un viaggio nella Venezia del fantastico, vuol essere questa nuova etichetta, del tenebroso, del magico, passando attraverso una miriade di informazioni e curiosità veneziane forse troppo presto dimenticate, scartabellate, ricercate e scoperte nel pacco, riposto in garage, lasciatomi dal mio nonno materno. Storie lungo le calli del centro storico, attraverso quattro itinerari per scoprire il volto più oscuro e affascinante di Venezia, avventurandosi tra calli, campieli e labirintici anfratti che in passato, un passato talvolta non così lontano, sono stati teatro di eventi inspiegabili, fatti di sangue, tremende maledizioni, macabre vendette e apparizioni misteriose. Una etichetta che vuole proporvi di visitare Venezia in un modo insolito, avvincente e suggestivo, giocato sul filo di una narrazione dove spettri, demoni, perfide streghe, fate benevole, esseri malvagi e creature mostruose prendono vita là dove il reale e l'immaginario si intrecciano nella storia di Veneza attraverso il linguaggio del mito. Sembra strano ma ci troveremo i nomi di moltissimi tra i personaggi che hanno fatto la storia della Serenissima . dogi, guerrieri, filosofi, musicisti, scrittori, pittori...gli spiriti di alcuni di loro , continuano ad aleggiare sulla laguna...al prossimo sabato!!!

13 febbraio 2009

Dare la voce al lavoro

Lo sciopero di oggi di metalmeccanici e lavoratori pubblici della Cgil segnala, come avviene in tutta Europa, l'allarme sociale per la crisi economica. Una crisi che chiama imprese e sindacati a grandi responsabilità e che dovrebbe spingere il governo a scelte coraggiose e responsabili.

Uniti per fermarlo

Solo una opposizione ferma e unita può fermare una persona in pieno delirio di onnipotenza !
Io ci spero ancora.

12 febbraio 2009

Pasolini

L'Italia sta marciando in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura,
pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo :
prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo.
(Pier Paolo Pasolini 1962)

Maroni il manganellatore

Nel mirino del ministro degli Interni pare non ci siano solo gli immigrati ma anche i lavoratori che si oppongono alla chiusura ed allo smantellamento dello loro fabbriche e contro i quali vengono mandate le forze di polizia per manganellarli. In questi ultimi giorni è già successo due volte, a Pomigliano alla Fiat, poi a Milano alla Innse. Pare sia il modo che il governo ha scelto per "governare" la crisi, altro che ammortizzatori. Quello che stupisce è che in difesa dei lavoratori non si sia ancora levata voce in Parlamento contro la linea violenta intrapresa dal governo per contrastare le sacrosante proteste dei lavoratori abbandonati a se stessi.

11 febbraio 2009

Una nuvola di gas

L'alba sul San Michele rapidamente diventa tiepida quando giugno finisce. Quel 29 giugno i fanti dormono ancora nelle trincee scavate nella roccia, mentre il vento che soffia basso porta il gas velenoso : è l'iprite, solfuro di dicloroetile. La chiamano così perchè è stata sperimentata a Ypres sul fronte belga nell'aprile 1915 : 15 mila soldati francesi erano fuggiti lasciando un varco di sei chilometri, cinquemila erano morti con i bulbi degli occhi sporgenti e le facce grigie. Tra le cinque e le cinque e mezzo del mattino, sul Carso, 6432 uomini, passano dal sonno alla morte. Resta nell'aria come un odore forte di mostarda, lo chiamano anche "gaz mostarde". Sui moribondi si avventano due reggimenti attrezzati con maschere antigas, che li massacrano a colpi di mazze ferrate con punte accuminate. L'assalto sul San Michele ha il primato del maggior numero di vittime nel minor tempo. Da Peteano a San Martino e Castelnuovo sul Carso sono stte chilometri di fronte, pochissimi si salvano. Muiono per l'effetto della pirite quasi 6500 uomini, lo stesso numero di italiani morti in tutte le guerre del Risorgimento. Neppure l'Italia da questo momento sta a guardare nella guerra chimica, ha un'industria di cloro capace di produrre dieci tonnellate al giorno e arriverà a 50 nel 1918 ; nei primi tempi rifornisce anche gli alleati. Nell'agosto 1917, nel corso dell'undicesima battaglia dell'Isonzo, gli italiani andranno all'attacco a Castegnavizza sparando ben 3500 granate a liquido speciale in nove ore. Useranno per la prima volta l'iprite nell'ottobre del 1918 nella piana di Sernaglia e sull'altipiano di Folgaria. All'inizio ci si difende con tamponi di garza imbevute di sostanze neutralizzanti e legati al viso, ma servono poco. In seguito si adottano maschere antigas non sempre efficaci ; un modello del 1916 si dimostra inutile a Plezzo nell'ottobre del '17 davanti a proiettili d'iprite. Sulla scatola con la quale si consegnano è scritto : "Chi si leva la maschera muore. Tenetela sempre con voi".Sino alla fine della guerra saranno distribuite agli italiani 5.400.000 maschere antigas di vari modelli e nell'ultimo anno anche tre milioni di respiratori inglesi.
(ricerca storica Errebi)
Tramonto laguna di Venezia
foto : Errebi
Laguna innamorata
Bulicame di riflessi che ubriacano
lagune di specchi.
Dove le stelle e le lucciole
confondono le loro forme.
Gocce di movimento,
si intersecano e sfiorano le bricole.
Errebi

10 febbraio 2009

Sensi di colpa

A chi crede che Berlusconi sia intervenuto nella tragedia di Eluana spinto dall'amore di padre e in difesa di principi etici, è il caso di ricordare un episodio della sua vita. Fu la moglie Veronica che confessò pubblicamente che d'intesa con lui era ricorsa all'aborto al settimo mese di gravidanza per non avere un figlio con probabili malformazioni. Tutto si dimentica nella vita e più facilmente lo si dimentica quando si comincia a perdere il senso delle dimensioni. Quello che vorrei sottolineare però, anche di fronte a un uomo così, è che sempre la storia di una persona aiuta a capire il perchè dei suoi comportamenti più assurdi. C'è un sentimento profondo di inferiorità alla base di tutti i deliri di onnipotenza e c'è bisogno di tenere lontani i sensi di colpa e i ricordi dolorosi in tutti gli irrigidimenti, sguaiati e freddi, dei moralisti da strapazzo. Avrebbe potuto, e dovuto, Silvio Berlusconi, se davvero avesse avuto preoccupazione per Eluana, incontrare personalmente il padre. Parlandogli, magari riservatamente, di quello che anche a lui era successo, dei dubbi dolorosi che aveva vissuto. Quello assunto insultandolo pubblicamente è stato, purtroppo, l'atteggiamento di chi è troppo malato per poter guardare dentro di sè e riconoscere in sè l'altro. Orredandamente circondato e sostenuto da comprimari servili, quella che il povero Silvio è riuscito a fare è solo una dichiarazione di immaturità e impotenza.

Eluana ci ha lasciati. Non voglio dire niente. Ho fatto da solo e nessuno si deve preoccupare di me. Chiedo ai veri amici di non cercarmi. (Frase di Beppino Englaro)

09 febbraio 2009

John Fitzgerald Kennedy, 12 settembre 1960

Io credo in un'America dove la separazione di Chiesa e Stato sia assoluta. Dove nessun gruppo religioso cerchi di imporre i suoi voleri direttamente o indirettamente sulla popolazione o sugli
atti pubblci dei suoi funzionari

Distanza abissale

Sono convinto che la maggior parte dei prelati vaticani non sanno di cosa parlano, altrimenti non mi spiego la loro distanza abissale dalla chiesa di cristo. Dalla forma (pomposa) alla sostanza ( scarpe di pelle e giubbottini d'ermellino ) . Ritengo sia il più grande colpo di stato di tutti i tempi.

08 febbraio 2009

Speriamo...

Lega Pro 1 Divisione - Giorne A - Venezia-Reggiana 1-1
Sembra cominciare bene l'avventura del nuovo Venezia. Quello che da più speranza è il livello del gioco che la squadra ha fatto vedere contro la capolista Reggiana. Se guardiamo al risultato non ci vengono note positive : il pareggio lascia lontano l'aggancio quantomeno alla zona playout. La squadra è stata artefice di una prestazione incoraggiante con alcune novità interessanti nell'aspetto tecnico-tattico e con l'esordio del nuovo terzetto di acquisti del mercato di riparazione del mese scorso. La compagine arancioneroverde subisce il gol degli ospiti al 37^ del primo tempo con Maschio che infila Aprea con un preciso diagonale. Ma, a differenza di altre occasioni, bastano 6 minuti al Venezia, per raddrizzare il risultato. Merito del neo acquisto Laurito (buon esordio) liberatosi del difensore reggiano Mei sulla linea di fondo dell'area granata, non trova di meglio che abbatterlo con conseguente rigore. Và sul dischetto il bocia di Sant'Elena Paolo Poggi, 43^ del primo tempo, che batte il portiere reggiano sull'angolino basso alla destra del portiere. Partita gradevole giostrata bene dalla Reggiana fino al gol del pareggio lagunare, dopodichè si è visto un Venezia più risoluto e combattivo almeno fino a trequarti della ripresa. Che dire ancora : la speranza è ultima a morire ma, se i ragazzi continuano così, la salvezza può non essere una chimera.

Questo è razzismo

Con le ultime leggi sull'immigrazione approvate al Senato siamo ormai alla riedizione delle famigerate le ggi razziali fasciste del '38 ! Penso che il nostro Paese abbia toccato il fondo e che a noi in prima persona tocchi arrestare la deriva per non ripetere quello che è accaduto ai tempi del nazismo e del fascismo. Oltre tutto hanno a disposizione anche le camicie brune, pardon, verdi ! Organizziamo noi la protesta senza aspettare i partiti. Facciamo girare in rete, prima, e in piazza poi, la nostra opposizione. Non facciamoci ingannare dai " moderati ". Con oggi un limite è stato passato, non fingiamo di ignorarlo ! Nel paese di Caligola non possiamo, pena l'esilio, essere ciechi.

La crociata su Eluana è repellente

L'aggettivo "raccapricciante", adoperato dal capo dello Stato Giorgio Napolitano, a proposito dell'indiano dato alle fiamme, non ha molti sinonimi. Uno, però, esiste : "repellente". Come definire il decreto ad personam di Berlusconi, autentica sfida al Colle, e su una vicenda tanto privata e delicata ? Come definire le parole di Gianfranco Rotondi : "Su Eluana decide Berlusconi ? " O l'invio da parte di Maurizio Sacconi di ispettori presso la clinica "La Quiete ? " O le auspicate indagini della Procura di Udine su amici e parenti di Eluana ? O le fiaccolate oscurantiste sotto la clinica di Udine ? Si è scatenata una di quelle tipiche crociate italiche piene di fiaccolate, veglie, anatemi. Sempre più mi confermo che la laicità del nostro Stato è messa di fronte a una prova suprema. Se lo Stato dovesse abiurare, come Galileo, tanto vale richiudere Porta Pia, estendere le mura vaticane fino a comprendere Montecitorio e il Senato, e prendere atto che l'Unità d'Italia non è riuscita a festeggiare i suoi 150 anni. Comunque vada a finire, questa penosa storia, il nostro Paese, già ampiamente in crisi istituzionale, ne uscirà ancora più disastrato. Berlusconi a fare la parte del trombettiere del settimo cavalleggeri, quelli che nei film western arrivano all'ultimo minuto per salvare la carovana dai pellerossa, gli piace proprio tanto. Ma, questa volta, la ciambella gli è riuscita proprio male.

07 febbraio 2009

372 giorni

Ci siamo...mano nella mano un pò preoccupato...ha camminato. Centro commerciale Bennet di Rogeno (Lecco) sembrava passata una vita. Non ci credeva neanche lui ma negozio per negozio, corridoio per corridoio lentamente ma, sicuro, è ritornato ad assaporare il piacere del contatto con la gente. Il suo volto, la sua espressione dicevano tutto. Si è dimenticato perfino che non ci vede. Ancora adesso sento la sua mano nella mia, vedo la sua andatura un pò traballante, sento la mia voce dirgli dritto, sinistra, destra, ok. Aspetto...il ritorno a casa, aspetto il sereno dopo la tempesta, voglio di nuovo la sua vita.

Silvio Berlusconi Primo

Le sentenze della magistratura vengono bloccate da un governo che oltre a farsi le leggi per prevenire possibili problemi agli interessi del suo capo, addirittura adesso emette decreti per impedire l'applicazione delle sentenze già emesse. Ma quando ci conviceremo che per essere in dittatura non serve sempre essere circondati dai carri armati ?

06 febbraio 2009

L'Indiano bruciato

Papa mobile

Il Vaticano che tanto rumore fà per Eluana non ha speso una sola parola
per il ragazzo Indiano bruciato vivo da quei tre disgraziati...