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Visualizzazione dei post da Giugno, 2008

Vergognosa esperienza al nuovo ospedale

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Ho dovuto assistere mio malgrado, ad un ennesimo scontro tra bisogno del cittadino "disabile" e insofferenza apatica delle strutture : specie se pubbliche.Son dovuto andare al nuovo ospedale di Mestre per delle pratiche riguardanti il ricovero di mio figlio Federico. Dopo non essere riuscito ad avere nessuno dei documenti che stò aspettando da più di 2mesi mi sono imbattutto con un signore disabile al 100% che disperatamente cercava aiuto.Pensate era in ospedale per una risonanza magnetica e dopo un'ora e mezza che si trovava nella struttura è riuscito fortunosamente a trovare una persona, il sottoscritto, che l'ha accompagnato al reparto di radiologia, visto che nessuna delle persone vestite da lavoratori ospedalieri aveva la conoscenza minima per informarlo di dove era il sopracitato reparto.Ma non è finita quì !!!!!!!!!Accompagnato il signore al garage parcheggio dell'uscita per riprendersi la sua autovettura con tanto di cartellino sull'auto che dimostrav…

Una farsa senza fine

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Ho aspettato la fine dei campionati europei, con la vittoria, meritata della Spagna, pima di esprimere la mia opinione su Giancarlo Abete (Presidente Federcalcio), la brutta figura l'ha fatta. Una più, una meno non è poi un problema per uno come lui, che ha sempre fatto il presidente di qualcosa e non ha mai pagato pegno per gli errori commessi.Da tempo aveva scelto Marcello Lippi come c.t. per il dopo europei e doveva liberarsi nel modo più indolore possibile di Roberto Donadoni. In realtà un contratto c'era, ma un contratto buono come i soldi del mononpoli. Infarcito di clausole e controclausole con una sola certezza : prolungamento di due anni ma al tempo stesso possibilità di entrambi le parti di ripensarci.Sembrava anche che esistesse un risarcimento-buonauscita poi, l'indiscrezione legata a un bel gesto di Donadoni : "Se mi mandate via non voglio niente ". Abete ha preso la palla al balzo con il presunto chiarimento che Donadoni aveva il prolungamento legat…

La moto: la Sua vita

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Dopo quasi 5mesi dal quel 31 Gennaio l'autorità giudiziaria ha data il nulla osta al dissequestro della moto di mio figlio Federico. Sono andato a ritirarla presso il centro Xxxxxxxxx Group di Mestre dove era in affido da quel maledetto giorno. A parte l'emozione o forse il timore nel rivederla, mi aspettavo di trovarla in un locale protetto e messa in modo tale da salvaguardarne l'integrità. Invece : piena di polvere, nessuna protezione alla stessa, in un locale che sembrava un caravanserraglio, uno di quei mercati orientali nell'ora di punta. Mi sono sentito offeso soprattutto nei confronti di mio figlio che per quella moto aveva e ha un prestito da pagare e che aveva realizzato con lei il primo sogno della Sua vita. Ma il bello aveva ancora da venire.........Il gestore della struttura mi propone di aspettare nel ritirarla perchè poteva informarsi per un eventuale acquisto della stessa. Ringraziando lascio la moto e aspetto nel giro di qualche giorno la risposta. €ur…

Il governo del messia

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Berlusconi comanda non sà governare. Tutti i suoi precedenti "governi" hanno portato una più crescente povertà e sfiducia tra la maggiornaza degli italiani, aumentando la ricchezza ai benestanti e ai "super-ricchi".Berlusconi ha tolto la libertà d’espressione e di parola ai cittadini italiani e ai politici poichè non possiedono televisioni private come le aveva e le ha lui.Con le sue televisioni ha imposto e impone le sue idee liberiste e affaristiche, soffocando le idee dei liberi cittadini e le proposte degli altri politici che si oppongono alla sua ideologia.Gli italiani hanno subito una guerra che ha provocato anche morti nell’esercito inviato in Iraq.Non dobbiamo dimenticare i nostri carabinieri morti a Nassyria e non si deve dimenticare la morte di Nicola Calipari, morto per salvare la vita alla giornalista Giuliana Sgrena.





Ufficiali e soldati morti per una guerra non nostra, ma voluta e imposta da Berlusconi per simpatizzarsi la volonta di Bush di deporre un…

Quando non c'era........LA LAVATRICE

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Il lavaggio dei panni al fiume univa già in tempi antichi i due ingredienti delle moderne lavatrici: l'azione detergente, compiuta dal sapone o dalla liscivia, e quella meccanica delle pietre con le quali si sfregavano i tessuti.Nell'antica Roma il lavaggio avveniva in grandi lavatoi pubblici dove si raccolgieva l'urina fermentata (contenente ammoniaca) proveniente dai "vespasiani" presenti a ogni angolo della città: gli schiavi erano addetti a calpestare i panni per facilitare l'infiltrazione del liquido nei tessuti. Il risultato era generalmente soddisfacente, ma l'odore di cui rimaneva impreganata la biancheria obbligava a energici risciaqui.








Un primo brevetto sotto la categoria "macchine per il lavaggio" fu registrato in Inghilterra nel 1691, ma bisognò aspettare il gennaio del 1752 per vedere il disegno di una lavatrice pubblicato su una rivista( Focus Storia). Un prototipo davvero efficace era dotato di una centrifuga da azionare a mano, co…

L'era dei paparazzi

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Roma, via Veneto: il centro della mondanità nella capitale alla fine degli anni '50, inzi '60. Re Faouk, monarca d'Egitto in esilio, Ava Gardner la famosa diva americana, il di lei fidanzato Anthony Franciosa, Anita Ekberg e suo marito Anthony Steel è con questi personaggi e i cafè alla moda di via Veneto che inzia l'epoca d'oro dei paparazzi, sempe alla ricerca di scandali, scoop,amorazzi, scazzottate e storie romantiche. Comincia l'epoca in cui sono le immagini a raccontare la cronaca, specie la più frivola. Il gossip si fa strada e Roma, in quell'epoca, è il set fotografico migliore che i fotoreporter potessero trovare.La capitale, negli anni '50 e '60, si riempì di divi americani e si animò di notti mondane, merito soprattutto della legge del 1950 che promosse il rilancio di Cinecittà. I produtori americani iniziarono così a investire i loro soldi a Roma e via Veneto, già ritrovo di intellettuali, giornalisti e scrittori, si trasformò in una vet…

L'ultima partita a carte

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Nella premessa Mario Rigoni Stern lo definisce “esile libretto”. Ma per il suo contenuto lo si potrebbe definire un’ “ennesima sintesi della sua esistenza”.Non c’è suo libro che non parli di momenti sereni, come le passeggiate nei boschi, e di tremende esperienze di guerra. Attimi che ha voluto farci conoscere, come si può far conoscere intimamente a un vecchio amico gli istanti più banali; momenti in cui ogni essere umano ritrova se stesso.Quando, poco prima di arruolarsi, nel silenzio della notte, si sofferma semplicemente a guardare il fuoco che scoppietta sul focolare in cucina gli ritornano alla mente i momenti felici dell’estate precedente, si accorge subito che il pensiero lo porta a riflettere sul futuro.Quando i disagi economici causati degli scarsi incassi del negozio che la famiglia mandava avanti nella piazza principale del paese, temettero di doverne vendere l’edificio.La miscela di momenti tristi alternati a momenti sereni che siamo abituati a ritrovare negli scritti di …

Ricordando Mario Rigoni Stern il narratore dell'altopiano

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Ancora oggi ad alcuni giorni dalla Sua morte ho ancora impresso nella mente la squisitezza della lettura dei suoi libri e sopratutto del "Il bosco degli urogalli". Rigoni Stern occuperà sempre un posto nella mia mente e mi farà ricordare, cosa molto importante, il legame tra memoria e natura che in quasi cinquant'anni della Sua produzione narrativa sono sempre presenti in ogni Sua opera.A volte uno prevalente sull'altro a volte tra loro intimamente intrecciati. "Il Bosco degli Urogalli"Pubblicato nel 1962, “Il bosco degli urogalli” è il secondo libro di Mario Rigoni Stern: una serie di racconti popolati da cacciatori, animali selvatici, cani, montagne, tra spazi aperti e paesaggi impervi restituiti con immediatezza e vitalità. L’autore, originario dell’Altopiano d’Asiago, riconosce nella gente di montagna il centro del proprio mondo. Tra memoria e ricordo, Rigoni Stern racconta la vita alpina all’insegna di un amore genuino per quelle terre di boschi, monta…

Riuscite a sentire il silenzio francese ?

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Ci sono eventi che vanno preparati nella dovuta cornice e le telecamere di Mediaset lo fanno con il piglio giusto perchè entrano sul campo molte ore prima, e Italia Uno, ci ingolosisce con una promessa "Siamo andati a vedere lo stadio, dove fervono i preparativi".Vediamoli perchè fremiamo anche noi. Dietro le porte non c'è nessuno, a centrocampo non c'è nessuno, negli spogliatoi non c'è nessuno, nei parcheggi non c'è nessuno, la verità e che in tutto lo stadio non c'è nessuno. Fortuna che, qualche ora dopo, il tg della rete allarghi gli orizzonti, perchè non è solo la vigilia di Italia-Francia ma anche quello degli esami per milioni di studenti. Ed è giusto che arrivino i dovuti consigli. Fare un ripasso? Andare a dormire prima? Svegliarsi presto? No, fare sesso e un'esperta spiega pure perchè. E se pensate che l'ultima notizia data, è stata quella della morte di Mario Rigoni Stern, uno dei più grandi scrittori italiani del dopoguerra, allora capi…

La morte

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Se ne è andato con la stessa forza tranquilla con cui aveva vissuto, combattuto, pensato e scritto.Mario Rigoni Stern, l'ultimo dei grandi vecchi della letteratura veneta, si è spento l'altra sera nella sua casa di Asiago. Era nato il 1° Novembre 1921, sempre ad Asiago. La famiglia l'ha vegliato nella malattia che negli ultimi mesi è esplosa nella sua virulenza e l'ha protetto da quel clamore che lui per primo non amava.Così ieri pomeriggio, solo con i famigliari più stretti, lo scrittore è stato sepolto nel cimitero di Asiago. L'aveva chiesto lui stesso, mentre negli ultimi giorni e nelle ultime ore, in tutta Italia ci si chiedeva sottovoce quali fossero le sue condizioni.In realtà quel male incurabile che l'aveva colpito al cervello, pur lasciandone intatte tutte le facoltà, l'aveva indebolito all'inverosimile, fino a costringerlo a letto nelle ultime settimane. Da tre giorni Rigoni Stern era entrato in coma.La sua vita vera, laboriosa e intelligente …

Andato l'ospedale ridateci la strada

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L'Ospedale di Mestre (lo storico) se n'è andato! Ha chiuso definitivamente i battenti. Era ora! Non sò se quello nuoo sarà ,meglio o peggio dell'Umberto I°, ma tutti dicono di si, siamo obbligati a fidarci , anche se al momento così non sembra, ma saranno solo problemi di rodaggio e di habitat mentale. Adesso, non c'è più nessuna motivazione ed esigenza affinchè via Circonvallazione, non ritorni al doppio senso di circolazione, se è vero (vedi la cronaca dei giornali dell'epoca), che il senso unico instaurato era per l'inquinamento acustico e da traffico che danneggiava maggiormente i degenti dell'Ospedale.Sarebbe una soluzione ovvia e naurale che potrebbe ridisegnare la viabilità di quella parte di Mestre, rendendo più "fluido" il traffico (che è come l'acqua), visto che il resto della città è bloccato e lo sarà ancora per molti anni dalla costruzione del tram.Sarebbe buona norma dividerci i sacrifici tra i citadini e non istituzionalizzare d…

Marghera Estate Village

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Marghera Estate Village 10^ Edizione.
Il programma vede la conferma di alcuni appuntamenti molto amati dal pubblico, i concerti con le migliori band del territorio che hanno accompagnato la crescita della manifestazione. Diverse serate saranno anche dedicate alle tribute band, che riproporranno i più conosciuti artisti del panorama italiano e internazionale. Come i grandi numeri 10, da Pelè a Platini a Maradona, il Marghera Estate Village si prepara però anche a stupire con sorprese e “numeri” di alta scuola. Non mancheranno infatti alcuni “eventi” con artisti di livello e fama internazionale, come Hélio Delmiro (3 luglio) e soprattutto Omara Portuondo , la più amata diva della musica cubana, regina del Buena Vista Social Club (14 luglio) o di alcuni grandi artisti italiani come Francesco Boldini (20 Giugno), Bebo Best & Super Lounge Orchestra (28 Giugno), Tolo Marton (30 Giugno), le Orme (17 Luglio), Luciferme (26 Luglio) e Sir Oliver Skardy e Fahrenheit 451 (4 Agosto). Ci saranno…

Baracca, area pregiata,progetto di vendita

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L'area dello stadio Francesco Baracca di Mestre entra come posta di bilancio di previsione 2008 per essere convertita in nuove abitazioni.In cambio il Comune si impegna a trovare area (pare nella zona del Taliercio) ed a edificare una struttura che copra le esigenze delle squadre minori della Città.

Quelli della notte

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6^ ultimo spot, siamo partiti dai vigili dell'antica Roma per arrivare ai metronotte dei giorni nostri, 2mila anni di lavoratori notturni. Concludiamo oggi il cammino spero che il tutto vi sia piaciuto e comunque attendo vostre eventuali opinioni e pareri sulla realizzazione.


6^ MINI POSTSospettiI mestieri notturni non sono mai stati frà i più ambiti. Oggi molti di essi sono nella lista dei lavori usuranti, ma per gli uomini del Medioevo erano assai peggio: chi lavorava sotto la luna era sempre un tipo sospetto. Le tenebre, infatti, fin dall'antichità sono considerate il regno degli spiriti. Mugnai, fornai e becchini, nelle fiabe, sono spesso eroi negativi. E ancora oggi chi esce di casa quando gli altri rientrano è avvolto da un'aura ambiguità. E' il caso deo portieri di notte, testimoni discreti di amori clandestini, ma anche peronaggi dall'identità misteriosa, come il protagonista del film Il portiere di notte di Liliana Cavani, che si rivela un ex torturatore na…

Vigilia di Italia-Francia, sfida infinita

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MILANO, 16 giugno 2008 - Francia e Italia sembra un’eterna rivincita, dopo il nostro successo nel Mondiale 2006. Anche stavolta sarà come una finale, la differenza, come noto a tutti, è che sia azzurri che francesi non potranno contare solamente sulle proprie forze per essere sicuri di nella qualificazione. Nella fase finale degli Europei le due squadre si sono incontrate solo una volta, nel 2000, in finale: Italia avanti con Delvecchio e in vantaggio fino al 90’. Poi nel recupero il pareggio di Wiltord e ai supplementari il golden gol di Trezeguet, che ha chiuso la gara sul 2-1 consegnando il titolo continentale ai transalpini.SFIDA INFINITA - I precedenti nella fasi finale di una grande manifestazione diventano sei se includiamo anche le sfide dei Mondiali: il bilancio è di assoluta parità con due vittorie Italia, due pareggi e due successi per la Francia. La vittoria più recente ci riporta al 2 giugno 1978, con lo splendido successo azzurro in rimonta per 2-1 nei mondiali giocati i…

Quelli della notte

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Ripartiamo dal quinto mini post e dalla diffusione dell'illuminazione pubblica, lasciandoci alle spalle Jack lo Squartatore

5° MINI POST

E luce fù
La diffusione dell'illuminazione pubblica, a partire dalla seconda metà del '700, rese meno pericolese le vie cittadine e convertì i guardiani notturni in accenditore di lampade. Nella Milano asburgica, dove i primi lampioni a petrolio furono installati intorno al 1785, esisteva un reparto apposito di operai (chiamati lampadèe) addetti all'accensione e allo spegnimento delle lampade, oltre che alla loro manutenzione periodica. Resteranno in servizio per oltre un secolo. Prima passati alle lampade a gas e poi mandati in pensione dall'elettricità, gli accenditori pubblici tornarono in auge per qualche tempo nel secondo dopoguerra, nelle città devastate dai bombardamenti.
Errebi (Fine del 5^ Mini Post. Arrivederci a domani)

Quelli della notte

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Rieccomi per il 4 mini post che dal medioevo ci trasporterà fino a quasi al boom industriale dell'Ottocento.

4° MINI POSTIn divisaI segni di riconoscimento degli uomini delle ronde erano l'alabarda, il corno e la lanterna. L'arma, una sorta di coltellaccio montato su un'asta lunga un paio di metri, era usata per lo più come "dissuasore". Il corno, di solito di vacca, serviva invece a dare l'allarme o a richiamare i colleghi da altre parti della città. Allo stesso scopo, in diverse regioni si usavano "raganelle", piccoli strumenti di legno che nel cuore della notte producevano un rumore assordante. Nei casi più fortunati, bastava a mettere in fuga i malintenzionati. A Londra la dotazione standard prevedeva una campana al posto del corno.La capitale inglese aveva subito nel 1212 un primo devastante incendio, che forse suggerì di rispovelverare l'idea dei vigiles romani.In caso di fuoco in vista, era il belman a dare l'allarme agitando la su…

Il Quirinale blocca un decreto-blizt sulle intercettazioni, Berlusconi si corregge

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La tempestività in politica conta molto. E la tempestività con cui ieri il Quirinale ha salvato la possibilità stessa di una riforma condivisa del sistema delle intercettazioni dal rischio di una guerra termonucleare tra governo e opposizione merita davvero un plauso: meno male che Giorgio c'è, verrebbe da dire. Purtroppo la dialettica politica in assenza per ora di una opposizione parlamentare incisiva, stà mettendo sulle spalle del Capo dello Stato responsabilità importanti: quella di esortare il parlamento a fare, piuttosto che a litigare; e quella di indicare al governo la via migliore perchè questo accada. In materia di intercettazioni (così come in materia di rifiuti) è evidente che bisogna intervenire. E' evidente per la semplice ragione che provò ad intervenire il precedente governo, che in un ramo del parlamento vide anzi approvata a larga maggiornaza la sua ipotesi di riforma. Ma ciò che dovrebbe essere agevole - la convergenza su norme basilari dello stato di diritt…

Quelli della notte

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Rieccoci con il terzo mini post. Abbandoniamo l'antica Roma ed entriamo nel Medioevo.













3° MINI POSTRonde medioevaliCon la rete commerciale allo sfascio e il crollo demografico, le notti dei primi secoli del Medioevo si fecero più silenziose. Ma non più sicure. Ogni borgo si trasformò in fortino: accesso vietato dopo il calar del sole e mura percorse da gurdie armate fino ai denti. I vigiles romani si trasformarono definitivamente da pompieri in "vigilantes". Tra i loro compiti principali: ricondurre a casa gli ubriachi, far rispettare gli orari di chiusura delle taverne e sovrintendere allo sbarramento delle porte della città dopo il crepuscolo. I guardiani notturni erano diffusissimi nelle lunghe notti del Nord Europa, dove ancor oggi i popolari coprotagonisti, insieme a Santa Klaus e agli omini di pan di zenzer, delle feste natalizie. Spesso di guardia sulle torri campanarie, erano autentici orologi viventi. I loro richiami, urlati nel silenzio dell'oscurità e divers…

Berlusconi imputato

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"Giuro sui miei cinque figli che non so nulla di quanto mi viene contestato (le tangenti alla Guardia di Finanza, ndr). Sono vittima di una grande ingiustizia. Mi dicono che questo avviso è la risposta a quanto stiamo facendo" (23-11-94). "E' come se mi avessero mandato un avviso di garanzia accusandomi di non chiamarmi Silvio Berlusconi. Siccome sono certo di chiamarmi Silvio Berlusconi, non credo che nessun tribunale giusto al mondo possa condannarmi perché mi chiamo Silvio Berlusconi. Può esserci una condanna, ma allora non sarà un atto di giustizia, ma sovversione" (1-12-94). "Io corruttore? Sarebbe come incolpare suor Teresa di Calcutta, dopo una vita di sacrifici, se una bambina dell'istituto allungasse una mano per pigliare un quarto di mela dal fruttivendolo, non per sé, ma per darlo ad un altro" (27-10-95). "Nessuno si è reso responsabile di corruzione, il capo del gruppo non era minimamente a conoscenza di quanto gli viene addebitat…

Quelli della notte

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Eccomi con il secondo mini Post. Proseguiamo con Roma e i suoi vigiles.
2° MINI POSTNotti insonniI vigiles non erano gli unici " forzati della notte" di 2mila anni fà. C'erano anche carrettieri e adetti ai "mercati generali. In epoca imperiale, il blocco imposto del traffico era la regola. Troppo affollate durante il giorno, le vie più grandi erano aperte ai carri solo dopo il tramonto, quando la gente per le strade diminuiva. Così a Roma (ma anche a Pompei e in altre città imperiali) di notte le strade di accesso ai mercati erano rumorose almeno quanto di giorno. "A Roma la maggior parte dei malati muore d'insonnia, perchè quale casa in affitto consente di dormire ?" ricordava il poeta satirico Marziale. Tanto valeva vivere di notte, come facevano i lucifuges (quelli che rifuggono la luce). Seneca racconto di un in tal Sesto Papinio che si lamentava del suo vicino del piano di sotto, il "lucifugo" Pedone Albinoviano, che ogni notte faceva lav…

Berlusconi e il conflitto di interessi

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"Dire che nell'attività di governo e politica ci sia stato qualche volta un interesse personale, non solo del signor Berlusconi, ma anche di altri membri di Forza Italia, è una vergogna" (14-12-95). "La vecchia classe politica che facendo politica prendeva soldi. Io posso dire che per fare politica ne ho spesi parecchi" (15-12-95). Il primo governo Berlusconi passerà alla storia per due provvedimenti: il decreto Biondi, che vietava le custodia in carcere per corruzione alla vigilia dell'arresto di Paolo Berlusconi per corruzione; e la legge Tremonti, che ha fruttato alla Mediaset dello stesso Berlusconi (Silvio) sgravi fiscali per 243 miliardi. "Ho dato incarico ai miei manager di avviare le dismissioni delle mie proprietà" (23-3-94). "Ho sempre riconosciuto che c'era un'anomalia da sanare... Sono il primo a proporre una soluzione di separazione drastica tra l'esercizio dei doveri di governo e l'esercizio dei diritti proprieta…

L'odore di Venezia

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Venezia ha sempre qualcosa di particolare in serbo. Arrivare col treno alla stazione di treni, a piazzale Roma o all'aeroporto da una città anche vicina, ti da una sensazione strana. L'umidità, l'odore dell'acqua, il silenzio dell'aria... A occhi chiusi ti lasci pian piano affondare nel liquido amniotico della millenaria storia. E' forse l'odore quel magico passepartout? E' forse l'odore quello che ti trasporta, soprattutto d'inverno, nei rii, negli stretti canali oleosi e torbidi? E' forse l'odore di Venezia che ti fa sentire un veneziano tra i veneziani? Diamo al nostro inviato l'arduo compito di scoprire l'aspro odore che caratterizza la città. (Preparato Venerdì 6/6/2008)

Quelli della notte

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In principio furono...... le oche. In una notte senza luna del 387 a.C. le oche sacre del Campidoglio salvarono Roma starnazzando come ossesse mentre i Galli Senoni cercavano di soppiatto di dare l'assalto al colle. Così narra la leggenda. E così quei pennuti sono diventati i primi "guardiani notturni" a passare alla Storia. Ai loro colleghi umani, dalle sentinelle di Troia sorprese nel sonno dai guerrieri di Ulisse alle ronde che battevano le vie delle città medioevali, come a tutti i lavoratori della notte dei secoli successivi, non spettò la stessa gloria.
Questo post vuole essere, nel suo piccolo, un omaggio a tutti i lavoratori della notte, a quelle persone che, mentre noi dormiamo e ci riposiamo dalle fatiche diurne, vigilano sulla nostra incolumità fisica e delle nostre cose. Il post, sarà diviso in 6 mini post, questo per non costringere gli internauti a leggere un periodo troppo lungo e soprattutto, per le persone interessate a ritornare a collegarsi. Incominci…

Il canal Salso

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Divenuto possesso veneziano nel 1337, il porto sul Marzenego dimostrava sempre più inadeguato all'intensità dei traffici tra Venezia e la Terraferma, perciò la Repubblica pensò di aprire una nuova e più grande via d'acqua che collegasse direttamente Venezia al cuore di Mestre e non ad una sua propaggine come Cavergnago.Così, nel 1361 i Veneziani, utilizzando probabilmente l'antico letto del Musone, scavarono un canale artificiale da S. Giuliano fino all'attuale Piazza Barche, chiamandolo Cava Gradeniga, vale a dire l'attuale Canal Salso.L'11 gennaio 1846 fu aperto al traffico il ponte ferroviario translagunare e da allora, il trasporto merci via treno ebbe la meglio su quello, più lento, precario e costoso su barca, che continuò soltanto per i prodotti agricoli della campagna mestrina (polli, latte, uova, verdura, frutta, vino). Alla fine del secolo, il Canal Salso fu utilizzato ancora per le prime industrie sorte nella zona, ma dopo la nascita di Porto Margher…

Le ranocchie nella panna

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da Lascia che ti racconti di J.Bucay
C’erano una volta due ranocchie che caddero in un recipiente di panna.Si resero subito conto che sarebbero annegate era impossibile rimanere a galla per tanto tempo in quella massa densa come le sabbie mobili. All’inizio le due rana e si misero a sgambettare nel tentativo i raggiungere il bordo del recipiente.Ma era inutile; riuscivano soltanto a sguazzare sul posto e ad affondare. Diventava sempre più difficile risalire e respirare.Una di loro disse ad alta voce: “Non ce la faccio più. E’ impossibile uscire di qui. Non si può nuotare in mezzo a questa roba viscida. E dato che devo morire, non vedo perché prolungare la mia sofferenza. Non riesco proprio a capire che senso abbia morire di sfinimento per uno sforzo inutile.Detto questo smise di scalciare e affondò rapidamente, inghiottita dal denso liquido biancastro.L’altra rana, più costante o forse più cocciuta disse fra sé: “Non c’è verso di salvarsi!! Non si può andare nulla per andare avanti in …

La nostra cara vecchia moneta ( la LIRA)

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La Lira nasce come moneta di conto con la riforma monetaria voluta da Carlo Magno Re dei Franchi e fondatore ed Imperatore del Sacro Romano Impero (742-814) . Tale riforma stabiliva che da una libbra o libra d’argento(434 grammi) venissero ricavati 240 Denari oppure 20 Soldi pertanto un Soldo valeva 12 Denari. Dico moneta di conto poiché in effetti per un lungo periodo furono coniati solo i Denari il cui peso da grammi 1,809 col passar del tempo subì molte riduzioni fino a calare ad un terzo nell’undicesimo secolo .Tale sistema di divisione della Lira in Soldi e dei Soldi in Denari è sopravvissuto , pur con molte modificazioni , fino a tempi recenti.In Italia è stato completamente sostituito dopo l’Unificazione , mentre in Gran Bretagna ha cessato di esistere nel 1971 anno in cui è stato introdotto il Sistema DecimaleLe prime vere Lire fecero la loro apparizione nella seconda metà del millecinquecento dopo tre secoli nei quali la moneta più usata e gradita era il Grosso. I primi Gross…

Dall'antipasto al dolce a tavola con Venesia

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Ora immaginate di sedervi a tavola e di farvi servire dei piatti venesiani, in un vecchio bacaro con le travi di legno a vista sul soffitto, le luci soffuse, le vecchie credenze stipate di roba, le pareti in pietra viva, il pavimento in cotto, le voci dei gondolieri che arrivano dai canali e una voce da lontano che canta venesia e la tradizione della città sui piatti.Buon appetito












El Pan Bogio è veramente uno dei piatti più poveri che si ricordino.
Una volta la consideravano una zuppa molto nutriente che veniva data a vecchi e bambini ma in verità era l'unico modo per fermare i morsi della fame.
Per questa ricetta servono un litro di brodo, 150 gr di pane vecchio, possibilmente non condito, olio di oliva.
Mettete a bollire il brodo col pane spezzettato a fuoco lento e lasciare cucinare per circa30 40 minutia pentola coperta. Il brodo deve ridursi della metà. Servire caldo con un po' di olio d'oliva e formaggio grattuggiato.




Risotto di Go
Molti anni fa i fioi* andavano a pescare …

U2 al lavoro per il nuovo disco

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Gli U2 continuano i lavori sul nuovo album. In questi giorni a Dublino, esattamente ad Hanover Quay, The Edge, Adam e Larry continuano a provare per l’ultimo lavoro della band e sono stati avvistati anche i produttori Steve Lillywhite e Daniel Lanois, oltre ai tecnici Dallas Schoo e Sam O’Sallivan. Nella notte di domenica Bono e The Edge avrebbero provato nella suite del Clarence Hotel una nuova canzone con loop di basso e batteria.
Intanto il frontman della band irlandese si trova in Giappone per una serie di eventi dove ha ricevuto una laurea honoris causa in legge dall’Università di Ikeio. In seguito Bono si è poi diretto alla baia di Tokio per il progetto Green Island, piantando insieme ai bambini diversi alberi. Ha anche partecipato ad una conferenza internazionale sull’Africa a Yokohama.

Il Marzenego stà meglio nascosto

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Mi riferisco alla notizia apparsa sulla Nuova riguardante via Poerio e il Marzenego. Questo fiumiciattolo fu interrato nel 1953 da via Circonvallazione fino all'inizio dell'attuale piazza XXVII ottobre, più nota come piazza Barche, regalando ai mestrini un paseo come gli spagnoli chiamerebbero via Riviera XX Settembre, e una bella e gradevole via pedonalizzata: via Poerio. Adesso si vorrebbe scoperchiare questa strada per portare in bella evidenza l'acqua sporca di quel fiumiciattolo. Mio nonno a Mestre c'era quando nel '53 il Marzenego di via Poerio scorreva all'aperto, ma in quegli anni l'acqua non era come quella di oggi, ci andava a pescare delle belle carpe e lucci.
Si afferma giustamente che in ogni caso la copertura attuale ha necessità di una manutenzione radicale: sono d'accordo e immagino anche che scoperchiare la strada per la cosidetta "riqualificazione" è più facile e forse meno dispendioso, ma è incomprensibile ritornare all'a…

Il Natale, la nascita di Gesù, il calendario

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Provate a domandare alle persone "che cos'è il natale?" molti vi risponderanno, "è il giorno della nascita di Cristo, e si festeggia quest' evento".
In realtà Gesù non è nato il 25 dicembre ma addirittura non si conosce neanche l' anno di nascita, che dovrebbe essere compreso tra il 4 e il 7 a.C. (bizzarro dover dire che Cristo è nato 4-7 anni prima della nascita di se stesso).
Quindi come mai quindi il 25 dicembre si festeggia questo evento?
La ragione è molto semplice: A partire dal 273 d.C. i pagani celebravano la festa del natale del “Sol invictus” introdotta da Aureliano, la festa dedicata al nascita del Sole, anch' essa il 25 dicembre.
Infatti da quella data notavano che le giornate iniziavano ad essere più lunghe.
Quando però l' imperatore Costantino si convertì al cristianesimo, fu necessario fare di quella data non più il «dies natalis» dell' astro del giorno, bensì il «dies natalis» di Colui di cui l' astro era soltanto il simbolo …

Stadio Penzo - La storia -

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Lo stadio Pierluigi Penzo, è il principale impianto sportivo di Venezia, è dedicato ad un aviatoredell'Aeronautica Militare che ha partecipato alla Prima guerra mondiale, ed è il più vecchio stadio tra quelli in cui giocano società professionistiche italiane. La storia del Pierluigi Penzo è caratterizzata da innumerevoli mutamenti nelle sue strutture e nella sua capienza, tanto che lo hanno portato ad assumere aspetti ben diversi a seconda degli anni. La prima tribuna centrale, ancor oggi in buona parte conservata, è disposta sul lato ovest del terreno di gioco, ed è in cemento. La seconda parte dello stadio ad essere stata costruita è il settore dei distinti, denominato anche popolare, storicamente cuore del tifo veneziano fino agli inzi degli anni '90, quando venne eliminata la pista d'atletica e costruite delle curve capienti. Da allora il tifo caldo arancioneroverde si è localizzato nella curva sud, detta anche curva Morosini. Recentemente alcuni dei gruppi ultras vene…