Storie della tua vita

Quando sei giovane ti innamori continuamente. 
Grandi passioni bruciano intense, veloci, consumate e abbandonate, distratti da un infinito caleidoscopio di avventure e novità e possibilità: ogni libro è una scoperta. Ogni autore è una cotta imbarazzante. Ogni genere è un continente da esplorare. 
C'è lo zio appassionato di scienza che ti porta in giro per le aule del dipartimento di robotica (Asimov) e il tossico col giubbotto di pelle che ti inizia alle cianfrusaglie dei mercatini di cibernetica (Gibson).
C'è il vecchio con la nave che ti parla di tesori perduti (Cussler) e il dottore elegante che per distrarti dall'ago ti spiega i vichingi e i dinosauri (Crichton).
Poi frequenti l'amico o che sa parlare tanto bene (Baricco) e quello con cui ti facevi le canne insieme in bagno (Brizzi); quello che te la faceva fare addosso dalle risate (Niven) e quello che ti vergogni a dire che ci hai passato tanto tempo insieme (De Carlo).  Ci sono le brutte frequentazioni, quegli amori poco più grandi di te che sono sulla cattiva strada e non sai se ne usciranno vivi (Ellis e MacInerney).
E poi arrivano le storie serie, impegnative, quelle a cui dedichi tutto te stesso e non c'è altro di più bello al mondo.
L'intellettuale depresso (Wallace), il cinico provocatore (Palahniuk), quello sensibile e un po' infantile (Salinger), quello che ti apre a panorami geografici e umani inimmaginabili (Winslow) e il tuo più grande amore (Forsyth). E poi quello che ci passi così tanto tempo insieme perché siete fatti l'uno per l'altro e adori anche i suoi difetti e starete sempre insieme anche se lui non c'è più (West).
Dopodiché, è sempre più difficile innamorarsi. Fai continuamente paragoni e niente ti sembra più valere davvero la pena. Provi più gioia a rileggere i vecchi amori che a cercarne di nuovi. E un giorno ti accorgi che non fai altro che leggere saggi.
Frequenti un depresso cronico e reazionario (Houellebecq) e lo sai che è una relazione tossica, ma almeno ti capisce. Vivi una passione travolgente per uno che scrive biografie (Strauss) ma poi per anni non gli fai manco una telefonata. E poi una serie di relazioni insignificanti, e insipide, storie di una notte, e senza renderti conto finisci per accontentarti della mediocrità. 
E quando meno te lo aspetti succede di nuovo. 
Non fai altro che parlare di lui. Leggerlo e rileggerlo e sottolinearlo e consigliarlo agli amici e cercare interviste e gli inediti e i podcast e approfondire e ricominciare da capo e meravigliarti ogni volta come fosse la prima.
Ted Chiang. 

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