Ricordi del 1918.

“L’odore del cuoio marcio. Quello del sudore. L’odore dell’escremento raffermo. Quello del sangue fresco sotto il sole, denso, dolce, un po’ nauseabondo. L’odore della putrefazione. L’odore dell’anice nella borraccia. L’odore delle sigarette Sport trovate nella trincea austriaca abbandonata. L’odore di pece arsa degli apparecchi Mazzetti-Niccolai contro i gas. L’odore di gomma del respiratore inglese. L’odore di mandorla pungente dell’iprite. L’odore della polvere bruciata. L’odore dell’erba, annusata la faccia contro la terra, spiando la piega del terreno-riparo per il prossimo balzo”
uff. Sergio Solmi

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