Corno di Cavento
Il
Corno di Cavento (3402 m s.l.m.) è una montagna delle Alpi Retiche
meridionali, nel gruppo dell'Adamello.
Si
trova tra Val Rendena e Val di Fumo, in Trentino-Alto Adige
(Provincia di Trento).
Durante
la Prima Guerra Mondiale il gruppo dell'Adamello fu terreno di
importanti operazioni belliche. Il confine tra Regno d'Italia (a
ovest, Valcamonica, Lombardia) e l'Impero austro-ungarico (a est,
Giudicarie, Trentino), attraversava il gruppo passando da Monte Fumo,
Cresta Croce, Monte Mandrone, Punta del Castellaccio, fino al passo
del Tonale.
Nella
primavera del 1916 gli Alpini Italiani erano attestati al rifugio
Garibaldi e gli austriaci presidiavano la dorsale Monte Fumo - Lobbia
Alta e la dorsale Corno di Cavento - Crozzon di Folgorida, con
importanti basi logistiche al rifugio Mandrone e al rifugio Carè
Alto. In circa un mese, tra il 12 aprile e il 14 maggio 1916, gli
Alpini conquistarono prima la linea Monte Fumo - Lobbia Alta, poi il
Crozzon di Folgorida, il Crozzon di Lares e il Passo di Cavento, e
infine i passi di Folgorida e delle Topette.
Il
Corno di Cavento, rimasto in mano agli austriaci, fu conquistato
l'anno successivo, il 15 giugno 1917, con un'operazione su più
fronti: dopo un intenso bombardamento della vetta, gli Alpini
skiatori attaccarono dalla vedretta di Lares, mentre compagnie di
rocciatori attaccavano dalla cresta nord e dalla difficile parete
nord ovest. Gli austriaci furono respinti sulle posizioni del Monte
Folletto e del Carè Alto. Durante la battaglia morì il tenente
Felix Hecht von Eleda, di 23 anni, comandante delle posizioni
austriache Folletto-Cavento. Sorpreso dagli alpini mentre azionava
personalmente una mitragliatrice e ferito da una bomba, a un cenno di
ribellione fu afferrato e gettato dal versante nord. Il corpo non fu
mai trovato. Il suo diario personale, oggi presso il Museo della
Guerra Bianca Adamellina di Spiazzo, fu trovato da un ufficiale
italiano, il capitano Battanta, conosciuto come "Il diavolo del
Cavento", dopo l'assalto. Il diario è un documento importante -
e a tratti toccante - sulla vita di guerra a 3400 m: le nevicate, il
freddo, le cannonate e le manovre dei nemici italiani, le critiche al
proprio comando. Il 15 giugno 1918, esattamente un anno dopo la
conquista italiana, gli austriaci riuscirono a prendere alle spalle
gli italiani attraverso una galleria scavata nel ghiacciaio di Lares
e rioccuparono il Corno di Cavento. Gli alpini lo riconquistarono
però il successivo 19 luglio con un'operazione simile a quella del
1917. Da allora la cima rimase in mano agli italiani fino al termine
della guerra.

Commenti
Posta un commento