1916 Val Terragnolo

Mi trovavo nella Val di Terragnolo nel Trentino, in località denominata Volta, ...Là vi erano le prime linee nostre e a distanza di 50 o 
60 metri quelle austriache. Io facevo parte del 79° Reggimento Fanteria, 7° Compagnia, quale portaferiti reggimentale. Come tutti i combattenti sanno, i portaferiti reggimentali si trovavano sempre in trincea insieme con le truppe di prima linea, e sono i primi a medicare le ferite e portare in salvo i compagni per poi consegnarli ai soldati di sanità  o alle infermerie……..Una sera, eravamo in baracca ……in baracca, al lume di qualche lanterna ad olio, sdraiati o seduti sulla paglia, si discorreva. Chi leggeva qualche ritaglio di giornale, chi le lettere di casa o delle fidanzata……Ormai tutti si era in procinto di addormentarsi …….io, Garonzi, Occhiuzi, Vitali e Cappelletti, non so come ci sia venuto in mente di uscire dalla baracca, forse per prendere una boccata d’aria. Ebbene, appena siamo fuori dalla baracca, sentiamo il solito e noto sibilo, come di una granata, ma subito abbiamo intuito che si trattava di una tradotta, bombarda austriaca, che va a scoppiare proprio sulla baracca…Lo scoppio fu terribile. Benché la baracca fosse stata coperta di sacchetti di terra, è stata in parte distrutta. La tradotta aveva fatto strage di quelli che vi erano dentro……Al trambusto dello scoppio, seguì, come al solito, il panico, e tutti ci precipitammo in galleria credendo che fosse il solito preludi odi un nuovo bombardamento, ma dentro in baracca si sentono gemiti e grida. I primi a correre furono il Capitano Tedeschi, il Tenente Mandrile, e noi portaferiti. Triste spettacolo, in mezzo a un fumo asfissiante, vediamo cinque soldati esanimi e sfigurati dalle ferite e dal terriccio. Qualcuno invocava la mamma. Due non davano più segno di vita, e abbiamo dovuto, per riconoscerli, sfregare via dalla faccia sangue, terra e carne. Gli altri erano ancora vivi, ma gravemente feriti…
Ettore Castioni

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