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Venezia FC: Calciomercato operazioni minori. Partnership con l'azienda Aon

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Il Venezia ieri ha defnito una serie di operazioni con alcuni giocatori: raggiunto l'accordo per il rinnovo del contratto del centrocampista Nicolò Berengo e l'ingaggio del pari ruolo Federico Tavernaro. Entrambi classe 2005 hanno sottoscritto un nuovo accordo con il club fino al giugno 2030. Entrambi sono stati trasferiti alla Vis Pesaro con la formula del prestito fino al termine della stagione 2026/27.  Nelle ultime ore radiomercato ha accostato il Venezia a Sebastiano Esposito, attaccante di scuola Inter ormai in rottura con il Cagliari dopo la fuga dal ritiro, il certificato medico e la multa del 20% stipulata dal club. Sul giocatore ci sono anche Atalanta e Lazio, ma il dg Filippo Antonelli ha smentito seccamente ogni interesse. Sfuma, nel frattempo un obiettivo seguito da tempo: l'esterno sinistro Filip Kostic ha infatti firmato un biennale con il PSV Eindhoven. Il Venezia lo ha osservato per mesi, senza però affondare mai il colpo decisivo per portarlo in laguna. In...

Ogni giorno decido di essere felice. LA RIVOLUZIONE IN ATTO

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La mia "rivoluzione" inizia nel momento in cui raccolgo il coraggio della fede e decido di affrontare, smetto di prendere tempo e incomincio a scalare. E' un percorso lungo quanto la vita, ma si gioca ogni volta in questo primo passo. Nichiren Daishonin scrive che la potente spada del Sutra del Loto sarà inutile nelle mani di qualcuno che non si sforza di lottare. La mia vita per fiorire ha bisogno della lotta. Per diventare quel fiore di pesco o di susino che sono, devo affrontare la mia oscurità, vincere su me stessa a qualunque costo, e questa battaglia richiede coraggio e un coinvolgimento totale di tutte le mie forze. Non si vince sull'oscurità lottando a tempo perso. I demoni intanto approfittano e ballano, fanno a gara per interferire. Farne degli alleati vuol dire tirare fuori uno stato vitale così forte che qualunque cosa accada sarò in grado di affrontarla senza spaventarmi, senza fuggire. Josei Toda diceva: "Dovreste decidere con convinzione "IO s...

Riva destra dell’Isonzo, Plave, 1917

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Nel pomeriggio del terzo giorno Carreri ed io eravamo in Batteria, quando arrivò l'ordine di sospendere il fuoco. Il tenente Baldini ci disse: – Ahi, ci siamo, ragazzi. Adesso viene il brutto. Fra poco sentirete che musica ci suoneranno quegli altri. Loro hanno individuato senz'altro le nostre postazioni e quindi sanno dove colpire. Restammo in silenzio aspettando la reazione nemica. Questa non si fece attendere molto. Un uragano di fuoco si rovesciò improvvisamente su tutto il nostro schieramento. Sentivamo sulle nostre teste l'ululato dei proiettili dei grossi pezzi nemici che andavano a colpire bersagli lontani, mentre intorno a noi era un susseguirsi di esplosioni che scuotevano paurosamente i nostri ricoveri. Antonio di Maria, reggimento artiglieria bombarde

La fortuna viene da dentro

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Ripenso a tutte le volte che l'ho sentito dire. «La fortuna viene da fuori. È cieca, la dea bendata, non vede e premia a caso». Noi viviamo in una cultura che tende spesso a delegare a qualcosa fuori da noi le sorti della nostra esistenza. E che rimbalza questo messaggio: abbiamo poco potere sulle cose che ci accadono. Siamo fuscelli in balia del vento della buona o della cattiva sorte. Che da noi poco dipende. Non ci si può fare un granché: la fortuna o ce l'hai o non ce l'hai. Il ricorso frequente, da sempre e anche in questi tempi, a maghi e fattucchiere, a pratiche propiziatorie le più disparate, ne è la prova. La sfortuna è vista come un veleno e l'antidoto sta fuori da noi. Bene, il Buddismo, spacca quest'illusione. Afferma e sostiene altro. Afferma cioè che la fortuna viene da dentro, che si costruisce. È roba nostra. «Toda una volta affermò che in un certo senso la vita è una scommessa. "Se siete fortunati vincerete ma se non lo siete, per quanto provia...

Val Coalba (TN) 18 giugno 1917

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18 giugno . Notte calma.   Appena fatto giorno gli austriaci sparano con i barilotti (bombarde) su i piccoli posti di val Coalba, poco distante da noi, sulla nostra destra. Alle 7 si smonta di vedetta e andiamo nel baracchino, si mangia il rancio. Poi ci mettiamo a preparare il posto per dormire, sentiamo un colpo sul tetto di lamiera del baracchino poi vediamo cascare sulla porta del baracchino una bomba a mano austriaca con la miccia accesa, noi ci buttiamo per terra uno sopra l'altro, la bomba scoppia riempiendoci il baracchino di fumo, ci alziamo e scappiamo fuori, nessuno è ferito gravemente, io mi vedo una mano tutta sanguinosa, me la pulisco e vedo che si tratta di una piccola scheggia e me la levo da me con le dita. Un'altro pure ha avuto una piccola scheggia in una coscia, a lui pure gliela leviamo da noi poi ci si medica col pacchetto di medicazione e non stiamo neppure ad andare all'infermeria. quando il fumo è andato via dal baracchino rientriamo dentro e vediam...

Venezia FC: La coppia Rrhamani-Adams per i sogni del nuovo Venezia

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  Akor Adams e Albion Rrhamani: il Venezia si affida a una coppia gol costruita a suon di milioni per provare a mettere in vetrina in attacco da serie A capace di trascinare la squadra alla salvezza. Due investimenti pesanti, due profili diversi ma accomunati da una caratteristica fondamentale: la capacità di vedere la porta. La società arancioneroverde ha deciso di alzare l'asticella puntando su due punteacquistateper cifre mai così alte: Adams è arrivato dal Siviglia per 16 milioni di euro più 4 di bonus, diventando il trasferimento più oneroso nella storia del club lagunare, mentre Rrhamani è stato prelevato dallo Sparta Praga per un'operazione complessivavche si aggira sui 9,5 milioni tra parte fissa e bonus. Una coppia offensiva costruita per caratteristiche complementari. Adams in nazionale giocaesterno nel tridente con Osihmen e Lookman, ma è un attaccante fisico, capace di proteggere palla, attaccare la profondità e sfruttare la sua struttura imponente negli ultimi met...

Moraro (GO) 18 luglio 1915

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Si diceva fin dal 14 che il giorno 17 avrebbe dovuto esserci stata una grande azione d’artiglieria, invece non fu il 17 ma il 18 giorno di festa. Alle 3 fu fatto sveglia, e dopo tutto pronto, verso le 5 si incominciò il fuoco, e si tirò un’immensità di colpi fino alle 5 della sera. Già dalle 11 il nemico aveva incominciato a risponderci, ma con colpi poco aggiustati, e noi eravamo tutti contenti nella convinzione che non ci avrebbe ritrovati perché avevamo spostato la batteria di qualche centinaia di metri a destra. Alle 3 però quei colpi che alla mattina erano alquanto distanti dalla batteria incominciarono ad avvicinarsi. Io stavo alla 2a sezione che distava dalla 1a di 2 o 300 metri, ed i colpi cascavano in prossimità della 1a un po’ indietro, anzi, uno di essi andò a cascare in paese facendo crollare un’altra casa. Avevamo già contato 9 colpi, e si diceva che non ne avrebbero tirati più, perché si sa che con quel 305 tirano nove o dieci colpi e poi tacciono, e noi eravamo tutti con...