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Il risveglio

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Questa mattina mi sono svegliata e non era la prima volta durante la notte. Così mi sono detta che, nell’attesa che suonasse la sveglia, potevo provare a fare un elenco delle cose che mi piacciono di quando fa molto caldo. Mi piace che non devo preoccuparmi dell’acqua che cade sul pavimento cucinando e lavando i piatti, perché asciuga prima ancora che io possa preoccuparmene. Mi piace che quando stendo i panni, prima spandono un buon odore che rinfresca e poi asciugano in fretta, e asciugano anche le pozze che si formano sotto gli abiti che sgocciolano. Mi piace mettere i sandali bassi e che lasciano libero quasi tutto il piede. Mi piace poter restare sempre con le finestre aperte. Mi piacciono le piante sul balcone con i colori accesi dal sole. Mi piace fare il bagno: nella vasca, in piscina, al mare e non dover pensare subito dopo ad asciugare i capelli. Mi piace che tutti sembrano andare più lentamente. Insomma, quasi tutti. Mi piacciono i ventilatori. Mi piace sentirmi dentro il cl...

Monte Fior 1916

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Uno degli episodi più drammatici della Strafexpedition (o Battaglia degli Altipiani / Battaglia di Asiago), l’offensiva austro-ungarica lanciata il 15 maggio 1916 sul fronte italiano. Cos’era la Strafexpedition? Dopo l’entrata in guerra dell’Italia nel maggio 1915 (a fianco dell’Intesa), l’Austria-Ungheria decise di lanciare una grande offensiva punitiva dal Trentino verso la pianura veneta. L’obiettivo strategico era sfondare il fronte italiano sull’Altopiano di Asiago, raggiungere Vicenza e Bassano e minacciare Venezia e Padova, costringendo l’Italia a chiedere la pace. Comandata dal generale Conrad von Hötzendorf, fu una delle offensive più violente del fronte italiano. La situazione sul Monte Fior e zone limitrofe Dopo i primi successi austro-ungarici (caduta di Asiago e Gallio tra il 28 e 30 maggio), gli italiani si ritirarono sulle linee difensive più arretrate. Il Monte Fior, il Castelgomberto, il Monte Spil, il Monte Miela e le Melette divennero il baluardo estremo della resist...

Come si vestivano gli antichi Romani?

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Il principio delle nove coscienze

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Nel Buddismo, il principio delle “nove coscienze” ci insegna che possiamo trasformare qualsiasi tipo di karma. Le prime sei coscienze — legate ai sensi della vista, dell’udito, dell’olfatto, del gusto e del tatto, insieme alla mente — rappresentano la consapevolezza con cui percepiamo ed elaboriamo il mondo esterno. Tuttavia, questa consapevolezza può essere influenzata e talvolta distorta da ciò che avviene nelle profondità della nostra vita, cioè nei livelli più profondi della coscienza: il settimo, l’ottavo e il nono. Il settimo livello, detto anche “auto-coscienza”, è il luogo in cui ha origine la consapevolezza di sé, l’ego, e dove risiedono gli impulsi subconsci. L’ottavo livello è chiamato coscienza Alaya e corrisponde al “deposito del karma”: il luogo in cui gli effetti di pensieri, parole e azioni sia delle vite passate che di quella presente risiedono in forma latente, in attesa di manifestarsi. Infine, la nona coscienza, o coscienza Amala, rappresenta un livello di coscienza...

Venezia FC:Venezia, quella magia chiamata calcio: dal Penzo alla serie A tra memoria e amicizia

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C'e' un momento preciso in cui capisci che il calcio non e' solo una questione di 11 uomini che rincorrono un pallone, ma una faccenda di maree, di Storia con la S maiuscola e di sciarpe che profumano di vita. Quel momento e' arrivato il mese scorso, quando il triplice fischio ha eletto la regina della serie B il Venezia primo con 82 punti e tanti record la miglior difesa (31 gol subiti), il miglior attacco (77 gol fatti), il miglior giocatore del torneo, Adorante vicecapocannoniere con 17 reti. Sancendo il ritorno del Venezia in serie A. Lo stadio Pier Luigi Penzo, incastonato come uno smeraldo nell'isola di Sant'Elena, si e' confermato il teatro piu' magico del mondo. Unico luogo in Italia dove gli avversari non arrivano blindati in un pulman, ma scivolando sull'acqua, quasi a voler chiedere il permesso alla Laguna, prima di calpestare l'erba.  Il campo ha parlato chiaro: un 2-0 di autorita' che ha scatenato l'inferno di gioia tra la Cu...

Doberdo' del lago

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La mattina dopo

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Nella vita c'è un unico segreto. [...] Bisogna vedere la bottiglia mezza piena, perché la vita è fatta di cose belle e di dolori, e di dolori ne abbiamo avuto tanti, ma se ci fossimo fermati lì sarebbe davvero finita. Mario Calabresi