Forte Luserna
Era definito dai soldati italiani "Il Padreterno" per la sua percepita invulnerabilità. Siamo all'inizio del Novecento. L'Impero Austro-Ungarico e il Regno d'Italia sono formalmente alleati, ma nessuno si fida dell'altro. Il capo di stato maggiore austriaco, Franz Conrad von Hötzendorf, ordina di blindare il confine trentino. Nasce così una catena di fortezze d'alta quota. Tra queste, tra il 1908 e il 1912, sorge lui: il Forte Luserna. È un mastodonte di calcestruzzo armato e putrelle d'acciaio, scavato in parte nella roccia viva. Ha cupole corazzate spesse decine di centimetri da cui spuntano obici da 104 mm, trincee, nidi di mitragliatrici, chilometri di gallerie sotterranee. Ha persino l'energia elettrica, l'acqua corrente e il telefono. Era considerato un capolavoro di ingegneria militare, tanto da guadagnarsi un soprannome imponente: "Il Padre dei Forti". La guarnigione, composta da circa 300 uomini, viveva lì dentro, convinta d...