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Usare la vita
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Non cercare lontano. Non sfuggire il vicino. Quante volte abbiamo sentito il peso del nostro presente: faticoso, opprimente, doloroso, inadeguato a noi. E abbiamo sopportato tale peso con l’unico obiettivo di trovarci finalmente altrove per poter stare meglio, lontano da questo presente che ci è capitato come un’ingiustizia, una sfortuna, una strettoia che dobbiamo attraversare il più in fretta possibile. Dal punto di vista del Buddismo, fare così vuol dire buttare via la nostra occasione e continuare a perdere tempo. Perché è pura illusione, per il Buddismo, considerare i problemi un ingombrante e doloroso accidente da aggirare o neutralizzare per poi finalmente stare tranquilli. I nostri problemi, tutte le sfide o le difficoltà di cui volentieri faremmo a meno, sono il nostro tesoro. Il nostro unico e inevitabile terreno per sperimentare la Legge di causa ed effetto. La nostra unica occasione di trasformazione e risveglio, per noi e per chi ci sta accanto. Il karma che noi stessi abb...
Le legioni di Adrianopoli (378). I soldati di Valente
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«Dunque avevamo finalmente incontrato i nostri rivali! Per la prima volta della storia, carro affrontava carro!»
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Seconda battaglia di Villers-Bretonneux Il primo scontro fra carri armati della storia. 24 - 25 aprile 1918 (con sviluppi fino al 27) La seconda battaglia di Villers-Bretonneux fu uno scontro sul fronte occidentale della prima guerra mondiale, combattuto fra il 24 e il 25 aprile 1918 nel quadro dell'offensiva di primavera. L'esercito tedesco, guidato dal generale Erich Ludendorff, attaccò il villaggio di Villers-Bretonneux come azione diversiva rispetto alla contemporanea Quarta battaglia di Ypres, per cercare di interrompere la linea ferroviaria Parigi-Amiens e incunearsi fra le truppe inglesi e francesi. Il 24 aprile, le unità tedesche sfondarono le linee britanniche e presero il villaggio e le zone circostanti. Tuttavia, un contrattacco delle forze dell'Intesa guidate dal generale Henry Rawlinson, I barone Rawlinson, iniziato nella notte del 24 e proseguito nei giorni successivi, riuscì a riconquistare il terreno perduto. La particolarità di questa battaglia fu l...
Venezia FC: Il magico anno dell'Unione
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Qualche giorno fa mi è stato chiesto come fosse possibile che, fin dagli esordi di questa stagione magica, si respirasse un entusiasmo tanto travolgente; come una piazza che per anni era sembrata quasi assopita si fosse improvvisamente stretta attorno a questo gruppo e a questo mister, fino a frantumare ogni record di abbonamenti della categoria e a riempire di gente sia il ritiro di Falcade a giugno che la presentazione del Taliercio poche settimane più tardi. Il tutto dopo una retrocessione, dettaglio che rendeva la situazione ancora più incomprensibile agli occhi di un osservatore esterno. La verità è che una risposta univoca, probabilmente, non esiste. Oggi però, con la più bella stagione mai vissuta da questi colori oramai consegnata alla storia, c’è forse più leggerezza per provare a ragionarci sopra. Il primo punto credo riguardi proprio il modo in cui abbiamo salutato la Serie A soltanto dodici mesi fa: in un Penzo gremito non più, come accadeva anni prima, di occasionali tifos...