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La via della non violenza

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La nascita di una nuova rivista scientifica – già al suo secondo numero – è sempre una buona notizia, ma la nascita di una rivista che promuove il pensiero e l’azione nonviolenta è un’ottima notizia. "Satyagraha"  questo è il titolo e “il metodo nonviolento per trascendere i conflitti e costruire la Pace” il sottotitolo. La cura è del Centro Gandhi di Pisa. «Satyagraha, il nome scelto per la rivista – recitano le note di copertina – esprime immediatamente il richiamo al paradigma sperimentale, creativo e costruttivo della nonviolenza gandhiana: Sat è l’essere, la verità intesa non come dogma da imporre, ma come ricerca, tensione verso la verità; Agraha è la forza, il potere della nonviolenza che agisce nei conflitti per trasformarli e trascenderli verso la realtà di Pace.  Nel sottotitolo, il riferimento al metodo indica, secondo l’etimologia del vocabolo greco méthodos, la “via” (hodos) che conduce oltre (meta) il conflitto, che lo trascende». Oggi, di fronte a uno scenario ...

La battaglia dell’Ortigara (giugno 1917)

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La Strafexpedition del 1916 non raggiunse i risultati sperati dagli Alti Comandi Austroungarici all’avvio delle operazioni belliche, quelli cioè di occupare tutto l’Altopiano dei Sette Comuni e, quindi, le valli, che avrebbero consentito loro di arrivare alla pianura vicentina e veneta e, pertanto, di ripristinare quello che nell’Ottocento era il “Regno Lombardo-Veneto”. Gli austroungarici, bloccati dalla resistenza eroica degli Alpini e dei Fanti della “Sassari” sul nodo delle Melette, sospesero l’offensiva il 17 giugno e si ritirarono sulla linea di difesa scelta opportunamente dall’Arciduca Eugenio, linea che correva a nord della forra dell’Assa, si arrampicava sui Monti Rasta-Interrotto e, attraverso Monte Zebio – Monte Colombara, si dirigeva verso il ciglio settentrionale dell’Altopiano appoggiandosi ad una serie di formidabili baluardi naturali, quali Monte Forno, Monte Chiesa, Monte Campigoletti e Monte Ortigara. In tal modo gli Imperiali abbandonarono l’inter a conca centrale...

Venezia FC: Venezia, tabù prima giornata

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Partire bene, per proseguire meglio. Il Venezia ha bene in testa l'obiettivo da centrare domani, quando per le prima sfida della stagione arriverà il Lecce, in un Penzo (ore 18.30) già pavesato a festa e verso il pienone, con 10.382 biglietti staccati in prevendita, di cui 318 ai tifosi leccesi. C'è un tabù da sfatare, un digiuno che dura da ben 86 lunghi anni. Tanti infatti ne sono trascorsi da quando la squadra lagunare ha ottenuto l'ultimo successo alla prima giornata di campionato. Ad oggi, rimasto peraltro anche l'unico mai ottenuto dal Venezia nelle gare d'esordio nella massima serie, perchè nelle altre 13 occasioni ha raccolto solo poche briciole: 4 pareggi e ben 9 sconfitte. Un'astinenza il cui inizio port la data del 6 ottobre 1940, quando a Sant'Elena arriva l'Ambrosiana, superata per 1-0 grazie al calcio di rigore trasformato al 34' dall'uruguaiano Juan Agostino Alberti, punta di diamante di un Venezia, allenato da Giuseppe Girani, che...

I caratteri della torre preziosa

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Il Gohonzon riproduce fedelmente la Cerimonia nell’aria in cui il nome di ogni personaggio rappresenta un aspetto della vita MORINAKA: Presidente Ikeda, nel vostro dialogo[ref]Lokesh Chandra e Daisaku Ikeda,. Lokesh Chandra è direttore dell’Accademia internazionale di cultura indiana. Suo padre era Raghu Vira, grande sanscritista. Il dottor Chandra è autore di numerose opere e possiede una vasta conoscenza del Buddismo.[/ref], lo studioso indiano Lokesh Chandra afferma riguardo alla Cerimonia nell’aria: «La Cerimonia nell’aria che vede al centro la torre preziosa, esprime un insegnamento esclusivo del Sutra del Loto. Shakyamuni, il Budda del presente e Molti Tesori, il Budda dall’infinito passato, vengono presentati su un piano di totale eguaglianza. «Ciò simboleggia la verità eterna, l’infinita fortuna e i benefici che si manifestano nella vita di ciascun individuo. Inoltre esprime anche il principio dell’ottenimento della Buddità nella propria forma presente. «Nichiren Daishonon non ...

La battaglia del Costesin, del Basson e dei Marcai (maggio 1916)

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Tra il 20 e il 21 maggio 1916, dopo intensi bombardamenti dell’Artiglieria austroungarica , ebbe inizio la violenta e progressiva occupazione austriaca del caposaldo del Costesin: fu la prima vera, orrenda, orripilante e mostruosa battaglia della Grande Guerra combattuta in territorio altopianese. L’area del Costesin divenne in quei giorni un autentico inferno, un’enorme caldaia in ebollizione, un carnaio terrificante e maleodorante. Ovunque si avvertiva il sibilo e lo scoppio delle granate, che assordavano, ovunque si intravvedevano sbuffi continui di terra, che si innalzava a guisa di getto dalle enormi buche scavate dai proiettili nemici, che accecavano e tramortivano. Alberi che si schiantavano, rocce che si sbriciolavano e ti coprivano di frammenti che laceravano la pelle, masse di terra nera e gelida che sibilavano nell’aria odorante di zolfo e che si incastravano nel terreno, bolidi infuocati che ti circondavano, che ti cadevano a lato, urlavano e si schiantavano, tuoni ossessiv...

Venezia FC: Sempre più vicino l'esordio in serie A degli arancioneroverdi

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Ci avviciniamo a ritmo serrato alla sfida del Penzo: domenica 23 agosto alle 18.30 il Venezia ospita il Lecce nell'esordio in campionato. Un debutto che ha già il sapore di uno scontro salvezza, con tre pinti in palio che pesano come macigni. Analizzando le prime uscite ufficiali in Coppa Italia emergono differenze sostanziali nel modo di interpretare la gara. I salentini hanno registrato il 55% di possesso palla contro il 65% dei lagunari. I tocchi nell'area avversaria si equivalgono (30 per i giallorossi, 29 per gli arancioneroverdi, ma la trama di gioco del Venezia è stata decisamente più fitta: 507 passaggi totli (450 riusciti) contro i 413 del Lecce (348 riusciti). Nettamente a favore dei veneti anche il dato sui tiri nello specchio della porta:10 a 4. In termini di pericolosità complessiva, però, i salentini hanno prodotto una mole enorme di gioco e occasioni. Il Venezia, al contrario, ha mostrato grande pragmatismo e concretezza capitalizzando al massimo quanto creato. L...

Venezia FC: Il Venezia c'è, solo le big hanno speso di più

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Lassù, tra i Paperoni del calcio, c'è anche il Venezia. A due settimane dalla chiusura della finestra estiva di calciomercato, il club arancioneroverde ha già messo sul piatto 43,8 milioni di euro per gli acquisti, una cifra che vale l'ottavo posto assoluto nel massimo campionato italiano. Davanti al Venezia ci sono solo società con disponibilità economiche elevatissime e obiettivi di vertice da centrare. Il mercato,quindi, racconta di un Venezia protagonista, con una strtegia che ha richiesto un esborso superiore al momento, a quello di club come Udinese, Bologna, Torino, Atalanta, Lazio, Genoa, Parma e ancora più indietro il Frosinone. Un dato che fotografa bene quanto sia stato consistente fin qui lo sforzo economico compiuto dalla società arancioneroverde. Il messaggio è chiaro: il team lagunare ha scelto di essere protagonista e, numeri alla mano, è già una delle società che ha investito maggiormente.   Liberamente tratto dall'articolo di Dimitri Canello, Corriere del ...