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Venezia FC: Il Venezia c'è, solo le big hanno speso di più

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Lassù, tra i Paperoni del calcio, c'è anche il Venezia. A due settimane dalla chiusura della finestra estiva di calciomercato, il club arancioneroverde ha già messo sul piatto 43,8 milioni di euro per gli acquisti, una cifra che vale l'ottavo posto assoluto nel massimo campionato italiano. Davanti al Venezia ci sono solo società con disponibilità economiche elevatissime e obiettivi di vertice da centrare. Il mercato,quindi, racconta di un Venezia protagonista, con una strtegia che ha richiesto un esborso superiore al momento, a quello di club come Udinese, Bologna, Torino, Atalanta, Lazio, Genoa, Parma e ancora più indietro il Frosinone. Un dato che fotografa bene quanto sia stato consistente fin qui lo sforzo economico compiuto dalla società arancioneroverde. Il messaggio è chiaro: il team lagunare ha scelto di essere protagonista e, numeri alla mano, è già una delle società che ha investito maggiormente.   Liberamente tratto dall'articolo di Dimitri Canello, Corriere del ...

Cos’è il Gohonzon e perché per noi è così importante?

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Il Daishonin lo definisce kanjin no honzon, l’“oggetto di culto per osservare la propria mente”. Viene descritto come uno “specchio”, perché così come lo specchio riflette la nostra immagine e il nostro aspetto esteriore, il Gohonzon ci mostra la nostra vita interna, la vita alla luce dei dieci mondi. Consente di guardarci dentro, un dentro spesso così intimo da esserci a volte sconosciuto. Consente di scoprire i lati nascosti della nostra personalità, svela i modi di pensare, i sogni, le aspirazioni, i desideri, le paure. Quando iniziamo a recitare Daimoku proprio lì davanti al Gohonzon, affiorano le tendenze karmiche. Anche quelle che ci fanno soffrire. Ma, inevitabilmente, prende forma anche la decisione di cambiarle. Se non avessimo il Gohonzon sarebbe impossibile cambiare il nostro karma e conseguire la Buddità. Che è innata, ma latente. Che c’è, ma va portata alla luce. Come? Non con l’intelletto né con la comprensione, ma con la fede. Richard Causton era solito spiegare l’import...

La guerra sull’Altopiano

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Alcune date...per non dimenticare 1915 24 maggio Dal forte Verena, alle 3.55, parte il primo tiro di cannone: è la guerra fine maggio Le azioni militari dei forti italiani del Verena e del Campolongo colpiscono i forti austroungarici di Busa Verle e di Luserna; il 28 maggio viene issata bandiera bianca sul forte austroungarico di Luserna 12 giugno Il forte Verena viene colpito da una granata dell’artiglieria austroungarica causando la morte di diversi soldati italiani 25 agosto La 34esima divisione italiana tenta di sfondare le difese austriache Vezzena-Basson con esito negativo inverno 1915-1916 Sull’Altopiano viene sospesa ogni attività belligerante 1916 fine febbraio Il Comando austroungarico invia le sue truppe nelle linee del Trentino per attaccare l’Italia: è “L’Offensiva di primavera” 15 maggio Ore 7 del 15 maggio: una granata, sparata dal Lungo Giorgio – un cannone da marina del calibro di 381 mm montato su rotaie nella penisoletta di C...

Venezia FC: Venezia "A" alle porte. La prima avversaria, il Lecce di Di Fra, domenica 23 agosto al Penzo ore 18.30

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Il Venezia non avrà fatto un figurone in Coppa Italia, ma il turno l'ha comunque passato (nei 16esimi affronterà l'Udinese al Blueenergy Stadium mercoledì 2 settembre, ore 18) grazie al colpo di coda finale firmato Yeboah-Adams che ha ribaltato il Modena. Decisamente peggio ha fatto il Lecce, l'avversario atteso al Penzo domenica nell'esordio in campionato: sconfitto in Coppa Italia per 2-0 dal Palermo al termine di una partita già compromessa nel primo tempo. Due diverse prestazioni, da una parte il Venezia che a pochi giorni dal debutto in serie A, ha comunque mostrato di possedere carattere, capacità di reazione ed una precisa, anche se ancora perfettibile, idea di gioco, eredità della scorsa tagione. Dall'altra parte, il Lecce, con visibili problemi nella costruzione della manovra e con visibili carenze mostrate sugli esterni. L'ex Di Francesco attende dal mercato gli innesti che possano migliorare la rosa.  L'attesa per la partita di domenica (ore 18.30...

Monte San Michele, 27 luglio 1915

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Io col Serg. Tosi, il Cap. Mariani ed un altro soldato ci scambiamo a bassa voce le prime impressioni, poi ci sediamo: Tosi ed il soldato con le spalle al muretto, io e Mariani di fronte e per passare il tempo, Tosi cava di tasca un mazzetto di carte ed incominciamo una partita a scopa. All'improvviso sopra di noi, uno schianto lacerante al quale fanno eco due voci di lamento.Tosi balza in piedi, ma mi ricasca addosso colpito alla schiena e Mariani si tiene una coscia  forata da una pallottola. Era scoppiato uno shrapnel a pochi metri porgendoci il primo saluto del S. Michele e i due feriti sono avviati all'ospedale da campo. Paolo Cassa , 111° fanteria brigata Piacenza

Buongiorno "Campionesse di vita!"

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"La nostra vita, corpo e mente, in un singolo istante pervade lo intero regno dei fenomeni". Sono le parole immortali, del Gran maestro Miao-lo. Il regno interiore della vita umana è così vasto da abbracciare l'intero universo. Quando recitiamo Nam-myoho-renge-kyo per kosen-rufu con tutti noi stessi, è impossibile non riuscire a muovere le divinità celesti, le forze positive dell'universo. Nichiren Daishonin scrisse a una sua seguace: "Se qualcuno è in grado di far muovere il Budda Shakyamuni, il signore degli insegnamenti, è impossibile che l'erba e gli alberi manchino di rispondere o che le acque rimangano ferme" (RSND, 2, p.762). Allo stesso modo, quando parliamo agli altri basandoci su una preghiera sincera, le nostre parole non possono non riuscire a toccare il loro cuore. Espandiamo quindi la nostra rete di amicizie, con un cuore grande e aperto agli altri. Con coraggio condividiamo con molte altre persone le nostre convinzioni e i nostri ideali, ...

Plezzo Bovec, 16 settembre 1915

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A mezzo giorno ci viene l'ordine di star pronti per l'assalto. Allora io dicei: Oggi é il giorno che si muore, caro de Piero che era un mio compagno che cercava pidocchi. Sì, mi disse. E io gli dico: No, No! non si muore. Coraggio! Un momento dopo passo la posta lungo la trincea che si faceva il passamano. Io la presi in mano e ne trovo 6 mie e una portava mille ricomandazioni di non cadere prigioniero della mia piccina che mi avrebbe più contenta morto che prigioniero. Ed invece mi toccò proprio così a cadere sotto i barbari chiamati da lei. Quindi il mezzogiorno é passato e non si sente più niente. Ma a un tratto si sente: il tascapane con le munizioni dentro; il fucile carico con baionetta anastata! Io gli dissi al mio compagno ridendo: Ci siamo, coraggio! se muoio io, o l'uno o l'altro di scriverci a casa. Sì, va bene! mi disse. L'indirizzo lo sappiamo. Si, siamo pronti a tutto. Allora viene ordinato l'avanti! Allora io e il mio compagno un salto fuori dei p...