Il generale Cadorna nel maggio 1915 pianificò il primo sbalzo offensivo, secondo il concetto operativo che prevedeva un attacco principale sul fronte giulio per superare la linea dell'Isonzo (2ª e 3ª Armata), tendendo a raggiungere la linea della Sava, in direzione di Lubiana, attacchi secondari in Cadore (3ª Armata) e in Carnia (XII Corpo d’armata) i cui obiettivi erano Dobbiaco e l'apertura di uno sbocco che portasse in Carinzia. Sul fronte trentino (1ª Armata) le truppe dovevano tenere un atteggiamento difensivo. Le truppe italiane, schierate sul fronte isontino, comprendevano 15 divisioni di fanteria, due gruppi alpini e due divisioni di cavalleria, raggruppate in due armate: la 2ª Armata (generale Frugoni) schierata da M. Maggiore a Prepotto (sul fiume Judrio) e la 3ª Armata (generale Emanuele Filiberto Duca d'Aosta) schierata da Prepotto fino al mare, con una forza complessiva di 249 battaglioni (più 89 di riserva), 110 squadroni di cavalleria (più 40 di riserva), 242...