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Gosho quotidiano 4 aprile 2025

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"Il Sutra del Loto è il sovrano del Budda Maestro della Medicina dell’est e anche di tutti i Budda del sud, ovest, nord, sopra e sotto. Il Budda Shakyamuni e gli altri Budda riveriscono i caratteri del Sutra del Loto così come il popolo teme il sovrano e le stelle venerano la luna. Tuttavia noi persone comuni siamo state a lungo sotto il dominio del re demone del sesto cielo. Siamo state confinate nei regni dell’inferno, degli spiriti affamati e degli animali, siamo state torturate dai guardiani dell’inferno giorno e notte, senza un momento di tregua. Eppure, se riusciamo in qualche modo a porci sotto la protezione del Sutra del Loto, il Budda Shakyamuni e i Budda delle dieci direzioni ci tratteranno come figli e persino i re celesti Brahma e Shakra non oseranno avvicinarsi a noi, tantomeno il re demone del sesto cielo. Il re demone che prima era nostro sovrano, sarà ora colmo di timore reverenziale nei nostri confronti: temendo che, se ci molestasse, si troverebbe in difficoltà p...

Cecità

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"Cecità" di José Saramago è un'opera che scava nelle profondità più oscure dell'animo umano, mostrandoci cosa accade quando la civiltà viene spogliata delle sue maschere. In questo romanzo visionario del 1995, Premio Nobel per la Letteratura, Saramago immagina un'epidemia di cecità bianca che colpisce improvvisamente una città intera, risparmiando solo una donna. La narrazione si apre con un evento apparentemente banale: un uomo fermo al semaforo diventa improvvisamente cieco. Ma non è una cecità normale, tutto diventa bianco, come "immerso in un mare di latte". L'epidemia si diffonde rapidamente, trasformando la città in un inferno dove i cittadini, privati della vista, devono confrontarsi con la loro vera natura. La forza del romanzo risiede nella sua capacità di utilizzare la cecità come metafora della condizione umana. Non è solo la perdita della vista fisica, ma rappresenta la nostra cecità morale, la nostra incapacità di "vedere" vera...

Quanto dipendono dal nostro cuore gli effetti sia positivi che negativi delle nostre azioni e parole?

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Nichiren Daishonin ha scritto: «Solo la fede è realmente importante» (La strategia del Sutra del Loto, SND, 4, 194) [letteralmente: “È il cuore che conta”]. Ikeda afferma: «Se riusciamo a ricevere l’immenso beneficio della Legge mistica o meno, dipende dal nostro “ichinen“. Non bisogna dimenticare che il proprio sviluppo e il ricevere o meno benefici, dipende tutto dall’ichinen». “Ichinen” vuol dire: “decidere” e “determinare” nel cuore. Nel mondo della fede quello che conta è il proprio cuore e il proprio ichinen. “A seconda del tipo di cuore e ichinen con cui ci si sforza” otterremo grandi benefici o gireremo a vuoto. Infatti anche se facciamo Gongyo e Daimoku e partecipiamo alle attività per kosen-rufu, ma lo facciamo per abitudine e il nostro ichinen non è rivolto al futuro, può sembrare che ci stiamo sforzando, ma in realtà finiremo col girare a vuoto. Di conseguenza, poiché non si manifesterà nessun beneficio, la fede si indebolirà, l’attività diventerà pesante e si finirà col du...

Venezia FC: Rassegna stampa del 0 aprile 2025

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Val Doblar, agosto 1917

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Si parte. Stavolta, ragazzi, tocca a noi. Lasciamo gli zaini a Kambresco e scendiamo nella valle Doblar. Nella stretta gola che chiamasi Valle Doblar, incontriamo un incessante pellegrinaggio di feriti. Chi è ferito alla testa, chi adagiato su una barella ha il ventre squarciato o le gambe troncate, chi è colpito in tutto il corpo. Chi urla disperato per gli spasimi prodotti dalle orrende mutilazioni, chi ha gli occhi coperti dal velo della morte e rantola i suoi ultimi guizzi di vita, chi invece ha ancora la forza di non disperare e sorride, così tranquillo, alla sorte. E feriti ad ogni passo, adagiati supini sopra un poco d'erba ai margini della strada. Lunghe file di camion ci obbligano a sostare ore ed ore sulla strada polverosa; la loro corsa alza una nube fitta di polvere bianca che mandiamo, aspirandola, direttamente ai polmoni e che sentiamo pure scricchiolare sotto i denti. Il puzzo ed il fumo della benzina che arde nei motori delle macchine in marcia, uniti ai nugoli di p...

Gosho quotidiano 3 aprile 2025

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"Rafforza la tua fede ancora di più. Il ghiaccio è fatto di acqua, ma è più freddo dell’acqua; il colore blu si ottiene dall’indaco, ma, quando qualcosa viene ripetutamente tinta in questo, assume un colore più intenso di quello della pianta di indaco. Benché il Sutra del Loto sia sempre uguale, se tu continui a rafforzare la fede, il tuo colore sarà più intenso di quello degli altri e riceverai più benefici di loro." Dal Gosho "La supremazia della Legge" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 547)

In quale luogo avvenne davvero la disfatta delle Forche Caudine?

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Nell'anno 321 a.C., durante il secondo conflitto sannitico, i Romani vissero uno dei momenti più umilianti della loro storia. Circondati dai Sanniti, guidati dal fiero Ponzio, furono costretti a piegarsi e passare sotto un giogo di lance: il simbolo eterno della resa e della disfatta. Ma dove avvenne questo dramma? La storiografia, attraverso secoli di dibattiti, non ha mai trovato una risposta definitiva, lasciando che varie ipotesi si contendano l’onore di essere il teatro delle Forche Caudine. LA TEORIA DELLA VALLE DI ARIENZO La teoria più accreditata fra gli storici colloca le Forche Caudine in una vallata racchiusa tra le località di Arienzo, Forchia ed Arpaia, lungo il tracciato dell'antica Via Appia. La stretta di Arpaia, con il monte Tairano a guardia di uno degli accessi, sembra calzare con le descrizioni di Livio. Questa valle era strategicamente cruciale, essendo un passaggio obbligato fra Calatia e Caudium, l'accampamento sannita. Già nel XV secolo, Flavio Biond...