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Qual è la chiave per realizzare una grande impresa?

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È un forte senso di responsabilità. È un ichinen incrollabile che ci porta ad affermare: “ Realizzerò sicuramente i miei ideali”. Nel momento in cui stabiliamo la profonda determinazione di “alzarci da soli” un potere senza limiti emerge dalla nostra vita. Una persona che si risveglia alla propria missione e continua a intraprendere nuove sfide rinnovando il suo ichinen «giorno dopo giorno e mese dopo mese», è sempre animata dallo spirito fresco di migliorarsi e avanzare. Un individuo di questo tipo è un grande vincitore in quanto essere umano. La vita, in un certo senso, è una sfida costante contro i “vicoli ciechi”. Finché viviamo, finché continuiamo a impegnarci nella nostra vita, è del tutto naturale affrontare ostacoli e difficoltà. D’altra parte, se tutto procedesse sempre per il meglio e non ci trovassimo mai in un “vicolo cieco”, questo sarebbe il segno che stiamo ristagnando. La fede e la pratica esistono per stabilire nel nostro cuore un’eterna e indistruttibile “capitale di ...

In trincea. Monfalcone, 20 agosto 1915

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20 agosto.  Dopo molto tempo di attesa è stato dato l’ordine di disfare le tende. Alle ore 16 siamo partiti incamminandoci verso l’Isonzo e l’abbiamo passato ad ora assai tarda. Marcia lunga ed assai travagliata passando in mezzo a boscaglie e paludi mentre piove molto. Verso le ore 2 e ½ del giorno 21 arriviamo a Monfalcone dove ci siamo fermati sotto le trincee. 21 agosto . E’ ben molto tempo che si parlava di guerra di invasione del Belgio, del bombardamento di Rejms, dell’Argonne e dei Tedeschi, con le loro famose trincee. Si è sempre parlato e discusso circa il combattimento di trincea e della vita trista che vi devono passare i figli di Marte. Ora anch’io, come tutti i combattenti d’Europa sono in trincea e chissà per quanto tempo dovrò starci!! Verso le 10 ½, mentre andavo entro Monfalcone, ad accompagnare la corvè per prendere il rancio incontrai Sanchioni, soldato del 94 Fanteria, il quale era da permanente con me al 33^ Fanteria a Cuneo. Essendo egli pratico di Monfalcone...

Venezia FC: Venezia, fatta per Juan Jesus: il brasiliano preso a parametro zero

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Il Venezia piazza un colpo in difesa: tutto fatto per l'arrivo di Juan Jesus. Il difensore brasiliano era rimasto svincolato dopo la fine del suo contratto con il Napoli e ha trovato un accordo con i lagunari fino al 2027. 

Altipiano d'Asiago. Monte Zebio, giugno - agosto 1916 Battaglia 6 agosto 1916

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Il 16 giugno Conrad ordinò la sospensione dell’offensiva passata alla storia come Strafexpedition, nei giorni seguenti gli austriaci iniziarono a ripiegare su di una linea favorevole per resistere alla controffensiva italiana che andava delineandosi. Il giorno25 gli Imperiali tenevano le posizioni che, in Altipiano, collegavano il monte Maio al Mosciagh, salivano al monte Zebio - monte Zingarella - monte Colombara; poi le trincee salivano sul crinale del monte Ortigara, quindi scendevano in Valsugana. Di detta linea il monte Zebio divenne il perno difensivo perché con la sua mole sbarrava l’accesso alle vallate laterali dove comode strade avrebbero potuto facilitare l’attacco italiano. Dopo due giorni di prudente avanzata le pattuglie italiane arrivarono alle trincee nemiche sullo Zebio. Il giorno 27 giugno toccò alla Brigata Milano cercare di occupare le linee austriache, assieme a truppe della Barletta; l’azione fu arrestata dal fuoco delle mitragliatrici e di fucileria, agli italian...

Vorrei partire da qui.

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Dall’espressione «anche una sola frase». La vita è un cerchio. E il Buddismo lo sa. Non importa da quale parte entri. Se entri, poi sei. Sei dentro. Perché ogni singolo pezzo del tutto, per il Buddismo, ha in sé il resto. Come una goccia d’acqua che non è in nulla diversa dall’oceano, o un granello di polvere che non è diverso dalle montagne.  Oppure come ogni singolo brandello di noi, che ha iscritto in sé il nostro codice genetico, il DNA. E allora da un capello, da un’unghia, da un pezzettino di pelle è possibile risalire alla mappa del corpo, a quello che fa di noi proprio noi e non un altro, un’altra. E dice che ogni ordine individuale, dal più piccolo al più grande, si riflette nel ritmo dell’universo, e che non c’è un solo essere vivente, di qualsiasi genere, la cui vita sia fondamentalmente diversa da quella degli altri esseri viventi che gli stanno intorno. Perché il Buddismo parla di tempo e di spazio in termini diversi da quelli che abbiamo imparato noi. Il tempo, cioè, ...

Venezia FC: Giocando a pallone sull'acqua

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E, così dopo l'inattesa sconfitta in casa con il Lecce, ecco che, subito, alla seconda giornata di campionato, il calendario ci riserva una di quelle partite da anima divisa in due. Le partite che, in serie A, per tanti di noi tifosi del Venezia mettono in moto sentimenti ed emozioni contrastanti. Siamo quelli nati e cresciuti nei decenni in cui la serie A da queste parti la si vedeva soltanto in televisione. Si tifa prima di tutto per il Venezia ovvio, ma un altro pezzo di noi stessi è riempito dai colori di altre squadre, in particolare delle tre grandi storiche del calcio italiano. Non si dovrebbe, forse, per due squadre, dicono i puristi, ma l'anima mica la puoi guidare, mica la puoi controllare. E' un guaio - un guaio piacevole, pur nei contrasti - che si ripete ogni volta che il Venezia risale in serie A. E, a questo proposito, arriverà mai il momento in cui potremo smettere di dover usare il verbo "risalire" e la serie A essere finalmente uno spazio acquisi...

Polazzo (Go), agosto 1915

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Con nuovi complementi si rinnovarono gli attacchi ma invano riuscirono anche questi, tranne quello del 6 Agosto 1915 che guadagnammo circa un Chilometro di terreno. In trincea vi rimanemmo 40 giorni consecutivi. Era un caldo terribile, il fetore di caduti ci toglieva il respiro, poiché non era possibile allestire il sotterraneo causa il terreno roccioso. Causa la zona battuta fortemente dall'artiglieria avversaria né viveri né acqua giungeva regolarmente. La deficienza di quest'ultima in quelle posizioni arse era totale poiché non si trovava che in Fogliano o Castelnuovo. A rendere la vita maggiormente disagiata non mancò un non lieve numero d'insetti d'ogni genere. Tutto in complesso si passarono delle giornate tristissime, oltreché in presenza della morte accompagnata da disagi d'ogni sorta. Pietro Storari, 121° reggimento, brigata Macerata