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1916 Val Terragnolo nel Trentino

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Mi trovavo nella Val di Terragnolo nel Trentino, in località denominata Volta, ...Là vi erano le prime linee nostre e a distanza di 50 o 60 metri quelle austriache. Io facevo parte del 79° Reggimento Fanteria, 7° Compagnia, quale portaferiti reggimentale. Come tutti i combattenti sanno, i portaferiti reggimentali si trovavano sempre in trincea insieme con le truppe di prima linea, e sono i primi a medicare le ferite e portare in salvo i compagni per poi consegnarli ai soldati di sanità o alle infermerie…….. Una sera, eravamo in baracca ……in baracca, al lume di qualche lanterna ad olio, sdraiati o seduti sulla paglia, si discorreva. Chi leggeva qualche ritaglio di giornale, chi le lettere di casa o delle fidanzata……Ormai tutti si era in procinto di addormentarsi …….io, Garonzi, Occhiuzi, Vitali e Cappelletti, non so come ci sia venuto in mente di uscire dalla baracca, forse per prendere una boccata d’aria. Ebbene, appena siamo fuori dalla baracca, sentiamo il solito e noto sibilo, come ...

La vera trasformazione interiore non nasce da preghiere astratte o lamentele, ma nell'affrontare concretamente la radice dei propri problemi

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"Piuttosto che offrire diecimila preghiere, sarebbe meglio semplicemente bandire questo "unico male". L'unico male potrebbe essere per esempio quando ci trascuriamo o sminuiamo noi stessi nel momento in cui le cose non vanno come avremmo sperato. Oppure quando ci rimproveriamo per i nostri fallimenti, o quando rendiamo gli altri infelici, oppure se non riusciamo a lavorare in armonia per e insieme agli altri. Anche la tendenza a rinunciare e a fuggire ogni qual volta si presenti una difficoltà è un altro "unico male". Esistono molti altri tipi di "unico male" per ogni persona può essere diverso e ognuno di noi ha il suo. La nostra rivoluzione umana ha inizio quando individuiamo l'unico male della nostra vita e decidiamo di eliminarlo, recitando sinceramente daimoku e sfidandoci per risultare vittoriosi". D.Ikeda NR vol.23

Venezia FC: Venezia studia le combinazioni anti-Atalanta

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In vista dell'imminente e delicata sfida contro l'Atalanta, il tecnico del Venezia, Giovanni Stroppa, si trova a dover gestire una situazione di emergenza che lascia pochissimo margine di manovra. La lista degli infortunati continua a rimanere decisamente lunga e, tra i vari elementi finiti in infermeria, l'unico ad aver recuperato appieno e a rendersi nuovamente disponibile dovrebbe essere Bella-Kotchap. Il rientro dell'ex difensore del Verona casca in realtà a fagiolo: l'ennesimo guaio fisico che ha colpito il reparto arretrato arancioneroverde - ovvero lo stop forzato di Schingtienne in amichevole con il Rapid - spalanca le porte proprio al centrale tedesco. Al suo fianco, l'unica vera grande certezza risponde al nome di Juan Jesus, ormai diventato il pilastro dell'intera retroguardia, mentre a completare la linea difensiva sulla sinistra ci sarà Moreno. Nessun dubbio nemmeno per quanto riguarda la porta: tra i pali c'è saldamente Stankovic. L'est...

Dimostrare la prova della vittoria

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Non si può accendere un fuoco limitandosi a  strofinare una pietra focaia o due ramoscelli e poi fermandosi appena si produce una  scintilla.  Occorre continuare senza interruzione fino a  quando il fuoco è ben avviato.  Allo stesso modo il Daishonin insegna che è  cruciale rimanere saldi e costanti nella propria pratica buddista, per prevenire qualsiasi occasione in cui le funzioni demoniache  possano guadagnare terreno.  Egli sottolinea che per superare le avversità  nei momenti critici e manifestare il frutto, o  beneficio, della Buddità bisogna impegnarsi  continuamente e stabilmente nella pratica  buddista. Dice a Shijo Kingo di diventare una persona lodata in tutto il paese come “Shijo Kingo  della scuola del Loto”, cioè “Shijo Kingo, il discepolo di Nichiren Daishonin”.  È essenziale mettere in pratica il Buddismo  nella nostra vita e nella società.  Per essere autentici praticanti del Buddismo di Nic...

All’assalto con le forbici

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Il 10-18 luglio e 4 agosto 1915 si effettuarono degli attacchi ai quali parteciparono anche reparti del mio Reggimento, ma per quanto condotti valorosamente, "perché non sostenuti dal vitale aiuto dell'artiglieria" (che allora era solamente in fabbricazione) non decisero che cozzi inutili e sanguinosissimi. Il 6 settembre si ripeté l'attacco generale e la mia compagnia operava sul Seikofel. L'intenso bombardamento che doveva distruggere o terrorizzare il nemico, consistette in pochi colpi che neppur colpirono i giusti bersagli. Alle ore 2 del mattino, apposite squadre munite dei potenti mezzi di allora (le forbici) tagliarono il reticolato e quindi il nemico fu messo in allarme. Invece di sferrare un attacco simultaneo e di sorpresa, si attesero le ore 8 e si fu accolti da un'infernale pioggia di ferro e fuoco - poiché le batterie nemiche avevano avuto tutto il tempo di postarsi appositamente = il nemico ci fece giungere vicino le sue trincee e poi con violent...

Non esistono nemici

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Nessuno può credersi tanto perfetto da correggere gli altri. Possiamo invece mettere in comune le nostre esperienze dialogando insieme per cercare la maniera di praticare sempre meglio Redazione: Nella Vera entità della vita è scritto: «Se non fossero Bodhisattva della Terra, non potrebbero recitare il Daimoku». Vuol dire che basta recitare Daimoku per essere un Bodhisattva della Terra? Nakajima: Recitare Daimoku non nel senso di recitarlo solo con le parole, ma di praticarlo. Tutti sono capaci di recitare, il problema è praticare. Redazione: Puoi spiegare cos’è la pratica del Daimoku? Nakajima: Significa realizzare l’intenzione di base del Buddismo, il desiderio del Budda, il desiderio di Nichiren Daishonin che è la felicità di tutte le persone. Se io recito Daimoku, divento felice e mi fermo qui, non sto realizzando l’intenzione del Budda originale. Shakyamuni, subito dopo l’Illuminazione, dovette combattere con il demone Mara, che lo invitava a entrare nel Nirvana perché ormai si er...

Venezia FC: Bosco dello Sport Our Future Lives Here

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