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Piccolo Colbricon (TN)

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Dopo una sosta di alcuni giorni l'attacco è ripreso ancora nei giorni 23 24 e 25 agosto 1916. Una compagnia del 59° (la 6a) riesce ad occupare le trincee del Piccolo Colbricon (TN), ma fatta segno a violentissimo tiro di repressione è costretta a ripiegare. Così il sunto del diario reggimentale. Renzo Re è in retrovia e racconta quei giorni. 23 agosto Questa mattina ci sarà l'azione: l'artiglieria è arriva sin dalle 4 del mattino, ora in cui mi alzo. Verso le 6 giungono i primi feriti della 6a: questa compagnia prende posizione fuori dalle trincee. Le bombarde spianeranno i reticolati e la fanteria andrà all'assalto. Fuoco dimostrativo a Cima Bocche. Ore 7 e 30 fuoco intenso d'artiglieria che tira su Colbricon, scariche di fucilieria dai bersaglieri e 5a Compagnia. Tutte le armi in azione; il comando di battaglione è salito in trincea: s'ignorano i primi risultati dell'azione. La nostra artiglieria tira malissimo e alcuni colpi sono scoppiati sulle trincee e...

Avanzare o retrocedere

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La vita è una lotta infinita con se stessi. Si tratta di una battaglia tra l’avanzare e il retrocedere, tra la felicità e la tristezza. Gli individui di notevole fama non sono diventati “grandi “ dall”oggi al domani. Essi sono stati fermi nel superare le proprie debolezze, nello sconfiggere la mancanza di amore per se stessi e di motivazione finché sono diventati dei veri vincitori nella vita. Uno dei motivi per cui i buddisti recitano NAM MYOHO RENGE ogni giorno è che con questa azione ripetuta sviluppano ritmo e forte volontà: da qui la capacità di affrontare qualsiasi problema con serietà e determinazione di vincere. Nella profondità della nostra vita ognuno di noi possiede un’arma preziosa che appartiene solo a noi . Questa spada spirituale, ma possente, fende le forze negative a difesa della giustizia. Fino a quando saremo consapevoli di possederla e la lucideremo per amore del bene, non saremo mai sconfitti: vinceremo senza dubbio. Essa è il nostro cuore, la nostra determinazione...

La più grande catastrofe romana in Britannia: il massacro di Camulodunum del 60 d.C.

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La magia di cambiare le cose

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“ Non potete sapere né dove né quando l’Universo si intrometterà nei vostri affari, sapete solo che lo farà. Perciò limitatevi a lanciare messaggi, fate piccoli passi, godetevi il viaggio e siate pronti a stupirvi”. Mike Dooley

Venezia FC: Palermo-Venezia 0-0 6ª giornata Serie B 25/26 [Ripercorriamo il percorso degli arancioneroverdi]

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La strategia militare romana che ha cambiato per sempre il modo di fare la guerra

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Omaggio ai muli della Grande Guerra

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" Tre volte cadde sulla mulattiera, poi la mitraglia al suolo l''inchiodò. Nell''occhio spento c''era una preghiera, il conducente in pianto lo baciò " Umile e generoso, forte instancabile lavoratore coraggioso, a cadere a terra è un mulo, uno dei tanti muli che trovarono la morte nel corso della Prima Guerra Mondiale. A baciarlo è un alpino di cui quel mulo fu fedele compagno d''armi. Insieme avevano percorso sentieri impervi, condiviso silenziosamente fatiche e rischi, sopportato con pazienza durissime privazioni. Insieme si erano sacrificati per la Patria Nel corso del Primo Conflitto Mondiale si creò l''indiscutibile connubio dei muli con i soldati e soprattutto con i servizi di artiglieria alpina. Durante la Grande Guerra il mulo rappresentò l''unico mezzo di trasporto attraverso i difficili sentieri alpini che, non a caso, continuavano a essere chiamati "mulattiere". Autentico mezzo da combattimento, il mulo fu f...