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Primo sbalzo offensivo e prima battaglia dell'Isonzo

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Il generale Cadorna nel maggio 1915 pianificò il primo sbalzo offensivo, secondo il concetto operativo che prevedeva un attacco principale sul fronte giulio per superare la linea dell'Isonzo (2ª e 3ª Armata), tendendo a raggiungere la linea della Sava, in direzione di Lubiana, attacchi secondari in Cadore (3ª Armata) e in Carnia (XII Corpo d’armata) i cui obiettivi erano Dobbiaco e l'apertura di uno sbocco che portasse in Carinzia. Sul fronte trentino (1ª Armata) le truppe dovevano tenere un atteggiamento difensivo. Le truppe italiane, schierate sul fronte isontino, comprendevano 15 divisioni di fanteria, due gruppi alpini e due divisioni di cavalleria, raggruppate in due armate: la 2ª Armata (generale Frugoni) schierata da M. Maggiore a Prepotto (sul fiume Judrio) e la 3ª Armata (generale Emanuele Filiberto Duca d'Aosta) schierata da Prepotto fino al mare, con una forza complessiva di 249 battaglioni (più 89 di riserva), 110 squadroni di cavalleria (più 40 di riserva), 242...

Opere scelte

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"Si credeva che Apollo, dio della medicina, fosse anche quello che mandava le malattie. In origine i due mestieri ne formavano uno solo; è ancora così" Jonathan Swift 

Il risveglio dei bodhisattva della terra

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Daisaku Ikeda scrive: "Recitando Daimoku con gioia e condividendo il Buddismo con gli altri mettiamo la nostra vita in sintonia con quella del Budda, svolgiamo il ruolo dei suoi emissari e viviamo come Bodhisattva della Terra. In altre parole, attraverso la pratica per sé e per gli altri emerge il potere del Budda da dentro di noi e nel nostro cuore inizia a pulsare lo stato vitale dei Bodhisattva della Terra. Ci ritroviamo, così, colmi di gioia e del desiderio ardente di aiutare gli esseri viventi. La nostra vita, pertanto, subisce un cambiamento radicale, poiché è in questo modo che facciamo la nostra rivoluzione umana e trasformiamo il nostro karma, costruendo uno stato vitale di felicità assoluta".  B&S 263 pag 12/13

Stilicone: il generale che avrebbe salvato l’Impero Romano

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Storia di Farra: Maggio 1916

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Durante il primo conflitto mondiale nell'ampia piana nei dintorni di Villanova e sul vicino Monte Fortin erano dislocate le varie batterie da campagna e gli obici del Regio Esercito. Il tenente Giovanni Ravagli, appartenente al 1° reggimento artiglieria, in una sua celebre monografia, descrive le gesta e peripezie della sua unità, posizionata fra le pendici del rilievo e l'abitato della frazione, dove trovava precario alloggio nei pochi edifici parzialmente agibili.  Durante la giornata del 15 maggio 1916, mentre le bocche da fuoco italiane erano impegnate a coadiuvare un attacco della fanteria alla quota 124 nella zona di Boschini, a Villanova "una granata da 149 imboccò la cannoniera del 2° pezzo, spezzò lo scudo come fosse di cristallo e si incastrò sul mollone equilibratore senza scoppiare", mentre la piazzola del 3° era "crollata per un colpo nemico".  I serventi delle due posizioni ripiegarono sul 1° pezzo, rimasto "solo a far fuoco", dove il...

Il vecchio che leggeva romanzi d'amore

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"Sapeva leggere. Fu la scoperta più importante di tutta la sua vita. Sapeva leggere. Possedeva l’antidoto contro il terribile veleno della  vecchiaia. Sapeva leggere.” Luis Sepúlveda