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La Bainsizza bruciata

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L'indomani l'alba si presentò ai nostri occhi con una visione di tragico squallore: tutte le pendici della Bainsizza erano letteralmente bruciate, tutto il copioso manto di verde che le ricopriva era stato distrutto dal nostro bombardamento. Non era rimasto un solo albero né un solo cespuglio. La nostra artiglieria aveva intanto allungato il tiro ed ora la nostra fanteria, che la sera prima aveva varcato l'Isonzo, usciva dalle sue posizioni di attestamento ed andava all'attacco inerpicandosi su per i pendii resi brulli dal nostro fuoco di distruzione. Vedevamo i fanti muoversi allo scoperto con balzi brevi, perché fortemente ostacolati dal tiro di alcune mitragliatrici e di due pezzi di artiglieria leggera, appostati in alto, a sinistra, proprio all'imboccatura del tunnel della ferrovia. Vedevamo anche le segnalazioni con i teli, con le quali le punte avanzate comunicavano con i comandi delle armi di appoggio. Antonio De Maria militare, reggimento di artiglieria

Fiducia in tutti gli esseri umani

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Nella Raccolta degli insegnamenti orali Nichiren Daishonin commenta: “È come il caso in cui ci si inchini rispettosamente davanti a uno specchio: l’immagine nello specchio allo stesso modo si inchina rispettosamente davanti a noi” (cfr BS, 120, 53). Le nostre vite sono interdipendenti, e se noi siamo preziosi anche gli altri lo sono. O meglio: solo quando riconosciamo e apprezziamo il valore e la dignità degli altri, anche il nostro valore e la nostra dignità risplendono visibilmente. Comprendere ciò è alla base di ogni coesistenza armoniosa. Non dovremmo rifiutare “coloro che non credono nel Sutra del Loto” (cfr. RSND, 1, 670) semplicemente in base all’idea superficiale e miope che non stanno praticando adesso. Dal punto di vista del Bodhisattva Mai Sprezzante ognuno praticherà un giorno, perché comunque possiede la natura di Budda. Questo modo di pensare produce una tolleranza autentica. Ci offre una prospettiva radicata nella fede in tutti gli esseri umani perché ognuno, qualunque s...

Raffiche d’acciaio dalla cima del Monte Zebio

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27 – Finalmente l’alba tanto desiderata. Ci mettiamo in cammino scendendo verso la Valle di Nos. Un poco di sole ci fa rinascere, ci asciuga e ci mette un poco di ottimismo. Proseguiamo lungo la valle sino ai piedi del Monte Zebio. Poi si comincia la salita verso la cima del monte, così, un poco allo sbaraglio. Nel pomeriggio il 3° Battaglione si organizza prendendo posizione in ordine sparso e attende. A notte si inizia la salita. Tutta la Brigata è in linea di fronte. Si sale, con le precauzioni che richiedono queste azioni. Il fante non sa dove il nemico lo attende , ma è certo che è in sommità del Monte Zebio, a 1.700 metri circa di quota; lo aspetta in una postazione dominante. Si sale, ormai ci avviciniamo alle cime. Nella notte buia le intravediamo avanti a noi contro il cielo. Ecco, è l'alba, siamo arrivati a contatto delle linee austriache. L'ordine è di attaccare e proseguire. In ordine di fronte si avanza pieni di speranza. Improvvisamente un fuoco violento e micidia...

Venezia FC: HIGHLIGHTS Venezia-Lazio 0-2

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Il potenziale illuminato

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"Il mondo di Buddità è il più difficile da dimostrare, ma, dato che possiedi gli altri nove mondi, devi credere di avere anche la Buddità. Non avere dubbi. Spiegando il mondo umano, il Sutra del Loto dice: «I Budda […] desiderano aprire la porta della saggezza del Budda a tutti gli esseri viventi». Il Sutra del Nirvana afferma: «Si dice che coloro che studiano gli insegnamenti del grande veicolo, benché abbiano l’occhio degli esseri comuni, possiedono l’occhio del Budda». Se le persone comuni nate nell’Ultimo giorno della Legge possono credere nel Sutra del Loto è perché il mondo di Buddità è presente nel mondo umano" Dal Gosho "L’oggetto di culto per l’osservazione della mente istituito nel quinto periodo di cinquecento anni dopo la morte del Tathagata" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 318)

Venezia FC: Bosco dello Sport di Mestre: vi portiamo dentro i cantieri a scoprire tutti i dettagli

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Desiderio di felicità condivisa

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“ Kosen-rufu” si riferisce al realizzare la pace, non intesa come semplice assenza di guerre, ma come «una pace omnicomprensiva, ottenuta attraverso un radicale cambiamento nel cuore delle persone grazie alla diffusa adozione di valori umanistici quali – prima di ogni altro – l’assoluto rispetto per la dignità della vita». (Materiale di studio - esame di 1° livello, IBISG, 39) Kosen-rufu significa "propagare e dichiarare" la filosofia buddista umanistica di rispetto della dignità della vita. Più nel dettaglio, “kosen” significa “dichiarare apertamente” questa filosofia, mentre “rufu” indica il come: "scorrere come un fiume impetuoso" o "stendere come una pezza di stoffa".  Non è un obiettivo finale e statico ma, come spiega Daisaku Ikeda, terzo presidente della Soka Gakkai: «Non ha né un punto di arrivo preciso né una fine, non è circoscritto a un solo paese [...] e non vuol dire fare del Buddismo del Daishonin la religione di stato. È un movimento che pro...