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La battaglia delle Melette 11 novembre 1917

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L' arretramento dell'esercito italiano dal fronte dell'Isonzo, dalla zona Carnia e dal Cadore, ebbe delle ripecussioni anche sulla zona dell'Altopiano di Asiago. Nonostante il fronte trentino non fosse stato attaccato, i comandi della 1a Armata decisero di arretrare il fronte di alcuni chilometri. Asiago e Camporovere due paesi ormai completamente distrutti vennero abbandonati e la nuova linea lungo le cime est di Asiago si saldò al fondamentale Massiccio del Grappa. All'inizio di novembre il Gen. Conrad, che da sempre sosteneva la necessità di attaccare la 1a Armata per puntare verso la pianura veneta, chiese di poter avere dei rinforzi ed organizzare un'azione in contemporanea a quelle previste sul corso del Piave e sul Grappa. Ottenuto il permesso ma non i rinforzi, l'ex Capo di Stato Maggiore austroungarico lanciò l'offensiva: lo scopo era conquistare le montagne attorno a Gallio, ed in particolare le Melette di Foza e le Melette di Gallio. Gli attac...

Venezia FC: Venezia-Spezia 2-0 Serie BKT 27 settembre 2025

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Il ponte di Cesare sul Reno. Come l'hanno costruito?

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Senza lasciare traccia

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“ L’amore non è un’equazione, come cercò di farmi credere tuo padre. Non è un contratto, e non è un lieto fine. È la lavagna sotto al gesso, il terreno su cui si alzano edifici, l’ossigeno nell’aria. È il luogo in cui ritorno, ovunque mi sia diretta”. Jodi Picoult

Attraverso la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo con il giusto spirito (il "cuore" del Daishonin), ogni situazione negativa può essere trasformata in una vittoria

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Ikeda sostiene che il Daishonin fu il primo a dimostrare «che tutte le persone dell'Ultimo giorno della Legge possono abbandonare il transitorio e rivelare il vero» (Buddismo e società, n. 106, p. 43). Quindi riguarda tutti. Noi sperimentiamo l'assoluta libertà del Budda di gioia illimitata quando usiamo il potere del Daimoku per costruire un cuore che persevera nonostante la paura, che continua a lottare anche quando sembra che tutto sia finito. «Il "transitorio" da gettare via - scrive Ikeda - è la debolezza, la vigliaccheria» (MDG, 1, 254). Il "vero" da rivelare è lo stesso coraggio del Daishonin. Quello che ci vuole dire Nichiren è che la nostra pratica buddista non è una meditazione da fare al di fuori della realtà ricercando chissà quale sensazione interiore, ma è uno strumento da usare tutti i giorni per stare dentro l'esistenza, per lottare contro l'ingiustizia, per fare in modo che ogni essere umano possa esprimere la dignità della sua vita....

Monte Piana/Monte Piano: luoghi, fatti e personaggi – 1915/1917

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Lasciata le sedi stanziali, il 55° Reggimento fanteria di Treviso ed il 56° reggimento fanteria di Belluno ed allo scoppio della guerra è in Cadore nelle Valli del Boite dell’Ansiei e del Padola. Il primo sbalzo in avanti Porta la Brigata alla occupazione non ostacolata dal nemico, della fronte Forca-Tre Croci lembo orientale del Piano della Bigontina. Qui riceve l’ordine di assestarsi e per tutto giugno alterna l’impegno operativo con lavori di rafforzamento e con l’inviare pattuglie e ricognizioni in Val Rimbianco, Valle Popena Bassa e Val Grande.  Il vero impegno operativo inizia a metà di luglio contro le difese austriache del confine militare. La Brigata Marche” con i suoi reparti fu protagonista delle azioni principali per la conquista di Monte Piana.  Mario Spada così ha ricostruito le azioni principali per la conquista di questo Monte, che vanno dal 15 luglio ai primi di agosto 1915. Azione del 15 Luglio 1915 “  Alle ore 05.00 iniziò il tiro di distruzione dell’ar...

La conquista romana dell'Italia. La storia completa

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