L’accoglienza dei cecchini a San Polo, Monfalcone (GO)
Dopo meno di due chilometri cominciammo a sentire il sibilo delle pallottole e ci rendemmo conto di essere stati scoperti. Decidemmo perciò di abbandonare la strada per continuare il cammino attraverso i campi, spostandoci sulla sinistra. Quando il fuoco dei cecchini, così si chiamavano i tiratori scelti austriaci, cessò, tornammo sulla strada e ci sedemmo sulla spalletta di un ponticello, per prendere l’ultimo caffè, che un collega aveva nel termos. Alcuni scoppi a pochi chilometri sulle nostre teste ci sorpresero e nel momento in cui stavamo osservando il fumo degli scoppi ancora sospeso nell’aria, un carabiniere ci invitò a ripararci sotto il ponticello, poiché eravamo stati individuati; e aggiunse che si trattava di shrapnel e che servivano per aggiustare il tiro dell’artiglieria. Difatti, subito dopo, diverse granate esplosero intorno al nostro ricovero ed il carabiniere ci spiegò che oltre Monfalcone un aerostato nemico osservava le nostre retrovie e probabilmente doveva aver seg...