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Altipiano d'Asiago. Monte Zebio, giugno - agosto 1916 Battaglia 6 agosto 1916

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Il 16 giugno Conrad ordinò la sospensione dell’offensiva passata alla storia come Strafexpedition, nei giorni seguenti gli austriaci iniziarono a ripiegare su di una linea favorevole per resistere alla controffensiva italiana che andava delineandosi. Il giorno25 gli Imperiali tenevano le posizioni che, in Altipiano, collegavano il monte Maio al Mosciagh, salivano al monte Zebio - monte Zingarella - monte Colombara; poi le trincee salivano sul crinale del monte Ortigara, quindi scendevano in Valsugana. Di detta linea il monte Zebio divenne il perno difensivo perché con la sua mole sbarrava l’accesso alle vallate laterali dove comode strade avrebbero potuto facilitare l’attacco italiano. Dopo due giorni di prudente avanzata le pattuglie italiane arrivarono alle trincee nemiche sullo Zebio. Il giorno 27 giugno toccò alla Brigata Milano cercare di occupare le linee austriache, assieme a truppe della Barletta; l’azione fu arrestata dal fuoco delle mitragliatrici e di fucileria, agli italian...

Vorrei partire da qui.

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Dall’espressione «anche una sola frase». La vita è un cerchio. E il Buddismo lo sa. Non importa da quale parte entri. Se entri, poi sei. Sei dentro. Perché ogni singolo pezzo del tutto, per il Buddismo, ha in sé il resto. Come una goccia d’acqua che non è in nulla diversa dall’oceano, o un granello di polvere che non è diverso dalle montagne.  Oppure come ogni singolo brandello di noi, che ha iscritto in sé il nostro codice genetico, il DNA. E allora da un capello, da un’unghia, da un pezzettino di pelle è possibile risalire alla mappa del corpo, a quello che fa di noi proprio noi e non un altro, un’altra. E dice che ogni ordine individuale, dal più piccolo al più grande, si riflette nel ritmo dell’universo, e che non c’è un solo essere vivente, di qualsiasi genere, la cui vita sia fondamentalmente diversa da quella degli altri esseri viventi che gli stanno intorno. Perché il Buddismo parla di tempo e di spazio in termini diversi da quelli che abbiamo imparato noi. Il tempo, cioè, ...

Venezia FC: Giocando a pallone sull'acqua

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E, così dopo l'inattesa sconfitta in casa con il Lecce, ecco che, subito, alla seconda giornata di campionato, il calendario ci riserva una di quelle partite da anima divisa in due. Le partite che, in serie A, per tanti di noi tifosi del Venezia mettono in moto sentimenti ed emozioni contrastanti. Siamo quelli nati e cresciuti nei decenni in cui la serie A da queste parti la si vedeva soltanto in televisione. Si tifa prima di tutto per il Venezia ovvio, ma un altro pezzo di noi stessi è riempito dai colori di altre squadre, in particolare delle tre grandi storiche del calcio italiano. Non si dovrebbe, forse, per due squadre, dicono i puristi, ma l'anima mica la puoi guidare, mica la puoi controllare. E' un guaio - un guaio piacevole, pur nei contrasti - che si ripete ogni volta che il Venezia risale in serie A. E, a questo proposito, arriverà mai il momento in cui potremo smettere di dover usare il verbo "risalire" e la serie A essere finalmente uno spazio acquisi...

Polazzo (Go), agosto 1915

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Con nuovi complementi si rinnovarono gli attacchi ma invano riuscirono anche questi, tranne quello del 6 Agosto 1915 che guadagnammo circa un Chilometro di terreno. In trincea vi rimanemmo 40 giorni consecutivi. Era un caldo terribile, il fetore di caduti ci toglieva il respiro, poiché non era possibile allestire il sotterraneo causa il terreno roccioso. Causa la zona battuta fortemente dall'artiglieria avversaria né viveri né acqua giungeva regolarmente. La deficienza di quest'ultima in quelle posizioni arse era totale poiché non si trovava che in Fogliano o Castelnuovo. A rendere la vita maggiormente disagiata non mancò un non lieve numero d'insetti d'ogni genere. Tutto in complesso si passarono delle giornate tristissime, oltreché in presenza della morte accompagnata da disagi d'ogni sorta. Pietro Storari, 121° reggimento, brigata Macerata

Venezia FC: Gonçalo Ramos firma la prima a San Siro: Milan-Venezia 2-0

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Omnipresenza dell'assoluto nel relativo

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Secondo gli insegnamenti buddisti l’essenziale si ritrova in ogni cosa. Ogni frazione – di tempo ma anche di spazio – ha in sé tutto il resto. «Anche una sola frase custodita profondamente nel proprio cuore aiuterà senza dubbio una persona a raggiungere la riva opposta. Riflettere su una frase e metterla in pratica equivale a navigare»