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La paura è un’emozione che proviamo tutti.

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Possiamo avere paura di non superare un’esame, di perdere qualcuno a noi caro, di fallire e non essere capaci. L’ aspetto comune a tutte le manifestazioni della paura è sentirsi bloccati e schiacciati dalla situazione che ci circonda. Dove possiamo trovare il coraggio per affrontare le paure ed essere felici a prescindere dalle circostanze? Secondo il buddismo di Nichiren Daishonin il coraggio è una qualità intrinseca di ogni essere umano, che possiamo far emergere da dentro di noi. Come? Grazie alla recitazione di Nam Myoho Renge Kyo. Facendo emergere il coraggio dalle nostre vite ci sentiremo sempre più capaci di affrontare le paure e di incoraggiare gli altri a fare lo stesso. Riusciremo a proseguire sul cammino verso i nostri sogni con un atteggiamento nuovo, imparando da ogni cosa che ci accade e non lasciandoci abbattere. È uno sforzo costante, da rinnovare quotidianamente. Il filosofo e umanista Daisaku Ikeda scrive: “Dovremmo sempre chiederci: “In questo momento c’è coraggio ne...

Venezia FC: La decide l'EUROGOL di DUNCAN, buona la prima: Venezia-Bari 2-1 Serie BKT

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Generazioni in trincea. Monte Coni Zugna il 13 giugno 1918

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Si lavora per finire le piazzole per i pezzi, e per formarci dei fifaus. Cominciamo ad usare la gelatina per far saltare in aria i pezzi di granito scavati, faccio conoscenza con un soldato d'artiglieria da montagna del 1876, che mi regala tutta la porzione delle sue sigarette promettendomi di regalarmene sempre ad un patto: che io lo chiami "papà". Credo che scherzi, ed invece mi racconta una commovente storia della vita di suo figlio morto per la Patria, che, a sentir lui, mi rassomigliava. Si soffre molto per la mancanza d'acqua. E così ho passato tutto il mese di maggio, lavorando, andando delle volte al Gruppo, girando diverse Batterie, scavando caverne, andando sul Cono a prendere legno e putrelle, senza però sperdermi. In compagnia con i ratti, topi enormi che ve ne sono un'infinità. Che cosa è l'abitudine: la prima volta che li ho visti mi hanno fatto impressione, e poi abbiamo cominciato a prenderli a fucilate. Ora non mi fanno più specie, e quasi sem...

La banalità del male

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Il male non è mai "radicale", ma soltanto estremo, e che non possegga né profondità né una dimensione demoniaca. Esso può invadere e devastare il mondo intero, perché si espande sulla superficie come un fungo. Esso "sfida", come ho detto, il pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, di andare alle radici, e nel momento in cui cerca il male, è frustrato perché non trova nulla. Questa è la sua "banalità". Solo il bene è profondo e può essere radicale. Hannah Arendt

Aziende e commercialisti nell'antica Roma esistevano davvero?

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Venezia FC: Virtus Entella-Venezia, Stroppa: “Episodi contrari, manca un rigore e sull’espulsione Marconi sviene: si va avanti a testa bassa”

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Dopo il pareggio tra Virtus Entella e Venezia, Giovanni Stroppa ha analizzato la gara mettendo al centro della sua riflessione soprattutto gli episodi e la prestazione complessiva della sua squadra. «Episodi e… mi sembra che l’approccio e l’aspetto caratteriale della squadra sia stato perfetto», ha esordito il tecnico, sottolineando come il Venezia abbia interpretato bene la partita fin dai primi minuti, arrivando a dominare il primo tempo. «Partita dominata nel primo tempo», ha ribadito, evidenziando però come nella ripresa siano bastati «tre o quattro minuti» per compromettere quanto costruito, tra un errore a centrocampo e «quel mezzo rimpallo dove è nato il pareggio dell’Entella». Nel racconto di Stroppa emerge chiaramente anche il rammarico per la scarsa concretezza sotto porta: «Non siamo stati bravi sotto porta nel secondo tempo, dove abbiamo creato tre palle gol nitide», un limite che ha impedito al Venezia di chiudere la partita. A questo si aggiunge la polemica sugli episodi ...

Attacco a Prà del Voto (3-5 aprile 1916)

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Dall’ottobre del 1915 all’aprile 1916 tutte le azioni della 15° Divisione Fanteria e in particolare quelle della Compagnia Arditi si erano susseguite con un unico scopo: quello di occupare la grande barriera delle Alpi di Fassa. Così furono occupati successivamente il monte Salubio, il colle di S. Giovanni, il monte Valpiana e il monte Collo, seguendo un concetto di avanzata lenta ma razionale, continua. Ai primi di aprile per completare la linea avanzata mancava ancora l’occupazione di S. Osvaldo, che avrebbe protetto le linee di fondo italiane in Valsugana, baluardo della difesa austriaca. Alla fine di marzo 1916 il Comando decise l’occupazione a forza di S.Osvaldo e diede disposizioni per prepararla ed appoggiarla con le artiglierie del Carbonile, di Sant’Anna e con punte offensive di fanteria in fondo valle verso Novaledo. Furono destinati all’operazione tre compagnie dell’84°fanteria, una compagnia mitragliatrici e la Compagnia Baseggio. In appoggio alle compagnie, le batterie da ...