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Venezia FC: Mantova-Venezia, Stroppa: “Abbiamo convinzione e la consapevolezza di poter portare a casa il risultato”

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Queste le dichiarazioni rilasciate da Giovanni Stroppa al termine della vittoria per 5-2 sul campo del Mantova, con cui il tecnico del Venezia ha analizzato la prestazione della sua squadra in conferenza stampa: “È stata una bella prova di forza contro una squadra che mi è piaciuta molto: aggressiva e determinata. Non potevamo concedere errori, e purtroppo un episodio ci ha complicato il primo tempo. A parte i primi dieci minuti del secondo tempo, poi abbiamo gestito bene la partita e portato a casa il risultato.” “In trasferta ora abbiamo convinzione e consapevolezza di poter conquistare punti. La difesa ha fatto bene, nonostante qualche sbavatura: Venturi non giocava da molto tempo, Schingtienne arrivava dalla squalifica e Franjic era fuori da diverse settimane. Non era semplice schierare due terzi di una difesa praticamente nuova, ma comunque tutti hanno fatto molto bene .” “Adorante mi piace molto: oltre a segnare, raccorda il gioco ed è fondamentale per il nostro modo di giocare. ...

La profonda fiducia che il Buddismo di Nichiren ripone nella capacità delle donne di trasformare l'ambiente e la propria vita.

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«La Legge mistica è la Legge fondamentale che muove la vita e l’universo. Niente è più nobile e forte di una donna che abbraccia la Legge mistica. Pertanto, l’importante è continuare a recitare fino in fondo un Daimoku “che scuote la terra”, con una determinazione incrollabile in grado di smuovere e trasformare qualsiasi situazione. La voce di chi recita il supremo insegnamento della Legge mistica raggiungerà sempre, immancabilmente, qualsiasi persona e qualsiasi luogo. Inoltre, è impossibile che una donna dalla forte fede non venga protetta dai Budda e i bodhisattva delle tre esistenze e delle dieci direzioni, e dalle funzioni positive dell’universo. Qualunque sia la difficoltà che si trova ad affrontare, alla fine vincerà sicuramente.» Daisaku Ikeda - Il Nuovo Rinascimento N°710

La battaglia del Lago Vadimone. La resa dei conti tra Romani ed Etruschi

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Il libro della legge

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Nessuno è più consapevole di me che il Problema del Lavoro deve essere definito da considerazioni pratiche e non ideali, ma in tal caso le considerazioni ideali capita siano estremamente pratiche. L'errore è stato nel tentare di produrre un articolo standard per soddisfare il mercato del lavoro; è un errore dal punto di vista del capitale e altrettanto da quello del lavoro. Agli uomini non dovrebbe essere insegnato a leggere e scrivere se non dimostrano capacità o inclinazione. L’istruzione obbligatoria non ha aiutato nessuno. Ha imposto un’ingiustificabile costrizione alla gente che si proponeva di aiutare; è stata presunzione asinina da parte degli intellettuali il considerare di beneficio universale un’infarinatura di acquisizioni mentali. È una forma di bigottismo settario. Dovremmo riconoscere il fatto che la grande maggioranza degli esseri umani non ha ambizioni nella vita al di là dell’agio e della felicità animale. Dovremmo permettere a questa gente di compiere i loro desti...

La vigilia della battaglia dell’Ortigara

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Nessuno pronunciava più la data dell’attacco, ma tutti ormai lo sapevano : il momento era vicino. Bastava guardarsi introno. Bastava ascoltare il mutarsi del tono delle voci, il peso degli sguardi, la fretta dei passi. Nei giorni precedenti, la 6 armata del generale Mambretti aveva messo in moto una macchina da guerra senza precedenti sull’Altopiano. Erano arrivati soldati: dal Vento, dalla Lombardia, dal Piemonte, perfino dalla Sardegna. Accenti diversi si mescolavano come acqua e vino, in un impasto umano immenso. Erano arrivati da ogni dove: 14 battaglioni di fanteria, 22 di alpini, 18 di bersaglieri, 10 del genio. E, contando servizi e rifornimenti, quasi 300.000 uomini pronti a muoversi su un fronte lungo appena quindici chilometri. Un’intera città di soldati armati fino ai denti, radunata per un unico scopo: dare l’assalto all’Ortigara. Il Genio aveva trasformato l’Altopiano in un labirinto di sentieri, trincee, camminamenti. Intere montagne erano state svuotate all’interno, pien...

La persistenza della vita

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Nel suo percorso di ricerca Shakyamuni arrivò alla comprensione che la vita è eterna e ramificata in molteplici connessioni, che tutto è parte di un unicum in cui non esiste distinzione tra gli esseri viventi, l'energia (compassionevole) che li sostiene e il cosmo. E che la vita si manifesta in varie forme che decadono e rinascono, ma è una forza persistente, che si manifesta in luoghi e forme che non avremmo mai pensato possibili e proprio per questo è sempre esistita e sempre esisterà perché è la base di tutto, è l'energia fondante che si manifesta nel piccolo e nel grande, negli imprevedibili movimenti delle particelle subatomiche e nei grandi fenomeni che investono galassie e pianeti. Il Buddismo abbraccia l'idea di una vita eterna che attraversa un ciclo infinito di morti e rinascite. Ogni cosa nell'universo è soggetta al mutamento e il mutamento contiene in sé nascita e morte - qualcosa scompare, qualcosa di nuovo si manifesta - come nel metabolismo corporeo, dove...

La Manovra Romana che Schiacciò il Grande Impero d’Oriente | Battaglia di Tigranocerta (69 a.C.)

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