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Forti, potenti… schiavi

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Il potere Il potere è un modo di pensare il mondo. È una logica, un meccanismo in base al quale c’è chi comanda e chi subisce, chi vince e chi perde, chi è forte e chi è debole. Il potere è imporre il burqa alle donne afgane, potere è voler togliere loro quel burqa. Potere è sentirsi meno o sentirsi più. E anche sentirsi “uguali”, branco, maggioranza, massa. Una storia musulmana racconta di tre tori che pascolavano in un grande prato verde, e di un leone che se li voleva mangiare ma non ci riusciva, perché il terzetto era molto unito e i tre si proteggevano a vicenda.  Un giorno che il toro nero non venne il leone disse agli altri due: «Se me lo farete mangiare avrete a disposizione l’intero prato solo per voi, e io avrò la pancia piena per tutto l’inverno».  I due acconsentirono: il leone uccise il toro nero e loro si godettero il prato fino a primavera. Passato un po’ di tempo, una volta che il toro rosso era tutto solo il leone gli si avvicinò: «Fammi mangiare il toro bianc...

Venezia FC: L' Unione subisce ancora

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Avvilente. Frustrante. Inspiegabile. Per quelli come noi che di questo gioco ne hanno fatto una passione che sfocia, ampiamente, in patologia, non ci sono parole sufficienti per descrivere uno stato d’animo che si fa, ogni settimana, sempre più mesto. Se in questo mondo il rispetto non è qualcosa di così scontato, però, è arrivato ampiamente il momento di pretenderlo. Subire in silenzio l’ennesimo scempio equivarrebbe ad una resa, un’ammissione di colpa, la fine dei sogni di un calcio più giusto. Si dice che in un campionato gli episodi tendano ad annullarsi, ed è con questo barlume di cinismo che speravamo di aver archiviato lo schifo di mercoledì sera; invece, eccoci qui a raccontare qualcosa di ancora più inverosimile e totalmente ingiustificabile. Ma non serve a nulla se a farlo siamo noi, tifosi improvvisati editorialisti. Qui serve una società, quella stessa società che da mesi non dà segnali di vita, che si è trincerata dietro ad un direttore sportivo dal quale aspettiamo chiari...

In prima linea sotto al San Michele, quota 124

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Di mano in mano l’aspetto del campo di battaglia diveniva più orrido, più raccapricciante. Ecco un groviglio di reticolati, infranti. Ecco un morto, ed eccone un altro, e un’altro e un altro ancora […]. Un piede in una scarpa orribile, sanguinoso […] Ecco un berretto, e un fucile, e caricatori, cartucce, pinze taglia fili, ferro spinato in rotoli, tavolini, cavalli di frisia, una benda tutta intrisa di sangue, pacchetti di cartucce, una sciabola baionetta, un brandello di tenda, un telo da tenda, una buca da granata. Giuseppe Reina 130° reggimento fanteria della brigata Perugia

Quota 141 a trecento metri dalle trincee austriache del San Michele, settembre 1915

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[… ] alla mezzanotte mi devo alzare e svegliare i miei uomini da me comandati per andare giù per la montagna a prendere il rancio, il pane ed il caffè, la notte è buia, e devo attraversare boschi e pianura [in realtà pochi centinaia di metri in linea d’aria] tra il fischiare delle pallottele, e siccome la strada è poco praticabile mi tocca correre da una parte all’altra per poter arrivare al luogo di rifornimento e dopo un po' di tempo giungo, benchè faccia freddo arrivo tutto sudato, mi fo’ dare un mezzo toscano da un compagno carico i miei soldati e via di nuovo su fare la medesima strada, e vedo i miei cari compagni che faticano molto che è una compassione vederli eppure senza volere tante volte bisogna farli andare, e me ne accorgo perché faccio fatica io a camminare con nulla solo che un bastone Enrico Conti caporalmaggiore, 206° reggimento fanteria

Daimoku e azione

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Una freccia non può colpire il bersaglio se non si prende bene la mira. Lo stesso vale per il Daimoku. Le nostre preghiere funzionano quando stabiliamo degli obiettivi chiari e ci sforziamo con impegno e tenacia per realizzarli.  La fede nel buddismo di Nichiren non si limita alla recitazione del Daimoku davanti al Gohonzon nell'attesa passiva che le cose vadano automaticamente bene. Bisogna recitare DAIMOKU è sforzarci, sforzarci e recitare DAIMOKU :solo in questo modo possiamo attivare le funzioni positive DELL'UNIVERSO che lavorano per il nostro successo. Il mio maestro JOSEI TODA, parafrasando il Daishonin disse: (Se non siete in grado di attraversare un fossato largo tre metri, come potete sperare di attraversare uno largo sei o nove? RSND1, 718. Dovete lavorare con risolutezza e pazienza per realizzare ogni obiettivo che vi siete posti). Quando perdiamo di vista i nostri obiettivi, cominciamo a girare a vuoto e non andiamo da nessuno parte. Recitate specificamente per i v...

Venezia FC: L'anticipo di giornata a Como, c'è un altro esame durissimo dopo l'Inter

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Alzare la voce anche lontano da casa e dimostrare che la prova con l'Inter non è stata affatto un caso. Al Sinigaglia oggi alle 12.30, il Venezia si misura con un Como di grande qualità, ma Davide Nicola non parte certo con l'idea di limitare i danni. La sfida contro la squadra di Cesc Fabregas è un altro esame di grande spessore, da affrontare con coraggio, personalità e la convinzione di poter mettere in difficoltà anche un avversario di qualità elevata e che sa vincere anche in Champions. Nicola pretende continuità, applicazione e soprattutto nessun alibi. Non è ancora il momento di guardare solo al risultato, ma il Venezia vuole e desidera ottenerlo. Le due cose devono procedere insieme. Il Como rappresenta un ostacolo diverso rispetto all'Inter. Fabregas ha costruito una squadra molto compatta, abile a difendere con i reparti vicini, a riaggredire e a portare pressione sul lato della palla. Sul fronte delle scelte, il 3-5-2 dovrebbe essere confermato, con qualche possi...

Il potere della fede e della determinazione umana nei principi del buddismo di Nichiren Daishonin

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Il potere della fede,  Il potere,  Io posso.  Ma dipende da quanto ci credo. Perché ogni volta che penso impossibile qualcosa, detto limiti inutili alla mia vita, al mio agire qui e ora, alla possibilità che ho di trasformare me e la mia realtà. di Manuela Viigorita Se posso, questa guerra non si farà. Se davvero io posso le mie parole non saranno inutili. E il passare del tempo avrà un senso. Avrà senso crescere, soffrire, aver sofferto. Invecchiare. Se davvero posso non ci saranno più donne violentate, bambine molestate e i fucili, le armi chimiche, quelle nucleari si scioglieranno come neve al sole di fronte ai nostri desideri di pace. Se io posso, questo amore non sarà una catena. E mia madre saprà sorridere prima di morire. E i semi che vado piantando germoglieranno. Gli uomini capiranno. Se io posso, tu guarirai. Perché non dipende da quanto sangue ho nelle vene, da quanta forza corre nei polmoni. Non dipende da quanto ho studiato, né dalla danza dei miei neurotrasm...