Redipuglia (GO) il 20 agosto 1917, undicesima battaglia dell’Isonzo
Alle spalle dalle parti di Renda un cielo plumbeo, come di addensamento di vapori in maggio, nell’approssimarsi imminente di pioggia fine e insistente. Un’aria viziata si respira. Un senso di caustico opprime la gola. Se non si muore con le schegge di granate, con shrapnel o con le pallottole di fucile, di mitragliatrici o di commozione o di shock o di gas asfissianti si creperà avvelenati lentamente dal respirare di tutti questi gas che sono un miscuglio di gas asfissianti o velenosi con i gas della combustione di tutti questi alti e bassi esplosivi. Nell’aria si vede comparire qualche bioccolo di fumo nero di batterie antiaeree. Non più quella parte che formavano nei giorni scorsi da sembrare un diaframma per non fare passare i nostri velivoli, ma dei rari bioccoli denotanti gli ultimi aneliti di cane ringhioso dibattentesi negli spasimi dell’agonia. Passa veloce il camion, a trotto il destriero; vanno vengono. Gli operai col loro fagotto di cenci si avviano verso Villesse. Fors...