Il Blocco dopo Caporetto
Siamo nel novembre del 1917. Dopo la disfatta di Caporetto, l'esercito italiano ripiega disordinatamente. Serve una linea di difesa. Si sceglie il Piave. Ma a Caposile la guerra è diversa. Non ci sono le rocce del Carso o le vette delle Dolomiti. Qui c'è il fango. C'è l'acqua salmastra. C'è la palude. Caposile diventa il "cardine" tra la linea del fiume e la difesa della Laguna Nord. Se gli austro-ungarici passano di qui, Venezia è perduta. L'Inferno di Fango e i "Caimani" Per mesi, i nostri soldati e quelli nemici vissero come anfibi. Le trincee non si potevano scavare (si trovava subito l'acqua), quindi si costruivano argini di sacchi di sabbia. È qui che nasce la leggenda degli Arditi e dei reparti della Marina (Reggimento San Marco). È in queste acque che operavano i famosi "Caimani del Piave": soldati scelti, armati solo di un pugnale, che nuotavano di notte attraverso il fiume per sabotare le linee nemiche, coperti di gras...