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Divorziare dal karma .

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Un matrimonio è il risultato di una relazione karmica . Il divorzio è l' effetto di una causa karmica . Prima , questa causa non si vedeva e si è manifestata in seguito ad una tendenza karmica : il marito che non lavora , la moglie che si lamenta o che un'impenitente spendacciona . Pian piano queste tendenze fanno emergere la causa karmica . Chi ha colpa in questo caso ? Nessuno , o meglio , tutti e due . La moglie è diventata l' occassione che ha permesso alla causa interna del marito di manifestarsi . Al tempo stesso ,il marito è diventato un' occassione esterna per la moglie . Ma tutti e due possedevano la causa interna per divorziare :perciò , dal punto di vista del Buddismo non si può dire che uno aveva ragione e l' altro torto . E , proprio per questo motivo , noi non possiamo dire se essi devono continuare a stare insieme o divorziare . Tutt' al più , possiamo offrire qualche consiglio sulla base dell' insegnamento buddista. Stare ancora insieme o div...

L 'amore per se stessi è un compito difficile ma necessario,

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Alla fine non si può fuggire da quello che si è... Impararare ad amarsi è... non sempre facile ma possibile. « […] È facile amare qualcun altro, ma amare ciò che sei, quella cosa che coincide con te, è esattamente come stringere a sé un ferro incandescente: ti brucia dentro, ed è un vero supplizio. Perciò amare in primo luogo qualcun altro è immancabilmente una fuga da tutti noi sperata, e goduta, quando ne siamo capaci. Ma alla fine i nodi verranno al pettine: non puoi fuggire da te stesso per sempre, devi fare ritorno, ripresentarti per quell’esperimento, sapere se sei realmente in grado d’amare. È questa la domanda – sei capace d’amare te stesso? – e sarà questa la prova. […] » Carl G.Jung

L'elmo Montefortino. Storia e caratteristiche del glorioso elmo romano

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Il ritorno dei morti

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Finalmente, l’ordine arrivò. Dopo giorni e notti di sangue, fango e carneficina, il Battaglione Sette Comuni fu ritirato dalla prima linea. Un fonogramma scarno, decretava la fine del loro calvario. Il reparto sarebbe stato posto a riposo nei pressi di Malga Moline. La 94 compagnia, o meglio ciò che restava, cominciò la discesa ancora una volta nel Vallone dell’Agnelizza. Lo chiamavano così, ma per tutti era il Vallone della Morte. Quella gola, alla luce chiara del mattino, appariva come un’immensa fossa comune a cielo aperto. I corpi, tanti, troppi, giacevano abbandonati tra le rocce, le membra contorte come burattini rotti. Alcuni già gonfi, altri irrigiditi dal freddo della notte. Alcuni sembravano dormire, altri sembravano ancora lì a combattere, con la mano tesa verso un’arma, verso un compagno. La marcia verso Malga Moline fu lunga e faticosa. Il vento portava ancora i rumori della battaglia. Ogni tanto qualcuno tossiva, altri si fermavano a vomitare. I più continuavano a cammina...

Venezia FC: Frosinone-Venezia 1-2, comanda ancora Stroppa: Doumbia firma la rimonta da urlo allo Stirpe

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  Match da brividi allo Stadio Benito Stirpe, dove Frosinone e Venezia si giocano molto più di tre punti nella ventitreesima giornata del campionato di Serie B. Alla fine sono i lagunari a sorridere, espugnando lo Stirpe per 2-1 al termine di una sfida intensa e combattuta, vera e propria gara dai due volti. Dopo un primo tempo dominato dal Frosinone, il Venezia ribalta tutto nella ripresa grazie a un’autorete e al gol decisivo di Doumbia, dimostrando carattere e maturità da prima della classe e confermandosi in vetta alla classifica. Secondi contro primi, con il Monza terzo incomodo pronto ad approfittare di ogni passo falso, sul prato dello Stirpe è andato in scena un incrocio che profuma di promozione, tra ambizioni, pressione e un pubblico caldo e partecipe. Primo tempo Parte fortissimo il Frosinone e già al 1’, complice un errore di impostazione della difesa del Venezia sotto pressione, Kvernadze riceve palla e calcia da posizione defilata, ma il tiro esce di poco a lato. Al 4...

Vincere è una parola bella

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"Non sono le circostanze negative gli ostacoli, ma la nostra voglia di arrenderci, il nostro sentirci inadeguati e senza speranza. Non sono le malattie o la morte i nostri demoni, ma la paura, il dolore che impedisce di vivere. Non è il potere malvagio a fermarci, ma il nostro senso di impotenza che immobilizza i giorni e li ripete uguali. C'è in ogni istante della nostra vita la possibilità di rimanerne intrappolati o di intraprendere una lotta. Con forza, davanti al Gohonzon, recitando o ricominciando a recitare credendo nella Buddità che Nichiren ha mostrato e lasciato per i nostri occhi. Non importano gli errori commessi, gli sbagli, i pensieri inutili, il tempo perso, in ogni "adesso" possiamo ricominciare a recitare con lo spirito di vincere l'oscurità che ci sta fermando. È una fatica bella, è una fatica che sa di verità e di gioia quella di quando lottiamo contro la nostra oscurità, una fatica preziosa e appagante rispetto a quella di esserne succubi, pre...