La battaglia dei Monti Colombara e Zingarella 30 giugno 1916
Quel giorno si passò a riordinare le truppe, e verso sera cominciammo l’ascesa dei due monti. L’oscurità era profonda, ma a renderla più cupa si aggiungeva la densità di quei boschi di grossi abeti, che anche di giorni costituivano un ostacolo per potersi orizzontare. La cima di questi monti, e che noi dovevamo raggiungere, era temuta dagli austriaci, i quali avevano costruita la loro prima linea di difesa, a metà del pendio, ed avevano inoltre tanti posti isolati, fra quelle rocce, presidiati da nuclei più o meno forti di soldati, di modo che a loro riusciva facile l’offesa e la difesa. Malgrado l’oscurità, gli austriaci, si accorsero della nostra manovra ed iniziarono un infernale fuoco di fucileria e mitragliatrici, che data la posizione soprastante in cui si trovavano, infliggevano gravi perdite alle nostre truppe. Nonostante ciò riuscimmo ad impossessarci della loro principale trincea, ove rimanemmo tutta la notte, e spuntava appena l’alba del giorno 28 che mossici di nuovo p...