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Vincere nella vita

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«Il Buddismo di Nichiren Daishonin è una filosofia per la vittoria che permette di sconfiggere le nostre debolezze, di vincere nella vita personale e trionfare sul male e sulle ingiustizie, percorrendo così il sentiero della felicità e della verità. Quando diamo inizio a una lotta, dovremmo essere fermamente decisi a vincerla. Soka significa non essere mai sconfitti» (NR, 438, 5). L'incoraggiamento del presidente Ikeda non lascia spazio a dubbi: essere vincitori è l'anima stessa del Buddismo. Eppure, a volte, per un motivo o per un altro ci sentiamo arresi e ci sembra impossibile riuscirci. Approfondire la fede è il modo più diretto per allenarsi a vincere, cambiando la direzione del cuore: «Mi affiderò al Gohonzon e ce la farò!», mettendosi alla prova in tutto quello che facciamo, desiderando di ottenere il massimo risultato e la massima soddisfazione per poter dire: «Ben fatto, su questo ho proprio vinto!». Ogni volta che perdiamo la speranza o non vediamo soluzione, ricordia...

Il capitano e il mozzo

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“ Capitano, il mozzo è preoccupato e molto agitato per la quarantena che ci hanno imposto al porto. Potete parlarci voi?” “ Cosa vi turba, ragazzo? Non avete abbastanza cibo? Non dormite abbastanza?” “ Non è questo, Capitano, non sopporto di non poter scendere a terra, di non poter abbracciare i miei cari”. “ E se vi facessero scendere e foste contagioso, sopportereste la colpa di infettare qualcuno che non può reggere la malattia?” “ Non me lo perdonerei mai, anche se per me l’hanno inventata questa peste!” “ Può darsi, ma se così non fosse?” “ Ho capito quel che volete dire, ma mi sento privato della libertà, Capitano, mi hanno privato di qualcosa”. “ E voi privatevi di ancor più cose, ragazzo”. “ Mi prendete in giro?” “ Affatto… Se vi fate privare di qualcosa senza rispondere adeguatamente avete perso”. “ Quindi, secondo voi, se mi tolgono qualcosa, per vincere devo togliermene altre da solo?” “ Certo. Io lo feci nella quarantena di sette anni fa”. “ E di cosa vi privaste?” “ Dovevo...

Quanto era potente la balista romana? L’arma che trasformò la guerra antica

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Venezia FC: Serie BKT, Giornata 19 | Reggiana 1 - 3 Venezia FC

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... Il varco a quota 2105

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“ Avanti, porca troia! Avanti o restiamo qui! Intorno, il fumo sembrava latte sporco. Le mitragliatrici austriache continuavano a falciare uomini. Tac-tac-tac. Tac-tac-tac. Schegge fischiavano ovunque. Il terreno saltava come un animale sotto colpi invisibili. Sporchi, feriti, ma ancora in piedi, superarono il retiolato, il crinale, la soglia del mondo, infine entrarono nelle linee principali austriache. O almeno in quel che ne restava. Trincee sventrate. Parapetti crollati. Buchi. Macerie. Sangue. Dentro, dentro. Gli uomini calarono giù uno dopo l’altro, rotolando nel fango. La trincea puzzava di polvere, di carne bruciata, di piscio. Urla, spari. Fumo, sagome nere, macchie di sangue. E, per un attimo, fu euforia. Poi, la vendetta. Gli austriaci non si erano arresi. Si erano solo spostati. Da un contrafforte nascosto, aprirono il fuoco incrociato. Le Schwarzlose ricominciarono a cantare, piazzate sopra e sotto la cresta. Una pioggia di bombe a mano cadde dall’alto. Una esplose vicino ...

Il primo salto nel fuoco

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Nelle trincee adiacenti a i varchi, sotto la cima Caldiera, la 94 Compagnia era schierata. Non c’erano fanfare. Non c’erano discorsi, solo uomini. Fermi, sudati, con gli occhi vuoti e le mani tremanti, qualcuno stringeva il fucile come fosse un rosario. Le dita erano bianche sulle calciature di legno, madide di sudore, altri avevano il cordiale ancora sulle labbra. Il veleno buono. Grappa, Cognac, qualunque cosa servisse a fermare il tremito delle mani. Solo il tuono costante dell’artiglieria, come il battito di un cuore malato, da ore, i nostri cannoni martellavano le posizioni austriache. Mille bocche da fuoco sputavano morte sulle linee nemiche. Il terreno tremav sotto i piedi, sollevando nuvole di polvere, pietre, schegge. I colpi dei cannoni da 149, cupi e profondi, si mischiavano alle detonazioni più secche dei pezzi da 75 Alcuni uomini si toccavano la fronter, tiravano indietro il copricapo per prendere aria. Ma bastava un secondo, e il caldo ti tagliava la pelle come un coltell...

"Anime gemelle" o "Anime sorelle"

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Ci sono legami così indissolubili che superano lo spazio ed il tempo.  Legami per i quali spazio e tempo nemmeno esistono.  Sono gli incontri di quelle anime che sono talmente legate da promettersi di rincontrarsi in ogni vita per assaporare anche solo per qualche istante quell'abbraccio che profuma di casa.  Sono quelle anime unite attraverso il centro del cuore che in ogni vita non fanno altro che cercarsi e chiamarsi silenziosamente per assaporare la gioia dell'incontro, per potersi dire ancora una volta semplicemente: bentornato a casa. Monica Grando