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Venezia FC: Difendere la categoria con grandissima forza e responsabilità

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Il Venezia fa quadrato intorno a Giovanni Stroppa. Ieri il dg Antonelli ha parlato pubblicamente di un "momento di difficoltà" spiegando che c'è stato un confronto a tutti i livelli, dalla proprietà alla presidenza, fino al settore tecnico, con Stroppa sempre messo al corrente, in cui si è svolta una valutazione sulla decisione da prendere "per il bene del Venezia". E alla fine la scelta è stata di confermare la fiducia al tecnico della cavalcata trionfale della serie B. Resta quindi la necessità di "difendere la categoria con grandissima forza e responsabilità", perchè la classifica piange. Stroppa, ora, dovrà trovare le soluzioni per dare una sterzata alla "mareggiata", come l'ha definita Antonelli, prima che diventi una vera e propria burrasca. Nota positiva è arrivata dalla squadra con segnali incoraggianti che hanno fatto capire come la squadra sia con l'allenatore credendo nel progetto. Adesso è però l'ora dei fatti: "C...

Quando un puteo mi salvò la vita, Monfalcone (GO)

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Il ventuno ottobre mi trovavo in località Adria, nei pressi delle saline di Monfalcone come servente al pezzo dell'Ottava batteria del Secondo Gruppo, al comando del Maggiore Giovannozzi. Il nemico, il giorno ventidue, incominciò a sparare delle raffiche col piccolo e medio calibro sui nostri camminamenti. Con le artiglierie pesanti battevano le retrovie e l'abitato di Monfalcone medesima e dei paesi retrostanti. Qualche colpo veniva pure vicino alle nostre piazzole, senza però impressionarci, perché oramai eravamo tutti abituati a quelle raffiche intense, e a pericoli maggiori di quel giorno. Nei giorni ventitré e ventiquattro e nella notte del venticinque, il nemico aumentò il tiro di distruzione e logoramento. Tanto che c'era un sibilo continuo seguito da un rullo tambureggiante di colpi di cannone di ogni calibro. Noi si rispondeva solo con qualche colpo. In lontananza sentivamo, sulla nostra sinistra, che infuriava una gran battaglia con spari di mitraglia e fucileria....

La sconfitta dell'ignoranza fondamentale

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Una lotta senza precedenti per sconfiggere l’ignoranza fondamentale dell’umanità  Kosen-rufu è una lotta spirituale senza precedenti per sconfiggere l’ignoranza fondamentale dell’umanità e trasformarne il karma. Coltiviamo con orgoglio questa profonda convinzione e andiamo avanti con forza e dignità! I Bodhisattva della Terra non hanno paura di niente. Avanziamo sempre con coraggio nella vasta distesa dei Bodhisattva della Terra e adempiamo con gioia, in questa esistenza, alla nobile missione di maestro e discepoli uniti nella nostra meravigliosa diversità, come il ciliegio, il susino, il pesco e il prugno selvatico. (cfr. La raccolta degli insegnamenti orali, BS, 124, 47). BS 246 

Venezia FC: Non è tutto da buttare

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Quasi settantadue ore di riflessione, se così vogliamo chiamarla e poi il dietrofront: Giovanni Stroppa rimane sulla panchina del Venezia. Una scelta sofferta, arrivata dopo aver sentito e incontrato anche altri allenatori, dopo aver accarezzato seriamente l’idea di cambiare strada. Dentro una scelta: non è tutto da buttare, anche se la tentazione forte sarebbe quella di mettere in discussione tutto, dalla A alla Z. Chi ci legge sa che abbiamo promosso il mercato estivo arancioneroverde. Crediamo in molte delle scelte compiute, da Akor Adams a Basic, da Mazzocchi a Juan Jesus, da Correia a Toni Fernandez. Certo, non tutto magari sarà stato azzeccato, perché è impossibile indovinare tutto. Bella Kotchap, ad esempio, non lo avremmo preso, tantomeno a 10 milioni di euro. Troppi infortuni, troppe fragilità, troppi ondeggiamenti alla Leao anche nelle giornate migliori. Non è un leader come lo era Svoboda, come potrebbe esserlo Juan Jesus. Ma c’è tanto altro di buono, a dispetto di quanto di...

Prime immagini di guerra, Ruda (UD)

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Siamo vicinissimi al fronte, tutto intorno case distrutte. In un paese dove il treno è costretto a fermarsi, c'è un accampamento grandissimo e nel mezzo la bandiera italiana. Ore 11 antim. Il paese si chiama Villa Vicentina, ultimissima stazione che il treno non può più continuare, perché in vista al nemico; sono ancora in treno senza cibo da ieri sera. Si smonta e si fa l'appello vicino alla stessa. Tempo bello. Il cannone tuona continuamente. Si parte alle 11 e un quarto. All'una e mezza siamo di fronte al nemico sul punto ove questa mattina gli shrapnel scoppiavano. Si vedono le buche fatte senza disgrazie. Ancora da mangiare e mi trovo in un campo tutto fango. Dopo 2 ore di aspettativa ci venne l'ordine di attendarsi. Oh Dio! In quel fango, ove, ormai pestato da altri soldati, ti affondavi tutta la scarpa. Pazienza! Piantammo la tenda e intanto chi di noi 5, destinati a questo lavoro, era libero, andava in cerca di canne, di qualcosa insomma per posare le nostre pov...

Rinnovare la propria decisione profonda e trasformare il senso di abitudine in una nuova chiamata all'azione interiore

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A volte sembra che le "tempeste" del karma siano più forti della nostra possibilità di trasformarlo e ci sentiamo bloccati, stretti nella morsa delle difficoltà, oppure ci ritroviamo a un punto morto e giriamo a vuoto, pur continuando a recitare Daimoku e a fare attività. Cosa fare quando non si riesce a superare un problema che ci trasciniamo da tempo, o a realizzare un obiettivo che ci siamo posti? Spesso non riusciamo a credere che sia possibile trasformare la situazione e ci demoralizziamo, perdiamo la grinta e la voglia di perseverare negli sforzi, e tiriamo avanti per abitudine o senso del dovere. Ma Nichiren Daishonin scrive: «E tuttavia non sono scoraggiato» (RSND, 1, 664), come se volesse spingere i suoi discepoli a non mollare, a non farsi sconfiggere, a non lasciarsi andare alla sfiducia e al pessimismo, a continuare a sfidarsi ogni giorno per la propria e altrui felicità. Sensei scrive: «Indipendentemente dal fatto che qualcuno veda i vostri sforzi, vi prego di ri...

L’accoglienza dei cecchini a San Polo, Monfalcone (GO)

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Dopo meno di due chilometri cominciammo a sentire il sibilo delle pallottole e ci rendemmo conto di essere stati scoperti. Decidemmo perciò di abbandonare la strada per continuare il cammino attraverso i campi, spostandoci sulla sinistra. Quando il fuoco dei cecchini, così si chiamavano i tiratori scelti austriaci, cessò, tornammo sulla strada e ci sedemmo sulla spalletta di un ponticello, per prendere l’ultimo caffè, che un collega aveva nel termos. Alcuni scoppi a pochi chilometri sulle nostre teste ci sorpresero e nel momento in cui stavamo osservando il fumo degli scoppi ancora sospeso nell’aria, un carabiniere ci invitò a ripararci sotto il ponticello, poiché eravamo stati individuati; e aggiunse che si trattava di shrapnel e che servivano per aggiustare il tiro dell’artiglieria. Difatti, subito dopo, diverse granate esplosero intorno al nostro ricovero ed il carabiniere ci spiegò che oltre Monfalcone un aerostato nemico osservava le nostre retrovie e probabilmente doveva aver seg...