31 maggio 2011

La disfatta...il giorno dopo

"Vinceremo al primo turno. Milano è fondamentale per dare sostegno al governo del Paese. E' impossibile che non sia governato da noi. Pisapia è un candidato da pazzi che vuole rifondare il comunismo" (Silvio Berlusconi, 7/5/2011)
"Aria di festa. Silvio alla riscossa. L'umore del premier è cambiato: la campagna elettorale in prima persona porta un recupero fenomenale di consensi. Il centrodestra vincerà ancora. Anche perchè è l'unico ad avere un leader"(Vittorio Feltri, Libero,12/5)
Doppo Cofferati ora tocca a Fassino essere mandato a casa (Maurizio Gasparri, Il Giornale, 13/5)
"Non è un voto ordinario per sindaci e presidenti di provincia è un voto su di me e sul mio governo. E' un voto su cui si gioca il futuro mio e della legislatura. (Silvio Berlusconi, 14/5)
"Il Pd teme la disfatta e punta al pareggio" (Libero 15/5)
"Dai, un ultimo sforzo. Alta l'affluenza gli elettori vogliono contare più dei pm" (Alessandro Sallusti, Il Giornale, 16/5)
"Chi vota De Magistris è senza cervello" (Silvio Berlusconi, 25/5)
"Denis, ti prego, convinci Berlusconi a non venire a Napoli a chiudere la mia campagna elettorale" (Gianni Lettieri a Verdini, La Stampa, 30/5)
FONTE: stampa di DESTRA e Presidente del Consiglio

30 maggio 2011

Vivere di ricordi

Spesso ripeto sottovoce
che si deve vivere di ricordi solo
quando mi sono rimasti pochi giorni.
Quello che è passato
è come se non ci fosse mai stato.
Il passato è un laccio che
stringe la gola alla mia mente
e toglie energie per affrontare il mio presente.
Il passato è solo fumo
di chi non ha vissuto.
Quello che ho già visto
non conta più niente.
Il passato ed il futuro
non sono realtà ma solo effimere illusioni.
Devo liberarmi del tempo
e vivere il presente giacché non esiste altro tempo
che questo meraviglioso istante.
Alda Merini

29 maggio 2011

Per tornare un paese normale iniziamo da Milano

Oggi ci sono le votazioni per i ballottaggi a Milano, Napoli e Cagliari. Un voto che non deciderà solamente se Milano continuerà a essere governata dai palazzinari pirana, dalla convivenza con la ‘ndrangheta e dagli appetiti “affaristici” e per nulla evangelici di Comunione e Liberazione (ciellini del cxxxo) ma soprattutto se ritroverà la decenza e la dignità di un’amministrazione civile. Se Napoli continuerà nel fango della camorra e nella palude di politicanti avidi o con De Magistris tenterà il riscatto da grande capitale europea. Il voto di oggi avrà un peso rilevantissimo anche rispetto ai referendum del 12 giugno, ai quesiti sull’acqua, il nucleare, il legittimo impedimento, referendum che quella banda di cialtroni che sono al governo sta cercando in ogni modo di scippare agli elettori, tra disinformazione brezneviana e leggine ad hoc in zona cesarini. Se nelle tre città i cittadini sceglieranno per il rinnovamento democratico contro il maleodorante malaffare berlusconiano, si produrrà un clima di speranza e di passione civile che renderà assai difficile le manovre del regime per affossare i referendum. Con tutti al mare e l’assordante silenzio delle tv minzolinizzate, condito magari con radiose previsioni del tempo il psiconano spera di salvarsi. Ma questa volta con l’impegno di chi, oltre a quelli che non vivono a Milano, Napoli, Cagliari, vuole evitare future Chernobyl nel Belpaese, o un bene elementare come H2O in mano a tanti piccoli Marchionne, o l’impunità della Casta quando delinque segneremo la fine di questi “anni di fango” che hanno distrutto il nostro paese con un regime dove l’incontinenza incivile e golpista è ormai priva perfino del pannolone dell’ipocrisia. Tutti possiamo influire sul voto di oggi dedicando interamente alla democrazia in nostro tempo libero fino alle 15 di lunedì, con telefonate, mail, blog, sms, messaggi facebook…Siamo quasi niente difronte la tv, obietterà il pessimista. E’ vero: il quasi niente della fionda di Davide contro Golia.
FONTE: liberamente elaborato e tratto dal Il Fatto Quotidiano Tutti al voto a firma di Paolo Flores d’Arcais
Permettetemi di finire con le ultime ovvie conclusioni del nano di Arcore, fatele vostre, ripetetele allo sfinimento, fino all’arrivo liberatorio del vomito per nausea…”Il voto non condizionerà l’attività del governo, che anche se sconfitto a Milano e Napoli intende portare a termine le riforme, giustizia in primis”…non ne avevamo dubbi presidente anzi…siamo certi che la maggioranza è solida, che si allargherà, che si rafforzerà, che governerà fino al 2013, e che le riforme si faranno e con la giustizia riformata e senza mai più intercettazioni potrà dormire sonni tranquilli!

28 maggio 2011

Da dove viene la noia?

"Non viene. È lì. Nella mancanza di scopo e nella mancanza di senso e nell'incapacità di andare oltre. Siamo convinti che si infili a tradimento negli spazi vuoti, e che basti darsi da fare per mandarla via. Invece è il contrario, la noia è al centro dello spazio, e noi per non vederla la copriamo con schermi e paraventi mobili di attività concatenate."
"E cosa dovremmo fare, invece?"
"Dovremmo sapere che la noia è lì. E che ci può spingere a fare le cose più insensate, o a cercare di capire il senso delle cose. Se uno si sottrae sistematicamente alla noia, per quanto corra non va da nessuna parte."
"Perché?"
"Perché tutto nasce dalla noia. Le percezioni e le constatazioni e le elaborazioni, le idee di ogni tipo."
Andrea De Carlo dal libro Pura vita

27 maggio 2011

Anche i ricchi piangono


+2,5% la crescita totale del PIL negli ultimi 10 anni (+17% negli anni '90)...

+4,5% produttività nel settore in Europa...

40 miliardi la manovra del governo che frenerà ancora la ripresa...

500 euro la pensione che ricevono dall'Inps oltre otto milioni di italiani...

8,4% il tasso di disoccupazione in Italia (tra i giovani è il 28,1%)...

25% gli italiani a rischio povertà nel 2010 secondo Istat...

2.551 gli esuberi annunciati nei cantieri italiani...


...che cosa ci resta ancora???

26 maggio 2011

Raccolta Porta a Porta...finalmente è partita!!!

Silvio: “Do per scontato che perderò i ballottaggi…la colpa degli elettori “senza cervello” che preferiscono Pisapia e De Magistris”
Silvio: “Chi ha caricato di significato politico il voto amministrativo?” Ma non era stato lui ha trasformare le comunali in un referendum sulla propria persona???
Silvio: “Non è vero che ho tirato in ballo la magistratura…Alle procure dedicavo al massimo 3-4 minuti per ogni comizio, poi i giornali e tv davano spazio solo a queste battute” Il colmo dei colmi!!!
Silvio: “Il potere in Italia ce l’hanno i pm, specie quelli di Magistratura democratica”
Silvio: “Mi viene voglia di dire che non si rivolgano più al presidente del consiglio per risolvere i loro problemi” riferendosi a Napoli “Se poi si fanno male da soli mettendosi nelle mani dell’estrema sinistra, anzi nelle manette di De Magistris”
Silvio: “De Magistris è un agitatore politico, demagogo e disistimato dagli stessi colleghi magistrati”
Silvio: “E’ impossibile che a Napoli una persona con la testa sulle spalle possa votarlo, chi lo fa dovrebbe guardarsi allo specchio e dire: sono senza cervello”
Silvio: “Pisapia, in Parlamento, ha fatto solo leggi a tutela dei terroristi e per l’eutanasia”
Silvio: “La famosa telefonata in questura l’avrei fatta non solo per Ruby, ma perfino per la Bindi…ahahah!!!
Silvio: “Santoro mi ha fatto indignare con quel suo servizio ad –Anno Zero- dove mostrava donne che piangevano perché non c’erano gli asili nido, nonne che non avevano la casa popolare…” “Che assurdità, quando è invece difficile trovare un tavolo al ristorante, prenotare un posto in aereo o in treno per le vacanze di Pasqua e si spendono 10 milioni di euro per i cosmetici”
Silvio: “Mi piacerebbe tornare ad occuparmi della mia azienda ma, non è possibile”. “Purtroppo l’unica persona capace di tenere insieme il centrodestra sono io”
Silvio: “Il risultato negativo delle amministrative è da imputarsi a quel blocco mediatico micidiale: Corriere della Sera, Sky e La7. Inoltre 10 trasmissioni Rai stanno con la sinistra”
Silvio: “Certo cresciamo un po’ meno degli altri ma dipende dagli handicap che ci portiamo dietro dal passato" da quando negli anni '70 "arrivarono i comunisti al governo".
FONTE: Raccolta differenziata Porta a Porta

25 maggio 2011

Descrizione della mia morte

E' scomparso tra la notte del 23 e 24 maggio uno dei grandi poeti italiani della seconda metà del novecento, Giovanni Giudici. Profondo conoscitore della tradizione poetica italiana, che aveva saputo rimodulare in chiave contemporanea, era nutrito da un'autentica passione per la nostra «bella, ambigua, misteriosa lingua, ineguagliabile nella sua capacità di non dire dicendo e di affermare negando». FONTE:http://www.garzantilibri.it
Di seguito riporto una sua poesia in sua memoria:

Poiché era ormai una questione di ore
Ed era nuova legge che la morte non desse ingombro,
Era arrivato l`avviso di presentarmi
Al luogo direttamente dove mi avrebbero interrato.
L'avvenimento era importante ma non grave.
Cosi che fu mia moglie a dirmi lei stessa: preparati.
Ero il bambino che si accompagna dal dentista
E che si esorta: sii uomo, non é niente.
Perciò conforme al modello mi apparecchiai virilmente
Con un vestito decente, lo sguardo atteggiato a sereno
Appena un po’ deglutendo nel domandare: c’é altro?
Ero io come sono ma un po’ più grigio un po’ più alto.
Andammo a piedi sul posto che non era
Quello che normalmente penso che dovrà essere,
Ma nel paese vicino al mio paese
Su due terrazze di costa guardanti a ponente.
C`era un bel sole non caldo, poca gente,
L’ufficio di una signora che sembrava gia aspettarmi.
Ci fece accomodare, sorrise un po' burocratica,
Disse: prego di là - dove la cassa era pronta,
Deposta a terra su un banco, di sontuosissimo legno,
E nel suo vano in penombra io misurai la mia altezza.
Pensai per un legno così chi mai l`avrebbe pagato,
Forse in segno di stima la mia Citta o lo Stato.
Di quel legno rossiccio era anche l'apparecchio
Da incorporarsi alla cassa che avrebbe dovuto finirmi.
Sara' meno d’un attimo - mi assicurò la signora.
Mia moglie stava attenta come chi fa un acquisto.
Era una specie di garrota o altro patibolo.
Mi avrebbe rotto il collo sul crac della chiusura.
Sapevo che ero obbligato a non avere paura.
E allora dopo il prezzo trovai la scusa dei capelli
Domandando se mi avrebbero rasato
Come uno che vidi operato inutilmente.
La donna scosse la testa: non sara niente,
Non é un problema, non faccia il bambino.
Forse perché piangevo. Ma a quel punto dissi:
basta,Paghi chi deve, io chiedo scusa del disturbo.
uscii dal luogo e ridiscesi nella strada,
Che importa anche se era questione solo di ore.
C'era un bel sole, volevo vivere la mia morte.
Morire la mia vita non era naturale.
Giovanni Giudici

Fbc Unione Venezia: addio sogni di gloria ?


Venezia-SandonàJesolo 2-3 - Finale Playoff di girone Serie D -

Ho aspettato due giorni in più per commentare la conclusione del campionato degli arancioneroverdi. Ieri era troppa la rabbia per dare un sereno giudizio alla sconfitta. Resta però ancora davanti agli occhi l’ennesima amnesia di uno dei tre portieri schierati quest’anno. E questo dei portieri è un argomento da trattare con tutta la considerazione del caso. La squadra era in inferiorità numerica per l’espulsione , dopo doppia ammonizione, di Mazzeo al 4^ minuto del secondo tempo, la prima il giocatore se la era andata a cercare togliendosi la maglia dopo il gol del provvisorio vantaggio arancioneroverde dell’ 1-0. La squadra jesolana si era riportata in vantaggio 1 minuto prima dell’espulsione. Dopo una serie di azioni tambureggianti, degli ANV, che non sembrano in inferiorità numerica, al 21^ della seconda frazione di gioco, da angolo si alza in volo di testa Nichele e segna. GOL (2-2). Ma anche ieri il Venezia perde la partita per una paperona di Casini su un innocuo tiro da lontano (29^ della seconda frazione di gioco) che ha smorzato e girato lui stesso dentro la porta…oggi le comiche!!! Finisce 2-3 con gli jesolani che passano al turno dei gironi nei playoff di Serie D. Il Venezia finisce invece la sua stagione quasi inaspettatamente con le tante speranze di ritornare in Lega Pro che si allontanano di molto. Resta una sola speranza ; la speranza di ripescaggio visto e considerato che i criteri per le graduatorie di merito pubblicate in questi giorni dalla Figc non sembrano tanto ostili. E’ pur vero che “Questa serie non ci appartiene” ma questa SEMPLICE sconfitta fa apparire questa affermazione più una implorazione che una constatazione. Comunque un dato di fatto c’è ed è ineluttabile: noi tifosi veneziani abbiamo nel DNA la delusione permanente, fatta di sconfitte sul campo e fallimenti ripetuti. L’ultima gioia l’abbiamo provata con la vittoria del campionato di C2 con Di Costanzo…sembra un secolo fa! Lasciatemelo dire, anzi permettetemi di scriverlo: adesso siamo ARCISTUFI. L’anno prossimo, se non dovessero ripescarci, volgiamo una squadra ammazza campionato, per non dover più subire l’onta di farci superare in casa da una squadra a cui , nel corso dell’annata, avevamo rifilato quindici punti di distacco!!!

Venezia-SandonàJesolo 2-3

Reti: 8^pt. Mazzeo (UV) – 18^pt. Nicoletti (SDJ) – 3^ st Nicoletti (SDJ) – 21^ st Nichele (UV) – 29^st. Migliorini (SDJ)

24 maggio 2011

Un quarto degli italiani sperimenta la povertà

In Italia "la crisi ha portato indietro le lancette della crescita di ben 35 trimestri, quasi dieci anni" e l'attuale "moderata ripresa" ne ha fatti recuperare 13. E' quanto si legge nel rapporto annuale dell'Istat, in cui si sottolinea anche che nel decennio 2001-2010 l'Italia "ha realizzato la performance di crescita peggiore tra tutti i Paesi dell'Unione europea, con un tasso medio annuo di appena lo 0,2% contro l'1,3% registrato dall'Ue e l'1,1% dell'Uem". L'Istat rileva in particolare negli anni "un graduale scollamento della performance italiana rispetto alle altre maggiori economie dell'Unione che è divenuto più evidente nella fase di ripresa 2006-2007 e si è aggravato con la crisi". Inoltre, si legge ancora nel rapporto, "per la sua vocazione produttiva e gli scarsi margini di manovra della finanza pubblica il nostro Paese ha subito la crisi in maniera comparativamente forte e stentato nella successiva ripresa: nel 2010 il livello del pil è risultato ancora inferiore di 5,3 punti percentuali rispetto a quello raggiunto nel 2007, mentre il divario da colmare è del 3,7% nel Regno Unito, del 3% in Spagna e di appena lo 0,8% e lo 0,3% in Francia e in Germania". Tracciando il bilancio della crisi, i tecnici dell'Istat spiegano che "lo stock delle imprese si è ridotto di 43 mila unità, per 363 mila addetti". Tornando ad oggi, aggiungono con riferimento agli ultimi dati sul Pil, "la crescita nel primo trimestre è ancora molto lenta" e "in generale si riapre il divario con l'Europa". Anche per quanto riguarda la produttività del lavoro il recupero non basta a riconquistare il terreno perso, "siamo ai livelli del 2000", avvertono i tecnici dell'Istituto. Inoltre, il rapporto fa notare che "il principale fattore trainante per la ripresa è stata la domanda estera, che comunque era anche stata la componente che aveva guidato la caduta nel corso della recessione". Tuttavia, si legge nel volume, "dopo aver agito da traino nella fase di recupero dell'attività industriale, la componete estera della domanda ha però assunto nel periodo più recente un ruolo frenante: il fatturato realizzato sui mercato esteri, che era in fortissima crescita sino al terzo trimestre, ha registrato nel quarto trimestre del 2010 e ancora all'inizio del 2011 un'evoluzione assai modesta, mentre quello relativo alla componente nazionale ha mantenuto una dinamica più moderata, ma persistentemente positiva". Guardando sempre all'estero, i tecnici dell'Istat evidenziano che "le piccole e medie imprese hanno reagito meglio sia nella fase recessiva che, e sopratutto, in quella espansiva, mostrando la capacità di riposizionarsi sui mercati internazionali. Mentre le grandi imprese rappresentano il segmento più in difficoltà specialmente nei mercati europei”. 1 ITALIANO SU 4 'SPERIMENTA' POVERTA',ESCLUSIONE - Circa un quarto degli italiani (il 24,7% della popolazione, più o meno 15 milioni) "sperimenta il rischio di povertà o di esclusione sociale". Si tratta di un valore - rileva l'Istat - superiore alla media Ue che è del 23,1%. Il rischio povertà riguarda circa 7,5 milioni di individui (12,5% della popolazione). Mentre 1,7 milione di persone (2,9%) si trova in condizione di grave deprivazione si trova 1,7 milione (2,9%) e 1,8 milione (3%) in un'intensità lavorativa molto bassa. Si trovano in quest'ultima condizione l'8,8% delle persone con meno di 60 anni (6,6% contro il valore medio del 9%). Solo l'1% della popolazione (circa 611 mila individui) vive in una famiglia contemporaneamente a rischio di povertà, deprivata e a intensità di lavoro molto bassa. Nelle regioni meridionali, dove risiede circa un terzo degli italiani, vive il 57% delle persone a rischio povertà (8,5 milioni) e il 77% di quelle che convivono sia col rischio, sia con la deprivazione sia con intensità di lavoro molto bassa (469 mila).
-532 MILA OCCUPATI IN 2009-2010, 501 MILA SONO UNDER 30 - "In Italia l'impatto della crisi sull'occupazione è stato pesante. Nel biennio 2009-2010 il numero di occupati è diminuito di 532 mila unità". I più colpiti sono stati i giovani tra i 15 e i 29 anni, fascia d'età in cui si registrano 501 mila occupati in meno.
1 GIOVANE SU 5 NE' STUDIA NE' LAVORA,SONO OLTRE 2 MLN - Nel 2010 sono poco oltre 2,1 milioni, 134 mila in più rispetto a un anno prima (+6,8%), i giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano e non frequentano alcun corso di istruzione o formazione. Si tratta del 22,1% degli under 30, percentuale in aumento rispetto al 20,5% del 2009. Lo sottolinea l'Istat nel rapporto annuale 2010, in cui esamina il fenomeno dei cosiddetti NEET (Not in education, employment or training). L'incremento riguarda soprattutto i giovani del Nord Est, gli uomini e i diplomati, ma anche gli stranieri. Infatti, nel 2010, sono 310 mila gli stranieri NEET. EMORRAGIA LAVORO AL SUD, MA E' CRISI ANCHE AL NORD - Nel biennio di crisi economica 2009-2010 "più della metà delle persone che hanno perso il lavoro erano residenti nel Mezzogiorno", dove l'occupazione si é ridotta di 280 unità. E' quanto emerge dal rapporto Istat 2010, in cui si evidenzia però come la recessione abbia colpito fortemente anche le Regioni del Nord, dove si contano 228 mila occupati in meno. "Le Regioni centrali - si legge nel rapporto - sono rimaste invece sostanzialmente indenni dalle ricadute della crisi”. EROSO RISPARMIO FAMIGLIE, ITALIA SOTTO BIG UE - Le famiglie italiane, per salvaguardare il livello dei consumi, hanno progressivamente eroso il loro tasso di risparmio, "sceso per la prima volta al di sotto di quello delle altre grandi economie dell'Uem", ovvero dell'eurozona. L'Istat sottolinea che lo scorso anno la propensione al risparmio delle famiglie si è attestata al 9,1%, "il valore più basso dal 1990".
800 MILA DONNE ESCLUSE DA LAVORO PER NASCITA FIGLIO - Sono circa 800 mila le donne licenziate o messe in condizione di doversi dimettere a causa di una gravidanza. E' quanto emerge dal rapporto annuale 2010 dell'Istat, in base ad un'indagine condotta tra il 2008 e il 2009 sulla vita lavorativa delle madri. Si tratta dell'8,7% delle madri che lavorano o che hanno lavorato in passato e la percentuale sale al 13,1% per le donne giovani nate dopo il 1973. In generale, sottolinea l'Istat, il 15% delle donne smette di lavorare per la nascita di un figlio. QUASI 2 MLN ITALIANI CON PROBLEMI SALUTE SENZA AIUTO - Quasi due milioni di italiani con limitazioni della salute non sono raggiunti da alcun tipo di sostegno. Si tratta di persone che vivono sole o con altre persone con limitazioni, o in un contesto familiare parzialmente o del tutto incapace di rispondere ai loro bisogni. Il 37,6% di queste persone è residente nel Mezzogiorno. Lo afferma il rapporto annuale dell'Istat. Considerato il mix di più fonti di aiuti (informale, pubblico e privato) sono state sostenute nel 2009 il 27,7% delle famiglie (erano il 16,9 nel 2003), con un valore massimo nel nord-est (32,2%) e minimo nel Mezzogiorno (26,1%) dove però c'é più bisogno. L'Istat rileva più aiuti dove le famiglie sono già sostenute. Nel nord-est, ad esempio, il 19,7% delle famiglie con almeno una persona con più di 80 anni ha ricevuto cura e assistenza grazie al sostegno congiunto di più tipi di operatori o servizi; nelle altre zone i valori sono più bassi, intorno al 13,5%. Nel complesso, nel 2009 gli aiuti informali, pubblici e privati, hanno raggiunto il 36,7% delle famiglie con bambini sotto i 14 anni (30,5% nel 1998); sono risultate in aumento anche le famiglie con bambini aiutate dal settore pubblico (da 3,4 del 1998 a 6,3%), stabili invece i nuclei che si rivolgono a strutture private (11,5%). Gli aiuti sono cresciuti per le madri che lavorano (da 43,1% del 1998 a 48,9% del 2009), comprese quelle single (da 38,1% a 47,1%). Per le famiglie con anziani, il ricorso esclusivo ai servizi a pagamento è più alto nel Mezzogiorno (13,7%), al Centro (13,5%) e nel nord-est (13,4%) rispetto al nord-ovest (10,6%). Nel 2009, l'aiuto economico da altre persone non coabitanti, da Comuni o altri enti pubblici e privati, ha raggiunto appena il 3,4% delle famiglie con anziani contro il 6,3% registrato per il totale delle famiglie. Circa 700 mila famiglie di anziani sono state raggiunte solo da aiuti pubblici (3% della categoria) o da una combinazione di aiuti pubblici con altre fonti di aiuto (4,8%).
DONNE 'CARE GIVER', 2,1 MLD ORE DI AIUTO L'ANNO - La rete di aiuto e cura informale in Italia si regge sulle donne. Sono loro a svolgere i due terzi del totale delle ore svolte, ben 2,1 miliardi l'anno. Emerge dal rapporto annuale dell'Istat, secondo il quale, sono aumentati gli aiuti gratuiti fra persone che non coabitano (care giver): erano il 20,8% nel 1983, sono stati il 26,8% nel 2009. Diminuiscono, però, le famiglie aiutate (dal 23,2% al 16,9%), soprattutto quelle con anziani (dal 28,9% al 16,7%). Sono invece in aumento gli aiuti economici erogati dai care giver, il 19,9% contro il 15% del 1998. Questi aiuti hanno raggiunto il 20,6% delle famiglie (18,9%); i destinatari sono soprattutto famiglie con persona di riferimento disoccupata (67,1%) e quelle con madre sola casalinga (42,7%). Anche se sono il fulcro degli aiuti informali, le donne hanno diminuito il tempo dedicato a questa attività (da 37,3 ore al mese nel 1998 a 31,1 nel 2009) perché hanno sempre meno tempo a disposizione; in calo anche il tempo degli uomini (da 26,4 a 21,5). L'età media dei care giver si è alzata, da 43,2 anni nel 1983 a 50,1 nel 2009. In particolare, sono aumentati soprattutto nella classe di età 65-74 anni (da 20,2% a 32,7%) e fra gli over75 (da 9,3% a 16,3%). Nel 6,6% dei casi i care giver sono volontari e risiedono più frequentemente al Nord (8,1% nel nord-ovest, 7,5% nel nord-est). L'assistenza informale agli adulti è diminuita nel corso degli anni (da 759,3 milioni di ore nel 1998 a 730,5 milioni nel 2009) mentre è aumentata di oltre il 50% quella per i bambini (da 805,5 milioni di ore l'anno a 1 miliardo 322 milioni); in calo le ore dedicate alle prestazioni sanitarie, in aumento quelle per compagnia ed accompagnamento. Le donne sono coinvolte per lo più nelle attività domestiche (84,5%), assistenza di audlti (73%), cura di bambini (66,7%), aiuto nello studio (61,5%). L'Istat lancia un allarme: la catena di solidarietà femminile fra madri e figlie su cui si fondava la rete di aiuti informale "rischia di spezzarsi" perché le donne sono sempre più sovraccariche di lavoro all'interno della famiglia e le nonne sono sempre più schiacciate tra la cura dei nipoti, dei genitori anziani non autosufficienti e dei figli adulti.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2011/05/23/visualizza_new.html_846195752.html

23 maggio 2011

Da "L'ultima riga delle favole"

Mentre andava al lavoro nei campi un contadino sentì delle grida, vide un bambino che stava affogando lo tirò su e gli salvò la vita.
La sera alla porta sentì bussare ed era il padre del bambino che disse: "Cosa posso fare per mettermi in paro col destino? Mi han riferito che lei ha un figlio che per gli studi è molto portato, la prego accetti che io lo mantenga fin quando non si sarà laureato". E così, il figlio del contadino divenne un re della medicina... Alex Fleming era il suo nome, colui che scoprì la penicillina.
Passano i mesi, passano gli anni e il bambino che si era salvato è diventato un uomo importante, lo hanno eletto Deputato. Fu allora che prese una polmonite e si pensò non avesse scampo, ma la scoperta del Dottor Fleming lo riportò alla vita in un lampo.
Quel Deputato che era guarito fu poi il premier della Nazione, si chiamava Winston Churchill e di Adolf Hitler fermò l'invasione.
Senza saperlo e con un sol gesto, quel miserabile contadino aveva salvato due volte il mondo, salvando due volte lo stesso bambino.
Massimo Gramellini

22 maggio 2011

Luigi Pirandello

A quanti uomini, presi nel gorgo d'una passione, oppure oppressi, schiacciati dalla tristezza, dalla miseria, farebbe bene pensare che c'é sopra il soffitto il cielo, e che nel cielo ci sono le stelle. Anche se l'esserci delle stelle non ispirasse a loro un conforto religioso, contemplandole, s'inabissa la nostra inferma piccolezza, sparisce nella vacuità degli spazii, e non può non sembrarci misera e vana ogni ragione di tormento.
da -Quaderni di Serafino Gubbio imperatore -

21 maggio 2011

La scorpacciata di interviste dell’uomo più ridicolo del paese

Berlusconi: “I milanesi sono rimasti turbati dalle bandiere rosse con la falce e martello che sono scese in piazza a festeggiare la vittoria di Giuliano Pisapia e non consegneranno la loro città agli estremisti”…
Berlusconi: "Il vero risultato politico è che non ci sono alternative al nostro governo, alla nostra maggioranza"…al TG4 di Emilio Fede
Berlusconi: “Il risultato di Milano ci dice che i milanesi non hanno premiato il Partito democratico. Il risultato vero di queste elezioni è che il Popolo delle libertà resta il primo partito in Italia e il Pdl e la Lega si confermano l'unica alleanza in grado di esprimere un governo stabile, un governo credibile"… a Studio Aperto
Berlusconi: “Il capoluogo lombardo non sarà mai la Stalingrado d’Italia”… Berlusconi: “Milano non diventerà una baraccopoli islamica piena di zingari”…
Berlusconi: ''Sono in campo ogni giorno come cittadino di Milano e leader del Pdl. Da milanese dico che i miei concittadini sapranno scegliere tra quello fatto e che garantisce la giunta Moratti e il rischioso programma della sinistra''…
Berlusconi: ''Sono in campo ogni giorno come cittadino di Milano e laeder del Pdl. Da milanese dico che i miei concittadini sapranno scegliere tra quello fatto e che garantisce la giunta Moratti e il rischioso programma della sinistra''…
FONTE: Viaggiando in rete

Ah….la chiarezza!!! FINALMENTE

20 maggio 2011

Del vivere e del Morire

Forse la ragione più profonda che ci fa temere la morte è il non sapere chi siamo. Crediamo di essere un'individualità personale, unica separata ma, se osassimo esaminarla, scopriremmo che questa individualità dipende da una serie infinita di cose che la sorreggono: nome e cognome, la nostra "biografia", il compagna o la compagna, gli amici, le carte di credito...e sul loro fragile appoggio transitorio che costruiamo la nostra sicurezza.
Sogyal Rimpoche

19 maggio 2011

Basta è ora di finirla

Ricevo e pubblico dall'amico Novalis

Sono un tifoso rossonero da quando ero bambino. Mi domando e Vi chiedo è mai possibile pubblicare un comunicato del genere? Perchè una festa sportiva deve diventare una campagna politica? Ma quel vecchio puttaniere che oltre che essere il presidente del consiglio è anche il presidente del Milan non si accorge di essere ormai arrivato alla frutta? Non ci rovini la gioia di aver vinto il campionato e lasci lo sport nel suo ambito.

18 maggio 2011

Sembra tutto normale...

"Se alle prossime elezioni prendo meno di 53 mila preferenze tutta la sinistra mi fa il funerale. Funerali in tutte le piazze"

Silvio Berlusconi

Nella sua Milano il nano ha dimezzato le preferenze (27.972) vuoi vedere che i comunistacci hanno fatto dei brogli ??? Aspettiamo la relazione della Santanchè

17 maggio 2011

Pillole di saggezza

Dubitate di chi ha solo grandi certezze
e riponete fede in chi ha dei seri dubbi
in quanto la vera saggezza sta anche nel saper riconoscere la propria ignoranza,
ne fu un classico esempio il grande filosofo greco Socrate,
alla base della cui sapienza stava la consapevolezza
di sapere di non sapere nulla
Xavier Wheel

15 maggio 2011

Fbc Unione Venezia: Prima gara di playoff

Venezia-San Paolo Padova 1-0 Playoff di girone - Prima partita -
Conclusa l'avventura in campionato con l'ultima partita a Pordenone, vittoria per 3a2 e secondo posto finale, oggi alle 15 allo stadio Penzo di Sant'Elena si è svolto il primo incontro di playoff di girone, partita secca, contro il San Paolo Padova in condizioni atmosferiche proibitive con vento di bora a 80km l'ora. La partita, condizionata dal vento non ha offerto un grande spettacolo. Da sottolineare l'infortunio al portiere Menegatti (UV) al primo minuto di gioco in uno scontro fortuito riceve un accidentale colpo al petto e deve uscire in barella, sostituito dal compagno di squadra Casini. La rete arancioneroverde arriva al 7^ minuto di gioco propiziata da un cross millimetrico al centro dell'area avversaria da capitan Collauto dove arrivava come un falco Mazzeo. La risposta del San Paolo Padova arriva al 14^ minuto della stessa frazione di gioco quando il giocatore Pastrello (SP) salta Lelj ed esplode un tiro, aiutato dal vento che si stampa sul palo di Casini. Il Venezia, nella seconda frazione di gioco, segna altri due gol al 2^ minuto con Fedato e al 5^ con Zubin, inspiegabilmente annullati. Nell'altro incontro di semifinale playoff di girone il SanDonàJesolo batte il Tamai per 2-3 cou un rocambolesco recupero da 2-0. Così fra una settimana sempre allo stadio Penzo di Venezia l'Unione Venezia sfiderà il SanDonàJesolo nella finale playoff di girone con il vantaggio di avere due risultati su tre a disposizione (vittoria e pareggio) per arrivare alla fase a gironi di questi lunghi e interminabili playoff di serie D.

Venezia-San Paolo Padova 1-0
Gol: 7^ pt. Mazzeo (UV)

Perle di Pdl

Mara Carfagna: “A Napoli una come la Mussolini si chiama vajassa”
Nicola Casentino: “Nel Pdl campano ci sono bocchiniani e bocchinari”
Umberto Bossi: “Ciao Casini, te l’hanno messo in quel posto pirla”
Franco Gasparri: “Voi dell’opposizione dovete leggere di più” motteggia Gasparri in aula. ” Vi consiglio L’oro di Mosca di Cerqueti”. Dai banchi dell’opposizione giù risate…Cerqueti fa il telecronista, il libro l’ha scritto Cernetti
Daniela Santanchè: “Le intercettazioni predisposte dai magistrati “violano la privacy” dei capi di Cosa Nostra”
Questo è quanto diceva Daniele Capezzone, portavoce Pdl, quando era radicale:”Berlusconi si paragona a Napoleone e Churchill. Mi ricorda la barzelletta dei due matti:uno dice “Io sono Mosè e Iddio mi ha dato le tavole della legge” e l’altro, offeso: “Ma guarda che io non ti ho dato niente!” Ecco, lui potrebbe essere il secondo matto, mentre per il novello Mosè bisogna scegliere tra Bondi e Fede”
Giuliano Ferrara uno dei più grandi esemplari cantori di regime sulle gaffe del psiconano: “Sono la prova della sua spiccata umanità, dell’idiosincrasia coi vecchi trucchi della politca, dell’attitudine a parlare come si mangia, a dire le cose come sono, a rifiutare qualsiasi ipocrisia. Un po’ come quando ha telefonato in questura per far rilasciare Ruby: poteva cedere l’incombenza a qualcun altro e invece la generosità e l’ingenuità che lo contraddistinguono l’hanno portato ad agire in prima persona”
Ignazio La Russa, ministro della difesa, a Ballarò dopo che il leader Udc Pier Ferdinando Casini aveva citato il dittatore Lukashenko: “Lukashenko, chi è questo?” rivolto a un suo collaboratore.
Cesare Borghezio: “Napoli mi fa schifo ci vuole una pulizia radicale. Dobbiamo stare lontani da quello schifo di città. I napoletani e Napoli non fanno parte dell’Europa civile, puzza di rifiuti e camorra”

Arriviamo adesso ad alcune top…quelle del nostro (ahinoi) presidente del consiglio
  • “La sinistra puzza, si lava poco ed è sempre incazzata”
  • La sapete quella della mela che sa di fica e di culo? Ora ve la racconto… Un signore voleva brevettare una mela speciale che “sa di fica”. L’uomo dell’ufficio brevetti l’assaggia e osserva: “Ma sa di culo”. Risposta dell’inventore: “E giratela”
  • A proposito del finiano Bocchino: “Pensavo fosse un punto del programma, non un deputato”
  • Il psiconano consegna i nuovi appartamenti agli sfollati all’Aquila… “Adesso facciamo una cosa maliziosa e birichina: alzate le mani e facciamo tutti le corna così non dicono più che le faccio solo io…” Poi si è girato di colpo e ha scherzato: “Chi mi stà toccando il culo?”
  • Consiglio da padre a Perla Pavoncello giovane e carina precaria: “Contro la precarietà? Cerchi di sposare il figlio di Berlusconi, o qualcun altro del genere milionario, con quel sorriso se lo può permettere”
  • “La spazzatura di Napoli? Sono i giudici di sinistra che mi impediscono di eliminarla…mi chiudono tutte le discariche!!!”

14 maggio 2011

Generale

Degenerati dietro la collina,
per le mignotte dentro l’Olgettina
E intanto a fondo va l’economia
Curva discendente sembra una slavina, da 15 anni,
noi siamo figli, di dirigenti però imbecilli
Partiti di testa in men che non si dica,
per il potere o la fica
Generali le assicurazioni,
così si fanno dei gran soldoni,
vedi Geronzi e non è il solo,
in questo impero che è una bancarotta,
a prezzo pieno
paghiamo gli scotti di Parmalat…
oppure Cirio, oppure Fiat, oppure CAI…
e stiamo in mezzo a li guai
Clientelare, sta democrazia,
il PD è assonnato è spento è sparuto,
a botteghe oscure non c’è più nessuno…
c’è D’Alema e Bersani e Veltroni e Bindi,
buoni da mangiare buoni da seccare,
da farci il sugo quando viene Natale,
Casini e Fini piangono,
con di Pietro non ci vogliono andare…
Max Paiella da – Il Fatto Quotidiano -

13 maggio 2011

Agonia


Morire come le allodole assetate
sul miraggio
O come la quaglia
passato il mare
nei primi cespugli
perché di volare
non ha più voglia
Ma non vivere di lamento
come un cardellino accecato
Giuseppe Ungaretti da - L'Allegria -

Chiedo scusa ai lettori che hanno lasciato commenti su questo post del 12/05/2011, ma purtroppo, a causa di problemi con la piattaforma è andato perduto. Lo ripubblico chiedendovi la cortesia di voler nuovamente lasciare l'eventuale vostro commento. GRAZIE

Lettera ad un adolescente

Vedi, molti mi considerano forte e sereno, come se non accettassero che aiutando gli altri io abbia bisogno di aiuto. Sapessero quante volte piango e mi dispero; lo sanno i miei figli, che talora mi consolano e mi abbracciano per darmi coraggio. E a volte sono io a stringere la loro debolezza e il loro dolore. Un abbraccio vale di più di una terapia sul dolore e di un trattamento di psicologia scritto da sapienti che spesso non sono padri e consigliano ai padri cosa fare.
Vittorino Andreoli

11 maggio 2011

10 Maggio 1933. La notte del Bucherverbrennung

Bruciarono in un funesto falò organizzato dagli studenti nazionalsocialisti pilotati da Goebbels, sulla Opernplatz di Berlino. Più di 20.000 libri, trasportati su camion cosparsi di benzina o trascinati su carri per letame trainati da buoi finirono nel folle rogo del 10 maggio 1933, scagliati nel fuoco da una tribuna decorata con una gigantesca croce uncinata. E' la celebre notte del Bucherverbrennung, in cui, in un lugubre rituale esorcistico, accompagnato da canti, musiche e lampi sinistri. Sull'immensa pira saranno carbonizzati i "testi malefici", in primis quelli degli autori ebrei come Heine e Zweig, ma anche quelli dei teorici del marxismo, Marx, Lasalle, dei weimariani Thomas e Hemingway e Schnitzer, e di Brecht, Freud, Einstein e Grosz. Una lunga lista nera di migliaia di autori di opere "Den Undeutschen Geist", ostili allo spirito tedesco, requisiti nelle case private, nelle librerie, nelle biblioteche circolanti e buttati sul fuoco, tragico simbolo della "purificazione nazista".
"Dove arde il libro, in fin s'abbrucia l'uomo"
Heinrich Heine
FONTE: Il Fatto Quotidiano

10 maggio 2011

Vergogna...

Riporto la parte finale della lettera che Ascanio Celestini a letto durante il Primo Maggio a p.zza San Giovanni a Roma, rivolta a Giuseppe Mazzini. Per il testo integrale http://sinistrasegidio.altervista.org/blog/05-2011/lettera-a-mazzini-ascanio-celestini/

“Io, Giuseppe Mazzini, chiedo al Presidente della Repubblica in carica e ai Presidenti emeriti, ai Presidenti del Consiglio, della Camera e del Senato, ai signori Ministri e al Parlamento intero, nonché ai Presidenti di Regione e Provincia, ai Sindaci, agli Assessori e ai Consiglieri, alle Autorità tutte,Papa compreso,insomma chiedo al Popolo italiano di cancellare il mio nome dalle piazze, dalle strade, dai viali, dalle scuole e dalle caserme e chiedo inoltre di abbattere i monumenti a me dedicati, staccare targhe e lapidi col mio nome poiché rinuncio alla paternità di questo Paese che non rassomiglia né alla mirabile patria per cui lottammo, né tanto meno all’Italia che sarebbe dovuta diventare oggi a distanza di un secolo e mezzo di progresso.” firmato,
Giuseppe Mazzini.

9 maggio 2011

Sudiciume

Quando discuti con un avversario, prova a metterti nei suoi panni. Lo comprenderai meglio e forse finirai con l'accorgerti che ha un po', o molto, di ragione. Ho seguito per qualche tempo questo consiglio dei saggi. Ma i panni dei miei avversari erano così sudici che ho concluso: è meglio essere ingiusto qualche volta che provare di nuovo questo schifo che fa svenire.
Antonio Gramsci da - La nostra città futura. Scritti torinesi 1911-1922 -

8 maggio 2011

Il libro

Il libro, sia esso romanzo saggio o poesia, deve coinvolgere al massimo l'intelligenza e la sensibilità del lettore. Quando in un libro, di poesia o di prosa, una frase, una parola, ti riporta ad altre immagini, ad altri ricordi, provocando circuiti fantastici, allora, solo allora, risplende il valore di un testo. Al pari di un quadro, scultura o monumento quel testo ti arricchisce non solo nell'immediato ma ti muta nell'essenza.
Giulio Einaudi

Amo lasciarmi sprofondare tra le pagine di un libro. Trovo immenso piacere entrare nel mondo dell'immaginario. L'universo cartaceo è una vastità di scelte su righe di inchiostro che mi aiuta a capire meglio me stesso mettendo in moto la mia mente e, se la mia mente cammina, anche la mia esistenza ne risente riuscendo a fare scelte migliori a scorgere particolari utilissimi nel mio quotidiano e, forse la cosa più bella, ritagliarmi quei momenti buoni per rilassarmi, per godermi una storia, per "vivere" una nuova breve vita in nuovi sempre infiniti mondi. Il libro...un amico tra le braccia ed un sorriso sul volto.

7 maggio 2011

Fbc Unione Venezia: Ora ci attende la lotteria dei playoff

Domani è l’ultima giornata del campionato di serie D. Il Venezia gioca la sua ultima partita in quel di Pordenone e poi…la lotteria dei playoff. Archiviato con soddisfazione il ritorno alla vittoria di domenica scorsa allo stadio Penzo contro l’Union Quinto (2-1) l’interesse per la squadra si sposta ora a vincere i playoff che assicureranno un posto nei professionisti in Lega Pro (C2). Ai playoff (prima fase) accedono la seconda, terza, quarta e quinta classificata di ogni girone (9). Alla seconda fase accedono le vincenti di ogni girone che saranno raggruppate dopo apposito sorteggio, in tre triangolari, le cui vincenti, unitamente alla vincente di Coppa Italia acquisiranno il diritto di disputare le gare di semifinale. Le semifinale saranno gare ad andata e ritorno ad eliminazione diretta. Passerà il turno la squadra che avrà realizzato il maggior numero di reti. Le due vincitrici le semifinali si incontreranno nella gara finale in campo neutro e la vincitrice sarà promossa in Lega Pro. Quindi un percorso non semplice per gli arancioneroverdi che hanno però più volte dichiarato di voler vincere questi playoff. Sul fronte societario è stata ultimamente fatta una ricapitalizzazione e l’azzeramento dei debiti. Ora il presidente Korablin si è detto disponibile ad investire 150 milioni di euro per il nuovo stadio di Tessera e per l’organizzazione calcistica. Sono oramai 50 anni che gli sportivi veneziani aspettano questo benedetto nuovo stadio, che sia proprio l’uomo del nord a portare la ventata fresca decisiva? Ma chissà? Aspettiamo ora l’attenzione è tutta rivolta ai playoff e se anche questi dovessero andare male? Queste la parole del presidente Korablin: “La nostra disponibilità è totale, dovessimo fallire l’obiettivo playoff cercheremo di accedere ai ripescaggi, qualora sia possibile, sempre nel rispetto delle regole che verranno stabilite” Quindi…FORZA VENEZIA…AVANTI TUTTA!!!

6 maggio 2011

City

Sarebbe tutto + semplice se non ti avessero inculcato questa storia del finire da qualche parte, se solo ti avessero insegnato, piuttosto, a essere felice rimanendo immobile. Tutte quelle storie sulla tua strada. Trovare la tua strada. Andare per la tua strada. Magari invece siamo fatti per vivere in una piazza, o in un giardino pubblico, fermi li', a far passare la vita, magari siamo un crocicchio, il mondo ha bisogno che stiamo fermi, sarebbe un disastro se solo ce ne andassimo, ad un certo punto, per la nostra strada, quale strada? sono gli altri le strade, io sono una piazza, non porto in nessun posto, io sono un posto.
Alessandro Baricco

5 maggio 2011

Non perdiamo anche questa occasione

Non c’è da discutere. Sono contro il nucleare, contro la semi-privatizzazione dell’acqua e contro il legittimo impedimento. E trovo indecente il dibattito su questi temi, oggettivamente indiscutibili. E’ come se un cannibale avanzasse il diritto sulla sua condizione.
Franco Battiato

4 maggio 2011

Neanche dopo morto lo lasciano in pace


Da vivo l'amorevole sollecitudine pastorale l'ha costretto ad un'atroce agonia, abbreviarla avrebbe significato sottrarre a Dio il diritto di dare morte e sofferenza nella piena libertà del suo infinito amore per le creature. Libero di ammazzarci con un male lento ed atroce o con un disastro naturale, cogliendo vecchi e disperati oppure nel fiore degli anni. Come ama pigolare lo Spirito Santo, che è un piccione che la sa lunga: è la fede, bellezza. E tu non puoi farci proprio niente. Premio di tanto scempio è, però, il Paradiso. Wojtyla se lo stava godendo, tutto ringalluzzito sulla sua nuvoletta,circondato da angeli di sesso incerto nella luce eccitante del Pleroma. Ma, sul più bello, Santa Madre Chiesa lo nomina, Beato. Che sarebbe come dire che se ne deve stare in piedi, con le braccia aperte e l'espressione estatica, con l'aureola sempre accesa, a fissare Dio "H24" che neanche al Grande Fratello. Certo da Beato non devi più cercare il piacere all'esterno, ce l'hai tutto dentro, ti soddisfi da solo. Non c'è più "voglio", non c'è più "io". Solo lui che ripete: "Perchè io so' Dio e voi nun sete un cazzo".
Paolo Aleandri - dal Fatto Quotidiano
Paolo Aleandri – dal Fatto Quotidiano –

3 maggio 2011

Fede


Abbiamo perso un anno per una decisione che invece di essere immediata ci ha messo 4 mesi. Quattro mesi ha impiegato la nostra ULSS per darci il nulla osta a portare nostro figlio Federico all’istituto per non vedenti Rittmeyer di Trieste. Quattro mesi che per lui significano la perdita di un anno di riabilitazione. Si inizierà il 5 Settembre per continuare ininterrottamente fino alle festività natalizie e poi…speriamo prevalga in lui la volontà di volercela fare perché senza di quella non arriverà da nessuna parte. Pensare che tre anni fa tutto era normale poi…tre minuti hanno cambiato la sua e la nostra vita. Catapultati in una realtà non conosciuta dove per il primo anno mezzo si è stati per così dire “protetti” dai centri di riabilitazione e poi…come cani randagi in mezzo alla strada in cerca di qualcosa che ai perduto per sempre tre anni fa. Il mondo del sociale non è assolutamente pronto ad affrontare il ritorno alla vita di una persona che ha subito un incidente stradale, non è pronto perché pensa di trattare tutti allo stesso modo. Forse può essere vero dal lato fisico, stesse terapie, stessi approcci riabilitativi. Fino a che si combatte e si lotta all’interno del centro riabilitativo, anche se dura, tutto sembra rivolgersi al meglio. Poi come d’incanto, al ritorno a casa, la dura realtà. Penso a tutti quei ragazzi nelle condizioni di mio figlio Federico e penso ai loro genitori, devono proprio essere genitori “con le palle” come siamo stati finora noi. Se abbassi la guardia ti ghettizzano, ti inquadrano nella loro visione della disabilità. Le possibilità economiche non ci sono, le strutture mancano, non vediamo altra strada per vostro figlio e naturalmente anche per gli altri di spedirlo nei centri diurni (CEOD) e beati i comuni dove ci sono queste strutture altrimenti non hai neanche questo momento di “ricreazione”. Non ci si rende conto da parte degli operatori che un conto è essere disabile dalla nascita un conto è divenirci dopo che prima eri del tutto normale. Come si può pretendere di fare di tutta un erba un fascio ? Un vissuto il disabile non dalla nascita lo possiede sempre e non è possibile cancellarlo con un colpo di spazzola. Sono pienamente d’accordo che la persona disabile deve considerare la propria vita in termini diversi da chi non lo è. Ma la “diversità” non sta nel negare uguali aspirazioni , uguali bisogni; sta nel capire che occorre un percorso ORIGINALE. E’ come se l’immagine dell’altro o dell’altra venisse percepita dalla persona disabile con la necessità di subire una trasformazione. Se, ad esempio, il percorso della mano abile per raggiungere un oggetto è immediato, per il disabile l’immagine non può essere imitata senza un adattamento particolare o, se vogliamo usare un termine noto, SPECIALE. Dunque nasce qui l’impreparazione e non parlo degli operatori a diretto contatto con il disabile ma, da chi burocraticamente, pesa la decisione di un si o un no nel fare o meno quella riabilitazione. Sembra paradossale ma, queste persone, sembrano non capire che l’agenda va personalizzata, va organizzata in una maggiore possibilità di autonomia. Torno a stupirmi ancora di più quando nell’ambito entrano i medici di famiglia. Come è mai possibile trovarsi di fronte a risposte standardizzate del tipo: “Non ho mai trattato pazienti di questo tipo quindi…” “Non so dove indirizzarvi non mi occupo di queste problematiche…” “E’ una cosa dove mi trovate impreparato”. E’ come, per esempio, se voi vi recaste da un meccanico e che vi rispondesse che un problema del genere non gli è mai capitato e che non sa come trovare la soluzione o indirizzarvi da chi lo possa fare…In tre anni, mi spiace dirlo, abbiamo capito più mia moglie ed io di cosa serve ad un disabile di chi invece è pagato per darci delle risposte. La prima cosa che risulta evidente è il problema della accettazione. Per un disabile, divenuto tale a seguito di un evento traumatico, vi è sicuramente una difficile accettazione della stabilità della propria disabilità, ritenendola una fase transitoria, quindi non impegnandosi a organizzare la sua vita sulle conseguenze permanenti. Oppure fasi, umanissime, di disperazione per le condizioni in cui ci si trova improvvisamente e un’eccessiva richiesta ad altri, perché risolvano i propri problemi. Ecco per nostro figlio questo campo è stato lasciato esclusivamente gravare sulla famiglia. Nulla è stato fatto e niente sarà fatto perché la risposta è: “Le strutture non ci sono”. Aiutare è importante, aiutarsi è più importante. Federico non è una persona qualsiasi come pensa, purtroppo l’opinione pubblica, ma è un disabile traumatizzato cranico e non vedente di 26 anni. Tre anni fa a causa di un incedente motociclistico, un incidente dopo il quale si potrebbe semplicemente smettere, smettere di pensare, di sentire, di provare e di andare. Smettere di vivere. Ma Federico contro tutto e tutti ha scelto di rialzare la testa . Con fatica, ma di rialzarla. Ha scelto di intraprendere un viaggio lungo, faticoso, spesso doloroso. "CONTRO TUTTO E TUTTI", contro tutta quella parte di mondo che vorrebbe relegarlo alla condizione di invisibile, invisibile perché disabile. Ed è questo che Federico racconta tutti i giorni.

2 maggio 2011

Non ci resta che PIANGERE

“I bidelli sono quasi 200.000, ci sono più bidelli che carabinieri per avere le scuole sporche”
MariaStella Gelmini a – Che Tempo che fa, 14 Marzo 2011 –

“Per i miei figli adolescenti Berlusconi è un mito perché parla una lingua che loro conoscono, racconta le barzellette ed è anche super potente da un punto di vista sessuale. I ragazzi lo ammirano, come la maggior parte degli italiani che vorrebbero essere come lui. Quanti italiani a 70 anni si sognano di andare con le donne dalla mattina alla sera? Pochissimi! Berlusconi sta conquistando anche i giovani, davvero. I miei figli lo vedono come una persona che ha costruito dal nulla un impero, il Milan, un partito che ha vinto più e più volte le elezioni. Poi dicono anche: è uno che ha 74 anni (allora), all’età dei loro nonni ha tutte queste donne. Loro non vanno a sottilizzare chi sono queste donne.”
Gabriella Carlucci – da 10 anni deputato berlusconiano, intervista a Radio24

“Chi pensa di spendere 250 milioni per quei quattro sassi di Pompei? Una vergogna”
Luca Zaia – Corriere della Sera, 9 novembre 2010 –

“Falla stare zitta quella handicappata di merda”
Massimo Polledri – Il Messaggero, 1 aprile 2011 –

1 maggio 2011

AltrItalia

Anna ha diciotto'anni e ascolta musica ribelle
il piercing sulla lingua e la giacca in ecopelle
Con Libera è in Cilento per l'ultimo saluto
Ad Angelo Vassallo, il sindaco ammazzato

Claudio da Bologna, adesso che è in pensione
Porta aiuti in Bosnia col suo vecchio furgone
Di primavere ormai ne ha viste proprio tante
Ma la rossa da venire per lui è la più importante

C'è un'AltrItalia che vive e si diffonde
Non la trovi sui giornali, la TV ce la nasconde
E' un'AltrItalia che ti tende la mano
Migliaia di volti di un paese in cammino

Maria Rosa a Coppito c'è con il sindacato
smista i pacchi di provviste per il popolo accampato
Ogni giorno in magazzino senza perdere il sorriso
costruisce la sua scala per sfiorare il paradiso

Ai preti ed al vangelo Graziano non ci crede
ma sa cosa vuol dire parlare un po' di fede
Lo legge negli occhi dei bambini in ospedale
vestito da pagliaccio come fosse Carnevale

Simone da Torino si è appena laureato
Praticante giornalista, nemmeno un po' pagato
le storie che racconta le scrive per passione
perché ci crede ancora nell'onesta informazione

Tra i banchi del consiglio comunale
Margherita lotta perché trova normale
far politica col cuore e non farsi catturare
dalla giostra dei corrotti
e di chi fiuta l'affare

Modena City Ramblers