29 aprile 2015

Patagonia [38]





Smarrimento

Hollywood è solo il nome di un infinitesimale segmento di una città con più di 20 milioni di abitanti. Un posto di merda, un circo per turisti, una specie di Disneyland. Sei contento se hai la parte in un film, guadagni, vai sui giornali e magari scopi tutte le sere. Altrimenti, ti ammazzi. Avete idea di quante persone siano morte cercando di avere fortuna a Los Angeles, di quante si siano smarrite a metà del percorso?
Rutger Hauer

26 aprile 2015

Patagonia [36]


 

Fbc Unione Venezia: Con la concomitante sconfitta del Monza, il Venezia sconfitto a Sassari,resta in Lega Pro

Torres-Venezia 2-1 Campionato Nazionale Lega Pro – Girone A – 36^ Giornata
Alla viglia del match di Sassari contro la Torres, Michele Serena invita squadra e staff alla concentrazione: matematicamente l’Unione non può ancora dirsi salva ed è una situazione che condivide con i sardi, che sono molto determinati a fare punti anti-playout specie dopo il blitz di Bolzano che ha dato tanta carica in ottica salvezza e ha permesso alla Torres di raggiungere i 43 punti in classifica.

L’allenatore veneziano non potrà sedere sulla panchina dell’Unione causa turno di squalifica comminato dal giudice sportivo dopo la gara contro il Pavia, l’incarico di sostituirlo andrà a Davide Zanon, esordiente come capo allenatore.

L’Unione inizia molto bene la gara, nei primi dieci minuti guadagna due angoli e all11’ arriva la gioia del gol: Zaccagni serve Varano, appoggio su Guerra che segna il suo quinto gol stagionale. La squadra di casa non si fa demoralizzare dal momentaneo svantaggio, anzi il gol subito le dà la scossa ed inizia ad attaccare con maggiore continuità, andando prima vicina al gol con Colombi che da pochi passi non riesce a ribadire in rete una palla respinta da Fortunato, e poi ottenendo il pareggio al 34’ grazie a Baraye. Il gol è maturato in seguito a un’altra respinta da parte del portiere veneziano, che questa volta non ha fortuna visto che la palla finisce tra i piedi dell’attaccante sardo che da pochi metri insacca.

La Torres non sembra accontentarsi del pareggio e continua ad attaccare, a pochissimi minuti dal gol dell’1-1 guadagna un calcio di rigore: Raimondi stende Giuffrida e Maiorino si incarica della battuta. Tutta l’Unione corre ad abbracciare Fortunato quando il portiere riesce ad indovinare la traiettoria e a parare il tiro dal dischetto.

Il secondo tempo è all’insegna di un duraturo botta e risposta tra le due formazioni che guadagnano diversi corner e impensieriscono in più occasioni le difese avversarie senza però trovare mai il cinismo necessario a sbloccare la situazione di parità. Varano illude il pubblico veneto insaccando la palla in rete, il gol viene però annullato per fallo su portiere.

Il settimo corner della Torres sblocca il risultato: al 68’ il calcio d’angolo dalla sinistra pesca il neoentrato Scotto che di testa beffa Fortunato. I padroni di casa continuano a spingere e Fortunato deve superarsi in almeno due occasioni per evitare la disfatta veneziana. I quattro minuti di recupero non sono sufficienti all’Unione per strappare il punto del pareggio, vince una Torres che merita il risultato ottenuto.

Ancora due partite per i lagunari che non hanno più nulla da chiedere a questo campionato che ha riservato più dolori che gioie. Da un iniziale cammino che faceva sperare nei playoff promozione alla B, ad un lento ma inesorabile decrescendo che, con la penalizzazione di tre punti, per ragioni fiscali, ha tenuto la squadra sul filo dei playout fino a questa 36^ giornata. Ora, dopo la conclusione del torneo, si sapranno quali saranno le intenzioni della proprietà russa e su quale tipo di campionato siano intenzionati a fare.

Torres-Venezia 2-1
Reti: pt. 11^ Guerra (UV), 34^ Baraye (T0); st. Scotto (TO)

Arbitro: Sig. Daniele Viotti di Tivoli

La cultura è conquista di coscienza superiore

La cultura è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità, e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri.
Antonio Gramsci

21 aprile 2015

Riscatto e cambiamento

La cultura della lamentela in questi anni ha raggiunto livelli terribili, è la cosa più negativa che ci sia, perché cancella davvero ogni possibilità di riscatto e cambiamento. Innamorarsi delle proprie sfighe è rassicurante e ti fa vivere in un territorio protetto, in un mondo che riconosci e ti rassicura. Ogni epoca impone una forma di resistenza, la nostra è non essere lamentosi.
Mario Calabresi

18 aprile 2015

Fbc Unione Venezia: Pareggio al Penzo con il Pavia

Venezia-Pavia 1-1 Campionato Nazionale Lega Pro Girone A – 35' Giornata -
Dopo aver espugnato Bassano e messo decisamente i bastoni fra le ruote ai cugini nella corsa promozione, il Venezia decide in qualche modo di tendere la mano a Renzo Rosso. E così anche il Pavia terzo in classifica e diretta concorrente dei giallorossi si deve accontentare di un pari al Penzo, senza riuscire a strappare quei tre punti che sarebbero serviti come il pane visto il successo nell’anticipo del Bassano nel derby col Real Vicenza.

Il finale è 1-1, specchio fedele di quanto visto sul campo e premio meritato per la squadra di Michele Serena, che a questo punto non ha più alcuna ansia di classifica. Desolante in apertura il colpo d’occhio di uno stadio deserto che fa da contraltare alla richiesta ultras di costruire un complesso nuovo sulla terraferma, fatto sta che il Pavia ne approfitta e all’ 11’ è già in vantaggio.

Punizione battuta dalla destra, perfetto inserimento di Abbate e palla alle spalle di Fortunato. Sembra il primo passo verso l’inferno e invece il Venezia si rimbocca le maniche e comincia a risalire la corrente. Subisce ancora, perché al 37’ Ferretti spedisce malamente a lato un bel cross di Soncin, ma segna proprio allo scadere del primo tempo con il solito Greco, bravissimo a girare in gol un intelligente invito di Giorico dalla bandierina.

Nella ripresa il Venezia cerca la vittoria e all’8’ Guerra sbaglia incredibilmente a porta vuota dopo una corta respinta di Facchin su Bellazzini. Al 22’ Zaccagni fallisce il bersaglio di pochissimo. L’occasione più clamorosa capita al 36’ allo stesso Zaccagni, che centra in pieno la traversa su assist di Raimondi. Nel finale Serena si fa espellere, ma il bunker arancioneroverde resiste. Il Pavia schiuma rabbia, il Bassano ride.

Venezia-Pavia 1-1
Arbitro: Sig. Livio Marinelli di Tivoli
Reti: pt 11' Abbate (PV), 45' pt Greco (UV)

Tre giornate al termine alla fine del campionato. I lagunari si trovano a quota 45 con un -3 in classifica per inadempienzeze fiscali. Il vantaggio dalla quint'ultima posizione che prevede la roulette dei playout dista 7 punti. Gli ultimi tre incontri per gli arancioneroverdi sono:
  • Torres(40)-Unione Venezia
  • Unione Venezia-Pro Patria (28)
  • Alessandria (63)-Unione Venezia

Considerando che il Monza [quint'ultimo in classifica ha 38 punti] e se vincesse tutte le ultime 3 partite contro Arezzo [46] fuori casa, Bassano [capolista 67] in casa, Pro Patria [28] fuori casa, arriverebbe a quota 47. Per i lagunari basterebbe quindi vincere solo il confronto casalingo contro il Pro Patria per rimanere il Lega Pro. 

17 aprile 2015

Una piccola ombra diluita

E allora mi sono guardato negli occhi. Raramente ci si guarda, con se stessi, negli occhi, e pare che in certi casi questo valga per un esercizio estremo. Dicono che, immergendosi allo specchio nei propri occhi - con attenzione cruciale e al tempo stesso con abbandono - si arrivi a distinguere finalmente in fondo alla pupilla l'ultimo Altro, anzi l'unico e vero Se stesso, il centro di ogni esistenza e della nostra, insomma quel punto che avrebbe nome Dio. Invece, nello stagno acquoso dei miei occhi, io non ho scorto altro che la piccola ombra diluita (quasi naufraga) di quel solito niño tardivo che vegeta segregato dentro di me. Sempre il medesimo, con la sua domanda d'amore ormai scaduta e inservibile, ma ostinata fino all'indecenza.
Elsa Morante

Patagonia [33]



16 aprile 2015

Vorrei tanto sapere la risposta, sempre se gli sarà data



The classic trio


Deve in qualche modo cambiare

E' ormai trascorso un anno da quando nostro figlio Federico è entrato in comunità. Certamente il non averlo a casa dal lunedì pomeriggio al venerdì pomeriggio ci ha sollevato non poco, soprattutto per il fatto che mia moglie lavora ed io sono riuscito a rientrare nel mondo del lavoro anche se, non come prima del mio licenziamento volontario per rimanere a casa con lui.
Sono trascorsi dunque 365 giorni e ci sembra ieri. 365 giorni che dovrebbero aver cambiato qualcosa, soprattutto nei riguardi di nostro figlio.
Per essere più chiaro un cambiamento in positivo nelle difficoltà che incontra dovute alla sua disabilità.
Avevamo posto molte speranze in questa comunità, anche perchè consigliati nel suo inserimento nella struttura,da persone di cui ci fidavamo. Ma non è stato proprio così.
Ci troviamo nel weekend nel dover combattere le sue difficoltà amplificate all'ennesima potenza.
Sempre più preso nel suo problema della pipì, con l'assillo continuo del tempo tra una seduta e l'altra, con l'abitudine di alzarsi alla notte e mangiare (due mele), con il bisogno di fare un sacco di cose tra sabato e domenica e la continua ricerca del contatto con i suoi vecchi amici.
Il principio era quello di aiutarlo a controllare meglio i suoi comportamenti e la sua iperattività. Il principio era di aiutarlo nell'allungare i tempi tra una pipì e l'altra ma il risultato è invece inverso. Il principio era di occuparlo in alcune attività di gruppo per renderlo più consapevole dei suoi limiti e delle sue capacità ma...
Certo che la disabilità acquisita è un mondo a parte. Nulla a che vedere con la disabilità dalla nascita. Certo che esiste una preparazione immensa verso i disabili dalla nascita, anche perchè è molto più semplice trattarli, educarli e seguirli.
Constatiamo ogni giorno di più la minore preparazione nei confronti di chi prima, aveva una vita normale e che per destino della vita sono entrati nel mondo della disabilità.
Ci da fastidio sentire dotte elucubrazioni scientifiche che hanno poco a che vedere con chi vive la quotidianità con una persona disabile acquisita.
Ci da fastidio sentire sentenze come: “ E' la comunità perfetta per vostro figlio” - “ Se ci si trovasse suo figlio direbbe la stessa cosa?” - “ Un passo alla volta e costruiremo il progetto cucito per vostro figlio” “ E' trascorso un anno ma di progetto non ne vediamo l'ombra”.
Intanto, certamente con un contributo da parte della nostra Ulss, c'è una retta mensile da pagare, sia per il servizio di vitto e alloggio, sia per il servizio puramente infermieristico.
Si poteva certamente essere messi a conoscenza prima dell'ingresso che, in poche parole, ci si trovava difronte ad una comunità di accoglienza per disabili acquisiti modello casa di riposo per anziani? Senza togliere alla stessa i servizi svolti in modo esemplare per la funzione per cui è nata.
Non critichiamo la comunità e cosa offre, ma il volerci far credere che questa svolga funzioni che non sono proprie alle finalità per cui è nata.
Quando si parla di riabilitazione, quando si parla di progetto studiato su misura è tutta un'altra cosa.
Non sappiamo ancora se il percorso di nostro figlio sia finito oppure no. Non sappiamo ancora quale progetti ci riservi il domani. L'unica certezza è che è bene che non viva più del weekend a casa.
Il resto è un limbo che è iniziato quella sera fatale di sette anni fa. Siamo sicuri che qualcosa dovrà ancora succedere per dare una vita più dignitosa a nostro figlio e per sentirci veramente convinti di dove si trova anche e soprattutto per quando lasceremo questo mondo.
Chissà la vita non si sa mai cosa ci riserva ma, così no, non può restare.

Un silenzio lungo 2033 giorni

Solo con il tempo si capisce che che non si fa sentire non deve essere cercato
Gianfranco Sannino

Dovremmo porre più attenzione

Noi siamo ciò che facciamo finta di essere, e dovremmo porre più attenzione in ciò che facciamo finta di essere.
Kurt Vonnegut

14 aprile 2015

Percy Sledge


Le Orme


Non si può impunemente violentare all'infinito l'anima

Alla gran maggioranza di noi si richiede un’ipocrisia costante, eretta a sistema. Ma non si può, senza conseguenze, mostrarsi ogni giorno diversi da quello che ci si sente: sacrificarsi per ciò che non si ama, rallegrarsi di ciò che ci rende infelici. Il sistema nervoso non è un vuoto suono o un’invenzione. La nostra anima occupa un posto nello spazio e sta dentro di noi come i denti nella bocca. Non si può impunemente violentarla all’infinito.
Boris Pasternak

13 aprile 2015

C'è ancora gente che gioca

Sul muro di un locale di Madrid c’è un cartello che dice: È PROIBITO IL CANTO FLAMENCO. Sul muro dell’aeroporto di Rio de Janeiro c’è un cartello che dice: È PROIBITO GIOCARE CON I CARRELLI PORTAVALIGIE. Il che vuol dire che c’è ancora gente che canta e c’è ancora gente che gioca.
Eduardo Galeano

Patagonia [31]


Fbc Unione Venezia: I lagunari battono la capolista

Bassano-Venezia 0-2 Campionato Nazionale Lega Pro Girone A - 34' Giornata
Alla viglia del match, Bassano – Unione Venezia avrebbe potuto ricordare lo scontro di Golia contro Davide: da un lato un gigante di questo campionato che punta dritto alla promozione in serie B, dall’altro una squadra che è passata attraverso momenti difficili, che da tempo ha smesso di rincorrere il sogno playoff per evitare l’incubo playout e che si appresta a un finale di stagione al cardiopalma vista la difficoltà delle partite che la aspettano.
I padroni di casa sembrano voler mostrare la propria superiorità fin dai primi minuti di gioco e effettivamente Pietribiasi manca di poco la rete dell’1-0 quando, pescato in area da Furlan, colpisce di testa il pallone: la traversa nega il gol all’attaccante ma respinge il pallone sui piedi di Cattaneo che calcia a botta sicura verso Fortunato, il portiere veneziano si fa trovare pronto ed evita il gol. La reazione degli ospiti tuttavia non si fa attendere, Greco e Zaccagni sono in forma e costringono Rossi ad intervenire in due occasioni a pochi minuti l’una dall’altra. In un generale botta e risposta che vede i due portieri più volte chiamati a difendere la propria porta, l’Unione costruisce azioni maggiormente pericolose, il Bassano subisce il pressing altamente offensivo e al 30’ subisce il primo gol della gara: Zaccagni prende il centrocampo bassanese in contropiede, serve con un ottimo filtrante Guerra che calcia il diagonale dell’1-0.
Gli arancioneroverdi volano sulle ali dell’entusiamo, e a pochi minuti dall’inizio della seconda frazione di gara arriva il raddoppio: siamo al 58’, Greco riceve una palla alta, controllo di petto e tiro al volo in semi rovesciata per un 2-0 davvero spettacolare. Il Bassano mostra segni evidenti di difficoltà, quando mancano più di venti minuti allo scadere ha già esaurito le tre sostituzioni a disposizione pur continuando a subire l’offensiva veneziana. I cinque minuti di recupero non bastano ai padroni di casa per riacciuffare i veneziani, che al Mercante compiono un'impresa da mitologia calcistica e guardano con maggiore serenità e consapevolezza alle ultime tre partire della stagione.

Bassano-Venezia 0-2 
Reti: pt. 30' Guerra (UV), st. 58' Greco (UV)
Arbitro: Sig. Ruberto Carmine di Nocera Inferiore 

11 aprile 2015

Mark Knopfler


Il tempo della vita

La mia idea di vita è la sobrietà. Concetto ben diverso da austerità, termine che avete prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciando la gente senza lavoro. Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco. Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli.
E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari. Bisogna conservarlo per le cose che ci piacciono e ci motivano. Questo tempo per se stessi io lo chiamo libertà. E se vuoi essere libero devi essere sobrio nei consumi. L’alternativa è farti schiavizzare dal lavoro per permetterti consumi cospicui, che però ti tolgono il tempo per vivere.
José Mujica

Patagonia [30]


10 aprile 2015

Patagonia [29]


Mondondoso

Mondondoso presenta il suo primo cd, uscito a dicembre 2014 e completamente autoprodotto, che raccoglie quasi dieci anni di musica.
Una musica che nasce originariamente come discorso per chitarra e voce, quella di mondondoso; e che si trasforma ed evolve grazie alla creatività di cinque musicisti molto diversi tra di loro. Ogni canzone è una continua scoperta di generi e influenze: dal blues alle ballad, dal jazz al rock, sempre privilegiando suoni puliti e sonorità acustiche. E ogni pezzo è una piccola storia: prendendo spunto dalla quotidianità di tutti, dalla cronaca piccola e grande, dalle grandi figure artistiche della letteratura o da illustri sconosciuti, lo sguardo di mondondoso si concentra sull’osservazione delle cose e di noi stessi. La musica porta in territori inesplorati, dei quali poter raccontare, e dove il dondolare non è più simbolo dell’instabile, ma delle infinite possibilità.

La gente

Mi piace la gente che vibra, che non devi continuamente sollecitare e alla quale non c’è bisogno di dire cosa fare perché sa quello che bisogna fare e lo fa in meno tempo di quanto sperato.
Mi piace la gente che sa misurare le conseguenze delle proprie azioni, la gente che non lascia soluzioni al caso.
Mi piace la gente giusta e rigorosa, sia con gli altri che con se stessa, purché non perda di vista che siamo umani e che possiamo sbagliare.
Mi piace la gente che conosce l’importanza dell’allegria. Mi piace la gente sincera e franca, capace di opporsi con argomenti sereni e ragionevoli.
Mi piace la gente di buon senso, quella che non manda giù tutto, quella che non si vergogna di riconoscere che non sa qualcosa o che si è sbagliata.
Mi piace la gente che nell’accettare i suoi errori, si sforza genuinamente di non ripeterli. Mi piace la gente capace di criticarmi costruttivamente e a viso aperto; questi li chiamo ‘i miei amici’.
Mi piace la gente fedele e caparbia, che non si scoraggia quando si tratta di perseguire traguardi e idee. Mi piace la gente che lavora per dei risultati.
Con gente come questa mi impegno a qualsiasi impresa, giacché per il solo fatto di averla al mio fianco, mi considero ben ricompensato.
Mario Benedetti

9 aprile 2015

8 aprile 2015

Caro Scott

Caro Scott, per l’amor del cielo, scrivi e non preoccuparti di cosa diranno i ragazzi, né se sarà un capolavoro o cos’altro. Io scrivo una pagina eccezionale ogni novanta pagine di merda. Cerco di buttare la merda nel cestino della carta straccia. Credi di dover pubblicare delle schifezze per guadagnare i soldi per vivere e lasciar vivere […]
Dimentica le tue tragedie personali. Siamo tutti trattati a pesci in faccia, fin dall’inizio e tu in particolare devi soffrire come un cane prima di riuscire a scrivere seriamente. Ma quando provi questo fottuto dolore, usalo – non girarci attorno. Attieniti a esso come farebbe uno scienziato, ma non pensare che una cosa sia importante solo perché è successa a te o a qualcuno che ti è vicino.
Ernest Hemingway, lettera a Francis Scott Fitzgerald

7 aprile 2015

Talk show

Saturazione. I talk show si sono retti, per tutti questi anni, sull’attrazione che esercita la rissa. Se uno passa per strada e vede tre ubriachi che litigano si ferma incuriosito a guardare. Ecco, più o meno la stessa logica ha sorretto i talk show: non è vero che servono a capire la situazione, a chiarire i dettagli di quello che ci sta succedendo.
Corrado Augias

Patagonia [28]



6 aprile 2015

Gruppo IL PASSO - Pasqua 2015 - Assisi


Scrivi, per dire qualcosa a qualcuno

C’è una sola cosa che si scrive solo per se stesso, ed è la lista della spesa.
Serve a ricordarti che cosa devi comperare, e quando hai comperato puoi distruggerla perché non serve a nessun altro.
Ogni altra cosa che scrivi, la scrivi per dire qualcosa a qualcuno.
Umberto Eco

2 aprile 2015

The doors


Patagonia [27]


Fbc Unione Venezia: La solita ennesima partita

Venezia-Lumezzane 1-1 Campionato Nazionale Lega Pro Girone A – 33' Giornata-
Una partita che contava poco o nulla per una squadra: gli arancioneroverdi, che con i loro 43 punti [ore 44] e la nona posizione in classifica hanno di fatto chiuso i conti con la salvezza, anche se ad inizio campionato si aspirava a correre per i playoff per la B.
Contava invece tantissimo per il Lumezzane, che rischia seriamente di finire nella Lega Nazionale Dilettanti: 30 punti in classifica [ora 31] e 17 posizione, a oggi giocherebbe i playout per non retrocedere dovendo recuperare 6 punti dalla ultima posizione utile che da il diritto di rimanere in Lega Pro. Non pochissimi visto che il bilancio delle ultime partite è negativo: tre pareggi e tre sconfitte nelle ultime sei partite, un rendimento che ha portata la squadra nella situazione di classifica attuale.
Un pareggio che rende, per i lagunari, piuttosto insidiosi i prossimi due appuntamenti post pasquali con Bassano [in casa] e Pavia [fuori casa].
Il Venezia si accontenta dell' ennesimo pareggio, ancora più amaro perchè rimediato contro una squadra nettamente inferiore.
Entrambe le formazioni dedicano i primi dieci minuti di gioco a studiare l’avversario, ma già all’11 la partita perde il proprio equilibrio: il Lumezzane guadagna un fallo sulla trequarti, Alimi si incarica della battuta e segna. Fortunato intuisce male la traiettoria e lascia passare un tiro non così irresistibile. La reazione dei veneziani tarda ad arrivare e per i venti minuti successivi al gol la squadra ospite detiene totalmente il pallino del gioco. Il gol del pareggio è dunque un fulmine a ciel sereno che ribalta inaspettatamente le sorti della partita: la squadra di casa ottiene un corner dalla destra, sul cross in mezzo Guerra anticipa tutti e al 31’ riporta la situazione in parità.
Il secondo tempo regala decisamente meno emozioni del primo: mancano azioni ben riuscite e soprattutto reali occasioni da gol per entrambe le squadre, il pareggio sembra risultare un po’ stretto al Lumezzane che effettivamente tiene un ritmo più elevato dell’Unione, che riesce sì a difendersi bene ma costruendo poco o nulla in attacco. La partita termina dunque con un pareggio per 1-1, nota spiacevole è l’espulsione del ds veneziano De Franceschi.

Venezia-Lumezzane 1-1
Arbitro: Sig. Antonello Ballice
Reti: pt. 11' Alimi (LU), 31' Guerra (UV)

Altri

La fede religiosa è inestirpabile, appunto perché siamo creature ancora in evoluzione. Non si estinguerà mai, o almeno non si estinguerà finché non vinceremo la paura della morte, del buio, dell’ignoranza e degli altri. Per questo motivo, non la proibirei anche se ne avessi la possibilità. Molto generoso da parte mia, potreste pensare. Ma il religioso mi garantirebbe la medesima indulgenza? Lo chiedo, perché c’è una schietta e seria differenza tra me e i miei amici religiosi, e gli amici schietti e seri sono sufficientemente onesti da ammetterla. Sarei davvero felice di andare alle bar mitzvah dei loro figli, di ammirare le loro cattedrali gotiche, di “rispettare” la loro credenza che il Corano sia stato dettato, ma esclusivamente in arabo, a un profeta illetterato, o di interessarmi delle consolazioni largite dal neopaganesimo wicca, dall’induismo o dal giainismo. E se capita, continuerò a farlo senza insistere sulla cortese condizione reciproca, e cioè che essi a loro volta mi lascino in pace.
Christopher Hitchens

1 aprile 2015