
28 febbraio 2011
Fbc Unione Venezia : A Montecchio in pieno recupero arriva la vittoria, al Penzo cade nel finale il San Paolo Pd

27 febbraio 2011
Qualunquemente...capitolo II°

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Qualunquemente...le ultime chicche

Fonte : http://www.leggonline.it/articolo.php?id=108765
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26 febbraio 2011
Il contratto con gli italiani – 8 maggio 2001 -

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25 febbraio 2011
Quella strana "carezza" della sera
24 febbraio 2011
Esistere

Cristina Perilli
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23 febbraio 2011
2001 intervista a Andrea Camilleri – vigilia delle elezioni questo il suo pronostico –

22 febbraio 2011
Berlusconi scende in campo 24 gennaio 1994

Questo è il testo del suo discorso:
L’Italia è il paese che amo. Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti. Qui ho imparato, da mio padre e dalla vita, il mio mestiere di imprenditore. Qui ho appreso la passione per la libertà. Ho scelto di scendere in campo e di occuparmi della cosa pubblica perché non voglio vivere in un paese illiberale, governato da forze immature e da uomini legati a doppio filo a un passato politicamente ed economicamente fallimentare. Per poter compiere questa nuova scelta di vita, ho rassegnato oggi stesso le mie dimissioni da ogni carica sociale nel gruppo che ho fondato. Rinuncio dunque al mio ruolo di editore e di imprenditore per mettere la mia esperienza e tutto il mio impegno a disposizione di una battaglia in cui credo con assoluta convinzione e con la più grande fermezza. So quel che non voglio e, insieme con i molti italiani che mi hanno dato la loro fiducia in tutti questi anni, so anche quel che voglio. E ho anche la ragionevole speranza di riuscire a realizzarlo, in sincera e leale alleanza con tutte le forze liberali e democratiche che sentono il dovere civile di offrire al paese una alternativa credibile al governo delle sinistre e dei comunisti. La vecchia classe politica è stata travolta dai fatti e superata dai tempi. L’autoaffondamento dei vecchi governanti, schiacciati dal peso del debito pubblico e del sistema di finanziamento illegale dei partiti, lascia il paese impreparato e incerto nel momento difficile del rinnovamento e del passaggio a una nuova Repubblica. Mai come in questo momento l’Italia, che giustamente diffida di profeti e salvatori, ha bisogno di persone con la testa sulle spalle e di esperienza consolidata, creative ed innovative, capaci di darle una mano, di far funzionare lo Stato. Il movimento referendario ha condotto alla scelta popolare di un nuovo sistema di elezione del Parlamento. Ma affinchè il nuovo sistema funzioni, è indispensabile che al cartello delle sinistre si opponga un Polo delle libertà che sia capace di attrarre a sé il meglio di un paese pulito, ragionevole, moderno…sic! Di questo Polo delle libertà dovranno far parte tutte le forze che si richiamano ai principi fondamentali delle democrazie occidentali, a partire da quel mondo cattolico che ha generosamente contribuito all’ultimo cinquantennio della nostra storia unitaria. L’importante è saper proporre anche ai cittadini italiani gli stessi obiettivi e gli stessi valori che hanno fin qui consentito lo sviluppo delle libertà in tutte le grandi democrazie occidentali…sic! Quegli obiettivi e quei valori che invece non hanno mai trovato cittadinanza in nessuno dei Paesi governati dai vecchi apparati comunisti, per quanto riverniciati e ricilati. Né si vede come a questa regola elementare potrebbe far eccezione proprio l’Italia…sic! Gli orfani e i nostalgici del comunismo, infatti, non sono soltanto impreparati al governo del paese. Portano con se anche un retaggio ideologico che stride e fa a pugni con le esigenze di una amministrazione pubblica che voglia essere liberale in politica e liberista in economia. Le nostre sinistre pretendono di essere cambiate. Dicono di essere diventate liberaldemocratiche. Ma non è vero. I loro uomini sono sempre gli stessi…sic!, la loro mentalità, la loro cultura, i loro profondi convincimenti, i loro comportamenti sono rimasti gli stessi…sic! Non credono nel mercato, non credono nell’iniziativa privata, non credono nel profitto, non credono nell’individuo. Non credono che il mondo possa migliorare attraverso l’apporto libero di tante persone tutte diverse l’una dall’altra…sic! Non sono cambiati. Ascoltateli parlare, guardate i loro telegiornali pagati dallo Stato…sic!, leggete la loro stampa…sic!. Non credono più a niente. Vorrebbero trasformare il paese in una piazza urlante, che grida, che inveisce, che condanna…sic! Per questo siamo costretti a contrapporci a loro. Perché noi crediamo nell’individuo sic!, nella famiglia sic!, nell’impresa sic!, nella competizione sic!, nello sviluppo sic!, nell’efficienza sic!, nel mercato libero e nella solidarietà sic!, figlia della giustizia e della libertà. Se ho deciso di scendere in campo con un nuovo movimento, e se ora chiedo di scendere in campo anche a voi, a tutti voi – ora, subito, prima che sia troppo tardi – è perché sogno… sic!, a occhi bene aperti, una società libera…sic!, di donne e di uomini…sic!, dove non ci sia la paura, dove al posto dell’invidia sociale e dell’odio di classe ci siano la generosità…sic!, la dedizione…sic!, la solidarietà…sic!, l’amore per il lavoro…sic!, la tolleranza…sic! e il rispetto per la vita…sic! Il movimento politico che vi propongo si chiama, non a caso, Forza Italia. Ciò che vogliamo farne è una libera organizzazione…sic! di elettrici e di elettori di tipo totalmente nuovo…sic!: non l’ennesimo partito o l’ennesima fazione che nascono per dividere, ma una forza che nasce invece con l’obiettivo opposto…sic!; quello di unire, per dare finalmente all’Italia una maggioranza e un governo all’altezza delle esigenze più profondamente sentite dalla gente comune…sic! Ciò che vogliamo offrire agli italiani è una forza politica fatta di uomini totalmente nuovi…sic! Ciò che vogliamo offrire alla nazione è un programma di governo fatto solo di impegni concreti…sic! e comprensibili…sic!.Noi vogliamo rinnovare la società italiana…sic!, noi vogliamo dare sostegno e fiducia a chi crea occupazione e benessere…sic!, noi vogliamo accettare e vincere le grandi sfide produttive e tecnologiche dell’Europa e del mondo moderno. Noi vogliamo offrire spazio a chiunque ha voglia di fare e costruire il proprio futuro, al Nord come al Sud vogliamo un governo e una maggioranza parlamentare che sappiano dare adeguata dignità al nucleo originario di ogni società…sic!, alla famiglia…sic!, che sappiano rispettare ogni fede e che suscitino ragionevoli speranze per chi è più debole…sic! per chi cerca lavoro…sic!, per chi ha bisogno di cure…sic!, per chi, dopo una vita operosa, ha diritto di vivere in serenita…sic! Un governo e una maggioranza che portino più attenzione e rispetto all’ambiente…sic!, che sappiano opporsi con la massima determinazione alla criminalità…sic!, alla corruzione…sic!, alla droga…sic!. Che sappiano garantire ai cittadini più sicurezza…sic!, più ordine e più efficienza…sic! La storia dell’Italia è a una svolta…purtroppo!. Da imprenditore, da cittadino e ora cittadino che scende in campo, senza nessuna timidezza…ci mancherebbe altro! Ma con la determinazione…quella certamente non può mancare! e la serenità che la vita mi ha insegnato…sic!, vi dico che è possibile farla finita con una politica di chiacchere incomprensibili…sic!, di stupide baruffe…sic! e di politica senza mestiere…Brambilla, Carfagna, sic! Vi dico che è possibile realizzare insieme un grande sogno…sic!: quello di un’Italia più giusta…sic!, più generosa verso chi ha bisogno…sic!, più prospera e serena…sic!, più moderna ed efficiente protagonista in Europa e nel mondo…sic! Vi dico che possiamo, vi dico che dobbiamo costruire insieme…sic! per noi…per me! e per i nostri figli…sic! un nuovo miracolo italiano.
Tratto dal libro patria 1978-2010 di Enrico Deaglio – 1994 -pag. 412,413,414
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21 febbraio 2011
Se manca la rivolta di Paolo Flores d'Arcais

20 febbraio 2011
Amleto

19 febbraio 2011
Lombardoni-Berlusconi, estate-Inverno 1986 “L’Utopia” di Tommaso Moro in una borsa di coccodrillo. – per chi non la conoscesse-

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18 febbraio 2011
Platone

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17 febbraio 2011
Caso Ruby...aspettiamo il 6 Aprile

Il decreto che dispone il giudizio immediato per Silvio Berlusconi e gli atti relativi all'inchiesta sul "caso Ruby" sono stati notificati ieri ai legali del premier.
16 febbraio 2011
I Promessi Sposi
Capitolo primo - Estratto -Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia costiera dall'altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all'occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l'Adda rincomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l'acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni. La costiera, formata dal deposito di tre grossi torrenti, scende appoggiata a due monti contigui, l'uno detto di san Martino, l'altro, con voce lombarda, il Resegone, dai molti suoi cocuzzoli in fila, che in vero lo fanno somigliare a una sega: talché non è chi, al primo vederlo, purché sia di fronte, come per esempio di su le mura di Milano che guardano a settentrione, non lo discerna tosto, a un tal contrassegno, in quella lunga e vasta giogaia, dagli altri monti di nome più oscuro e di forma più comune. Per un buon pezzo, la costa sale con un pendìo lento e continuo; poi si rompe in poggi e in valloncelli, in erte e in ispianate, secondo l'ossatura de' due monti, e il lavoro dell'acque. Il lembo estremo, tagliato dalle foci de' torrenti, è quasi tutto ghiaia e ciottoloni; il resto, campi e vigne, sparse di terre, di ville, di casali; in qualche parte boschi, che si prolungano su per la montagna. Lecco, la principale di quelle terre, e che dà nome al territorio, giace poco discosto dal ponte, alla riva del lago, anzi viene in parte a trovarsi nel lago stesso, quando questo ingrossa: un gran borgo al giorno d'oggi, e che s'incammina a diventar città. Ai tempi in cui accaddero i fatti che prendiamo a raccontare, quel borgo, già considerabile, era anche un castello, e aveva perciò l'onore d'alloggiare un comandante, e il vantaggio di possedere una stabile guarnigione di soldati spagnoli, che insegnavan la modestia alle fanciulle e alle donne del paese, accarezzavan di tempo in tempo le spalle a qualche marito, a qualche padre; e, sul finir dell'estate, non mancavan mai di spandersi nelle vigne, per diradar l'uve, e alleggerire a' contadini le fatiche della vendemmia. Dall'una all'altra di quelle terre, dall'alture alla riva, da un poggio all'altro, correvano, e corrono tuttavia, strade e stradette, più o men ripide, o piane; ogni tanto affondate, sepolte tra due muri, donde, alzando lo sguardo, non iscoprite che un pezzo di cielo e qualche vetta di monte; ogni tanto elevate su terrapieni aperti: e da qui la vista spazia per prospetti più o meno estesi, ma ricchi sempre e sempre qualcosa nuovi, secondo che i diversi punti piglian più o meno della vasta scena circostante, e secondo che questa o quella parte campeggia o si scorcia, spunta o sparisce a vicenda. Dove un pezzo, dove un altro, dove una lunga distesa di quel vasto e variato specchio dell'acqua; di qua lago, chiuso all'estremità o piùttosto smarrito in un gruppo, in un andirivieni di montagne, e di mano in mano più allargato tra altri monti che si spiegano, a uno a uno, allo sguardo, e che l'acqua riflette capovolti, co' paesetti posti sulle rive; di là braccio di fiume, poi lago, poi fiume ancora, che va a perdersi in lucido serpeggiamento pur tra' monti che l'accompagnano, degradando via via, e perdendosi quasi anch'essi nell'orizzonte. Il luogo stesso da dove contemplate que' vari spettacoli, vi fa spettacolo da ogni parte: il monte di cui passeggiate le falde, vi svolge, al di sopra, d'intorno, le sue cime e le balze, distinte, rilevate, mutabili quasi a ogni passo, aprendosi e contornandosi in gioghi ciò che v'era sembrato prima un sol giogo, e comparendo in vetta ciò che poco innanzi vi si rappresentava sulla costa: e l'ameno, il domestico di quelle falde tempera gradevolmente il selvaggio, e orna vie più il magnifico dell'altre vedute. Alessandro Manzoni
15 febbraio 2011
Credere nella vita

Carla Piccinini
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14 febbraio 2011
Se non ora quando

A Napoli gridano "Dimissioni"e "Vergogna"
"Se fossi qui per criticare i festini hard mi potrebbero dire "sei moralista", ma quello che mi ha colpito di questa vicenda è quando il festino può diventare criterio di selezione della classe dirigente" Giulia Bongiorno
In questo momento Piazza del Popolo è una grande kermesse di colori, canti, suoni … l’allegria contagia tutti e tutte e, cosa straordinaria, sono tantissimi anche gli uomini. Padri, fidanzati, mariti, amici, che non hanno voluto abbandonare le loro compagne in momento così delicato e importante. Questa è la grande e meravigliosa novità di oggi a Piazza del Popolo!
13 febbraio 2011
Pillole dal discorso di accettazione premio Nobel Mario Vargas Llosa

12 febbraio 2011
Trattato sulla tolleranza

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11 febbraio 2011
150 anni dall'unità d'Italia...la Terra dei cachi
10 febbraio 2011
Caro amico

Bojana Bratic Ivic (1941 Belgrado)
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09 febbraio 2011
Elettori leghisti...vi và proprio bene così?

Dunque riassumo. La lega. Ha un capo, Bossi, condannato in via definitiva a otto mesi di reclusione per 200 milioni di finanziamento illecito dalla maxi-tangente Enimont. Ha l’erede “il trota”, che pur essendo un pluribocciato, ha ottenuto da papà un posto di consigliere regionale in Lombardia, al pari della Minetti, a 10.000 euro al mese: alla faccia dei suoi coetanei intelligenti e laureati. Aveva una banca pagata con i soldi dei contribuenti leghisti, la Credieuronord, della quale ha fatto un’amministrazione dissenata impoverendo migliaia di piccoli risparmiatori leghisti che credevano ciecamente in lei, salvata grazie all’amico del “coso”, Fiorani, che annegò i debiti della lega nella popolare di Lodi. Ha firmato la finanziaria Tremonti che ha tolto i fondi alle forze della polizia e dei carabinieri, alla scuola, ai comuni e alle regioni. Ha sottoscritto il lodo Alfano e il legittimo impedimento, entrambi respinti come incostituzionali dalla Corte costituzionale. Ha regalato alla Libia del dittatore Gheddafi sei unità navali per i pattugliamenti in mare, tramite il ministro Maroni. Ha rispedito in Libia, tra il 6 maggio e il 30 agosto, 757 persone immigrate senza verificare il trattamento subito dai respinti: le carceri libiche, le provasse lui, sono un inferno, ricordatevelo. Ha proposto un federalismo fallimentare, dove i sindaci, lasciati soli, dovranno trovare i soldi per attuare il federalismo sostanzialmente con aumenti di tasse sui cittadini (addizionale irpef, tasse di soggiorno, tasse di scopo…) e dove i beneficiari sono i più ricchi. Ha volgarizzato il linguaggio dei nostri adolescenti e i loro comportamenti abituandoli al dito medio alzato, pernacchie, rozzezze e bassezze varie. E per concludere (post del 4 Febbraio – Il Sindaco leghista: “Non fatela mangiare” - ) proibisce, tramite un amministratore locale, a una bambina africana di 4 anni di mangiare in mensa assieme ai suoi compagni, costringendola a separarsi da loro che vede rimaner li…; e dopo due giorni scoppia a piangere. Ma come si fa, vi domando, ad essere così cattivi , biechi, egoisticamente insensibili? Come si fa a non provare nulla guardando o anche solo pensando agli occhi umidi di una bambina? Ma, voi cari elettori leghisti, vi riconoscete e accettate davvero le decisioni politiche come quella di far passare il federalismo municipale per decreto, esautorando il Parlamento dalle proprie funzioni, e accettando davvero i comportamenti privi di umanità dei vostri capi? E alla fine, cari elettori leghisti, vi chiedo e vi domando: “Ma vi và proprio bene così?”
(riporto dal fatto quotidiano)
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08 febbraio 2011
Il nome della rosa
