28 febbraio 2011

Fbc Unione Venezia : A Montecchio in pieno recupero arriva la vittoria, al Penzo cade nel finale il San Paolo Pd

Montecchio-Venezia Campionato Nazionale Serie D Girone C 24^ Giornata L'Unione Venezia, con la bava alla bocca nel finale, tenta la rimonta in una partita in cui il Montecchio ha giocato molto bene. E lo stadio, per trequarti pieno di sostenitori lagunari, esplode due volte negli ultimi 5' quando uno splendido gol di Mazzeo e una "cobrata" di Zubin mettono il sigillo nel secondo minuto di recupero. E' stata una partita in cui i vicentini hanno messo una carica straordinaria e mostrando un eccellente Roveretto capace di una rete bellissima. Sei volte il Montecchio è andato vicino al gol, una sola volta a segno. Viceversa l'Unione Venezia ha avuto tre opportunità e messe a frutto due. Tanto merito va a Mazzeo che, dopo essere entrato, ha dato vivacità alla manovra e anche segnato un gran bel gol. Ci ha pensato poi Collauto a recapitare il solito strepitoso assist sulla testa di Zubin per il gol della vittoria veneziana.
Montecchio-Venezia 1-2
Reti: 18^ st. Roveretto (M), 42 st. Mazzeo^ (UV), 47 ST. Zubin^ (UV)

Classifica prime cinque posizioni
Treviso 52
Venezia 50
San Paolo Padova, Tamai 41
San DonàJesolo 40

Venezia-San Paolo PD Campionato Nazionale Serie D Girone C 25^ Giornata
Per fortuna che c'è Emil. Alla fine la zampata del cobra non manca mai e, anche questa volta, porta in casa dell'Unione Venezia quei tre punti che servono a congelare le distanze dal Treviso che, a sua volta, ha vinto a Sandonà. E anche oggi gli arancioneroverdi hanno fatto saltare il banco con Zubin quando mancavano pochi giri di lancette del cronometro. Ha faticato l'Unione Venezia a venire a capo di una squadra dal buon tasso tecnico e benissimo disposta in campo, capace oltretutto di distendersi in contropiede con bravura e determinazione. Gli arancioneroverdi hanno messo molta volontà per raggiungere l'obiettivo, anche se soprattutto il fraseggio e le capacità di palleggio sono state leggermente latitanti. Un problema per tanti, ma non per gente come Collauto e Zubin, in grado di addomesticare la palla in maniera impeccabile, anche se il terreno del Penzo quest'anno non sembra rispondere al meglio. Dicevamo Collauto e Zubin perchè, non a caso, sono stati loro a confezionare l'importantissimo gol della vittoria. Ma la forza fisica della squadra si è fatta ugualmente notare, in particolare se si pensa che il temutissimo ex Volpato è stato addomesticato e senza tanto dannarsi. Nelle fila lagunari, poi, da tenere presente il bel primo tempo del baby Casagrande (bellissimo il cross tagliato che ha fatto andare a rete Mazzeo). E, a proposito di Mazzeo, meritato premio Man of the Match per il gran gol segnato, ma anche per il brio offerto all'attacco lagunare.
Venezia-San Paolo PD 2-1
Reti: 26^ pt. Mazzeo (UV), 38^ pt. Masiero, 42^ st. Zubin (UV)

Classifica prime cinque posizioni
Treviso 55
Venezia 53
Tamai 44
San Paolo PD 41
San DonàJesolo 40

27 febbraio 2011

Qualunquemente...capitolo II°

Riprendo quanto sostenuto dal coso e pubblicato nel post Qualunquemente…le ultime chicche…Educare i figli liberamente vuol dire non essere costretti a mandarli in una scuola di Stato dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare dei principi che sono il contrario di quelli che i genitori vogliono inculcare ai loro figli educandoli nell'ambito della loro famiglia.
Ecco il proseguio :
Il Coso: Come al solito anche le parole che ho pronunciato sulla scuola pubblica sono state travisate e rovesciate da una sinistra alla ricerca, pressoché ogni giorno e su ogni questione possibile, di polemiche infondate, strumentali e pretestuose", ha affermato il premier, che ha contestato di aver attaccato la scuola pubblica, elogiato il "ruolo fondamentale" svolto dagli insegnanti "in cambio di stipendi ancora oggi assolutamente inadeguati" “Questo non significa non poter ricordare e denunciare l'influenza deleteria che nella scuola pubblica hanno avuto e hanno ancora oggi culture politiche, ideologie e interpretazioni della storia che non rispettano la verità e al tempo stesso espropriano la famiglia dalla funzione naturale di partecipare all'educazione dei figli
Mariastella Gelmini: Il pensiero di chi vuol leggere nelle parole del premier un attacco alla scuola pubblica è figlio della erronea contrapposizione tra scuola Statale e scuola Paritaria.
Pierluigi Bersani: Se la Gelmini fosse un vero ministro, invece che arrampicarsi sui vetri per difendere Berlusconi, dovrebbe prendere atto degli inaccettabili attacchi che il premier ha rivolto agli insegnanti e alla scuola pubblica e dimettersi Pierluigi Bersani: Le parole del premier sono uno schiaffo inaccettabile a chi lavora con dedizione in condizioni rese sempre più difficili dal governo
Mariastella Gelmini: Bersani si rassegni, la scuola non è proprietà privata della sua parte politica".
Dario Franceschini: Tutti di nuovo in piazza, come le donne il 13 febbraio senza simboli e bandiere, a difendere la scuola pubblica dagli insulti di Berlusconi
Italo Bocchino: Possono il centrodestra italiano e la destra nazionale mortificare così il popolo di insegnanti sottopagati che ogni giorno forma i nostri figli?
Antonio di Pietro: Se c'è qualcuno che è stato l'esempio negativo per i nostri giovani è proprio il Presidente del Consiglio
Paolo Ferrero: Avere Berlusconi Presidente del Consiglio equivale ad avere il mostro di Marcinelle a gestire un asilo nido
Anna Finocchiaro: La scuola pubblica è un'istituzione fondamentale della nostra Repubblica democratica, il luogo deputato ad assicurare pari opportunità di istruzione, e quindi pari condizioni di partenza, a tutti i cittadini, e il luogo della libertà di pensiero. Un attacco da parte del Presidente del Consiglio alla scuola pubblica, dunque, è un fatto di gravità inaudita: è l'attacco a uno dei pilastri della nostra democrazia". "Ma siccome ormai ci stiamo abituando a tutto occorre ricordare che purtroppo Berlusconi ha da tempo, ben prima delle parole, usato fatti contro la scuola pubblica. La riforma di cui oggi ha parlato l'ha impoverita di anno in anno, le ha tolto ore di lezione e insegnanti e materie e infrastrutture e sostegno per l'handicap. Il tempo pieno e tutte le attività che rendono bella la nostra scuola sopravvivono grazie alla buona volontà di quei presidi e quegli insegnanti che anche oggi hanno ricevuto un altro destro dal Premier e di fronte al quale il ministro Gelmini dovrebbe dimettersi. Ma credo che stia arrivando il momento in cui gli italiani si libereranno di questo governo e del suo Presidente del Consiglio".

Qualunquemente...le ultime chicche

Il Coso : Il comunismo una minaccia che incombe…ricordando quella notte insonne che lo spinse con il confronto con Mamma Rosa, alla discesa in campo contro il rischio che quella "ideologia disumana" potesse prevalere
Il Coso : Solo cose moralmente a posto, una cena, una cantata, una ballata e stop.
Il Coso : La maggioranza c'è, le riforme si faranno e sono sempre quella fiscale, il federalismo, la pubblica amministrazione, quelle istituzionali.
Il Coso : Due hanno la priorità, una è in dirittura d'arrivo: per la giustizia ci sarà tra pochi giorni un Consiglio dei ministri straordinario per le intercettazioni si va avanti perché non è un Paese libero quello che non garantisce inviolabilità delle conversazioni, che possono arrivare come prova ad un processo anche "manipolate".
Il Coso : Educare i figli liberamente vuol dire non essere costretti a mandarli in una scuola di Stato dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare dei principi che sono il contrario di quelli che i genitori vogliono inculcare ai loro figli educandoli nell'ambito della loro famiglia
Il Coso : Abbiamo nella nostra storia e li teniamo stretti nel nostro cuore uomini come De Gasperi e come don Sturzo, che seppero opporsi al comunismo e gli vietarono di diventare il partito dominante nell'Italia degli anni successivi e noi siamo ancora qui, primariamente, per la stessa ragione
Il Coso : A dodici anni avevo già chiaro quale fosse l'ideologia comunista». Le mie origini sono anticomuniste. Sono stato per 8 anni dai Salesiani: Lì ho conosciuto un giovane sacerdote che mi raccontava cose quasi incredibili dall'Urss. Aveva avuto come compagno di banco a scuola uno studente che poi si trovò di fronte come prete e divenne il suo inquisitore. Voleva sapere l'indirizzo del suo vescovo e di fronte al suo rifiuto mi portò davanti padre, madre e due fratelli sparandoli in faccia uno ad uno così ho capito che cosa era il comunismo, fenomeno che non sta ancora completamente alle nostra spalle anche perchè i comunisti di casa nostra sono e restano tutt'ora comunisti.
Il Coso : La crescita bassa dell'Italia è dovuta ai molti handicap che l'Italia si porta appresso, come il debito pubblico, una pubblica amministrazione e una giustizia civile inefficienti o la mancanza di centrali nucleari che fanno salire il costo dell'energia, tutti problemi rispetto ai quali il governo non ha la bacchetta magica
Il Coso : Opinionisti che si dimenticano tutti l'Italia che noi abbiamo ricevuto nel 1994 e si dimenticano che abbiamo il terzo debito pubblico del Mondo e il primo d'Europa, che ci costringe a spendere a a sprecare in interessi passivi ogni anno 5 punti di Pil. E questo ci impone scelte difficili. Dimenticano che noi abbiamo delle infrastrutture che hanno il 50% in meno degli altri Paesi, come Spagna, Francia o Germania» che implicano perdite di tempo e costi per le aziende. dimenticano questi signori che gli ecologisti di sinistra 20 anni fa ci hanno fermato nella costruzione delle centrali nucleari, il che oggi si trasforma in un costo del 30, 40, 50% di costi in più per famiglie e aziende dell'energia rispetto ad altri Paesi, come la Francia». Si dimenticano questi signori che noi abbiamo ricevuto da chi ci ha preceduto una Pubblica amministrazione che ci costa 4400 euro a testa per ciascun cittadino, contro i 3300 che spendono i cittadini tedeschi, olandesi o spagnoli; ed è pletorica, inefficente e molto spesso si trasforma in oppressione burocratica. Abbiamo cominciato a riformarla ma non abbiamo la bacchetta magica. Si dimenticano questi opinionisti che abbiamo ereditato una giustizia civile che impiega 8 anni per una causa di lavoro, 10 anni per una causa di fallimento, 10 anni per far si che chi ha emesso una fattura giusta possa ottenerne il pagamento». «Questi sono handicap con cui noi ci misuriamo ogni giorno noi che abbiamo responsabilità di governo, le famiglie e le imprese.
Il Coso : Finchè governeremo noi non ci saranno mai equiparazioni tra le coppie gay e la famiglia tradizionale, cosi come non saranno mai possibili le adozioni di bambini per le coppie omosessuali.
Il Coso : Per celebrare l'Unità d'Italia siamo innanzitutto chiamati a eliminare il divario tra le diverse realtà territoriali, favorendo il pieno sviluppo delle potenzialità del Mezzogiorno. Per centrare questo obiettivo, noi ci siamo mossi sul terreno che preferiamo: quello dei fatti concreti» Il Coso : Il nostro Governo ha avviato il Piano per il Sud per portare nuove risorse e infrastrutture. Inoltre, abbiamo dichiarato guerra alla criminalità organizzata ottenendo risultati record per arresti di latitanti e confische di beni. Infine, per favorire nel Mezzogiorno una cultura del buongoverno, stiamo portando avanti la riforma federale con l'obiettivo di responsabilizzare la gestione degli Enti locali ed eliminare gli sprechi. Noi vogliamo portare il Sud d'Italia ai posti di eccellenza che gli competono e vogliamo continuare a fare le riforme di cui il Paese ha bisogno. Per farlo, ci troviamo a lottare contro le forze dell'odio, della conservazione, del malaffare del clientelismo».

Fonte : http://www.leggonline.it/articolo.php?id=108765

26 febbraio 2011

Il contratto con gli italiani – 8 maggio 2001 -

A Porta a Porta, cinque giorni prima del voto, Silvio Berlusconi firma, in diretta, un contratto con gli italiani con tanto di notaio presente. Ecco gli obiettivi che in cinque anni Berlusconi promette di realizzare:
1) Abbattimento della pressione fiscale: con l’esenzione totale dei redditi fino a 22 milioni di lire annui; con la riduzione al 23% dell’aliquota per i redditi fino a 200 milioni; con la riduzione al 33% dell’aliquota per i redditi sopra i 200 milioni; con l’abolizione della tassa di successione e della tassa sulle donazioni;
2) Attuazione del “Piano per la difesa dei cittadini e la prevenzione dei crimini”: che prevede tra l’altro l’introduzione dell’istituto del poliziotto o carabiniere o vigile di quartiere nelle città, con un risultato di una forte riduzione del numero dei reati rispetto agli attuali 3 milioni;
3) Innalzamento delle pensioni minime ad almeno 1 milione di lire al mese;
4) Dimezzamento dell’attuale tasso di disoccupazione con la creazione di almeno 1 milione e mezzo di nuovi posto lavoro;
5) Apertura dei cantieri per almeno il 40% degli investimenti previsti dal “Piano decennale per le Grandi Opere” considerate di emergenza e comprendente strade, autostrade, metropolitane, ferrovie, reti idriche, e opere idro-geologiche per la difesa dalle alluvioni;
Nel caso in cui al termine di questi cinque anni di governo almeno 4 su questi 5 traguardi non fossero stati raggiunti, Silvio Berlusconi si impegna formalmente e solennemente a non ripresentare la propria candidatura alle successive elezioni politiche…ma va sic! sic! sic!
Tratto dal libro patria 1978-2010 di Enrico Deaglio

25 febbraio 2011

Quella strana "carezza" della sera

Abbiamo appena finito di cenare. Saranno le 9 meno venti. Federico è appena andato a letto. La televisione, come al solito, non trasmette mai niente di interessante. Anche questa settimana sta per andarsene. Carla ed io ci sediamo in divano poi mi alzo e preparo il caffè per tutti e due. Ci guardiamo ed annuiamo…come siamo diventati vecchi! Poi in questi ultimi tre anni tutto è drammaticamente sceso ma dai meglio non pensarci, Federico è di là che dorme, non doveva esserci, invece c’è. La voce della televisione passa nomi, notizie e d’improvviso…Mariastella Gelmini. Rivolto a Carla esclamo: “Ma non è quella della cura da cavallo per la scuola?” Che combinazione ho letto proprio oggi un articolo sul il fatto quotidiano che parlava proprio di lei .Carla, che è insegnante di scuola dell’infanzia mi guarda e annuisce. Mi torna subito alla mente il suo discorso di accettazione della candidatura che riporto fedelmente : “Questo è il momento di affrontare il nostro obbligo morale di garantire a ogni bambino un’educazione di primo livello, perché questo è il minimo che serve per competere in un’economia globale(…) Recluterò un esercito di nuovi insegnanti, pagherò loro retribuzioni più alte e darò loro maggiore supporto. E, in cambio, chiederò standard educativi più elevati ed affidabili” Da rimanere allibiti…L’operazione “cura da cavallo” ha fruttato allo Stato 8 miliardi in tre anni e alla scuola 137.000 lavoratori. Ma non è tutto. Le famiglie sono state obbligate a mettere mano al portafoglio per avere non qualcosa di meglio ma quello che avevano prima. Carla mi dice: “La carta per la fotocopiatrice o la stampante dobbiamo andarla a comprare noi!” “La direzione ci dice che fino a quando il ministero dell’Istruzione non ci farà avere quello che ci spetta, circa un miliardo e mezzo di euro, soldi non c’è per nessuno. Purtroppo non finisce qui. Il prossimo anno la scuola perderà ulteriori 35.000 posti di lavoro. E così la “cura da cavallo” tanto annunciata a suo tempo, avrà raggiunto l’obiettivo. In controtendenza invece, gli insegnanti di religione cattolica. A una diminuzione del 2% degli studenti che frequentano l’insegnamento della religione cattolica si contrappone un incremento di docenti per questa disciplina del 14%...sic,sic,sic. Quanta tristezza non ci resta che piangere, anche pensando a quello che è stato fatto negli Stati Uniti. Anche lì si è abbattuta la scure dei tagli ma il ministero dell’istruzione ha avuto un incremento dei fondi del più 21%. Per il presidente Obama ridurre le risorse alla è come, uso le sue parole : “Alleggerire un aeroplano troppo pesante eliminando proprio il suo motore”. Io me ne vado a letto Carla sperando di non avere gli incubi sotto forma di Gelmini.
fonte: percentuali e discorso insediamento Gelmini e parole Obama - il fatto quotidiano -

24 febbraio 2011

Esistere

Questo breve spazio
Che ci è dato occupare,
prezioso, irripetibile,
ma anche ineffabile.
Questa pallida forza
Che sorregge ogni fenomeno,
unico, voluto
ma anche insensato.
Anche se la nostra luce
dura solo un istante,
è comunque parte
dell'eterno splendore.

Cristina Perilli

23 febbraio 2011

2001 intervista a Andrea Camilleri – vigilia delle elezioni questo il suo pronostico –

Noi abbiamo fatto l’unità nel 1860. Nel 1922 abbiamo avuto il fascismo, o mi sbaglio? Sono passati 82 anni, manco 100, e non mi si venga a dire che quella che c’era dopo l’unità d’Italia era democrazia. Era quello che era, lasciamo perdere. Ne siamo usciti e abbiamo avuto 50 anni di Democrazia cristiana, dove c’è stato insegnato come sopravvivere, col posto sicuro…E parlo dell’Italia, non parlo della Sicilia, dove le cose si complicarono. Dopodichè noi abbiamo un Berlusconi. Tu mi devi spiegare dov’è che l’Italia ha avuto modo di esplicitare una libera democrazia. Da un regime fascista siamo passati a un regime democristiano. E non mi venga a dire Berlusconi che siamo passati a un regime di sinistra, perché un regime di sinistra non c’è. Dal punto di vista formale, certo che è una democrazia, non c’è dubbio. Ma…nel 1945, quando fecero scempio del corpo di Mussolini – un caso di disillusione degli italiani, queste disillusioni violente – sulla rivista Mercurio, un grande giornalista inglese, Herbert Matthews, scrisse un articolo che mi è sempre rimasto in mente. Si intitolava “Non l’avete ucciso”. Diceva: “Il fascismo sotto forme diverse, magari di finta democrazia, ve lo porterete dietro per un centinaio di anni”. Invito a rileggerlo. E ti dico che siccome l’italiano ama il Mussolini prima maniera, come avrebbe amato Peròn, così ama Berlusconi. E’ semplicissimo, però purtroppo è così.
Andrea Camilleri – tratto dal libro patria di Enrico Deaglio 2001 pag. 585,586 –

22 febbraio 2011

Berlusconi scende in campo 24 gennaio 1994

Questo è il testo del suo discorso:

L’Italia è il paese che amo. Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti. Qui ho imparato, da mio padre e dalla vita, il mio mestiere di imprenditore. Qui ho appreso la passione per la libertà. Ho scelto di scendere in campo e di occuparmi della cosa pubblica perché non voglio vivere in un paese illiberale, governato da forze immature e da uomini legati a doppio filo a un passato politicamente ed economicamente fallimentare. Per poter compiere questa nuova scelta di vita, ho rassegnato oggi stesso le mie dimissioni da ogni carica sociale nel gruppo che ho fondato. Rinuncio dunque al mio ruolo di editore e di imprenditore per mettere la mia esperienza e tutto il mio impegno a disposizione di una battaglia in cui credo con assoluta convinzione e con la più grande fermezza. So quel che non voglio e, insieme con i molti italiani che mi hanno dato la loro fiducia in tutti questi anni, so anche quel che voglio. E ho anche la ragionevole speranza di riuscire a realizzarlo, in sincera e leale alleanza con tutte le forze liberali e democratiche che sentono il dovere civile di offrire al paese una alternativa credibile al governo delle sinistre e dei comunisti. La vecchia classe politica è stata travolta dai fatti e superata dai tempi. L’autoaffondamento dei vecchi governanti, schiacciati dal peso del debito pubblico e del sistema di finanziamento illegale dei partiti, lascia il paese impreparato e incerto nel momento difficile del rinnovamento e del passaggio a una nuova Repubblica. Mai come in questo momento l’Italia, che giustamente diffida di profeti e salvatori, ha bisogno di persone con la testa sulle spalle e di esperienza consolidata, creative ed innovative, capaci di darle una mano, di far funzionare lo Stato. Il movimento referendario ha condotto alla scelta popolare di un nuovo sistema di elezione del Parlamento. Ma affinchè il nuovo sistema funzioni, è indispensabile che al cartello delle sinistre si opponga un Polo delle libertà che sia capace di attrarre a sé il meglio di un paese pulito, ragionevole, moderno…sic! Di questo Polo delle libertà dovranno far parte tutte le forze che si richiamano ai principi fondamentali delle democrazie occidentali, a partire da quel mondo cattolico che ha generosamente contribuito all’ultimo cinquantennio della nostra storia unitaria. L’importante è saper proporre anche ai cittadini italiani gli stessi obiettivi e gli stessi valori che hanno fin qui consentito lo sviluppo delle libertà in tutte le grandi democrazie occidentali…sic! Quegli obiettivi e quei valori che invece non hanno mai trovato cittadinanza in nessuno dei Paesi governati dai vecchi apparati comunisti, per quanto riverniciati e ricilati. Né si vede come a questa regola elementare potrebbe far eccezione proprio l’Italia…sic! Gli orfani e i nostalgici del comunismo, infatti, non sono soltanto impreparati al governo del paese. Portano con se anche un retaggio ideologico che stride e fa a pugni con le esigenze di una amministrazione pubblica che voglia essere liberale in politica e liberista in economia. Le nostre sinistre pretendono di essere cambiate. Dicono di essere diventate liberaldemocratiche. Ma non è vero. I loro uomini sono sempre gli stessi…sic!, la loro mentalità, la loro cultura, i loro profondi convincimenti, i loro comportamenti sono rimasti gli stessi…sic! Non credono nel mercato, non credono nell’iniziativa privata, non credono nel profitto, non credono nell’individuo. Non credono che il mondo possa migliorare attraverso l’apporto libero di tante persone tutte diverse l’una dall’altra…sic! Non sono cambiati. Ascoltateli parlare, guardate i loro telegiornali pagati dallo Stato…sic!, leggete la loro stampa…sic!. Non credono più a niente. Vorrebbero trasformare il paese in una piazza urlante, che grida, che inveisce, che condanna…sic! Per questo siamo costretti a contrapporci a loro. Perché noi crediamo nell’individuo sic!, nella famiglia sic!, nell’impresa sic!, nella competizione sic!, nello sviluppo sic!, nell’efficienza sic!, nel mercato libero e nella solidarietà sic!, figlia della giustizia e della libertà. Se ho deciso di scendere in campo con un nuovo movimento, e se ora chiedo di scendere in campo anche a voi, a tutti voi – ora, subito, prima che sia troppo tardi – è perché sogno… sic!, a occhi bene aperti, una società libera…sic!, di donne e di uomini…sic!, dove non ci sia la paura, dove al posto dell’invidia sociale e dell’odio di classe ci siano la generosità…sic!, la dedizione…sic!, la solidarietà…sic!, l’amore per il lavoro…sic!, la tolleranza…sic! e il rispetto per la vita…sic! Il movimento politico che vi propongo si chiama, non a caso, Forza Italia. Ciò che vogliamo farne è una libera organizzazione…sic! di elettrici e di elettori di tipo totalmente nuovo…sic!: non l’ennesimo partito o l’ennesima fazione che nascono per dividere, ma una forza che nasce invece con l’obiettivo opposto…sic!; quello di unire, per dare finalmente all’Italia una maggioranza e un governo all’altezza delle esigenze più profondamente sentite dalla gente comune…sic! Ciò che vogliamo offrire agli italiani è una forza politica fatta di uomini totalmente nuovi…sic! Ciò che vogliamo offrire alla nazione è un programma di governo fatto solo di impegni concreti…sic! e comprensibili…sic!.Noi vogliamo rinnovare la società italiana…sic!, noi vogliamo dare sostegno e fiducia a chi crea occupazione e benessere…sic!, noi vogliamo accettare e vincere le grandi sfide produttive e tecnologiche dell’Europa e del mondo moderno. Noi vogliamo offrire spazio a chiunque ha voglia di fare e costruire il proprio futuro, al Nord come al Sud vogliamo un governo e una maggioranza parlamentare che sappiano dare adeguata dignità al nucleo originario di ogni società…sic!, alla famiglia…sic!, che sappiano rispettare ogni fede e che suscitino ragionevoli speranze per chi è più debole…sic! per chi cerca lavoro…sic!, per chi ha bisogno di cure…sic!, per chi, dopo una vita operosa, ha diritto di vivere in serenita…sic! Un governo e una maggioranza che portino più attenzione e rispetto all’ambiente…sic!, che sappiano opporsi con la massima determinazione alla criminalità…sic!, alla corruzione…sic!, alla droga…sic!. Che sappiano garantire ai cittadini più sicurezza…sic!, più ordine e più efficienza…sic! La storia dell’Italia è a una svolta…purtroppo!. Da imprenditore, da cittadino e ora cittadino che scende in campo, senza nessuna timidezza…ci mancherebbe altro! Ma con la determinazione…quella certamente non può mancare! e la serenità che la vita mi ha insegnato…sic!, vi dico che è possibile farla finita con una politica di chiacchere incomprensibili…sic!, di stupide baruffe…sic! e di politica senza mestiere…Brambilla, Carfagna, sic! Vi dico che è possibile realizzare insieme un grande sogno…sic!: quello di un’Italia più giusta…sic!, più generosa verso chi ha bisogno…sic!, più prospera e serena…sic!, più moderna ed efficiente protagonista in Europa e nel mondo…sic! Vi dico che possiamo, vi dico che dobbiamo costruire insieme…sic! per noi…per me! e per i nostri figli…sic! un nuovo miracolo italiano.

Tratto dal libro patria 1978-2010 di Enrico Deaglio – 1994 -pag. 412,413,414

Era il 1994 cari signori. Sono passati 17 lunghi anni ed ora come prima non lo abbiamo mai capito che ci stava prendendo per…il CULO!

21 febbraio 2011

Se manca la rivolta di Paolo Flores d'Arcais

Immaginate il presidente Obama che, processato per concussione e prostituzione minorile, anzichè rassegnare immediatamente le dimissioni, dichiara guerra alla Costituzione americana co leggi che mettono il bavaglio alla libertà di stampa e calpestano l'autonomia del potere giudiziario. Succederebbe il finimondo. O la signora Merkel, ancora al suo posto dopo essere stata sorpresa a ricevere telefonate di un prostituto brasiliano - sulla base delle quali ha imposto al capo della polizia di Berlino di rilasciare un prostituto marocchino minorenne accusato di furto - che si permette di insultare la Corte costituzionale e vara leggi contro giornalisti e magistrati. Succederebbe il finimondo.
In Italia sta accadendo. Perchè l'Italia evidentemente è già fuori dall'occidente liberaldemocratico, è già ampiamente putinizzata, altrimenti sarebbe impensabile che gli stessi partiti di destra tollerassero simili infamie e che le opposizioni, dopo aver alzato la voce per un istante, ricominciassero un tran tran di beata incoscienza e impotenza. Eppure nei prossimi mesi, senza una rivolta morale, parlamentare, elettorale, verrà assassinato quel che resta della nostra democrazia costituzionale nata dalla Resistenza. Le opposizioni hanno fatto spalluccie alla proposta di dimissioni in massa dal Parlamento, avanzata dal direttore di questo giornale (il fatto quotidiano), con la solita scusa che sarebbe "Aventino", mentre sarebbe stato l'opposto: il gesto drammatico capace di costringere Berlusconi alla resa dei conti nel paese, anzichè consentirgli quotidiani nuovi acquisti nel "mercato delle vacche" cui ha ridotto la Camera e Senato. Queste "opposizioni" in realtà praticano un "Aventino" di subalternità e indolenza, visto che di fronte a una conclamata "emergenza democratica" (come hanno finito per pigolare i loro dirigenti) non hanno ancora trovato il modo di proclamare solennemente l'ostruzionismo a oltranza dei lavori parlamentari, utilizzando ogni comma di regolamento per paralizzarne totalmente i lavori, e costringere per questa via il ritorno alle urne.
Quanto al presidente della Camera, l'on.Fini userà i suoi poteri, che per regolamento sono enormi (il "calendario", se non c'è unanimità tra i capigruppo, lo decide il presidente) in obbedienza al dovere di imparzialità, la cui unica bussola è la Costituzione stessa, o si piegherà alle pretese lanzichenecche ed eversive di una maggioranza raffazzonata con "milioni o altra utilità", che intima la discussione immediata su leggi che meriterebbero le calende greche?
- il fatto quotidiano, domenica 20 Febbraio 2011 -

20 febbraio 2011

Amleto

Essere, o non essere - questa è la domanda: se sia più nobile per la mente soffrire i colpi e le frecce dell'oltraggiosa fortuna o prendere le armi contro un mare di affanni e, contrastandoli, finirli. Morire, dormire - nient'altro, e con un sonno dire fine alla stretta del cuore e ai mille tumulti naturali che eredita la carne. E' una consumazione da desiderare devotamente. Morire, dormire. Dormire, forse sognare; e qui è lo scoglio. Perchè, in quel sonno di morte, quali sogni possono venire, dopo che ci siamo cavati di dosso questo groviglio mortale, deve farci esitare. Ecco il motivo che dà alla sventura così lunga vita. Perchè chi sopporterebbe le frustate e gli scherni del tempo, il torto degli oppressori, l'offesa degli arroganti, gli spasimi dell'amore disprezzato, il ritardo della legge, l'insolenza delle cariche ufficiali, e gli insulti che il merito paziente riceve dagli indegni, quando da solo potrebbe darsi la sua quietanza con un semplice pugnale ? Chi vorrebbe portare pesi, per imprecare e sudare sotto una faticosa vita, se non fosse che il terrore di qualcosa dopo la morte, il paese inesplorato dal cui confine nessun viaggiatore ritorna, sconcerta la volontà e ci fa sopportare i mali che abbiamo piuttosto che volare ad altri che non conosciamo ? Così la coscienza ci fa codardi tutti, e così il colore naturale della risoluzione è contagiato dalla pallida cera del pensiero, e imprese di grande altezza e momento, per questa causa, deviano dal loro corso e perdono il nome di azione.
William Shakespeare

19 febbraio 2011

Lombardoni-Berlusconi, estate-Inverno 1986 “L’Utopia” di Tommaso Moro in una borsa di coccodrillo. – per chi non la conoscesse-

Nella realtà, il cavalier Fulvio Lombardoni e il cavalier Silvio Berlusconi, che supera l’immaginazione di Federico Fellini. Nell’estate del 1986 concede un’intervista a canale 5, di cui è proprietario.
Intervistatrice: “Lei è anche un grande studioso dei classici”
Il Cavaliere: “Ma no, non dica così”
Lei: “Si invece, non faccia il modesto. Lei, dottore ha appena pubblicato un’edizione pregiata dell’Utopia di Tommaso Moro, con una bellissima prefazione e una perfetta traduzione dal latino…”
Cavaliere: Bè, in effetti il latino non lo conosciamo tutti, bisogna tradurlo…” Luigi Firpo, 71 anni, studioso della storia rinascimentale, monumento di erudizione, cattedra di storia delle dottrine politiche all’Università di Torino, è in vacanza e sta facendo zapping. Quando l’intervistatrice legge alcune righe della prefazione di Berlusconi, l’anziano professore la riconosce immediatamente come sua, appena data alle stampe per l’editore Guida di Napoli. Riesce ad avere una copia edita dalla Silvio Berlusconi Communication e osserva che Berlusconi ha copiato interi brani della prefazione e della traduzione in latina. Scrive a Berlusconi intimandogli di ritirare tutte le copie. Berlusconi telefona scusandosi e accusando una segretaria disattenta. Il vecchio professore minaccia di portarlo in tribunale. Berlusconi cerca di blandirlo, gli telefona un giorno si e uno no, per sei mesi, raccontandogli barzellette. Lo invita a canale 5 per parlare del papa. Berlusconi è dietro le quinte con una busta di denaro “per il suo disturbo e per l’onore che ci fa”, che il professore sdegnosamente rifiuta. Berlusconi continua: per Natale una valigetta ventiquattrore in pelle di coccodrillo con le cifre LF in oro, un enorme mazzo di orchidee e un biglietto: “Per carità, non mi rovini”.
Firpo manda tutto indietro con un biglietto: “Preferisco la mia vecchia borsa sdrucita. Quanto ai fiori, per me e mia moglie, i fiori tagliati sono organi sessuali recisi”
Tratto da Patria 1978-2010 di Enrico Deaglio – 1986 pag.222 –

Tommaso Moro L’Utopia
Esaminando dunque e considerando meco questi Stati che oggi in qualche luogo si trovano, non mi si presenta altro, così Dio mi aiuti! Che una congiura di ricchi i quali, sotto nome e pretesto dello Stato, non si occupano che dei propri interessi. E immaginano e inventano ogni maniera, ogni arte con cui conservare anzitutto, senza paura di perderlo, ciò che hanno disonestamente ammucchiato essi e, in secondo luogo come serbar per sé, al prezzo più basso possibile, ciò che a fatica producono tutti i poveri, volgendolo a proprio utile. Queste subdole supposizioni i ricchi stabiliscono che vengano osservate in nome dello Stato, cioè anche in nome dei poveri, e così diventano legge! Ma questi uomini immoralissimi, che con insaziabile cupidigia si dividono tra loro i beni che sarebbero bastati a tutti, oh come son lungi tuttavia dalla felicità della repubblica di Utopia! Una volta tolta di mezzo da questa, insieme con l’uso, ogni cupidigia di denaro, di qual immenso cumulo di molestie ci si libera, qual selva di scellerataggini viene schiantata dalle radici! Chi ignora infatti che sopercherie, truffi, ladronecci, risse, sconvolgimenti, alterchi, sedizioni, assassinii, tradimenti, avvelenamenti, cui i supplizi s’affannano ogni giorno a punire anziché raffrenare, una volta tolto di mezzo il danaro se n’andrebbero anch’essi? Che, insieme col danaro, sparirebbero contemporaneamente paure, preoccupazioni, affanni, fatiche e veglie? La povertà stessa anzi, che è l’unica, pare, ad aver bisogno di danaro, levato di mezzo assolutamente il danaro, diminuirebbe via via anch’essa.

18 febbraio 2011

Platone

A che genere di uomini appartengo? A quello di chi prova piacere nell’essere confutato, se dice cosa non vera, e nel confutare, se qualcuno non dice il vero, e che, senza dubbio, accetta d’esser confutato con un piacere non minore di quello che prova confutando. Infatti, io ritengo che l’esser confutati sia un bene maggiore, nel senso che è meglio essere liberati dal male più grande piuttosto che liberarne altri. Niente, difatti, è per l’uomo un male tanto grande quanto una falsa opinione sulle questioni di cui ora stiamo discutendo. Se dunque anche tu sostieni di essere un uomo di questo genere, discutiamo pure; altrimenti, se credi sia meglio smettere, lasciamo perdere e chiudiamo il discorso.
(Platone, "Gorgia" 458a3-b3)

17 febbraio 2011

Caso Ruby...aspettiamo il 6 Aprile

Il decreto che dispone il giudizio immediato per Silvio Berlusconi e gli atti relativi all'inchiesta sul "caso Ruby" sono stati notificati ieri ai legali del premier.

Il coso : "Posso dire solo una cosa, che non sono per niente preoccupato".
Il coso : "Pensiamo di poter arrivare a 325 deputati alla Camera quindi la maggioranza ci consentirà di fare tutte le principali riforme a partire da quella della giustizia".
Il coso dopo l’incontro con i vertici della Lega : "Mi hanno dichiarato la loro vicinanza e la volontà di continuare con questo governo. Siamo quanto mai coesi e decisi a continuare la legislatura".
Il coso : "È una montatura infame, solo un voto di sfiducia può farmi cadere, non quattro magistrati politicizzati che vogliono sovvertire il voto popolare"
Maurizio Sacconi : "Con il rinvio a giudizio di Berlusconi l'anomalia giudiziaria italiana raggiunge il livello più alto".
Finocchiaro : “Chiediamo che Berlusconi si dimetta, che non faccia il coniglio dentro la tana e affronti il suo giudice naturale - Se non ha nulla da nascondere, presidente, non c'è ragione di avere paura. Berlusconi si deve dimettere anche per i guai che ha procurato al Paese, tra cui questo "Milleproroghe" che aumenta le tasse agli italiani”.
Bondi : “Le parole della signora Finocchiaro rivolte al presidente del Consiglio sono semplicemente volgari e disgustose. Se le restasse un residuo di correttezza e di coscienza del proprio ruolo, nonché della funzione della politica, chiederebbe immediatamente scusa”.
Bossi : Il governo andrà avanti solo "se ha i numeri", altrimenti "cade da solo"

Ripeterlo è perfino inutile. In qualsiasi altra democrazia al mondo un premier indagato per prostituzione minorile non sarebbe restato un minuto di più al suo posto. Pensate a Cameron, a Sarkozy, a Zapatero. Come avrebbero potuto tirarla in lungo accusando di qualsiasi cosa magistratura e informazione senza rischiare una rivolta di piazza? Figuriamoci se rinviati a giudizio con una motivazione di un giudice terzo ,il gip, che parla di “evidenza delle prove”. Ma in Italia c’è Berlusconi e anche in queste ore di marasma e di vergogna, mentre tutti i notiziari del globo aprono con la notizia che è senza precedenti, a Palazzo Grazioli il partito del tanto peggio può ancora alzare la voce. Fregatene, resisti, vai avanti: così lo consiglia la corte dei venduti e dei parassiti che, pur di non essere ricacciati nel nulla da cui sono stati tirati fuori(il vero miracolo italiano),lo sospingono di nuovo sul ring disposti a farlo massacrare pur di salvarsi. Un uomo con un residuo di lucidità avrebbe già capito dal rumoroso silenzio di Bossi che perfino il più fedele alleato ne ha le scatole piene.E quella gelida frase del cardinal Bagnasco: “Occorre trasparenza” non suona forse come la campana a martello del Vaticano? Con il Caimano ferito tutto è possibile. Ma se non darà ascolto alle voci del buon senso che gli indicano come unica via d’uscita le dimissioni immediate per poi giocarsi l’intera posta sul tavolo delle elezioni anticipate. Se, insomma, tenterà l’ultimo disperato arrocco trincerandosi dentro Palazzo Chigi con la sua maggioranza gonfiata da deputati comprati un tanto al chilo, allora toccherà all’opposizione uscire allo scoperto con un gesto forte, drammatico, senza precedenti come lo è il momento che viviamo. Se n’è già parlato: le dimissioni in blocco di tutti i gruppi e di tutti i parlamentari dell’opposizione. Camera e Senato già ridotte a enti inutili dall’inettitudine del governo non potrebbero sopravvivere. Un gesto estremo. Ma prepariamoci a ogni evenienza.
Dal Fatto quotidiano : 16/02/2011

16 febbraio 2011

I Promessi Sposi

Capitolo primo - Estratto -

Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia costiera dall'altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all'occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l'Adda rincomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l'acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni. La costiera, formata dal deposito di tre grossi torrenti, scende appoggiata a due monti contigui, l'uno detto di san Martino, l'altro, con voce lombarda, il Resegone, dai molti suoi cocuzzoli in fila, che in vero lo fanno somigliare a una sega: talché non è chi, al primo vederlo, purché sia di fronte, come per esempio di su le mura di Milano che guardano a settentrione, non lo discerna tosto, a un tal contrassegno, in quella lunga e vasta giogaia, dagli altri monti di nome più oscuro e di forma più comune. Per un buon pezzo, la costa sale con un pendìo lento e continuo; poi si rompe in poggi e in valloncelli, in erte e in ispianate, secondo l'ossatura de' due monti, e il lavoro dell'acque. Il lembo estremo, tagliato dalle foci de' torrenti, è quasi tutto ghiaia e ciottoloni; il resto, campi e vigne, sparse di terre, di ville, di casali; in qualche parte boschi, che si prolungano su per la montagna. Lecco, la principale di quelle terre, e che dà nome al territorio, giace poco discosto dal ponte, alla riva del lago, anzi viene in parte a trovarsi nel lago stesso, quando questo ingrossa: un gran borgo al giorno d'oggi, e che s'incammina a diventar città. Ai tempi in cui accaddero i fatti che prendiamo a raccontare, quel borgo, già considerabile, era anche un castello, e aveva perciò l'onore d'alloggiare un comandante, e il vantaggio di possedere una stabile guarnigione di soldati spagnoli, che insegnavan la modestia alle fanciulle e alle donne del paese, accarezzavan di tempo in tempo le spalle a qualche marito, a qualche padre; e, sul finir dell'estate, non mancavan mai di spandersi nelle vigne, per diradar l'uve, e alleggerire a' contadini le fatiche della vendemmia. Dall'una all'altra di quelle terre, dall'alture alla riva, da un poggio all'altro, correvano, e corrono tuttavia, strade e stradette, più o men ripide, o piane; ogni tanto affondate, sepolte tra due muri, donde, alzando lo sguardo, non iscoprite che un pezzo di cielo e qualche vetta di monte; ogni tanto elevate su terrapieni aperti: e da qui la vista spazia per prospetti più o meno estesi, ma ricchi sempre e sempre qualcosa nuovi, secondo che i diversi punti piglian più o meno della vasta scena circostante, e secondo che questa o quella parte campeggia o si scorcia, spunta o sparisce a vicenda. Dove un pezzo, dove un altro, dove una lunga distesa di quel vasto e variato specchio dell'acqua; di qua lago, chiuso all'estremità o piùttosto smarrito in un gruppo, in un andirivieni di montagne, e di mano in mano più allargato tra altri monti che si spiegano, a uno a uno, allo sguardo, e che l'acqua riflette capovolti, co' paesetti posti sulle rive; di là braccio di fiume, poi lago, poi fiume ancora, che va a perdersi in lucido serpeggiamento pur tra' monti che l'accompagnano, degradando via via, e perdendosi quasi anch'essi nell'orizzonte. Il luogo stesso da dove contemplate que' vari spettacoli, vi fa spettacolo da ogni parte: il monte di cui passeggiate le falde, vi svolge, al di sopra, d'intorno, le sue cime e le balze, distinte, rilevate, mutabili quasi a ogni passo, aprendosi e contornandosi in gioghi ciò che v'era sembrato prima un sol giogo, e comparendo in vetta ciò che poco innanzi vi si rappresentava sulla costa: e l'ameno, il domestico di quelle falde tempera gradevolmente il selvaggio, e orna vie più il magnifico dell'altre vedute. Alessandro Manzoni

15 febbraio 2011

Credere nella vita

E' buio ormai, dopo un giorno
di pesante monotono grigiore.
Un merlo lancia acuti trilli.
La sua voce rompe
il silenzio e l'oscurità:
espressione di vita, in momento
per me di sfiducia
e di invincibile inerzia.
Anche gli uccelli hanno
difficoltà e fatiche e sofferenze,
ma non si fermano né tacciono:
attivi e fedeli seguono
il loro ritmo vitale,
esempio di costanza agli uomini
facilmente abbattuti ed inetti
Il buio non è eterno né il silenzio
né le fatiche, né il dolore,
A tutto c'è rimedio, tutto ha termine
La vita ha sempre qualcosa da offrire
a chi si apre ad accogliere e donare.
Se guardi bene trovi sempre un fiore,
se ascolti attento udrai sempre un canto,
se tendi la mano troverai compagni,
se alzi lo sguardo il cielo sarà tuo.
Credi alla vita e saprai
scoprirne e goderne i doni
e poi accrescerli e condividerli.

Carla Piccinini

14 febbraio 2011

Se non ora quando

Non c'erano mimose in piazza. Non un solo ramoscello. Ma tappeti rossi che indicavano la strada verso piazza del Popolo. Dove non sventolavano i colori dei partiti, gli arcobaleni della pace e non ondeggiavano stemmi. Ma idee, passeggini, tacchi e scarpe basse, palloncini e rose. Qualche sciarpa bianca, il colore che è l'insieme di tutti i colori. E che è stato scelto per la giornata di oggi. Una giornata per dire se non ora quando. Per dire basta alla logica del bunga bunga. Per dire sì alla dignità delle donne.

Migliaia di donne, madri, figlie, nipoti, sono in piazza del Popolo perchè stanche di tacere di fronte alla «rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale» e alla diffusa cultura che «propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni, offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici». Ci sono tante donne famose, politici, attrici, ma anche personalità che hanno scelto di partecipare senza voler apparire.

A Napoli gridano "Dimissioni"e "Vergogna"
Una banda ha intonato piu' volte 'Bella ciao'.Dimissioni" e "Vergogna", sono i due slogan maggiormente scanditi nel corso della manifestazione che ha attraversato le strade di Napoli da piazza Matteotti e si e' concluso a piazza Dante. "Siamo 100mila, tutte non a disposizione di Berlusconi"

"Se fossi qui per criticare i festini hard mi potrebbero dire "sei moralista", ma quello che mi ha colpito di questa vicenda è quando il festino può diventare criterio di selezione della classe dirigente" Giulia Bongiorno


In questo momento Piazza del Popolo è una grande kermesse di colori, canti, suoni … l’allegria contagia tutti e tutte e, cosa straordinaria, sono tantissimi anche gli uomini. Padri, fidanzati, mariti, amici, che non hanno voluto abbandonare le loro compagne in momento così delicato e importante. Questa è la grande e meravigliosa novità di oggi a Piazza del Popolo!

Notizie da Internet

13 febbraio 2011

Pillole dal discorso di accettazione premio Nobel Mario Vargas Llosa

Dalla caverna ai grattacieli, dalla garrota alle armi di distruzione di massa, dalla vita tautologica della tribù all'era della globalizzazione, le finzioni della letteratura hanno moltiplicato le esperienze umane, impedendo che uomini e donne soccombiamo al letargo, all'astrazione, alla rassegnazione. Niente ha seminato tanto l'inquietudine, rimosso tanto l'immaginazione e i desideri, come questa vita di bugie che aggiungiamo a quella che abbiamo grazie alla letteratura per essere protagonisti delle grandi avventure, delle grandi passioni che la vita vera non ci darà mai. Le bugie della letteratura diventano realtà attraverso di noi, lettori trasformati, contaminati da aneli e, per colpa della finzione, in perenne discussione con la mediocre realtà. Stregonerie che, all'illuderci di avere quello che non abbiamo, essere quello che non siamo, accedere a questa impossibile esistenza in cui, come dei pagani, ci sentiamo terreni ed eterni insieme, la letteratura introduce nei nostri spiriti l'anticonformismo e la ribellione, che sono dietro tutte le imprese che hanno contribuito a diminuire la violenza nelle relazioni umane. A diminuire la violenza, non sconfiggerla. Perché la nostra sarà sempre, per fortuna, una storia inconclusa. Per questo dobbiamo continuare a sognare, leggere e scrivere, il modo più efficace che abbiamo trovato di alleviare la nostra condizione mortale, di sconfiggere il carcoma del tempo e di trasformare in possibile l'impossibile.
Mario Vargas Llosa (Arequipa 28 Marzo 1936 – Premio Nobel per la letteratura 2010 )

12 febbraio 2011

Trattato sulla tolleranza

Ma come! Sarà dunque permesso a chiunque di credere soltanto alla propria ragione e di pensare soltanto ciò che questa, illuminata o errante, gli suggerirà? Certo che sì, purché costui non turbi l’ordine: infatti, se non dipende dall’uomo il credere o il non credere, dipende certamente da lui il rispettare gli usi della patria; chi poi affermasse che il non credere nella religione dominante costituisce un crimine, si farebbe egli stesso accusatore dei primi cristiani suoi padri e giustificherebbe proprio coloro che egli accusa come persecutori.
Si risponderà che c’è una grande differenza, che tutte le altre religioni sono opera degli uomini e che la chiesa cattolica apostolica romana è, sola, opera di Dio. Ma, ragionando in buona fede, la nostra religione, per il fatto che è divina, dovrebbe forse imporsi con l’odio, con la persecuzione, l’esilio, la confisca dei beni, la prigione, la tortura, il delitto e per giunta rendere grazie a Dio per tali delitti? Quanto più la religione cristiana è divina, tanto meno toccherà all’uomo imporla. Se Dio l’ha fatta, Dio la sosterrà anche senza di voi. Ricordate che l’intolleranza non produce che ipocriti o ribelli: quale funesta alternativa!
Infine, vorreste far difendere dal boia la religione di un Dio che dal boia è stato ucciso e che non ha predicato se non la dolcezza e la pazienza? Considerate, vi prego, le spaventose conseguenze del diritto di intolleranza. Se fosse permesso spogliare dei suoi beni, gettare in prigione, uccidere un cittadino il quale, in un certo grado di latitudine, non professasse la religione ivi ammessa, in forza di quali eccezioni potrebbero essere esentati dalle stesse pene i capi dello Stato? La religione impegna ugualmente il monarca come il mendicante . . .
Non mi rivolgerò dunque più agli uomini, ma a te, Dio di tutti gli esseri, di tutti i mondi e di tutti i tempi: se è permesso a deboli creature perdute nell’immensità e impercettibili al resto dell’universo, osare di domandarti qualcosa, a te che tutto hai donato, a te i cui decreti sono immutabili quanto eterni, degnati di considerare pietosamente gli errori connessi alla nostra natura; che questi errori non siano per noi fonte perenne di calamità. Tu non ci hai dato un cuore perché ci odiassimo, mani perché ci sgozzassimo; fa’ che sappiamo aiutarci a vicendevolmente a sopportare il fardello d’una vita penosa e breve; che le piccole differenze intercorrenti fra i vestiti che coprono i nostri deboli corpi, fra i nostri imperfetti linguaggi, fra tutte le nostre ridicole usanze, fra tutte le nostre leggi imperfette, fra tutte le nostre opinioni insensate, fra tutte le nostre condizioni così disparate agli occhi nostri e così uguali ai tuoi; che tutte le lievi sfumature distinguenti quegli atomi chiamati uomini, non siano segnacoli di odio e di persecuzione. Che coloro i quali accendono ceri in pieno giorno per celebrarti sopportino coloro che si contentano della luce del tuo sole; che coloro i quali ricoprono le loro tonache con una tela bianca per significare che bisogna amarti non odino coloro i quali affermano la stessa cosa ricoperti da un mantello di lana nera; che sia considerata la stessa cosa l’adorarti servendosi di un’antica lingua o adoperandone una più recente; che gli uomini rivestiti di abiti rossi o violetti, che dominano su una piccola parte del piccolo ammasso di fango di questo mondo, che posseggono qualche tondeggiante frammento di un certo metallo, godano senza orgoglio di ciò che essi chiamano grandezza e ricchezza e che gli altri uomini li sopportino senza invidia: tu sai infatti che in tali vanità non c’è nulla da invidiare né di cui inorgoglirsi.
Possano tutti gli uomini ricordarsi che sono fratelli! Aborrire la tirannia esercitata sulle anime, così come hanno in esecrazione il brigantaggio, che sottrae con la violenza il frutto del lavoro e della pacifica industria! Se i flagelli della guerra sono inevitabili, almeno non odiamoci, non straziamoci a vicenda nei tempi di pace, e impieghiamo l’istante della nostra esistenza a benedire ugualmente in mille lingue diverse, dal Siam alla California, la tua bontà che ci ha donato quest’istante!
Voltaire

11 febbraio 2011

150 anni dall'unità d'Italia...la Terra dei cachi

Il 20 Febbraio 1996, Elio e le Storie Tese irrompono nella monotonia del 46° Festival di Sanremo con la "Terra dei cachi" e, con tono lirico, iniziano a cantare. La canzone parla del nostro Paese e contiene diverse citazioni nascoste tra cui quella del famoso discorso di Scalfaro dell'Italia che non ci sta, sarà apprezzatissima da pubblico e critica.

La Terra dei cachi
Parcheggi abusivi, applalti abusivi, villette abusive, abusi sessuali abusivi;
tanta voglia di ricominciare abusiva.
Appalti truccati, trapianti truccati, motorini truccati che scippano donne truccate;
il visagista delle dive è truccatissimo.
Papaveri e papi, la donna cannolo, una lacrima sul viso. Italia si Italia no Italia bum, la strage impunita.
Puoi dir di si opuoi dir di no, ma questa è la vita.
Prepariamoci un caffè, non rechiamoci al caffè
c'è un commando che ci aspetta per assassinarci un pò.
Commando si commando no, commando omicida.
Commando pam commando papapapapam, ma c'è la partita
il commando non ci sta e allo stadio si ne va,
sventolando il bandierone non più sangue scorrerà;
infetto si? Infetto no? Quintali di plasma.
Primario si primario dai, primario fantasma,
io fantasma non sarò e al tuo plasma dico no.
Se dimentichi le pinze fischiettando ti dirò
"fi fi fi fi fi fi fi fi, ti devo una pinza,
fi fi fi fi fi fi fi fi, ce l'ho nella panza"
Viva il crogiuolo di pinze. Viva il crogiuolo di panze.
Quanti problemi irrisolti ma un cuore grande così.
Italia si Italia no Italia gnamme, se famo du spaghi.
Italia sob Italia prot, la terra dei cachi.
Una pizza in compagnia una pizza da solo;
un totale di due pizze e l'Italia è questa qua.
Fufafifì fufafifì Italia evviva.
Italia perfetta, perepepè nanananai.
Una pizza in compagnia, una pizza da solo
in totale molto pizzo, ma l'Italia non ci st.
Italia si Italia no, Italia si
Uè, Italia no, uè uè uè uè uè.
Perche la terra dei cachi è la terra dei cachi.
No
Elio e le Storie Tese

Ci aggiungerei
L'Italia dell'Aquila e l'Italia degli sciacalli,
L'Italia della Costituzione e l'Italia delle leggi ad personam,
L'Italia contro la guerra e delle missioni di pace,
L'Italia emigrata e l'Italia razzista,
L'Italia dell'amore di un papà e l'Italia dell'obbligo alla vita di un Papa,
L'Italia di Pavarotti e di Emanuele Filiberto a Sanremo
L'Italia tricolore e l'Italia triverde

Post scriptum : Pregherei vivamente "fave di fuca?" che si nasconde dietro l'anonimato di non commentare più su questo blog.

10 febbraio 2011

Caro amico

Caro amico,
fuggi dai pensieri futili
dalle lamentele inzuppate di malinconia
non serve a niente, se non
a guardare intorno
la gente che si sveglia
dalla mattina alla sera
lottando per il pane o
per far passare decentemente le ore
e vagare in uno spazio irreale
come l’astronauta
sulla sconosciuta luna
per scoprire
minimi segni
di vita esistenziale.
Cani randagi affamati
donne malate impellicciate
ragazzi intontiti
di fumi, pastiglie
con bicchieri colmi
per dimenticare.
Camminare su questa terra
invocando l’eternità del mare
rimpiangendo paradisi perduti
in un diluvio di esplosioni
di una vita da amare?
Ma il tempo fugge.
L’inesorabile maestro
ammonisce.
Ci spinge ad essere
maturi, non lamentosi
sereni
nell’equilibrio dovuto
dentro di noi
compiuterizzati
freddi
consci
ma reali.
Le magie del piacere dell’anima
sono più complicate
dei semplici giri marini
e dei rosei crepuscoli del sole.
Pensaci bene, amico mio.
Sono le pene, gli orrendi passi,
le paure e pianti
a portarci nel paradiso dei mari pensati.
Devi credere e amare
lontano dai melanconici
dondolamenti
scrutando l’orizzonte
pieno di segreti
e di possibilità
reali.

Bojana Bratic Ivic (1941 Belgrado)

09 febbraio 2011

Elettori leghisti...vi và proprio bene così?

Dunque riassumo. La lega. Ha un capo, Bossi, condannato in via definitiva a otto mesi di reclusione per 200 milioni di finanziamento illecito dalla maxi-tangente Enimont. Ha l’erede “il trota”, che pur essendo un pluribocciato, ha ottenuto da papà un posto di consigliere regionale in Lombardia, al pari della Minetti, a 10.000 euro al mese: alla faccia dei suoi coetanei intelligenti e laureati. Aveva una banca pagata con i soldi dei contribuenti leghisti, la Credieuronord, della quale ha fatto un’amministrazione dissenata impoverendo migliaia di piccoli risparmiatori leghisti che credevano ciecamente in lei, salvata grazie all’amico del “coso”, Fiorani, che annegò i debiti della lega nella popolare di Lodi. Ha firmato la finanziaria Tremonti che ha tolto i fondi alle forze della polizia e dei carabinieri, alla scuola, ai comuni e alle regioni. Ha sottoscritto il lodo Alfano e il legittimo impedimento, entrambi respinti come incostituzionali dalla Corte costituzionale. Ha regalato alla Libia del dittatore Gheddafi sei unità navali per i pattugliamenti in mare, tramite il ministro Maroni. Ha rispedito in Libia, tra il 6 maggio e il 30 agosto, 757 persone immigrate senza verificare il trattamento subito dai respinti: le carceri libiche, le provasse lui, sono un inferno, ricordatevelo. Ha proposto un federalismo fallimentare, dove i sindaci, lasciati soli, dovranno trovare i soldi per attuare il federalismo sostanzialmente con aumenti di tasse sui cittadini (addizionale irpef, tasse di soggiorno, tasse di scopo…) e dove i beneficiari sono i più ricchi. Ha volgarizzato il linguaggio dei nostri adolescenti e i loro comportamenti abituandoli al dito medio alzato, pernacchie, rozzezze e bassezze varie. E per concludere (post del 4 Febbraio – Il Sindaco leghista: “Non fatela mangiare” - ) proibisce, tramite un amministratore locale, a una bambina africana di 4 anni di mangiare in mensa assieme ai suoi compagni, costringendola a separarsi da loro che vede rimaner li…; e dopo due giorni scoppia a piangere. Ma come si fa, vi domando, ad essere così cattivi , biechi, egoisticamente insensibili? Come si fa a non provare nulla guardando o anche solo pensando agli occhi umidi di una bambina? Ma, voi cari elettori leghisti, vi riconoscete e accettate davvero le decisioni politiche come quella di far passare il federalismo municipale per decreto, esautorando il Parlamento dalle proprie funzioni, e accettando davvero i comportamenti privi di umanità dei vostri capi? E alla fine, cari elettori leghisti, vi chiedo e vi domando: “Ma vi và proprio bene così?”

(riporto dal fatto quotidiano)

08 febbraio 2011

Il nome della rosa

Nell’autunno del 1980 esce Il Nome della Rosa. Il libro viene tradotto e venduto in tutto il mondo, diventa un long seller in circa trentacinque paesi. L’autore è Umberto Eco uno dei più importanti intellettuali italiani. Il libro è un giallo ambientato in un’abbazia benedettina del Nord Italia, dove si scontrano due correnti di pensiero, l’una che crede nella ragione, l’altra rigorista e fanatica. Ironia, intelligenza, tanta Chiesa, tanti misteri.

Stralcio dal libro:
In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. Questo era in principio presso Dio e compito del monaco fedele sarebbe ripetere ogni giorno con salmodiante umiltà l’unico immodificabile evento di cui si possa asserire l’incontrovertibile verità. Ma videmus nunc per speculum et in aenigmate e la verità, prima che faccia a faccia, si manifesta a tratti (ahi, quanto illegibili) nell’errore del mondo, così che dobbiamo compitarne i fedeli segnacoli, anche là dove ci appaiono oscuri e quasi intessuti di una volontà del tutto intesa al male. Giunto al finire della mia vita di peccatore, mentre canuto senesco come il mondo, nell’attesa di perdermi nell’abisso senza fondo della divinità silenziosa e deserta, partecipando della luce inconversevole delle intelligenze angeliche, trattenuto ormai col mio corpo greve e malato in questa cella del caro monastero di Melk, mi accingo a lasciare su questo vello testimonianza degli eventi mirabili e tremendi a cui in gioventù mi accade di assistere, ripetendo verbatim quanto vidi e udii, senza azzardarmi a trarne un disegno, come a lasciare a coloro che verranno (se l’Anticristo non li precederà) segni di segni, perché su di essi si eserciti la preghiera della decifrazione

07 febbraio 2011

In Italia

Fabrizio Tarducci, noto come Fabri Fibra, classe 1976, marchigiano di Senigallia, è giunto al successo nel 2006 con Applausi per Fibra, nel cui videoclip il rapper appare con la t-shirt "Io odio Fabri Fibra".Nel 2008 entra in rotazione radiofonica "In Italia", il suo singolo cantato con Gianna Nannini.

Ci sono cose che nessuno ti dirà
ci sono cose che nessuno ti dirà,
sei nato e morto qua
sei nato e morto qua
nato nel paese della mezza verità
dove fuggi?
In Italia pistole in macchina
in Italia Machiavelli e Foscolo
in Italia campioni del mondo
sono in Italia
benvenuto in Italia
fatti una vacanza al mare in Italia
meglio non farsi operare in Italia
non andare all'ospedale in Italia
la bella vita in Italia
le grandi serate e i gala
in Italia fai affari con la mala in Italia
il vicino che ti spara in Italia
Ci sono cose che nessuno ti dirà
ci sono cose che nessuno ti dirà
sei nato e morto qua
sei nato e morto qua
nato nel paese delle mezze verità
dove fuggi?
In Italia i veri mafiosi sono in Italia
i più pericolosi sono in Italia
le ragazze nella strada in Italia
mangi pasta fatta in casa
in Italia poi ti entrano i ladri in casa
in Italia non trovi un lavoro fisso
in Italia ma baci il crocefisso in Italia
i monumenti in Italia
le chiese con i dipinti
in Italia gente con dei sentimenti
in Italia la campagna e i rapimenti
dove fuggi?
In Italia le ragazze corteggiate
in Italia le donne fotografate
in Italia le modelle ricattate
in Italia impara l'arte
in Italia gente che legge le carte
in Italia assassini mai scoperti
in Italia volti persi e voti certi
Ci sono cose che nessuno ti dirà
ci sono cose che nessuno ti dirà
sei nato e morto qua
sei nato e morto qua
nato nel paese delle mezze verità.
Dove fuggi