31 dicembre 2009

Un altro anno se ne va

E’ arrivata ancora la fine di un altro anno. Non è un eufemismo ma il tempo ci corre via, veloce come il vento spazzando tutto quello che abbiamo vissuto. Un anno lungo e tosto. Dentro c’è stato di tutto, e scriverlo qui sarebbe troppo lungo. Una cosa però fondamentale non posso fare a meno di evidenziare ; è stato finalmente e per sempre reciso un “cordone ombelicale” secco, tutta apparenza e niente sostanza, una mela marcia finalmente recisa. Pochi attimi di respiro, tanto da fare per nostro figlio Federico qualche volta ho pensato persino di non farcela e di smettere di “lottare” per avere qualcosa di meglio, soprattutto da me stesso. Certi momenti mi sono sentito solo ma poi guardandomi intorno mi sono accorto di quanto le persone a cui tengo veramente…mia moglie Carla, mio figlio Federico e gli amici ci fossero sempre in ogni istante. Con loro a volte sono stato certamente nervoso e qualche volta assente e per questo me ne scuso. Con l’arrivo del nuovo anno si dovrebbero buttare via le cose vecchie ma io vado controcorrente e me le tengo tutte, senza dimenticare nulla, in primis la caduta della “mela marcia”…almeno qualcosa imparerò dai miei errori. Per il 2010 solo voglia di vivere con una buona dose di elasticità e imprevedibilità. Un anno buono soprattutto per lui (Federico) per lei (Carla) e per tutti i nostri amici. In culo a tutti e buon 2010.

Il Tema
Un anno è andato via della mia vita, già vedo danzar l' altro che passerà.
Cantare il tempo andato sarà il mio tema perchè negli anni
uguale sempre è il problema:

e dirò sempre le stesse cose viste sotto mille angoli diversi,
cercherò i minuti, le ore, i giorni, i mesi, gli anni,
i visi che si sono persi,canterò soltanto il tempo...

Ed ora dove sei tu che sapevi ridare ai giorni e ai mesi un qualche senso.
La giostra dei miei simboli fluisce uguale per trarre
anche dal male qualche compenso:

e dirò di pietre consumate, di città finite, morte sensazioni,
racconterò le mie visioni spente di fantasmi e gente lungo le stagioni
e canterò soltanto il tempo...

E via, e via, e via parole vane che scivolano piane dalle chitarre
e se ne vanno e vibrano, non resta niente,
un suono chesi sente e poi scompare...

E sono qui sempre le stesse cose viste sotto mille angoli diversi, e cercherò i minuti, le ore, i giorni, i mesi, gli anni, i visi che si sono persi,
e canterò soltanto il tempo...
Francesco Guccini

30 dicembre 2009

Top ten album rock italiani (classifica personale)

Dopo la top ten degli album rock vado, anche per accontentare Orsabruna, a presentare una lista, sempre personale, sulla musica rock/pop italiana. La musica rock-pop italiana è sempre stata riconosciuta come una imitazione verso i gruppi britannici (Pink Floyd-Genesis-Gentle Giant ect). Molti gruppi italiani rimasero fenomeni locali e furono poi dimenticati, pochi (Orme-PFM-Banco del Mutuo Soccorso)divennero famosi anche all'estero.

TOPO TEN ALBUM ROCK ITALIANI

1- Collage Orme
2- Concerto Grosso Vol1 New Trools
3- Banco del Mutuo Soccorso Banco del Mutuo Soccorso
4- Impressioni di Settembre PFM
5- Crac Area
6- La valle dei templi Perigeo
7- Aria Alan Sorrenti
8- Storia di un minuto PFM
9- Felona e Sorona Orme
10- Dolce Acqua Delirium

Insomma una riproduzione in toto del rock sinfonico britannico: brani lunghi e strutturati, testi sosfiticati, contaminazione con la musica classica, soluzioni ritmiche complesse e via dicendo.

Un attimo una vita...

E’ proprio vero, lo lasciamo proprio sfuggire “l’attimo fuggente”. Forse la paura di vivere la vita, forse adesso non ho tempo ci penserò più avanti o forse la propria egoistica ragione di vivere. Tremo al solo pensiero di dovermi trovare a rimpiangere quello che non ho fatto e avrei potuto fare…ma probabilmente sarà proprio così. Poesia scoperchiante che ti pone davanti all’eterno dilemma : “Ho veramente vissuto il mio “attimo fuggente”.

Istanti
Se potessi vivere nuovamente la mia vita
nella prossima cercherei di commettere più errori.
Non cercherei di essere tanto perfetto,
mi rilasserei di più.
Sarei più sciocco di quanto lo sono stato,
di fatto prenderei ben poche cose sul serio.
Sarei meno igienico.

Correrei più rischi,
farei più viaggi,
guarderei più tramonti,
salirei più montagne,
nuoterei in più fiumi.

Andrei in più posti dove mai sono andato,
mangerei più gelati e meno fave,
avrei più problemi reali e meno immaginari.

Io sono stato una di quelle persone che ha vissuto sensatamente
e proficuamente ogni minuto della sua vita;
certo che ho avuto momenti di gioia.

Ma se potessi tornare indietro cercherei
di avere soltanto buoni momenti.
Che se non lo sapete, di quello è fatta la vita,
solo di momenti; non ti perdere l'oggi.

Io ero uno di quelli che non
andava mai da nessuna parte senza un termometro,
una borsa d'acqua calda,
un ombrello e un paracadute;
se potessi tornare a vivere, vivrei più leggero.

Se potessi tornare a vivere
comincerei ad andare scalzo all'inizio
della primavera
e continuerei così fino alla fine dell'autunno.

Farei più giri in calesse,
contemplerei più albe
e giocherei con più bambini,
se mi trovassi di nuovo la vita davanti.
Ma guardate, ho 85 anni e so che sto morendo.
Jorge Luis Borges

29 dicembre 2009

Top ten album rock (classifica personale)

Stavo pensando…è dal 17 Luglio che non parlo più di musica. Ho parlato e descritto di tante cose in questo periodo e ho tralasciato Lei , quella che più in particolare mi ha colpito e continua ad affascinarmi : la musica…ho incominciato ad ascoltare musica agli inizi degli anni ’70 (1972) quando nel primo pomeriggio di ogni venerdì ascoltavo Hit Parade, la trasmissione radiofonica condotta da Lelio Luttazzi. Certamente voi mi direte bell’inizio per incominciare. Penso però che la maggior parte dei ragazzi della mia generazione abbiano incominciato così, poi…con il passare del tempo mi sono affinato. Ho provato a stilare una classifica , del tutto personale, su quali possano essere stati i migliori 10 album rock di questi 60 anni di, per l’appunto ,musica rock. Chiaramente il mio parere è dovuto a determinati gusti , conoscenze o competenze musicali ; vi invito perciò, se tra questi da me scelti, non compare il vostro preferito, di poterlo aggiungere. Io intanto vado per la mia strada e vi propongo la mia classifica.


TOP TEN ALBUM ROCK

1- Nursery Cryme Genesis

2- The Dark side of the moon Pink Floyd

3- Deep Purple in Rock Deep Purple

4- Led Zeppelin IV Leed Zeppelin

5- The Joshua Tree U2

6- Disraeli Gears Cream

7- Appetite for Descruction Gun’s Roses

8- Are you Experienced Jimi Hendrix

9- Selling England by the pound Genesis

10- Abraxas Santana


A Voi ora…

28 dicembre 2009

Diamo un senso alla nostra vita

Un brano del 2001 di Giorgio Gaber. Uno sguardo sul nostro mondo malato : donne stuprate, scontri allo stadio, globalizzazione, xenofobia strisciante della Lega. Certo ognuno può vederci ciò che gli pare io, per mio conto, ci vedo la sconfitta della Sua e della mia generazione…

VERSO IL TERZO MILLENNIO

E tu mi vieni a dire che l’uomo muore lontano dalla vita lontano dal dolore e in questa quasi indifferenza non è più capace di ritrovare il suo pianeta
fatto di aria e luce.

E tu mi vieni a dire che il mio presente è come un breve amore del tutto inconsistente che preso dai miei sogni io non mi sto accorgendo
che siamo al capolinea al temine del mondo.

E tu mi vieni a dire che tutto è osceno che non c’è più nessuno che sceglie il suo destino non ci rendiamo conto che siamo tutti in preda di un grande smarrimento.
E sento che hai ragione se mi vieni a dire che l’uomo sta correndo e coi progressi della scienza ha già stravolto il mondo però non sa capire che cosa c’è di vero nell’arco di una vita tra la culla e il cimitero.

E tu mi vieni a dire c’è solo odio ci sarà sempre qualche guerra qualche altro genocidio e anche in certi gesti che sembran solidali
non c’è più un individuo siamo ormai tutti uguali.

E sento che hai ragione se mi vieni a dire che anche i più normali in mezzo ad una folla diventano bestiali e questa specie di calma del nostro mondo civile è solo un’apparenza solo un velo sottile.

E tu mi vieni a dire quasi gridando che non c’è più salvezza sta sprofondando il mondo ma io ti voglio dire che non è mai finita
che tutto quel che accade fa parte della vita.

Ma io ti voglio dire che non è mai finita
che tutto quel che accade fa parte della vita.
Giorgio Gaber.

27 dicembre 2009

Don Gelmini a Berlusconi : vorrei dirti ti amo

http://www.terninrete.it/headlines/articolo_view.asp?ARTICOLO_ID=210763

" Io ti voglio bene e vorrei dirti ti amo " . Così si è rivolto Don Pierino Gelmini a Silvio Berlusconi al termine della telefonata che il Premier ha fatto alla Comunità Incontro , il 26 dicembre. " Qualcuno ti ha definito il diavolo ( il riferimento è ad Antonio Di Pietro n.d.r. ) ma di solito si riconoscono diavoli coloro che diavoli sono. Noi ti vogliamo bene ". Lo show di Don Gelmini è stato in crescendo e con voce forte e appassionata, rivolgendosi a Berlusconi gli ha gridato " non avere paura, tieni botta e vai avanti. Non arrenderti, per favore.

L'Italia sembra diventata, improvvisamente, un Bacio Perugina. A memoria d'uomo non si ricorda un politico che parla d'amore come lo sta facendo Berlusconi in questi giorni. In genere, gli uomini politici puntano ai voti tutt'al più a guadagnarsi la stima e la fiducia dei cittadini. L'attuale Premier, invece, punta a farsi amare, possibilmente da tutti. A questo proposito ha citato l'ennesimo sondaggio in suo possesso : " 2 italiani su 3 sono con me ". Se è poi è vero o non è vero è un altro discorso. L'importante è che passi l'idea che la stragrande maggioranza degli italiani è con lui. Tornando all'amore: " i nostri avversari hanno ironizzato dicendo che stiamo dando vita ad un partito dell'amore. Io lo dico senza ironia, è proprio così. Noi intendiamo essere tutti uniti, coloro che amano e rispettano gli altri per portare avanti il duro lavoro che ancora ci aspetta e per fare del nostro Paese un Paese migliore e per dare a tutti i ragazzi la possibilità di realizzarsi e di guardare al futuro con sicurezza. Mettiamoci insieme, tutti noi, persone di buona volontà che credono nell'amore e che credono che l'amore possa vincere l'invidia e l'odio . Sempre di più , ha continuato Berlusconi, sono convinto che l'amore vince su tutto, non solo sull'odio che rende violente contro l'avversario politico le menti più fragili. Al contrario di ciò che noi facciamo perchè noi rispettiamo l'avversario politico ". Berlusconi ha poi confermato che tornerà alla vita politica attiva il 7 gennaio " quando i segni che porto ancora sul volto saranno spariti ". Ha rassicurato i suoi : " non mollerò e assolutamente continuerò nell'attività di governo. Ci dedicheremo alle riforme per rimodernare lo Stato in tutti i suoi comparti ". Infine una promessa a Don Gelmini : " Ti garantisco che lavoreremo con te per un'Italia finalmente libera dalla droga. Il tuo è un lavoro incredibile che ha dato speranza. Mi danno notizia che stai aprendo nuovi centri in Nigeria, Albania e Nuova Guinea, è una cosa fantastica che tu abbia ancora questa prospettiva verso il futuro e vivi i progetti in modo indomito come se fossi un ragazzo. Noi dobbiamo prendere esempio da te ". E trionfo fu.


26 dicembre 2009

Acqua alta a Venezia


Ricordo Venezia

Venezia, un sasso
quattro salti al mare, poi
sprofondi nel mistero

eri entrata dalla mia finestra
come un'alba, dal fumo della notte
in un giorno passeggero

tu, io e l’odore del silenzio che galleggia
una carezza per un viaggio
da passare al cuore

oggi che ti guardo
carta consumata, vera
nella lacrima d’inchiostro

ricordo il tuo profumo
luce nella nebbia, quando
ancora ti respiravo vento.

~ Nunzio Buono ~

25 dicembre 2009

Natale se ne è andato e adesso cosa rimane...

Stenditi qui con me stringimi e non parlare
c'è sempre poco spazio per l'amore
appena dopo un duro colpo al cuore

svegliati piano e poi
aiutami a ripartire
c'è stato poco tempo per capire un breve istante prima del dolore

cadono (cosa rimane davvero) luna e sole
labbra senza più fiato ne parole un ricordo una preghiera da staserà ricomincerò
ecco che rimane

calmala la mia follia
di colpo si è squarciato il velo
sceso in fondo alla città ferita
tra quei resti c'era la mia vita

cadono (cosa rimane davvero) luna e sole
labbra senza più fiato ne parole
un ricordo una preghiera da stasera ricomincerò
ecco che rimane
cadono (cosa rimane di vero) stelle e cielo
occhi senza più sete ne futuro
la memoria la promessa da stasera ricomincerò
ecco che rimane

cosa rimane davvero intorno a noi quando l'orrore è sceso su tutto ormai
se odio o aiuto saranno la verità
lo scopriremo domani

cosa rimane di vero dentro di noi
l'inizio del giorno dopo ce lo dirà
non resta che una via il senno di poi
cosa rimane il domani (ad lib)
cadono luna e sole
labbra senza parole per voi
cadono cielo e stelle
occhi senza più sete per voi
uh uh ricomincerò
vivrò vivrò il domani
Andrea del Principe

24 dicembre 2009

Buon Natale

Se fossi un filosofo, dovrei scrivere una filosofia dei giocattoli,
per dimostrare che nella vita non bisogna prendere nient'altro sul serio e che il giorno di Natale in compagnia dei bambini è una delle pochissime occasioni
in cui gli uomini diventano completamente vivi.”
(Robert Lynd)

Non ti curar di loro ma guarda e passa...

Mi accorgo giorno dopo giorno che non mi mancano proprio, anzi. Proprio oggi ci pensavo su e mi chiedevo : “ Ma come facevo a frequentare sti strani individui ? “ Personaggi estremamente strani che dall’alto del loro orgoglio e egoismo si permettevano di trattare la gente con la melliflua bontà di chi stà un gradino più su. Eppure stavo insieme a loro. Strana la vita ma basta che un pezzo del puzzle non si incastri e lì casca l’asino. Ci sono arrivato tardi a capire il loro “schifo”. C’era si qualcosa dentro di me che non quadrava, c’era sempre quella strana sensazione si ecco quel loro mondo di sentirsi in un piedistallo di sputare sentenze anche quando non era proprio il caso. E continuavo a chiedermi il perché di quella loro continua necessità di staccare la spina, di cercare evasione…la loro “debolezza” di vivere…palline colorate nella naturale apparenza di un albero di natale plastificato. Stò proprio bene, anzi stiamo proprio bene. “Non ti curar di loro ma guarda e passa” (Dante III Canto dell’Inferno). Indietro non si torna un maglio ha picchiato duro e mi ha presentato dinnanzi tutto quello che non vedevo , senza sconti, tutto li, ben in vista, cristallino…e magari son capaci di dirti : “Non ci avevo pensato”…

23 dicembre 2009

Vivere può essere una poesia


Poesia dedicata a chi ha bisogno di riflettere sull'egoismo e sulla egoistica versione dell'"io" nei rapporti umani. Bellissimo inno all'amore inteso come filosofia volta al totale altruismo. Perchè è così difficile per alcuni capire che immensa gioia è "il donarsi"
Alla vita
La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell'al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non é uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla é più bello, più vero della vita.

Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.
Nazim Hikmet

22 dicembre 2009

Tutto il tempo del mondo

Abbiamo tutto il tempo del mondo
abbastanza tempo perchè la vita ci sveli
tutte le cose preziose che l'amore ha in serbo
Abbiamo tutto il tempo del mondo
se questo è tutto ciò che abbiamo, scoprirai
che non abbiamo bisogno di nulla di più

Ogni passo fatto su questa strada ci troverà
con le preoccupazioni del mondo dietro di noi

Abbiamo tutto il tempo del mondo
semplicemente per l'amore
nulla di più, nulla di meno
solo amore

Ogni passo fatto su questa strada ci troverà

con le preoccupazioni del mondo dietro di noi

Abbiamo tutto il tempo del mondo
semplicemente per l'amore
nulla di più, nulla di meno
solo amore
Louis Armstrong

21 dicembre 2009

Il significato magico del solstizio d'inverno

E' iniziato il periodo delle celebrazioni e dei festeggiamenti per il Natale e, come ogni anno, la moltitudine globalizzata, con giustificazioni astrattamente religiose, si immergerà repentinamente e totalmente nella demonia del consumismo sfrenato, senza comprendere minimamente o implicitamente che in quei giorni specifici del ciclo annuale qualcosa di straordinario e di magico accade, un evento cosmico che assumeva un alto valore simbolico in tutte le forme assunte dalla Tradizione Primordiale. Questo nostro scritto è mirato proprio a precisare il suddetto aspetto tradizionale, compenetrandolo in una visione organica, che liberi il campo da integralismi e settarismi d’ogni tipo, esplicitando il senso universale di quello che è comunemente conosciuto come il Solstizio d’Inverno, appartenente, in forme giustamente diverse, alla spiritualità di tutte le religioni del mondo. “Non dimentichiamo, infatti, che quell’avvenimento iniziò ad essere celebrato dai nostri antenati, ad esempio presso le costruzioni megalitiche di Stonehenge, in Gran Bretagna, di Newgrange, Knowth e Dowth, in Irlanda o attorno alle incisioni rupestri di Bohuslan, in Iran, e della Val Camonica, in Italia, già in epoca preistorica e protostorica. Esso, inoltre, ispirò il “frammento 66” dell’opera di Eraclito di Efeso (560/480 a.C) e fu allegoricamente cantato da Omero (Odissea 133, 137) e da Virgilio (VI° libro dell’Eneide). Quello stesso fenomeno, fu invariabilmente atteso e magnificato dall’insieme delle popolazioni indoeuropee: i Gallo-Celti lo denominarono “Alban Arthuan” (“rinascita del dio Sole”); i Germani, “Yulè” (la “ruota dell’anno”); gli Scandinavi “Jul” (“ruota solare”); i Finnici “July” (“tempesta di neve”); i Lapponi “Juvla”; i Russi “Karatciun” (il “giorno più corto”)”. (1)
Pochi sanno, infatti, che, intorno alla data del 25 Dicembre, quasi tutti i popoli hanno sempre celebrato la nascita dei loro esseri divini o soprannaturali: in Egitto si festeggiava la nascita del dio Horo e il padre, Osiride, si credeva fosse nato nello stesso periodo; nel Messico pre-colombiano nasceva il dio Quetzalcoath e l’azteco Huitzilopochtli; Bacab nello Yucatan; il dio Bacco in Grecia, nonché Ercole e Adone o Adonis; il dio Freyr, figlio di Odino e di Freya, era festeggiato dalle genti del Nord; Zaratustra in Azerbaigian; Buddha, in Oriente; Krishna, in India; Scing-Shin in Cina; in Persia, si celebrava il dio guerriero Mithra, detto il Salvatore ed a Babilonia vedeva la luce il dio Tammuz, “Unico Figlio” della dea Istar, rappresentata col figlio divino fra le braccia e con, intorno al capo, un’aureola di dodici stelle. “Nel giorno del Natale il Sole, che, nel suo moto annuo lungo l’eclittica - il cerchio massimo sulla sfera celeste che corrisponde al percorso apparente del Sole durante l’anno -, viene a trovarsi alla sua minima declinazione nel punto più meridionale dell’orizzonte Est della Terra, che culmina a mezzogiorno alla sua altezza minima (a quell’ora, cioè, è allo Zenit del tropico del Capricorno) e manifesta la sua durata minima di luce (all’incirca, 8 ore e 50/55 minuti)” (2); raggiunto il punto più meridionale della sua orbita e facendo registrare il giorno più corto dell’anno, riprende, da questo momento, il suo cammino ascendente. “Nella Romanità, in una data compresa tra il 21 e il 25 dicembre, si celebrava solennemente la rinascita del Sole, il Dies Natalis Solis Invicti, il giorno del Natale del Sole Invitto, dopo l’introduzione, sotto l’Imperatore Aureliano, del culto del dio indo-iraniano Mithra nelle tradizioni religiose romane e l’edificazione del suo tempio nel campus Agrippae, l’attuale piazza San Silvestro a Roma, che era praticamente incluso all’interno di un più vasto ciclo di festività che i Romani chiamavano Saturnalia, festività dedicate a Saturno, Re dell’Età dell’Oro, che, a partire dal 217 a .C. e dopo le successive riforme introdotte da Cesare e da Caligola, si prolungavano dal 17 al 25 Dicembre e finivano con le Larentalia o festa dei Lari, le divinità tutelari incaricate di proteggere i raccolti, le strade, le città, la famiglia.” (3)
Il mito romano narra che il misterioso Giano, il dio italico, regnava sul Lazio quando dal mare vi giunse Saturno, che potrebbe essere inteso come la manifestazione divina che crea e ricrea il cosmo a ogni ciclo, colui che attraversa le acque, ovvero la notte e la confusione-caos successiva alla dissoluzione del vecchio cosmo, per approdare alla nuova sponda, ovvero alla luce del nuovo cosmo, del nuovo creato; come sostiene René Guénon (4), vi è una qualche analogia, fra il dio romano e il vedico Satyavrata, testimoniata dalla comune radice sat, che in sanscrito significa l’Uno. “Nel Lazio, inoltre, nel corso del mese di Dicembre, il dio Conso era festeggiato il 15 Dicembre, nel corso delle Consualia, le feste dedicate alla “conclusione sacrale del vecchio anno” : segnaliamo come dal latino, “condere”, indica l’azione del “nascondere” e/o del “concludere”. Il già citato Giano, associato a Conso, poi, era l’antica divinità latina dalle “due facce”, “dio del tempo” e, specificamente, “dell’anno” ed il cui tempietto, a Roma, consisteva in un corridoio con due porte, chiuse in tempo di pace e aperte in tempo di guerra che, sulla base della sua ancestrale accezione, designa “l’andare” e , più particolarmente, la “fase iniziale del camminare” e del “mettersi in marcia”: regolava e coordinava l’inizio del nuovo anno, da cui Ianuarius, il mese di Gennaio”. (5) Come ci conferma Franz Altheim (6) “Ianus e Consus, nella realtà religiosa romana, si riferivano all’inizio ed alla fine di un’azione” e facevano ugualmente riferimento (… ) “ad eventi fissati nel tempo, ma che si ripetevano periodicamente”, quelli dell’eterno ritorno della luce a discapito delle tenebre. Non dimentichiamo, quindi, come la tradizione romana della festa del dies solis novi affondava le sue radici, sia nel passato preistorico delle genti indoeuropee, a cui i Romani e la maggior parte delle genti Italiche appartenevano, che in quello delle sue stesse basi cultuali: Julius Evola ci ricorda come “Sol, la divinità solare, appare già fra i dii indigetes, cioè fra le divinità delle origini romane, ricevute da ancor più lontani cicli di civiltà” (7). E’ fondamentale a questo punto comprendere come tale rinascita solare rappresenti “solo” il simbolo di una rigenerazione cosmica, in cui il Sole e la Luce sono associati all’idea d’immortalità dell’uomo, che opera la sua seconda nascita spirituale, sviluppando e superando il proprio stato sottile, nella notte del solstizio d’inverno, quando è possibile accedere al deva-yana o “via degli dei” della tradizione indù, alla contrada ascendente e divina in cui l’uomo, restaurando in sé l’Adamo Primordiale, può intraprendere la strada dello sviluppo sovraindividuale.
Questo è il momento in cui, quando la notte diviene padrona e il buio totale, è necessario mantenere accesa la fiamma della Fede, che al mattino, con l’alba, diverrà trionfante. Nei tarocchi ciò che meglio identifica tale rinascita di Luce è la lama del Bagatto, che simboleggia la vera essenza dell’uomo, la cui missione è conseguire l'unione fra spirito e materia. Il Bagatto ha già davanti a sé tutti i simboli del potere materiale ed è il personaggio che intraprende l'Opera alchemica, lavorando con i tre principi e i quattro elementi (i tre piedi e i quattro angoli del tavolo), grazie alla quale ogni uomo è un metallo, che portato alla sua perfezione, viene chiamato Oro. Il senso più alto della carta è dato dal suo numero, che è l’uno e che indica il motore immobile, il Principio di tutte le cose, anche se il suo cappello a forma di otto allungato simboleggia il movimento d’elevazione spirituale che conduce alla quadratura del cerchio. Uscendo dalla Caverna Cosmica, con il Solstizio d'Inverno, perciò, si passa dal nulla all'unità, geometricamente cioè, dal divenire sensibile, rappresentato dal simbolo della circonferenza, si passa all’eterno presente, che nell’uno e nel centro si esplicita perfettamente. Significativo è, inoltre, il passo evangelico in cui Giovanni Battista, nato nel giorno del Solstizio d’estate, rivolgendosi a Gesù, nato nel Solstizio d’Inverno, si pronunci in tal modo: “Bisogna che egli cresca e che io diminuisca”. Parimenti è la rappresentazione classica del dio iranico Mithra, raffigurato mentre uccide un toro, con due dadofori ai suoi fianchi, che simboleggiano il corso del Sole: Cautes con la torcia verso l’alto (21 Giugno) e Cautopates con la torcia verso il basso (21 Dicembre). Ecco il simbolismo tradizionale delle porte solstiziali, che corrispondono rispettivamente all’entrata e all’uscita dalla Caverna Cosmica: la prima porta, quella "degli uomini", corrisponde al Solstizio d'Estate, cioè all'entrata del Sole nel segno zodiacale del Cancro, la seconda, quella "degli dei", al Solstizio d'Inverno, cioè all'entrata del Sole nel segno zodiacale del Capricorno. Dal punto di vista iniziatico la caverna, per via del suo carattere di luogo nascosto e chiuso, rappresenta un momento di totale interiorizzazione dell'essere, vale a dire il luogo dove avviene, accedendovi, la seconda nascita dell’iniziato.
La seconda nascita, corrispondente nel significato ai Piccoli Misteri, si differenzia dalla terza nascita, in uscita dalla porta solstiziale d'inverno, corrispondente, invece, ai Grandi Misteri. La seconda nascita si realizza sul piano psichico, definendosi come rigenerazione psichica; la terza nascita, invece, opera direttamente nell'ordine spirituale e non più psichico, in quanto l’iniziato deve a quel punto aver risolto la sua individualità, trovando così libero accesso alla sfera di possibilità della comprensione sovraindividuale. Qui l’iniziato rivive le tre tappe del processo alchemico: le tenebre s’infittiscono, l'alba s'imbianca, la fiamma risplende. In prospettiva macrocosmica, tutto ciò è simboleggiato dall'ingresso del Sole nel segno zodiacale del Cancro, con il Solstizio d'Estate. Il Solstizio d'Inverno corrisponde, invece, in senso microcosmico, alla presa di coscienza della vera spiritualità, in quanto uscita nella luce. Durante questo processo la comprensione esoterica può essere visualizzata come un'illuminazione riflessa che rischiara il buio della caverna: un fascio di luce che penetra da un'apertura nel tetto della caverna e che genera quell'illuminazione di riflesso, descritta anche dal mito della caverna sacra di Platone e la cui fonte è il "Sole Intelleggibile". Nell'ordine microcosmico, per quanto concerne l'organismo sottile individuale, tale apertura corrisponde al centro energetico che si trova sulla sommità del capo: il chakra della corona, il kether della Sefiroth. Esso rappresenta il settimo livello del sistema dei chakra e corrisponde a ciò che nella Cristianità viene indicato come il settimo cielo. E' lo stato di consapevolezza della libertà assoluta, la sede del Creatore. Secondo gli indù al chakra della corona si fondono la Prakriti , la sostanza primordiale, e il Purusha, lo spirito, l’essenza. Nel percorso rettilineo tra la seconda e la terza nascita, all'interno della Caverna Cosmica, tra le due porte solstiziali, l'illuminazione, dunque, penetra in noi dalla sommità del cranio, come, secondo i rituali operativi massonici, sulla sommità del cranio di ogni uomo è sospeso il filo a piombo del Grande Architetto, quello che segna la direzione dell'Asse del Mondo. Concludiamo questo nostro scritto col ricordare che la rigenerazione cosmica, di cui si è scritto, è sempre concepita con la discesa e con l’aiuto di un avatara, di cui il Cristo Redentore è l’ultimo e più splendente esempio:”Il Sole ritorna sempre, e con lui la vita. Soffia sulla brace ed il fuoco rinascerà”.
http://www.disinformazione.it/solstizioinverno.htm
Note:
1) tratto dall’articolo “Dies Natalis Solis Invicti”, Alberto Mariantoni, Identità, 2004;
2) idem
3) idem
4) René Guénon, Alcuni aspetti del simbolismo del pesce, in Simboli della Scienza Sacra, ed. Adelphi;
5) tratto dall’articolo “Dies Natalis Solis Invicti”, Alberto Mariantoni, Identità, 2004;
6) Franz Altheim, Storia della Religione Romana, Ed. Settimo Sigillo, Roma, 1996, pag. 69 e 70;
7) Julius Evola, La Tradizione di Roma, Ed. di Ar, collezione “Areté”, Manduria, 1977, pag. 138).

20 dicembre 2009

Anche quest'anno è già Natale

Canto di Natale
Signora dei vicoli scuri dal vecchio cappotto sciupato
Asciugati gli occhi e sorridi c'è un altro Natale alle porte
Non senti le grida e le voci e qualcosa di strano nell'aria
Anche i muri ingrigiti dei vicoli splendono sotto la luna
Ti ricordi c'incontrammo in un giorno di neve e di freddo
E la sera ci facemmo un bicchiere di scura ed un giro di walzer
Con tanti saluti ad un altro Natale

Signora dei vicoli scuri abbracciami forte stasera
Anche i gatti festeggiano a volte e cantano sotto le stelle
Dimentica il freddo le lacrime e le scarpe coperte di fango
E il destino di un vecchio ubriacone cullato dal canto del vento

Ti ricordi c'incontrammo in un giorno di neve e di freddo
E stasera ci faremo un bicchiere di scura ed un giro di walzer
Con tanti saluti ad un altro Natale.

Signora dei vicoli scuri non mollare la lotta
Verranno momenti migliori il tempo è una ruota che gira
Vedremo le rive del mare in un giorno assolato d'estate
Scoleremo cinquanta bottiglie al riparo di un cielo lontano

Ti ricordi c'incontrammo in un giorno di neve e di freddo
E stasera ce ne andremo a ballare per strade e a brindare un saluto
E un cordiale fanculo ad un altro Natale
Modena City Ramblers

19 dicembre 2009

Il mestiere di vivere

Mi succede piuttosto spesso di fermarmi e con gli occhi fissare il vuoto. Rimango raccolto mentre tutto intorno c’è un grande silenzio solo il vento muove le fronde degli alberi e lassù nel cielo corrono le nuvole. Corre la vita, ha come fretta di arrivare all’ultima stazione forse proprio per scaricarmi destinandomi al “binario morto”. E allora ripercorro i binari, le stazioni in cui mi sono fermato, la gente che ho incontrato, i momenti felici e le delusioni ed amarezze che ho dato e ricevuto. Raccolto ancora nel pensiero di questa vita unica e sola e di quel binario morto…senza più nessuna destinazione.


Sul treno della vita

Corre il treno del mio lungo viaggio,
adesso ha come fretta di arrivare,
di scaricarmi all'ultima stazione.

Vorrei che rallentasse un pò il suo passo
per soffermar lo sguardo tutt'intorno,
per affacciarmi e respirar la vita
e captare sorrisi e ricambiarli,
per riempir le mani di qualcosa.

Quando salivo ero accompagnato
da amorevole gente ch'è poi scesa,
allora il treno avanzava lento
e scalpitava il cuor per arrivare;
nei miei bagagli sogni ad occhi aperti,
dopo le ambizioni, poi gli impegni;
ora solo ricordi porto appresso,
di momenti felici, fortunati,
di volti amici e tenerezze avute,
ma anche delusioni ed amarezze.

Ma domina su tutto l'incertezza
di cosa troverò alla stazione,
e la paura di abbracciare il nulla
mi fa talvolta perder la ragione.

Ignazio D’Amico

17 dicembre 2009

Analogie

Su di un blog
http://tisbe.splinder.com/post/21247820/Attacco+ai+lavoratori+da+Musso ho trovato questa analogia fra il governo Berlusconi e il ventennio fascista di Mussolini.

“ In questo post non scriverò mie riflessioni, ma elencherò alcuni provvedimenti adottati dal fascismo che puntualmente si stanno verificando in questi anni di pieno regime berlusconiano. Non ci sarà alcun bisogno di fare paragoni, tanto è forte l’analogia. Voglio solo fari i nomi dei ministri che stanno attaccando ai più riprese la dignità dei lavoratori italiani , statali e non, garantendo diritti solo agli industriali , ai banchieri e alle lobby potenti . Tremonti,Brunetta,Gelmini.”
25 Gennaio 1923 - Per rappresaglia politica contro i partecipanti allo sciopero antifascista furono licenziati 36mila ferrovieri accusati di scarso rendimento (ndr. i fannulloni di Brunetta) ;
8 Febbraio 1923 – Il governo fascista procede alla privatizzazione della compagnia statale dei telefoni. Allo Stato rimarranno solo le telefonate a lunga distanza. Il 10 marzo l’orario di lavoro è ridotto a 8 ore di lavoro con una riduzione del 10% ;
15 Marzo 1923 – Il gran consiglio fascista vara l’ordine del giorno per la formazione delle corporazioni sindacali. Il 20 viene abolito il monopolio statale sulle assicurazioni sulla vita ;
19 Aprile 1923 – Viene soppressa la festività del I° Maggio sostituita dal Natale di Roma. Il 27 dello stesso mese è approvata la riforma della scuola di Giovanni Gentile che parifica le scuole private a quelle pubbliche favorendo di fatto le scuole confessionali ed introducendo l’insegnamento della religione cattolica anche in quelle pubbliche. Il 12 novembre il gran consiglio fascista riconosce la Federazione Italiana dei sindacati agricoli fondata dai fascisti nel ’22 ;
19 dicembre 1923 – Sotto il patrocinio dello stesso Mussolini , si stabilisce un accordo di contratto permanente tra le corporazioni fasciste e la Confindustria per 2armonizzare la propria azione con le direttive del governo nazionale” ;
20 febbraio 1924 – L’associazione degli agrari fascisti si fonde con la Confqagricoltura ;
14 giugno 1925 - L’agenzia Stefani l’agenzia Stefani preannuncia "la battaglia del grano" per il rilancio dell’agricoltura che comincia il 24 luglio con… il ripristino del dazio sul raccolto (ndr. ricordate la fantomatiche tasse che Berlusconi avrebbe eliminato? Voi ne sapete qualcosa? Quali tasse avrebbe eliminato il governo Berlusconi?) ;
19 giugno1925 - La Camera approva una legge per l’epurazione della burocrazia da funzionari non allineati con il regime (ndr. qualcosa di molto simile alla guerra ai dipendenti pubblici "fannulloni" di Brunetta e della Gelmini) ;
18 agosto 1925 - la Fiat firma un accordo con le commissioni interne per un aumento salariale, ma i fascisti costringono i membri delle commissioni interne a dimettersi. Il 2 ottobre tutte le commissioni interne di fabbrica sono sciolte e soltanto la Confindustria e le corporazioni possono trattare questioni di lavoro. (ndr. il governo Berlusconi sta lavorando alacremente per mettere fuori uso i sindacati e i patronati, le manovre in tal senso sono già cominciate, celate, ovviamente, dietro la pretesa di tagliare i costi) Il 12 novembre la Confindustria accetta di essere definita fascista. Il 27 diventa obbligatorio il saluto fascista romano nelle amministrazioni pubbliche. Il 4 febbraio del 1926 il sindaco eletto viene sostituito dal podestà nominato dal prefetto ;
3 aprile 1926 - Una legge sull’organizzazione sindacale vieta gli scioperi e le agitazioni (ndr. il governo Berlusconi ha spesso minacciato in tal senso…) Entra in vigore il 1 luglio.
7 settembre 1926 - Il sistema bancario viene posto sotto il controllo della Banca d’Italia.
Che dire il “Vaso di Pandora” ci ha visto giusto, mi complimento per la sua ricerca sperando che, molta gente leggendo questo post apra gli occhi.