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Accendere una luce per gli altri

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Per sperimentare il mondo di Buddità e attivare la dinamicità della vita che la caratterizza, è necessario sfidarsi affinché l'esistenza di ciascuno si possa spalancare su prospettive e risorse personali nuove. Nichiren spiega che quando si accende una luce per illuminare la strada di un amico, si illumina anche la nostra: ciò vuol dire che quando si sostiene la vita di un'altra persona si sostiene anche la nostra. Non è forse vero che quando ci sforziamo nell'andare a trovare qualcuno per recitare Daimoku insieme a lui, recitiamo anche noi? Non è forse vero che se si vuole incoraggiare qualcuno cercando le parole giuste, il Gosho, la guida di sensei adeguata, approfondiamo anche noi? Se il maestro ha sperimentato per primo che tutto ciò funziona, come si può metterlo in pratica quando crederci sembra impossibile? Josei Toda spiegava che per i comuni mortali è difficile provare compassione ed empatia, ma questa può essere sostituita dal coraggio di credere che se si agisce ...

Venezia FC: Le pagine sportive dei quotidiani locali 26 novembre 2024

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Ottenere la Buddità nella propria forma presente

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Gli insegnamenti buddisti provvisori tendevano a considerare l'ordinaria condizione umana e la Buddità come poli opposti  Questo perché ritenevano in contraddizione i desideri terreni del comune mortale e la saggezza illuminata del Budda Per diventare un Budda, si credeva che una persona dovesse dedicarsi alle austere pratiche del bodhisattva per molte vite successive  Attraverso questo processo, chiamato "pratica che abbraccia innumerevoli kalpa", si riteneva possibile estirpare gradualmente le illusioni e il cattivo karma, fino ad acquisire uno alla volta le virtù illuminate del Budda, rappresentate in diversi testi come le trentadue peculiari fattezze e le  "ottanta nobili caratteristiche" In altre parole, secondo questi insegnamenti, ottenere la Buddità significava che una persona dovesse diventare qualcos'altro rispetto a quello che era in realtà  Per esempio, un uomo cattivo avrebbe prima dovuto espiare il suo karma negativo e diventare un uomo buono; ...

Preparazione di un’offensiva

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Il Regno d'Italia è entrato in guerra il 24 maggio 1915 dopo molti tentennamenti e per un percorso assai tortuoso a fianco dell'Intesa. Si è trovato fin da subito in una posizione di evidente vantaggio rispetto al nemico austriaco che provato da ormai un anno di guerra faticava avendo due fronti aperti e molto complessi. Il primo fronte era quello nei Balcani e il secondo, terribile, era il fronte russo contro il quale, nonostante i numerosi successi che avevano respinto in profondità le armate russe, l’estensione del fronte era talmente grande da causare un immenso consumo di uomini e risorse. L’Italia aveva quindi la possibilità di affrontare un nemico che altrimenti sarebbe stato soverchiante sia dal punto di vista economico che militare. Gli italiani avevano cominciato la guerra convinti di avanzare in territorio nemico con grande facilità, e dopo aver preso rapidamente città fondamentali come Trieste e Lubiana, puntare a minacciare direttamente Vienna. Ma appena si concret...

Venezia FC: Le pagine dei quotidiani sportivi locali 25 novembre 2024

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Si è Budda nel presente e nel concreto

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Una riflessione sulla modernità del trattato Adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese, il manifesto civile e politico che Nichiren Daishonin inviò il 16 luglio 1260 alle autorità più influenti del Giappone. Supremo atto di compassione e civiltà, è un compiuto esempio di aderenza al principio per cui nulla di ciò che accade nel mondo è separato da noi. Siamo Budda o esseri umani? Le due cose. La metafora nota è quella del cachi, acerbo e maturo allo stesso tempo. Diventiamo maturi, dal punto di vista buddista esprimiamo al massimo l'innata natura illuminata presente nella nostra scarna e franca umanità, con un processo interno fondato appunto sulla potenzialità della nostra condizione di Budda e sul suo sviluppo naturale grazie alla recitazione di Nam myoho renge kyo. Ma non è un atto isolato, in laboratorio, in studio. È un’evoluzione, piuttosto, che ha bisogno di incontrare l’esterno aria, calore, ambiente, insomma – per rivelarsi. Così come un Budda potenziale diven...

1915 Lo sbalzo iniziale

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Il 24 maggio l’esercito italiano, formato da 35 divisioni distribuite in quattro armate, schierate su un fronte di circa 600 km, dallo Stelvio al mare, supera quasi ovunque il confine politico avanzando fino alle linee di difesa preparate dagli austriaci. Questi hanno schierato sul fronte 15 divisioni, divise in tre armate, su posizioni strategicamente fortissime e militarmente fortificate La nostra guerra 1915-1918 di pubblicazione del Touring Club Italiano, pag. 57