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Senza quel pizzicorio nello stomaco

Anche quest'anno sta arrivando Natale. E anche quest'anno mi manca quel pizzicorio nello stomaco che si prova aspettando l'arrivo di un avvento unico. Certo mi direte, non vorrai mica pretendere alla tua bella età di sentire ancora il pizzicorio. Ho anche smarrito la capacità di meravigliarmi, tipo quando mi dondolava un dente e non vedevo l'ora che cadesse e mangiavo ogni tipo di alimento duro, dalla carote al pane secco per facilitarne la caduta. Andavo finalmente a letto con il buco fra i denti e il tesoro sotto il cuscino. E poi arrivava il mattina e trovavo la monetina, una emozione unica, la formica che era passata e aveva lasciato un premio riuscendo a prendere il dentino senza svegliarmi.
Mi manca l'emozione di quando guardavo nonna Lucia montare il presepe, con la carta stellata e il muschio vero. Osservavo i personaggi chiedendomi se non si stancassero a stare sempre in quella posizione e l'arrivo della statuina del piccolo in fasce mi lasciava sempre a bocca aperta.
Vorrei ancora sentire per una volta il profumo del dopobarba nuovo di mio papà, regalo che veniva riproposto ogni anno, in abbinamento ad una cravatta.
Vorrei che mia mamma cantasse ancora in cucina quando preparava la cena della vigilia; la cucina era invasa dalle pentole e dal vapore, ma lei era felice e saltellava fino alla sala da pranzo dove la tovaglia delle feste sfoggiava i suoi merletti.
So che tutto questo non ritornerà mai più e che la giornata del Natale non sarà una giornata senza pensieri, senza la leggerezza nel cuore, la meraviglia negli occhi e uno sfarfallio nello stomaco.
Sarà la nona Vigilia di Natale tra noi tre, Federico,Carla ed io. Con la nostra candela accesa sopra la tavola, la tovaglia rossa ed i ricordi di un tempo che non c'è più.          

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[…] mi viene solo in mente quella storia dei fiumi, […] e al fatto che si son messi lì a studiarli perché giustamente non gli tornava 'sta storia che un fiume, dovendo arrivare al mare, ci metteva tutto quel tempo, cioè scelga, deliberatamente, di fare un sacco di curve, invece di puntare dritto allo scopo, […] c'è qualcosa di assurdo in tutte quelle curve, e così si sono messi a studiare la faccenda e quello che hanno scoperto alla fine, c'è da non crederci, è che qualsiasi fiume, […], prima di arrivare al mare fa esattamente una strada tre volte più lunga di quella che farebbe se andasse diritto, sbalorditivo, se ci pensi, ci mette tre volte tanto quello che sarebbe necessario, e tutto a furia di curve, appunto, solo con questo stratagemma delle curve, […] è quello che hanno scoperto con scientifica sicurezza a forza di studiare i fiumi, tutti i fiumi, hanno scoperto che non sono matti, è la loro natura di fiumi che li obbliga a quel girovagare continuo, e perfino esatto…

dal libro "Marcovaldo"

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