In Italia si inizia a fare impresa per i motivi sbagliati

Nei miei 40 anni di lavoro tra l'essere dipendente e l'essere a partita iva mi sono fatto un'idea del non imprenditoria italiana. Dalla mia analisi, assolutamente superficiale, ne sono usciti tre modelli di tipologia, ognuna delle quali ha delle caratteristiche ben precise.
Se per puro caso avrai la possibilità di leggere questo articolo e se ti ritrovi in una delle tre fammelo sapere.
  • Il figliol prodigo. Beo de papà. Prima o poi dovrai smetterla di farti mantenere. Come nasce l'imprenditore figliol prodigo: con la mamma che è preoccupata perchè stai sempre in giro e non fai niente di produttivo, allora babbo per farla stare xitta ha detto che ti mette a lavorare in azienda da lui...magari ti farà fare il marketing visto che hai pure la laurea che ti ha pagato. CHE IDEA GRANDIOSA!!!
  • Il dipendente scazzato. Ci sono lavori che fai perchè non hai voglia di impegnarti o di studiare tipo il barman, il commesso, l'estetista e tutti quei mestieri che impari quando hai un disperato bisogno di soldi e che poi continui a fare per il resto della tua vita perchè ti sembra troppo scomodo cambiare. Poi ad un certo punto succede che sei stufo di lavorare “sotto padrone” e decidi di metterti in proprio. Perchè sei bravo...pure più bravo del tuo titolare. Solo che dopo un po' scopri che esseri bravi nel proprio lavoro non basta ad avere un'attività di successo.
  • L'imprenditore vero. Figura quasi mitologica che si aggira per le strade del mondo portando sempre con sé la sua enorme voglia di imparare, di migliorarsi, di ottenere risultati sempre più grandi e di raggiungere obiettivi sempre più sfidanti. L'imprenditore vero ha una fame pazzesca di successo , una forza d'animo immensa e un orientamento al risultato fuori da comune. Tutte queste sono doti assai rare, quindi non è strano che gli imprenditori veri siano veramenti pochi.

Ecco perchè in Italia l'imprenditoria è così indietro.

Le tasse sono troppo alte? Si certamente!!!

La mentalità retrograda, bigotta e contraria allo sviluppo non favorisce il progresso? Vero anche questo!!!

Ma non sono le vere ragioni per cui siamo uno degli ultimi paesi al mondo nel ramo dell'imprenditoria, no. Il vero motivo lo ha svelato qualche tempo fa Frank Merenda, imprenditore illuminato e creatore di brand di estremo successo, in uno dei suoi bellissimi articoli, quando ha avuto il coraggio di dire che: in Italia la gente inizia a fare impresa per i motivi sbagliati.


Prima ho scherzato e ho fatto una mega generalizzazione sui tre tipi di imprenditori italiani. Scherzavo eh...ma manco tanto.

Te lo ripeto, come dice Frank: in Italia le persone iniziano a fare impresa per i motivi sbagliati.

A volte perchè ci si ritrovano, perchè hanno ereditato un'azienda, perchè non vogliono essere dipendenti, perchè il capo è uno stronzo ed allora per dispetto si mettono in proprio, perchè sono bravi nel proprio lavoro, sono degli ottimi esecutori, e allora non gli pare giusto che uno meno bravo debba guadagnare più di loro, quindi aprono azienda e tentano di fargli concorrenza...non iniziano a fare azienda per i motivi giusti che li porterebbero al successo.

Quindi lo dico ancora: gli imprenditori italiani sono degli emeriti imbecilli.

E dopo che hanno aperto l'azienda per i motivi sbagliati che succede?

Succede che si comportano come quelli che si ritrovano una patata bollente tra le mani e non hanno assolutamente idea di come gestirla, di come farla smettere di bruciare, di come liberarsene.

Allora poi soffrono, si avviliscono, non riescono a guadagnare abbastanza per permettersi lo stile di vita che desideravano...e falliscono.

Io personalmente la penso così...

Ho 61 anni e come detto sopra lavor da 40 anni nel mondo della telefonia. Amo da morire il mio lavoro. A casa, con gli amici, con i colleghi ne parlo sempre con grande entusiasmo e alcuni mi dicono che è un piacere sentire dire cose come: Il mio lavoro è come un gioco: ogni volta devo cercare una vendita, che potrebbe avvenire in molteplici realtà, ed ogni volta che la porto a buon fine mi fa sentire appagato.

Mi sono anche chiesto, parecchie volte, ma perchè non ti metti in proprio?
Perchè lo avrei fatto per i motivi sbagliati.

Essere innamorati del proprio lavoro, del settore in cui operi, non significa che si è in grado di aprire un'azienda in quel settore.

Per fare azienda deve scorrerti il sangue degli avversari dai denti a causa dei morsi che gli hai dato, ogni giorno.

E' molto meglio acquisire consapevolezza dei propri limiti che battersi tanto per qualcosa e fermarsi poi al primo ostacolo. E' molto meglio lasciar andare certi sogni che vivere nella stupida speranza di realizzarli.

Cosa farei se dovessi iniziare da zero domani mattina

Se c’è una cosa che ho imparato dal mio lavoro è l'impegno costante che devo avere per essere aggiornato, oserei dire che mi sembra di essere tornato ai tempi della scuola dove con lo studio ho iniziato a formarmi ma ciò non significa che non ti vedrai arrivare sassi addosso da tutti i lati.

E allora anche con le competenze è un po’ così: devo applicarmi e sbatterci il muso per farmi le ossa dure… e continuare comunque a sbatterci il muso. Perché questa è una di quelle lotte che non finisce mai.

E qui casca l'asino: gli imprenditori italiani non hanno voglia di imparare.

Per due spiccioli che hanno nelle tasche si sentono arrivati, snobbano gli altri, perfino gli insegnanti che potrebbero cambiargli la vita. Perfino i loro pari.

Quindi si, non è solo l’ennesimo titolo provocatorio.
È quello che penso davvero: gli imprenditori italiani sono degli emeriti imbecilli.

La triste realtà è che non siamo nella crisi E' l'Italia la crisi stessa poichè è indietro di almeno 50 anni dal punto di vista imprenditoriale. Oggi il mondo imprenditoriale globalizzato, sta semplicemente venendo a chiedere il conto al Bel Paese.

Se togliamo la retorica del “come facciamo la pasta e i vestiti noi” e “il caffè buono si beve solo a Napoli”, tipica dell’artigiano che si crede imprenditore la situazione che ci si prospetta è mediamente desolante.

VERITÀ: LE AZIENDE ITALIANE HANNO PROSPERATO NONOSTANTE FOSSERO PROGETTATE PER FALLIRE

La realtà è che seppur abbiamo certamente un elevato numero di eccellenze nel nostro territorio (e questo non si discute), il tessuto imprenditoriale è composto da aziendine spin-off che offrono in locale semplicemente la copia, della copia, della copia del prodotto originale, a minor prezzo, con più personalizzazione e assistenza.

La dico facile : per decenni abbiamo vissuto col culo sul velluto.
Aziende che non sapevano proporsi e venditori che non sapevano vendere, hanno fatto affari d’oro per la semplice inerzia innescata da una domanda che non si arrestava.

In Italia la cosa ridicola è che doveva essere ovvio creare aziende specializzate con un brand chiaro, in quanto il nostro tessuto imprenditoriale è composto da realtà di cinque-dieci persone. Invece noi che siamo dei geni, perchè noi italiani siamo “creativi”, siamo riusciti a creare una marea infinita di micro-aziende generaliste, che dicono di saper fare tutto, di poter fare tutto e di poterti personalizzare tutto pur di non perdere una commessa.

Tutto questo non poteva durare all’infinito e ovviamente, complice una contrazione dei consumi che ha accelerato l’evidenza di questo processo, le magagne del nostro sistema produttivo sono venute a galla.

Semplice, duro ma purtroppo tutta verità. La rappresentazione fedele della realtà italiana, senza se e senza ma. Personalmente vivo quotidianamente questa rappresentazione. Ogni giorno incontro aziende in difficoltà che guardano fuori senza guardarsi dentro.

I tempi sono cambiati e se si riuscisse a sensibilizzare gli imprenditori delle PMI attraverso una formazione adeguata che purtroppo non faranno mai perchè ritenuta inutile, allora forse uno spiraglio per una crescita sarebbe anche possibile, ma la chiusura dell’imprenditoria italiana (ovviamente non si fa di tutta l’erba un fascio ma la stra maggioranza è così) è destinata a saltare nel fosso.

“…ci sono cavalli pazzi che, quando piove, cominciano a correre e correre.
A loro sembra che ci sia qualcuno che, con il frustino, li inciti a correre, in realtà è la pioggia che cade sulla loro schiena ma a loro sembra un frustino…e loro corrono corrono fino a quando gli scoppia il cuore.”

Tutte le aziende sono concentrate sulla necessità di vendere/guadagnare di più (e corrono corrono all’impazzata)…poche/pochissimi sono gli imprenditori disposti a mettersi in gioco/discussione e cercare SISTEMI che li aiutino a vendere di più!

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