31 ottobre 2016

La storia di una vita

Si esce e si chiude la porta
senza pensarci. E quando ci si volta
a vedere quel che si è combinato
è troppo tardi. Se vi sembra
la storia di una vita, d’accordo.
Raymond Carver

30 ottobre 2016

Voi vi sbagliate

Diritti degli altri e loro doveri è roba da poco, si fa in un momento se ti toccano nel potere. Basta dire no con una legge votata su due piedi e a maggioranza oppure dimenticarla in un cassetto per non occuparsene abbastanza se urta contro il tuo volere. Seduti in un parlamento più grigi di mille civette invecchiati là dentro tra trucchi e compromessi, alzando una mano di vetro in nome di chi sfruttate vi sentite protetti e sicuri di tenere buone le masse ma vi sbagliate. La nostra memoria è fatta di anni di lotte e fatiche passate tra inganni che non vi permetteremo. Condannerete donne per aborto e intascherete ancora i soldi farete leggi nuove ed armerete di nuove armi i vostri poliziotti che ben conosciamo. Ma seduti in quel parlamento più grigi di mille civette ancora più vecchi e più tristi consumerete vendette fino a quando quella memoria che guida la lotta di classe vi strapperà tutto il potere per affidarlo alle masse. Se lo credete un giorno lontano un giorno impossibile ancora vi sbagliate voi vi sbagliate.
Gualtiero Bertelli

L'uomo non è ancora solo al mondo

La biodiversità costituisce un segnale: se in un prato che state attraversando ci sono molti fiori, molte api e farfalle sulle loro corolle, se le bisce strisciano tra le erbe e le allodole cantano nel cielo, potete essere certi che quel luogo è salubre, e che, per sovrappiù, contribuisce alla nostra felicità suggerendoci che l’uomo non è ancora solo nel mondo.
Giorgio Celli

Venezia FC: Il big match al Penzo si chiude in pareggio

Venezia-Bassano 1-1 Campionato Nazionale Lega Pro girone B – 11 giornata -
Pareggio equo? Per la sponda bassanese tutto sommato si per gli arancioneroverdi non penso proprio. I lagunari hanno disputato un grande primo tempo nel quale in pratica non c'è stata partita, tant'è che fossimo andati al riposo sul risultato di due o tre a zero non ci sarebbe stato nulla da obiettare. Alla squadra sono da rimproverare i primi 10' minuti della ripresa, forse è mancato un po' di coraggio, forse l'uscita forzata di Domizzi che è il punto di riferimento difensivo della squadra ha un po' destabilizzato i ragazzi, fatto sta che i lagunari si sono abbassati troppo dando l'impressione di poter subire il gol che poi in effetti è arrivato.
Certamente è mancata un po' la continuità nel rendimento, lasciando spazio nella ripresa alla maggior vivacità ospite. Per la prima volta dopo tanto tempo grande pubblico al Penzo che ritrova una curva sud stracolma e sempre pronta ad incitare la sua squadra. Sono 4300 gli spettatori di cui almeno trecento al seguito del team giallorosso.
Di certo si può certamente dire che il Venezia è anche sfortunato, in undici gare avrà preso almeno otto legni, il Bassano calcia da fuori e il palo dà un assist al loro giocatore indisturbato che pareggia.
Alla fine derby senza vincitori e quindi niente fuga, ma non siamo nemmeno ad un terzo del campionato.

Tabellini
Venezia-Bassano 1-1
Reti: pt 21' Pederzoli (VE), st 12' Pasini (BA)
Arbitro: Sig. Paolini di Ascoli Piceno

Classifica 11' Giornata
Bassano 22
Venezia 22
Reggiana 21
Parma 21
Sambenedettese 21
Padova 19
Gubbio 19
Feralpisalò 18
Pordenone 18
Santarcangelo 15
Albinoleffe 13
Ancona 11
Sudtirol 10
Modena 10
Maceratese 10
Teramo 10
Lumezzane 10
Fano 7
Mantova 6
Forlì 4

Verde=promossa in serie B
blu=playoff
arancione=playout
rossa=retrocessa in serie D

Albinoleffe-Sudtirol posticipo
Maceratese-Lumezzane rinviata

29 ottobre 2016

Come gabbiani ipotetici

Molti hanno aperto le ali senza essere capaci di volare, come gabbiani ipotetici.
Giorgio Gaber

Fbc Unione Venezia: Dopo quattro anni il ritorno in Lega Pro [17 Giugno 2013]

Venezia-Monza 3-2 Campionato Nazionale Lega Pro 2 - Girone A- Finale playoff ritorno
In primo luogo tanto di cappello agli avversari brianzoli. Non solo in questa partita ma, anche nel cammino del campionato, hanno mostrato il miglior calcio del girone e, solo la penalizzazione di 6 punt,i gli ha tolto la gioia della promozione diretta in Lega Pro 1.
Comunque esplode la festa lontano dal Penzo dopo 97 minuti intensi nei quali i 2500 lagunari presenti al Mecchia hanno sofferto non poco: gli arancioneroverdi infilano il secondo salto di categoria consecutivo, passando cosi dalla D alla Lega Pro1. 
Ripeto, il Monza avrebbe meritato almeno quanto noi di salire di categoria. La squadra ha ribadito ancora una volta di essere come un gladiatore capace di stringere i denti in tutte le situazioni, per poi azzeccare i lampi vincenti. Due lampi nel caldo pomeriggio portogruarese arrivati a suggellare la promozione in Prima Divisione del Venezia. Riccardo Bocalon, l'uomo delle grandi imprese, ha fatto centro anche questa volta. Ed infine l'uomo match, Davide D'Appolonia, negli occhi ancora la gioia per aver gonfiato la rete, per aver regalato la promozione del Venezia che lo ha cresciuto e coccolato sin dalle giovanili.
Un successo conquistato con il cuore, che rispecchia nell'andamento del match tutta la sofferta stagione lagunare, e che permette al Venezia di riabbracciare la vecchia C1 nell'anno che precede il passaggio a categoria unica (quindi senza retrocessioni) con la possibilità quindi di avviare, magari proprio con la coppia Gazzoli-Sottili, una programmazione più serena. 

Venezia-Monza 3-2
Reti: pt.28' Finotto (MO), st.6' Bocalon (UV), 11' Gasbarroni (MO), 41' Bocalon (UV), 49' D'Appolonia (UV)
Arbitro: Sig. Maresca di Napoli
Spettatori: 2.765  

Allo stesso modo

La maggior parte di noi nasce con l'aiuto del medico e muore allo stesso modo.
George Bernard Shaw

28 ottobre 2016

Grandi campi di speranze...

Non serbare nulla, spendi,
sperpera allegrie, gioie,
scambiale con aria azzurra
perché vadano volando
per il cielo, fanne acqua,
riempi i torrenti del mondo
delle sue schiume sprizzanti,
entra in anime assopite,
e scuotile per le ali,
agita, come di grano,
grandi campi di speranze…
Pedro Salinas

27 ottobre 2016

Neil Young


Appartengo alla minoranza silenziosa

Appartengo alla minoranza silenziosa. Sono di quei pochi che non hanno più nulla da dire e aspettano. Che cosa? Che tutto si chiarisca? L'età mi ha portato la certezza che niente si può chiarire: in questo paese che amo non esiste semplicemente la verità. Paesi molto più piccoli e importanti del nostro hanno una loro verità, noi ne abbiamo infinite versioni.
Ennio Flaiano

26 ottobre 2016

Ne esci come un gabbiano da una marea nera: sporco di petrolio

Quando lei muore, lí per lí non sei sorpreso. Parte dell’amore consiste nel prepararsi alla morte. Trovi conferma al tuo amore, con la sua morte. Avevi ragione. Fa parte del tutto. Poi viene la furia. E poi, il senso di solitudine: non nella forma grandiosa che avevi immaginato, non il singolare martirio della vedovanza, no, giusto il senso di solitudine. Ti aspetti un fenomeno di portata pressoché geologica – la vertigine sull’abisso di un canyon – ma non è cosí; è solo infelicità, regolare come il tran tran di un lavoro. Ne esci come un gabbiano da una marea nera; sporco di petrolio.
Julian Barnes

24 ottobre 2016

Felicità

La professoressa aveva un ciuffo di capelli castani che le scendeva grazioso fin sotto il sopracciglio sinistro. Soffiò l'aria da un angolo della bocca per spostare i capelli dall’occhio, mi spezzò il cuore e poi cominciò a leggere i nostri nomi.” 
Gianrico Carofiglio 

Un abbraccio

Quanti significati sono celati dietro un abbraccio? Che cos'è un abbraccio se non comunicare, condividere e infondere qualcosa di sé ad un'altra persona? Un abbraccio è esprimere la propria esistenza a chi ci sta accanto, qualsiasi cosa accada, nella gioia che nel dolore. Esistono molti tipi di abbracci, ma i più veri ed i più profondi sono quelli che trasmettono i nostri sentimenti. A volte un abbraccio, quando il respiro e il battito del cuore diventano tutt'uno, fissa quell'istante magico nell'eterno.  Altre volte ancora un abbraccio, se silenzioso, fa vibrare l'anima e rivela ciò che ancora non si sa o si ha paura di sapere. Ma il più delle volte un abbraccio è staccare un pezzettino di sé per donarlo all'altro affinché possa continuare il proprio cammino meno solo.
Pablo Neruda

23 ottobre 2016

Venezia FC: Ancora una volta i lagunari rimontano lo svantaggio iniziale

Modena-Venezia 1-2 Campionato Nazionale Lega Pro Girone B
- 10' Giornata -
Vittoria doveva essere e vittoria è stata.
In rimonta, senza forzare, controllando la situazione nel corso di un secondo tempo che ha evidenziato, qualora ci fosse bisogno, la disparità tecnica tra una squadra forte e al completo, il Venezia, e un'altra in piena emergenza.
Mister Inzaghi propone il classico 4-4-2 con Ferrari e Geijo in avanti. La partita sale d'intensità dopo un quarto d'ora. Al 26' i tifosi lagunari esultano quando Geijo mette in rete il pallone ma l'arbitro annulla per un fallo su di un difensore modenese.
Partita intensa e veloce che prende una piega favorevole al Modena al 28' quando un lungo lancio dal centrocampo modenese pesca in area il bomber ungherese Bajner che vince un rimpallo con Garofalo, controlla e scarica in diagonale alle spalle di Facchin.
I lagunari, subita la rete del svantaggio, vanno in confusione, trenta secondi e il Modena sfiora il raddoppio con Popescu.
Al 33' la reazione veneziana produce il pareggio di Geijo bravissimo a mettere dentro un cross di Garofalo che si fa perdonare subito l'errore nella propria area di rigore. A questo punto il Venezia ci crede ed attacca, il Modena, psicologicamente provato dal gol subito, cerca di contenere gli arancioneroverdi.
Al 41' la squadra di mister Inzaghi sfiora il vantaggio con Modolo che colpisce il pallone su cross di Garofolo mandando la palla fuori di un niente.
Nella ripresa i lagunari cominciano a cento all'ora. Prima Ferrari e poi Malomo impegnano severamente il portiere dei canarini.
Al 9' corner di Garofalo per la testa di Modolo che anticipa Accardi e raddoppia per gli ospiti.
La partita in pratica finisce qui con il Modena in confusione e mister Pavan che si sbraccia inutilmente cercando di rianimare i suoi.
Finisce in gloria quindi, per il Venezia, che continua la sua corsa dopo il 3-1 al Teramo mentre Inzaghi sorride e si gode la pole assieme al Bassano (prossimo avversario al Penzo) anche se la strada è ancora lunga.

Tabellini
Modena-Venezia 1-2
Marcatori: pt.28' Bajner (MO), 33' Geijo (VE), st. 9' Modolo (VE)
Arbitro: Sig. Volpi di Arezzo

Classifica
BASSANO 21
Venezia 21
Gubbio 19
Reggiana 18
Feralpisalò 18
Parma 18
Sambenedettese 18
Pordenone 17
Padova 16
Santarcangelo 14
Albinoleffe 13
Sudtirol 10
Modena 10
Lumezzane 10
Maceratese 10
Ancona 10
Teramo 7
Fano 7
Mantova 6
Forlì 3

Verde = promossa in serie B
Azzurro = playoff
Arancione = playout
Rosso = retrocessa in serie D

22 ottobre 2016

Grati di vivere una vita

Senza la religione staremmo tutti meglio. Saremmo liberi di esultare per il privilegio che abbiamo di essere nati, grati di vivere una vita, questa, terrena, abbandonando il presuntuoso desiderio di averne una seconda, eterna, nell'aldilà.
Richard Dawkins

18 ottobre 2016

Basta che continui ad avanzare barcollando

Forse non si tratta di evitare lo schianto ma di cercare il punto di rottura, per trovare l’errore nel codice, correggerlo, e andare avanti fino a trovare il prossimo errore. La sfida che ti fa andare avanti nella battaglia per rimanere in piedi. Forse avanziamo tutti barcollando dalle domande giuste alle risposte sbagliate o dalle domande sbagliate alle risposte giuste. Non importa dove tu stia andando o da dove provieni, basta che continui ad avanzare barcollando.
dalla serie ‘Mr. Robot

17 ottobre 2016

Tutto procede come al solito

Tutto procede come al solito. Le onde sono roche a forza di ripetere il loro mistero; la sabbia si ammucchia sulla riva; gli uccelli marini si librano nell'aria e volteggiano; venti e nuvole continuano il loro volo che non lascia tracce; nel chiarore lunare i bracci bianchi rivolgono un cenno al paese invisibile e lontano.
Charles Dickens

16 ottobre 2016

Voglio soltanto girare alla larga

Quando sto con la gente mi viene sottratto qualcosa. La maggioranza delle persone sono poco festose e raramente interessanti. Ascolto le loro lagne, prendo nota delle fanfaronate, dei loro punti di vista scontati e risaputi. Mi fanno morire di sbadigli. Volete che li accetti con tutto il cuore? Io non li odio, non li voglio distruggere o umiliare. Voglio soltanto girare alla larga.
Charles Bukowski

Venezia FC: Gli arancioneroverdi ritornano alla vittoria e ritornano in testa alla classifica

Venezia-Teramo 3-1 Campionato Nazionale Lega Pro Girone B 8' Giornata -
Il Venezia ritrova la vittoria e la vetta, seppur in coabitazione con Sambenedettese e Bassano. Ancora una volta è servito uno schiaffo per destare i lagunari, ed ancora una volta la rimonta si è completata. Una partita complicata, come lo saranno tutte fino alla fine dell'anno, nella quale abbiamo preso il sesto legno in tre partite e trovato delle ottime parate del loro portiere. La squadra è stata brava a ribaltarla subito, anche se su alcuni aspetti, come la gestione di palla quando si è in vantaggio, si deve certamente migliorare.
Tanta grinta e finalmente sono arrivati i gol di Geijo. C'è da registrare appunto che finalmente il reparto offensivo lagunare si è sbloccato con uno schieramento particolarmente offensivo, votato a centrare il successo. Eppure era difficile tornare in campo al Penzo dopo il pareggio con la Sambenedettese, con l'assillo di dover vincere ad ogni costo per mantenersi in vetta.
La squadra ha pagato un po' questa situazione, giocando una partitta non eccezionale sotto il punto di vista del ritmo e costellata da errori, subendo ancora una volta il gol e ritrovandosi costretto ad inseguire.
Una condizione questa che pare stimolare i lagunari che spesso riescono a rimettere in piedi il match in rimonta (non è successo solamente a Pordenone)
Ma subito il gol del Teramo, squadra apparsa particolarmente generosa, rapida in alcuni frangenti e pronta a pungere, il Venezia prende in mano la gara stimolato anche da alcuni fischi e qualche mugugno di malumore da parte del proprio pubblico, evidentemente non soddisfatto della prova. E poi Geijo porta i lagunari al riposo in parità, con Pederzoli che c'entra la traversa su punizione, permettendo così di riprendere la gara con un piglio più determinato. E infatti gli arancioneroverdi crescono ancora a inizio ripresa, togliendo spazio agli ospiti, non aumentano il ritmo ma si propongono con più entusiasmo e decisione per trovare il secondo e il terzo gol, quello della tranquillità.
Meno bello che in altre occasioni il team di Inzaghi ha mostrato che le potenzialità offensive ci sono tutte e finalmente iniziano a farsi concrete. Purtroppo in negativo ci sono ancora da annotare alcune sbavature difensive che concedono troppo spazio agli avversari e qualche occasione pericolosa di troppo, costringendo Facchin a superarsi più di una volta.
Quella con il Teramo è stata una prova di maturità superata pur con qualche tentennamento, grazie a una grande grinta e voglia di concretizzare che ha permesso di sopperire anche alle assenze pesanti di Domizzi e Fabiano.
Nuovamente in testa il Venezia può ora guardare con una certa serenità alla trasferta di sabato a Modena, per prepararsi nella maniera migliore al derby del 29 contro il Bassano al Penzo.

Tabellini
Venezia-Teramo 3-1
Reti: pt. 23' Ilari (TR), 30' Geijo (VE), st. 9' Fabris (VE), 36' Geijo (VE)
Arbitro: Sig. Luciano di Lamezia

Classifica 8' Giornata
BASSANO 18
Venezia 18
Sambenedettese 18
FeralpiSalò 17
Pordenone 17
Gubbio 16
Reggiana 15
Parma 15
Santarcangelo 14
Modena 10
Albinoleffe 10
Padova 10
Maceratese 10
Ancona 10
Lumezzane 9
Sudtirol 7
Teramo 7
Mantova 6
Fano 6
Forlì 2


Padova e Reggiana una partita in meno

verde promossa in serie B
azzurro playoff
arancio playout
rosso retrocessa in serie D

15 ottobre 2016

The Who

Love reign over me

Un amore felice

Un amore felice. È normale?
è serio? è utile?
Che se ne fa il mondo di due esseri
che non vedono il mondo?

Innalzati l’uno verso l’altro senza alcun merito,
i primi qualunque tra un milione, ma convinti
che doveva andare così – in premio di che? Di nulla;

la luce giunge da nessun luogo –
perché proprio su questi, e non su altri?
Ciò offende la giustizia? Sì.
Ciò offende i principi accumulati con cura?
Butta giù la morale dal piedistallo? Sì, infrange e butta giù.

Guardate i due felici:
se almeno dissimulassero un po’,
si fingessero depressi, confortando così gli amici!
Sentite come ridono – è un insulto.
In che lingua parlano – comprensibile all’apparenza.
E tutte quelle loro cerimonie, smancerie,
quei bizzarri doveri reciproci che s’inventano –
sembra un complotto contro l’umanità!

È difficile immaginare dove si finirebbe
se il loro esempio fosse imitabile.
Su cosa potrebbero contare religioni, poesie,
di che ci si ricorderebbe, a che si rinuncerebbe,
chi vorrebbe restare più nel cerchio?

Un amore felice. Ma è necessario?
Il tatto e la ragione impongono di tacerne
come d’uno scandalo nelle alte sfere della Vita.
Magnifici pargoli nascono senza il suo aiuto.
Mai e poi mai riuscirebbe a popolare la terra,
capita, in fondo, di rado.

Chi non conosce l’amore felice
dica pure che in nessun luogo esiste l’amore felice.
Con tale fede gli sarà più lieve vivere e morire.

Wisława Szymborska

Finita la pagina

L'arte di scriver storie sta nel saper tirar fuori da quel nulla che si è capito della vita tutto il resto; ma finita la pagina si riprende la vita e ci s'accorge che quel che si sapeva è proprio un nulla.
Italo Calvino

14 ottobre 2016

La paura e il rifiuto della diversità

La piaga del genere umano è la paura e il rifiuto della diversità: il monoteismo, la monarchia, la monogamia e, nella nostra epoca, la monomedicina. La convinzione che ci sia un solo modo giusto per vivere, un solo modo giusto per regolare le questioni religiose, politiche, sessuali, mediche è la causa principale della più grande minaccia per l’uomo: i membri della sua stessa specie, decisi ad assicurare la sua salvezza, la sicurezza e la sanità mentale.
Thomas Szasz

13 ottobre 2016

Alla fine smette di piovere e torna il sereno


Anche se nel bel mezzo di una tempesta è normale soffermarsi solo sul cielo nero e sulla pioggia battente, alla fine smette di piovere e torna il sereno

Un vuoto a perdere

Con loro ho scelto di chiudermi, non per loro paura, ma per lasciare fuori chi vuole snaturarmi. Dicono che la mia presenza è loro motivo di malumore ma non sanno che il loro malumore è il motivo della mia fierezza. Del resto il “nulla” non si nota e passa inosservato. Si credono superiori ma camminano sui tacchi spezzati. Il fatto stesso che parlino,parlino,parlino, solo per aprire la bocca, li rende inconsapevolmente stupidi. Per parlare ci vuole testa a far chiacchiere son capaci tutti. Me ne danno ancora di giudizi negativi ma, non mi hanno e non mi turbano mai, ho capito che le piccole persone devono farsi grandi in qualche modo, e essendo sicuro che posso aiutarle a farli star meglio, le lascio fare. So chi sono e questo non cambia, dicano quel che gli pare io, me ne frego. Non sono nient'altro che un vuoto a perdere che ha aiutato a comprendere il valore dei miei passi. Una liberazione da una presa per i fondelli.

Dario Fò ed Enzo Jannacci - un loro ricordo -


11 ottobre 2016

Non ho tempo da perdere per dargli spiegazioni

Si ritraggono indietro per evitare le pozzanghere per paura di bagnare le proprie scarpe. Non ci sono più ma, non ci sono mai stati, ed io non rincorro i fantasmi. Sono diventato un bastardo ma solo per difendermi dalla loro cattiveria. Non cancello, non dimentico, vado oltre. Credevo di conoscerli ma in realtà ho visto soltanto quello che hanno voluto farmi vedere: la loro superficie.
Il loro atteggiamento è legato al tipo di vita che vivono. Si soffermano molto negli atteggiamenti, io vado oltre. Li lascio li con le loro verità e le loro congetture, non ho tempo da perdere per dargli spiegazioni.

10 ottobre 2016

Io voglio essere libero...

La perfezione mi fa schifo, mi repelle. Tutte quelle donne e quegli uomini che cercano la perfezione negli stereotipi creati della società mi fanno venire il vomito. Fottuti manichini di carne, senza personalità o amore per se stessi. Stessi vestiti, stessa musica, stesse espressioni, stessi cibi, stesse scopate, stesse auto, stesse vite…e alla fine? Stessi suicidi neurali di massa. Perché vivere come un automa è senza ombra di dubbio un suicidio. Quando tutti si è uguali, tutti si è nessuno. La perfezione è un uccellino in gabbia che vive, mangia, caga e muore con il solo scopo d’essere ammirato. Io voglio vivere libero, spiumato, infreddolito, denutrito ma libero.
Charles Bukowski

9 ottobre 2016

Venezia FC: Tantissime emozioni al Penzo. I lagunari pareggiano in rimonta

Venezia-Sambenedettese 2-2 Campionato Nazionale Lega Pro Girone B – 8 Giornata -

Tre pali, un rigore sbagliato (centrata la traversa), uno segnato e un gol forse realizzato con l'aiutino della mano: il tutto per riuscire a riprendere una partita che dopo 9' della ripresa era sullo 0-2. Di sicuro gli arancioneroverdi devono ringraziare un Facchin protagonista di varie parate determinanti.

Vero, però Il Venezia degli ultimi 20' ha dimostrato tutte quante le sue potenzialità. Prima non si era vista la stessa squadra, andare sotto di due gol può costare carissimo, invece raddrizzarla con quella forza ha trasmesso sensazioni sicuramente positive. I gol sono venuti da due centrocampisti, Pederzoli e Bentivoglio, mentre gli attaccanti continuano a non trovare la via del gol.

Agli arancioneroverdi manca sicuramente una prima punta, un centravanti da area, che finalizzi tutta la mole di gioco che la squadra produce. Un consiglio a Perinetti da realizzare nel mercato di riparazione a Gennaio. In difesa si è visto chiaramente quanto sia mancato Domizzi sopratutto nel primo gol dove la retroguardia arancioneroverde ha perso una banale palla subendo il gol praticamente da soli.

La Sambenedettese è apparsa una squadra briosa e determinata, sin troppo decisa in qualche intervento dimostrando una grande propensione offensiva ma anche capacità di controllare le avanzate arancioneroverdi senza affanno: con quella di ieri è arrivata a 26 gare in trasferta senza sconfitte, dal febbraio 2015. Una squadra tosta che darà filo da torcere a tutti e, a pieno titolo avversaria diretta nell'inseguimento alla serie B.

E' a inizio ripresa, dopo che sul finire del primo tempo Ferrari ha sbagliato un rigore che ha conteso a Pederzoli, che la partita si impenna. Bastano 48' secondi per l'esattezza della ripresa e la Sambenedettese porta in vantaggio. Poi nell'arco di otto minuti c'è il raddoppio e pensi che la partita sia finita. No, anche se a fatica il Venezia prova a trovare spazio visto che i marchigiani arretrano un po' a difesa del doppio vantaggio.


A testimonianza di ciò ci sono altri due pali dopo quello del primo tempo colpiti dalle conclusioni lagunari. Inzaghi fa' entrare Geijo donando un tocco di brio all'offensiva: imbecca bene i compagni, ci prova direttamente e si procura poi il rigore che Pederzoli non sbaglia. La reazione lagunare diventa allora più veemente e la ricerca del pareggio si intensifica ancor più. Un inseguimento premiato da una “prodezza” di Bentivoglio che sembra aiutarsi con la mano per garantirsi la rete.

Un'altra gara ripresa dal Venezia, come successe a Parma dove però arrivò il successo. Certamente una dimostrazione di carattere, della versatilità e compattezza del gruppo. Tutte qualità che hanno consentito di sopperire alla mancanza del bomber che concluda a erte.

Tabellini
Venezia-Sambenedettese 2-2
Gol: st. 1' Sabatino (SB), 9' Tortolano (SB), 32' Pederzoli rig. (VE), 36' Bentivoglio (VE)
Arbitro: Sig. Giua di Olbia

Classifica
Pordenone 16
Gubbio 16
Bassano 15
Reggiana 15
Venezia 15
Sambenedettese 14
Feralpisalò 13
Santarcangelo 13
Parma 12
Padova 10
Modena 9
Ancona 9
Lumezzane 8
Maceratese 7
Teramo 7
Sudtirol 6
Albinoleffe 6
Mantova 6
Fano 5
Forlì 2

Verde promossa in serie B
Blu playoff
Arancione playout
Rosso retrocessa in serie D

8 ottobre 2016

Un nuovo slancio collettivo

Bisogna assolutamente trovare il coraggio di abbandonare i nostri meschini egoismi e cercare un nuovo slancio collettivo magari scaturito proprio dalle cose che ci fanno male, dai disagi quotidiani, dalle insofferenze comuni, dal nostro rifiuto! Perché un uomo solo che grida il suo no, è un pazzo. Milioni di uomini che gridano lo stesso no, avrebbero la possibilità di cambiare veramente il mondo. (da Mi fa male il mondo)
Giorgio Gaber

Un certo doloroso equilibrio

Non c'era in questi pensieri nessun sorriso d'umana consolazione: eran come l'arido scoglio inospitale a cui il naufrago disperatamente s'aggrappa benché le asperità lo feriscano e non consentan riposo. Non volevo, non potevo naufragare; e riuscii, pur nell'angoscia,a ricondurmi a un certo doloroso equilibrio.
Ada Gobetti

6 ottobre 2016

La voce della coscienza non la sentono mai

Non c’è un minimo di coerenza in certe persone. Spesso dicono una cosa e ne fanno un’altra. Si presentano in un modo ma poi scoprono il resto che non ti aspettavi. Hanno una buona capacità di descriversi, peccato manchi poi la capacità di dimostrarsi tali. Hanno voce per accusarti e difendersi, ma la voce della coscienza non la sentono mai.”
Nicholas Brunettini

La storia è fatta di piccoli gesti anonimi

Forse non farò cose importanti, ma la storia è fatta di piccoli gesti anonimi, forse domani morirò, magari prima di quel tedesco, ma tutte le cose che farò prima di morire e la mia morte stessa saranno pezzetti di storia, e tutti i pensieri che sto facendo adesso influiscono sulla mia storia di domani, sulla storia di domani del genere umano.
Italo Calvino dal libro "Il sentiero dei nidi di ragno"

5 ottobre 2016

Motorhead


Si ricomincia da capo per cambiare tavolo

Ho capito che non si cambia veramente mai, non c’è modo di cambiare, come si è da piccoli si è tutta la vita, non è per cambiare che si ricomincia da capo.
Si ricomincia da capo per cambiare tavolo, disse.
Si ha sempre questa idea di essere capitati nella partita sbagliata, e che con le nostre carte chissà cosa saremmo riusciti a fare se solo ci sedevamo a un altro tavolo da gioco…
Tre volte all’alba, Alessandro Baricco

Un attimo e arriva una semplice onda e scompaiono

Alla fine a perdere sono solo loro, che pur di proteggere le proprie convinzioni, chiudono la porta a ciò che potrebbe sconvolgerle. Chi se ne va è la realtà di chi non c'è mai stato. Duemilacinquecentonovanta giorni, il tempo passa, a me piace pensarla così: la gente che se ne va dalla mia vita, ha fatto posto a quelli che vi resteranno per sempre. Sono come le orme che segui sulla sabbia. Un attimo e arriva una semplice onda e scompaiono. Ho capito che la gente quando ha deciso di andarsene e non ha il coraggio delle sue azioni, inventa di tutto, se ne va con la scusa più cretina e più banale, con il pretesto più assurdo. Perchè amareggiarmi? Fare a meno di gente simile non è una grande perdita,anzi, è l'occasione giusta per valutare chi vale la pena tenersi accanto e chi vale la pena di lasciare andare. 

4 ottobre 2016

Venezia FC:Intervista al presidente Joe Tacopina

«Siamo solo alla settima giornata, il campionato è lungo e, prima o poi, doveva arrivare anche una sconfitta. Non possiamo pensare di vincerle tutte, ma sono estremamente sereno, non bisogna fare alcun dramma». Joe Tacopina è atterrato ieri mattina a Tessera, poi subito in sede e nel primo pomeriggio il passaggio al Taliercio per salutare Pippo Inzaghi e la squadra. «Se giochiamo bene, arriveranno i risultati, non c’è storia. Può anche capitare che si accusi un passaggio a vuoto, vale per tutte le squadre, Juve compresa». Il presidente anche in queste settimane vissute in Usa ha seguito via computer le partite del Venezia. Un Venezia che costruisce molto, tiene bene il campo, ma concretizza poco come testimoniano i sette gol in sette partite, rimanendo a secco con Mantova e Pordenone. «Okay, ma è anche vero che ne abbiamo pochi, solo tre» sottolinea il presidente, «per me è molto più importante avere la miglior difesa che non il miglior attacco, i campionati li vincono quasi sempre le squadre che subiscono poche reti. Adesso rientrano Garofalo e Baldanzeddu, abbiamo un muro quando Inzaghi ha tutti i difensori a disposizione. È anche vero, con gli attaccanti che ci sono, che qualche gol in più avremmo dovuto realizzarlo». Serve anche un po’ di pazienza… «Non bisogna mai scordarsi che questa è una squadra nuova, i giocatori si stanno conoscendo meglio giorno dopo giorno, gara dopo gara. Perinetti e Inzaghi parlano in continuazione su quale sia il modulo migliore, è tutto nella norma». Il pubblico allo stadio aumenta, adesso anche una parte della curva sud ha deciso di seguire la squadra in trasferta. «Mi fa piacere. Sapevo che sarebbe servito tempo, questa è la loro squadra e la squadra avverte la vicinanza dei tifosi. Quando parlo con qualche giocatore, mi dice che sente al Penzo la loro spinta. Non molte società di Lega Pro hanno un seguito mediatico come il Venezia». Questione sponsor e stadio. «Ogni giorno riceviamo proposte, telefonate, la maglia è però il biglietto da visita della società, cerchiamo uno sponsor che creda nel nostro progetto, con cui possiamo crescere insieme, non un marchio qualunque. Prima o poi ne sceglieremo uno, ma potremmo anche rimanere così. Lo stadio? Ogni giorno viene compiuto un passettino in avanti». Intanto scocca il primo anno di presidenza, il 5 ottobre 2015 arrivò il comunicato che annunciava Joe Tacopina presidente del Venezia, la presentazione quattro giorni dopo a Ca’ Sagredo. «Sapevo che sarebbe stato un anno speciale» conclude Tacopina «non credevo potesse essere così straordinario: abbiamo vinto il campionato, ricostruito la società dalle fondamenta, siamo ritornati a far parlare del Venezia in tutto il mondo, ma quel che mi gratifica di più sono gli attestati di stima, di fiducia, di chi incontro a Venezia o a Mestre».
Fonte: La Nuova Venezia

Tanto abituati ad essere qualcos'altro che hanno dimenticato chi sono davvero

Il tempo mi porterà tutte le verità che cerco. Ne sono certo basta che mi armi di pazienza. Il sapere della menzogna è qualcosa che non sopporto. Non sopporto il suo sapore e non sopporto il suono che contiene. Quel suono fatto di dubbi, angosce delusione e rabbia. Loro vivono praticandone un buon uso ed è per questo che non possono più avere a che fare con me. Prima o poi tutto emerge. Per quanto mi riguarda ho dentro la serenità di chi non ha mai fatto nulla di male, so aspettare.
Vivono nella finzione che altro non è che il limbo della loro vita, perché non sono nè vivi nè morti, ma solo assenti a loro stessi. Si nascondono dietro le convinzioni della loro ipocrisia. Non amo le maschere e non le porto, anzi mi disturba profondamente chi si nasconde con la dipendenza di uno stolto, dietro facciate di quotidiana conformità. Tanto abituati ad essere qualcos'altro che hanno dimenticato chi sono davvero.
Peccato, sono passati innumerevoli carnevali ma, le loro maschere rimangono, ancorate alle loro apparenze.
Chiuso, non fanno più parte della mia vita perché è l'aria di sincerità che voglio respirare e non soffocare con la puzza della loro falsità. 

3 ottobre 2016

Bisogna pur metterlo il punto

Non si sono curati delle nostre ferite adesso che non pretendano di condividere i nostri momenti di gioia. Facile passeggiare sotto il sole, difficile stare abbracciati durante la tempesta. E' arrivato da tempo quel giorno che abbiamo deciso di fermarci e di rimettere in ordine i pensieri.
Li abbiamo selezionati, catalogati e risistemati. Abbiamo deciso quali persone valgono la pena di essere prioritarie e quali no. Abbiamo scoperto, così facendo, che è stato l'inizio di qualcosa che ci ha fatto stare meglio.
Sopportare alcune persone è come cercare di toccarsi il naso con la lingua mentre si sta mangiando.
L'unica cosa con cui io misuro la coscienza è il metro del rispetto, non del loro finto perbenismo. Non aspettiamo e non cerchiamo più nessuno. Ora osserviamo e poi in base ai comportamenti ci regoliamo. L'indifferenza resta l'unica risposta da dare a che di risposte non merita.
Le persone arroganti, saccenti, piene di boria non rientrano più nei nostri parametri.
Bisogna pur metterlo,il punto. Alla fine di una frase. ALLA FINE DI UNA STORIA. Si chiama ortografia. O, più comunemente, coraggio. Punto.

2 ottobre 2016

Calzoncini corti

Se mi capiterà di vivere fino a cento anni, il mio spirito andrà ancora in giro in calzoncini corti.
Vladimir Nabokov

Venezia FC: Prima sconfitta per i lagunari che lasciano la vetta della classifica

Pordenone-Venezia 1-0 Campionato Nazionale Lega Pro Girone B – 7' Giornata -
Nella serata di ieri sabato 1 ottobre gli arancioneroverdi arrivano allo stadio Ottavio Botecchia di Pordenone segnati da 3 assenze di spessore: manca Baldanzeddu, squalificato per due giornate dal giudice sportivo nonostante il tentato ricorso veneziano, Garofalo, anch’egli squalificato, e Fabiano, infortunato. Il Pordenone è squadra abile e grintosa, capace di tenere sotto assedio il Parma per 70 minuti.
Le sensazioni della vigilia trovano conferma in campo: i padroni di casa sono avversari difficili. Gli uomini di Inzaghi tengono il pallino del gioco per i primi 25 minuti, ma non riescono a segnare. Vengono anzi puniti al 27’, quando subiscono il gol dell’ 1-0. Moreo e Marsura creano buone azioni davanti, quest’ultimo al 17’ addirittura colpisce la traversa dopo una bella percussione dalla fascia, il gol di Semenzato giunge dunque come un fulmine a ciel sereno, complice – almeno in parte – un errore di Facchin: il tiro non era irresistibile.
Nel secondo tempo mister Inzaghi pensa a riordinare la scacchiera: al 52’ esce Domizzi a causa di un problema muscolare, lo sostituisce Tortori. Al 59’, ad un quarto d’ora scarso dall’inizio della ripresa, Ferrari prende il posto di Geijo, piuttosto spento – e non sarebbe la prima volta – nella sua area di competenza. Al 73’ Ferrari, servito da Marsura, ha sui piedi la palla del pareggio, ma calcia addosso a Tomei. Dalla parte opposta del campo viene chiamato in causa anche Facchin, che sei minuti più tardi compie un miracolo sugli sviluppi di un calcio d’angolo, negando ad Arra il gol del raddoppio. Il Pordenone, per altro, a pochi minuti dallo scadere, va vicino al 2-0 in più di un'occasione, mancando clamorosamente il gol.
La partita si conclude sul risultato maturato nella prima frazione di gara: i padroni di casa sono stati bravi a difendere il vantaggio, che gli consente ora di superare i veneziani in cima alla classifica.

Tabellini
Pordenone-Venezia 1-0
Reti: pt. 27' Semenzato (PN)
Arbitro: Sig. Carlo Amoroso di Paola



Classifica Girone B
PORDENONE 16
VENEZIA 14
FERALPISALO' 13
SAMBENEDETTESE 13
BASSANO 12
PARMA 12
REGGIANA 11
GUBBIO 10
PADOVA 9
SANTARCANGELO 9
LUMEZZANE 8
ALBINOLEFFE 6
SUDTIROL 6
MODENA 6
MANTOVA 6
TERAMO 6
ANCONA 6
FANO 5
MACERATESE 4
FORLI' 2


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