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Il Piave mormorava...

Oggi 24 maggio. Dicciasette anni fa, mi ha lasciato mio papà. Una data, tanti ricordi…il Piave mormorava calmo e placido al passaggio dei primi fanti il 24 maggio. Quel giorno squillò il telefono di buon mattino, saranno state le 5e30. 

Al momento non capivo da dove provenisse quel suono poi, alzai la cornetta e dall’altra parte una voce lontana mi diceva : “Ci dispiace ma il signor Luciano è morto”. Luciano era il nome di mio papà. Nato nel 1924 a Venezia era il primogenito di una covata di 9 marmocchi tra fratelli e sorelle. Mio nonno, Luigi, non lo conobbi mai, se ne andò nel 1939 ha 40 anni per colpa del diabete. 

L’anno dopo, 1940, l’Italia entrò in guerra, la seconda guerra mondiale e, mio papà, partì volontario a 16 anni, troppe bocche da sfamare. Poi l’incontro con mia mamma, il matrimonio nel 1955, la mia nascita nel 1956, l’arrivo degli altri miei fratelli e, il 1979, l’anno della separazione.
Non lo vedi più per circa un anno poi, chissà, andai a trovarlo nel posto di lavoro e, da quel momento, facemmo coppia fissa ogni sabato.

Terminavamo con il pranzo di mezzogiorno e poi lo riaccompagnavo dove viveva, in una piccola stanza presso una signora anziana che la subaffittava.
Mi sposai poi anch’io e i sabato divennero rari, l’ictus lo colpì una prima volta riprendendosi alla belle e meglio. Poi un altro ancora e non poteva più vivere da solo.

La casa di riposo fu per dodici lunghi anni la sua dimora. Fino a quella mattina del 24 maggio quando cominciai a mettere a fuoco che avevo perso papà.
Oggi, è certamente un giorno come un altro ed invece per me…l’esercito marciava per far control nemico una barriera.
Strana la vita, qualche giorno fa stavo proprio pensando a papà e guardando il calendario sull’orologio da polso mi ero detto che tra poco sarebbe stato il 24 maggio.

Poi, la quotidianità, ti prende e ti fa passare in secondo piano pensieri dei giorni passati. Ci sei sempre comunque papà,  forse anche più di prima.
Hai vissuto il tuo tempo e non hai vissuto il nuovo che incalzava.

Nella mia vita la tua ombra mi seguirà ovunque, in ogni dove troverò il tuo fantasma, ovunque sentirò il suo odore, sempre udrò la tua voce.
Prendimi ancora per mano non importa se non potrai più guidarmi come quando ero bambino. Sarai sempre colui che saprà indicarmi la strada migliore.
Ciao, Papà

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