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Passalento

Come posso dire
Come passa il tempo
Come posso dire
Come passalento
Mani e faccia da uomo
Fanno poca pena
Ma le nostre intelligenze
Da cani alla catena
È così che si ripensa
A tutto l’amore detto
È così che si ripensa
A tutto l’amore scritto
Che era acqua da bere, fuoco
Sete da morire
Ma come passa il tempo
Non sappiamo dire

È che in questo deserto
A tutti piace naufragare
Vivi e fortunati di poterne
Respirare
Così non rimane che lasciarsi dire
Cosa fare
Così non rimane che lasciarsi
Ancora abbracciare
Come posso dire
Come passa il tempo
Come posso dire
Come passalento
Signore di questo porto
Vedi mi avvicino anch’io
Vele ancora tese
Bandiera genovese
Sono io
LP: “Discanto”, 1990 – Autore: I. Fossati.

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Sei un fiume forte, non ti perderai

[…] mi viene solo in mente quella storia dei fiumi, […] e al fatto che si son messi lì a studiarli perché giustamente non gli tornava 'sta storia che un fiume, dovendo arrivare al mare, ci metteva tutto quel tempo, cioè scelga, deliberatamente, di fare un sacco di curve, invece di puntare dritto allo scopo, […] c'è qualcosa di assurdo in tutte quelle curve, e così si sono messi a studiare la faccenda e quello che hanno scoperto alla fine, c'è da non crederci, è che qualsiasi fiume, […], prima di arrivare al mare fa esattamente una strada tre volte più lunga di quella che farebbe se andasse diritto, sbalorditivo, se ci pensi, ci mette tre volte tanto quello che sarebbe necessario, e tutto a furia di curve, appunto, solo con questo stratagemma delle curve, […] è quello che hanno scoperto con scientifica sicurezza a forza di studiare i fiumi, tutti i fiumi, hanno scoperto che non sono matti, è la loro natura di fiumi che li obbliga a quel girovagare continuo, e perfino esatto…

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