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Dobbiamo tentare l'impossibile

La nostra vita è un'opera d'arte – che lo sappiamo o no, che ci piaccia o no. Per viverla come esige l'arte della vita dobbiamo – come ogni artista, quale che sia la sua arte – porci delle sfide difficili (almeno nel momento in cui ce le poniamo) da contrastare a distanza ravvicinata; dobbiamo scegliere obiettivi che siano (almeno nel momento in cui li scegliamo) ben oltre la nostra portata, e standard di eccellenza irritanti per il loro modo ostinato di stare (almeno per quanto si è visto fino allora) ben al di là di ciò che abbiamo saputo fare o che avremmo la capacità di fare. Dobbiamo tentare l'impossibile. E possiamo solo sperare – senza poterci basare su previsioni affidabili e tanto meno certe – di riuscire prima o poi, con uno sforzo lungo e lancinante, a eguagliare quegli standard e a raggiungere quegli obiettivi, dimostrandoci così all'altezza della sfida.
Zygmunt Bauman

Commenti

  1. Amo Venerzia e il Venezia. Ho tifato per questa squadra quando il mio Milan era guidato da Zaccheroni e il gioco era penoso. Quindi sarebbe ora di ritornare a tifarla.
    Ero a Venezia il giorno della tripletta di Recoba: tutti attaccati alle radioline: non partivano nemmeno i vaporetti. Una goduria.
    Goduria che però non mi fa provare Bauman; il concetto che la nostra vita sia un'opera d'arte lo trovo dandysta, ma molto artificioso; adatto ai nostri consumistici giorni, dove il concetto che passa è "tu vali" (vedi shampoo) e quindi spendi (vedi Jaguar).
    Tutto questo funzione perfettamente se da spenderne ne hai una barca.
    Io non ho disponibilità esagerate, ma sino ad ora la mia vita non è stata difficile e mi ritengo fortunato . Ma forse ciò dipende anche dal fatto che non ho esagerato, pur facendo ottime cose.
    A me , quello dello sforzo lungo e lancinante per eguagliare uno standard, impostomi o autoimpostomi che sia, mi pare più un patire pittosto che un vivere che, immagino, alla lunga porti all'insoddisfazione.
    Cosa ne pensi?

    Un abbraccio


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