“FISOLO … PERSA IN FONDO ALLA LAGUNA.”

E’ un quasi insignificante affioramento dall’acqua, una motta di terra o poco più. Non verrebbe neanche da chiamarla vera e propria isola nel senso che diamo alle nostre belle isole lagunari che ci passano per la mente. Io di isole me ne intendo … sono Buranello oltre che Veneziano, e quindi sappiamo bene che cos’è e come si vive in un’isola vera e propria.

Mi piace però una volta tanto considerare un posto del genere, quasi al limite di quello che è l’orizzonte ricchissimo della nostra monumentale Storia Serenissima e Lagunare che è un pozzo senza fondo pieno di bellezza, vicende, persone e cose incredibili.

Fisolo non c’è niente.

Le Enciclopedie di Ornitologia Lagunare dicono: “Fisolo Canariòl o Sfisoèo de Mar è un uccello acquatico apparentemente senza coda, simile a Gabbiano, Tuffetto o piccolo Svasso … Etimologia dall’origine incerta … mentre per Fisolèra s’indica una peàta piccola e bassa usata dai Barcaroli per portare poche persone …”

I Veneziani di ieri hanno quindi chiamato l’isoletta: “Fisolo” proprio come quel piccolo uccello palustre delle barene che si chiama allo stesso modo. Quindi Fisolo indica qualcosa di minuscolo, leggero, libero, quasi gentile, selvatico e solitario nella Laguna come lo è quel piccolo uccelletto che ancora oggi svolazza sopra le nostre terre emerse e bagnate insieme.

Mi piace quel posto senza niente … un paio di coordinate geografiche nella Laguna di Venezia a: 45°21′47″Nord e 12°17′27″Est, poco distante dalla Bocca di Porto di Malamocco e degli Alberoni, e a poche centinaia di metri dall’Ottagono Abbandonato e dalla ex Batteria Poveglia (che non è la famosa isola di Poveglia) … Un microluogo senza storia insomma: niente persone, case, chiese … niente di niente. Solo qualche briciola di storia raccontata in poche righe quasi misteriose e commoventi.

Fisolo mi ricorda le mitiche isole perse della Laguna di Venezia, quelle sommerse prima ancora delle famose Ammiana e Costanziaco. Nomi di Isole che quando le sentiamo dire ci lasciano a bocca aperta perché quasi non ne abbiamo mai sentito pronunciare il nome: Gajada o Gaja, Verni, Albiola, Basegja, Castrasia, Marcelliana, Olivaria, Monte San Martino, Falconara, Abbondia o Vigilia, Sant’Antonio Abate o della Laguna, Correggio o La Mara, Fogolana, Bevenara e altre ancora mangiate dal Tempo passato.

Fisolo o Forte di Sotto” è una superficie emersa di poco più di 6.200 m² sul Canale Re di Fisolo, ed è una voce-argomento assente o:“ancora in abbozzo che necessita di ulteriori notizie e precisazioni”, sia nelle Enciclopedie di carta che nei Motori di Ricerca online di Internet che sembrano sapere sempre tutto di tutti.

Le uniche notizie recenti che riguardano quella microisola sono che oggi è inserita nel “Piano di recupero morfologico delle Isole Minori”curato dal Magistrato alle Acque di Venezia che si limita alla messa in sicurezza degli argini per preservarli dall’erosione posizionando blocchi in marmo d’Istria lungo tutto il suo perimetro e lasciando a Verde selvatico il suo interno.

L’altra notizie è che quasi ogni anno in maggio si realizza in quella zona sperduta della Laguna la “Regata dei Fortini” riservata alle barche a vela sul percorso con partenza dall’Isola di Santo Spirito, andando verso Fusina: area lacustre della perduta isola di San Marco in Boccalama, passando accanto a Poveglia, e fino a doppiare appuntoFisolo per arrivare infine verso Malamocco oltre l’Ottagono Abbandonato. Qualche anno fa l’evento è passato nella Cronaca di Venezia perché i Pompieri sono dovuti correre a recuperare un regatante che si era capovolto appunto doppiando Fisolo … che se la rideva divertito, mentre il regatante no.

Di antico si dice ben poco su Fisolo: si sa che la Repubblica Veneta fin dal 1347 eleggeva Tre Savi o Provveditori di Terra poi divenutiMagistrati di Sanità con compiti di Polizia Sanitaria Marittima, ed era abituata a confinare in Quarantena navi e carichi eventualmente infetti o sospetti nei Canali di Fisolo e Spignon, mentre le persone e i Marinai li mandava nell’isola di Santa Maria di Nazareth, il Nazarethum o Lazzarethum delle Contumacie.

Nel gennaio del 1735 “more veneto” fu redatta dai Periti della Serenissima Boschetti Lorenzo Ingegnere e Vice Proto e da Piccoli Domenico Perito ai Fiumi e Proto una relazione con disegno dell’affioramento anche di Fisolo accuratamente misurato in lunghezza e larghezza, e con aggiunte le misure degli scandagli nella zona circostante del Canale di Campana e Re del Fisolo.

Nell’agosto 1750, invece, la Serenissima decretò: “Permettendo circostanze del tempo e dell’acqua, obbligato ammiraglio Malamocco condur bastimenti in una sol volta al loro luogo: li provenienti da luoghi infetti in Fisolo, quelli di minor sospetto in Poveglia.” … e già nel 1797 da una lettera del Provveditore alla Lagune e ai Lidi, il Nobilomo Zuanne Zusto, risultano già costruiti i nuovi sette fortini in legno costruiti su pali e con pareti in muratura a difesa della città di Venezia.

Nel gennaio 1811, Bernardino Zendrini Matematico della Repubblica Serenissima di Venezia raccontò e stampò presso la Stamperia del Seminario di Padova: “Delle memorie storiche dello Stato antico e moderno delle Lagune di Venezia e di quei Fiumi che restarono divertiti per la conservazione delle medesime”.

In quelle “memorie di tipo più idraulico che storico” fra le tante cose curiose si raccontava che: “… Fisolo era zona di mulini ad acqua dove le loro code deviavano il flusso delle acque e delle correnti provenienti dalle paludi di San Marco in Boccalama …40 anni appresso c’era un piccolo canaliolo quasi secco, ora si è piuttosto allargato a 20 passi e 11 di profondità …”

E siamo già a 
Fisolo Batteria-Cannoniera da Guerra dell’epoca dell’occupazione Austriaca di Venezia. Una delle quattro batterie più piccole di forma semicircolare, faceva parte del complesso di Difesa Lagunare e della Terraferma Mestrina, ed era adibita al controllo della Bocca di Porto degli Alberoni. Si allineavano sette Batterie poligonali con bastioni, terrapieno, polveriera, casermetta e piattaforme mimetizzate dei cannoni collocati all’interno, che in seguito divennero otto: Fisolo, Campana, Poveglia e Trezze nella Laguna Sud; Campalto, Tessera, Carbonera, Buel del Lovo o Batteria San Marco nella Laguna Centrale o Nord.

Durante la Seconda Guerra Mondiale anche Fisolo divenne bunker di cui sopravvivono ancora le rovine, rafforzato intorno da “un giro di scogliera artificiale in bianca pietra d’Istria”. Oggi l’intero isolotto di proprietà privata è in totale abbandono, ridotto a un ammasso di pietre, pochi ruderi, tracce di basamenti e pavimentazioni coperti da Rovi e basse Robinie frequentato da qualche imbarcazione occasionale e da rari turisti nella stagione estiva. Il perimetro dei massi bianchi rende l’isola facilmente riconoscibile anche da molti chilometri di distanza … però ci svolazza sopra ancora qualche piccolo Fisolo de Mar … che riporta fin laggiù le memorie e i pettegolezzi della Serenissima con le Glorie del suo antico e moderno Leòn.

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