31 luglio 2015

Venezia football club: Inizia a formarsi la squadra

Sei «botti» di mercato e la partenza per il ritiro . Il Venezia fa sul serio e il suo ds Giorgio Perinetti, da vecchio lupo di mare del calciomercato, sta mandando in buca una dopo l’altra le biglie arancioneroverdi, come su un tavolo da biliardo. Tre difensori (Riccardo Busatto, Daniel Beccaro e Francesco Cernuto), un centrocampista (Giampaolo Calzi) e due attaccanti (Paolo Carbonaro e Matteo Serafini) per rafforzare la rosa a disposizione di Paolo Favaretto.

Colpi che si aggiungono a quelli già ufficializzati con il portiere D’Alessandro, i centrocampisti Evans Soligo e Matteo Malagò e il difensore Lorenzo Checchi. Dieci acquisti a cui si sommeranno i giovani dell’Under che, per i regolamenti, dovranno giocoforza essere schierati in campionato (un ‘95, due ‘96 e un ‘97). Sabato la partenza per il ritiro di Piancavallo, dove il nuovo Venezia Fc preparerà il campionato di serie D: la prima giornata verrà giocata il 5 settembre.

Metà onesto e metà truffatore

Io sono un onesto a metà, o un truffatore a metà. Come preferisce. Se fossi onesto del tutto, non accetterei di mettere il mio faccione spettinato, in posa da poeta maledetto, sulla copertina di un longplaying. Se fossi un truffatore del tutto, sarei andato a Sanremo con la canzone che mi avessero imposta. Se fossi un poeta vero scriverei poesie, se non fossi poeta affatto non scriverei niente. Sono quindi un venduto, come gli altri, ma, ancora una volta, lo sono a metà.
Fabrizio De Andrè

Questa è la vera verità

Il cosiddetto «mondo reale» degli uomini, del denaro e del potere vi accompagna con quel suo piacevole ronzio alimentato dalla paura, dal disprezzo, dalla frustrazione, dalla brama e dalla venerazione dell’io. La cultura odierna ha imbrigliato queste forze in modi che hanno prodotto ricchezza, comodità e libertà personale a iosa. La libertà di essere tutti sovrani dei nostri minuscoli regni formato cranio, soli al centro di tutto il creato. Una libertà non priva di aspetti positivi. Ciò non toglie che esistano svariati generi di libertà, e il genere più prezioso è spesso taciuto nel grande mondo esterno fatto di vittorie, conquiste e ostentazione. Il genere di libertà davvero importante richiede attenzione, consapevolezza, disciplina, impegno e la capacità di tenere davvero agli altri e di sacrificarsi costantemente per loro, in una miriade di piccoli modi che non hanno niente a che vedere col sesso, ogni santo giorno. Questa è la vera libertà. Questo è imparare a pensare. L’alternativa è l’inconsapevolezza, la modalità predefinita, la corsa sfrenata al successo: essere continuamente divorati dalla sensazione di aver avuto e perso qualcosa di infinito.
So che questa roba forse non vi sembrerà divertente, leggera o altamente ispirata come invece dovrebbe essere nella sostanza un discorso per il conferimento delle lauree. Per come la vedo io è la verità sfrondata da un mucchio di cazzate retoriche. Ovvio che potete prenderla come vi pare. Ma vi pregherei di non liquidarlo come uno di quei sermoni che la dottoressa Laura impartisce agitando il dito. Qui la morale, la religione, il dogma o le grandi domande non c’entrano. La Verità con la V maiuscola riguarda la vita prima della morte. Riguarda il fatto di toccare i trenta, magari i cinquanta, senza il desiderio di spararvi un colpo in testa. Riguarda il valore vero della vera cultura, dove voti e titoli di studio non c’entrano, c’entra solo la consapevolezza pura e semplice: la consapevolezza di ciò che è così reale e essenziale, così nascosto in bella vista sotto gli occhi di tutti da costringerci a ricordare di continuo a noi stessi: «Questa è l’acqua. Questa è l’acqua; dietro questi eschimesi c’è molto più di quello che sembra». Farlo, vivere in modo consapevole, adulto, giorno dopo giorno, è di una difficoltà inimmaginabile. E questo dimostra la verità di un altro cliché: la vostra cultura è realmente il lavoro di una vita, e comincia… adesso. Augurarvi buona fortuna sarebbe troppo poco.
David Foster Wallace

30 luglio 2015

Stupidità

Se abbiamo già sperimentato quanto possa fare male una dittatura militare, non sappiamo ancora quanto possa fare male la dittatura della stupidità.
Giorgio Gaber

Gli zigzaganti

Stanno all'autostrada come Tomba allo slalom gigante. Saettano da sinistra a destra, e poi da destra a sinistra, neanche fossero Alessandra Moretti o Verdini. Non hanno tempo da sprecare. Poi, quando arrivano a casa con tre minuti e sette secondi rispetto al resto del mondo, e non c'è nessuno ad aspettarli se non un geco giustamente depresso, si sentono soli. Tanto soli. Così rimettono in moto l'auto e ripartono. Verso una destinazione a caso.
Tratto da “Uno zoo a tre corsie” di Andrea Scanzi – il Fatto Quotidiano -

Ignoranza

L’attrattiva dei populisti scaturisce da un affastellarsi di ignoranze: ignoranza della Costituzione, ignoranza dei benefici che nascono dall’unirsi in sindacato, ignoranza della scienza nel mondo moderno, ignoranza della propria ignoranza.
Robin Lakoff

29 luglio 2015

I sinistrati dell'autostrada

Procedono sempre nella corsia di sorpasso. Lo fanno anche se le altre carreggiate sono liberissime, gli piace così. Forse odiano la Meloni e non vogliono stare a destra neanche per disgrazia, o forse sono convinti che la corsia di sinistra goda di un microclima più salubre. Nel dubbio, si impossessano di questo interregno ambulante e si sentono leggeri, mentre dietro di loro una coda smisurata ne maledice con trasporto belluino ogni parente
tratto da “Uno zoo a tre corsie” di Andrea Scanzi – Il Fatto Quotidiano 29/07/15 -

La fine della sanità pubblica italiana

C’è un bel film di Michael Moore, “Sicko”, che racconta e descrive il viaggio nella sanità americana. Il sistema della sanità negli Usa è dominato dalle compagnie assicuratrici che sono le padrone della vita e della salute dei cittadini americani. Da quelle parti è il censo a fare la differenza tra la vita e la morte, a decidere in quale gradino della società si può sedere e a cosa si ha diritto in base al proprio reddito.

I poveri perciò hanno pochi diritti, non è raro che non siano in grado di permettersi un’assicurazione sanitaria e il sistema li scarica sul marciapiede perché spogliati del biglietto d’ingresso per accedere al livello superiore, e quindi destinati all’estinzione proprio come il darwinismo sociale gli impone.
Da queste parti la sanità italiana è sempre stata pubblica proprio perché la nostra società non era fondata sulla legge del più forte, non era il censo a costituire un requisito essenziale per avere il diritto inalienabile delle cure gratuite e accessibili a tutti.

La coniugazione al passato non è un errore perché da ieri è iniziata la fine della sanità pubblica italiana per come l’avevamo conosciuta nell’ultimo mezzo secolo. Le giornate di fine luglio e dei primi giorni di agosto, sono quelle migliori per piazzare qualche colpo di mano mentre gli italiani distratti sotto l’ombrellone cercano un po’ di tregua dal caldo.


Forse siamo duri di comprendonio, ma dalle nostre parti un taglio è ancora un taglio, e significa meno risorse al servizio sanitario nazionale, riduzione della capacità di acquisto dei farmaci e peggioramento delle prestazioni sanitarie. Niente paura, quelle che noi consideravamo visite e cure indispensabili, da ieri sono “inutili” e gravano sul bilancio per ben 13 miliardi che vanno pertanto risparmiati.

Chi avrà il compito di stabilire se un esame o una prescrizione medica è utile o viceversa? A questo dovrebbe pensare il medico che si crede, abbia le capacità per poter valutare se un esame sia necessario, ma in questo caso sarà forse il ministro Lorenzin a prendere questa decisione, oppure Yoram Gutgeld, l’eminenza grigia di Renzi, autore e deus ex machina della politica economica del governo, che qualcuno ha definito “Renzinomics”, utilizzando una declinazione inglese per rendere più trendy un derivato dell’austerità più feroce.

Prima di passare alle valutazioni sull’incostituzionalità di questo decreto, fermiamoci un attimo sui livelli di spesa in relazione al Pil della sanità italiana. Se si segue il filo della narrazione europeista, quella di “abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità”, dovremmo tacere e soffrire le giuste pene degli sprechi degli anni passati. Preferiamo mettere da parte il senso di colpa e la retorica dell’etica calvinista che descrive la gente italica come inaffidabile e infida, e quella del Nord Europa come modello di virtù e rettitudine.

Se si analizzano i dati dell’Ocse, emerge che la spesa sanitaria italiana è circa il 9,2% del Pil, al di sotto della media dei paesi Ocse pari al 9,3% del Pil e superata persino dalla martoriata Grecia che spende il 9,3%. I paesi che spendono di più in spesa sanitaria in Europa sono proprio quelli del Nord Europa che si piazzano ai primi posti, con i Paesi Bassi che spendono l’11,8% del Pil, la Francia l’11,6% e la Germania l’11,3%. Non è certo un demerito, ma smentisce le affermazioni che l’Italia spenda troppo in spesa sanitaria, e a questo punto se volessimo seguire la logica del“vincolo esterno” dovremmo aumentare la spesa in sanità per raggiungere quei Paesi più virtuosi, ma quando si parla di bilancio è solo in termini di suo contenimento e mai di sua espansione.

E la spesa farmaceutica? Anche sotto quest’aspetto il Belpaese si distanzia nettamente dalla media Ocse in termini negativi: dal 2009 al 2012 l’Italia ha ridotto del 15% la spesa in farmaci a fronte di un taglio dell’0,2% dei paesi Ocse. Se dunque sono state fatte già consistenti riduzioni negli anni passati, il sistema va incontro ad un’altra mutazione, ovvero la sua progressiva privatizzazione che di fatto lo consegnerebbe nelle mani delle lobby sanitarie e farmaceutiche.

E’ possibile conciliare il principio dell’art. 32 della Costituzione che prevede la somministrazione delle cure gratuite agli indigenti con questi nuovi criteri di contenimento della spesa? No, il decreto approvato va nella direzione esattamente opposta, dal momento che nega la facoltà di avere diritto a delle prestazioni che invece il servizio sanitario deve garantire a tutti i cittadini. Se un esame o una prestazione ieri considerata indispensabile, diviene oggi superflua è chiaro che i cittadini per avere diritto a quella prestazione saranno costretti a rivolgersi al settore privato, che non è gratuito e perciò rischia di negare le cure agli indigenti.

E’ la faccia più crudele del darwinismo sociale che sta calpestando i principi di solidarietà della Costituzione e si macchia dell’ennesima violazione della Carta.
(in collaborazione con Cesare Sacchetti)

Confusione

A me piacciono troppe cose e io mi ritrovo sempre confuso e impegolato a correre da una stella cadente all’altra finché non precipito. Questa è la notte e quel che ti combina. Non avevo niente da offrire a nessuno eccetto la mia stessa confusione.
Jack Kerouac

28 luglio 2015

Federico



El Brilly

Gruppo IL PASSO

Mancano 20 giorni all'inizio del prossimo campo scuola. Anche quest'anno saremo ospiti della casa parrocchiale a Pian di Coltura (BL) dal 17 Agosto al 22 Agosto 2015. Il pranzo di Lunedì 17 è stato organizzato presso la Birreria Pedavena dopo di che ci trasferiremo a Pian di Coltura dove inizierà il campo scuola.

Il tema di quest'anno è “ Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” di Luis Sepulveda. Lo scrittore, autore del romanzo, tocca alcuni temi importanti come l'amore per la natura, la solidarietà e la generosità disinteressata, offrendo molti spunti di riflessione su tematiche quali l'inquinamento e la diversità intesa come valore

Le giornate per i 19 ragazzi diversamente abili che partecipano al campo, seguiti da 9 animatori, inerenti al tema del campo saranno così suddivise:

Lunedì 17 Agosto – Arrivo nel primo pomeriggio alla casa parrocchiale. Suddivisione delle camere – Visione del film tema del campo scuola – Piccola discussione

Martedì 18 Agosto – Lettura della storia – Parole nuove – I personaggi

Mercoledi 19 Agosto – Riflessioni – Inquinamento – Il mondo è in pericolo – A causa dell'inquinamento avrà un brutto futuro – Aiuto!!! Dobbiamo correre ai ripari

Giovedì 20 Agosto – Riflessioni – Amicizia – Volersi Bene – Aiutarsi – Consolarsi – Comunicare e confidarsi

Venerdì 21 Agosto – Per divertirsi un po' – Crucipuzzle inerente al tema del campo scuola – Concludiamo in rima

Oltre al tema del campo i ragazzi avranno la possibilità di partecipare anche ad attività ludiche quali:

  • II Torneo di calcio balilla Pian di Coltura ;
  • Partita di calcio ;
  • Partita di pallavolo ;
  • Realizzazione lavoro manuale inerente al tema del campo 
  • La prova del cuoco ;
  • Le serate musicali con la musica del gruppo  ;
  • Il karaoke
  • La serata di saluto intorno al fuoco acceso

Sabato 22 Agosto il campo si conclude con il pranzo comunitario con i genitori e amici dei ragazzi.

Energia

Smetti di occuparti delle cose di cui non ti vuoi occupare. Smetti di parlarne, smetti di leggere in merito e smetti di ripetere quanto siano brutte. Concentrati solo su ciò che vuoi attrarre a te. Ricorda: dove va la tua attenzione, li scorre la tua energia.
Jack Canfield

27 luglio 2015

Venezia football club: In panchina ritorna Paolo Favaretto

Dopo le voci dei giorni scorsi ora è confermato, il nuovo allenatore dell'Unione Venezia è Paolo Favaretto. L'ha ufficializzato lunedì il direttore sportivo della società, Giorgio Perinetti, in vista dell'iscrizione della squadra di calcio veneziana alla serie D per la stagione 2015/2016. Lui aveva già diretto il team nel 2009, quando fu scelto perché conosceva bene la serie ma anche l’ambiente del Venezia.
Le stesse motivazioni hanno portato Perinetti a scegliere il "rosso" mestrino per questa nuova ripartenza: ora ha 48 anni, torna alla guida dell’Unione dopo che nella squadra aveva militato anche come calciatore e aveva "onorato la maglia" a dovere. Amato da tifosi, che lo ricordano per quella straordinaria prima stagione di serie D nel 2009/10, il tecnico mestrino avrà il compito di guidare gli arancioneroverdi verso la riscossa.
In arancioneroverde Paolo Favaretto ha all’attivo 79 presenze da calciatore con 5 reti. In panchina, dopo le prime esperienze a Bassano, Pieve di Soligo, Mestre e Jesolo, è arrivato all’Unione nel 2005, sia come vice di diversi tecnici che si sono avvicendati sulla panchina, sia come tecnico delle giovanili. L'ultimo incarico risale alla scorsa stagione, quando subentrò a campionato in corso sulla panchina del Real Vicenza. Al nuovo mister il "benvenuto" e l'augurio di buon lavoro da tutti i tifosi veneziani.

Notte a venezia

Piena trasformazione

Tutti i punti di riferimento che davano solidità al mondo e favorivano la logica nella selezione delle strategie di vita (i posti di lavoro, le capacità, i legami personali, i modelli di convenienza e decoro, i concetti di salute e malattia, i valori che si pensava andassero coltivati e i modi collaudati per farlo), tutti questi e molti altri punti di riferimento un tempo stabili sembrano in piena trasformazione. Si ha la sensazione che vengano giocati molti giochi contemporaneamente, e che durante il gioco cambino le regole di ciascuno. Questa nostra epoca eccelle nello smantellare le strutture e nel liquefare i modelli, ogni tipo di struttura e ogni tipo di modello, con casualità e senza preavviso.
Zygmunt Bauman

26 luglio 2015

Utopia

Non c’è democrazia senza educazione, non c’è società realmente libertaria e illuminata fin quando il fine della produzione è una produzione di beni e non di esseri umani liberi, reciprocamente associati in condizioni di uguaglianza, in cui non si è solo spettatori ma partecipi.
Noam Chomsky

Il vuoto del nulla

Questa è un’epoca dove tutto viene messo in vista sulla finestra per occultare il vuoto della stanza.
Dalai Lama

25 luglio 2015

Ripubblicazione

Ho le spalle doloranti, il collo mi fa male. Certe volte non ho voglia di continuare vorrei fermarmi e lasciare andare. Altre mi incazzo con lui che non ne ha colpa ma mi prende la rabbia per vederlo sfuggire. Mi siedo sul divano e guardo alla finestra. Gli alberi hanno il colore dell’autunno e le foglie cadono lentamente sul prato. Lui non vede e non ho il coraggio di spiegargli quello che vedo io, saprei già la risposta. Appoggio la testa allo schienale, quanta fatica oggi. “Papà dove sei papà”, non ho voglia di rispondergli ma, all’ennesimo “Papà dove sei papà” gli rispondo “Son qua Federico, son qua dove vuoi che sia? “Ah non ti sentivo e avevo paura”. Poi d’improvviso due labbra rosse, una scollatura audace e, quella voce suadente. La voce dell’assistente sociale, spero non vi capiti mai di aver a che fare con lei, non le vale la pena. Poi un paio di occhiali, la magnificenza del nulla, la competenza del niente e quella certezza di credere di essere il direttore dell’area disabilità adulta. Di credere certo, di esserlo solo sulla carta. Quanta fatica, non è possibile descrivere quanta fatica, non è possibile dipingere quanta fatica, non è possibile trasmettere quanta fatica. Poi d’improvviso me lo trovo davanti, “Facciamo qualcosa?”, non ho la forza di chiudere nemmeno gli occhi e, questa volta, ho deciso di non urlare. “Qualcosa cosa?” “Il mio giochino” “Sempre quello ma basta” “E allora cosa facciamo ?” “Facciamo che ritorniamo a fare ciò che ci piace e che ci rende felici dunque, inizia per primo tu” “ Vedere, vorrei ritornare a vedere. Parlare, vorrei ritornare a parlare che tutti mi capiscano. Camminare, vorrei ritornare a camminare senza bisogno d’aiuto. Vorrei ma non posso !!” “Adesso tocca a te papà” "Papà non vuole ritornare, vuole andare, correre, arrivare, assieme alla mamma darti ancora di più una mano, vuole sconfiggere la fredda logica dei libri di medicina, vuole continuare a sperare” “Ah, ma non è un gioco questo, sono cose importanti che fanno fare tanta tanta fatica” “Si Fede non sai proprio quanta fatica, ma da oggi lo farò come fosse un gioco" "Un gioco papà, il mio giochino?" "Si Fede il tuo giochino" 

Nulla da temere

Non dobbiamo continuare a temere i contrasti, i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri perché perfino le stelle, a volte, si scontrano fra loro dando origine a nuovi mondi.
Charlie Chaplin

24 luglio 2015

Duemilacinquecentocinquantacinque pezzi di carta

Duemilacinquecentocinquantacinque giorni sono sette anni. A dirlo così sembrano tanti ma, in verità, non mi sono neanche accorto che sono passati. Nel giardino è cresciuta rigogliosa la palma, l'ulivo ha rinforzato il suo tronco che sembra dura pietra, il nostro amato cane ci ha lasciato esalando l'ultimo respiro sull'erba verde del giardino.
E' arrivato Brilly il nostro nuovo amico.
Il buon amico vicino ha riempito la valigia una sera di primavera ed è “ritornato” si ma al camposanto.
La siepe cresce ancora e continua il suo ciclo, gli anni hanno imbiancato ancora di più i capelli e tu hai fatto tanta strada da quel giorno in cui ti è toccato ripartire da bambino .
E sole e pioggia e neve e tempesta ti hanno accompagnato fin qui.
Hai fatto tanta strada (duemilacinquecentocinquantecinque giorni), ad ogni sosta c'era sempre qualcuno che aspettava con te.
Adesso forse ti puoi riposare un bagno caldo e qualcosa di fresco da bere e da mangiare.
Puoi aprire la valigia custodita per te, e piano piano toccando con le mani potrai sentire le persone più belle che c'erano per te.
Se anche non vedi ne cerchi qualcuna di più, ma, non ti affannare, dentro la valigia non le troverai.
Duemilacinquecentocinquantacinque pezzetti di carta troverai.
Buttali al vento e scacciali via, falli volare e tornare mai più.
Non meritano niente son pezzi di carta che senso non han.
Grazie a Luciano Ligabue (Il peso della valigia) in corsivo blu

Evoluzione


Coltivare le proprie lacune

Ma è poi così importante diventare specialisti in qualcosa? Non è forse più bello continuare a coltivare le proprie lacune come se fossero preziosi bacini di espansione di prossime esperienze?
Tonino Risuleo

Esperienza

L’esperienza non è ciò che accade ad un uomo; è quello che un uomo fa con ciò che gli accade.
Aldous Huxley

23 luglio 2015

Colori del tramonto a Venezia

Foto dal post di Meteofan

Eh già, sembrava la fine del mondo

Come ogni venerdi pomeriggio, vado a prendere mio figlio presso la comunità dove è ospite per riportarlo a casa durante il weekend.
Ridendo e scherzando, ad un certo punto durante il viaggio di ritorno a casa, gli ho chiesto: “Fede sono passati più di sette anni da qual giorno dell'incidente. Hai qualcosa da dire. Hai qualche sassolino da toglierti dalla scarpa. C' è qualcosa che più di ogni altra cosa vorresti dire”
Al momento non mi ha risposto poi, sulle note di Eh già di Vasco Rossi, mi ha detto: “Questo voglio dire papà. Questo devono sapere papà. Questo è quello che ho dentro al mio cuore papà. Questo è quello che non si vorrebbero mai sentir dire, beh lo sai anche tu...assemo perder”.
Questo è il dunque...

Eh già, sembrava la fine del mondo
ma sono ancora qua.
Col cuore che batte più forte
la vita che va e non va
con l'aria, col sole
con la rabbia nel cuore,
con l'odio, l'amore
in quattro parole
io sono ancora qua
eh già, eh già
con quello che non si prende
con quello che non si da
poi l'anima che si arrende
alla malinconia
poi piango, poi rido
poi non mi decido
cosa succederà?
La notte “adda passa'”
io sono ancora qua
eh già, eh già

Grazie a Vasco

Venezia Football Club: Ora si deve trovare l'allenatore e fare la squadra

Il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha confermato che in data odierna si è costituita la nuova società sportiva dilettantistica denominata “Venezia football club srl”.
Secondo quanto previsto dalle norme organizzative interne federali, il Sindaco ha quindi provveduto a scrivere al presidente della Federazione italiana Gioco Calcio, Carlo Tavecchio, e al Dipartimento interregionale della Lega nazionale Dilettanti, per comunicare che la società è “assolutamente meritevole di partecipare al campionato di serie D e il Comune di Venezia garantirà l’uso degli impianti necessari”.
Nella missiva, Brugnaro specifica che “i Signori rappresentanti della Venezia F.C. srl mi hanno illustrato un coerente progetto di rilancio del calcio veneziano, ben strutturato sia sotto il profilo finanziario che sotto quello sportivo, evidenziando anche particolare interesse per il settore giovanile”.
Il Sindaco resta ora in fiduciosa attesa della decisione di merito da parte della Federazione.
Direttore generale e responsabile dell'area tecnica sarà Giorgio Perinetti, ex direttore sportivo di Napoli, Roma, Siena e Palermo.

22 luglio 2015

L'occhio bionico è finalmente realtà. Buoni risultati ottenuti su un inglese


Ciò che prima era considerato ai limiti della fantascienza, oggi sta diventando un importante traguardo della medicina. Presto, infatti, tornare a vedere sfruttando delle protesi tecnologiche, potrebbe essere finalmente possibile. Questo, almeno, è ciò che suggeriscono gli incoraggianti risultati ottenuti in Gran Bretagna, dove un paziente è tornato a distinguere le sagome del mondo che lo circonda.L'intervento di impiantologia - durato appena 4 ore - è stato eseguito al Manchester Royal Eye Hospital nel giugno scorso e, secondo i primi test, si potrebbe già parlare di un successo. Il paziente su cui è stata impiantata la protesi Argus II, l'equivalente di una vera e propria retina artificiale, è Ray Flynn, un ottantenne che aveva perso la vista a causa della degenerazione maculare secca, una patologia legata all'età.
Accedendo la protesi retinica, il paziente ha ritrovato la percezione della visione centrale e ora riesce a distinguere le sagome di oggetti e persone, persino se i suoi occhi restano chiusi, a riprova che non utilizza ciò che rimane del proprio visus naturale.
L'Argus II converte le immagini catturate da una camera miniaturizzata che viene montata su degli speciali occhiali in impulsi elettrici che sono trasmessi wireless a degli elettrodi impiantati sulla superficie della retina.
Questi impulsi stimolano le cellule sopravvissute della retina, che a loro volta li veicolano al cervello dove vengono composte le immagini. In tal modo, il paziente ha la percezione di vedere. Attualmente, l'occhio bionico non permette una visione del mondo equiparabile a quella garantita dalla nostra vista: Ray Flynn riesce infatti solo a distinguere elementi di colori diversi (i bianchi dai neri) e la direzione in cui si muovono oggetti dalla forma assai semplice, ma ciò non deve comunque sminuire la portata di quello che è, a tutti gli effetti, un traguardo incredibile della medicina. Anche e soprattutto perché la degenerazione maculare secca non è curabile e rappresenta la prima causa di perdita della vista.
L'intervento di impiantologia - durato appena 4 ore - è stato eseguito al Manchester Royal Eye Hospital nel giugno scorso e, secondo i primi test, si potrebbe già parlare di un successo. Il paziente su cui è stata impiantata la protesi Argus II, l'equivalente di una vera e propria retina artificiale, è Ray Flynn, un ottantenne che aveva perso la vista a causa della degenerazione maculare secca, una patologia legata all'età.
Accedendo la protesi retinica, il paziente ha ritrovato la percezione della visione centrale e ora riesce a distinguere le sagome di oggetti e persone, persino se i suoi occhi restano chiusi, a riprova che non utilizza ciò che rimane del proprio visus naturale.
L'Argus II converte le immagini catturate da una camera miniaturizzata che viene montata su degli speciali occhiali in impulsi elettrici che sono trasmessi wireless a degli elettrodi impiantati sulla superficie della retina.
Questi impulsi stimolano le cellule sopravvissute della retina, che a loro volta li veicolano al cervello dove vengono composte le immagini. In tal modo, il paziente ha la percezione di vedere. Attualmente, l'occhio bionico non permette una visione del mondo equiparabile a quella garantita dalla nostra vista: Ray Flynn riesce infatti solo a distinguere elementi di colori diversi (i bianchi dai neri) e la direzione in cui si muovono oggetti dalla forma assai semplice, ma ciò non deve comunque sminuire la portata di quello che è, a tutti gli effetti, un traguardo incredibile della medicina. Anche e soprattutto perché la degenerazione maculare secca non è curabile e rappresenta la prima causa di perdita della vista.

Oh

Oh, com’è bello sentirsi profondamente intelligenti, per il Sesso sdilinquersi, per la Donna restare indifferenti… Rispondere a ogni inchiesta, avere sempre un’opinione, sottoscrivere una protesta, spiegare la situazione…
Ennio Flaiano

21 luglio 2015

Marghera (Ve) 1960


Trasformare miracolosamente la tua vita

Prima accetta, poi mettiti in azione. A prescindere da cosa racchiuda il presente, accettalo come se lo avessi scelto. Collabora sempre, non agire contro di esso. Fattelo amico e alleato, non nemico. Tutto questo trasformerà miracolosamente la tua vita.
Eckhart Tolle

20 luglio 2015

Redentore a Venezia


La nostra vera storia

La nostra vera storia non è quasi mai decifrata da altri. La parte principale del dramma è un monologo, o meglio un dibattito intimo tra Dio, la nostra coscienza, e noi stessi. Lacrime , dolori, depressioni, delusioni, irritazioni, buoni e e cattivi pensieri, decisioni, incertezze, deliberazioni: tutto questo appartiene al nostro segreto, e sono quasi tutte incomunicabili e intrasmissibili, anche quando cerchiamo di parlare di loro, e anche quando abbiamo scriverle.”
HENRI FREDERIC AMIEL

Venezia allo specchio

Foto di: Georgia Andrade Ricciardella

Dal cuore di Venezia

Foto di: Bruno Piasentini

La miglior vendetta?

La miglior vendetta? La felicità. Non c’è niente che faccia più impazzire la gente che vederti felice.
Alda Merini

19 luglio 2015

Tramonto a a Venezia

Foto di: Renso Foin "La Maga"

Ingenuità

Credo nel dolore.
Credo nella disperazione.
Credo in tutti i bambini.
Credo nelle mappe, nei diagrammi, nei codici, negli scacchi, nei puzzle, negli orari aerei, nelle segnalazioni d’aeroporto.
Credo a tutti i pretesti.
Credo a tutte le ragioni.
Credo a tutta la rabbia.
Credo a tutte le allucinazioni.
Credo a tutte le mitologie, ricordi, bugie, fantasie, evasioni.
Credo nel mistero e nella malinconia di una mano, nella gentilezza degli alberi, nella saggezza della luce.
James Ballard

18 luglio 2015

Fbc Unione Venezia: Nasce la Venezia Football Club

Brugnaro sceglie gli americani. Il Sindaco di Venezia dopo aver trattato con diversi soggetti interessati a far ripartire il calcio a Venezia dalla serie D, ha ritenuto di accordare la propria preferenza a una cordata di imprenditori d’oltreoceano, come comunicato ai diretti interessati stamane.

La scelta è stata effettuata sulla base di alcuni requisiti esplicitamente richiesti dal Sindaco e che la compagine si è impegnata ad assicurare da subito. Nello specifico: la predisposizione di un business plan adeguato e pluriennale; il coinvolgimento di figure di alta professionalità nella direzione della nuova Società; la garanzia del mantenimento e di un ulteriore sviluppo della piena attività del settore giovanile; l’assunzione di tutti i dipendenti in esubero dalla precedente realtà calcistica.

Lunedì, di fronte al notaio, sarà costituita la nuova Società sportiva dilettantistica denominata “Venezia Football Club srl”, con un capitale sociale interamente sottoscritto di 2 milioni di euro e il cui presidente e legale rappresentante sarà il dott. James A. Daniels, nato in Pennsylvania (Usa) il 26 febbraio 1967, mentre l’avvocato mestrino Alessandro Vasta sarà uno dei componenti effettivi del Consiglio di amministrazione. 

Subito a seguire, a norma dell’art. 52 comma 10 delle norme organizzative interne federali della Figc, il Sindaco provvederà a inviare alla stessa Società la lettera che la riconosce quale soggetto legittimato a rappresentare calcisticamente la Città di Venezia, alla quale seguiranno poi i successivi adempimenti necessari ai fini dell’avvio dell’attività sportiva.

Il Sindaco Brugnaro, che sin dall’inizio ha seguito personalmente l’evolversi della situazione, ringrazia tutti coloro che si sono attivati per la favorevole situazione della vicenda e auspica che d’ora in avanti possa essere scritta una nuova e importante pagina per il calcio a Venezia, ricca di soddisfazioni per l’intera Città.

Oceano

Su un oceano
di scampanellii
repentina
galleggia un’altra mattina.
Giuseppe Ungaretti

Un uccello senza nido

Quando tu riesci a non aver più un ideale, perché osservando la vita sembra un enorme pupazzata, senza nesso, senza spiegazione mai; quando tu non hai più un sentimento, perché sei riuscito a non stimare, a non curare più gli uomini e le cose, e ti manca perciò l’abitudine, che non trovi, e l’occupazione, che sdegni – quando tu, in una parola, vivrai senza la vita, penserai senza un pensiero, sentirai senza cuore – allora tu non saprai che fare: sarai un viandante senza casa, un uccello senza nido.
Luigi Pirandello

Fbc Unione Venezia: Conto alla rovescia per una nuova ripartenza

Oggi il Consiglio federale ratificherà la mancata iscrizione dell’Fbc Unione Venezia al campionato di Lega Pro. Ieri, intanto, un altro giorno è trascorso senza sussulti, lungo la strada verso la possibilità che la città abbia comunque un altro club almeno in serie D.
Bocche cucite ovunque, nessuna notizia da Ca’ Farsetti e intanto cresce la preoccupazione tra la tifoseria, con un conto alla rovescia che inesorabile prosegue verso la data del 25 luglio, entro la quale, presumibilmente, dovrà esserci qualcosa di più chiaro nelle intenzioni degli aspiranti dirigenti che si sono fatti finora avanti con il sindaco Luigi Brugnaro, per poi passare alla successiva affiliazione della nuova società. Nulla ovviamente si può ancora ipotizzare su colori sociali, maglie e nome della futura squadra, e tutte le ipotesi rimangono al momento “ciacole” da bar nell’attesa che qualcosa si muova concretamente per arrivare all’annuncio tanto atteso dai supporters veneziani.
Il “decesso” dell’Fbc Unione è ora dietro l’angolo dal punto di vista sportivo, anche se poi ci vorranno tempi di sicuro più lunghi per arrivare ai passaggi necessari al Tribunale. In queste ore il personale non sportivo della società timonata da Yuri Korablin continua a ritrovarsi nella sede di via Torino per fare il punto della situazione, per sbrigare le ultime pratiche e capire quale futuro ci sarà. «Attendono di capire come andranno le cose, e soprattutto se la parte non sportiva, nelle sue varie competenze, verrà recuperate dai nuovi dirigenti», sottolineava ieri il d.g. dell’Fbc Unione, Dante Scibilia.
E sempre ieri il sindaco Luigi Brugnaro ha dovuto far fronte a parecchi impegni istituzionali, oltre al Consiglio comunale sicché, eventuali nuovi incontri con le cordate interessate a far ripartire il calcio a Venezia dalla serie D potrebbero trovare spazio solo oggi o la prossima settimana, calcolando che nel weekend ci sarà anche la Festa del Redentore. Il primo cittadino, com’è ormai noto, martedì scorso ha visto gli interlocutori italiani della sola cordata che si è fatta avanti finora, quella americana. C’è attesa per capire quando avverrà il confronto con quella che ha come testa di ponte Vincenzo Marinese. Anche a Ca’ Farsetti c’è comunque la volontà di stringere i tempi, soprattutto per capire se ci sarà la possibilità di trovare un progetto credibile e con solide fondamenta, visto che negli ultimi dieci anni il calcio a Venezia è già andato per tre volte gambe all’aria.
Un tema che anche ieri ha visto i tifosi cercare qualche notizia, per l’affetto che ormai da lungo tempo li contraddistingue in favore dei colori della propria squadra del cuore, nonostante continui fallimenti e cambi di denominazione. Se l'ormai centenario stadio Pierluigi Penzo ospiterà anche  nel prossimo mese di settembre un campionato di calcio, nella fattispecie la serie D, lo si capirà nel giro di qualche giorno. Intanto la sensazione è che si stia continuando a lavorare sotto traccia in una irrimediabile corsa contro il tempo.

17 luglio 2015

Una storia come tante altre

Dio ha dato all'uomo un cervello ed un pisello. Nessuno può smentire questa affermazione. Quello che si può confutare è se viene usato più il cervello o il pisello. Ecco nella nostra esperienza di genitori di un ragazzo con disabilità acquisita possiamo affermare, senza ombra di dubbio, che in questo caso si è ragionato certamente più con il pisello.

Eppure quella volta eravamo entrati pieni di speranza in quello stabile del piccolo centro cittadino che lo ospitava dove, pensavamo, di ottenere indicazioni positive rivolte a quell'universo minisconosciuto in cui eravamo entrati. Fino a quel momento eravamo venuti a sapere dagli organi di stampa o dai media in genere degli incidenti che si verificavano e delle vittime dei medesimi.

Quella volta ne eravamo coinvolti, attraverso nostro figlio, in prima persona e non ci saremo mai immaginato che colui, che porta su di se i segni permanenti dell'evento che si era verificato, diventasse il protagonista di un mondo sommerso, noto solo agli addetti ai lavori, un mondo dove nel quale si deve fare i conti con la dura realtà di una vita da ricostruire ex-novo, spesso condizionata dalla modifica permanente delle proprie condizioni di salute e fisiche.

Non ci saremmo mai immaginati del cosa accade “dopo”. Cioè, ben conoscendo le condizioni di vita di chi si è salvato e di come si è salvato pensavamo che il cervello fosse l'organo che doveva essere utilizzato dai “professionisti” con cui dovevamo interloquire.

Invece...

Due ciofeche, maschio e femmina, il primo, per logica conseguenza, se per l'indicazione terapeutica non ha utilizzato il cervello non gli rimaneva altro che utilizzare il pisello, ma la seconda...

Stendiamo un velo pietoso.

Dunque “seguito” dalle due ciofeche che ragionavano con il pisello ci hanno sempre più convinto della completa impreparazione professionale del mondo socio-sanitario alla disabilità acquisita, salvo il primo momento dell'emergenza, rivolto soprattutto ad un lavoro burocratico di contenimento dei costi con sentenze lapidarie e convinte che tendono a scoraggiare il familiare nell'insistere a chiedere quello che di diritto gli spetta.

In conclusione resta solo la famiglia.
Famiglia, nel nostro caso, intesa nelle persona di mia moglie ed io. Tutto attorno si sgretola, da un lato si capiscono i rapporti finti, dall'altro si conoscono persone da cui non ti saresti mai aspettato un aiuto, arrivi a conoscere chi ti è vero amico e, dall'altro lato, prendi di quelle botte da chi meno te lo saresti aspettato.

L'unione fa la forza. Ecco mia moglie ed io questo abbiamo avuto e continuiamo ad avere. La determinazione, la volontà, diciamo anche la sfrontatezza di dire: “DOMANI E' UN ALTRO GIORNO”. Non c'è mai stata rassegnazione, consci dei problemi di nostro figlio ma, senza mai abbandonare la speranza, guardare un passo più in la con la tenacia di una mamma e di un papà.

Certo tante ferite ancora aperte hanno attraversato il percorso mio, di mia moglie e di nostro figlio, altre ce ne saranno ancora ma, niente e nessuno ci fermerà nell'andare avanti per dare a nostro figlio la speranza di un domani migliore, di una vita dignitosa pur nella sua disabilità.

Solo quando il nostro tempo sarà finito e saremo arrivati all'ultima stazione , con la certezza di aver fatto tutto il possibile e l'impossibile per nostro figlio, solo allora ci fermeremo abbracciandolo con immenso amore.

Cervello e pisello

Dio ha dato agli uomini un cervello e un pisello, ma sangue sufficiente per irrorare uno solo dei due.
Robin Williams

15 luglio 2015

Singolarità

Tutti noi abbiamo piccole illusioni solipsistiche, spaventose intuizioni di una nostra assoluta singolarità: crediamo di essere gli unici della casa a riempire il contenitore dei cubetti di ghiaccio, di essere gli unici a prendere la non chalance tremendamente sul serio; di essere solo noi a sentire la risata sputacchiata qua e là in un uovo che frigge, il lamento in re minore nel rombo di un aspirapolvere.
David Foster Wallace

14 luglio 2015

E' sera...a Venezia


Intuizioni

Chi ha giuste intuizioni in mezzo a cervelli confusi si trova come uno che abbia un orologio che funziona in una città dove tutti i campanili hanno orologi che vanno male. Lui solo conosce l’ora esatta, ma a che gli giova? Tutti si regolano secondo gli orologi della città che indicano l’ora sbagliata.
Arthur Schopenhauer

13 luglio 2015

Alla ricerca della propria identità


Fbc Unione Venezia: Terzo crac in 10 anni

Adesso è davvero finita. Il Venezia, come trapelato negli ultimi giorni, non si iscriverà al prossimo campionato di Lega Pro. La conferma ufficiale è arrivata pochi minuti fa dallo studio legale dell’avvocato mestrino Fausto Baratella, che aveva ricevuto un mandato a vendere di Yuri Korablin nelle passate settimane: «Con riferimento al mandato ricevuto avente ad oggetto la cessione di tutta o parte della partecipazione di Venice Football Academy al capitale sociale di Football Club Unione Venezia Società Sportiva Professionistica - si legge nella nota di Baratella - comunico di aver concluso in data odierna l’incarico per difetto di offerte di acquisto concretamente percorribili.

Ringrazio il Collegio Sindacale in persona del suo presidente dr. Roberto Querci della Rovere e il Direttore Generale dottor Dante Scibilia di FC Unione Venezia per la loro fattiva collaborazione e disponibilità per una positiva soluzione della vicenda societaria e sportiva. Ringrazio i tifosi che personalmente e direttamente hanno seguito con sentita partecipazione le alterne ed incerte sorti della loro Squadra. Avvocato Fausto Baratella».

Adesso si ripartirà dalla D, dopo il terzo crac degli ultimi dieci anni. In lizza tre cordate: una locale e favorita per assumere le redini della situazione, una americana e una italiana, quest’ultima però senza troppe speranze di poter essere investita della responsabilità di far ripartire per l’ennesima volta il calcio in laguna. Il sindaco Luigi Brugnaro avrebbe già scelto e nella cordata veneziana in pole-position ci sarebbe anche Vincenzo Marinese come nome autorevole e garante dell’affidabilità del gruppo. Il club guidato da Yury Korablin è destinato al fallimento o alla liquidazione tramite procedura di concordato, oltre che alla sparizione dal calcio professionistico.
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneziamestre/notizie/sport/2015/13-luglio-2015/venezia-fallisce-l-ultimo-tentativo-societa-riparte-serie-d-2301649556857.shtml

Libertà

La libertà è uno stato di grazia e si è liberi solo mentre si lotta per conquistarla.
Luis Sepùlveda

11 luglio 2015

Utopia

Non c’è democrazia senza educazione, non c’è società realmente libertaria e illuminata fin quando il fine della produzione è una produzione di beni e non di esseri umani liberi, reciprocamente associati in condizioni di uguaglianza, in cui non si è solo spettatori ma partecipi.
Noam Chomsky

Federico non camminerà mai più, non parlerà mai più e, per tutta la vita, resterà incontinente.

E' la ferita emotiva che quelle parole hanno lasciato dentro il mio animo, quelle sentenze da camice bianco che corrispondevano al mio esatto contrario.
Signori, mettetevi il cuore in pace vostro figlio non camminerà mai più”...
Lei vola in alto, parlare con suo figlio? Lasci stare”...
Vostro figlio resterà incontinente per il resto della sua vita”...

Proprio su questa ultima sentenza mi voglio fermare.

Dopo l'incidente, di cui e' stato vittima mio figlio, oltre a tutti i problemi derivati dal trauma cranico, uno dei più evidenti era la sua impellente necessità, entro brevi periodi, di andare al bagno per svuotare la vescica.

Ricordo ancora i primi tempi quando, nonostante utilizzasse il pannolino, chiedeva di andare al bagno ogni sette/otto minuti. Una situazione, che per mia moglie ed io, con il passare del tempo, diventava sempre più stressante. Arrivarono le diagnosi dei camici bianchi che, senza escludere un ombra di dubbio, dichiaravano che mio figlio soffrisse di vescica neurologia.

Non ricordo ora come e chi ci indirizzò nell' aiutare Federico improntando l'intervento con una terapia comportamentale che lo aiutasse, almeno, a diminuire uno dei suoi importanti problemi.

Fatto stà che da l'autunno dell'anno scorso Federico non usa più il pannolino. Quest'ultimo poi, quando veniva cambiato, risultava sempre senza alcun residuo di perdite o quant'altro. I camici bianchi lo avevano dichiarato incontinente, il pannolino non era mai sporco e noi non riuscivamo a capire.

Oltre al pannolino Federico utilizza, nelle ore notturne, una sacca contenitore per l'urina che a noi personalmente dava l'impressione di un utilizzo, da parte sua, più psicologico che necessario.

Fatto sta che da poco abbiamo portato Federico a fare ulteriori accertamenti (esame video urodinamico) che ha confermato quanto mia moglie ed io pensavamo, nessun problema fisico agli organi urologici. Il bello è venuto subito dopo...

Il medico si è preso da parte Federico e, fumando insieme una sigaretta, si sono messi a parlare. Non ci crederete ma dalla sera stessa nostro figlio non utilizza più la sacca notturna.

Anni di fatiche, anni di sentenze senza alcuna speranza, anni di umiliazioni quando è bastato un medico giusto al momento giusto?

Certo non lo mettiamo minimamente in dubbio Federico è ancora quì per un miracolo, ha miriadi di problemi che non stò quì ad elencare ma...
facciamo le corna che non ci succeda mai niente e se veramente qualcosa ci dovesse capitare uniamo le mani e alziamo gli occhi al cielo che Dio ce la mandi buona!!!!

10 luglio 2015

Fbc Unione Venezia: Un gruppo sembra finalmente interessato a rilevare la società

Manca ormai meno di una settimana al 14 luglio, giorno in cui l’Unione Venezia potrà fare ricorso ed essere riammessa alla Lega Pro, ma intanto proseguono i tentativi di vendita della squadra.

Un gruppo finalmente interessato a rilevare la società, messa in vendita dal presidente Yuri Korablin, ha incontrato l’avvocato Fausto Baratella e il dg del Venezia, Dante Scibilia. «Il gruppo sarebbe interessato all’acquisto del 100% della società», ha riferito il legale Baratella.

La nuova cordata, per poter aprire bene una nuova stagione, pretende che vengano versate tutte le quote mancanti (non solo il 75% come pensato dal patron russo). La trattativa rimane quindi aperta e l’avvocato della squadra attende che venga fatta una proposta formale.

All’incontro non hanno preso parte i dirigenti del gruppo in persona, bensì gli intermediari e nemmeno del primo gruppo che precedentemente aveva preso contatti con Baratella. Questa seconda cordata è composta da imprenditori non veneziani e interessati all’acquisto dell’intero pacchetto.

Entro qualche giorno, gli acquirenti segreti dovranno uscire allo scoperto presentando una proposta formale, con gli annessi assegni necessari a ripianare le perdite che ammontano a circa 2,3 milioni di euro e dovranno essere pronti a versare subito la fideiussione di 400mila euro necessaria all’iscrizione in Lega Pro. Infine dovranno investire altri 2 milioni di euro per la nuova stagione.

9 luglio 2015

Destino

Sia i baci che i manrovesci del destino illustrano l’impotenza personale di ogni individuo sugli eventi significativi della sua vita. Cioè, quasi nessuna delle cose importanti ti accade perché così l’avevi pensata. Il destino non ti avverte, sbuca all’improvviso da un vicolo e quasi sempre indossa un impermeabile.
David Foster Wallace

7 luglio 2015

Tutto

Tutto
una parola sfrontata e gonfia di boria.
Andrebbe scritta fra virgolette.
Finge di non tralasciare nulla,
di concentrare, includere, contenere e avere.
E invece è soltanto
un brandello di bufera.
Wislawa Szymborska

6 luglio 2015

Fbc Unione Venezia: Unione Venezia Calcio è da sola, se non succede qualcosa tra 10 giorni cesserà di esistere

Unione Venezia Calcio è da sola, nessun acquirente e nessun gruppo è interessato a lei.
Il 10 luglio la Co.Vi.Soc comunicherà l’esclusione dalla Lega Pro, poi entro il 14 ci sarà la possibilità di regolarizzare la situazione e presentare eventualmente ricorso dall’esclusione dalla Lega. Venerdì 17, il Consiglio Federale della Federcalcio ufficializzerà le squadre ammesse e quelle escluse.
Il direttore generale della società, Dante Scibilia non vuole però dare false speranze ai tifosi ed ha commentato: «Da parte mia continuerò fino all’ultimo minuto utile nel tentativo di salvare l’Unione Venezia, ma ad oggi gruppi che vogliano acquistarla non se ne sono fatti vivi».
Unione Venezia Calcio è da sola anche perchè il presidente della squadra non dice nulla. Yuri Korablin è in silenzio, mentre i dipendenti continuano a lavorare, affinché siano pronti con la documentazione in regola, nel caso in cui spuntasse in extremis un acquirente: servono almeno due milioni di euro per sanare la situazione economica e ripartire.
Intanto venerdì 10 luglio la Co.Vi.Soc. e le Commissioni Criteri Infrastrutturali e Sportivo-Organizzativi comunicheranno alle società l’ammissione o l’esclusione dalla Lega Pro, trasmettendo gli atti per conoscenza anche a FederCalcio e Lega Italiana Calcio Professionistico.
Le società che entro il 10 non avranno ottenuto il rinnovo della licenza nazionale, avranno tempo fino alle ore 19 di martedì 14 luglio per presentare ricorso, sistemando la situazione. Si saprà però qualcosa, solamente due giorni dopo, giovedì 16.
Se poi un possibile acquirente non venisse trovato, entro fine settimana, l’FBC Unione Venezia, cesserà di esistere.

Val d'Anterselva # 3