Dedicato a tutti quelli che...

Andare a caccia di ricordi non è un bell' affare. Quelli belli non li puoi catturare e quelli brutti non li puoi uccidere. Ma oggi è uno di quei giorni da macchina del tempo. La novità di oggi ci ha riportati indietro come una macchina del tempo facendo battere il nostro cuore. Uno di quei giorni perfetti autunnali che si verificano più frequentemente nella memoria che nella vita.

31 Dicembre 2008 il giorno dell'incidente di nostro figlio. Il giorno della nostra e sua morte. 13 Novembre 2015 il giorno della nostra e sua rinascita. Tutti perdiamo continuamente tante cose importanti. La memoria umana è veramente qualcosa di strano : c'è conservata dentro un sacco di roba inutile , un sacco di cianfrusaglie, come in un cassetto. Mentre le cose importanti, quelle realmente necessarie, svaniscono una dopo l'altra.

Noi, da quel giorno, non ci siamo dimenticati di nulla. Facce, persone, comportamenti, atteggiamenti, parole, sentenze, distacchi, rotture. Un mare di umanità certamente si. Persone, dapprima sconosciute, che ci hanno aiutato e continuano a farlo senza chiedere nulla in cambio se non stare assieme a Federico. Persone che ci hanno lasciato per paura e vigliaccheria, altre che hanno abbandonato l'aula come un Aventino per ritirarsi nella loro desolante solitudine.

Gli odori, nulla è più memorabile degli odori. Un profumo può essere inatteso, momentaneo e fuggevole, e tuttavia evocare quel tempo tragico. Un altro un profumo persistente e stagnante, un altro ancora una fragranza dolce e leggera. Gli odori esplodono morbidamente nella nostra memoria come mine terrestri cariche nascoste nella massa cespugliosa degli anni.

Sapete quella foto quando mia moglie ed io siamo seduti ai piedi del letto di nostro figlio Federico, non è mai stata scattata, eppure la ricordiamo ogni giorno. Ed oggi 13 novembre 2015 ha inizio un nuovo cammino, un nuovo percorso, lasciando dietro di sé l'ultima esperienza per cominciarne un'altra e vivere insieme l'ora che riteniamo più felice, un'ora nascosta ancora più bella, che dietro a la porta ci fa vedere la meta di arrivo.

A far da contro altare a tutte le persone che non ci credevano, a tutte le persone che non ci credono ancora, a chi non poteva ammettere il contrario. Ricordi che sono stati e saranno sempre il nostro combustibile. Un combustibile che se per caso non avessimo avuto saremmo stati spazzati via da un bel pezzo. Saremmo morti sul ciglio della strada assieme a nostro figlio Federico, raggomitolati per non abbandonarci. Ci siamo riusciti, tutti e tre, pescando nel cassetto dei nostri ricordi, uno dopo l'altro, che ci hanno fatto tirare avanti anche se questa avventura sembrava un sogno.

Dedicato a tutti quello che non gli davano un briciolo di speranza. Speranza che si è tramutata in realtà...Federico saluta il centro gravi cerebrolesioni per entrare in una casa famiglia. Un passo da gigante, un passo per il futuro verso il dopo di noi.  

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