Sono passati 23 anni dalla cancellazione di un atto normativo che ancora stiamo pagando dal quel lontano 29 dicembre 1973 quando il governo di Mariano Rumor licenzio il Dpr 1092 il decreto che istituiva le cosi dette pensioni baby.

Ieri alla Camera è stato presentato un utile rapporto ai fini della riflessione su una possibile riforma delle pensioni. Si tratta del “Bilancio del sistema previdenziale italiano” realizzato dall’associazione Itinerari previdenziali presieduta dall’ex Sottosegretario al Welfare Alberto Brambilla. Al suo interno dati interessanti, come quelli che mostrano come le pensioni che meno corrispondono ai contributi versati non sono quelle cosiddette d’oro, bensì quelle integrate al minimo, quelle frutto di prepensionamenti e le baby pensioni.

Non voglio, dopo quanto sopra riportato, accanirmi contro i baby pensionati. Purtroppo loro non hanno fatto altro che sfruttare delle leggi che gli hanno permesso di uscire anticipatamente dall'attività lavorativa senza, comunque, aver versato i contributi sufficienti alle attuali previsioni di vita. Penso comunque non fossero sufficienti nemmeno nel periodo in cui hanno sfruttato questa regola.

Se analizziamo approfonditamente la platea di uomini e donne che sono usciti dal mondo del lavoro con questa agevolazione ci accorgiamo subito che un individuo uscito a 34 anni (donna) e con una aspettativa di vita di 84 anni si trova uno spazio di vita davanti di 50 anni. Pensate un solo momento questo individuo (donna) ha lavorato per 16 anni 6 mesi e un giorno, vi chiedo: “Può aver versato una quota di contributi pari a mantenere l'aspettativa di vita di 50 anni?” Inutile rispondere.

Ma a parte ciò, non voglio assolutamente togliere il pane dalla bocca a nessuno, se quella pensione serve per continuare a campare nessuna obiezione, che rimanga. Mettiamo il caso però che questo individuo, uomo o donna che sia, sia felicemente coniugato-a e, il rispettivo consorte porti a casa un corrispettivo mensile abbondantemente sufficiente ad acquistare il pane ma, anche il companatico, la baby pensione diventa un extra.

Che fare e come utilizzare questa elargizione extra? Per prima cosa, dopo appurati controlli fiscali e dopo aver verificato che questa “elargizione” non venga sfruttata solo e solamente per lo shopping mensile, la blocco, senza richiedere la restituzione del fin ora ricevuto, investendo l'obolo mensile non più devoluto automaticamente per i pensionati baby ma reali che percepiscono una pensione di 400-500€ al mese e per trovare soldi freschi per costruire una nuova politica pensionistica che tenga conto, certo delle aspettative di vita, ma, soprattutto, del ricambio generazionale e dei giovani che, oltre al momento, non trovare lavoro, non avranno in futuro uno straccio di baby pensione a livello economico.

Quanti soldi pensate si possano risparmiare e reinvestire? Penso tanti, senza mettere in difficoltà economica nessuno di quei individui a cui viene bloccato l'assegno.
Mi vengono i brividi, ad esempio, quando penso a me stesso e a mia moglie. Con quasi 38 anni di contributi, sono già 22 in più dei baby pensionati, abbiamo più o meno la loro stessa età 59/63 anni, con una piccola differenza, loro sono in pensione da 30 anni, noi, se le regole non cambiano e se la salute ci sorride, dovremmo aspettare, grazie alla sig.ra Fornero altri 5/6 anni prima di dire: “Siamo in pensione”. Alla fine quando i signori baby pensionati saranno in pensione da 35/36 anni, ci arriveremo anche noi, ma non con i nostri vecchi 34/35 anni di vita ma con i presenti 65/66 anni di vita.
Che dire ancora: UNO SCHIFO

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