I benzinaisti

Concepiscono le aree di servizio come box indesiderati e, quel che peggio, alieni. Parcheggiano l'auto davanti alla pompa di benzina, ovviamente troppo avanti: la pompa non ci arriva. Tornano in auto, mettono la retromarcia e vanno indietro. Troppo. Tornano in auto sacramentando più di Carlo Monni in Berlinguer ti voglio bene, e aspettano il benzinaio.

Solo che, fatalmente, hanno scelto la pompa “self service”. Dopo mezz'ora se ne accorgono, ma solo perchè quello che attende lo ha appena minacciato di stermignarli la famiglia se non si sbriga. Provano allora a effettuare il rifornimento, ma la benzian non esce. Non capiscono, fissano le istruzioni e si sentono come tanti piccoli Gasparri: senza speranza.

Si dirigono minacciosi verso uno dei benzinai, che gli dice che prima di effettuare il rifornimento occorre pagare anticipatamente: “Guardi, c'è pure il cartello. E' scritto grande così”. Loro si inalberano, gridano che è uno scandalo e ripartono sgommando. “Davvero credevate di fregare uno come me?” gridano.

Poi, dopo sette chilometri, restano in panne. In mezzo alla carreggiata e in balia del fato. Ma con l'orgoglio salvo.
Tratto da uno zoo a tre corsie – Andrea Scanzi – il Fatto Quotidiano -

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