Duemilacinquecentocinquantacinque pezzi di carta

Duemilacinquecentocinquantacinque giorni sono sette anni. A dirlo così sembrano tanti ma, in verità, non mi sono neanche accorto che sono passati. Nel giardino è cresciuta rigogliosa la palma, l'ulivo ha rinforzato il suo tronco che sembra dura pietra, il nostro amato cane ci ha lasciato esalando l'ultimo respiro sull'erba verde del giardino.
E' arrivato Brilly il nostro nuovo amico.
Il buon amico vicino ha riempito la valigia una sera di primavera ed è “ritornato” si ma al camposanto.
La siepe cresce ancora e continua il suo ciclo, gli anni hanno imbiancato ancora di più i capelli e tu hai fatto tanta strada da quel giorno in cui ti è toccato ripartire da bambino .
E sole e pioggia e neve e tempesta ti hanno accompagnato fin qui.
Hai fatto tanta strada (duemilacinquecentocinquantecinque giorni), ad ogni sosta c'era sempre qualcuno che aspettava con te.
Adesso forse ti puoi riposare un bagno caldo e qualcosa di fresco da bere e da mangiare.
Puoi aprire la valigia custodita per te, e piano piano toccando con le mani potrai sentire le persone più belle che c'erano per te.
Se anche non vedi ne cerchi qualcuna di più, ma, non ti affannare, dentro la valigia non le troverai.
Duemilacinquecentocinquantacinque pezzetti di carta troverai.
Buttali al vento e scacciali via, falli volare e tornare mai più.
Non meritano niente son pezzi di carta che senso non han.
Grazie a Luciano Ligabue (Il peso della valigia) in corsivo blu

Commenti