Non vi è nulla di sicuro

Non vi è nulla di sicuro.
Viviamo i giorni nuotando in un mare immenso. Nessuno può sapere quale nave incontrerà, in quale porto si separerà.
John Fante

Commenti

  1. La sentenza di morte per tutti gli uomini è scritta. "Sei un uomo, hai da morire
    Dice S. Agostino: "Cetera nostra bona et mala incerta sunt, sola mors certa est". È incerto se quel bambino che nasce, dovrà esser povero o ricco, se ha d'avere buona o cattiva sanità, se avrà da morire giovine o vecchio: tutto è incerto, ma è certo che ha da morire. Ogni nobile, ogni regnante ha da essere reciso dalla morte. E quando giunge la morte, non v'è forza che possa resistere: si resiste al fuoco, all'acqua, al ferro: si resiste alla potenza de' principi, ma non può resistersi alla morte. "Resistitur ignibus, undis, ferro: resistitur regibus; venit mors, quis ei resistit?" (S. Agostino). Narra il Belluacense che un certo re di Francia, giunto in fine della vita disse: "Ecco che io con tutta la mia potenza non posso già ottenere che la morte mi aspetti un'ora di più". Quando è venuto il termine della vita, neppure per un momento si differisce. "Constituisti terminos eius, qui praeteriri non poterunt" (Iob 14,5).

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