Partiti da eroi si torna con la coda tra le gambe

Nonno Gigi se nè andato nell'agosto 2013 all'età di 91 anni. Non trovavo più il suo libriccino di memorie e così non erano più stati pubblicati post. Ora, cerca che ti ricerca, l'ho ritrovato e riparto da dove mi ero fermato...Nonno Gigi è in Tunisia [seconda guerra mondiale] ha evitato il rimpatrio venendo poi a conoscenza che le motozattere con i suoi commilitoni a bordo sono state affondate, lui è stato ammonito per non aver rispettato l'ordine di rimpatrio e...
Gennaio 1943 - La nave ospedale Virgilio è entrata in porto. Fervono i preparativi dello sgombero. Vengo a a sapere della tragica fine dell'amico "capo Marcheselli" che comandava quella flottiglia di motozattere. Non vedo più l'amico Grilli reduce da Tobruk [lo ritroverò a Venezia].
Anche capo Basso è partito. 
Vengo avvertito di prepararmi al rimpatrio con la Virgilio. Così va meglio. E' una mattina tranquilla quella dell'imbarco nella nave bianca. Dopo una rapida schedatura medica, al fine di una giustificazione verso eventuali ispezioni da parte di qualcuno dei numerosi sommergibili inglesi che ormai occupano quello che fu il "mare nostrum".
E' ora di rancio quando la nave ospedale si stacca dalla banchina. Sembrano suore le bianche crocerossine, con il cielo azzurro, che si aggirano, tra le numerose truppe a ammassate sul ponte, dando disposizioni e confortanti aiuti. Usciamo tranquillamente in mare. La splendida Tripoli ci guarda. Addio per sempre "bel suol d'amor" perla di quella che fu la nostra colonia, l'altra sponda del "mare nostrum".
Più tardi, una linea rossa ci mostra la lunga costa africana, arrossata dal tramonto simile a sangue. I predestinati della sorte continueranno a presidiarla in pace, inquadrati in ordinati filari di croci.
Vincer e Vinceremo! Duce a noi! Chi per la patria muore vissuto è assai!
E' notte quando doppiamo, al largo, Malta. La nave è illuminata come una festosa galleggiante e illuminate le sue grandi croci rosse sui fianchi dello scavo. Sarà giorno pieno quando attraversiamo lo stretto. A sinistra Messina, a destra Villa S.Giovanni poi, il Tirreno. E' notte.
E' nuovamente mattina quando ci avviciniamo al golfo di Napoli. Una motolancia ci viene incontro. Sale la "fiduciaria del Fascio di Napoli", una contessa in abito da crocerossina, graduata, seguita da una manipolo di crocerossine. Ci porta il saluto della patria e...A NOI!
Lo sbarco è lento. Prima i feriti veri, poi le varie truppe. E' il pomeriggio inoltrato quando, la nave ormai vuota, ci chiamano, uno ad uno, per consegnarci il foglio di viaggio. Nel piccolo ufficio, si sono installati un sergente e due marinai del porto, napoletani, imboscati. A lato del tavolo un grosso sacco semipieno di pacchetti di sigarette extra. 
Prima di timbrare il mio foglio mi guarda. Beh? Cosa aspetti? Vuota lo zaino e getta nel sacco le sigarette! Perchè? - Vuoi o non vuoi tornare a casa? -
E' il vero saluto della patria. La loro guerra è il mercato nero.
In quattro, caricati gli zaini, saliamo in carrozza che ci porterà alla stazione. E' la prima ed unica volta che salgo in una carrozza, che sa quante coppiette hanno occupato quei posti. Una leggera frustata e il cavallo, pigramente si muove. 
Il viaggio in III° classe si compie regolarmente fino a Roma, qui termina e dobbiamo cambiare treno. E' una lunga fila di carri bestiame quella che ci viene indicata in partenza per Venezia. Una sola vettura di II° classe, vuota salvo lo scompartimento centrale occupato da alcuni ufficiali, i carri occupati dalla truppa....continua  

Commenti