30 maggio 2014

Creare se stessi

Esistere significa cambiare, cambiare significa maturare, maturare significa continuare a creare se stessi incessantemente.”
Henry Louis Bergon

28 maggio 2014

Chi si preoccupa prima del necessario

Chi si preoccupa prima del necessario, si preoccupa solo più del necessario.
La vita è una tavola imbandita. Basta con le cose amare!. E' arrivato il momento di gustare tutti gli altri sapori. Dobbiamo accettare di vivere la nostra rabbia verso il passato. Consideriamola come una potente alleata del cambiamento positivo. Quando riusciamo a ridere di una cosa che ci faceva arrabbiare, vuol dire che ha smesso di essere un problema.
Rosaria Alfano, Guarire dalle brutte esperienze

27 maggio 2014

Vivere, non solo esistere

Diventare adulti non è una scelta, solo diventare maturi lo è. Non è da tutti rischiare per i propri sogni, cadere e risollevarsi. Ritentare. Non lasciarsi mai sconfiggere dalle prove che la vita ci mette davanti. Dare e ricevere amore, soffrire, gioire, incontrarsi, conoscersi. Questa è la vita di chi sceglie di vivere, non solo di esistere.
Agostino Degas

25 maggio 2014

Macchina

L'uomo è una macchina, tutto ciò che fa, tutte le sue azioni, tutte le sue parole, pensieri, sentimenti, convinzioni, opinioni, abitudini, sono i risultati di influenze e impressioni esterne. Per "fare" bisogna essere.
George Ivanovitch Gurdjieff

24 maggio 2014

Pettine

L'esperienza è il pettine che la vita ti da dopo aver perso i capelli
Judith Stern

23 maggio 2014

Sempre

Parlatene, parlatene sempre.
Perché i silenzi diventano pietre.
E le pietre diventano muri.
E i muri, distanze incolmabili.

Serena Santorelli

22 maggio 2014

Futuro

Un termine con cui indichiamo cose che
abbiamo deciso di non sapere ancora.
Davvero non le sappiamo?
Lo crede
solo una piccola parte della nostra psiche,
chiamata «mente»,
minuziosa, nervosa, morbosetta,
piena di certezze che chissà perché
non vuole abbandonare.
La prima di queste piccole certezze è:
«io so quello che ho imparato».
Ed è infondata.
Infatti quando lasciamo una nostra domanda in sospeso
(fateci caso, provate)
la risposta arriva.
Tutti gli interrogativi che riusciamo a esprimere,
anche i più audaci, anche i più futuri,
sono soltanto esitazioni della mente,
che cerca maestri per paura della sapienza..
«Gli dissero: Rabbì , dove abiti?
E lui dice: Andate un po’ più avanti, e lo vedrete da voi».
(Giovanni 1,38). È un passo che si può
intendere in tanti modi; io preferisco quello
descritto nelle righe qui sopra.

Igor Sibaldi

21 maggio 2014

Un mare immenso

Non vi è nulla di sicuro.
Viviamo i giorni nuotando in un mare immenso. Nessuno può sapere quale nave incontrerà, in quale porto si separerà.
John Fante

20 maggio 2014

Albeggia

Parlo in larghi giri
perché plurale, universale mi sento.
E poi condivido la mia gioia,
forse senz’anima,
di certo senza corpo,
ma con me dentro.
È la crisi totale del mio sistema.
Smantello porte,
mi scardino,
implodo
come una casa del Vicereame,
e ti nomino
e ti nomino,
e sei quello che voglio lacerare,
addentare, il giorno ha parlato,
l’arancia vicina del tuo ventre.
Sorgo. Sorgiamo.
Siamo già una folla
aperta alle domande.
Jaime Labastida da La feroz alegrìa, 1965

19 maggio 2014

I giovani

Volevo che i giovani sapessero, capissero, aprissero gli occhi. I giovani devono conoscere la società in cui vivono. Guai se i giovani di oggi dovessero crescere nell’ignoranza, come eravamo cresciuti noi della “generazione del Littorio”. Oggi la libertà li aiuta, li protegge. La libertà è un bene immenso, senza la libertà non si vive, si vegeta.
Nuto Revelli

La riviera del brenta

La riviera a pelo d'acqua

18 maggio 2014

Dedicato

A tutti gli illusi, a quelli che parlano al vento.
Ai pazzi per amore, ai visionari,
a coloro che darebbero la vita per realizzare un sogno.
Ai reietti, ai respinti, agli esclusi. Ai folli veri o presunti.
Agli uomini di cuore,
a coloro che si ostinano a credere nel sentimento puro.
A tutti quelli che ancora si commuovono.
Un omaggio ai grandi slanci, alle idee e ai sogni.
A chi non si arrende mai, a chi viene deriso e giudicato.
Ai poeti del quotidiano.
Ai “vincibili” dunque, e anche
agli sconfitti che sono pronti a risorgere e a combattere di nuovo.
Agli eroi dimenticati e ai vagabondi.
A chi dopo aver combattuto e perso per i propri ideali,
ancora si sente invincibile.
A chi non ha paura di dire quello che pensa.
A chi ha fatto il giro del mondo e a chi un giorno lo farà.
A chi non vuol distinguere tra realtà e finzione.
A tutti i cavalieri erranti.
In qualche modo, forse è giusto e ci sta bene…
a tutti i teatranti.
Miguel de Cervantes

17 maggio 2014

Un uomo

Matteo è morto mentre scrivevo di lui. È morto del suo male, in fretta e di soppiatto, prima che potessi rivederlo. Non lo vedevo da due anni. Ci vedevamo sempre meno. La sua morte mi ha tagliato il fiato come una bastonata allo stomaco. Ne ho ricevute. So com'è. È così. Da allora ho scritto più piano. Ho riscritto, ho corretto. Ho divagato. Fino a capire un giorno che era tutto uno sforzo per tenerlo in vita. Un polmone artificiale. Un mormorio interminabile. Il libro si mescolava a lui. Era dedicato a lui. Era fedele. Tutto questo mi ripugnava. Ho finito il libro. Me lo riprendo. Te lo affido. Devi capire che non c'entra nulla con lui. Se esiste un punto di contatto, è stretto come un abisso. È un sentimento. Non puoi conoscerlo. Non posso conoscerlo. Forse non c'è. O forse c'è. Ma tu pensa al resto. Alla distanza. Alla distanza tra la cosa morta che hai tra le mani, e un uomo che meritava amore. Che voleva vivere.
Tommaso Giartosio

16 maggio 2014

Vince chi...

Vince chi resiste alla nausea, chi perde meno, chi non ha da perdere. Vince chi resiste alla tentazione, tentazione di evadere. Vince chi resiste alle tentazioni, chi cerca di non smarrire il senso, la direzione. Vince chi non si illude.
Massimo Volume

Tesoro

Ti porto in me, come il mare un tesoro affondato
Vincenzo Cardarelli

15 maggio 2014

Cadere

Si deve cadere e non si può scegliere dove.
Ma c’è una forma del vento nei capelli,
una pausa del colpo,
un certo angolo del braccio
che possiamo piegare mentre cadiamo.
È soltanto l’estremo di un segno,
la punta impreveduta di un pensiero.
Ma basta ad evitare il fondo avaro di alcune mani
e la miseria azzurra di un Dio deserto.
Si tratta di piegare un po’ di più una virgola
in un testo che non possiamo correggere.

Roberto Jurroz

14 maggio 2014

Ad una tratto nella sera...

Mia moglie Carla è uscita per andare al cinema con un amica. Mio figlio Federico è in comunità, ed io, gli sto caricando la musica sul suo tablet. Ad un tratto mi sono fermato su di una canzone “Sometimes you can't make it on your own” (U2) Ho alzato lo sguardo dal tablet e davanti a me la foto di mamma e papà, assieme a nonno Alfredo e nonna Lucia, il giorno del loro matrimonio. Quasi 60 anni fa. Per l'esattezza 59 anni. Alla mente mi sono venuti tanti ricordi, alcuni belli, alcuni brutti. Papà non c'è più da 14 anni, mamma se ne è andata l'anno scorso, i nonni sono passati ormai 30 anni. Eppure, nonostante i miei 58 anni, mi sembra che il tempo non sia passato e che se mi alzo dalla sedia e giro l'angolo li trovo li, nonno con la pipa, nonna mentre prepara la cena, mamma che stira e papà, seduto in poltrona, che legge un libro.
Guardo la foto e mi accorgo adesso che anch'io stò invecchiando, che il mio tempo si accorcia sempre più e che sono passati quegli anni dove, anche se tutto non andava bene, andava bene lo stesso.
Sarete sempre nel mio cuore e ogni giorno sempre con me. Ogni giorno che passerà sarà come averlo passato con voi e, usando le parole del Vasco, con il cuore che batte più forte, la vita che va e non va, con l'anima che si pente, con l'aria, con il sole, con il cuore, con la rabbia e l'amore...il freddo quando arriva poi va via.

ll male

Non è necessario credere in una fonte sovrannaturale del male: gli uomini da soli sono perfettamente capaci di qualsiasi malvagità.
Joseph Conrad

13 maggio 2014

Una vita senza senso è tortura

Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita può condurre a follia,
ma una vita senza senso è tortura
dell’inquietudine e del vano desiderio;
è una barca che anela al mare eppure lo teme.

Edgar Lee Masters

Come un fiocco di neve

Il tempo è come un fiocco di neve, scompare mentre cerchiamo di decidere cosa farne.
Romano Battaglia, da Il fiume della vita

12 maggio 2014

Talk show

Saturazione. I talk show si sono retti, per tutti questi anni, sull’attrazione che esercita la rissa. Se uno passa per strada e vede tre ubriachi che litigano si ferma incuriosito a guardare. Ecco, più o meno la stessa logica ha sorretto i talk show: non è vero che servono a capire la situazione, a chiarire i dettagli di quello che ci sta succedendo.
Corrado Augias

I miei quasi diciotto anni in musica

1973

  • King Crimson Red
  • Neil Yong On the beach
  • Pink Floyd The dark side of the moon
  • Genesis The lamb lies down on Broadway
  • Tom Waits Closing Time
  • Le Orme Felona e Sorona
  • John Fahey Fare forward voyagers
  • Lou Red Berlin
  • Led Zeppelin House of the holy

Da grande

Da grande voglio fare il bambino, per conservare una parte che lasci sempre spazio all'entusiasmo, che non lo perda mai, per continuare a pungermi con le rose senza mai la paura di toccarle. Alla felicità ci si arriva navigando fra le nuvole ma senza sottovalutare la forza delle braccia, la forza del desiderio. Ci vuole applicazione.
Massimo Bisotti dal libro “La luna blu. Il percorso inverso dei sogni

11 maggio 2014

Mi hanno detto

Muta è la forza (mi dicono gli alberi)
e la profondità (mi dicono le radici)
e la purezza (mi dice la farina).
Nessun albero mi ha detto:
sono più alto di tutti.
Nessuna radice mi ha detto:
io vengo da una maggiore profondità.
E mai il pane ha detto:
non c’è niente come il pane.
Pablo Neruda

9 maggio 2014

Comprendere

E poi una mattina, come per miracolo, ti svegli e comprendi che tutto ciò di cui hai bisogno sta lì, di fianco a te e non vuoi niente di più di tutto ciò che ti circonda.
Dal libro “La stella alpina e la farfalla” di Matteo D'angelo

Scelte

Quando avrete ottant’anni, e in un momento di silenziosa riflessione ripercorrerete la storia della vostra vita, l’elemento più significativo saranno le scelte che avete compiuto. Alla fine di tutto, noi siamo le nostre scelte.
Jeff Bezos

8 maggio 2014

Qualche particella di verità

Quando mi sento libero, mi sento partecipe della vita: non un robot con il cervello dissecato, privo di qualsiasi capacità di provare emozioni. Lo so che la libertà autentica è un'utopia, ma un poco in essa devo pur credere, perchè c'è una possibilità d'essere libero. E' giusto pensare al proprio benessere, ma ancor più giusto è sperimentare ogni tanto una vita colma di fascino e d'imprevisti. Ci vengono inculcati tanti falsi valori quali “valori reali”, spesso spesso finiamo, a torto, di credere che la felicità sia il materialismo o la vincita al lotto. Poi però qualcosa dentro di noi dice NO, non è vero! La verità non può essere questa, c'è altro da cercare e da scoprire. Ma vivere sognando a occhi aperti è inutile: bisogna cercare di realizzare ciò che si desidera se veramente lo si desidera...affinchè si eviti che la luna diventi un sogno per chi, in realtà, non ha sogni. E' perciò che ogni tanto c'è chi si imbarca su una zattera o su uno scooter e parte: solo alla ricerca, in fondo, di qualche particella di verità.
Tratto da “Giramondo libero” - “In viaggio con la vespa o lo zaino” Giorgio Càeran 

7 maggio 2014

Ricominciando

Per essere felici bisogna trovare la varietà nella ripetizione, per andare avanti bisogna tornare indietro dove si è cominciato.
Jeffry Eugenides

Viaggio

La vera casa dell'uomo non è una casa, è la strada. La vita stessa è un viaggio da fare a piedi.
Bruce Chatwin

6 maggio 2014

Democrazia

La democrazia non è qualcosa in cui credi o un posto dove agganciare il tuo cappello, ma è qualcosa che fai. Tu partecipi. Se smetti di farlo, la democrazia va in pezzi.”
Abbie Hoffmann

5 maggio 2014

Non ci resta che piangere...

Sulla maglia della Rubentus, nella prossima stagione e chissà per quanti anni ancora, non ci sarà la terza stella. A spiegarne il motivo, il giorno dopo la conquista dello scudetto, è il presidente Andrea Agnelli: "Per noi gli scudetti sono 32, anche se la contabilità della Figc dice 30. Metteremo la terza stella solo quando qualcun altro arriverà a mettere la seconda, per rimarcare il distacco tra noi e gli altri".
Fonte: www.tgcom24.mediaset.it

Curiosità

È la curiosità che mi fa svegliare alla mattina.
Federico Fellini

Fbc Unione Venezia: Fine dei giochi

Albinoleffe-Venezia 2-1 Campionato Nazionale Lega Pro1 Girone A – 30^ Giornata -
Venezia al capolinea dopo un calvario lunghissimo, durato 15 partite. L'obiettivo minimo fissato dal ds Gazzoli e dal tecnico Dal Canto a inizio stagione, cioè l'ingresso nei playoff, non è stato raggiunto.
Quello indicato dal presidente Korablin, la promozione in serie B già quest'anno, nemmeno preso in considerazione.
Il Venezia chiude la sua stagione fallimentare al 10 posto e può già andare in ferie (ma forse lo era già da un pezzo).
Quindici punti in altrettante partite di ritorno sono veramente una media retrocessione e le spiegazioni che sicuramente la dirigenza proporrà a bocce ferme non saranno mai sufficienti per far comprendere l'involuzione di una squadra che è stata al terzo posto e ha poi chiuso la stagione scivolando di settimana in settimana sempre più giù.
Di certo il campionato è iniziato male in estate, quando si sono scelti di investire pochi soldi per allestire una squadra che per giunta è stata imbottita di giovani per andare a raccogliere i contributi previsti: un azzardo.
Poi la limitata capacità del tecnico di assemblare la squadra a dovere, di darle una responsabilità precisa, ricorrendo a una infinità di cambi di modulo che hanno limitato potenzialità, confuso i giocatori, di sicuro creato i presupposti per una mancanza di continuità di rendimento.
Già, il rendimento. Si scherzava all'inizio sulla fortuna che il Venezia incontrava al suo fianco in più di un match, ma purtroppo si è dimostrata verità.
Di gioco i lagunari ne hanno proposto cosi poco che forse si può ridurre a un paio di uscite non di più. E senza gioco ben si sa che i risultati vengono casualmente, di sicuro non possono diventare una costante mancando di solide basi.
E così ora si raccolgono i frutti di una semina sbagliata e di una cura ancora peggiore al momento della crescita della squadra: gli innesti che avrebbero dovuto garantire a gennaio una prosecuzione della stagione al vertice si sono dimostrati quasi tutti sbagliati, di sicuro non così utili come era negli intenti di che li ha operati.
Poco male si dirà, quest'anno retrocessioni non ce ne erano e quindi s'è fatta esperienza. Già ma per chi? Moltissimi dei giocatori del Venezia non sono di proprietà della società: anche se fossero cresciuti i lagunari non ne trarrebbero alcun frutto.
Pessima stagione che va in archivio in anticipo evitando l'inutile viaggio a Vercelli per una gara di playoff che, visto anche il carattere limitato del team, pareva già segnata prima di essere...conquistata. Ma quest'annata è stata particolarmente pesante anche per la pessima gestione operata dalla dirigenza, che ha disperso le proprie forze in una serie di iniziative di sicuro interessanti ma inadeguate per una società che prima deve saper crescere al proprio interno sotto ogni punto di vista. Saper gestire quotidianità e momenti eccezionali, tensioni ed entusiasmi, trovare linee equilibrate di comunicazione con la propria tifoseria e la città: questi dovevano essere gli obiettivi minimi di una gestione che ha invece trascurato aspetti così importanti.
Ridicolo sentire il presidente che chiede la serie B e dirigenti e tecnico che parlano di playoff come traguardo massimo!
In campo ma anche fuori deve esserci quella crescita che non si è vista e che inevitabilmente ha portato a questo fallimento sportivo.
Ieri l'ultima perla della stagione (giocata in dieci per un'ora.)Al 29^ del primo tempo rigore contro con Sosa che atterrà la punta bergamasca Cissè appena entrata in area: rigore ed espulsione. Penalty calciato male e parato da Fortunato. Al 41^ della prima frazione di gioco l'Albinoleffe trova il gol del vantaggio con Allievi, due minuti più tardi a impedire al Venezia di pareggiare è il palo su tiro di Kirilov.
Il raddoppio dell'Albinoleffe, senza sudare troppo e soprattutto senza correre rischi particolari, arriva al 28^ del secondo tempo con Beduschi.
Il gol lagunare, del tutto causale e a tempo ormai finito è di Maracchi, 49^ della ripresa.
Ora al Venezia resta solo il tempo di un esame di coscienza.

Albinoleffe-Venezia 2-1
Reti: pt. 41^ Allievi (AL), st. 28^ Beduschi (AL), st.49^ Maracchi (UV)
Arbitro: Sig. Cifelli di Campobasso

Classifica Finale
Entella 58
Pro Vercelli 57
Sudtirol 49
Vicenza 47
Cremonese 47
Savona 44
Albinoleffe 43
Como 41
Feralpisalò 41
Venezia 41 in svantaggio con Como e Feralpi Salò
Carrarese 36
Reggiana 32
Pro Patria 32
Lumezzane 29
San Marino 24
Pavia 23

Promossa in serie B: Entella
Playoff (1. turno gara unica):
Pro Vercelli-Como
Sudtirol-Feralpisalò
Cremonese-Albinoleffe
Vicenza-Savona

4 maggio 2014

Sono solo parole

E allora vai, vai, non pensarci, non permettere che le parole ti trafiggano, sono solo parole, la gente ne dice milioni tutti i giorni e quasi sempre senza neanche pensare. Fai in modo che ti scivolino addosso, nessun giudizio è insindacabile e definitivo, l’unico che conta è il tuo!
Federica Bosco,Innamorata di un Angelo

3 maggio 2014

Rubentus e le chiacchiere da bar...

«L’arbitro ci ha presi in giro»; «C’è mancato un episodio favorevole»; «Il Benfica ha fatto ostruzionismo» (dimenticando che negli ultimi dieci minuti, i portoghesi hanno giocato in nove, ndr). Parole e musica post eliminazione di Antonio Conte.
Conte, che nell’arco della stagione ha dominato (fino a un certo punto) il campionato italiano, ma prima in Champions è uscito dalla fase a gironi totalizzato sei punti nel gruppo in cui era accompagnato da Real, Copenaghen e Galatasaray, poi al primo vero ostacolo in Europa League, ha ceduto il passo. E' facile indignarsi con un collega lamentoso con un arbitro, per un episodio contro, diretto o indiretto, oppure perché fa i conti sui punti che mancano per sviste arbitrali, per Conte dovrebbe essere altrettanto facile tacere quando i suoi conti non tornano. Invece, ecco lo sproloquio sul direttore di gara di Juventus-Benfica, per i minuti di recupero non esatti, per il classico rigore mancante. Provinciale. Come tutti.
Il problema di fondo è che le nostre squadre hanno dimostrato di non essere competitive e Conte, se qui è un principe, al di la dei confini è un paggetto, un pulcino bagnato, ora costretto a guardarsi da casa la finale di Europa League con il telecomando in mano, forse pure perché il suo calcio non è vincente oltre l’Italia. Se la Juve non è all’altezza dell’Europa, figuriamoci le altre. Se Conte dovesse mai andare via dalla Juventus, chi sarebbe pronto ad accoglierlo a braccia aperte? Il Real, il Chelsea, il Manchester United? Difficile se non impossibile.
Vincere oggi qui non è come qualche anno fa, quando a dominare, è vero, era la Juve di Calciopoli, ma c’erano anche tanti grandi squadre più o meno dello stesso livello, basti pensare al Parma, con cui sia Juve che Roma quest’anno hanno fatto sei punti. Alla fine aveva ragione Capello: il campionato italiano non è allenante per l’Europa. I dati dicono questo. Al di là delle lotte di cortile. E ora siamo i primi degli ultimi. Qui litighiamo tra di noi, tu sei brutto, tu sei bello, tu sei provinciale. Gli altri ci ridono in faccia.
Fonte: Sport – Il Messaggero – di Alessandro Angeloni

Stelle cadenti

Il paradiso forse è un po' noioso e c'è così tanta imbottitura di piume di Serafini che è vietato fumare. Magari a volte gli angeli fumano e quando arriva l'arcangelo buttano via i mozziconi: ecco perché vedi le stelle cadenti.
Vladimir Nabokov

1 maggio 2014

Io non c'entro niente con questa politica

Io non c’entro niente con questa politica.
E’ un rumore di fondo noioso, una nuvola di zanzare in una giornata umida d’estate. Ho dismesso i traduttori, abbandonato i vocabolari: capire cosa dice non è di mio interesse, e quel poco che è strillato nei titoli di un giornale è solo il lunghissimo deja-vù di decenni di già detti.
Per le strade o sulla propria scrivania, in qualunque discorso in cui ci si impiglia, anche dove si parlava di calcio o di vacanze, c’è solo la paura della crisi, e non c’è nessuno che non abbia un amico o un parente, talvolta se stesso, alla ricerca disperata di un lavoro che non c’è.
Da lontano, da quello spazio oltre il vetro ottuso, arrivano idiomi che parlano di presidenzialismo, e i nuovi dell’altra parte che gridano alla primazia della legge elettorale: in fondo, facendo il solo mestiere di dovere difendere il proprio culo, perché l’uno necessita di un salvacondotto e l’altro della strada per la propria subitanea elezione, prima che passi di moda.
Al posto del cambiamento, l’autoconservazione dei gruppi dirigenti.
Che tristezza vedere questa massa informe di signore e signori onorevoli alle prese con il nulla, e l’astensionismo al 50% è solo il contrito cappello iniziale di un entusiasta discorso sulla vittoria, mentre folle oceaniche di persone si volgono all’indifferenza, avendo perso anche il vigore del disgusto.
Che nauseabonda tenerezza fanno i rappresentanti della destra, accoccolati dietro l’ombra del populista, incapaci di pensare alla grande conservazione cui sarebbero chiamati. Quanta responsabilità hanno nei confronti di generazioni cresciute dentro la apoteosi della loro vittoria, trentenni forgiati nella esaltazione dell’individualismo e dell’egoismo sociale, gli operai o i diritti civili come figurine capitate per caso da una vecchia raccolta sbagliata.
Che sfibrante esercizio tassonomico è classificare la ripetizione stantìa delle parole sempre uguali a sé stesse di quella che fu la sinistra, erede del grande assalto al cielo, del maestoso tentativo di cambiare il mondo e ora perso nella conquista di una presidenza di commissione o nel cicaleccio fastidioso dei bambini mentre i grandi hanno da fare.
Quante volte il grande salto nel vuoto della trasformazione si è presentato, e si trattava di involarsi senza reti, di mischiarsi senza ritegni, di contaminarsi tra estranei sorpresi a parlare la stessa lingua. Non è forse la purezza e la paura del diverso una qualità della destra?
E la vita non è, invece, esattamente fatta di sguardi sconosciuti da incrociare, dell’odore forte della pelle dell’altro, del contagio di virus e batteri inzuppati nelle salive, di coppie di cromosomi che si inseguono in tube fradicie di umori, del trionfo del nuovo che viene alla luce, figlio della audacia di un istante di urlante ebbrezza?
A noi che abbiamo sognato rimane il ricordo di quel profumo, e la speranza mai doma che l’amore, prima o poi, rinascerà.
http://andreacamorrino.wordpress.com

Venezia

Bei colori veneziani, bagnati, per affreschi crepuscolari
di amori dimenticati o anche attesi. Leoni di pietra
guardano insonnoliti le vecchie turiste, i fotografi,
le gondole nere, i motoscafi, i gabbiani
che splendono sulle acque nere dai riflessi rosa
sotto i suoni vespertini delle campane.
Sulla chioma di marmo
delle statue si accoppiano i colombi. Un cane bianco,
sulla finestra in alto, dietro i gerani,
abbaia ai passanti con tristezza, senza rabbia. Di notte
escono sui balconi merlettati le belle morte
coi capelli sciolti
gridando i nomi dei loro amanti. Dunque,
invecchia anche la bellezza, anche la gloria invecchia.
La fama, che credevi
ti avesse dato l’eterna giovinezza, due volte ti ha invecchiato.
(da Il funambolo e la luna, Crocetti, 1984) Ghiannis Ritsos