31 gennaio 2014

Ipocrisia

L’ipocrisia degli uomini? Non esageriamola. La maggior parte pensa troppo poco per pensare doppio.
Marguerite Yourcenar

30 gennaio 2014

Sognare

Non respingere i sogni perché sono sogni.
Tutti i sogni possono
essere realtà, se il sogno non finisce.
La realtà è un sogno. Se sogniamo
che la pietra è pietra, questo è la pietra.
Ciò che scorre nei fiumi non è acqua,
è un sognare, l’acqua, cristallina.
La realtà traveste
il sogno, e dice:
‘Io sono il sole, i cieli, l’amore’.
Ma mai si dilegua, mai passa,
se fingiamo di credere che è più che un sogno.
E viviamo sognandola. Sognare
è il mezzo che l’anima ha
perché non le fugga mai
ciò che fuggirebbe se smettessimo
di sognare che è realtà ciò che non esiste.
Muore solo
un amore che ha smesso di essere sognato
fatto materia e che si cerca sulla terra.
Pedro Salinas

29 gennaio 2014

Vivere ogni cosa

Sii paziente verso tutto ciò
che è irrisolto nel tuo cuore e…
cerca di amare le domande, che sono simili a
stanze chiuse a chiave e a libri scritti
in una lingua straniera.
Non cercare ora le risposte che possono esserti date
poiché non saresti capace di convivere con esse.
E il punto è vivere ogni cosa. Vivere le domande ora.
Rainer Maria Rilke

28 gennaio 2014

Fbc Unione Venezia: Un derby da dimenticare

Vicenza-Venezia 2-1 Campionato Nazionale Lega Pro1 Girone A – 19^ Giornata –
Un derby perduto per due minuti di follia dopo essere passati in vantaggio ad inizio ripresa. Non servono altri commenti per commentare una sconfitta come questa. Ora, dopo due sconfitte consecutive, Entella e il derby, il decimo posto (fuori dai playoff) è solo a tre punti

Vicenza-Venezia 2-1
Reti: 3^ st. Martinelli (UV), 33^st. Jadid (VI), 34^ Maritato (VI)
Arbitro: Sig. Lanza Claudio di Nichelino

Classifica prime nove posizioni
Virtus Entella 40
Pro Vercelli 36
Vicenza 31
Cremonese 30
Savona 30
Sud Tirol 29
Venezia 29
Como 28
Albinoleffe 27

Non diventerò mai vecchio…quel tempo con Federico

Ma dove cazzo sei?
Ti chiamavo almeno quattro volte, non rispondi mai. Il tuo cellulare suonava a vuoto, come quello dei mariti adulteri e delle amanti offese. La sequela interminata degli squilli lasciava intendere o la tua attiva renitenza o la tua soave distrazione: e non  so quale sia, dei due “non rispondo”, il più offensivo
Per non dire della mia ansia quando non ti trovavo, cioè quasi sempre. Avevo imparato a relegarla tra i miei vizi, non più tra le tue colpe. Non per questo era meno greve da sopportare.
Ogni sirena di ambulanza, ogni riverbero luttuoso dei notiziari scoperchiava la scatola delle mie paura. Vedovo motorini  schiantati, risse sanguinose, overdose fatali, forze dell’ordine impegnate a reprimere qualche baldoria illegale.
Leggevo con avidità masochistica le cronache esiziali del tuo branco, quelli schiacciati nella calca di un rave party, quelli fulminati dagli intrugli chimici, quelli sgozzati in una rissa notturna in qualche anonimo parcheggio di discoteca, quelli pestati a morte da gendarmi indegni della loro divisa.
Mi rendevo conto di sommare una fragilità materna ad un aplomb virile. La smania protettiva della madre, le pretese rettitudini del padre. Mi vedevo soccorrerti e contemporaneamente sgridarti, caricatura schizofrenica dell’autorità.
Autorità…quante volte invece di mandarti a fare in culo avrei dovuto darti una carezza. Quante volte ti ho dato una carezza e invece avrei dovuto mandarti a fare in culo.
Quando dormivi nel tuo assetto classico, sul divano, in mutande, davanti la tv accesa. La spegnevo e guardavo il tuo profilo, ormai al valico dell’età adulta, mi sembrava esitante, come se il bambino che eri stato lo reclamasse ancora per sé. Lo stravacco scomposto del tuo corpo perdeva evidenza rispetto al tuo viso intatto, ai suoi tratti puliti. Il respiro era leggero, la fronte sgombera, le palpebre lisce e integre come un libro mai aperto.
Ho avuto la netta sensazione che quel momento, esattamente quello, sia stato l’ultimo istante della tua infanzia.
Poi…ne più infanzia, ne più età adulta, scomparsa senza mai più riapparire dopo quel tragico giorno. Ma in quel momento il tuo volto addormentato aveva una tale purezza di lineamenti da sembrare mai più eguagliabile, e dunque definitiva. Conteneva il tuo addio agli anni (pochi) dell’innocenza.
E’ stato facile amarti da piccolo. A quanto è stato difficile continuare a farlo dopo che le nostre stature erano appaiate, la tua voce somigliava alla mia e dunque reclamava gli stessi toni e volumi, gli ingombre dei corpi erano gli stessi.
Non era certamente un merito l’amore naturale che ti portavo quando eri bambino, e anni dopo, quando ti eri quasi trasformato in un uomo, è allora che amarti richiedeva le virtù che contano. La pazienza, la forza d’animo, l’autorevolezza, la severità, la generosità, l’esemplarità…troppe, troppe virtù per chi nel frattempo cercava di continuare a vivere. Virtù che onestamente non ho mai avuto o forse non ho mai voluto far mie. E me ne dispiaccio ora che non diventerò mai vecchio perché non ho avuto il tempo di diventare un vero padre.
Liberamente tratto dal libro Gli sdraiati di Michele Serra – in corsivo parole mie

Strada

Ogni via è soltanto una via. Non è un affronto a voi stessi o ad altri abbandonarla, se è questo che vi suggerisce il cuore. Ma la decisione di continuare quella strada, o di lasciarla, non deve essere provocata dalla paura o dall’ambizione. Osservate ogni strada attentamente e con calma. Provate a percorrerla tutte le volte che lo ritenete necessario. Poi rivolgete una domanda a voi stessi, e soltanto a voi stessi:
Questa strada ha un cuore?
Carlos Castaneda, da "A scuola dallo stregone"

27 gennaio 2014

Arbeit Macht Frei…il lavoro rende liberi

Così un giorno ti ritrovi a un bivio. Sei andato a Monaco, per vedere la cattedrale, le birrerie, i musei. Poi uscendo dalla città, tra distese di fabbriche a un incrocio vedi un cartello giallo con quella scritta: Dachau.
Non te lo aspettavi, quasi disturba la spensieratezza del viaggio. Quel segnale scompiglia i pensieri. Ma senti di dover svoltare. Quasi più per dovere che per convinzione. Senza quasi accorgertene ti trovi in un grande spiazzo. I rumori della città non ci sono più. Eppure non sai cosa fare, non sei pronto. Indugi nell’oltrepassare quel cancello di ferro battuto che senza aver mai visto già conosci così bene:
“Arbeit Macht Frei”, il lavoro rende liberi.
Cosa dirò ai bambini?, ti chiedi. E io, come reagirò?, quasi temi di non essere all’altezza. Di non capire. Di non soffrire abbastanza. Eccolo dunque il campo di concentramento. Ecco i camini, le baracche. Avanzi sulla ghiaia, in un silenzio di cattedrale. Leggi i pannelli: “Dachau fu il primo campo di concentramento nazista, fu inaugurato nel 1933. Qui trovarono subito posto cinquemila internati”. Cinquemila uomini, donne e bambini. Provi a immaginarteli uno per uno, gente come te, come tua moglie, come i bambini cui chiudi la giacca perché non prendano freddo.
Ti sforzi di capire, di soffrire perfino, ma non ti senti adeguato. Non ci riesci davvero. Leggi quei numeri spaventosi, diecimila, centomila morti, così grandi che invece di accrescere lo sgomento ti fanno quasi perdere di vista ogni singola vita, confusa nella cifra immensa. Ebrei, polacchi, nomadi. Arrivi davanti al monumento dedicato ai bambini. Ti volti verso i tuoi, così misteriosamente silenziosi, quasi avessero capito, lo avessero sentito sulla pelle senza bisogno di tante spiegazioni.
Proprio Giovanni e Nino, che vanno alla scuola germanica, che conoscono la grandezza di questa civiltà. E, però, provi a spiegare, a ricordare l’orrore che questo popolo, ogni popolo, ogni uomo a volte trova dentro di sé.
È quasi finito. Hai fatto il tuo dovere, puoi tornare a casa. Mancano le baracche ai margini del campo.
La “Barache X”. Entri. Ti trovi in una stanza spoglia, in un buio che si infittisce procedendo verso una porta: le docce. Quindi è successo qui. Oltre quella soglia. Rimani fermo, non riesci a entrare. Ti guardi intorno. Non ci avevi ancora fatto caso: subito prima di superare l’ultima porta, lo sguardo incontra una piccola finestra quadrata. Di sicuro, sì, certamente è successo anche a loro in quegli ultimi istanti. Si vede solo un frammento di prato, il verde acceso dalla pioggia appena caduta.
La vita.
Lo vedi e d’improvviso ti metti a piangere, non riesci a fermarti, singhiozzi come non ti accadeva da quando eri bambino.
Il Fatto Quotidiano del Lunedì, 27 gennaio 2014 di Ferruccio Sansa

Sorriso

Era solo un sorriso, niente di più. Una piccola cosa.
Una fogliolina in un bosco che trema al battito d’ali di un uccello spaventato.
Il Cacciatore di Aquiloni, Khaled Hosseini

26 gennaio 2014

Essere vulnerabili

Non bisogna sempre cercare di non far succedere le cose. A volte occorre sentirsi a disagio. A volte occorre essere vulnerabili di fronte agli altri. A volte è necessario, perché serve per compiere un altro passo verso se stessi, verso il domani.
Cecilia Ahern

25 gennaio 2014

Shoah

C’è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica
“Schulze Monaco”.
C’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio di scarpette infantili
a Buckenwald
erano di un bambino di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l’ eternità
perché i piedini dei bambini morti non crescono.
C’è un paio di scarpette rosse
a Buckenwald
quasi nuove
perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole.
Joyce Lussu

Presente

Non voglio affatto far di me stesso un essere in qualche maniera speciale, non ho alcuna intenzione di creare cose grandiose; quel che voglio è soltanto vivere, sognare, sperare, essere presente ovunque
Anton Checov

Dignità

C’è una dignità immensa, nella gente, quando si porta addosso le proprie paure, senza barare.
Alessandro Baricco

24 gennaio 2014

Parlare

Certe volte penso, ma lo penso veramente, che bisognerebbe piantarla con questa storia del parlare. Perché tanto non serve a niente. Non è questione di capirsi, fare fatica a ritrovarsi sulle cose; non è questo. È che nessuna conversazione regge l’argomento per più di un paio di battute: è la pertinenza, il problema.
Diego De Silva

Cammino

Viaggiare è camminare verso l’orizzonte, incontrare l’altro, conoscere, scoprire e tornare più ricchi di quando si era iniziato il cammino.
Luis Sepùlveda

Sogno

Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia a lavorarci. E allora può diventare qualcosa di infinitamente più grande.
Adriano Olivetti

23 gennaio 2014

Ordinaria follia giornaliera

Il tempo è trascorso ed è quasi passato un anno. Uno squillo di telefono : “Buongiorno, è il Tribunale di Xxxxxxx, Volontaria Giurisdizione, è convocato dal Giudice Tutelare per il giorno x alle ore x, mi raccomando non manchi”.
Una convocazione da parte del Giudice Tutelare cosa poteva voler dire ? In cinque anni, a parte la presentazione del rendiconto annuale delle spese sostenute per mio figlio non c’erano stati mai altri contatti.
Era il tempo che mi ero appena dimesso dal lavoro, d’accordo con mia moglie, per seguire nostro figlio . Purtroppo dopo la brutta esperienza di circa un mese in un centro residenziale eravamo giunti alla conclusione che era meglio essere soli, come è sempre stato, che, male accompagnati.
Ero andato a prenderlo perché non potevo sopportare l’idea che un ragazzo di 27 anni, pur con tutti i suoi problemi, fosse costretto a un regime di vita da casa di riposo, peggiorando e cancellando tutti i miglioramenti faticosamente raggiunti.
Certo era stata una nostra decisione mandarlo in quel centro  ma, doveva essere solo per un breve periodo, un periodo di “sollievo”, soprattutto per mia moglie che, tra il lavoro e nostro figlio era arrivata a un punto di non ritorno.
Cinque lunghi anni dove, a parte il periodo iniziale, non abbiamo mai avuto un punto di riferimento, non c’è mai stata una vera volontà da parte dei servizi sociali di venirci in aiuto anzi, sembrava quasi che metterci i bastoni tra le ruote, provocasse loro una specie di “orgasmo”.
Punto di riferimento che neanche la “famiglia” è stata in grado di essere, se per famiglia intendiamo tutto il grado di parentele connesse, sorelle ,fratelli, nipoti, cugini ecc.
Certamente sicuramente il contrario. Il problema è vostro voi dovete conviverci e darvi da fare, lo stress è cosa importante e non possiamo mettere a repentaglio la stabilità della “nostra famiglia”.
E così come in mezzo all’oceano alla vana ricerca della riva.
La telefonata, non riuscivo proprio a capire cosa poteva esserci in quella convocazione.
Per mia fortuna avendo dei contatti all’interno del tribunale vengo a conoscenza che un incontro con quei due bei tomi dell’assistente sociale e del “direttore” area disabilità adulta con il giudice tutelare stesso muove questa richiesta di convocazione per gravi comportamenti da parte mia, padre e amministratore di sostegno del disabile mio figlio, da mettere a repentaglio tutte le proposte riabilitative (????) dell’area con grave ripercussioni sul disabile stesso.
Allibito è il minimo sfogo che provo in quel momento.
Da una parte “l’assistente sociale dalle rosse labbra e dalla scollatura generosa” che in cinque anni avrà visto mio figlio due volte, dall’altra “il direttore il magico Alverman” che, per il primo periodo, non sapevo neanche esistesse e che poi ha fatto più danni che altro.
Dopo il primo momento la prima cosa che faccio è quella di prendere il telefono e di chiamare “il magico Alverman”.
Con un numero nascosto altrimenti sicuramente dall’altra parte non avrei mai ottenuto risposta.
Con tutta la rabbia che avevo in corpo l’ho messo davanti ai suoi errori e incapacità, ottenendone, come risposta, la completa sicurezza di un incapace che pretendeva di aver fatto la cosa giusta.
Un anno fa.
Dodici mesi senza che quei due bei tomi si siano mai fatti sentire, senza, nonostante la consapevolezza del direttore di distretto dell’errore commesso, gli sia mai passato per l’anticamera del cervello la possibilità di alzare il telefono ed almeno scusarsi.
Niente di tutto ciò.
In convocazione dal giudice tutelare siamo dovuti andare e con me mio figlio, mia moglie e la dottoressa che lo segue. Abbiamo spiegato, ha sentito mio figlio,ha capito, tutto si è risolto ma, l’offesa morale nei confronti di noi tre quella non verrà mai cancellata, le spese economiche purtroppo, neanche.
Siamo il paese dove sono stati eliminati i manicomi ottenendo il plauso di tutta Europa, ma, per certe persone sarebbero certamente da riaprire  

Adattarci

Trout disse che la vita era innegabilmente assurda, ma che il nostro cervello è grande abbastanza da consentirci di adattarci alle sue pagliacciate.
Kurt Vonnegut

22 gennaio 2014

Autoironia

Penso che l’autoironia sia l’aspetto decisivo dell’umorismo: sapere che in qualsiasi momento potrei dire il contrario di quello che dico, riuscire a mettere continuamente in discussione le proprie opinioni, è questa a mio avviso la condizione prima dell’intelligenza.
Italo Calvino

Gente

Una cosa però l’ho imparata: per conoscere bene la gente, bisogna averci litigato seriamente almeno una volta. Solo allora puoi giudicarne il carattere.
Anna Frank

21 gennaio 2014

Dove scorre l'energia

Smetti di occuparti delle cose di cui non ti vuoi occupare. Smetti di parlarne, smetti di leggere in merito e smetti di ripetere quanto siano brutte. Concentrati solo su ciò che vuoi attrarre a te. Ricorda: dove va la tua attenzione, li scorre la tua energia.
Jack Canfield

Dona

Dona a chi ami ali per volare, radici per tornare e motivi per rimanere.
Dalai Lama

Spirito

Se mi capiterà di vivere fino a cento anni, il mio spirito andrà ancora in giro in calzoncini corti.
Vladimir Nabokov

20 gennaio 2014

Coraggio

Molti affetti sono abitudini o doveri che non troviamo il coraggio di interrompere.
Eugenio Montale

19 gennaio 2014

Fbc Unione Venezia: La capolista Entella vince al Penzo

Venezia-V.Entella 0-2 Campionato Nazionale Lega Pro 1 Girone A – 18^ Giornata –
Addio Serie B diretta. La sconfitta interna patita dal Venezia ad opera della scatenata Virtus Entella ha di fatto messo la parola fine alle residue speranze di poter competere per il passaggio tra i cadetti senza playoff: sono infatti 11 i punti di ritardo che adesso i lagunari accusano nei confronti della formazione ligure, confermatasi vera prima forza del campionato, ancora imbattuta. Il Venezia può ora solamente rincorrere il miglior piazzamento nella stagione regolare per accedere con il favore del campo ai playoff a fine campionato.
Nonostante la sconfitta, la seconda consecutiva in casa, gli arancioneroverdi hanno fatto un’ottima partita,  preparata mentalmente nel modo corretto, nella quale hanno messo in difficolta una squadra forte. Dispiace perché non si è trovato il risultato: la squadra avrebbe sicuramente meritato almeno un punto.
Una gara nella quale il Venezia ha pagato a carissimo prezzo il cinismo degli avversari, abili nello sfruttare perfettamente le due occasioni trovate; il secondo gol ha tagliato sicuramente le gambe alla squadra, e quando vai sotto contro una squadra che non subisce mai gol poi diventa tosta ribaltare la situazione.
Nel primo tempo i lagunari si erano costruiti le premesse giuste per provare almeno a portare a casa il risultato, e per 70 minuti hanno avuto la possibilità di pareggiare. Poi la gara si è complicata, per le tante energie spese, anche a livello emotivo, visto che si giocava contro la prima della classe. L'anticipo di venerdi 17 è stato comunque una sconfitta ben assorbita, la squadra è sembrata sicura di quello che ha fatto. Non è riuscita a fare gol, e quando si incontra una squadra come l’Entella non te lo puoi permettere, perché nonostante si sia riusciti a mettersi alla pari con loro sul piano del gioco se non vai in vantaggio resta sempre una partita in pericolo.
La squadra ha dimostrato comunque di potersela giocare e, se questo sarà l’atteggiamento fino alla fine del campionato si può essere fiduciosi che i risultati arriveranno.  
Domenica 26 derby al Menti con il Venezia che dovrà cercare di riscattare il pessimo avvio del 2014: solo tre punti in tre gare, con ben due sconfitte interne.

Venezia-V.Entella 0-2
Gol: pt.’13 Marchi (VE), st.’21 Moreo (VE)
Arbitro: Sig. Piccinini di Forlì

Classifica prime nove posizioni
Virtus Entella 40
Pro Vercelli 36
Venezia 29
Savona 29
Cremonese 29
Como 28
Vicenza 28
Sudtirol 26
Albinoleffe 24

Una nuova disciplina

Non c’è vera libertà di stampa senza libertà di chi legge, senza sapienza di lettura. E forse nelle scuole superiori bisognerebbe introdurre una nuova disciplina: come leggere i giornali e come guardare la tv imparando a non credere in quello che si legge e neppure in quello che si vede.
Francesco Merlo

Ho imparato

Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardarne un altro dall’alto al basso solamente quando deve aiutarlo ad alzarsi.
Gabriel Garcìa Màrquez

18 gennaio 2014

Moralmente parlando

Sono io una brava persona? Nel profondo, voglio poi davvero essere una brava persona, o voglio solo sembrare una brava persona in modo che la gente (incluso me stesso) mi approvi? C’è differenza fra le due cose? Come faccio a sapere davvero se mi sto prendendo per il culo da solo, moralmente parlando?
David Foster Wallace

17 gennaio 2014

Rimpianti

Non essere triste: sorridi. Non contare gli anni che passano: sorridi. Non avere rimpianti: sorridi.
Romano Battaglia

Domanda

La domanda più indiscreta, più insolente, più insoffribile, e la più comune anche, la più poliglotta, la più persecutoria, al telefono e faccia a faccia, la domanda che mette alla tortura chi ama la verità perché la si formula per avere in risposta una miserabilissima bugia è: “Come stai?”
Guido Ceronetti

Dobbiamo fare

Di tutto restano tre cose:
la certezza
che stiamo sempre iniziando,
la certezza
che abbiamo bisogno di camminare,
la certezza
che saremo interrotti prima di finire.
Pertanto dobbiamo fare:
dell'interruzione,
un nuovo cammino,
della caduta,
un passo di danza,
della paura,
una scala
del sogno,
un ponte,
del bisogno,
un incontro.
Fernando Pessoa


16 gennaio 2014

I grandi viali

Sappiate che, più prima che poi, si apriranno di nuovo i grandi viali per i quali passerà l’uomo libero, per costruire una società migliore.
Salvator Allende

15 gennaio 2014

Controvento

Il marinaio non può andare sempre contro le onde, a volte deve affrontarle lateralmente. Provando a essere furbo. Fino a un certo punto della mia vita ciò che dite è accaduto. Ho nuotato controvento combattendo con l’ego, poi [...] mi sono liberato. Da allora sono un altro uomo.
Rutger Hauer

14 gennaio 2014

Noi siamo

Noi siamo solo quello che abbiamo la forza di pretendere da noi.
Martin Heidegger

Presa di coscienza

Non c’è presa di coscienza senza sofferenza. In tutto il mondo la gente arriva ai limiti dell’assurdo per evitare di confrontarsi con la propria anima. Non si raggiunge l’illuminazione immaginando figure di luce, ma portando alla coscienza l’oscurità interiore. Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia.
Carl Gustav Jung

13 gennaio 2014

Fbc Unione Venezia: Venezia soffre ma poi fa festa

Lumezzane-Venezia 1-2 Campionato Nazionale Lega Pro1 -Girone A 17^ Giornata-
Una bruttissima partita, che il Venezia è costretto a vincere due volte e che porta tre punti importanti al morale e alla classifica. Si scacciano i fantasmi del ko interno con la Feralpi, ci si prepara con un altro morale alla gara di venerdì sera contro la capolista Entella, si consolida il terzo posto mantenendosi in piena zona playoff. Possiamo essere soddisfatti per il risultato non di certo per la prestazione offerta. Terreno di gioco al limite della praticabilità che non ha permesso alle due squadre né di giocare né di correre. E proprio la scarsa qualità del terreno ha abbassato anche quella della partita. Vittoria al 45’ sul filo del fischio finale dell’arbitro. E ora la sfida alla capolista Entella, un’occasione per cercare di riaprire la lotta per l’unico posto diretto per la serie B.

Lumezzane-Venezia 1-2
Reti: st. 28’ Bocalon (UV), 43’ Torregrossa (LU), 45’ Lancini (UV)
Arbitro: Ripa di Nocera

Classifica prime nove posizioni
V.Entella 37
Pro Vercelli 33
Venezia 29
Savona 29
Cremonese 28
Como 27
Vicenza 25
Sudtirol 25
Albinoleffe 23

Convinzioni

La mia posizione morale è ottima: chi mi crede un satanasso, chi mi crede un santo. Io non voglio fare né il martire né l’eroe. Credo di essere semplicemente un uomo medio, che ha le sue convinzioni profonde, e che non le baratta per niente al mondo.
Antonio Gramsci

12 gennaio 2014

Compromesso

Ho una vita da vivere e non ne sprecherò un briciolo in qualche squallido compromesso.
Christopher Hitchens

Un acquazzone impartisce i suoi insegnamenti

Un acquazzone impartisce i suoi insegnamenti. Se la pioggia vi sorprende a metà strada, e camminate più in fretta per trovare un riparo, nel passare sotto alle grondaie o nei punti scoperti vi bagnerete ugualmente. Se invece ammettete sin dall’inizio la possibilità di bagnarvi, non vi darete pena, pur bagnandovi lo stesso. La stessa disposizione d’animo, per analogia, vale in altre occasioni.
Yamamoto Tsunetomo

Categorie

Gli uomini si dividono in due categorie: quelli che pensano e quelli che lasciano che siano gli altri a pensare.
Fabrizio De Andrè

11 gennaio 2014

Ciao Arnoldo Foà, la voce più calda, vibrante, intensa dell'arte italiana del Novecento.

Per essere attori si deve innanzitutto essere…”. Basta questa frase sul suo sito ufficiale per dare idea della profondità di Arnoldo Foà e del suo essere. Ecco perché, oggi, sabato 11 gennaio il mondo della cultura è in lutto per la sua scomparsa a 97 anni. L’Italia, ma anche il mondo intero hanno perso uno dei maggiori protagonisti del 900.
Fonte: http://urbanpost.it

Ascolto

Se urli tutti ti sentono, se bisbigli ti sente solo chi ti sta vicino, ma se stai in silenzio solo chi ti ama ti ascolta.
Mahatma Gandhi

Tollerare

Una delle principali virtù sociali è di tollerare negli altri ciò che dobbiamo proibire a noi stessi.
Charles Duclos

10 gennaio 2014

Speranza

Speranza è una parola che detesto. Chi vive di speranza muore disperato. Al contrario, se uno vuole davvero qualcosa, non la deve sperare. Deve prendersela. E lavorare affinché essa si realizzi.[…] Vi dico: non fermatevi mai di fronte ai no, di fronte agli ostacoli, di fronte alla paura. Non ascoltateli, i no. Affrontateli, gli ostacoli. Combattetele, le paure.
Andrea Camilleri

Esistenza

La gente è strana: si infastidisce sempre per cose banali, e poi dei problemi gravi come il totale spreco della propria esistenza, sembra accorgersene a stento.
Charles Bukowski

Amore

Ti amo quando hai freddo e fuori ci sono 30 gradi, ti amo quando ci metti un’ora a ordinare un sandwich, amo la ruga che ti viene qui quando mi guardi come se fossi pazzo, mi piace che dopo una giornata passata con te sento ancora il tuo profumo sui miei golf e sono felice che tu sia l’ultima persona con cui chiacchiero prima di addormentarmi la sera. E non è perché mi sento solo. E non è perché è la notte di Capodanno. Sono venuto stasera perché quando ti accorgi che vuoi passare il resto della vita con qualcuno, vuoi che il resto della vita cominci il più presto possibile!
Nora Ephron

9 gennaio 2014

Il male minore

Siamo la generazione del “male minore”: votiamo il meno ladro, accettiamo il lavoro meno di merda. Del resto siamo cresciuti con la politica del “o gol o rigore”, e tutti sceglievamo rigore.
Andrea Ponticelli

Verità e Giustizia

Sono per la verità, non importa chi sia a dirla. Sono per la giustizia, non importa contro o a favore di chi.
Malcolm X

Fbc Unione Venezia: Mercato invernale

Arriva a Venezia, dal Cittadella, il difensore Cristian Sosa. Il giocatore era la prima scelta in difesa per la società che sta operando ora per il centrocampo e l’attacco. Si parla del centrocampista Carcuro (Ternana) e dell’attaccante Herrera (Avellino). Per quanto riguarda il capitolo cessioni sono arrivate alla società alcune timide richieste per Dossena, Giovannini e Cernuto: in caso di partenza di uno degli ultimi due potrebbe arrivare Romeo (Empoli) o Rosania (Ascoli). Per Drame a breve sarà definito il rientro al Padova che poi deciderà il suo futuro.

8 gennaio 2014

Nulla

Ormai nessuno ha più tempo per nulla. Neppure di meravigliarsi, inorridirsi, commuoversi, innamorarsi, stare con sé stessi. Le scuse per non fermarci a chiedere se questo correre ci rende felici sono migliaia, e se non ci sono, siamo bravissimi a inventarle.
Tiziano Terzani

Sonno

Il sole può tramontare e poi risorgere; noi, invece, una volta che il nostro breve tempo si spegne, abbiamo davanti il sonno di una notte senza fine.
Catullo

Emozioni

Ci sono emozioni che non ci permettono di agire, ma lavorano dentro e ci illuminano.
Giorgio Gaber

7 gennaio 2014

Misura

La vera misura di un uomo si vede da come tratta qualcuno da cui non può ricevere assolutamente nulla in cambio.
Samuel Johnson

Paura

Non ho paura di cosa possa accadere domani.
L’unica paura che ho, è che non accada nulla.
Antonio Curnetta

Nottata

Un’intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sue mani
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d’amore
Non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita
Giuseppe Ungaretti

6 gennaio 2014

La fisarmonica



Roma piazza del Pantheon

Sconosciuti ai nostri occhi

Più ci si incammina nella vita, più il bisogno di profondità aumenta. Verso le cose, le persone, ciò che si ama ed anche verso noi stessi, che rimaniamo tuttavia sempre un poco sconosciuti ai nostri occhi.
Jean Guitton        

Finestra

Tutto cambia a seconda della finestra da cui si osserva la realtà.
Banana Yoshimoto

Fbc Unione Venezia: Il Ferlapisalò vince al Penzo

Venezia-Feralpisalò 0-1 Campionato Nazionale Lega Pro1 Girone A – 16^ Giornata –

Disastro-Venezia. Inizia nel peggiore dei modi il 2014 del team lagunare e il presidente Yury Korablin ben sottolinea tutte le magagne abbandonando la tribuna all’inizio del secondo tempo. Squadra terza in classifica, e tale rimane dopo questo ko che arriva dopo 13 mesi di imbattibilità del Penzo ma assolutamente inesistente a livello di gioco, surclassata da un team giovanissimo come quello del FeralpiSalò (già vincitore 2-0 all’andata) che ha saputo creare tantissime occasioni da rete senza poi dannarsi troppo l’anima.
Chi si aspettava un Venezia rinfrancato dalla sosta ed esaltato dalla posizione di alta classifica è rimasto inevitabilmente deluso.
Poco lucido, privo di logica e di idee, il team di Alessandro Dal Canto ha dato l’impressione di poter giocare per una manciata di minuti, poco più di un quarto d’ora in apertura di match, spegnendosi poi sino a sparire.
Un solo tiro in porta, all’attivo dei lagunari con Margiotta, pochissime occasioni, tanta confusione. A nulla serve nemmeno l’andare sotto a fine primo tempo dopo che l’estremo difensore lagunare ha fatto l’impossibile per annullare ogni insidia. La ripresa vede infatti i lagunari scende in campo così sereni che sembrano essere in vantaggio, per nulla animati dal cipiglio necessario per riprendere il match. Palle lunghe sparacchiate spesso a casaccio, appoggi sbagliati, intesa limitata anche nei dialoghi ravvicinati. Se non ci fossero stati il portiere Vigorito, il tuttofare Bertolucci, capitano e leader, e l’attivo ma poco concreto Gallo, il Venezia sarebbe davvero uscito dal campo con le ossa rotte.
Brutto tutto.
Persino i cambi che una volta erano il punto di forza della gestione Dal Canto. O è la Feralpi che porta sfortuna ai lagunari oppure il Venezia è destinato a partire sempre con il piede sbagliato.
Certo che l’assenza di gioco, le partite giocate a strappi, le brutte figure evitabili, stanno iniziando a stancare un po’ tutti. La squadra ha superato se stessa nella prima parte di stagione, superando le carenze di gioco con il giusto spirito e una dose di fortuna.
Ora è necessario decidere se puntellare il team in maniera decisa al fine di dotarlo di un gioco o scegliere la via del vivacchiare sino a fine stagione, tra una brutta figura e un acuto esaltante per quanto casuale.
Domenica la squadra viaggia a Lumezzane, sperando in qualche idea in più.

Venezia-FeralpiSalò 0-1
Reti: pt. 46’ Magli (FS)
Arbitro: Sig. Verdenelli di Foligno

Classifica prime nove posizioni
V.Entella 34
Pro Vercelli 32
Venezia 26
Savona 26
Vicenza 25
Cremonese 25
Como 24
FeralpiSalò 23
Albinoleffe 23

L'anima

Vogliamo essere amati.
In mancanza di ciò, ammirati
in mancanza di ciò, temuti
In mancanza di ciò, odiati e disprezzati.
Vogliamo suscitare negli altri una qualche sorta di emozione.
L’anima trema davanti al vuoto
e ha bisogno di un contatto a ogni costo.
Hjalmar Soderberg

5 gennaio 2014

Prima di tutto...vivere

La certezza della mia libertà interiore, questo bene prezioso, inalterabile, e che dipende solo da me perdere o conservare. La convinzione che le passioni spinte al parossismo come capita ora finiscano poi per placarsi. Che tutto ciò che ha un inizio avrà una fine. In poche parole, che le catastrofi passano e che bisogna cercare di non andarsene prima di loro, ecco tutto. Perciò prima di tutto vivere: Primum vivere. Giorno per giorno. Resistere, attendere, sperare.
Irène Némirovsky

Vedere

Arriva fino a dove puoi vedere. Quando sei lì, potrai vedere più lontano.
Thomas Carlyle

Ricetta

La scarpa che sta bene ad una persona sta stretta a un’altra: non c’è una ricetta di vita che vada bene per tutti.
Carl Gustav Jung

4 gennaio 2014

Globalizzazione

La globalizzazione è un problema che riguarda tutti e su cui tutti hanno idee piuttosto confuse, nessuno escluso.
Bisogna essere docenti di economia politica per riuscire a essere utili nello spiegare un po’ com’è la faccenda? Non credo. Anzi. Ognuno può dare il suo contributo. Uno scrittore, ad esempio, può offrire due vantaggi: il primo è che, per il mestiere che fa, può riuscire a essere più chiaro di un docente universitario o di un ministro dell’Economia. Il secondo è che, appunto, fa un mestiere che non c’entra niente e quindi, almeno sulla carta, può vedere le cose da lontano, senza essere troppo condizionato da pregiudizi e interessi vari. Poi magari può sbagliare. Ma non perché è uno scrittore. Se mai, nonostante il fatto che sia uno scrittore.
Ovviamente la prima domanda che viene in mente è: cosa diavolo è la globalizzazione? O meglio: cosa vogliamo dire quando usiamo la parola “globalizzazione”?
Purtroppo, un’unica risposta, fondata e unanime, non c’è. Ce ne sono tante, ma, guarda caso, ognuna rende imprecisa l’altra, e nessuna sembra più vera delle altre.
Mi è tornata in mente quella vecchia battuta: non c’è una definizione della stupidità, però ce ne sono molti esempi. Metodo induttivo, si diceva a scuola. Non c’è una definizione della globalizzazione: però ce ne sono molti esempi. Per cui sono andato a caccia di esempi. Ho usato un metodo molto amatoriale, ma che mi sembrava appropriato. Ho chiesto alla gente di farmi degli esempi. Tutta gente che non saprebbe rispondere alla domanda “Cos’è la globalizzazione?”, ma che, a richiesta, sapeva farmene degli esempi. Gente normale, insomma. Tra i tanti esempi sentiti, ne ho scelti sei. Li riporto qui così come li ho sentiti, perché la vaghezza della formulazione o l’ingenuità delle parole usate sono a loro volta significative, insegnano delle cose e fanno riflettere.
Eccoli qua:
1. Vai in qualsiasi posto del mondo e ci trovi la Coca-Cola. O le Nike. O le Marlboro.
2. Possiamo comprare azioni in tutte le Borse del mondo, investendo in aziende di qualsiasi paese.
3. I monaci tibetani collegati a Internet.
4. Il fatto che la mia auto sia costruita a pezzi, un po’ in Sud America, un po’ in Asia, un po’ in Europa e magari un po’ negli Stati Uniti.
5. Mi seggo al computer e posso comprare tutto quel che voglio on line.
6. Il fatto che dappertutto, nel mondo, hanno visto l’ultimo film di Spielberg, o si vestono come Madonna, o tirano a canestro come Michael Jordan.
Voilà. Se vi sembrano esempi scemi, provate a chiederne di migliori in giro, e poi vedrete. Bene o male, rappresentano ciò che la gente crede sia la globalizzazione.
Alessandro Baricco