Quando ero bambino

Ricordo ancora, come fosse ieri, quando la mamma doveva uscire di casa per fare le compere [ pane-latte-frutta-verdura ecc. ] lasciandomi a casa solo con mio fratello più piccolo Roberto.

Prima di uscire mi diceva sempre: “Mi raccomando Renato stai attento a Roberto, faccio presto, ciao”
Presto o tardi per me quando lei non c'era, il tempo era sempre troppo lungo. A mio fratello Roberto sembrava non creasse tanto disagio. Lui mi guardava, rideva e mi chiedeva di giocare.

Io per un po' di tempo giocavo con lui poi la mamma non arrivava e mi prendeva l'agitazione. Non avevo la concezione di quanto tempo fosse passato da quando lei era uscita. Lasciavo il gioco e mio fratello e andavo alla finestra del bagno. La aprivo e guardavo la strada aspettando di vedere arrivare la mamma.

Mio fratello, intanto, mi tirava per le brache corte dicendomi: “Uffa torna a giocare con me, dai” Io non lo ascoltavo e guardavo sempre la strada poi...eccola la vedevo arrivare camminando con la borsa della spesa piena.
Richiudevo in fretta la finestra ed esaudivo le richieste di mio fratello ritornando a giocare con lui.

Quando sentivo girare la chiave e aprirsi la porta era finita la mia agitazione.
Tutto bene Renato?”
Si tutto bene mamma”
Non è vero” diceva mio fratello
Non ha mai voluto giocare con me. Era sempre alla finestra del bagno a guardare la strada”
Non è vero mamma” dicevo io mentendo.

E la mamma rideva prendendomi in giro. Rideva anche mio fratello e alla fine ridevo anch'io ed ero felice.

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