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Il giorno che uccisero il presidente Kennedy

Ricordo ancora come fosse ieri, la sera che per la televisione davano la notizia dell'assassinio del presidente John Kennedy. Avevo 7 anni ed ero seduto per terra sul tappetto come fanno gli indiani davanti al televisore.

Oh no!” esclamò la mamma.
Ma come è possibile” disse ancora.
Papà si alzò e andò ad alzare il volume del televisore. In quegli anni non c'era ancora il telecomando e la TV era in bianco e nero.

Passavano le immagini, la macchina presidenziale, il corteo, la folla che salutava e poi all'improvviso il presidente che abbassava la testa, la macchina che prendeva velocità, la folla gridava e poi di nuovo il giornalista del telegiornale, a quei tempi non ancora TG.

Una serie di omicidi a catena si sarebbero susseguiti. Lee Oswald il presunto assassino del presidente Kennedy, Jack Ruby l'assassino di Lee Oswald, Malcom X nel febbraio del 1965, Martin Luther King il pastore nero nell'aprile 1968, Robert Kennedy il fratello del presidente nel giugno 1968.

Ero bambino e non sapevo spiegarmi il perché. Ed oggi che ormai ho quasi 60 anni non lo so ancora. 

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