Il “curriculum”

Sono nata in un paese di provincia nella pianura padana dove, d'inverno la nebbia ti raffredda le ossa e, d'estate l'afa ti toglie il respiro. Il mio quartiere si trovava alla periferia della città e doveva diventare un modello di urbanizzazione, case basse, viali alberati, giardini attrezzati invece, si sa come vanno a finire le belle promesse, urbanizzazione selvaggia, palazzi a più piani, traffico e poco verde. Ecco, io sono nata in uno di quei palazzoni dall'aspetto anonimo,con i sottoportici e i negozi, il supermercato, l'ufficio postale, la banca e le automobili a parcheggio. Non vi dirò il nome del quartiere ma, poco tempo fa, i quotidiani locali lo hanno paragonato al Bronx.
Non era sicuramente l'ambiente naturale per la mia famiglia ma, agli inizi si sono dovuti accontentare. Certamente quel quartiere non lo considero assolutamente mio, anzi, ho i brividi alla schiena pensare chi li sono nata entrandoci senza troppa voglia di farlo, nel senso che non potevo assolutamente impedirmelo, non ero io a decidere.
La mia famiglia non è certamente una famiglia qualsiasi ha chiamiamolo un certo “curriculum” che si è fatta nel tempo e attraverso un comportamento al di sopra delle righe che l'ha sempre mantenuta un gradino sopra agli altri.
Oh non fraintendetemi non voglio mica dire che gli altri non hanno anche loro il “curriculum” ma dico solo che è sicuramente più basso di quello della mia famiglia.
La mamma ha lavorato ma al momento della mia nascita ha fatto una scelta che gli è stata permessa e che altre tantissime persone hanno potuto fare,ora non più, quella di andare in pensione, baby pensione, non certamente per i soldi, quelli per nostra fortuna non sono una necessità ma, per seguire la sua piccola che sarei io, quella che sta scrivendo.
A proposito sto scrivendo per interposta persona, io non sarei in grado di buttare giù due righe, troppa fatica, troppo dover pensare.
O le cose mi vengono oppure che se ne vadano, non mi interessano.
Papà invece lavora ancora. Una bella professione che lo riempie di soddisfazioni professionali ed economiche.
Si lamenta, a ragione, delle troppe tasse che paga ma questo è il pesante fardello che abbiamo noi famiglie con il “Curriculum” con la C maiuscola.
Sono sempre stata e sempre lo sarò filo-famiglia, la mia, ho acquisito comportamenti e metodi che ho poi usato nel mondo della scuola e della mia vita. Non cerco di voler apparire come la signorina nessuno ma, come la figlia della famiglia.
A scuola, con gli amici il mio filo conduttore era ed è “Io sono Io”.
Ho scelto percorsi che avessero un senso per la mia famiglia, sono sicuramente antipatica e prepotente, devo aver preso da papà, ma non c'è ragione che mi spinga a cambiare.
Io, come lo vuole la mia famiglia, voglio il risultato.
Io, come lo vuole la mia famiglia, devo dimostrare che sono un gradino sopra agli altri.
Ho pochi amici ma non me ne preoccupo. Ho un ragazzo, lo scelto più di una categoria importante, non potevo permettermi che mi rovinasse il pedigree.
Ho deciso di seguire una strada e di arrivare alla fine arrivandoci. Continuo ancora un'altra strada e anche qui arriverò alla fine. Certo con i tempi da rispettare, non si arriva con comodo ma con tenacia.
Quel quartiere che mi ha dato i natali non fa più parte della mia vita. Si certo è una fitta nel cuore, un piccolo gradino in discesa del mio curriculum, ma sono roccia e pietra dura e fino a quando non arriverò a quello che voglio ottenere non ce ne per nessuno.
Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale.

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