Voi volete essere l'unica eccezione?

Da sempre scrivo sulla disastrosa situazione dei servizi sociali rivolta ai diversamente abili acquisiti, cercando sempre invano di responsabilizzare i professionisti del settore e non solo.
La triste realtà è che siamo nella “mxxxa” e il problema è che quando si deve fare un report su qualcosa che si è non solo vissuto ma anche subito, si rischia gioco forza di essere pacchiani, stucchevoli, autoreferenziali e poco lucidi e obiettivi.
Se conoscete il libro “Cuore” di Edmondo De Amicis, una sorta di “Appennini alle Ande” o “Il piccolo scrivano fiorentino”.
Tutti i familiari che entrano nel mondo della disabilità a causa di un “qualcosa” che ha cambiato il modo di vivere e la stessa persona di un proprio caro vivono l'esperienza molto preoccupati, a volte in maniera disperata, in altri casi semplicemente abbattuta o scoraggiata, ma tutti cercano la risposta alla seguente domanda : “Quale sarà il futuro nostro e del nostro caro?” “E quando noi non ci saremo più?” “Lui ce la farà?”
Sono al corrente di avere un caratteraccio. Nel mondo del sociale, e non solo, non stimo praticamente nessuno. Nella soluzione del caso ne stimo ancora meno.
Perchè mi sono ficcato in questa situazione, pagandone le conseguenze sulla pelle di Federico?
Ve lo spiego subito.
Ci si ficca in questa situazione così spiacevole, quando scoperchi il vaso di Pandora e fai vedere a certi signori che dietro il palco della “sapienza”, stanno in realtà brancolando nel buio.
Essendo personaggi che amano avere la propria “agenda” e operare nel buio, quando fai luce li metti in difficoltà.
Quindi o ti vendi al sistema, fai il politico, il falso amico di questo o quell'altro per averne favori in cambio del silenzio, o ti crei nemici.
Io ho deciso di dire quello che penso per difendere e tutelare i diritti di mio figlio e quindi di avere nemici e devo ammettere che sono molto bravo, perchè gli ho tutti contro.
Il punto è che a dirla tutta i professionisti non rappresentano il vero problema. Lo sono invece chi li ha formati, al di là della “scuola di provenienza”, che in realtà puntano a creare dei burocrati, o per dirlo più chiaramente, dottori amministrativi.
Purtroppo nel mondo della disabilità, a parti casi eccezionali, è pieno di questata gente.
Mi dirai: “Perchè fanno così”
Perchè spesso per mangiare non hanno scampo.
A proposito di ciò, ho dunque immaginato una tavola rotonda che, tavola rotonda non è, ma per darvi l'esempio un cerchio, dove ognuno è seduto in una sedia a copia di quegli incontri, che si vedono spesso nei film, tra pazienti e psicanalista dove ci si scambia le proprie esperienze e le proprie emozioni.
Un cerchio con il diversamente abile acquisito al centro e tutti intorno i professionisti del settore.
Volevo un consiglio da voi, anzi un progetto sulla mia persona, che saprete sicuramente darmi”
Sono diventato disabile per il motivo che voi conoscete molto bene ma, prima non lo ero. I miei famigliari, come voi dite bene, non sono e non possono sostituirsi a voi, quindi visto che vi ho qui tutti riuniti vorrei, attraverso delle domande che vi farò, che mi consigliaste una strategia di come riprendermi la vita precedentemente perduta. O almeno come iniziarne una nuova visto che non sono più la persona di prima.”
Un leggere brusio percorre il cerchio. Qualcuno vorrebbe andarsene, altri sorridono sarcasticamente, ma nessuno ha il permesso di uscire. Le porte sono chiuse a chiave e controllate a vista.
C'è un leggero fremito nell'aria, e da una delle sedie si alza una voce che dice:
La prima cosa che...”
Silenzio”
risponde il diversamente abile “
Le domande le faccio io!”
si guardano uno con l'altro e le domande incominciano da qui.
All'inizio non c'ero, c'erano i miei famigliari. Anzi c'ero ma, era come non ci fossi. Loro,poverini, a sentir sputare le vostre sentenze...non passerà la notte...non credo che possa...mettetevi il cuore in pace...è certo non camminerà più, non parlerà più...non vi capirà certamente... Ditemi che risposta avete in merito a ciò?”
Silenzio e tanti punti interrogativi!!!.
Quale ragione mandarlo in un centro riabilitativo...tempo sprecato...meglio lasciarlo tranquillo e farlo accogliere da un centro di lunga degenza ce ne sono tanti e ben attrezzati...tornatevene a casa tranquilli certamente ci sarà qualcuno che penserà al vostro caro... Ditemi che risposta avete in merito a ciò?”
Silenzio e tanti punti interrogativi!!!
Io, quando sono tornato a casa, c'ero e non c'ero. Riporto del vissuto dei miei famigliari. Arrivati a casa troverete tutto pronto...Ci saranno persone competenti che vi indicheranno la strada...affidatevi alla loro esperienza...buio assoluto...sentivo spesso siamo soli...non sappiamo cosa fare...rivolgetevi alle cooperative a pagamento vi daranno una mano...Ditemi che risposta avete in merito a ciò?”
Silenzio e tanti punti interrogativi!!!
Cominciavo ad esserci appena e...risposte del tipo prima o poi ve la faremo pagare...rallentamenti burocratici per iniziare specifiche riabilitazioni...noi non crediamo ai miracoli...ultima possibilità poi...Ditemi che risposta avete in merito a ciò?
Silenzio e tanti punti interrogativi!!!
C'ero ed ho dovuto andare anch'io...mio papà dal giudice tutelare a difendersi perchè impediva le vostre iniziative di riabilitazione...peccato che non ci fossero...e ancora il comportamento della famiglia non è congruo alle nostre iniziative...Ditemi che risposta avete in merito a ciò?
Silenzio e tanti punti interrogativi!!!
Cosa sarebbe se in quel letto d'ospedale, in quel centro di riabilitazione, in quella casa disperata, davanti al giudice tutelare, in quei momenti di lunga attesa ci fosse stato uno di voi?
Trovare qualcosa ecco qual'è il problema. Non quel qualcosa che parcheggi il diversamente abile, ma lo aiuti a riappropriarsi di una nuova vita.
Rimango allibito da voi signori che lavorate come professionisti e vi stupite davanti a queste richieste e che trovandosi davanti ad un ostacolo di questo tipo non sapete rispondere efficacemente.
Se volete veramente diventare voi tutti dei veri professionisti pensate assolutamente di sviluppare una metodologia di lavoro completamente diversa dagli stereotipi attualmente in uso.
Mi sembra strano che non riusciate a svilupparla. Questo è un tipo di metodologia naturale che è dentro di me e non vedo come non possa essere dentro di voi.
Nel mio lavoro e nella mia vita ho incontrato tante persone assolutamente goffe, impacciate, timide, arroganti, insicure, insopportabili, permalose, ecc...ma santo Dio tante hanno avuto successo in moltissime aree della loro vita, voi volete essere l'unica ECCEZIONE?

Commenti

  1. Carla mamma di Federico19:47

    Parole scomode, parole presuntuose, parole amare, parole forti. No purtroppo sono solo parole vere. Parole che escono dal cuore piene di rabbia ma che racchiudono tanto amore e impotenza per chi non può dare voce perchè voce non ne ha.

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