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Un figlio speciale

Ciao,
chi ti scrive è tuo papà, avrei voluto comprare la prima pagina dei maggiori quotidiani italiani e far pubblicare questa lettera ma, come tu ben sai, non mi è stato possibile per ovvie ragioni economiche, e allora, e te ne chiedo scusa, mi limiterò a scriverti.
Sono passati cinque mesi da quando sei entrato in comunità e ricordo ancora con emozione quando mi hai chiesto: “ritorno a casa il venerdì sera vero papà” “potrò ancora stare con i miei amici, anche se non li vedo”
Sei diventato ormai un uomo da quando avevi 22 anni e la vita ti ha riservato un duro cammino. Nonostante ciò so che le mie parole ti possono rassicurare e ti ho risposto: “non preoccuparti, tutto e a posto, e comunque anche se le cose dovessero cambiare ci saremo sempre mamma ed io ad aiutarti”.
Così quel giorno di aprile mamma ed io ti abbiamo accompagnato in comunità ma, almeno io, non ero e non sono per niente convinto.
E' strano come sei riuscito a far sembrare quell'arrivo come una normalità. Ma guardando i tuoi occhi “spenti” io che sono tuo padre ho notato, un leggero turbamento.
Ti sei avvicinato a me senza che la mamma ci vedesse e ma hai chiesto: “Ma come sono i ragazzi della comunità” “Quanti anni anno, sono grassi, sono magri, alti o bassi, ci vedono”
Io ti ho risposto ma la tua fortuna, nella disgrazia, è che non ci vedi. Sono sicuro che, nel caso contrario, saresti uscito e non avresti più fatto ritorno in comunità.
Volevo distrarti ma tu continuavi a domandare.
Poi alla fine ti abbiamo salutato mentre tu ti allontanavi con le operatrici.
A venerdi” da lontano ho sentito.
Tu sei un figlio speciale e, questo lo devi sapere, lo sei solo per mamma ed io. Si purtroppo in questa società ci si ricorda di te solo nelle settimane dell'ipocrisia (natale, giornata mondiale delle persone diversamente abili, il giorno del compleanno, ecc) mai quotidianamente quando il dolore ti consuma l'anima, la famiglia è la prima che ti lascia solo.
E malgrado tutto, oggi, voglio chiederti ancora una volta scusa. Non tutto è al suo posto, come ti aspetteresti tu. Fin quando tua mamma ed io avremo vita lotteremo con tutte le nostre forze per tutelare i tuoi diritti e le tue speranze.
Contro medici, direttori di distretto, direttori area disabilità adulta, assistenti sociali, tutti avranno pane per i loro denti.
In un paese che aderisce alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti per le persone con disabilità non ci si può scordare di te.
Il tuo papà

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