30 settembre 2014

Consigli pratici

Qualche consiglio pratico sull’umorismo: se pensi di stare esagerando, vuol già dire che non hai fatto abbastanza e se ridono tutti, vuol dire che hai fatto fiasco.
Buona notte...
Christopher Hitchens

Rory Gallagher

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Grande Guerra in Veneto



Penso, la vita è fatta d'aria, un soffio e via

Pensò ai venti della vita, perché ci sono venti che accompagnano la vita: lo zefiro soave, il vento caldo della gioventù che poi il maestrale si incarica di rinfrescare, certi libecci, lo scirocco che accascia, il vento gelido di tramontana. Aria, pensò, la vita è fatta d’aria, un soffio e via.
Antonio Tabucchi

28 settembre 2014

Fbc Unione Venezia: Contro il FerlapiSalò è goleada

Venezia-FeralpiSalò 4-1 Campionato Nazionale Lega Pro Girone A – 6 Giornata -
Dopo la scoppola in riva al lago di Como (0-3) contro il Como il Venezia si è preso la rivincita al Penzo ieri 27 Settembre, battendo per 4-1- il Feralpi Salò. Della partita a Como tralascio qualsiasi commento vista la pessima prestazione della squadra lagunare. Della partita contro il FeralpiSalò riporto le interviste dalla sala stampa dopo la partita.

Mister Dal Canto: "una vittoria importante contro una buonissima squadra. Sono contento perchè abbiamo fatto goal quando abbiamo avuto l'occasione di farlo e questa volta non siamo stati puniti dalle occasioni pericolose che hanno avuto loro. A differenza di altre volte siamo stati bravi e fortunati a mettere subito al sicuro il risultato. La nota più positiva della giornata è che tutti gli attaccanti sono andati a rete: Magnaghi sta facendo benissimo e sono contento che si siano sbloccati anche Raimondi e Bellazzini. Domenica prossima incontriamo il Real Vicenza, altra squadra tosta, e dovremo cercare di trovare quella continuità che ci è mancata fino ad ora anche se non sarà facile perchè questo campionato è particolare e i risultati dimostrano che non esistono partite più facili di altre."
Mister Scienza: "Oggi è andata malissimo, siamo andati subito sotto dopo 3 minuti per colpa di una punizione che ci ha beffato. Abbiamo reagito, cercato di creare gioco ma abbiamo subito un bruttissimo goal evidenziato dalla bravura dell'Unione Venezia che oggi ha dimostrato di essere una squadra forte con giocatori importanti in attacco. Abbiamo sbagliato più passaggi di quanto normalmente facciamo, probabilmente avrei dovuto preparare la partita in maniera diversa perchè ho messo i miei giocatori nella condizione di subire troppo il gioco dell'avversario. Mi dispiace soprattutto per i ragazzi che hanno lavorato bene ma dalle sconfitte si impara e si cresce, d'altra parte questo campionato sta dimostrando di essere difficilissimo, nulla è scontato."
Gennaro Esposito: "Abbiamo disputato un primo tempo perfetto, siamo stati cinici, abbimo avuto 3 occasioni e abbiamo fatto 3 goal. Siamo stati bravi nel raddoppio e nella gestione della partita, nel secondo tempo lo siamo stati un pò meno ma stiamo migliorando, questa è la strada giusta. Mancava un risultato importante in casa, volevamo questa vittoria e siamo scesi in campo con l'atteggiamento giusto."
Simone Slaes: "Ci tenevamo tanto a fare bene oggi. Abbiamo disputato un ottimo primo tempo, nel secondo forse potevamo fare d più e meglio ma credo che tutto sommato la partita sia stata gestita bene. Trovare subito il goal oggi ci ha aiutato e ha reso tutto più semplice."
Tommaso Bellazzini: "Trovare il goal all'inizio ci ha dato tranquillità, abbiamo trovato i nostri schemi, le giocate, i riferimenti, ha fatto la differenza. Il secondo e il terzo sono stati due grandi goal nati da due belle azioni, i meccanismi iniziano ad oliarsi, l'intesa migliora, il lavoro che facciamo in settimana finalmente oggi è stato premiato."
Simone Magnaghi: "Abbiamo giocato un primo tempo strepitoso, una bellissima partita che riscatta la sconfitta di Como nella quale voglio sottolineare che siamo stati condizionati dagli episodi perchè la prestazione in sè non è stata negativa. Questa squadra ha grandi qualità ed ha tutti i requisiti per disputare un campionato di alta classifica."
Andrea Raimondi: "Era da un anno e mezzo che non facevo goal e ora spero di farne molti altri. Sono molto ambizioso, ho fiducia in questo gruppo che mi è piaciuto fin da subito, più si va avanti più capiremo dove possiamo arrivare, la cosa certa è che dobbiamo tutti dare il massimo per raggiungere il massimo risultato."

Venezia-FeralpiSalò 4-1
Arbitro: Di Martino di Teramo
Marcatori: 3^pt. Magnaghi (UV), 28^pt. Magnaghi (UV), 34^ Raimondi (UV), 51^st. Abbruscato (FS), 82^st Bellazzini (UV) su calcio di rigore

Kenny Chesney & Tim McGraw


27 settembre 2014

Monte Grappa - Pasubio - Ortigara


Palla o regazzino?

Quando ero piccolo e annavo a giocà a’ pallone con ragazzi che non conoscevo e stavano a fa le squadre se finiva sempre con “palla o regazzino?” poi dopo 2 minuti di gioco ed un paio di tunnel tutti: “Refamo le squadre, refamo le squadre il regazzino è troppo forte!”
Francesco Totti

Mary Chapin Carpenter

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tre parole

Quando pronuncio la parola Futuro
la prima sillaba va già nel passato.
Quando pronuncio la parola Silenzio,
lo distruggo.
Quando pronuncio la parola Niente,
creo qualcosa che non entra in alcun nulla.
Wislawa Szymborska

26 settembre 2014

Un figlio speciale

Ciao,
chi ti scrive è tuo papà, avrei voluto comprare la prima pagina dei maggiori quotidiani italiani e far pubblicare questa lettera ma, come tu ben sai, non mi è stato possibile per ovvie ragioni economiche, e allora, e te ne chiedo scusa, mi limiterò a scriverti.
Sono passati cinque mesi da quando sei entrato in comunità e ricordo ancora con emozione quando mi hai chiesto: “ritorno a casa il venerdì sera vero papà” “potrò ancora stare con i miei amici, anche se non li vedo”
Sei diventato ormai un uomo da quando avevi 22 anni e la vita ti ha riservato un duro cammino. Nonostante ciò so che le mie parole ti possono rassicurare e ti ho risposto: “non preoccuparti, tutto e a posto, e comunque anche se le cose dovessero cambiare ci saremo sempre mamma ed io ad aiutarti”.
Così quel giorno di aprile mamma ed io ti abbiamo accompagnato in comunità ma, almeno io, non ero e non sono per niente convinto.
E' strano come sei riuscito a far sembrare quell'arrivo come una normalità. Ma guardando i tuoi occhi “spenti” io che sono tuo padre ho notato, un leggero turbamento.
Ti sei avvicinato a me senza che la mamma ci vedesse e ma hai chiesto: “Ma come sono i ragazzi della comunità” “Quanti anni anno, sono grassi, sono magri, alti o bassi, ci vedono”
Io ti ho risposto ma la tua fortuna, nella disgrazia, è che non ci vedi. Sono sicuro che, nel caso contrario, saresti uscito e non avresti più fatto ritorno in comunità.
Volevo distrarti ma tu continuavi a domandare.
Poi alla fine ti abbiamo salutato mentre tu ti allontanavi con le operatrici.
A venerdi” da lontano ho sentito.
Tu sei un figlio speciale e, questo lo devi sapere, lo sei solo per mamma ed io. Si purtroppo in questa società ci si ricorda di te solo nelle settimane dell'ipocrisia (natale, giornata mondiale delle persone diversamente abili, il giorno del compleanno, ecc) mai quotidianamente quando il dolore ti consuma l'anima, la famiglia è la prima che ti lascia solo.
E malgrado tutto, oggi, voglio chiederti ancora una volta scusa. Non tutto è al suo posto, come ti aspetteresti tu. Fin quando tua mamma ed io avremo vita lotteremo con tutte le nostre forze per tutelare i tuoi diritti e le tue speranze.
Contro medici, direttori di distretto, direttori area disabilità adulta, assistenti sociali, tutti avranno pane per i loro denti.
In un paese che aderisce alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti per le persone con disabilità non ci si può scordare di te.
Il tuo papà

Asiago nella grande guerra


Imparare dai maestri

Bisogna innanzitutto guardare ai maestri, altrimenti non impari nemmeno ad essere mediocre.
Quincy Jones

Slah & Myles Kennedy


25 settembre 2014

23 settembre 2014

Per grazia ricevuta

L'assenza è molto più sentita della presenza. Eppure io sentivo più la loro presenza.
Ritengo che la presenza è come costruire insieme qualcosa, mattone dopo mattone, sasso dopo sasso, impercettibili piccoli gesti quotidiani che a lungo termine diventano evidenti, ma mai mentre li vivi.
Niente di tutto ciò se non l'ingombrante fardello dei loro gesti.
Come far crollare quel muro che con tanta fatica avevi cercato di costruire.
E quel senso di inerzia senza risposta e senza spiegazioni.
Solo quel crollo improvviso, un problema di sedie occupate ma vuote, di spazi vuoti che non potevano riempire.
Abbiamo imparato che il contrario dell'amore non è l'odio, ma è l'assenza.
Assenza di amore, così come il buio è l'assenza di luce.
Ma alla fine che grazia, il miglior dono che potevano farmi è la loro assenza.     

L'isola dei morti


Sigur Ros


L'albero

Dedicatevi a chi vi fa ridere, pensare, crescere.
L’albero non ospita i nidi di tutti gli uccelli, ma solo quelli compatibili con la propria indole, con l’armonia, l’intrico e la resistenza dei suoi rami.
Umberto Longoni

21 settembre 2014

Il fronte dolomitico nella Grande Guerra


Molto spesso il vestito rivela l'uomo

Non fare giungere alla lingua i pensieri che hai in testa, e bada di non mettere in atto quelli più squilibrati. Sii familiare con gli altri ma senza cadere nella volgarità. Gli amici di provata fiducia tienili attaccati alla tua anima con vincoli d’acciaio, ma non sciuparti la mano a furia di stringerla a ogni compagno implume che incontri. Evita le liti, ma se ti capita di esservi coinvolto, fa’ in modo che sia il tuo avversario a preoccuparsi di te. Offri il tuo orecchio a tutti, ma a pochi la tua voce. Ascolta il parere degli altri ma il tuo non esprimerlo con troppa facilità. Indossa abiti che abbiano un prezzo adeguato alla tua borsa, ma non stravaganti; abiti ricchi ma di sobria eleganza. Perché molto spesso il vestito rivela l’uomo. [...] Non prestare soldi e non fare debiti, perché ciò che si dà in prestito spesso si perde assieme all’amico e i debiti fanno smarrire il senso della parsimonia. E soprattutto sii sincero con te stesso, e, come la notte segue il giorno, ne seguirà che non potrai essere falso con nessuno.
William Shakespeare

Alan Jackson


Essere qui mi riempe di gioia il cuore

A me piace vedere le persone riunite, forse è sciocco, ma che dire, mi piace vedere la gente che si corre incontro, mi piacciono i baci e i pianti, amo l'impazienza, le storie che la bocca non riesce a raccontare abbastanza in fretta, le orecchie che non sono abbastanza grandi, gli occhi che non abbracciano tutto il cambiamento, mi piacciono gli abbracci, la ricomposizione, la fine della mancanza di qualcuno, mi siedo in disparte con un caffè e scrivo nel diario, controllo gli orari dei voli anche se ormai li conosco a memoria, osservo e scrivo, cerco di non ricordare la vita che non volevo perdere ma che ho perduto e devo ricordare, essere qui mi riempie di gioia il cuore anche se la gioia non è mia.
Jonathan Safran Foer

20 settembre 2014

Centodicianove giorni

Cento anni fa erano passati 119 giorni dall'inizio della prima guerra mondiale in Italia

Articolo 18 e le vostre storie di licenziamenti

In questi giorni si discute molto di articolo 18, cioè se sia giusto o no cambiare ancora la legge che prevede la possibilità del reintegro in azienda del lavoratore allontanato senza giusta causa (solo nelle – poche – aziende che hanno più di 15 dipendenti). 
Come sempre c’è un gran dibattito ideologico, ma si parla poco delle persone che stanno dietro le statistiche. Per questo vorrei chiedervi di raccontare, qui sul blog e via mail, le vostre storie di licenziamenti. E, se poi vi siete rivolti a un giudice, l’iter processuale che è seguito. 
Ecco alcune domande a cui mi piacerebbe che voi lettori rispondeste. 
  • Che lavoro facevi?
  • Con che mansione?
  • Qual era lo stipendio medio?
  • L’azienda aveva più o meno di 15 dipendenti?
  • Quando ti è stato comunicato il licenziamento?
  • Con quale modalità (convocazione dal capo, una lettera, una mail ecc.)?
  • Come hai reagito?
  • Hai chiesto spiegazioni?
  • Che cosa hai fatto dopo? Ti sei rivolto a un avvocato?
  • Com’è andato il processo?
  • Chi ha vinto?
  • Che lavoro fai ora, se lavori?
  • Con quale retribuzione?
Potete commentare qui sotto o scrivermi a renato.brinis@gmail.com
Ho sostituito la email di Stefano Feltri con la mia. Se volete rispondere all'autore dell'articolo la sua email è s.feltri@ilfattoquotidiano.it
Vi ringrazio per la collaborazione
Fonte: Il Fatto Quotidiano – Stefano Feltri – 20 settembre 2014

Stratovarius


Rompere il silenzio

Sembra che il silenzio soffra, quando qualcuno lo rompe.
Jonathan Franzen

19 settembre 2014

Hai qualcosa da dire

Oggi, come ogni venerdi pomeriggio, sono andato a prendere mio figlio presso la comunità dove è ospite per riportarlo a casa durante il weekend.
Ridendo e scherzando, ad un certo punto durante il viaggio di ritorno a casa, gli ho chiesto: “Fede sono passati più di sei anni da qual giorno dell'incidente. Hai qualcosa da dire. Hai qualche sassolino da toglierti dalla scarpa. C' è qualcosa che più di ogni altra cosa vorresti dire”
Al momento non mi ha risposto poi, sulle note di Eh già di Vasco Rossi, mi ha detto: “Questo voglio dire papà. Questo devono sapere papà. Questo è quello che ho dentro al mio cuore papà. Questo è quello che non si vorrebbero mai sentir dire, beh lo sai anche tu...assemo perder”.
Questo è il dunque...

Eh già, sembrava la fine del mondo
ma sono ancora qua.
Col cuore che batte più forte
la vita che va e non va
con l'aria, col sole
con la rabbia nel cuore,
con l'odio, l'amore
in quattro parole
io sono ancora qua
eh già, eh già
con quello che non si prende
con quello che non si da
poi l'anima che si arrende
alla malinconia
poi piango, poi rido
poi non mi decido
cosa succederà?
La notte “adda passa'”
io sono ancora qua
eh già, eh già
Grazie a Vasco

Sentieri della Grande Guerra

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Skid Row


Autoreferenzialità

Quell’espressione un po’ idiota su cui per anni si è imperniata ogni campagna di promozione della lettura – “il piacere di leggere” – non ha fatto che evidenziare l’autoreferenzialità del mondo editoriale. I veri piaceri non hanno bisogno di pubblicità.
Paolo di Paolo

18 settembre 2014

17 settembre 2014

Pezzi di carta

Duemilacentonovanta giorni sono sei anni. A dirlo così sembrano tanti ma, in verità, non mi sono neanche accorto che sono passati. Nel giardino è cresciuta rigogliosa la palma, l'ulivo ha rinforzato il suo tronco che sembra dura pietra, il nostro amato cane ci ha lasciato esalando l'ultimo respiro sull'erba verde del giardino.
Il buon amico vicino ha riempito la valigia una sera di primavera ed è “ritornato” si ma al camposanto.
La siepe cresce ancora e continua il suo ciclo, gli anni hanno imbiancato ancora di più i capelli e tu hai fatto tanta strada da quel giorno in cui ti è toccato ripartire da bambino .
E sole e pioggia e neve e tempesta ti hanno accompagnato fin qui.
Hai fatto tanta strada per arrivare fin qui, ad ogni sosta c'era sempre qualcuno che aspettava con te.
Adesso forse ti puoi riposare un bagno caldo e qualcosa di fresco da bere e da mangiare.
Puoi aprire la valigia custodita per te, e piano piano ti faccio toccare e potrai sentire le persone più belle che c'erano per te.
Se anche non vedi ne cerchi qualcuna di più, ma, non ti affannare, dentro la valigia non le troverai.
Duemilacentonovanta pezzetti di carta troverai.
Buttali al vento e scacciali via, falli volare e tornare mai più.
Non meritano niente son pezzi di carta che senso non han.
Grazie a Luciano Ligabue (Il peso della valigia) in corsivo blu

Rammstein


L'inganno degli uomini

"Ciò che si chiama successo è una cosa orrida per la sua falsa somiglianza con il merito, e inganna gli uomini. Per la folla, la riuscita ha quasi lo stesso aspetto della supremazia.
Il "successo", questo sosia del talento, inganna anche la storia."
Victor Hugo

15 settembre 2014

Melanzane al funghetto

Le melanzane al funghetto sono un contorno classico e gustoso per accompagnare le pietanze.
Prepararle è semplice, o con la melanzana lunga o tonda, friggerle e saltarle in padella insieme ai pomodori ramati.
Comunque deciderete di prepararle sono un piatto saporito e profumato che potrete gustare anche da sole accompagnate da fragranti crostoni di pane.

Ingredienti per 4 persone:
Melanzane 500 gr
Pomodori ramati 550 gr
Aglio 1 spicchio
Basilico 6 foglie
sale q.b.
Olio di oliva exravergine q.b

Si inizia lavado le melanzane, quindi eliminiamo con un coltello l'estremità e la parte finale, per poi tagliarle a fette di circa 1 cm nel senso della lunghezza. Le dividiamo poi in striscie e ne ricaviamo dei dadini di 1,5 cm di lato.
Laviamo accuratamente i pomodori, togliamo il picciolo e con un coltellino scaviamo per eleiminare la parte verde.
Quindi riduciamo i pomodori in fette piuttosto spesse e poi a dadini
Su di una padella capiente, versiamo dell'abbondante olio e quando sarà ben caldo, aggiungiamo le melanzane: friggiamo per circa 10 minuti, girandole perchè si dorino uniformemente. Con una schiumarola, trasferiamo le melanzane fritte su un vassoio rivestito con carta assorbente per farle scolare.
Nella stessa padella , facciamo dorare uno spicchio d'aglio e appena sarà rosolato lo togliamo e aggiungiamo i pomodori a cubetti.
Spezzettiamo con le mani le foglioline di basilico e le aggiungiamo ai pomodori.
Aggiungiamo anche le melanzane e facciamo insaporire il tutto per circa 10 minuti a fuoco dolce.
Spegniamo il fuoco e gustiamo le nostre melanzane al funghetto tiepide o fredde, come contorno o per insaporire la posta.
Se volete potete aggiungere un po' di peperoncino frasco in cottura.
Buon appetito.

Testimonianze

Dedicato a chi si incensa di grande professionalità, ai direttori area disabilità adulta, ai direttori di distretto, alle assistenti sociali, ai medici di famiglia:

De Castro Barbara
Mi domando se sia chiedere troppo ridare un pò di dignità, si parla di riabilitazione, supporto...finchè si è ricoverati...e dopo...cosa c'è dopo...nulla si è lasciati soli in balia di se stessi e della famiglia...che rabbia!!!
Ette Pianta
o abito a Milano. pensate sia diverso? per 1 anno ho usato le cliniche asl, ma venivo trattto al pari di un vecchio con l'artrosi!!!
Ette Pianta
ragazzi viviamo il un paese di merda io ora ho 34 anni, ho sentito gli assistenza sociale!! ma è cambiato qualcosa?? nulla, non ci sono strutture che mi possono riabilitare, non ci sono lavori di inserimento!!!! siamo abbandonati a noi stessi
Augusta Cipriani
Ciao a tutti. Eccomi qui, ancora una volta a chiedere un consiglio per mio fratello Massimo. Come avevo scritto tempo fa da quasi 8 anni in seguito a un grave incidente con trauma cranico, è disabile, da 4 anni sta in una casa alloggio e di giorno frequenta un centro diurno. Poca o niente riabilitazione, l'unica piccola gratificazione era il momento del pranzo anche se tutto si riduceva a un piatto di pappa, visto che in seguito alla somministrazione di sedativi è rallentato nella deglutizione, anche se prima di andare al centro a casa mangiava di tutto e non si è mai soffocato. Ora è in ospedale per una broncopolmonite , dicono da ab ingest, e si parla di tornare alla Peg. Ha solo 50 anni e io non riesco ad accettare una soluzione come questa, ma io non ho nessuno potere decisionale, sono solo sua sorella e il suo protutore, ma è tutto in mano alla moglie che è anche tutore e lei naturalmente non si opporrà, chiedo se qualcuno di voi che sta vivendo la stessa soluzione ha trovato qualche specialista che ha proposto altre soluzioni. Per oggi vi lascio aspetto qualsiasi consiglio ma mi chiedo non c'è nessuno che si batte per la dignità e il rispetto del disabile, lottare x mantenere e rinforzare le capacità residue ????
Anna Maria Cortese
i parla sempre di cercare di mantenere le capacita' residue nei soggetti post- trauma cranico. Ma sono soltanto belle parole. Sono tutrice di mio fratello dal 2001, anche lui trauma cranico per incidente stradale. Peg da subito...Il Centro che dovrebbe seguirlo nel percorso riabilitativo accusa carenze di posti per la riabilitazione, per mantenere, appunto, le capacita' residue. Lui ha 46 anni, e lotto tutti i giorni per garantirgli i suoi diritti. Dunque, capisco il tuo dispiacere perche' è uguale al mio. Mi dispiace doverlo ammettere: ma spesso i familiari si ritrovano da soli ad affrontare difficolta' giornaliere per mantenere una qualita' di vita dignitosa nei casi come i nostri. Considera che mio fratello vive con me in casa da 11 anni. Non ho mai voluto che andasse in strutture per viverci lì, poichè ritengo che debba avere soprattutto la vicinanza dei familiari: è la prima loro benefica medicina per migliorare a livello cognitivo. Auguri per tuo fratello.
Valeria Ravella
E triste vedere che in 17 anni non è cambiato molto.. pensavo ci fosse più supporto, più informazione. nel mio caso il TCE è relativo a mia madre, 1992 per incidente stradale (aveva 45 anni).
Vorrei scrivere qualcosa di confortante ma non ci riesco proprio: l'unica cosa che posso dire è che si va avanti, ma in molti casi la persona che ritroviamo "dopo" non è la stessa di prima, e soprattutto i tempi di recupero sono veramente biblici; non se ne parla abbastanza, la verità è che adesso non va di parlarne neanche a me perché tirare fuori il problema fa male, perché la vita va avanti, perché ignorarlo ti da l'illusione che questa tua vita sia normale, come quella degli altri, mentre non lo è e non potrà più esserlo; scusate, più che un supporto questo mio è stato uno sfogo..
Antonio Cavallo
Buongiorno a tutti del sito!Vi vorrei raccontare la storia di Lorenzo, il mio bellissimo bambino affetto da una sindrome genetica rara: la sindrome di sotos, che gli dà crescita eccessiva, ritardi psico-motori ,cognitivi e del linguaggio... Nell’anno scolastico 2008/2009 aveva appena cominciato a frequentare il II anno di scuola materna, e con la presenza dell’insegnante di sostegno l’inserimento era avvenuto velocemente e con ottimi risultati, quando il 23 ottobre 2008, in seguito ad una rovinosa caduta fatta a scuola, ha subito un trauma cranico, con frattura ed emorragia cerebrale che lo hanno portato al coma, ad un arresto cardiaco, con conseguente anossia, a causa del ritardo nei soccorsi e alla negligenza della maestra che lo ha addirittura fatto addormentare...Ricoverato presso la Rianimazione dell’Ospedale “SS.
Annunziata” di Taranto è stato sottoposto a vari interventi per rimuovere l’ematoma epidurale … Tac e RMC hanno evidenziato la presenza di zone ischemiche intracerebrali con conseguenti danni neurologici del sistema nervoso centrale.
Dopo un trasferimento alla struttura di Rianimazione pediatrica al “Cardarelli” di Napoli, dove ha eseguito altri esami e un intervento per posizionare la PEG per la nutrizione artificiale tramite un sondino posto in prossimità dello stomaco,è stato ricoverato presso la struttura del “Bambin Gesù“ di Palidoro a Roma, nel reparto di neuro-riabilitazione, da cui è uscito 6 mesi più tardi con la prognosi di “Tetraparesi spastica esito da trauma cranico“.
Ora Lorenzo ha 8 anni e mezzo,la sua crescita eccessiva nei primi anni sembra essersi arrestata, anche se è ancora molto più grande dei suoi coetanei. Pesa 40 Kg. è alto 146 cm., porta scarpe n° 38 e veste la taglia 14-16 anni. Interagisce con il fratellino Fabio che ora ha 10 anni e per cui stravede, mentre è molto geloso ma incuriosito dal fratellino Gabriele di appena 3 anni !!!… Non sapremo mai come sarebbe stato Lorenzo senza quell' incidente ,quanti e quali sarebbero stati i suoi progressi nel tempo, il livello di autonomia che avrebbe raggiunto. Ha dovuto ricominciare tutto da capo,lui che aveva faticato tanto per raggiungere quei risultati … tante cose acquisite sono andate perse, altre per fortuna sono riaffiorate e chissà in futuro se farà ancora dei miglioramenti. Fa tanta chinesiterapia e logopedia, non cammina più, muove ma non riconosce il braccio sx, non controlla il capo e il tronco, ripete pochissimi suoni,ma ha un grande sorriso illuminante e coinvolgente che riempie il cuore di tanto amore e di speranza …
La sua mamma Antonella
Marina Orlando
E' una vergogna che a Milano non ci sia un centro gratuito che possa aiutare psicologicamente le persone che hanno subito un trauma cranico.
Per la verità io non ne conosco neppure uno privato che sia professionalmente all'altezza. Quando ti avvicini ad uno psicologo non capisci veramente che percorso vogliano intraprendere ti dicono soltanto che sarà lungo e quindi costoso.
Ect,ect,ect.
Vorrei tanto che qualcuno dei sopra citati addetti al settore avesse una risposta.
Ma, purtroppo so che non ce l'hanno.
Fonte: Trauma Cranico' arrendersi mai
https://www.facebook.com/groups/49423931943/

Una solitudine unica

Date retta a me, il valore reale e schietto della vostra cultura umanistica dovrebbe essere proprio questo: impedirvi di trascorrere la vostra comoda, agiata, rispettabile vita da adulti come morti, inconsapevoli, schiavi della vostra testa e della vostra naturale modalità predefinita che vi impone una solitudine unica, completa e imperiale giorno dopo giorno.
David Foster Wallace

14 settembre 2014

Persone normali

Gravati da ticket sempre più alti, molti cittadini, e molte famiglie, rinunciano a curarsi oppure – peggio - risparmiano sulla prevenzione. E non stiamo parlando di poveri, ma di persone normali, con un reddito e una casa. Ormai sempre di più le persone approfittano delle offerte di Grupon o di altri siti, dove puoi fare esami di laboratorio o diagnostica scontatissimi. Oppure, dove ci sono, affollano i laboratori di Emergency, che con lungimiranza e intelligenza ha capito che ormai è anche l’Italia ad aver bisogno dei suoi centri. Solo lì viene pienamente riconosciuto il diritto costituzionale che recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.
Fonte: il fatto quotidiano – articolo di Elisabetta Ambrosi – 14/09/2014

Ci sono anch'io, purtroppo, nella platea delle persone che risparmiano sulla prevenzione e rinunciano a curarsi. Sono a partita IVA, guardato di sbieco da tanta gente che non conosce il mio reddito annuo, che tengo aperta la posizione unicamente perchè dopo 38 anni di lavoro dipendente mi hanno dato come unica possibilità questa soluzione oppure fuori dal mercato del lavoro. E' una possibilità, come quella dei contributi volontari, per continuare a versare all'Inps i contributi per andare in pensione??? 
Due anni mi mancavano con la formula del 99 (anni contributivi + anni anagrafici). Ora, ringraziando la Fornero (che ha pianto) me ne mancano sei ma, in sei anni possono succedere tante cose.
Per fortuna mia moglie lavora, per fortuna che negli anni abbiamo messo da parte qualcosa , quel qualcosa che serve trimestralmente per pagare l'Inps.
Ancora sei anni, cinque a partita IVA agevolata, sperando nel cambio di rotta.
Intanto c'è gente che è in pensione avendo lavorato meno della metà dei mie anni contributivi, intanto c'è gente che dopo una sola legislatura và in pensione con un assegno mensile profumatissimo, intanto c'è gente dalle cosidette pensioni d'oro, intanto c'è gente che ritira ingiustamente  la propria baby pensione e se la spende per i propri capricci.
E' certo che ci sono persone che stanno peggio di me ma, questo non mi consola. Usando una frase di Gino Bartali concludo:

E' TUTTO SBAGLIATO, E' TUTTO DA RIFARE!!!” 

Ti ho dato

Hatti dato due orecchie et una lingua, perché tu oda più che tu non parli.
San Bernardino da Siena

Sacrario di Redipuglia


Hawthorne Heights


Fbc Unione Venezia: Buona prestazione dei lagunari a Mantova

Mantova-Venezia 0-1 -Campionato Nazionale Lega Pro Girone A – 4^ Giornata
Basta un tocco preciso di Magnaghi nella parte conclusiva della gara per consentire al Venezia di tornare dalla trasferta di Mantova con tre punti pesantissimi, sia sul piano del morale e sia per quel che concerne la classifica.
La partita ad onor del vero non è stata bella, troppo importante la posta in palio sia per i lagunari sia per i virgiliani.
Il Venezia nel primo tempo impone il proprio gioco, ma non concretizza in quanto la manovra non è precisa. Nella ripresa prima lascia sfogare i locali e poi, merito anche dei cambi effettuati dal tecnico, trova il ritmo giusto e con il suo bomber fa bottino pieno.
Vittoria sofferta, vittoria meritata.
Questo potrebbe essere il giudizio unanime espresso dallo spogliatoio arancioneroverde in merito al verdetto finale di Mantova-Venezia.
La vittoria premia la squadra, ovviamente, in particolare per l'impegno profuso, anche se ad onor del vero un pareggio sarebbe stato un risultato che poteva starci.
La squadra nel primo tempo ha controllato la manovra avversaria e soprattutto ha provato a giungere al gol. Nel secondo tempo gli avversari hanno alzato il ritmo del gioco e i lagunari sono stati perfetti nel saper reggere agli affondi biancorossi, ma soprattutto a colpire al momento opportuno.
Non bisogna dimenticare che di fronte avevamo un Mantova che ha già assimilato la mentalità vincente del suo tecnico. Propone un calcio arioso, non fa tatticismi soprattutto in fase difensiva. Così facendo se da un lato ti offre opportunità di colpire dall'altro non bisogna mai allentare la presa.
L'atteggiamento, visto il risultato finale, è stato giusto. Nel calcio tante volte sono gli episodi che fanno la differenza.
Importante successo, quindi per l'undici arancioneroverde.

Mantova-Venezia 0-1
Arbitro: Sig. Mainardi di Bergamo
Reti: 34'st. Magnaghi (UV)

11 settembre 2014

Blue Oister Cult


Competizione

Quando si è in un museo bisogna competere con Rembrandt, mentre quando si disegna in un vicolo si compete solo con un bidone della spazzatura.
Attribuita a Bankey

Fbc Unione Venezia: Prestazione deludente

Venezia-SudTirol 0-1 Campionato Nazionale LegaPro Girone A – 3^Giornata -

Prima bocciatura per il Venezia che perde l'imbattibilità al Penzo. Il SudTirol ha confermato la buona fama che lo ha preceduto in laguna e, soprattutto, che l'ottimo campionato disputato nella passata stagione non è stato una casualità. Squadra quadrata e ben organizzata, con un gioco efficace e senza fronzoli, gli altoatesini sono stati padroni del match realizzando una rete e colpendo due pali, proponendo gioco e mettendo in difficoltà un Venezia apparso tutt'altra cosa rispetto a quello visto nell'esordio contro il Renate. Difesa balbettante, centrocampo poco costruttivo e senzqa fantasia, attacco poco mobile e non reattivo al punto giusto.
Per gli arancioneroverdi una serata davvero da dimenticare, nella quale di situazioni o indicazioni positive non se ne sono proprio viste.
Al Venezia è mancato il peso in attacco che già si era evidenziato nella gara d'esordio (da salvare il solo Raimondi), ma anche quella componente di carattere che dovrebbe accompagnare il cammino di qualsiasi team. In più ci si è messa anche la difesa a concedere un po' troppo sia in occasione del gol che nelle azioni dei pali e in altre ancora.
La mancanza di attenzione in talune occasioni e l'incapacità di ripartire con carattere e ritmo giusto sono state le pecche maggiori di una squadra che da questa sconfitta esce drasticamente ridimensionata.
Quanto di buono aveva sinora lasciato intendere la formazione lagunare in apertura di stagione già dimenticato alla luce di una prestazione insufficiente.
Insomma una di quelle serate che ti chiedono se vale la pena partire da casa alle 7 di sera per ritornare verso mezzanotte con le pive nel sacco.

Venezia-SudTirol 0-1
Arbitro: Sig. Rapuano di Rimini
Reti: pt. 22^ Lendric (ST)