Conte...no lui no!!! Proprio NO!!!

Descrivere come sarà la Nazionale di un uomo che fino all’altro ieri non pensava di fare il commissario tecnico è un esercizio da equilibristi senza rete. Conte ci penserà concretamente da lunedì dopo aver parlato con la «vecchia guardia» e in particolare con gli juventini al rientro dalla tournée in Australia e in Asia. Un caso su tutti: Pirlo. Conte deve sapere se il regista bianconero è deciso a chiudere con la maglia azzurra o tornerà sui propri passi. Dalla risposta dipende la costruzione del centrocampo e lo spazio da concedere a Verratti, che il ct riteneva immaturo per il salto dal Pescara alla Juve, una delle ragioni che permisero al Paris Saint Germain di inserirsi e chiudere la trattativa. Il ragazzo è cresciuto ed entra nei piani di Conte ma la disponibilità di Pirlo è importante per deciderne i modi di impiego.
Per l’ex tecnico bianconero ci sono alcuni punti fermi. Ad esempio non si illude di ripartire da un gruppo diverso da quello del Mondiale. In un panorama tanto povero da indurre la Puma a investire sull’allenatore come ciambella di salvataggio perché non ci sono giocatori su cui puntare (ci ha provato a dicembre con Balotelli e la scintillante vetrina è diventata presto uno scatolone da scarpe), Conte non può inventarsi molto di originale. Dunque la nuova Nazionale ricorderà la vecchia a centrocampo e anche in difesa dove Ranocchia avrà finalmente un allenatore che lo stima (e potrà sfruttare l’assenza momentanea di Barzagli).
Il modulo? Si dà per scontato che ricalcherà il 3-5-2 juventino dimenticando che Conte ci arrivò per la necessità di far quadrare una formazione con gli uomini che aveva a disposizione ma la sua idea di partenza era il 4-2-4. Potrebbe esserci quindi una soluzione a sorpresa. Magari il 4-3-3 che il tecnico leccese ha nelle corde ma nella Juve ha praticato poco perché gli mancavano gli esterni offensivi. Molto dipende dalla disponibilità di chi può coprirgli quel ruolo. Candreva non sarebbe una novità. Cerci lo convince fino a un certo punto.  
Insigne deve crescere. Semmai Conte stravedeva per El Shaarawy prima che sparisse dagli obiettivi: il recupero fisico e psicologico del milanista gli darebbe un aiuto nel rinnovare in un attacco che non potrà prescindere dal ritorno di Rossi. E Balotelli? SuperMario esce dai canoni di sopportazione (limitatissima) di Conte.
Forse gli darà ancora una «chance» ma, a differenza che con Prandelli, Balotelli non avrà un ruolo privilegiato e sarà accantonato in fretta se non renderà a sufficienza. L’alternativa? Destro o persino Osvaldo con Immobile che sconterebbe la scarsa considerazione che Conte gli ha riservato al momento di decidere se riportarlo in bianconero o lasciarlo andare. Ma così ragionava il tecnico della Juve. Siamo sicuri che in Nazionale Conte non adotterà altri criteri di giudizio?

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