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Quel matrimonio non s'ha da fare

Quel giorno tanto atteso, bramato, agognato, desiderato è finalmente arrivato.
Da un pezzo i preparativi erano stati studiati. In primo piano l'aspetto esteriore, l'apparire.
Gli outlet più alla moda erano stati la meta preferita, ognuno doveva trovare la sua dimensione nell'abito, nelle calzature all'altezza, nei modi, tempi e metodi per elevarsi e dimostrare la propria superiorità.
Il porsi, la camminata, lo stile, il portamento. Tutto doveva essere, quel giorno, perfetto.
L'acconciatura appropriata, il trucco e, soprattutto, le persone di cui circondarsi.
Importanti, quelle giuste per l'occasione, il servizio per il rinfresco inappuntabile, nessuna virgola fuori posto.
Non doveva essere tutto come la massa no, sicuramente non con la massa.
Un giorno emblema del successo, prova di perfezione.
Il tocco chic delle bomboniere, lo spettacolo dell'apparenza.
In societate esse est percepi aut percepite”. In società esistere è essere percepiti o percepìti (George Berkeley).
La vanità nelle umane esperienze. Una malrisposta sensazione di superiorità con “bagatelle" e “scemenze” tra le cause principali “della guerra di tutti contro tutti”.
Un matrimonio con tanto fumo e poco arrosto.   

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Sei un fiume forte, non ti perderai

[…] mi viene solo in mente quella storia dei fiumi, […] e al fatto che si son messi lì a studiarli perché giustamente non gli tornava 'sta storia che un fiume, dovendo arrivare al mare, ci metteva tutto quel tempo, cioè scelga, deliberatamente, di fare un sacco di curve, invece di puntare dritto allo scopo, […] c'è qualcosa di assurdo in tutte quelle curve, e così si sono messi a studiare la faccenda e quello che hanno scoperto alla fine, c'è da non crederci, è che qualsiasi fiume, […], prima di arrivare al mare fa esattamente una strada tre volte più lunga di quella che farebbe se andasse diritto, sbalorditivo, se ci pensi, ci mette tre volte tanto quello che sarebbe necessario, e tutto a furia di curve, appunto, solo con questo stratagemma delle curve, […] è quello che hanno scoperto con scientifica sicurezza a forza di studiare i fiumi, tutti i fiumi, hanno scoperto che non sono matti, è la loro natura di fiumi che li obbliga a quel girovagare continuo, e perfino esatto…

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