Futuro

Un termine con cui indichiamo cose che
abbiamo deciso di non sapere ancora.
Davvero non le sappiamo?
Lo crede
solo una piccola parte della nostra psiche,
chiamata «mente»,
minuziosa, nervosa, morbosetta,
piena di certezze che chissà perché
non vuole abbandonare.
La prima di queste piccole certezze è:
«io so quello che ho imparato».
Ed è infondata.
Infatti quando lasciamo una nostra domanda in sospeso
(fateci caso, provate)
la risposta arriva.
Tutti gli interrogativi che riusciamo a esprimere,
anche i più audaci, anche i più futuri,
sono soltanto esitazioni della mente,
che cerca maestri per paura della sapienza..
«Gli dissero: Rabbì , dove abiti?
E lui dice: Andate un po’ più avanti, e lo vedrete da voi».
(Giovanni 1,38). È un passo che si può
intendere in tanti modi; io preferisco quello
descritto nelle righe qui sopra.

Igor Sibaldi

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