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Il pane quotidiano

In fatto di teoria e di pratica noi facciamo proprio il contrario di ciò che andrebbe fatto.
La natura, grande maestra d’ogni cosa vera e bella e buona, non ha teorie né dogmi, ma fila la grande conocchia della vita universale giorno per giorno, ora per ora, minuto per minuto. Tutto ciò che a noi appare gigantesco, infinito, non è che la somma di mille e mille cose infinitamente piccole.
Noi invece facciamo prima un bel fantoccio (il più grande possibile) di una teoria, di un principio generale e vogliamo che quello sia il modello da applicarsi ad ogni corpo umano. Le nostre teorie generali, per quanto belle, son sempre fatte di cartapesta; mentre i fatti umani son fatti di carne ed ossa, di vene, di sangue e di nervi.
Quanti, che in ogni caffè e in ogni osteria, sbraitano teorie stupende sull’arte di governare i popoli, e poi non sanno dare un voto ragionevole per nominare un consigliere comunale o un deputato!
Quanti sciorinano precetti infallibili sulla felicità umana, e poi non sanno essere felici per un sol giorno della loro vita!
Quanti parlano per ore sull’arte di far le case, di dipingere quadri e di rizzare statue, e non hanno mai saputo, né mai sapranno fare una casa, un quadro e una statua!
Se volete esser felici, occupatevi dunque più del pane quotidiano che del prezzo dei cereali in tutto il mondo, fate meno teorie e un po’ più di pratica. Proponetevi, per esempio, di essere felici quest’oggi senza però guastarvi la felicità del domani, e tanti oggi e tanti domani felici, infilati l’uno dietro l’altro, vi intrecceranno sul capo tutta una corona di giorni, di mesi e di anni felici.
Paolo Mentegazza – L'arte di essere felici-

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