Passa ai contenuti principali

Servizi sociali

E’ molto probabile che in certe aziende sia una prassi consolidata ma,  quando ci sono di mezzo i servizi sociali, non la ritengo congrua. Vi spiego. Per i problemi di mio figlio, disabile acquisito dopo un incedente stradale, ho frequenti comunicazioni via email con il direttore del distretto socio-sanitario del mio paese. Debbo dire che la cosa non sarebbe di sua competenza e dovrei rivolgermi al personale dell’area disabilità adulta ma, con quest’ultimi ho tagliato completamente i ponti. Sono come non esistessero. Comunque torniamo a noi. Recentemente ho trasmesso al direttore il progetto sperimentale individualizzato mirato all’aumento delle autonomie quotidiane e al distacco dal contesto familiare per mio figlio. In contemporanea ho anche allegato il modulo di domanda per l’accesso all’impegnativa di cura domiciliare per persone non autosufficienti – DGR 1338 del 30.07.2013 che avevo ricevuto dall’ufficio area disabilità adulta. Nella stessa missiva avevo evidenziato la cortese richiesta di riscontro, sia per quanto riguarda la ricezione della email, sia per quanto riguarda la sua lettura. RISPOSTA ZERO. E’ molto probabile che il comportamento sia sintomatico di un metodo che personalmente io chiamo “orecchie da mercante”. La stessa cosa è successa quando avevo bisogno di un documento da parte dell’ente dove veniva riportato tutto ciò che lo stesso erogava per mio figlio, da presentare al sig. Giudice Tutelare. Ho dovuto insistere per quasi tre mesi e, alla fine, mi è arrivata una comunicazione dove si evidenziava la fornitura di un certo tipo di materiale ma, si ometteva anche, la comunicazione che il sostegno economico mensile precedentemente approvato nella unità valutativa per il progetto di vita indipendente, non poteva venire erogato per mancanza di fondi da parte della regione di mia appartenenza. Detto ciò si restava in lista d’attesa.
A tutt’oggi non ho ancora ricevuto nessuna risposta ed è molto probabile che non ne riceva proprio. Sarà sicuramente l’ennesimo filone, fino ad ora vissuto, di film da fantascienza alla “Terminator”. Burocrazia medico-sanitaria inefficiente e la morale è che alla fine ci scappa pure il “morto” che non può essere altro che il disabile.
Per quanto illustri la cosa o la scriva le risposte sono sempre le stesse, “parole al vento” le ulss “lavorano così” e che loro non possono farci nulla. Poi, alla fine, pensi di avere conforto dal tuo medico di base e, parlando con lui, ti accorgi che non è al corrente di nulla, che il “collegamento” direzione-base non esiste e la morale…che paghi la famiglia. E intanto continuo a spendere risorse di tempo e di denaro in questa vita da “postino” perché nelle ulss non si comunica tra “uffici”… Forse debbo sperare nei droni ?

Commenti

Post popolari in questo blog

Sei un fiume forte, non ti perderai

[…] mi viene solo in mente quella storia dei fiumi, […] e al fatto che si son messi lì a studiarli perché giustamente non gli tornava 'sta storia che un fiume, dovendo arrivare al mare, ci metteva tutto quel tempo, cioè scelga, deliberatamente, di fare un sacco di curve, invece di puntare dritto allo scopo, […] c'è qualcosa di assurdo in tutte quelle curve, e così si sono messi a studiare la faccenda e quello che hanno scoperto alla fine, c'è da non crederci, è che qualsiasi fiume, […], prima di arrivare al mare fa esattamente una strada tre volte più lunga di quella che farebbe se andasse diritto, sbalorditivo, se ci pensi, ci mette tre volte tanto quello che sarebbe necessario, e tutto a furia di curve, appunto, solo con questo stratagemma delle curve, […] è quello che hanno scoperto con scientifica sicurezza a forza di studiare i fiumi, tutti i fiumi, hanno scoperto che non sono matti, è la loro natura di fiumi che li obbliga a quel girovagare continuo, e perfino esatto…

The Libertines