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Asociale

Ma se la definizione che mi è stata affibbiata consiste nell’essere una persona che adora ridere ma che non ama ubriacarsi di risate sproporzionate e fuori luogo, che pensa sia di gran lunga più gradevole un silenzio autentico di miriadi di sillabe buttate al vento, che ad una compagnia imputridita prevarrà sempre un’avvenente solitudine, che preferisce incatenarsi alla trama di un libro travolgente o farsi trasportare in luoghi lontani dalle note di un disco contenente della buona musica piuttosto che farsi soggiogare da chiacchiere ricolme di futilità, allora sì, l’essere “asociale” è una caratteristica portante del mio carattere. Un pregio al quale non voglio rinunciare.
Alessandra Mugnai

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Sei un fiume forte, non ti perderai

[…] mi viene solo in mente quella storia dei fiumi, […] e al fatto che si son messi lì a studiarli perché giustamente non gli tornava 'sta storia che un fiume, dovendo arrivare al mare, ci metteva tutto quel tempo, cioè scelga, deliberatamente, di fare un sacco di curve, invece di puntare dritto allo scopo, […] c'è qualcosa di assurdo in tutte quelle curve, e così si sono messi a studiare la faccenda e quello che hanno scoperto alla fine, c'è da non crederci, è che qualsiasi fiume, […], prima di arrivare al mare fa esattamente una strada tre volte più lunga di quella che farebbe se andasse diritto, sbalorditivo, se ci pensi, ci mette tre volte tanto quello che sarebbe necessario, e tutto a furia di curve, appunto, solo con questo stratagemma delle curve, […] è quello che hanno scoperto con scientifica sicurezza a forza di studiare i fiumi, tutti i fiumi, hanno scoperto che non sono matti, è la loro natura di fiumi che li obbliga a quel girovagare continuo, e perfino esatto…

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