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Spending review...pensioni d’oro e baby pensioni una voragine sul debito pubblico

Io mi domando e chiedo per quale motivo dobbiamo sempre nasconderci dietro il dogma dei diritti acquisiti. Uno dei pilastri fondamentali della "democrazia" è il do-ut-des, lo scambio di favori. Lo scambio di favori avviene in tutte le direzioni. In Italia si trova lavoro se si conosce qualcuno, si fanno affari se si conosce qualcuno, si trova la fidanzata se si conosce qualcuno, si curano le malattie se si conosce qualcuno eccetera.
Di conseguenza non è tanto il "diritto", parola vagamente sinistrorsa che rimanda ai "diritti dell'uomo" ma la rete di relazioni e di obblighi.
Non si può toccare il "diritto" di Tizio perché questo gli deriva dai favori dati e ricevuti. Oppure, per toccare questo "diritto" bisogna rimettere in discussione tutta la rete di relazioni che Tizio intrattiene sulla base dei favori dati e ricevuti.
Un corollario è che se si toccano i "diritti" dei capoccioni questi automaticamente fanno decadere i diritti dei "clienti" di questi capoccioni. Se esistono le "pensioni dorate" esiste anche un sistema pensionistico che da sempre elargisce la pensione come regalia, del tutto svincolata dalle somme versate, somme che per altro non vengono accantonate e tanto meno investite ma sono spese al momento del versamento a vario titolo e quindi al momento del pensionamento non esiste alcun accantonamento, col risultato che la pensione si traduce in prelievo fiscale sulla popolazione attiva.
Non è che migliaia o milioni di "baby pensioni (pensioni regalate) 19 anni sei mesi e un giorno o addirittura 16 anni elargite senza tenere conto del reddito del coniuge" sia meno giustificabile di una “pensione d’oro”. E le due cose sono strettamente collegate, perché una è il prodotto dell'altra.

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